Mi chiamo Rafael Tronquini, sono brasiliano, ho 26 anni e sono laureato in Scienze delle Comunicazioni. Sono nato in una città che si chiama Sao Leopoldo, vicino a Porto Alegre, capitale del Rio Grande do Sul, conosciuta nel mondo perché da tanti anni è sede del Forum Sociale Mondiale. Rio Grande do Sul è lo stato più a sud del Brasile, vicino ad Argentina e Uruguay. Sono arrivato in Italia il 9 febbraio e adesso abito a Grottaferrata.
Mi ricordo che da bambino per me era molto bello partecipare insieme alla mia famiglia alla messa domenicale, perché vedevo crescere la mia fede cristiana e mi sentivo parte di una comunità. Mio padre e mia madre mi hanno aiutato a cominciare il mio cammino di fede.
E’ soprattutto durante le lezioni di catechismo che facevo per prepararmi a ricevere per la prima volta Gesù Eucaristia, che ho capito il significato profondo di tante realtà di Dio, di Gesù, della Chiesa… Cresceva nella mia anima la Luce della fede, ed insieme un senso di sacro man mano che conoscevo la vita di Dio. Avevo un po’ di timore di Lui, anche se ricordo che durante il momento della consacrazione, a Messa, sempre gli dicevo qualcosa, spesso un semplice: “Ciao Gesù”. E basta. Una piccola frase, che per me era importante perché ero io che parlavo con Dio. Con il passare degli anni partecipavo alla messa domenicale ed ero molto attivo nella vita della parrocchia, soprattutto nei gruppi giovanili. Il mio rapporto con Gesù cresceva sempre di più.
Nel giugno del 2005, avevo 21 anni, insieme a mia sorella ho ricevuto l’invito a partecipare ad un incontro del Movimento dei Focolari, che si teneva nella mia città e durava qualche giorno. Era la Mariapoli. Sono andato lì senza aspettarmi niente. Una volta arrivati ho visto che le persone ci accoglievano, sorridenti, anche se non le conoscevamo. Ci dicevano “benvenuti” senza parlare. Ho capito che dovevo cambiare il mio atteggiamento: anch’io dovevo rispondere con il mio amore a quella calda accoglienza che ci riservavano. In quei giorni ero molto colpito dal vedere tanti atti d’amore concreto intorno a me. Come quel sacerdote che puliva il bagno, i bambini liberi di esprimersi nei loro giochi, la gioia che provavamo con gli altri giovani nel pulire pile di piatti, i gen e le gen che trasmettevano a tutti la loro gioia di amare anche attraverso i canti, ecc.
Passo dopo passo anch’io ho cominciato ad amare, ed ho ricevuto una grande luce dalla fede che vedevo vissuta da queste persone. Ho capito che Dio mi ama immensamente. E’ stato un momento bellissimo questa scoperta di Dio che è Amore, come diceva una canzone che i gen e le gen cantavano, che era frutto di un’esperienza di vita e trasmetteva anche a me un nuovo senso per vivere.
Ricordo che la canzone diceva: “Vivere per portare nel mondo l’unità, la pace, perché Dio sta nei fratelli tuoi … E scoprirai allora il Cielo dentro te, una scia di luce lascerai …
Dopo aver ricevuto la luce della fede, ho fatto tante esperienze per viverla e trasmetterla a tanti altri. Non sempre è facile, ma cerco di ricominciare sempre ad amare, anche nelle piccole cose di ogni giorno.
Una volta ho cominciato a dare il “buongiorno” ad un signore che ogni mattina, mentre andavo a lavoro, vedevo lavorare in un giardino. Sentivo che era una opportunità di trasmettere quell’amore che avevo ricevuto in Mariapoli. Mi ricordo che non ero preoccupato di essere compreso ed ogni mattina gli dicevo “buongiorno”. Un giorno questo signore mi ha chiamato e mi ha raccontato qualcosa della sua famiglia. E alla fine mi ha detto: “Dio ti benedica sempre”. Per me è stata una spinta a continuare ad amare tutti, guardandoli con gli occhi di Dio.
Mi ricordo anche di un’altra esperienza con un compagno dell’università.
Per vario tempo, con semplicità, ho cercato di amarlo e così è cresciuto un bel rapporto fra noi. Un giorno, con una certa sorpresa, ho ricevuto da lui una lunghissima e-mail dove mi comunicava tante cose della sua vita personale: rapporto con la sua ragazza; dubbi sulle scelte da fare per la sua professione, ecc.
Per vario tempo, con semplicità, ho cercato di amarlo e così è cresciuto un bel rapporto fra noi. Un giorno, con una certa sorpresa, ho ricevuto da lui una lunghissima e-mail dove mi comunicava tante cose della sua vita personale: rapporto con la sua ragazza; dubbi sulle scelte da fare per la sua professione, ecc.
Gli ho subito risposto che se voleva potevamo vederci una sera per prendere un caffè insieme. Piccolo particolare: abitavamo a due ore di distanza. Per cui un giorno ho preso la macchina e sono andato a trovarlo nella sua città. E’ stato un momento molto bello, in cui semplicemente ho ascoltato tutto ciò che voleva dirmi.
Mentre ritornavo a casa ho ricevuto un suo sms dove mi ringraziava di quel momento.
Il nostro rapporto è cresciuto e si è approfondito. E dopo un po’ di tempo è venuto lui a trovarmi nella mia città ed io ho potuto aprirgli il cuore, e gli ho raccontato la mia scelta di vivere il Vangelo di Gesù in tutto quello che faccio nella mia vita.
Il nostro rapporto è cresciuto e si è approfondito. E dopo un po’ di tempo è venuto lui a trovarmi nella mia città ed io ho potuto aprirgli il cuore, e gli ho raccontato la mia scelta di vivere il Vangelo di Gesù in tutto quello che faccio nella mia vita.
Grazie Rafael!
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