sabato 19 novembre 2011

Our Common Humanity

“How can we explain the psychological level of solidarity, cooperation and interdependence among people?” Stephen F.
I wish to address the concept of “our common humanity” through the theme of freedom and a sense of connection that comes from abandoning our attachments. Let me explain it through the story of American astronaut Rusty Schweickart, during the flight of Apollo 9 to the moon in 1969. On the first part of the flight, the crew was kept so busy with tasks and fixing their equipment that no one was looking out of the windows. Only as they were orbiting the globe while awaiting their return to Earth, did Schweickart glance outside.

Oltre la frammentazione

ManifestantiLe istanze degli indignati richiedono un nuovo modo di pensare e di studiare. La risorsa dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano. A due passi da Firenze.                                                              
Dalla pubblicazione del libro di Hessel del 2010 (Indignatevi! ‑ Add Editore) le proteste sono dilagate in 951 città di 82 Paesi. Motivi non ne mancano: precarietà, sistema finanziario, crisi politiche. In Italia, la manifestazione di Roma del 15 Ottobre 2011 ha evidenziato, per questo movimento, il rischio di restare ostaggio della violenza. Per avere un futuro politico occorre saper coniugare la spinta personale con un progetto collettivo condiviso e duraturo. Non basta l’annuncio della nonviolenza, è necessario educarsi a essa; non basta gridare al cambiamento senza il rispetto reciproco, elemento non accessorio della democrazia.

venerdì 18 novembre 2011

Bangui: un oasi di pace ma...

E pensare che tutto é cominciato qui: la storia ci insegna che le prime comunitá di uomini sono nate in Africa. Arrivati qui e guardandoci attorno é stato il primo pensiero. Davanti agli occhi ci si presenta un altro mondo: strade dove si alterna il passaggio di macchine e persone che trainano carretti pieni di tronchi o altro da vendere, disordinatamente baracche al posto di case nascoste dalla natura rimasta ancora selvaggia. Questo forte impatto é stato smorzato subito dalla gioia ed accoglienza che la comunitá ci ha dato. Questa gioia é stata confermata dai volti sorridenti e curiosi di tanti bimbi con cui abbiamo avuto l’opportunitá di passare il nostro tempo. Le nostre mattinate sono state invase da una settantina di bambini e ragazzi di vari quartieri di Bangui. Il tempo insieme a loro volava tra partite di calcio, tiro alla fune, bans e tanti altri giochi.

Steps towards the Genfest: 2012 Schedule

Hello to everyone! We are the Youth for a United World (Y4UW) from Castanhal, Belém area, North Brazil and we are moving on with our Genfest preparations.
Some ideas have already started to “boil” and we think that these ideas could also be shared with Youth for a United World (Y4UW) living in other cities.
For example, the proposed "Talent Festival" should be built step-by-step through workshops with the Y4UW. In this way, all together we can create the criteria, bring out the talents, decide the motto and prepare all the works that are needed. It would be good to invite groups of young people of our own parish, neigbourhood and all the other youth we can get in contact with.

giovedì 17 novembre 2011

Due mesi di Occupy Wall Street

Il 17 novembre il movimento torna in piazza, nonostante lo sgombero di Zuccotti Park. Al di là delle modalità della protesta, il disagio che esprimono è condiviso: e le voci corrono su internet
Zuccotti Park e Liberty Square saranno pure stati sgomberati, ma per capire che la storia non finisce qui basta guardare la data: oggi, 17 novembre 2011, sono passati due mesi da quando il movimento Occupy Wall Street – che ne ha generati a centinaia, da Occupy Portland a Occupy Denver – è iniziato. Per questo gli (ex, almeno allo stato attuale) dimostranti hanno annunciato per oggi, anche in occasione della giornata internazionale dello studente – in cui sono previste anche in Italia manifestazioni per il diritto allo studio e contro i tagli all'istruzione – una nuova serie di azioni. Nessuno si azzardi a dire che sono dei dormiglioni: alle 7 del mattino – le 13 in Italia – si riuniranno a Liberty Square, prima che suoni la campana che dà inizio agli scambi in borsa, per «mettere Wall Street di fronte alle storie di tante vittime dell'ingiustizia economica», come si legge sul loro sito. Alle 15 si sposteranno in metropolitana per leggere queste storie ai pendolari, e due ore più tardi a Foley Square, di fronte al municipio, in sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi. Infine, accompagnati dalla musica, marceranno sui ponti della città.

Fraternamente "DENTRO"

Da diversi mesi i Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Milano hanno avuto l’ocassione di intraprendere un iniziativa di grande importanza sociale presso il carcere di San Vittore; l’animazione delle messe all’interno del carcere, Elena ci racconta cosa e come lo ha vissuto.
“Una mattina di novembre dell’anno scorso ricevo una mail da una Giovane per un Mondo Unito con un’inedita proposta: andare ad animare la messa al carcere di San Vittore, il carcere più antico di Milano. Non sapevo si potesse animare una messa in carcere! Per la verità non mi ero nemmeno tanto posta il problema di se e come i detenuti potessero far messa.
Insomma scopro che si può. E mi piace l’idea di fare tutto ciò insieme ad altri ragazzi e ragazze come me vogliosi di svegliarsi alle sei per essere alle sette e mezza davanti al carcere e in mezzo alla gelida brina invernale!
Don Pietro, uno dei due preti presenti a San Vittore, vuole però incontrarci prima. Non solo perché si provi ad infilare insieme qualche nota intonata delle canzoni che dovremo fare, ma anche perché vuole prepararci a quello che vivremo. Non è facile come sempre e non sarà una messa come le altre.
Ci attende un compito sottile d’amore: vivere questa collaborazione con naturalezza; ma allo stesso tempo non dimenticare la dimensione in cui stanno vivendo i nostri compagni di panca – che poi di panche non ce ne sono e si sta tutti in piedi!
Non dimenticare per avere quell’accortezza, quella sensibilità, quel rispetto per la vita altrui.

mercoledì 16 novembre 2011

Normale o straordinario?

Diamo voce in questa rubrica alle storie dei tanti giovani italiani che si impegnano nel quotidiano per il bene di tutti. Iniziamo con la testimonianza dei volontari nella Liguria colpita dalle alluvioni
Domenica 13 novembre una ventina di ragazzi piemontesi sono scesi in Liguria, nelle zone colpite dall’alluvione, e si sono sporcati di fango fino al mento col sorriso. La settimana precedente, di ritorno da un viaggio, era nata tra alcuni l’idea di incominciare a essere testimonianza vitale nella società, per rinnovarla partendo dalla fraternità. Dunque, andare a dare una mano a quelle persone diverse da noi, ma con almeno due cose in comune: essere uomini e non potercela fare da soli. Tra tutti, solo due o tre si sono assunti la responsabilità di lanciarsi, ma è così: bisogna spingersi, trainarsi l’un l’altro. I giovani sono così: hanno le energie, ma necessitano di esempi come il pane.

Loving others really rocks!

Recently, after some introspection, I realized that I have probably been unhappy because I had gotten into the bad habit of living just for myself, despite knowing all the good things about loving others. I knew I wasn’t living according to the Gospel at all, and I decided to try to put myself aside and live for others, starting with the little things.
That Sunday night I was planning to go to bed early to be ready for another busy week. That’s when I got a phone call from my sister, a designer/art major. She was working on a school assignment, which required creating a website and posting pictures of her work. It involved some technical IT skills, with which she wasn’t really familiar. I am more tech-savvy, so she wanted my help.

martedì 15 novembre 2011

Corea: "Vogliamo dare la nostra forza, il nostro amore e gli aiuti concreti"


"Sabato 19 novembre i Giovani per un Mondo Unito della Corea faranno un’attività di portare il carbone per i villagi (dove abitano i poveri e gli anziani soli). Ciò vuole essere il primo passo verso Genfest 2012 - vivere ‘la cultura del dare’. Vogliamo dare la nostra forza, il nostro amore e gli aiuti concreti con la raccolta dei fondi per comprare il carbone che porteremo alle case dei poveri."
La foto sopra indica gli occorrenti personali per quest'attività.
Dai Giovani per mondo unito della Corea

Dialogo interreligioso, dialogo della vita

Palermo, le giornate di studio sul dialogo interreligioso e interculturale hanno radicato questo dialogo nel contesto del quotidiano della città
Si sono svolte a Palermo nei giorni scorsi le “Giornate di studio e riflessione sul dialogo interreligioso e interculturale”, promosse dalla Regione Sicilia, dal Coppem (Comitato Permanente partenariato euromediterraneo dei poteri locali e regionale, che associa 43 tra città e regioni sia della sponda sud che di quella nord del Mediterraneo) e dalla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. Gli incontri si sono svolti presso la sede arcivescovile di Palermo alla presenza di esperti dei vari settori culturali, sociali e religiosi provenienti dal mondo cattolico, musulmano ed ebraico.
Sono stato invitato ed ho partecipato con sincero interesse seppur, devo confessarlo, temevo che queste due giornate alla fine fossero un'ulteriore celebrazione di un dialogo senza cuore, di una convegnistica fine a se stessa. Invece ho visto in questo incontro diversi elementi di novità. Innanzitutto quello che potrei chiamare, l’elogio delle città, presenti grazie al Coppem e alle esperienze dei sindaci di Moerdjik (Paesi Bassi), Binyamina-Givat Ada (Israele) e del responsabile dell'ufficio internazionale dell'Organizzazione città arabe.

lunedì 14 novembre 2011

Tappe di un percorso verso il Genfest 2012

“Noi Giovani per un Mondo Unito (GMU) del Valdarno vi scriviamo per aggiornarvi della bellissima serata che abbiamo organizzato domenica 23 ottobre.
L’idea di questo evento è nata come seconda tappa di un percorso verso il Genfest 2012 che stiamo facendo con i nostri amici e non solo.
Il primo appuntamento era stato un apericena per aiutare il giappone dopo il terribile terremoto; siccome era andato molto bene ed il format della serata è piaciuto molto ai giovani, abbiamo deciso anche questa volta di seguire lo stesso schema (con qualche miglioramento).
Quindi abbiamo organizzato una serata apericena in una sala nella piazza principale di Figline Valdarno; lo scopo di questo evento era quello di creare un opportunità per stare con i nostri amici e conoscenti in maniera diversa, e cioè presentando un’esperienza di volontariato fatta in Brasile da 4 ragazzi quest’estate.
Ad un certo punto nella serata, abbiamo presentato i GMU, lanciato il Genfest e come testimonianza i 4 ragazzi hanno condiviso la loro esperienza con racconti e foto.

Life in a Day

What happens when you send a request out to the world to chronicle, via video, a single day on Earth? You get 80,000 submissions and 4,500 hours of footage from 192 countries. Producer Ridley Scott and Oscar-winning director Kevin Macdonald took this raw material — all shot on July 24, 2010 — and created Life in a Day, a groundbreaking, feature-length documentary that portrays this kaleidoscope of images we call life. National Geographic is bringing it to theaters starting July 24, 2011. Prepare to be amazed.
Full show: http://www.youtube.com/lifeinaday

Giovani, la musica, la città: con il Gen Rosso in tour

Note di viaggio dall’ultimo tour del Gen Rosso.
Tra i mesi di Settembre e Ottobre il gruppo musicale internazionale Gen Rosso ha fatto tappa in Italia e nella Repubblica Ceca. L’occasione è stata la ripresa dei progetti europei per le scuole superiori che sta coinvolgendo studenti di mezza Europa in un’avventura affascinante, certamente unica nel suo genere.
A Udine, grazie al progetto “Arts & Culture reshaping urban life – Arte e Cultura per rivitalizzare la città” 16 giovani hanno lavorato tre giorni con il gruppo per rappresentare insieme il Musical Streetlight. Come ha dichiarato uno dei partecipanti «ciascuno di noi qui ha un ruolo: se già suona bene uno strumento non deve avere paura di suonarlo e, se uno ancora non lo sa suonare proprio bene, non deve aver timore di non essere all’altezza… c’è posto per tutti».

domenica 13 novembre 2011

Young lives take shape in the Focolare community at Mariapolis Luminosa

There were 10 of us around the table at Mariapolis Luminosa, from 10 different countries including the Dominican Republic, Lebanon, Brazil, the U.S. One of my most precious memories is the time I spent there at one of the Focolare’s 32 little cities worldwide. There I saw what the world would be like if everyone lived according to the Gospel’s message of love. That time will remain forever as the tangible proof that unity is possible and real.
Located in New York’s lush Hudson Valley, Mariapolis Luminosa provides lasting educational experiences for youth. Since the 1986 inauguration it has welcomed hundreds of young people who have generously dedicated a weekend, a month, a semester or a year to volunteer their time, talents and energies.
Although messages of materialism and individualism fill our TV screens, a recent study shows that youth really are stepping up to build a better world. The Corporation for National and Community Service reported that more than 15.5 million youth contributed 1.3 billion hours of service. Furthermore, those youth who volunteer do so simply out of altruism.

sabato 12 novembre 2011

CINE DEBATEEEEEE

Dai Jxmu Uruguay: "Este sábado 12 de noviembre de 18 a 21 un doble programa con le mejor película del año: "DE DIOSES Y HOMBRES". En la previa, temas musicales de Madonna.
Y el aftercine, diálogo sobre LAS OPCIONES RADICALES...!!
Siempre en Pablo de María 1034 esq. Durazno, gratuito y
abierto a familiares y amiegos...
Nos vemos!!!"
Time: 12 November · 18:00 - 21:00
Location: Pablo de María 1034 esq. Durazno, Montevideo, Uruguay
http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=107162129397813

Azione INCARTA PACCHETTO

Dai Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani
"Avete avuto un anno per esercitarvi ad incartare regali: siete pronti alla nostra nuova sfida? Quest'anno vorremmo destinare il ricavato al GENFEST...che cos'è???? Vieni e lo scoprirai! :D
Aspettiamo presto le vostre prenotazioni...
i Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani.
PS: X questo tipo di iniziativa consigliamo di vestirvi pesanti e d'indossare i guanti quelli tagliati! Per il resto sapete già che ci sarà molto da divertirsi quindi ora tocca a voi decidere quando venire!"
Time: 08 December at 09:30 - 24 December at 18:00
Location: Rocco Giocattoli, Via della Cannuccia 3, Anzio, Italy

In Thailandia è catastrofe

Più di tre milioni di famiglie sfollate, 62 province colpite, oltre 60 milioni di tonnellate di riso perduto. Nessuna protesta e tanta solidarietà. Dal nostro corrispondente
L’inondazione più grande che la Thailandia abbia subito negli ultimi 75 anni ha del catastrofico. La domanda su quando tornerà la normalità, non trova risposte rassicuranti. Al momento si parla, in tutto il Paese, di circa tre milioni di famiglie colpite, 60 milioni di tonnellate di riso perso; mentre l’acqua ha inondato tutto il nord del Paese, 62 provincie in tutto. Ora l’inondazione è diretta verso il sud, verso Bangkok, che verrà attraversata da milioni di metri cubi d’acqua che si riverseranno sul fiume principale, il Bangpakong, che può raccogliere circa 36 milioni di metri cubi per poi scaricare in mare.

Chi dice che i giovani sono passivi?

In occasione di un incontro dei giovani di Milano è stato invitato Raffaele Cardarelli, esperto nel campo della comunicazione pubblicitaria da più di venti anni attivo in questo campo. Il sucesso di questo incontro sulla visione della donna attraverso i media ha portato un entusiasmo tale tra le giovani presenti che ha portato alla decisone di replicare questo incontro, ma questa volta aperto anche ad altri giovani e agli adulti, cercando di puntare soprattutto agli educatori.
L’appuntamento ha riscosso interesse e ci siamo resi conto di quanto la comunicazione ci tocchi da vicino in ogni  aspetto della nostra vita. Purtroppo non abbiamo gli strumenti adeguati per avere un approccio critico nei confronti del messaggio pubblicitario che riceviamo e che creiamo”.
Da questo pensiero è nata l’idea di un progetto più organizzato e strutturato della durata di un anno. Questo incontro sarà rivolto ai giovani dai 14 ai 30 anni, in modo particolare ai ragazzi delle scuole superiori e dell’Accademia di arti visive di Santa Giulia (partner del progetto). L’obiettivo è di produrre conoscenza e consapevolezza dei linguaggi dei media, fornendo alcune chiavi di lettura, con riferimento a tre questioni sociali di particolare rilevanza nel territorio bresciano: le dipendenze giovanili (alcol e droga); la multiculturalità; il rapporto uomo-donna. Queste tematiche saranno affrontate sia attraverso delle conferenze che con dei lavori di gruppo più ristretti affinché tutti possano esprimersi e contribuire al progetto.

venerdì 11 novembre 2011

The challenge of stopping to understand its meaning in our lives and translate words into action

As the tragedy in the Gulf of Mexico continues to play out, the unfathomably devastating consequences of the oil spill are inescapable, even to those of us thousands of miles away from the lost and shattered lives of humans, animals, plants and entire ecosystems.
That the reality of this spill remains clearly before our eyes is important, not only as a sad reminder, but, even more so, as an urgent challenge for us, one for which the future of our planet rests. This is a moment to connect the dots and see things differently.
It’s easier — or at least more comfortable — to focus sole blame upon the failed actions of BP and its contractors, or those entrusted with regulatory oversight. But it gets a little more difficult when you look a little deeper. Conversations that revolve around cutting our use of fossil fuels still don’t dig deeply enough.

giovedì 10 novembre 2011

Bangkok: Da un appello sul social network

"Ho trovato sul social network un appello di un amico che era in partenza per le zone dove l’alluvione è stata più grave: mi sono messa  in contatto con lui e gli ho detto che volevo anch’io dare qualcosa. Ne ho parlato anche con mia madre che ha preso alcuni suoi abiti e ha poi chiesto ad un’altra signora del mio paese se non voleva anche lei inviare del vestiario. Questa signora ci ha mandato tre grosse borse di vestiti da parte sua, della figlia e del genero insieme a del denaro.
Il giorno dopo siamo andate a casa di una zia che, sentito quanto era accaduto, è andata subito nella sua stanza per prendere vestiario e soldi che mi ha consegnato. La sera ceno con i parenti e un cugino mi mette in mano altri soldi.