domenica 27 novembre 2011

Le cattedre di Sophia: Gerald Pillay (Liverpool Hope University)

2 dicembre 2011 18:30 - 20:30
L'idea di università, attualità e rilevanza per oggi.
Venerdì 2 dicembre 2011 ore 18,30
Il titolo della serata: “John Henry Newman: L’idea di Università. Attualità e rilevanza per oggi”
Interventi:
Gerald Pillay
Vice Cancelliere e Rettore della Liverpool Hope University
Introduzione
Prof. Piero Coda – Preside dell’Istituto Universitario Sophia
Gerald Pillay è autore di molteplici pubblicazioni; ha insegnato Storia ecclesiastica prima presso l’Università di Durban e poi all’Università del Sud Africa. Nel 1997 è divenuto professore della Fondazione e Direttore del Dipartimento di Teologia e Studi religiosi presso l’Università di Otago, la più antica Università della Nuova Zelanda. Nel 2003 è stato nominato Rettore della Liverpool Hope University, nel 2005 Vice Cancelliere e, in tale qualità, ha conferito l’ultima laurea honoris causa a Chiara Lubich, in Teologia. Ha lavorato inoltre nei consigli di redazione di due importanti riviste internazionali (Studia Historiae Ecclesiasticae e Verbum et Ecclesia) e ha offerto le proprie competenze in vari enti pubblici ed educativi. Oggi collabora anche presso le Università di Cambridge, Oxford, Pretoria, California, Canada e Monaco di Baviera.

sabato 26 novembre 2011

Ordinary, extraordinary life

One day, when she was a child, her mother asked her to clear the table. Chiara Luce’s immediate response was: “I don’t want to,” folding her arms across her chest and walking out of the room. Within a few steps, however, she turned back saying: “How does that story from the Gospel go about the father who asks his son to go to the vineyard… Mummy, help me put my apron on,” and proceeded to clear the table.
Chiara Luce Badano had a generous and lively personality. She was born in 1971 in Sassello, Italy, an only child conceived after 11 years of marriage.
At age 9 she heard about the Focolare’s ideal of unity from some of her friends and discovered a new way of living and thinking which satisfied her thirst for God. After a Focolare youth gathering she wrote: “I have rediscovered the Gospel in a new light. I realized that I wasn’t a true Christian because I wasn’t living it fully. Now I want to make this magnificent book the only aim in my life.” Her parents embraced the spirituality of unity as well, and they lived it together.

Unidad en la diversidad

SEMANA MUNDO UNIDO 2011
 
En el cierre de la semana,  el domingo nos fuimos a una plaza popular, con la idea de conocer nuevos amigos y compartir una tarde con nuevos candidatos a la unidad. Fue muy lindo porque pudimos darnos cuenta de cuantos jóvenes quedan contentos al conocer nuestras ideas y están dispuestos a construir lazos de fraternidad, tan solo hay que proponernos a buscarlos e invitarlos. Compartimos así una tarde con diversos juegos y dinámicas muy divertidas que nos ayudaron a conocernos y a donarnos unos a otros, pero lo más importante es la oportunidad de construir la unidad con los demás, aún a pesar de las diferencias. Fue un momento de sentirnos realmente protagonistas de la construcción de un mundo unido, somos diversos pero compartimos el deseo de realizar un mundo nuevo.
SETTIMANA MONDO UNITO
Nel fine settimana siamo andati a una piazza popolare, con il desiderio di incontrare nuovi amici e condividere una serata con altri candidati all'unità. È stato molto bello perché ci siamo resi conto quanti giovani sono felici di conosce i nostri ideali e sono anche disposti a costruire legami di fraternità. Bisogno soltanto andar al loro incontro. Condividiamo quindi una serata con diversi giochi ed altri attività varie che ci hanno dato l’occasione di conoscere l’un l’altro, ma soprattutto anche l'opportunità di costruire unità, nonostante tutte le diversità. Sono stati momenti nei quali ci siamo sentiti protagonisti nella costruzione di un mondo unito. Siamo diversi, ma condividiamo il desiderio di fare un mondo nuovo.

venerdì 25 novembre 2011

ENTREGA DE REGALOS EN NAVIDAD

Una de nuestras actividades que ya forma parte de nuestra vida como Jóvenes por un Mundo Unido (JMU) es el compartir con niños y adultos la época navideña, donde  experimentamos que no todo es dar, si no también el recibir; Así en cada ocasión que nos encontramos con estas personas de escasos recursos, recibimos tanto: una sonrisa, un agradecimiento, un abrazo  que nace de la convivencia con las comunidades de nuestro país. Este año visitamos  Patzun y San Martin donde alrededor de 250 niños se hicieron presentes.
CONSEGNA DI REGALI A NATALE
Una delle nostre attività che fanno già parte della nostra vita come Giovani per un Mondo Unito (GMU) è quello di condividere con i bambini e gli adulti la stagione natalizia, dove noi sperimentiamo che non si tratta solo di dare, ma anche di ricevere. Così in ogni occasione dove troviamo queste persone con risorse limitate, riceviamo tanto: un sorriso, un grazie, un abbraccio che deriva dal vivere insieme con le comunità del nostro paese. Quest'anno abbiamo visitato Patzun e San Martin, dove erano presenti circa 250 bambini.

Tears of Hope

Lance, a youth from Mati in southern Philippines, shares his experience of love and hope amid a very tense situation in his family.
Lance met the Gospel life of unity through a friend during meeting with some young members of the Focolare in Mati City, Davao Oriental. What struck him were their concrete experiences in living the Gospel. He narrates, “It became like a burning fire that I always carry in my heart. The vivid smiles of these young people remained with me… Now, through the life shared together and the strong unity of our community in Mati, this way of life has helped me handle problems that come my way. Maybe if I hadn’t met this life, I would have been much worse off.”
“One day,” he continues, “I felt my parents giving each other the cold shoulder. I was sure something was happening. True enough, the tension between them mounted and suddenly they were shouting at each other and I didn’t know why.” For Lance, fights between other married couples were normal, but not when it came to his parents. According to him, “They’ve raised us up without quarrels or arguments between them. That’s why I was pretty scared that such a thing was happening.”

giovedì 24 novembre 2011

Los Angeles – Stepping Stones to Unity

Il primo ottobre circa 100 giovani si sono radunati per una presentazione del Genfest 2012 a Los Angeles. Eravamo di varie città vicine e lontane: San Diego, Madera, Santa Clarita e il Bay Area.
Il titolo che avevamo scelto per la giornata era "Stepping Stones to Unity." Fra canti, workshop, giochi e presentazioni, noi Giovani per un Mondo Unito (GMU) abbiamo dato uno sguardo sulle varie attività a livello locali e mondiale, trapassando l’idealità della nostra vita.
Presentando il Genfest 2012 tramite un video clip dell’ultimo Genfest, abbiamo messo in evidenza i diversi aspetti del programma: le danze, i canzoni, le esperienze di vita e le migliaia di giovani che provengono da tutto il mondo per partecipare a questo grande evento. Poi, abbiamo annunciato il prossimo Genfest 2012 che si terrà a Budapest dal 31 agosto al 2° settembre 2012.

Singapore Genfest preparations - U:NITE

Many warm greetings from all of us here in Singapore!!!
We would like to update you a little about what we have during this year. Actually, it has been a very special year.
During the first months, we were invited by a parish to animate a youth group. We decided to present Chiara Luce’s life, an Italian young girl who passed away in 1990, leaving behind a trail of light due to her radical witness of the Gospel. It was a success!! Many young people were touched by her life. After that, we started meeting each month in order to follow her example in putting the Gospel into practice and share our experiences taking one phrase of the Gospel at a time. In fact, each meeting turned out to be a powerful moment! It did not matter whether we were four or fifteen; what mattered was that we were slowly slowly learning to live the Gospel. We hope we can all come together to the Genfest in Budapest! 
Last June, we had our three-day meeting where many youth attended. Since we were all very enthusiastic after that meeting, the first thing we did was to set up a “group page” on Facebook where each one could maintain contact and be updated.
Secondly, in view of the upcoming Genfest, we started rehearsing in order to compose two songs for this international event. The musical band is made up of young people of different ages: from teenagers to young adults. We meet once a week and during these practice sessions we try to maintain an atmosphere of mutual love, listening to one another in depth during the sharing of ideas.

mercoledì 23 novembre 2011

"Giorni stupendi, che ci hanno aperto il cuore e gli occhi..."

Aggiornamento dell'Estate 2011 di alcuni GMU sparsi per il veneto (tra cui 2 vicentine)
Quest'estate, a Scicli (RG), è accaduto qualcosa di veramente speciale. In tredici, tra GMU e nostri amici, abbiamo avuto modo di passare una vacanza davvero unica e inaspettata. La proposta di organizzare un campo di volontariato per seguire la colonia estiva del Centro Diurno per minori in difficoltà del Comune di Scicli, arriva questa primavera. Suor Lucinda, la responsabile del Centro, quando la contattiamo è subito commossa, “Quest'estate sarei stata da sola!” ci dice. Ciò che le proponiamo sembra cadere a pennello! A questo punto, bisogna incominciare a pensare un po' di cose, quindi iniziamo a vederci a Padova per diverse settimane. Grazie all'aiuto di persone speciali che ci permettono di trovare e usare due pulmini 9 posti, riusciamo a risolvere diversi problemi legati al trasporto dei bambini. Il centro dove abbiamo svolto le attività è il convento del “Rosario” dove vivono tre suore che accolgono circa 35 bambini con difficoltà familiari di vario genere.

“If I want to love, I have to take risks.”

The story of Aldie Sario, a youth who has been lifted up from a life of destitution by God’s love
Aldie always likes to share that he was still in kindergarten in Bukas Palad, a social outreach centre of the Focolare in Agdao, Davao del Sur, when he came across the spirituality of unity. Among the programs of Bukas Palad, in fact, is “Support at a distance” which is geared towards the education of underprivileged children. Aldie is one of its hundreds of beneficiaries. He was still small when he and his family started to receive support.
Every year, when school opened, he was excited because he would have new school stuff: new shoes, uniform, etc. Most of his school needs were provided for by the program, even his fare for transportation. But later he realized that they were providing not only material things, but also took care of his spiritual needs. “Every Saturday,” he shares, “together with other children, we would go to a house where we played, sang, danced and watched animated videos about the Gospel. I found out later that ‘that house’ was the Focolare centre.” He could not explain why but he felt a certain attraction while attending meetings and when people shared their experiences: how they loved Jesus by helping out at home, how they made up with others especially after a fight, or assisted classmates in school, etc.

martedì 22 novembre 2011

Genfest 2012: Work in Progress

Ciao!!!! :D
Scenografia tecnica, programma, allestimento… Dall’11 al 14 novembre, abbiamo fatto il primo incontro a Budapest tra i componenti delle commissioni dedicati a questi settori in Ungheria e al centro internazionale a Roma. Durante questi giorni abbiamo potuto fare un sopralluogo dove si svolgeranno i vari momenti che compongono il nostro incontro mondiale: Genfest 2012, ma più che altro, è partita tra tutti noi la comunicazione, si sono allacciati i rapporti personali, condizione indispensabile per il lavoro comune.
Venerdì sera, durante spontanea cena, Chicco e Sara, i responsabili della produzione e Gegè, responsabile della costruzione del palco, hanno potuto conoscere Nóri e Berci insieme alla lingua ungherese. Si sentiva che aveva inizio l’atmosfera del Genfest!
Il giorno seguente abbiamo visitato i luoghi dei previsti appuntamenti del Genfest. Non bisogna nemmeno dire che sono piaciuti moltissimo anzi, abbiamo provato ad immaginare alcune proposte arrivate, lì sul posto, vicino al Danubio. La Basilica ha fatto dilagare un unanime successo e eravamo particolarmente contenti di aver potuto visitare nella parte inferiore della Basilica, le tombe di personaggi famosi, tra cui quella di Puskas Ferenc. Naturalmente tutti sapevano a quale squadra aveva dato il più grande successo.

Occupy Wall Street (OWS): a cry to be heard

Interview to financial expert Maria Pereira
by Antonella Ferrucci
Maria, can you help us to understand this OWS movement ?
In time the Occupy Wall Street (OWS) Movement may be seen as giving great impetus to reform Finance. Inspired by the Arab Spring and the indignados’ manifestation in Madrid, OWS started on Sept. 17, 2011 near the Wall St. area, the symbol for the financial world. It shows participatory democracy in action. It began unperceived with little media coverage, but by October 15, OWS had spread to 951 cities in 82 countries. It was not intended to be restricted to the US or Finance, but to bring attention to the world crisis. It was a cry for economic justice, responsibility, democracy and human dignity. For Christians, it could be seen as a cry for God.
In your opinion, what is really happening in front of Wall Street?
To understand why Wall St. was picked as a symbol for protest, we need to revisit the financial crisis in 2008, when the US government bailed out banks that had brought about near collapse through irresponsible and often unethical financial practice, fed by greed. The market showed itself to be inefficient, imperfect, and irrational. To prevent financial meltdown, the US government injected $700 billion under TARP. Once the banking sector recovered, bankers continued with their self-serving practice and excessive compensation. Despite repeated liquidity injections by government, Wall Street forgot the purpose of banking, which is to provide support to the economy. Unemployment continued to rise. This was seen by the citizen as privatization of gains and socialization of losses. The movement has been criticized for not having any agenda, but what is of importance to the demonstrators is clear. Economic justice is one, manifested by protest against income and tax inequality, with the rallying cry of the “99%”. The young worry about employment and reduction in education spending, and older people are concerned about their pension, as excessive speculation led to turbulent financial markets, eroding savings and rendering planning difficult. OWS denounces economic injustice and the corruption of politics by the financial sector, a main lobbying force and contributor to political campaigns, thus paralyzing government action for the common good. Included in concern about the future is that for the environment.

lunedì 21 novembre 2011

Filippine, media e dialogo: quando i giornalisti muoiono

Un’iniziativa di New City Press, la casa editrice filippina dei Focolari, a Palawan, nelle Filippine occidentali, per sostenere il lavoro dei giornalisti che rischiano ogni giorno la vita nella lotta per i diritti umani.
I media, nelle Filippine, vivono una situazione molto critica. Negli ultimi due anni, infatti, tanti giornalisti hanno pagato con la vita il loro servizio alla verità. Come nel massacro del 23 novembre 2009 a Maguindanao (sud delle Filippine), quando 34 giornalisti sono stati uccisi a causa di dispute politiche e tribali. Anche altri colleghi che lottavano per i diritti umani sono stati minacciati, e alcuni anche uccisi. Uno dei casi più celebri è stato quello del Dottore Gerry Ortega, ambientalista e giornalista, assassinato il 24 gennaio 2011 per il suo impegno contro il diboscamento illegale a Palawan (isola delle Filippine occidentali).

Our Life and Beauty

One of the last honorary doctorates bestowed on Focolare founder Chiara Lubich before her death was an honorary doctorate in Art by the Catholic University of Maracaibo, Venezuela. Following are excerpts from her acceptance speech.
Right from the beginning, we always had an ardent desire in our hearts: that of shouting out with our lives, with words, through the arts, that God is Beauty … We have always wanted to arrange everything around us in such superior harmony as to make of our dwelling place a corner that mirrors nature, which simply by its presence elevates and draws one’s soul to God.
This is reflected in the welcoming simplicity that distinguishes our homes, our centres and the little cities … In addition, this vocation has made it possible for many artists to find a source of inspiration in the spirituality of unity …

domenica 20 novembre 2011

Spot antidroga

«Un argomento importante non giustifica un comunicatore noioso».
«Se il cammello di Gheddafi viaggia a 60 km all’ora, quanti chilometri percorrerà in due ore e mezzo?». È una domanda semplice per adolescenti dai 16 anni in su. Ma quando viene proposta dal simpatico presentatore dello Sconvolt Quiz del programma tv Le Iene alle sette di mattina, all’interno di una discoteca a ragazzi e ragazze frastornati da ore e ore di musica “a palla”, condita da alcol e droghe più o meno leggere, la domanda può diventare un quesito insolubile.
I volti intorpiditi e affannati dei giovani intervistati – che azzardano risposte improbabili («Dunque: se la velocità è spazio diviso tempo… sei per due fa dodici… vero?») – implorano, invano, un suggerimento dall’impassibile intervistatore.
Il premio previsto per la risposta esatta (una maglietta o un cappellino del programma Le Iene) resterà una chimera.

sabato 19 novembre 2011

Our Common Humanity

“How can we explain the psychological level of solidarity, cooperation and interdependence among people?” Stephen F.
I wish to address the concept of “our common humanity” through the theme of freedom and a sense of connection that comes from abandoning our attachments. Let me explain it through the story of American astronaut Rusty Schweickart, during the flight of Apollo 9 to the moon in 1969. On the first part of the flight, the crew was kept so busy with tasks and fixing their equipment that no one was looking out of the windows. Only as they were orbiting the globe while awaiting their return to Earth, did Schweickart glance outside.

Oltre la frammentazione

ManifestantiLe istanze degli indignati richiedono un nuovo modo di pensare e di studiare. La risorsa dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano. A due passi da Firenze.                                                              
Dalla pubblicazione del libro di Hessel del 2010 (Indignatevi! ‑ Add Editore) le proteste sono dilagate in 951 città di 82 Paesi. Motivi non ne mancano: precarietà, sistema finanziario, crisi politiche. In Italia, la manifestazione di Roma del 15 Ottobre 2011 ha evidenziato, per questo movimento, il rischio di restare ostaggio della violenza. Per avere un futuro politico occorre saper coniugare la spinta personale con un progetto collettivo condiviso e duraturo. Non basta l’annuncio della nonviolenza, è necessario educarsi a essa; non basta gridare al cambiamento senza il rispetto reciproco, elemento non accessorio della democrazia.

venerdì 18 novembre 2011

Bangui: un oasi di pace ma...

E pensare che tutto é cominciato qui: la storia ci insegna che le prime comunitá di uomini sono nate in Africa. Arrivati qui e guardandoci attorno é stato il primo pensiero. Davanti agli occhi ci si presenta un altro mondo: strade dove si alterna il passaggio di macchine e persone che trainano carretti pieni di tronchi o altro da vendere, disordinatamente baracche al posto di case nascoste dalla natura rimasta ancora selvaggia. Questo forte impatto é stato smorzato subito dalla gioia ed accoglienza che la comunitá ci ha dato. Questa gioia é stata confermata dai volti sorridenti e curiosi di tanti bimbi con cui abbiamo avuto l’opportunitá di passare il nostro tempo. Le nostre mattinate sono state invase da una settantina di bambini e ragazzi di vari quartieri di Bangui. Il tempo insieme a loro volava tra partite di calcio, tiro alla fune, bans e tanti altri giochi.

Steps towards the Genfest: 2012 Schedule

Hello to everyone! We are the Youth for a United World (Y4UW) from Castanhal, Belém area, North Brazil and we are moving on with our Genfest preparations.
Some ideas have already started to “boil” and we think that these ideas could also be shared with Youth for a United World (Y4UW) living in other cities.
For example, the proposed "Talent Festival" should be built step-by-step through workshops with the Y4UW. In this way, all together we can create the criteria, bring out the talents, decide the motto and prepare all the works that are needed. It would be good to invite groups of young people of our own parish, neigbourhood and all the other youth we can get in contact with.

giovedì 17 novembre 2011

Due mesi di Occupy Wall Street

Il 17 novembre il movimento torna in piazza, nonostante lo sgombero di Zuccotti Park. Al di là delle modalità della protesta, il disagio che esprimono è condiviso: e le voci corrono su internet
Zuccotti Park e Liberty Square saranno pure stati sgomberati, ma per capire che la storia non finisce qui basta guardare la data: oggi, 17 novembre 2011, sono passati due mesi da quando il movimento Occupy Wall Street – che ne ha generati a centinaia, da Occupy Portland a Occupy Denver – è iniziato. Per questo gli (ex, almeno allo stato attuale) dimostranti hanno annunciato per oggi, anche in occasione della giornata internazionale dello studente – in cui sono previste anche in Italia manifestazioni per il diritto allo studio e contro i tagli all'istruzione – una nuova serie di azioni. Nessuno si azzardi a dire che sono dei dormiglioni: alle 7 del mattino – le 13 in Italia – si riuniranno a Liberty Square, prima che suoni la campana che dà inizio agli scambi in borsa, per «mettere Wall Street di fronte alle storie di tante vittime dell'ingiustizia economica», come si legge sul loro sito. Alle 15 si sposteranno in metropolitana per leggere queste storie ai pendolari, e due ore più tardi a Foley Square, di fronte al municipio, in sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi. Infine, accompagnati dalla musica, marceranno sui ponti della città.

Fraternamente "DENTRO"

Da diversi mesi i Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Milano hanno avuto l’ocassione di intraprendere un iniziativa di grande importanza sociale presso il carcere di San Vittore; l’animazione delle messe all’interno del carcere, Elena ci racconta cosa e come lo ha vissuto.
“Una mattina di novembre dell’anno scorso ricevo una mail da una Giovane per un Mondo Unito con un’inedita proposta: andare ad animare la messa al carcere di San Vittore, il carcere più antico di Milano. Non sapevo si potesse animare una messa in carcere! Per la verità non mi ero nemmeno tanto posta il problema di se e come i detenuti potessero far messa.
Insomma scopro che si può. E mi piace l’idea di fare tutto ciò insieme ad altri ragazzi e ragazze come me vogliosi di svegliarsi alle sei per essere alle sette e mezza davanti al carcere e in mezzo alla gelida brina invernale!
Don Pietro, uno dei due preti presenti a San Vittore, vuole però incontrarci prima. Non solo perché si provi ad infilare insieme qualche nota intonata delle canzoni che dovremo fare, ma anche perché vuole prepararci a quello che vivremo. Non è facile come sempre e non sarà una messa come le altre.
Ci attende un compito sottile d’amore: vivere questa collaborazione con naturalezza; ma allo stesso tempo non dimenticare la dimensione in cui stanno vivendo i nostri compagni di panca – che poi di panche non ce ne sono e si sta tutti in piedi!
Non dimenticare per avere quell’accortezza, quella sensibilità, quel rispetto per la vita altrui.

mercoledì 16 novembre 2011

Normale o straordinario?

Diamo voce in questa rubrica alle storie dei tanti giovani italiani che si impegnano nel quotidiano per il bene di tutti. Iniziamo con la testimonianza dei volontari nella Liguria colpita dalle alluvioni
Domenica 13 novembre una ventina di ragazzi piemontesi sono scesi in Liguria, nelle zone colpite dall’alluvione, e si sono sporcati di fango fino al mento col sorriso. La settimana precedente, di ritorno da un viaggio, era nata tra alcuni l’idea di incominciare a essere testimonianza vitale nella società, per rinnovarla partendo dalla fraternità. Dunque, andare a dare una mano a quelle persone diverse da noi, ma con almeno due cose in comune: essere uomini e non potercela fare da soli. Tra tutti, solo due o tre si sono assunti la responsabilità di lanciarsi, ma è così: bisogna spingersi, trainarsi l’un l’altro. I giovani sono così: hanno le energie, ma necessitano di esempi come il pane.

Loving others really rocks!

Recently, after some introspection, I realized that I have probably been unhappy because I had gotten into the bad habit of living just for myself, despite knowing all the good things about loving others. I knew I wasn’t living according to the Gospel at all, and I decided to try to put myself aside and live for others, starting with the little things.
That Sunday night I was planning to go to bed early to be ready for another busy week. That’s when I got a phone call from my sister, a designer/art major. She was working on a school assignment, which required creating a website and posting pictures of her work. It involved some technical IT skills, with which she wasn’t really familiar. I am more tech-savvy, so she wanted my help.

martedì 15 novembre 2011

Corea: "Vogliamo dare la nostra forza, il nostro amore e gli aiuti concreti"


"Sabato 19 novembre i Giovani per un Mondo Unito della Corea faranno un’attività di portare il carbone per i villagi (dove abitano i poveri e gli anziani soli). Ciò vuole essere il primo passo verso Genfest 2012 - vivere ‘la cultura del dare’. Vogliamo dare la nostra forza, il nostro amore e gli aiuti concreti con la raccolta dei fondi per comprare il carbone che porteremo alle case dei poveri."
La foto sopra indica gli occorrenti personali per quest'attività.
Dai Giovani per mondo unito della Corea

Dialogo interreligioso, dialogo della vita

Palermo, le giornate di studio sul dialogo interreligioso e interculturale hanno radicato questo dialogo nel contesto del quotidiano della città
Si sono svolte a Palermo nei giorni scorsi le “Giornate di studio e riflessione sul dialogo interreligioso e interculturale”, promosse dalla Regione Sicilia, dal Coppem (Comitato Permanente partenariato euromediterraneo dei poteri locali e regionale, che associa 43 tra città e regioni sia della sponda sud che di quella nord del Mediterraneo) e dalla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. Gli incontri si sono svolti presso la sede arcivescovile di Palermo alla presenza di esperti dei vari settori culturali, sociali e religiosi provenienti dal mondo cattolico, musulmano ed ebraico.
Sono stato invitato ed ho partecipato con sincero interesse seppur, devo confessarlo, temevo che queste due giornate alla fine fossero un'ulteriore celebrazione di un dialogo senza cuore, di una convegnistica fine a se stessa. Invece ho visto in questo incontro diversi elementi di novità. Innanzitutto quello che potrei chiamare, l’elogio delle città, presenti grazie al Coppem e alle esperienze dei sindaci di Moerdjik (Paesi Bassi), Binyamina-Givat Ada (Israele) e del responsabile dell'ufficio internazionale dell'Organizzazione città arabe.

lunedì 14 novembre 2011

Tappe di un percorso verso il Genfest 2012

“Noi Giovani per un Mondo Unito (GMU) del Valdarno vi scriviamo per aggiornarvi della bellissima serata che abbiamo organizzato domenica 23 ottobre.
L’idea di questo evento è nata come seconda tappa di un percorso verso il Genfest 2012 che stiamo facendo con i nostri amici e non solo.
Il primo appuntamento era stato un apericena per aiutare il giappone dopo il terribile terremoto; siccome era andato molto bene ed il format della serata è piaciuto molto ai giovani, abbiamo deciso anche questa volta di seguire lo stesso schema (con qualche miglioramento).
Quindi abbiamo organizzato una serata apericena in una sala nella piazza principale di Figline Valdarno; lo scopo di questo evento era quello di creare un opportunità per stare con i nostri amici e conoscenti in maniera diversa, e cioè presentando un’esperienza di volontariato fatta in Brasile da 4 ragazzi quest’estate.
Ad un certo punto nella serata, abbiamo presentato i GMU, lanciato il Genfest e come testimonianza i 4 ragazzi hanno condiviso la loro esperienza con racconti e foto.

Life in a Day

What happens when you send a request out to the world to chronicle, via video, a single day on Earth? You get 80,000 submissions and 4,500 hours of footage from 192 countries. Producer Ridley Scott and Oscar-winning director Kevin Macdonald took this raw material — all shot on July 24, 2010 — and created Life in a Day, a groundbreaking, feature-length documentary that portrays this kaleidoscope of images we call life. National Geographic is bringing it to theaters starting July 24, 2011. Prepare to be amazed.
Full show: http://www.youtube.com/lifeinaday

Giovani, la musica, la città: con il Gen Rosso in tour

Note di viaggio dall’ultimo tour del Gen Rosso.
Tra i mesi di Settembre e Ottobre il gruppo musicale internazionale Gen Rosso ha fatto tappa in Italia e nella Repubblica Ceca. L’occasione è stata la ripresa dei progetti europei per le scuole superiori che sta coinvolgendo studenti di mezza Europa in un’avventura affascinante, certamente unica nel suo genere.
A Udine, grazie al progetto “Arts & Culture reshaping urban life – Arte e Cultura per rivitalizzare la città” 16 giovani hanno lavorato tre giorni con il gruppo per rappresentare insieme il Musical Streetlight. Come ha dichiarato uno dei partecipanti «ciascuno di noi qui ha un ruolo: se già suona bene uno strumento non deve avere paura di suonarlo e, se uno ancora non lo sa suonare proprio bene, non deve aver timore di non essere all’altezza… c’è posto per tutti».

domenica 13 novembre 2011

Young lives take shape in the Focolare community at Mariapolis Luminosa

There were 10 of us around the table at Mariapolis Luminosa, from 10 different countries including the Dominican Republic, Lebanon, Brazil, the U.S. One of my most precious memories is the time I spent there at one of the Focolare’s 32 little cities worldwide. There I saw what the world would be like if everyone lived according to the Gospel’s message of love. That time will remain forever as the tangible proof that unity is possible and real.
Located in New York’s lush Hudson Valley, Mariapolis Luminosa provides lasting educational experiences for youth. Since the 1986 inauguration it has welcomed hundreds of young people who have generously dedicated a weekend, a month, a semester or a year to volunteer their time, talents and energies.
Although messages of materialism and individualism fill our TV screens, a recent study shows that youth really are stepping up to build a better world. The Corporation for National and Community Service reported that more than 15.5 million youth contributed 1.3 billion hours of service. Furthermore, those youth who volunteer do so simply out of altruism.

sabato 12 novembre 2011

CINE DEBATEEEEEE

Dai Jxmu Uruguay: "Este sábado 12 de noviembre de 18 a 21 un doble programa con le mejor película del año: "DE DIOSES Y HOMBRES". En la previa, temas musicales de Madonna.
Y el aftercine, diálogo sobre LAS OPCIONES RADICALES...!!
Siempre en Pablo de María 1034 esq. Durazno, gratuito y
abierto a familiares y amiegos...
Nos vemos!!!"
Time: 12 November · 18:00 - 21:00
Location: Pablo de María 1034 esq. Durazno, Montevideo, Uruguay
http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=107162129397813

Azione INCARTA PACCHETTO

Dai Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani
"Avete avuto un anno per esercitarvi ad incartare regali: siete pronti alla nostra nuova sfida? Quest'anno vorremmo destinare il ricavato al GENFEST...che cos'è???? Vieni e lo scoprirai! :D
Aspettiamo presto le vostre prenotazioni...
i Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani.
PS: X questo tipo di iniziativa consigliamo di vestirvi pesanti e d'indossare i guanti quelli tagliati! Per il resto sapete già che ci sarà molto da divertirsi quindi ora tocca a voi decidere quando venire!"
Time: 08 December at 09:30 - 24 December at 18:00
Location: Rocco Giocattoli, Via della Cannuccia 3, Anzio, Italy

In Thailandia è catastrofe

Più di tre milioni di famiglie sfollate, 62 province colpite, oltre 60 milioni di tonnellate di riso perduto. Nessuna protesta e tanta solidarietà. Dal nostro corrispondente
L’inondazione più grande che la Thailandia abbia subito negli ultimi 75 anni ha del catastrofico. La domanda su quando tornerà la normalità, non trova risposte rassicuranti. Al momento si parla, in tutto il Paese, di circa tre milioni di famiglie colpite, 60 milioni di tonnellate di riso perso; mentre l’acqua ha inondato tutto il nord del Paese, 62 provincie in tutto. Ora l’inondazione è diretta verso il sud, verso Bangkok, che verrà attraversata da milioni di metri cubi d’acqua che si riverseranno sul fiume principale, il Bangpakong, che può raccogliere circa 36 milioni di metri cubi per poi scaricare in mare.

Chi dice che i giovani sono passivi?

In occasione di un incontro dei giovani di Milano è stato invitato Raffaele Cardarelli, esperto nel campo della comunicazione pubblicitaria da più di venti anni attivo in questo campo. Il sucesso di questo incontro sulla visione della donna attraverso i media ha portato un entusiasmo tale tra le giovani presenti che ha portato alla decisone di replicare questo incontro, ma questa volta aperto anche ad altri giovani e agli adulti, cercando di puntare soprattutto agli educatori.
L’appuntamento ha riscosso interesse e ci siamo resi conto di quanto la comunicazione ci tocchi da vicino in ogni  aspetto della nostra vita. Purtroppo non abbiamo gli strumenti adeguati per avere un approccio critico nei confronti del messaggio pubblicitario che riceviamo e che creiamo”.
Da questo pensiero è nata l’idea di un progetto più organizzato e strutturato della durata di un anno. Questo incontro sarà rivolto ai giovani dai 14 ai 30 anni, in modo particolare ai ragazzi delle scuole superiori e dell’Accademia di arti visive di Santa Giulia (partner del progetto). L’obiettivo è di produrre conoscenza e consapevolezza dei linguaggi dei media, fornendo alcune chiavi di lettura, con riferimento a tre questioni sociali di particolare rilevanza nel territorio bresciano: le dipendenze giovanili (alcol e droga); la multiculturalità; il rapporto uomo-donna. Queste tematiche saranno affrontate sia attraverso delle conferenze che con dei lavori di gruppo più ristretti affinché tutti possano esprimersi e contribuire al progetto.

venerdì 11 novembre 2011

The challenge of stopping to understand its meaning in our lives and translate words into action

As the tragedy in the Gulf of Mexico continues to play out, the unfathomably devastating consequences of the oil spill are inescapable, even to those of us thousands of miles away from the lost and shattered lives of humans, animals, plants and entire ecosystems.
That the reality of this spill remains clearly before our eyes is important, not only as a sad reminder, but, even more so, as an urgent challenge for us, one for which the future of our planet rests. This is a moment to connect the dots and see things differently.
It’s easier — or at least more comfortable — to focus sole blame upon the failed actions of BP and its contractors, or those entrusted with regulatory oversight. But it gets a little more difficult when you look a little deeper. Conversations that revolve around cutting our use of fossil fuels still don’t dig deeply enough.

giovedì 10 novembre 2011

Bangkok: Da un appello sul social network

"Ho trovato sul social network un appello di un amico che era in partenza per le zone dove l’alluvione è stata più grave: mi sono messa  in contatto con lui e gli ho detto che volevo anch’io dare qualcosa. Ne ho parlato anche con mia madre che ha preso alcuni suoi abiti e ha poi chiesto ad un’altra signora del mio paese se non voleva anche lei inviare del vestiario. Questa signora ci ha mandato tre grosse borse di vestiti da parte sua, della figlia e del genero insieme a del denaro.
Il giorno dopo siamo andate a casa di una zia che, sentito quanto era accaduto, è andata subito nella sua stanza per prendere vestiario e soldi che mi ha consegnato. La sera ceno con i parenti e un cugino mi mette in mano altri soldi.

mercoledì 9 novembre 2011

Solidarietà: Thailandia, Turchia, Italia

La segreteria mondiale dei Giovani per un Mondo Unito (GMU) si fa portavoce di un desiderio comune: essere vicini a quanti vivono questi momenti dolorosi, oltre che con l’unità e preghiera, anche con un sostegno concreto. Parte un’azione mondiale di raccolta fondi per le vittime delle calamità naturali.
Nella situazione di grande emergenza in alcune zone del mondo, in particolare in Thailandia per le massicce alluvioni, in Turchia per il violento terremoto, e nel Nord e Centro Italia per la forte inondazione, ci siamo messi in contatto appena possibile con membri dei Focolari nelle rispettive zone.
Da Bangkok: “Viviamo una situazione di sospensione. Molte parti della città sono già inondate. Tanti sono già usciti dalla città anche perché l’acqua potabile e il cibo sono scarsi e manca l’elettricità. Sappiamo che diverse delle nostre famiglie hanno la loro casa inondata. Nel nord, sotto l’acqua già da più di un mese, conosciamo delle scuole cattoliche che hanno bisogno di aiuto per riparare le strutture, una volta che l’alluvione è finita. I giovani del Movimento hanno fatto diverse iniziative per raccogliere i soldi per le prime necessità. Sono andati a distribuirle nel campo più grande per gli alluvionati.”

Seeing others as a gift

Challenges to overcome in living a life of unity and love: some highlights in the journey of Kristina Manullang, a young girl from Medan, Indonesia.
Christmas Eve. My plane had just landed in the Philippines. My destination: Mariapolis Peace, the little town of the Focolare in Tagaytay. There, I was to live with girls from 13 different countries. It wasn’t easy during my first week in that house because I didn’t speak English. Almost every night, I cried in bed but then I remembered I wanted to choose God first in my life, so I would start again and embrace Jesus forsaken [on the cross, Jesus had cried out: “My God, my God, why have you forsaken me?” ed. note] in my suffering.
Many days passed, and after three weeks I was beginning to feel more relaxed. My life in the house with the other girls gradually became really beautiful and meaningful. I learned many things from the others as we tried to live for one another 24 hours a day. It was a real challenge, even if just in small things. But I found inspiration in the words of Chiara Lubich, the Focolare founder, who said that “There is nothing small if it is done out of love.”

martedì 8 novembre 2011

Bangkok: il coraggio di perdere la faccia per aiutare gli altri

"Prima che i miei studenti universitari terminassero gli esami, li ho spronati a fare qualche cosa a favore delle vittime dell’alluvione. Loro si consultano e decidono di raccogliere soldi avvicinando la gente in strada e salendo sui treni. Ci vuole un po’ di coraggio… ma una ventina di loro ci sta e si danno appuntamento davanti ai grandi magazzini, muniti di cartelloni, di una scatola e di un paio di chitarre. Sono tutti giovani buddisti convinti dell’importanza di fare opere buone.
Da parte mia li incoraggio a costruire prima l’unità fra di loro e a offrire le difficoltà e la stanchezza per il bene della nostra nazione.
Non posso andare con loro ma, mentre sono in azione, cantando e chiedendo offerte a quanti incontrano, li sostengo con qualche telefonata: “Come vi sta andando?” La raccolta supera tutte le aspettative: 17.700 bath; una grossa somma per la nostra economia.
Gli studenti sono felici; uno dei leader mi ringrazia per averli incoraggiati in questo impegno; una ragazza ha pianto perché non aveva ancora mai avuto occasione di fare un’ esperienza di questo tipo! (era una del gruppo che era andato a chiedere denaro nel treno).
Dopo avermi consegnato tutto il denaro raccolto, una studentessa mi dice che sarebbe ancora andata ad aiutare chi confeziona pacchi dono per le vittima."
S.C.

Bangkok: “Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date”

Come la maggioranza della gente, anch’io sono andato di corsa ai grandi magazzini per far provvista di cibo e soprattutto d’acqua. Arrivato alla scala mobile… mi accorgo che tanti escono con grande quantità di bottiglie nei carrelli; comincio a sudare: “Sono in ritardo…non avremo acqua potabile, cosa darò da bere ai miei?”. Appena arrivo dentro, domando alla prima persona che incontro: “Scusi, dov’e’ il reparto dell’acqua?” Mi risponde, col suo carrello pieno di bottiglie: “Inutile che vada, è finita”. Sbianco in viso… lei mi nota e fa: “Non si preoccupi: prenda uno dei miei pacchi: anzi, no, ne prende due che è meglio.” Rimango tramortito: “Colpito e affondato”, mi dico! Ringrazio con un gesto di ‘wai’, come si fa da queste parti. Lei, contenta, va via…
Compro altra merce e telefono a parenti e amici per sentire come stanno con l’alluvione. Dopo un po’ vado ancora al reparto acqua: più vuoto che mai! Arriva una giovane signora, con bambina e nonna e freneticamente mi chiede: “C’è acqua?”. Ed io: “Inutile cercarla, è terminata”. Sbianca in faccia, trema… la bambina mi guarda, la nonna anche: che faccio? “Non si preoccupi: prenda un pacco della mia: anzi prenda anche il secondo”. Rimango di nuovo senz’acqua. Lei sorride che di più non si può, così anche la bimba e la nonna. Io parto sereno: non ho acqua per casa. Ma chi vede in Cielo sa che ne ho bisogno per la mia famiglia.

Longing for Unity

How can an obstacle turn out to be a step ahead towards unity?
Interdependence implies a mutual relationship between two parties who influence one another. This relationship cannot be lived out perfectly between individuals or among nations if it is not characterized by mutual respect and understanding, by the capacity to embrace the difficulties and issues that each faces, and by the desire to welcome one another’s unique gifts. Practically speaking, it requires mutual love as it is lived out between true brothers and sisters.
Interdependence between brothers and sisters presupposes, in fact, the choice of respectful dialogue as opposed to hegemony, and the practice of sharing among all as opposed to concentrating resources and expertise exclusively in certain parts of the world.
Interdependence between brothers and sisters is actually “mutual dependence,” because it implies that affirming my identity cannot be achieved either by being defensive or by opposing others, but only through a communion of resources, civic virtues, cultural riches, and political and institutional experience.

Essere fuoco: la giornata dei giovani olandesi

Circa due mila giovani si sono dati appuntamento il 6 novembre al palazzettto super attrezzato di Maasport per la “Katholieke Jongeren Dag”, un convegno annuale dei giovani cattolici olandesi incentrato su “Fuoco” – quel fuoco che nasce dall’amore concreto al fratello. Lo stile è quello dei concerti rock, musica, luci, ottima scenografia, canzoni a tutto volume, simpatia, ma anche riflessione. L’identità cattolica, minoritaria in Olanda, è fortemente sottolineata.
Tra una canzone di argomento religioso e l’altra, l’intervista ad un sacerdote, poi tocca a Maria Voce (Emmaus). Un gruppetto di giovani del Focolare sale con lei sul palco. Le pongono alcune domande. Le risposte sottolineano l’unità più che la diversità: «Prima di essere di questa chiesa o di quell’altra, credenti o no, siamo tutti figli di Dio, quindi fratelli». Emmaus Voce ricorda anche quando conobbe il Movimento, come fu colpita dall’affermazione: «Questa non è un’organizzazione, è una vita; se tu vivi il vangelo fai parte di questo gruppo».

lunedì 7 novembre 2011

Dancelab Armonia Campus Internazionale 2011 Francia

Il 27 Agosto per 30 ragazzi di 6 Nazioni è cominciata una nuova avventura: il 6° Festival e 3° Campus Armonia fra i Popoli. Si tratta di un progetto, nato dall’idea di fare sperimentare a giovani di culture molto diverse e in conflitto tra loro la pace e l’armonia attraverso la danza e la musica. E così anche quest’anno ci siamo trovati a Monsummano Terme e a Montecatini Terme dall’Italia, dalla Francia, dalla Bulgaria, dal Brasile, dalla Palestina e da Israele per costruire insieme questo pezzo di fraternità. Le nostre giornate sono state molto intense: 7 ore di lezione tra danza classica, contemporaneo, hip hop e canto. Durante questi corsi abbiamo preparato lo spettacolo finale, che ha avuto come obiettivo la testimonianza di quanto abbiamo vissuto attraverso l’arte.

In the Spirit of Gandhi

It is not easy to find our path in life, especially during our youthful days. Mahatma Gandhi’s example offers answers to profound questions
What do I believe?
Mahatma Gandhi truly treasured his Hindu tradition. As he recounted in his autobiography, Story of My Experiment with Truth, it was an elderly family servant who helped him appreciate the depths of his religion.
Responding to his childhood fear of ghosts, she taught him to chant the Ramanam, a prayer for the triple power of destroying sins, conferring peace and dispelling ignorance. Over the course of his life, this prayer took on profound depths for him and became a constant support in his struggles. He had its words on his lips as he lay dying from an assassin’s bullet.

domenica 6 novembre 2011

UN APPLAUSO CHE SA DI “EIS (UNITÀ)”!

Il 29 ottobre 2012 gli Eis tornano a Roma con destinazione Colle Salario (Roma) per presentare il Musical su Chiara “Luce” Badano, una giovane del Movimento dei Focolari che è partita per il Cielo il 7 ottobre 1990 ed è stata beatificata l’anno scorso.
Così scrivono i giovani del Movimento Diocesano di Teramo: "Siamo al 14° spettacolo ma per ciascun componente degli “Eis” la preparazione e poi il Musical è sempre una nuova esperienza da vivere pienamente!

Olanda: con le comunità dell’Europa del nord

La presidente dei Focolari incontra le comunità del Movimento della Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Islanda e Olanda. Colloquio con alcuni vescovi cattolici. Incontro a tu per tu con i giovani.
4 Novembre: la prima giornata di Maria Voce e Giancarlo Faletti nella cittadella Marienkroon comincia con l’incontro con alcuni vescovi cattolici dell’Olanda e dell’Islanda. È un franco scambio di idee e prospettive su come testimoniare la fede nella società secolarizzata di oggi.
In Olanda, negli anni dopo il Concilio prese campo la cosiddetta “polarizzazione”, con la crescente incomprensione tra cattolici “conservatori” e “progressisti”. Solo alla fine degli anni ’90 la situazione è migliorata, anche per merito della collaborazione tra giovani di movimenti diversi e animatori giovanili delle diocesi. Per quanto riguarda l’ecumenismo, poi, la situazione è ormai cambiata decisamente in meglio rispetto agli anni ’60 quando cattolici e protestanti non avevano quasi contatti. Oggi è in corso un processo di riavvicinamento che si spera possa presto portare ad una giornata nazionale di riconciliazione. Insieme per l’Europa è partner in questo processo.