mercoledì 7 dicembre 2011

“Dove non c'è amore metti amore e troverai l'amore… L'abbiamo sperimentato davvero”

Abbiamo concluso a RATISBONA!
“Siamo a Ratisbona, un'antica città bavarese al confine con la Rep. Ceca e l'Austria.
Terza puntata del progetto "Forti senza Violenza"  - Tra il 21 - 24 Novembre il progetto ha unito 250 studenti da due realtà abbastanza diverse tra loro: la cattolica scuola “Bischof Manfred Müller Schule“ e il Centro di Recupero Sociale “Sozialpädagogisches Zentrum St. Leonhard“.
Gli studenti di entrambe le scuole hanno trattato il tema della violenza, cercando di sviluppare la propria autostima e sperimentare l'importanza del coraggio di osare la condivisione, tolleranza, e il profondo rispetto sociale. Parole alte, ma ben messe in pratica anche nelle piccole cose…”.
Per tutta la settimana, si è lavorato nei 14 laboratori: dal catering al workshop della sicurezza e dalla batteria e canto, al teatro e arti figurative. Mettersi in gioco quindi, per “stuzzicare“ i  talenti e  - perché no? -  affrontare un compito enorme:  un musical professionale…”.
“… Un giornale locale ha scritto: “E’ stata una lezione che certamente va ben oltre ciò che la scuola da sola può insegnare. E' una lezione alla nostra società di come  promuovere e sostenere i giovani più deboli con persone che comprendono il cristianesimo nella sua essenza: cioè nella chiamata a vivere con il prossimo ed essere per l'altro.”

Thailand: hope amidst the floods

The worst disaster in the last 50 years is causing grave damage and numerous victims in the whole country. In spite of the very difficult situation, small and great facts tell the story that a new birth is possible.
More than two months of continuous rain, more by far to what is forseen every year, are beating Thailand and around eight million persons. The worst hit provinces are those of Ayutthaya, Pathum Thani, and Nakhon Sawan, where the level of the water has gone beyond four metres high.
Some members of the Focolari, who live in Bangkok, write to us: “The consequences of what has happened are before the eyes of all: whole villages evacuated, industrial zones invaded by the water with the loss of tens of thousands of places of work, schools closed for an undetermined period. Years will be required to recover what we have lost.”

martedì 6 dicembre 2011

Un augurio di Natale un po’ speciale

Un caro amico ci ha mandato un augurio di Natale un po' speciale! Forse il più bello che abbiamo mai ricevuto: "Fra poco arriva Natale e saremo inondati (anche) di auguri formali…dozzinali…e alcune volte persino banali.
Non vorrei incappare in quella valanga abitudinaria (essendo per me una Festa importante) e perciò… mi porto avanti inviandoti un augurio sincero e possibilmente profondo.
Scelgo – e ti racconto - un piccolo episodio; Pietro l’ho conosciuto mentre chiedeva l’elemosina accovacciato sui pochi cenci che usava come giaciglio la notte sotto il portico dove dormiva da oltre 4 anni.
Non gli ho dato soldi e lui - rivedendomi la settimana successiva - continuava a tendermi la mano.
L’ho invitato a prendere insieme briosche e cappuccio. E poi invitato ancora una dozzina di giorni dopo.

Gandhi: "Be the change you want to see in the world"

lunedì 5 dicembre 2011

Bangkok is still flooded with water

Military and volunteers try to give first aid assistance to people trapped in their homes for almost two months. This has been caused by the enormous amount of water that has flowed from the north of the country to the western side of the city. Water flows through the main roads like real rivers. The Honda factory is submerged under six feet of water (1.83 m) and has already suffered the loss of approximately two million cars. The water pumps cannot cope with the drainage of the incoming water and the overall water level drops only two inches (5 cm) a day.

Il dolore che senso ha?

Chiara vive in carrozzella dalla nascita. Ha 26 anni. Si è laureata e specializzata nell’assistenza a giovani in difficoltà. Troverete la sua storia anche sul libretto“Vita che senso ha”
Cosa è per me il dolore? Un segno dell’Amore di Dio!
Si, posso infatti affermare, che dalla mia nascita fino ad oggi l’Amore di Dio non mi ha mai abbandonato: il Suo Amore, ha avvolto, riempito, sostenuto ogni attimo della vita mia e della mia famiglia!
Fin dalla nascita, infatti, ho una disabilità motoria che mi porta a vivere in carrozzina, ma, per grazia di Dio, non ho quasi mai sentito questa come un peso, come qualcosa che mi rendesse diversa dagli altri, ma come una “particolarità” che mi apparteneva, così come ognuno di noi presenta le sue “particolarità” che ci rendono unici rispetto a chiunque altro!
L’infanzia Fin da piccola, ad esempio, quando sognavo di me, mi sognavo in grado di muovermi e di correre come tutti i bambini della mia età e posso dirvi come io stessa mi stupivo di questo; più tardi, però, ho compreso che ciò avveniva proprio perché vivevo la mia disabilità con serenità, infatti questa avrebbe potuto crearmi delle difficoltà fisiche, è vero, ma non sicuramente psicologiche e relazionali: con la mia mente potevo fare tutto ciò che il mio fisico non mi permetteva di fare, forse anche meglio!!

domenica 4 dicembre 2011

Giovani e libertà

Da varie parti del mondo giovani dei Focolari in dialogo sulle prospettive del 2012, col desiderio di costruire il proprio futuro. Parola chiave: insieme.
Insieme giovani e adulti, insieme italiani e brasiliani, tedeschi o coreani, africani e cileni.
Insieme musulmani e cristiani. La sfida da raccogliere è ancora oggi quella di abbattere gli steccati e dimostrare che nelle nostre evidenti differenze possiamo offrire un messaggio di speranza. “Siamo insieme, questa è la realtà più grande della nostra vita. L’unità è questa: fra generazioni, fra popoli. Senza mai perdere di vista l’orizzonte: il mondo unito”. È Maria Voce, la presidente dei Focolari, a ricordarlo agli oltre 400 giovani provenienti da 14 paesi di 4 continenti, convenuti all’appuntamento annuale nel quale si elaborano le piste di lavoro per la parte giovanile del Movimento. Cantiere Genfest, Parola di Vita, la proposta culturale di Sophia, le sfide delle Chiese, sono alcuni dei punti affrontati.
La rappresentanza internazionale è dovuta particolarmente alle Scuole Gen della cittadella di Loppiano (Italia) e Montet (Svizzera), ma c’è anche chi ha attraversato l’oceano o coperto lunghe distanze proprio per quest’occasione: dal Cile, dal Brasile, dal Venezuela, dal Guatemala, dal Libano, dalla Grecia, dall’Algeria. È presente anche Bilal, un giovane musulmano proprio da Orano, dimostrazione vivente di una fraternità costruita insieme: “Questo è un congresso molto importante per me, perché ho l’occasione di stare con tanti cristiani. È un passo verso il mondo unito”.
La mattinata del 2 Dicembre è stata molto frizzante, con un dialogo di un’ora e mezza fra questa rappresentanza internazionale di giovani e la presidente Maria Voce, che loro preferiscono chiamare direttamente “Emmaus”. E si capiscono benissimo. “È stato un momento molto speciale, dove Emmaus ci ha fatto vedere un’altra volta l’importanza della relazione tra le generazioni e come i rapporti tra esse generino davvero molti frutti”, racconta Livia Beatriz, del Brasile.
“Nella cultura vietnamita, quando una persona più anziana dice qualcosa, i più giovani devono seguirla. Sono contenta che quello che ci ha detto oggi lo condivido a pieno: il fare le cose insieme, che non c’è una gerarchia, che non abbiamo bisogno di parlare tanto, ma di testimoniare l’amore di Dio”, afferma invece Mara del Vietnam.

sabato 3 dicembre 2011

Citazioni di Albert Einstein - Part 2

Non cerco di immaginare un Dio; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati.
Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.
Gli oggetti banali ai quali tendono gli sforzi degli uomini – il possesso dei beni, il successo apparente, il lusso, mi sono sempre sembrati disprezzabili.
La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.
Non mi preoccupo mai del futuro, arriva sempre abbastanza presto.
Come si può mettere la Nona di Beethoven in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L'universo non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto.
Lo studio e, in generale, la ricerca della verità e della bellezza sono una sfera di attività nella quale ci è consentito di rimanere bambini per tutta la vita.
Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità.

venerdì 2 dicembre 2011

Keep On Loving

A friend from Chicago shares how she was able to rise above a frustrating situation to love Jesus 100%. This encourages us to also “keep on loving” amidst our many commitments.
I was in New York visiting friends when a huge snowstorm hit the city and closed down the airports. Being from Chicago, I was not new to bad weather, but it was nearing exams at school, and I was anxious to get back home. Once La Guardia Airport finally reopened, I went back to rebook my flight to Chicago. My friend Elisa, who also shares the Focolare’s spirituality of unity, accompanied me to the airport.
After waiting three hours among hundreds of stranded and aggravated passengers, I got the bad news that I couldn’t fly home until several days later. I became very upset and frustrated, crying because I felt helpless. Elisa kept pushing me to keep on loving Jesus even in this suffering. I tried to change my attitude and see things positively. With my friend—and some calm—I realized that even with the rescheduled flight, I would still make it back to Chicago in time for my exam. Perhaps God had a greater plan!

giovedì 1 dicembre 2011

Un’immersione nella logica di EdC per ..."non specialisti"

Argentina, Santa Fe: il 17 novembre 2011, primo round di dialogo sull’EdC.
di Carolina Carbonell
L’invito era promettente. Il titolo, rinfrescante per il caldo di queste terre “santafesine” (Santa Fe – Argentina) che ormai supera la trentina di gradi. Si voleva chiarire a chi era rivolto l’invito in modo che nessuno potesse sentirsi escluso. Anche gli stessi organizzatori, la squadra di studio e diffusione EdC-Rosario, si sentono “poco specialisti” se confrontati con gli imprenditori e studiosi delle prime ore dell’EdC. Ma l’entusiasmo e il desiderio di raccontare a tutti questa nuova economia hanno fatto sì che si organizzasse questo primo round di dialogo.
All’incontro hanno partecipato una ventina di giovani, tra cui studenti, professionisti impiegati e alcuni imprenditori. La tecnologia, messa al servizio del dialogo, ha consentito di mettere insieme la proiezione di video con esperienze, foto, grafici animati e appunti sugli aspetti più importanti dell’EdC. In questo modo i giovani di oggi comunicano con altri giovani, condividendo lo stesso linguaggio.

mercoledì 30 novembre 2011

Don't miss the chance to build peace!

Gearing up for SUMMER JOB 2012

The Summer Job project brings together about one hundred young people from all around the Czech Republic to help citizens living in Manětín area. The main target is to encourage local people, especially the young ones, to take an active part in their area issues. By offering help on work projects that can improve the quality of life in the chosen place the project can set an example which can later be built upon. The area is a former Sudetenland where the current population has been brought to from all parts of the country. For not only this sole reason, the relationships are rather anonymous and social life quite stagnant.

martedì 29 novembre 2011

Thailandia: “uno strarodinario fenomeno sociale”

La situazione dell’inondazione piu’ grande che la Thailandia abbia subito negli ultimi 50 anni, sta migliorando lentamente. Al momento si stima che siano state colpite circa 7,000,000 di persone e che ne siano morte poco meno di 700 persone. E’ qualcosa d’inimmaginabile, quasi da film “fine del mondo”: un’immensa quantita’ d’acqua che si e’ diretta, inesorabilmente, verso una moderna capitale abitata da circa 10 milioni di persone e che n’e’ stata invasa per il 80 % circa. Dei 50 distretti di Bangkok solo 9 sono rimasti praticamente all’asciutto: tutti gli altri hanno avuto da 20 centimetri a 200 e piu’ centimetri d’acqua. Questo senza contare le 17 province colpite direttamente. Un disastro con perdite umane ed economiche (si parla in questi giorni di circa 37 miliardi di dollari!) incalcolabili.

Success and Happiness

Is it better to be happy or to be successful in life?
Success is to get what one desires, while happiness is to desire that which one gets. Based on this distinction, we can deduce that happiness doesn’t always follow success, because the risk of remaining disillusioned and dissatisfied by running after success obsessively is around the corner. On the other part, success has something to do with the external, with the world outside us, with the culture of our time, and therefore it’s continuously changing.
To acquire success in ancient Greece could mean winning an olive laurel in the Olympic games; in ancient Rome, it was acquiring the liberty of the Civis Romanus (Roman Citizenship) if one had been a slave; in the Middle Ages, it could have meant becoming a respected knight or a feudal cavalier, and at present, perhaps, to be a Wall Street trader.

lunedì 28 novembre 2011

Citazioni di Albert Einstein - Part 1

- Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l'altro come se tutto fosse un miracolo.
- Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata.
- Difficilmente troverete uno spirito profondo nell'indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità.
- Non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze fra gli individui e i gruppi, ma anzi accoglierle come le benvenute, considerandole un arricchimento della nostra esistenza. Questa è l'essenza della vera tolleranza, intesa nel suo significato più ampio, senza la quale non si può porre il problema di una vera moralità.
- Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall'io.

domenica 27 novembre 2011

How much do we value a free internet?

When a city builds a road, once the digging is over and dust settles, everyone can travel on it — locals, business people, visitors, wanderers, even those up to no good
The Internet is a gigantic system of roads leading to billions of destinations. One of the most striking things about it is that most of those destinations were not built by governmental agencies or private businesses. The founders of Google and eBay were kids operating out of their dorm rooms. You see, they knew the language. Anyone who knows operating systems and code language can create his or her own website. Anyone can start an Internet mammoth the size of Facebook or Moveon.org. Young nobodies did.

Le cattedre di Sophia: Gerald Pillay (Liverpool Hope University)

2 dicembre 2011 18:30 - 20:30
L'idea di università, attualità e rilevanza per oggi.
Venerdì 2 dicembre 2011 ore 18,30
Il titolo della serata: “John Henry Newman: L’idea di Università. Attualità e rilevanza per oggi”
Interventi:
Gerald Pillay
Vice Cancelliere e Rettore della Liverpool Hope University
Introduzione
Prof. Piero Coda – Preside dell’Istituto Universitario Sophia
Gerald Pillay è autore di molteplici pubblicazioni; ha insegnato Storia ecclesiastica prima presso l’Università di Durban e poi all’Università del Sud Africa. Nel 1997 è divenuto professore della Fondazione e Direttore del Dipartimento di Teologia e Studi religiosi presso l’Università di Otago, la più antica Università della Nuova Zelanda. Nel 2003 è stato nominato Rettore della Liverpool Hope University, nel 2005 Vice Cancelliere e, in tale qualità, ha conferito l’ultima laurea honoris causa a Chiara Lubich, in Teologia. Ha lavorato inoltre nei consigli di redazione di due importanti riviste internazionali (Studia Historiae Ecclesiasticae e Verbum et Ecclesia) e ha offerto le proprie competenze in vari enti pubblici ed educativi. Oggi collabora anche presso le Università di Cambridge, Oxford, Pretoria, California, Canada e Monaco di Baviera.

sabato 26 novembre 2011

Ordinary, extraordinary life

One day, when she was a child, her mother asked her to clear the table. Chiara Luce’s immediate response was: “I don’t want to,” folding her arms across her chest and walking out of the room. Within a few steps, however, she turned back saying: “How does that story from the Gospel go about the father who asks his son to go to the vineyard… Mummy, help me put my apron on,” and proceeded to clear the table.
Chiara Luce Badano had a generous and lively personality. She was born in 1971 in Sassello, Italy, an only child conceived after 11 years of marriage.
At age 9 she heard about the Focolare’s ideal of unity from some of her friends and discovered a new way of living and thinking which satisfied her thirst for God. After a Focolare youth gathering she wrote: “I have rediscovered the Gospel in a new light. I realized that I wasn’t a true Christian because I wasn’t living it fully. Now I want to make this magnificent book the only aim in my life.” Her parents embraced the spirituality of unity as well, and they lived it together.

Unidad en la diversidad

SEMANA MUNDO UNIDO 2011
 
En el cierre de la semana,  el domingo nos fuimos a una plaza popular, con la idea de conocer nuevos amigos y compartir una tarde con nuevos candidatos a la unidad. Fue muy lindo porque pudimos darnos cuenta de cuantos jóvenes quedan contentos al conocer nuestras ideas y están dispuestos a construir lazos de fraternidad, tan solo hay que proponernos a buscarlos e invitarlos. Compartimos así una tarde con diversos juegos y dinámicas muy divertidas que nos ayudaron a conocernos y a donarnos unos a otros, pero lo más importante es la oportunidad de construir la unidad con los demás, aún a pesar de las diferencias. Fue un momento de sentirnos realmente protagonistas de la construcción de un mundo unido, somos diversos pero compartimos el deseo de realizar un mundo nuevo.
SETTIMANA MONDO UNITO
Nel fine settimana siamo andati a una piazza popolare, con il desiderio di incontrare nuovi amici e condividere una serata con altri candidati all'unità. È stato molto bello perché ci siamo resi conto quanti giovani sono felici di conosce i nostri ideali e sono anche disposti a costruire legami di fraternità. Bisogno soltanto andar al loro incontro. Condividiamo quindi una serata con diversi giochi ed altri attività varie che ci hanno dato l’occasione di conoscere l’un l’altro, ma soprattutto anche l'opportunità di costruire unità, nonostante tutte le diversità. Sono stati momenti nei quali ci siamo sentiti protagonisti nella costruzione di un mondo unito. Siamo diversi, ma condividiamo il desiderio di fare un mondo nuovo.

venerdì 25 novembre 2011

ENTREGA DE REGALOS EN NAVIDAD

Una de nuestras actividades que ya forma parte de nuestra vida como Jóvenes por un Mundo Unido (JMU) es el compartir con niños y adultos la época navideña, donde  experimentamos que no todo es dar, si no también el recibir; Así en cada ocasión que nos encontramos con estas personas de escasos recursos, recibimos tanto: una sonrisa, un agradecimiento, un abrazo  que nace de la convivencia con las comunidades de nuestro país. Este año visitamos  Patzun y San Martin donde alrededor de 250 niños se hicieron presentes.
CONSEGNA DI REGALI A NATALE
Una delle nostre attività che fanno già parte della nostra vita come Giovani per un Mondo Unito (GMU) è quello di condividere con i bambini e gli adulti la stagione natalizia, dove noi sperimentiamo che non si tratta solo di dare, ma anche di ricevere. Così in ogni occasione dove troviamo queste persone con risorse limitate, riceviamo tanto: un sorriso, un grazie, un abbraccio che deriva dal vivere insieme con le comunità del nostro paese. Quest'anno abbiamo visitato Patzun e San Martin, dove erano presenti circa 250 bambini.

Tears of Hope

Lance, a youth from Mati in southern Philippines, shares his experience of love and hope amid a very tense situation in his family.
Lance met the Gospel life of unity through a friend during meeting with some young members of the Focolare in Mati City, Davao Oriental. What struck him were their concrete experiences in living the Gospel. He narrates, “It became like a burning fire that I always carry in my heart. The vivid smiles of these young people remained with me… Now, through the life shared together and the strong unity of our community in Mati, this way of life has helped me handle problems that come my way. Maybe if I hadn’t met this life, I would have been much worse off.”
“One day,” he continues, “I felt my parents giving each other the cold shoulder. I was sure something was happening. True enough, the tension between them mounted and suddenly they were shouting at each other and I didn’t know why.” For Lance, fights between other married couples were normal, but not when it came to his parents. According to him, “They’ve raised us up without quarrels or arguments between them. That’s why I was pretty scared that such a thing was happening.”

giovedì 24 novembre 2011

Los Angeles – Stepping Stones to Unity

Il primo ottobre circa 100 giovani si sono radunati per una presentazione del Genfest 2012 a Los Angeles. Eravamo di varie città vicine e lontane: San Diego, Madera, Santa Clarita e il Bay Area.
Il titolo che avevamo scelto per la giornata era "Stepping Stones to Unity." Fra canti, workshop, giochi e presentazioni, noi Giovani per un Mondo Unito (GMU) abbiamo dato uno sguardo sulle varie attività a livello locali e mondiale, trapassando l’idealità della nostra vita.
Presentando il Genfest 2012 tramite un video clip dell’ultimo Genfest, abbiamo messo in evidenza i diversi aspetti del programma: le danze, i canzoni, le esperienze di vita e le migliaia di giovani che provengono da tutto il mondo per partecipare a questo grande evento. Poi, abbiamo annunciato il prossimo Genfest 2012 che si terrà a Budapest dal 31 agosto al 2° settembre 2012.

Singapore Genfest preparations - U:NITE

Many warm greetings from all of us here in Singapore!!!
We would like to update you a little about what we have during this year. Actually, it has been a very special year.
During the first months, we were invited by a parish to animate a youth group. We decided to present Chiara Luce’s life, an Italian young girl who passed away in 1990, leaving behind a trail of light due to her radical witness of the Gospel. It was a success!! Many young people were touched by her life. After that, we started meeting each month in order to follow her example in putting the Gospel into practice and share our experiences taking one phrase of the Gospel at a time. In fact, each meeting turned out to be a powerful moment! It did not matter whether we were four or fifteen; what mattered was that we were slowly slowly learning to live the Gospel. We hope we can all come together to the Genfest in Budapest! 
Last June, we had our three-day meeting where many youth attended. Since we were all very enthusiastic after that meeting, the first thing we did was to set up a “group page” on Facebook where each one could maintain contact and be updated.
Secondly, in view of the upcoming Genfest, we started rehearsing in order to compose two songs for this international event. The musical band is made up of young people of different ages: from teenagers to young adults. We meet once a week and during these practice sessions we try to maintain an atmosphere of mutual love, listening to one another in depth during the sharing of ideas.

mercoledì 23 novembre 2011

"Giorni stupendi, che ci hanno aperto il cuore e gli occhi..."

Aggiornamento dell'Estate 2011 di alcuni GMU sparsi per il veneto (tra cui 2 vicentine)
Quest'estate, a Scicli (RG), è accaduto qualcosa di veramente speciale. In tredici, tra GMU e nostri amici, abbiamo avuto modo di passare una vacanza davvero unica e inaspettata. La proposta di organizzare un campo di volontariato per seguire la colonia estiva del Centro Diurno per minori in difficoltà del Comune di Scicli, arriva questa primavera. Suor Lucinda, la responsabile del Centro, quando la contattiamo è subito commossa, “Quest'estate sarei stata da sola!” ci dice. Ciò che le proponiamo sembra cadere a pennello! A questo punto, bisogna incominciare a pensare un po' di cose, quindi iniziamo a vederci a Padova per diverse settimane. Grazie all'aiuto di persone speciali che ci permettono di trovare e usare due pulmini 9 posti, riusciamo a risolvere diversi problemi legati al trasporto dei bambini. Il centro dove abbiamo svolto le attività è il convento del “Rosario” dove vivono tre suore che accolgono circa 35 bambini con difficoltà familiari di vario genere.

“If I want to love, I have to take risks.”

The story of Aldie Sario, a youth who has been lifted up from a life of destitution by God’s love
Aldie always likes to share that he was still in kindergarten in Bukas Palad, a social outreach centre of the Focolare in Agdao, Davao del Sur, when he came across the spirituality of unity. Among the programs of Bukas Palad, in fact, is “Support at a distance” which is geared towards the education of underprivileged children. Aldie is one of its hundreds of beneficiaries. He was still small when he and his family started to receive support.
Every year, when school opened, he was excited because he would have new school stuff: new shoes, uniform, etc. Most of his school needs were provided for by the program, even his fare for transportation. But later he realized that they were providing not only material things, but also took care of his spiritual needs. “Every Saturday,” he shares, “together with other children, we would go to a house where we played, sang, danced and watched animated videos about the Gospel. I found out later that ‘that house’ was the Focolare centre.” He could not explain why but he felt a certain attraction while attending meetings and when people shared their experiences: how they loved Jesus by helping out at home, how they made up with others especially after a fight, or assisted classmates in school, etc.

martedì 22 novembre 2011

Genfest 2012: Work in Progress

Ciao!!!! :D
Scenografia tecnica, programma, allestimento… Dall’11 al 14 novembre, abbiamo fatto il primo incontro a Budapest tra i componenti delle commissioni dedicati a questi settori in Ungheria e al centro internazionale a Roma. Durante questi giorni abbiamo potuto fare un sopralluogo dove si svolgeranno i vari momenti che compongono il nostro incontro mondiale: Genfest 2012, ma più che altro, è partita tra tutti noi la comunicazione, si sono allacciati i rapporti personali, condizione indispensabile per il lavoro comune.
Venerdì sera, durante spontanea cena, Chicco e Sara, i responsabili della produzione e Gegè, responsabile della costruzione del palco, hanno potuto conoscere Nóri e Berci insieme alla lingua ungherese. Si sentiva che aveva inizio l’atmosfera del Genfest!
Il giorno seguente abbiamo visitato i luoghi dei previsti appuntamenti del Genfest. Non bisogna nemmeno dire che sono piaciuti moltissimo anzi, abbiamo provato ad immaginare alcune proposte arrivate, lì sul posto, vicino al Danubio. La Basilica ha fatto dilagare un unanime successo e eravamo particolarmente contenti di aver potuto visitare nella parte inferiore della Basilica, le tombe di personaggi famosi, tra cui quella di Puskas Ferenc. Naturalmente tutti sapevano a quale squadra aveva dato il più grande successo.

Occupy Wall Street (OWS): a cry to be heard

Interview to financial expert Maria Pereira
by Antonella Ferrucci
Maria, can you help us to understand this OWS movement ?
In time the Occupy Wall Street (OWS) Movement may be seen as giving great impetus to reform Finance. Inspired by the Arab Spring and the indignados’ manifestation in Madrid, OWS started on Sept. 17, 2011 near the Wall St. area, the symbol for the financial world. It shows participatory democracy in action. It began unperceived with little media coverage, but by October 15, OWS had spread to 951 cities in 82 countries. It was not intended to be restricted to the US or Finance, but to bring attention to the world crisis. It was a cry for economic justice, responsibility, democracy and human dignity. For Christians, it could be seen as a cry for God.
In your opinion, what is really happening in front of Wall Street?
To understand why Wall St. was picked as a symbol for protest, we need to revisit the financial crisis in 2008, when the US government bailed out banks that had brought about near collapse through irresponsible and often unethical financial practice, fed by greed. The market showed itself to be inefficient, imperfect, and irrational. To prevent financial meltdown, the US government injected $700 billion under TARP. Once the banking sector recovered, bankers continued with their self-serving practice and excessive compensation. Despite repeated liquidity injections by government, Wall Street forgot the purpose of banking, which is to provide support to the economy. Unemployment continued to rise. This was seen by the citizen as privatization of gains and socialization of losses. The movement has been criticized for not having any agenda, but what is of importance to the demonstrators is clear. Economic justice is one, manifested by protest against income and tax inequality, with the rallying cry of the “99%”. The young worry about employment and reduction in education spending, and older people are concerned about their pension, as excessive speculation led to turbulent financial markets, eroding savings and rendering planning difficult. OWS denounces economic injustice and the corruption of politics by the financial sector, a main lobbying force and contributor to political campaigns, thus paralyzing government action for the common good. Included in concern about the future is that for the environment.

lunedì 21 novembre 2011

Filippine, media e dialogo: quando i giornalisti muoiono

Un’iniziativa di New City Press, la casa editrice filippina dei Focolari, a Palawan, nelle Filippine occidentali, per sostenere il lavoro dei giornalisti che rischiano ogni giorno la vita nella lotta per i diritti umani.
I media, nelle Filippine, vivono una situazione molto critica. Negli ultimi due anni, infatti, tanti giornalisti hanno pagato con la vita il loro servizio alla verità. Come nel massacro del 23 novembre 2009 a Maguindanao (sud delle Filippine), quando 34 giornalisti sono stati uccisi a causa di dispute politiche e tribali. Anche altri colleghi che lottavano per i diritti umani sono stati minacciati, e alcuni anche uccisi. Uno dei casi più celebri è stato quello del Dottore Gerry Ortega, ambientalista e giornalista, assassinato il 24 gennaio 2011 per il suo impegno contro il diboscamento illegale a Palawan (isola delle Filippine occidentali).

Our Life and Beauty

One of the last honorary doctorates bestowed on Focolare founder Chiara Lubich before her death was an honorary doctorate in Art by the Catholic University of Maracaibo, Venezuela. Following are excerpts from her acceptance speech.
Right from the beginning, we always had an ardent desire in our hearts: that of shouting out with our lives, with words, through the arts, that God is Beauty … We have always wanted to arrange everything around us in such superior harmony as to make of our dwelling place a corner that mirrors nature, which simply by its presence elevates and draws one’s soul to God.
This is reflected in the welcoming simplicity that distinguishes our homes, our centres and the little cities … In addition, this vocation has made it possible for many artists to find a source of inspiration in the spirituality of unity …

domenica 20 novembre 2011

Spot antidroga

«Un argomento importante non giustifica un comunicatore noioso».
«Se il cammello di Gheddafi viaggia a 60 km all’ora, quanti chilometri percorrerà in due ore e mezzo?». È una domanda semplice per adolescenti dai 16 anni in su. Ma quando viene proposta dal simpatico presentatore dello Sconvolt Quiz del programma tv Le Iene alle sette di mattina, all’interno di una discoteca a ragazzi e ragazze frastornati da ore e ore di musica “a palla”, condita da alcol e droghe più o meno leggere, la domanda può diventare un quesito insolubile.
I volti intorpiditi e affannati dei giovani intervistati – che azzardano risposte improbabili («Dunque: se la velocità è spazio diviso tempo… sei per due fa dodici… vero?») – implorano, invano, un suggerimento dall’impassibile intervistatore.
Il premio previsto per la risposta esatta (una maglietta o un cappellino del programma Le Iene) resterà una chimera.

sabato 19 novembre 2011

Our Common Humanity

“How can we explain the psychological level of solidarity, cooperation and interdependence among people?” Stephen F.
I wish to address the concept of “our common humanity” through the theme of freedom and a sense of connection that comes from abandoning our attachments. Let me explain it through the story of American astronaut Rusty Schweickart, during the flight of Apollo 9 to the moon in 1969. On the first part of the flight, the crew was kept so busy with tasks and fixing their equipment that no one was looking out of the windows. Only as they were orbiting the globe while awaiting their return to Earth, did Schweickart glance outside.

Oltre la frammentazione

ManifestantiLe istanze degli indignati richiedono un nuovo modo di pensare e di studiare. La risorsa dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano. A due passi da Firenze.                                                              
Dalla pubblicazione del libro di Hessel del 2010 (Indignatevi! ‑ Add Editore) le proteste sono dilagate in 951 città di 82 Paesi. Motivi non ne mancano: precarietà, sistema finanziario, crisi politiche. In Italia, la manifestazione di Roma del 15 Ottobre 2011 ha evidenziato, per questo movimento, il rischio di restare ostaggio della violenza. Per avere un futuro politico occorre saper coniugare la spinta personale con un progetto collettivo condiviso e duraturo. Non basta l’annuncio della nonviolenza, è necessario educarsi a essa; non basta gridare al cambiamento senza il rispetto reciproco, elemento non accessorio della democrazia.

venerdì 18 novembre 2011

Bangui: un oasi di pace ma...

E pensare che tutto é cominciato qui: la storia ci insegna che le prime comunitá di uomini sono nate in Africa. Arrivati qui e guardandoci attorno é stato il primo pensiero. Davanti agli occhi ci si presenta un altro mondo: strade dove si alterna il passaggio di macchine e persone che trainano carretti pieni di tronchi o altro da vendere, disordinatamente baracche al posto di case nascoste dalla natura rimasta ancora selvaggia. Questo forte impatto é stato smorzato subito dalla gioia ed accoglienza che la comunitá ci ha dato. Questa gioia é stata confermata dai volti sorridenti e curiosi di tanti bimbi con cui abbiamo avuto l’opportunitá di passare il nostro tempo. Le nostre mattinate sono state invase da una settantina di bambini e ragazzi di vari quartieri di Bangui. Il tempo insieme a loro volava tra partite di calcio, tiro alla fune, bans e tanti altri giochi.

Steps towards the Genfest: 2012 Schedule

Hello to everyone! We are the Youth for a United World (Y4UW) from Castanhal, Belém area, North Brazil and we are moving on with our Genfest preparations.
Some ideas have already started to “boil” and we think that these ideas could also be shared with Youth for a United World (Y4UW) living in other cities.
For example, the proposed "Talent Festival" should be built step-by-step through workshops with the Y4UW. In this way, all together we can create the criteria, bring out the talents, decide the motto and prepare all the works that are needed. It would be good to invite groups of young people of our own parish, neigbourhood and all the other youth we can get in contact with.

giovedì 17 novembre 2011

Due mesi di Occupy Wall Street

Il 17 novembre il movimento torna in piazza, nonostante lo sgombero di Zuccotti Park. Al di là delle modalità della protesta, il disagio che esprimono è condiviso: e le voci corrono su internet
Zuccotti Park e Liberty Square saranno pure stati sgomberati, ma per capire che la storia non finisce qui basta guardare la data: oggi, 17 novembre 2011, sono passati due mesi da quando il movimento Occupy Wall Street – che ne ha generati a centinaia, da Occupy Portland a Occupy Denver – è iniziato. Per questo gli (ex, almeno allo stato attuale) dimostranti hanno annunciato per oggi, anche in occasione della giornata internazionale dello studente – in cui sono previste anche in Italia manifestazioni per il diritto allo studio e contro i tagli all'istruzione – una nuova serie di azioni. Nessuno si azzardi a dire che sono dei dormiglioni: alle 7 del mattino – le 13 in Italia – si riuniranno a Liberty Square, prima che suoni la campana che dà inizio agli scambi in borsa, per «mettere Wall Street di fronte alle storie di tante vittime dell'ingiustizia economica», come si legge sul loro sito. Alle 15 si sposteranno in metropolitana per leggere queste storie ai pendolari, e due ore più tardi a Foley Square, di fronte al municipio, in sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi. Infine, accompagnati dalla musica, marceranno sui ponti della città.

Fraternamente "DENTRO"

Da diversi mesi i Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Milano hanno avuto l’ocassione di intraprendere un iniziativa di grande importanza sociale presso il carcere di San Vittore; l’animazione delle messe all’interno del carcere, Elena ci racconta cosa e come lo ha vissuto.
“Una mattina di novembre dell’anno scorso ricevo una mail da una Giovane per un Mondo Unito con un’inedita proposta: andare ad animare la messa al carcere di San Vittore, il carcere più antico di Milano. Non sapevo si potesse animare una messa in carcere! Per la verità non mi ero nemmeno tanto posta il problema di se e come i detenuti potessero far messa.
Insomma scopro che si può. E mi piace l’idea di fare tutto ciò insieme ad altri ragazzi e ragazze come me vogliosi di svegliarsi alle sei per essere alle sette e mezza davanti al carcere e in mezzo alla gelida brina invernale!
Don Pietro, uno dei due preti presenti a San Vittore, vuole però incontrarci prima. Non solo perché si provi ad infilare insieme qualche nota intonata delle canzoni che dovremo fare, ma anche perché vuole prepararci a quello che vivremo. Non è facile come sempre e non sarà una messa come le altre.
Ci attende un compito sottile d’amore: vivere questa collaborazione con naturalezza; ma allo stesso tempo non dimenticare la dimensione in cui stanno vivendo i nostri compagni di panca – che poi di panche non ce ne sono e si sta tutti in piedi!
Non dimenticare per avere quell’accortezza, quella sensibilità, quel rispetto per la vita altrui.

mercoledì 16 novembre 2011

Normale o straordinario?

Diamo voce in questa rubrica alle storie dei tanti giovani italiani che si impegnano nel quotidiano per il bene di tutti. Iniziamo con la testimonianza dei volontari nella Liguria colpita dalle alluvioni
Domenica 13 novembre una ventina di ragazzi piemontesi sono scesi in Liguria, nelle zone colpite dall’alluvione, e si sono sporcati di fango fino al mento col sorriso. La settimana precedente, di ritorno da un viaggio, era nata tra alcuni l’idea di incominciare a essere testimonianza vitale nella società, per rinnovarla partendo dalla fraternità. Dunque, andare a dare una mano a quelle persone diverse da noi, ma con almeno due cose in comune: essere uomini e non potercela fare da soli. Tra tutti, solo due o tre si sono assunti la responsabilità di lanciarsi, ma è così: bisogna spingersi, trainarsi l’un l’altro. I giovani sono così: hanno le energie, ma necessitano di esempi come il pane.

Loving others really rocks!

Recently, after some introspection, I realized that I have probably been unhappy because I had gotten into the bad habit of living just for myself, despite knowing all the good things about loving others. I knew I wasn’t living according to the Gospel at all, and I decided to try to put myself aside and live for others, starting with the little things.
That Sunday night I was planning to go to bed early to be ready for another busy week. That’s when I got a phone call from my sister, a designer/art major. She was working on a school assignment, which required creating a website and posting pictures of her work. It involved some technical IT skills, with which she wasn’t really familiar. I am more tech-savvy, so she wanted my help.

martedì 15 novembre 2011

Corea: "Vogliamo dare la nostra forza, il nostro amore e gli aiuti concreti"


"Sabato 19 novembre i Giovani per un Mondo Unito della Corea faranno un’attività di portare il carbone per i villagi (dove abitano i poveri e gli anziani soli). Ciò vuole essere il primo passo verso Genfest 2012 - vivere ‘la cultura del dare’. Vogliamo dare la nostra forza, il nostro amore e gli aiuti concreti con la raccolta dei fondi per comprare il carbone che porteremo alle case dei poveri."
La foto sopra indica gli occorrenti personali per quest'attività.
Dai Giovani per mondo unito della Corea

Dialogo interreligioso, dialogo della vita

Palermo, le giornate di studio sul dialogo interreligioso e interculturale hanno radicato questo dialogo nel contesto del quotidiano della città
Si sono svolte a Palermo nei giorni scorsi le “Giornate di studio e riflessione sul dialogo interreligioso e interculturale”, promosse dalla Regione Sicilia, dal Coppem (Comitato Permanente partenariato euromediterraneo dei poteri locali e regionale, che associa 43 tra città e regioni sia della sponda sud che di quella nord del Mediterraneo) e dalla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. Gli incontri si sono svolti presso la sede arcivescovile di Palermo alla presenza di esperti dei vari settori culturali, sociali e religiosi provenienti dal mondo cattolico, musulmano ed ebraico.
Sono stato invitato ed ho partecipato con sincero interesse seppur, devo confessarlo, temevo che queste due giornate alla fine fossero un'ulteriore celebrazione di un dialogo senza cuore, di una convegnistica fine a se stessa. Invece ho visto in questo incontro diversi elementi di novità. Innanzitutto quello che potrei chiamare, l’elogio delle città, presenti grazie al Coppem e alle esperienze dei sindaci di Moerdjik (Paesi Bassi), Binyamina-Givat Ada (Israele) e del responsabile dell'ufficio internazionale dell'Organizzazione città arabe.

lunedì 14 novembre 2011

Tappe di un percorso verso il Genfest 2012

“Noi Giovani per un Mondo Unito (GMU) del Valdarno vi scriviamo per aggiornarvi della bellissima serata che abbiamo organizzato domenica 23 ottobre.
L’idea di questo evento è nata come seconda tappa di un percorso verso il Genfest 2012 che stiamo facendo con i nostri amici e non solo.
Il primo appuntamento era stato un apericena per aiutare il giappone dopo il terribile terremoto; siccome era andato molto bene ed il format della serata è piaciuto molto ai giovani, abbiamo deciso anche questa volta di seguire lo stesso schema (con qualche miglioramento).
Quindi abbiamo organizzato una serata apericena in una sala nella piazza principale di Figline Valdarno; lo scopo di questo evento era quello di creare un opportunità per stare con i nostri amici e conoscenti in maniera diversa, e cioè presentando un’esperienza di volontariato fatta in Brasile da 4 ragazzi quest’estate.
Ad un certo punto nella serata, abbiamo presentato i GMU, lanciato il Genfest e come testimonianza i 4 ragazzi hanno condiviso la loro esperienza con racconti e foto.

Life in a Day

What happens when you send a request out to the world to chronicle, via video, a single day on Earth? You get 80,000 submissions and 4,500 hours of footage from 192 countries. Producer Ridley Scott and Oscar-winning director Kevin Macdonald took this raw material — all shot on July 24, 2010 — and created Life in a Day, a groundbreaking, feature-length documentary that portrays this kaleidoscope of images we call life. National Geographic is bringing it to theaters starting July 24, 2011. Prepare to be amazed.
Full show: http://www.youtube.com/lifeinaday

Giovani, la musica, la città: con il Gen Rosso in tour

Note di viaggio dall’ultimo tour del Gen Rosso.
Tra i mesi di Settembre e Ottobre il gruppo musicale internazionale Gen Rosso ha fatto tappa in Italia e nella Repubblica Ceca. L’occasione è stata la ripresa dei progetti europei per le scuole superiori che sta coinvolgendo studenti di mezza Europa in un’avventura affascinante, certamente unica nel suo genere.
A Udine, grazie al progetto “Arts & Culture reshaping urban life – Arte e Cultura per rivitalizzare la città” 16 giovani hanno lavorato tre giorni con il gruppo per rappresentare insieme il Musical Streetlight. Come ha dichiarato uno dei partecipanti «ciascuno di noi qui ha un ruolo: se già suona bene uno strumento non deve avere paura di suonarlo e, se uno ancora non lo sa suonare proprio bene, non deve aver timore di non essere all’altezza… c’è posto per tutti».

domenica 13 novembre 2011

Young lives take shape in the Focolare community at Mariapolis Luminosa

There were 10 of us around the table at Mariapolis Luminosa, from 10 different countries including the Dominican Republic, Lebanon, Brazil, the U.S. One of my most precious memories is the time I spent there at one of the Focolare’s 32 little cities worldwide. There I saw what the world would be like if everyone lived according to the Gospel’s message of love. That time will remain forever as the tangible proof that unity is possible and real.
Located in New York’s lush Hudson Valley, Mariapolis Luminosa provides lasting educational experiences for youth. Since the 1986 inauguration it has welcomed hundreds of young people who have generously dedicated a weekend, a month, a semester or a year to volunteer their time, talents and energies.
Although messages of materialism and individualism fill our TV screens, a recent study shows that youth really are stepping up to build a better world. The Corporation for National and Community Service reported that more than 15.5 million youth contributed 1.3 billion hours of service. Furthermore, those youth who volunteer do so simply out of altruism.