sabato 21 gennaio 2012

Vieni d'occhio www.donboscoland.it

Sono servizi offerti dal Movimento Giovanile Salesiano Triveneto
Info: mgs@donboscoland.it



Che succede quando si porta un piccione al guinzaglio e questo prende il volo? Che cosa accadrebbe se, nel bel mezzo della folla al centro commerciale all'improvviso cominciassi a cantare un'opera? E se il “m'ama o non m'ama” col margheritone non finisse proprio come te lo saresti aspettato? Se conosci qualche giocoleria, porta il tuo materiale!

Seeds for a sustainable living

No effort is too small to start the shift from consumerism. From consumerism to sustainability: an interview with Erik Assadourian
Resources are being used at a rate never seen before: the equivalent of the output of 1.5 planets. This means that we are using future generations’ natural capital right now, 50% faster than it can regenerate. And demand is growing!
Since there is only one Earth, living beyond our natural means is unsustainable. The choice to thrive or damage our own life support systems is ours.
We need to make sustainability the new “natural way” of living. Erik Assadourian, senior researcher at the Worldwatch Institute, has investigated ways to transform our culture from consumerism to sustainability.

Missione medica a Cagayan de Oro, Filippine

I nostri Giovani per un Mondo Unito (GMU) da Davao, capoluogo della isola di Mindanaoi, sud delle Filippine ci scrivono:
“Un grazie sentitissimo da tutti noi, e dalle tante persone colpite dal tifone Sendong per la grande provvidenza che ci avete inviato!
Questo weekend, il 21 e 22 di gennaio, si svolgerà a Cagayan de Oro una missione medica, organizzata dai nostri adulti e giovani per un mondo unito di Davao.
L’aiuto che avete mandato non poteva arrivare in un momento migliore, in quanto i nostri di Davao porteranno con loro parecchie medicine il cui costo, come forse saprete, costituisce un peso quasi impossibile per le già dilapidate finanze dei poveri che sono stati colpiti dall’inondazione.
Vi faremo sapere i frutti della missione medica.”
I GMU di Davao

venerdì 20 gennaio 2012

First rule of leadership

Non abbiate paura

Più che una domanda, il mio è uno sfogo… Quando sento i miei genitori o professori parlare dei “giovani di oggi” mi sento male e vorrei gridare: non abbiate paura! Non siamo dei mostri e neanche dei marziani. Non abbiate paura del nostro modo di essere e vivere, del nostro modo di comunicare. Anche se usiamo cellulari e sappiamo navigare in internet meglio di voi non siamo così diversi da voi. Ma temo che se parlassi loro così, la loro paura, dietro un sorriso condiscendente, aumenterebbe.
Giulia, Caltanisetta
La tua lunga lettera di cui posso riportare solo poche frasi, mi è subito apparsa una proposta di dialogo offerta alla generazione che ti precede. Infatti, da una parte dici che non ti sembra possibile comunicare, ma poi affidi allo scritto i tuoi pensieri sapendo che non solo li leggerò io (che appartengo a quella generazione) ma anche tanti altri che seguono volentieri le chiacchierate che facciamo in questa rubrica rivolta ai giovani.
L’appello di non avere paura ce lo dobbiamo ripetere spesso, gli uni gli altri, perché la paura è una risposta istintiva che spesso ci fa barricare in noi stessi e genera reazioni simili. La paura ha tante facce: chiusura, radicalizzazione delle proprie idee e convinzioni, attacco difensivo, non ascolto, pessimismo, tristezza, vittimismo, impossibilità di porre fiducia negli altri o nel futuro… Ma come vincere questa paura? Con l’amore che è: apertura, dono e accoglienza, piena disponibilità, ottimismo, gioia, protagonismo, fiducia che ci viene dal camminare insieme…

giovedì 19 gennaio 2012

A courageous woman

Myanmar democracy icon Aung San Suu Kyi receives the insignia of Commander in the National Order of the Legion d’Honneur, one of France’s highest honours in recognition of her long struggle for democracy, from French foreign minister Alain Juppe and French ambassador Thierry Mathou during a ceremony at the French Embassy in Yangon on 15th January, 2012.
For her biography go to:

Navidad en la calle

Navidad en la calle” è il nome che noi Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Santiago abbiamo dato ad un’attività che facciamo da qualache anno. L’abbiamo fatta con i nostri amici che abitano sulle strade dei quartieri Yungay e Brasile, in cui si trova ad abitare la maggioranza dei barboni della città. Abbiamo insomma festeggiato insieme Natale proprio il 25 dicembre scorso.
Sin dalla preparazione, particolarmente durante la settimana prima è iniziata questa festa con il vivere la Parola di Vita, preparando i nostri cuori per l’arrivo di Gesù in ciascuno, in mezzo a tutti e specie in ogni comissione che abbiamo costituito per i vari aspetti. Ogni aspetto era necessario per poter regalare una gala degna a chi di solito non tocca la diginità, una festa piena d’amore, così come i nostri amici di strada la meritano. In questa linea l’idea è stata anche di pensare, preparare e lavorare con i giovani che hanno avuto un contatto con noi e preparare questa cena di natale, prima e durante, proprio con loro. Ci veniva sempre in risalto il vivere in coerenza, per poter dare Gesù nel modo più fedele. È stato proprio così. Abbiamo per davvero occupato la Piazza Yungay, perché non siamo riusciti ad ottenere il permesso municipale; ci siamo però comunque premuniti che gli incaricati della sicurezza del posto stessero d’accordo di poter usare questo luogo pubblico.
L’unità la si sentiva in ogni angolo; l’unità ci ispirava e avvinceva. Sono stati più di 100 giovani coinvolti a donarsi in prima persona per amare Gesù in ogni amico barbone, dalla confezione dei regali, la preparazione dei tavoli, fino al servizio stesso da camerieri. Ancora un’altra volta ne la storica distinzione sociale neanche un anno durissimo nei confronti dei giovani hanno potuto cancellare la gioia di quella unità che sperimentiamo in questo frammento di fraternità vera nella nostra “Navidad en la Calle”. A ogni tavolo ci siam seduti tutti insieme come una grande famiglia, allo stile dei primi tempi del Movimento dei Focolari.
Continuiamo senza tregua a costruire il nostro sogno: il mondo unito!
Nicolás del Cile a nome dei Giovani per un Mondo Unito

mercoledì 18 gennaio 2012

Real Connection in the Digital Age

In our age, there is a privilege given to us by communication technology: to build brotherhood with a seemingly intangible populace. In fact, it is up to us to take up the task of witnessing our values in the digital era.
The modern world has given rise to another revolution: “The Social Media Revolution.” Human beings have come to a point where one can literally share what is on their mind with the press of some buttons and the click of a mouse. Now, one can Google the answers to their questions, Facebook people they need to reconnect with, Skype with loved ones whenever possible, or Tweet whatever is happening in their own daily life, at every chance they get. But, certainly, one should assume that all this comes with great awareness and responsibility, that this is a privilege given to us in order to build brotherhood among each other, with this seemingly intangible populace: the online community, bound to each other by websites, emails, blogs and the like. Pope Benedict XVI stated it best, addressing the youth in preparation for World Youth Day, “As with every other fruit of human ingenuity, the new communications technologies must be placed at the service of the integral good of the individual and of the whole humanity.”

Il rischio di essere respinta

Mi chiamo Anne, ho 22 anni e sono francese. Ho appena preso il diploca di educatrice di comunità. In Francia la fede si custodisce all’interno della vita personale, nel privato e non si parla di religione negli ambienti pubblici, a scuola, al lavoro, soprattutto nel lavoro sociale.
La scelta di vivere per l’unità fa parte di me fin da piccola e Gesù c’entra con tutte le decisioni importanti che ho preso. Solo per fare un esempio, mi sono iscritta alla scuola di servizio sociale perché vorrei portare il suo amore a quelli che hanno di meno, agli ultimi... che per Lui sono i primi.
Quando ho partecipato al test di ammissione alla Scuola, anche se questo era il motivo essenziale per me, alcuni amici mi hanno consigliato di non fare nessun accenno alla fede, per non rischiare di essere respinta.

martedì 17 gennaio 2012

Moments to Treasure

Taking care of a grandfather with Alzheimer’s
My family had planned a trip to New York for my brother’s college orientation, but we also took that opportunity for a much-needed family vacation. There were some other “business” aspects to the trip as well – like taking care of some legal documents that had to be filled out for my grandfather, who suffers from Alzheimer’s and came along with us to New York. But for the most part, we were all very excited about a fun and relaxing time as a family.
On our flight over, my head was filled with all kinds of ideas about what I wanted to do in the city! Soon after our arrival, however, God’s plan began to unfold; I found that the things I had planned to do fell far short of what I was expecting.

Tim, il gigante buono

Secondo i medici non sarebbe neanche dovuto nascere, ora è uno degli atleti più famosi degli Stati Uniti. Per le sue imprese sul campo, ma soprattutto per la sua grande fede
Il sogno di giocare il Superbowl, l’atto conclusivo del campionato statunitense di football americano, per quest’anno non si è avverato. Sabato sera, nelle semifinali di conference, i suoi Denver Broncos sono stati fermati infatti dai favoritissimi New England Patriots, guidati da una vera icona di questa disciplina, il quarterback Tom Brady. Ma Tim è ancora giovane, e avrà la possibilità di riprovarci già dal prossimo anno. Intanto mezza America parla di lui, il ragazzo che è riuscito ad avere successo nello sport senza essere mai venuto meno ai valori cristiani che hanno sin qui contraddistinto la sua vita.
Il quarterback di Dio - Stiamo parlando di Tim Tebow, un ragazzone ventiquattrenne dalla faccia pulita (191 centimetri di altezza per 111 chili di peso), che il Wall Street Journal ha affettuosamente ribattezzato “Il quarterback di Dio”. Tim è certamente un buon giocatore, ma la sua notorietà è dovuta soprattutto «alla generosità ed al senso di giustizia che la sua fede gli ispira. Un ragazzo che illumina tutti con il suo esempio – sostengono diversi commentatori statunitensi –, siano esse persone religiose o meno».

lunedì 16 gennaio 2012

New York: The Economy of Communion at the UN Conference on Poverty Eradication

February 3, 2012 Side Event on the Economy of Communion (EoC) in the Commission for Social Development of the United Nations’ Economic and Social Council
Poverty Eradication: Developments in the Economy of Communion in Freedom”, the side event organized by New Humanity, the non-governmental organization that represents the Focolare Movement with General Consultative Status in the Economic and Social Council (ECOSOC). The event is part of the 50th Session of the Commission for Social Development, which will be held February 1-10, 2012 at the United Nations.

La differenza è una ricchezza

Abbiamo parlato delle nostre culture e religioni, abbiamo riso su molti aspetti delle une e delle altre, e….
Sono italiano cattolico e nei giorni scorsi ho avuto la possibilità di trascorrere lunghi momenti in compagnia di alcuni colleghi lavoro e di due amici musulmani (una iraniana e l’altro turco) e di tre buddhisti (una thailandese e due giapponesi).
Sono stati due giorni molto semplici passati a raccontarci la vita dell’anno passato e le prospettive che ciascuno ha per il 2012. Ci sono stati momenti di distensione ed altri molto intensi di condivisione su esperienze personali alla luce delle diverse fedi. Il clima è stato davvero fraterno, al punto che sembrava quasi impossibile che, fra i presenti, ci fosse una coreana, una cinese, una thailandese, due giapponesi, una iraniana un turco, un francese ed io, italiano.
Potrei fare molte considerazioni su questa esperienza, alcune di carattere spirituale, altre di tipo psicologico, ma vorrei sottolineare un aspetto, che mi spesso venuto in mente in quei due giorni. Ero l’unico italiano e me lo hanno fatto notare gli altri, quasi con sorpresa. In fin dei conti siamo in Italia e vicino a Roma, la capitale. Eppure, personalmente non ci ho mai pensato perchè lo stare insieme fra noi andava ben oltre le differenze culturali, geografiche e religiose.

domenica 15 gennaio 2012

Yogjakarta: Fundraising for Genfest 2012

Dark clouds didn’t stop us from riding out on our motorbikes into the countryside (20 km from the Yogyakarta city), to the secluded Marian shrine of Jatiningsih for Sunday mass, followed by fundraising activities for Genfest 2012. But selling t-shirts and singing Marian hymns to passers-by were all just an excuse to move out of our comfort zones and start living its message: Let's bridge!
We were of different nationalities and ethnic backgrounds. We sang in different languages. But the smiles, encouragement and support we got from those around us told us that they understood what we were there for, and wanted somehow to be a part of it. After enjoying an unexpected lunch-treat from people we barely even knew, we made our way back to the city. Finally arriving back at the focolare centre, we joined the rest of the community there in celebrating the last day of Christmas. The love we gave and were given that day was felt deeply, and the joy in the air was as indescribable. And outside, as though a divine blessing, the rain finally began to fall.
It was really an unforgettable experience! During that half day we managed to collect Rupiah 154.000 (=Euro 13) which is already a lot for our country people. We were delighted. We have planned other similar fundraising activities for the Genfest in other places and we will keep all of you unpdated.
Paul Segarra on behalf of the Youth for a United World in Indonesia

Istruzione: progetti a sostegno dei giovani

Azione per un mondo unito (AMU), formazione dei giovani ed Economia di Comunione (EdC), una formula ormai collaudata e vincente.
Nel 2011, 250 giovani sono stati accompagnati nei loro percorsi scolastici e formativi a vari livelli, dalle scuole elementari fino ai corsi di specializzazione post-universitaria, in 14 Paesi del mondo: Bosnia, Croazia, Macedonia, Moldova, Romania, Serbia, Libano, Filippine, Brasile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Perù, Uruguay.
Consentire ai giovani di studiare e di formarsi professionalmente è senz’altro un investimento per il futuro. L’esperienza di AMU ed EdC mostra che già nel presente si vive in comunione di intenti e di beni e si mettono in moto, in chi dà e in chi riceve, dinamiche di reciprocità.
Scrivono ad esempio da Cebu, nelle Filippine: «Ogni sabato alcuni studenti vanno al nostro centro sociale per fare tutoraggio ad altri più piccoli: gli studenti che frequentano l’università aiutano quelli della scuola secondaria e gli studenti della secondaria aiutano quelli della scuola primaria che sono in difficoltà. Nel loro tempo libero aiutano anche nella conduzione dei vari programmi sociali del centro, pulendo i locali, dando da mangiare ai più piccoli, distribuendo materiale scolastico all’inizio dell’anno».

sabato 14 gennaio 2012

Chinese New Year 2012: Year of the Dragon

Today is the start of the Chinese New Year! Happy New Year China!
In Chinese tradition, each year is dedicated to a specific animal. The Dragon, Horse, Monkey, Rat, Boar, Rabbit, Dog, Rooster, Ox, Tiger, Snake, and Ram are the twelve animals that are part of this tradition. In 2012, the Dragon is welcomed back after the 2011 year of the Rabbit. Each of these animals are thought to bestow their characteristics to the people born in their year.

How connected minds spark creativity and drive innovation...

With Where Good Ideas Come From, Steven Johnson pairs the insight of his bestselling Everything Bad Is Good for You and the dazzling erudition of The Ghost Map and The Invention of Air to address an urgent and universal question: What sparks the flash of brilliance? How does groundbreaking innovation happen? Answering in his infectious, culturally omnivorous style, using his fluency in fields from neurobiology to popular culture, Johnson provides the complete, exciting, and encouraging story of how we generate the ideas that push our careers, our lives, our society, and our culture forward.

Genfest: Costruendo ponti a Sofia, Bulgaria

Tanti saluti dalla Bulgaria!! Vogliamo raccontarvi come va la nostra preparazione per il Genfest. Quando abbiamo saputo il titolo “Let’s bridge” ci siamo chiesti come possiamo noi, qui a Sofia, a costruire dei ponti. Ci sono venuti in mente i rifugiati che arrivano soprattutto dal mondo arabo. Per la maggior parte sono musulmani, qualcuno è da poco tempo qui, qualcuno già da anni. Purtroppo, però, tanti di loro non hanno molti contatti al di fuori del loro gruppo. Una nostra amica, anche lei rifugiata dell’Iraq, che lavora nel comitato per le donne rifugiate, ci ha detto che loro hanno tanto desiderio di conoscere di più la nostra cultura e anche di sapere cosa è questa “festa dell’albero”.

venerdì 13 gennaio 2012

Brochure del Genfest in italiano e inglese

The Social Network [2010 - 120 min.]

The Social Network parla della nascita di Facebook, la rete sociale attualmente più usata al mondo. Anche se romanzata, la storia di Mark, Eduardo & company può stimolare una profonda riflessione. Nell'incapacità di sviluppare rapporti "normali" con la gente reale (con le ragazze in particolare), Mark crea, grazie a internet, un modo di mettere in relazione milioni di persone. Un cocktail originale di genio, sete di potere, ambizione e solitudine lo spingono a bisticciare con quelli che prima sembravano essere dei veri amici. Il folgorante successo economico di Facebook - da cui consegue una serie di processi, mina definitivamente dei rapporti già precari. Il film - di fattura eccellente sotto tutti i punti di vista - mostra anche bene il lato oscuro del processo creativo, e la solitudine di chi si avventura in territori inesplorati. Piacerà a tanti anche per come rende l'atmosfera del campus di Harvard...