giovedì 29 dicembre 2011

Le Nevi del Kilimangiaro [2011 - 107 min.]

[Les neiges du Kilimandjaro]
Siamo in una grande città (Marsiglia) in tempo di crisi. Michel, rappresentante sindacale degli operai del porto, viene licenziato per tiraggio a sorte, insieme a una ventina di compagni. La moglie, fedele compagna da 30 anni, sbarca il lunario con lavori a domicilio. Per il loro anniversario di matrimonio ricevono da parenti e amici una cospicua somma di denaro e due biglietti aerei per una vacanza da sogno alle pendici del Kilimangiaro. Ma la sera due rapinatori - che evidentemente sanno del malloppo - portano via il prezioso regalo, traumatizzando violentemente la coppia e due amici presenti in quel momento. Michel scopre che uno dei due rapinatori è un ex-collega di lavoro, anche lui licenziato, con alle spalle una situazione famigliare catastrofica. Nonostante il tentativo di comprensione e riconciliazione di Michel, il rapinatore - ormai in prigione - gli sputa in faccia tutta la rabbia che viene da una condizione sociale senza alternativa. Partendo da un'esigenza di giustizia - quindi di punizione per il malfattore - Michel, la moglie e la coppia di amici, fanno un percorso di comprensione e riconciliazione che va ben al di là della legge umana. In bilico tra vendetta e giustizia, responsabilità e perdono, l'impegno militante di sinistra si trasforma in un umanesimo di una rara profondità.
Ecco quindi un semplice-grande film per parlare della giustizia nel nostro quotidiano.
Da notare anche che sceneggiatura e attori sono eccellenti.

A mother at her Best

We had been meeting as a group of young people for a while. One evening, one of us was absent and we later found out that she was expecting a baby. Her boyfriend was, however, threatening to leave her unless she agreed to an abortion. Her parents, who were poor and had many problems, were of the same thought.
Our friend felt weak and confused. Only in our presence was she able to think more clearly on this decision, but the pressure from her family and the financial difficulties she faced convinced her that she had no other alternative but to go ahead with it. The appointment was made.
In the meantime, we continued to hope that she would change her mind. We prayed, took walks with her, visited her family. We got in touch with the Pro-Life Movement to attain some monetary assistance for her.
On the second Sunday of May, Mother’s Day, we invited her for dinner. At the end of the evening, one of us expressed the hope that the following year could be a day to honor her, too. It was a very moving moment for all, but it seemed that it was already too late. Her appointment was set for a few days later and she had every intention of keeping it.

mercoledì 28 dicembre 2011

Egitto, progetto ‘Appartengo’

Un dietro le quinte della rivoluzione. Piccoli gesti di fraternità, fra cristiani e musulmani col desiderio di ridare a tanti il senso di appartenenza al proprio Paese.
Riportiamo la testimonianza di Hanaa Keisar, raccontata in occasione del Conferimento del Premio Madre Teresa di Calcutta in memoria di Chiara Lubich, il 10 dicembre 2011
«In Egitto come sapete quest’anno si è segnata una tappa speciale e inaspettata: il crollo del regime dittatoriale. A quasi un anno dal primo vento di speranza e di libertà, ci troviamo in una fase delicata dove regnano l’insicurezza, lo scoraggiamento, la grande crisi economica e la grande paura del futuro. Nonostante questo scenario, abbiamo costatato con meraviglia come Dio ci sta aiutando a creare una tela nascosta, intessuta di rapporti veri e fraterni.
Mentre vi arrivavano le notizie sui giornali e la TV di attacchi sanguinosi a chiese in vari posti del paese o di atti di violenza contro le folle dei manifestanti pacifici nella piazza Tahrir, in uno dei quartieri del grande Cairo, abbiamo lavorato insieme, cristiani e musulmani – tutti animati dall’ideale di unità che ci ha trasmesso Chiara Lubich, ad un progetto, piccolo se si vuole, ma simbolo di unità: il progetto ‘Appartengo’.

Registration at the university

During this past summer, I had to register for courses for my last year of school, which meant going online as soon as the clock hits the start of the registration period and signing up for classes before the “best” ones become full! The process is rather competitive, particularly for seniors that want to choose their favourite professors to have as thesis advisors.
On the day that registration began, I realized that I had a few problems: I didn’t have enough credits from my previous years to register at the same time as everybody else, and I was lacking one required course in order to take any of the electives (which are most of the 4th year classes).
After an exchange of e-mails, I made an appointment with the chair of my program. His first availability was a week later! I thought, “it is hopeless,” yet somehow I knew that it was no use fretting and being attached to things, even class registration! I had to place my trust in God and do everything, even my schoolwork, for him.

martedì 27 dicembre 2011

GMU e Caritas insieme a Nola


Il 2 dicembre 2011: Una bellissima giornata vissuta insieme dai Giovani per un Mondo Unito (GMU) e Caritas.
Un’impressione presa a caldo da uno di loro: “Oggi c'è stato un prezioso appuntamento per il Centro Vita (centro dei GMU a Somma Vesuviana, Napoli) e una forte prova all'essere GMU! Infatti, il Vescovo ci ha chiesto di assistere e di animare il momento della Messa e del pranzo con le persone indigenti della Caritas! Il mio si a ciò è stato forte e sentito: mettere all’opera ciò che ho imparato sul rapporto tra chi ha e chi non ha. E’ stato un momento bellissimo. Non vi nascondo la mia difficoltà, sia per la paura di non essere all’altezza della cosa e di non riuscire a essere servizio o testimonianza della sua Parola, sia per la preoccupazione della salute di un membro della mia famiglia. Ma il mio si all’attimo presente, pur essendo stato ben ponderato, è stato immediato e sincero.
Dopo questo momento abbiamo ricevuto un regalo grandissimo: Ci siamo ritrovati alla casa di una di noi e lì abbiamo sperimentato fortemente l’essere famiglia, una famiglia vera. E’ stato sorprendente la semplicità del momento”.

Miracolo di Luce

Giovani e panettoni tra i detenuti di San Vittore
Nella folla natalizia che calpesta le strade di Milano, si rincorrono pensieri, riflessioni. Domande. Domande di sempre, dalla ricerca del senso da dare a questi giorni, a quelle più urgenti e crude: da come arrivare alla fine del mese, alla paura di perdere il lavoro.
Se nel Natale della crisi il Comune di Milano ha ripreso dai magazzini le vecchie luminarie, e le ha appiccicate su, anche se di bello hanno ben poco, l’aria che si respira è di sobrietà. Meno sprechi, meno regali inutili. La confidenza è della titolare di un boutique del centro. Natale a Milano profuma di solidarietà, in fondo questa crisi, può diventare una grossa opportunità che chiama condivisione, meno egoismo.
Reciprocità. Ci sono le cifre storiche dell’Opera San Francesco per i poveri: qui i frati cappuccini distribuiscono giornalmente in media 2215 pasti, 233 docce 40 cambi d’abito. Nel 2010 sono stati distribuite 2000 coperte, 1063 lenzuola, 4416 giubbotti, 589 sacchi a pelo, 3335 paia di scarpe. Ora il Fondo Famiglia e lavoro istituito nel 2008 dal Card Tettamanzi al 22 dicembre 2011 ha raccolto 13.713.407,86 euro.

lunedì 26 dicembre 2011

A Glimpse of Cagayan de Oro after Tropical Storm “Sendong”

On final approach from the AirphilExpress plane landing at Lumbia Airport in Cagayan de Oro (CDO), one can see the debris of the devastation of this City floating up to two kilometers in the sea off the coast of CDO and Iligan City.  This was the result of the seemingly meek Tropical Storm ‘Sendong’ with winds of only 95 kph that struck the cities of CDO and Iligan last 17th of December 2011.  Seeing the debris from 1,500 meters high, it would be difficult to detect whether there are still dead bodies floating among the debris or survivors from the devastating flash floods that careened down the Cagayan river and claimed more than a thousand (1,000) lives with many more missing. The final figure may never be known but it was surely much, much more than the 747 fatalities during the famous typhoon “Ondoy” that hit Metro Manila a couple of years back and left it flooded for a few days.

Rapporti autentici: missione impossibile?

Se mi guardo attorno, apro la TV o un giornale mi convinco di vivere in un mondo di furbi che ti vogliono fregare e che se entrano in rapporto con te è solo per interesse, eppure tu continui  a scrivere di costruire rapporti autentici. Non ti pare una “mission impossible”? 
Pasquale, Palermo
Proprio lo scorso aprile mi sono trovato a cercare risposta ad una domanda simile nel corso di un meeting dei Giovani per un mondo unito e come sempre sono rimasto colpito dalla chiarezza che veniva dai vari interventi. Non hanno ignorato le difficoltà che si trovano nell’ambiente, ma hanno saputo con coraggio guardare prima di tutto alle loro difficoltà personali per cercare le soluzioni da offrire in prima persona.
“Partiamo da noi!”, “guardiamo con occhi diversi”, “stiamo attenti ai pregiudizi e cerchiamo con fiducia la verità”, “cominciamo con l’essere autentici con noi stessi e di conseguenza lo saremo con gli altri”, “lasciamoci mettere in discussione e puntiamo a comunicazioni vere, faccia a faccia”… sono solo alcune delle espressioni venute da giovani di paesi, età e storie diverse ma che vogliono contribuire ad un mondo diverso dove i rapporti autentici siano realtà e la fraternità sia tangibile.

domenica 25 dicembre 2011

"Chi potrà resistere alla potenza dell'amore?"

Da Città Nuova: http://www.cittanuova.it/

Non solo quiete dopo la tempesta

Uno sguardo su Cagayan de Oro (Filippine) dopo l’uragano tropicale Sendong
Mentre l’aereo atterra all’aeroporto Lumbia di Cagayan de Oro, al nord di Mindanao, si possono vedere chiaramente i segni della devastazione che questa città ha subito. Macerie infinite galleggiano infatti per un raggio di circa due chilometri al largo della costa. “Sendong”, la tempesta tropicale che sembrava apparentemente mite, con venti di soli 95 km orari, ha colpito le città di Cagayan de Oro e Iligan il 17 dicembre.
Da 1.500 metri di altezza è difficile individuare se ci siano ancora cadaveri galleggianti tra le macerie o addirittura superstiti delle esondazioni lungo il fiume Cagayan, che sembra aver provocato più di 1.000 vittime. Mancano però ancora tante persone all’appello e la cifra finale probabilmente non sarà mai conosciuta: certamente molto più alta dei 747 morti durante il famoso tifone "Ondoy" che ha colpito Manila un paio di anni fa e l’ha lasciata allagata per alcuni giorni.

Bringing Jesus back to Christmas

A successful children’s initiative
A few years ago Focolare founder Chiara Lubich (1920-2008) went sightseeing in a large city during Christmas time and was saddened to see the store fronts illuminated and full of wrapped gifts, stars, deer, dwarfs, fairies and Santa Claus. She said, “This rich world stole the beauty of Christmas and sent Jesus away … If I were born again, I would do a lot to change this. I’d make the most beautiful Christmas cards. I’d make special little figures of Baby Jesus … to remind everyone that Christmas is the Feast of Jesus’ birth!”
In response to that the children of the Focolare said, “What if we make them?”
Last year again children all over the world brought thousands of Baby Jesus to market places, shopping centres and public squares. They did it in Mexico, the U.S., Canada, Hungary, Japan and many African countries. They even brought Baby Jesus to Nazareth, in front of the Basilica of the Annunciation.

sabato 24 dicembre 2011

Why Christmas never grows old

The real meaning of this blessed feast
I think Christmas never grows old,
because it is a deeply human,
as well as a divine mystery.
God, in becoming a human being,
raised humanity
to the dizzy heights of the divine,
but at the same time he made it manifest,
disclosing its mystery to people in ecstasy.
Christmas means the warmth of the family,
the amazing phenomenon of motherhood,
the continuity of life through fatherhood.
Christmas means, for the Christian and
for humanity —
besides the dawn of the redemption —
the day in which humanity rediscovers itself, its true self,
because it is grafted into God.
—Chiara Lubich

Giovani innamorati di Taizè

Il 34° incontro europeo a Berlino (28 dicembre - 1° gennaio)
La nuova solidarietà
Per la prima volta da quando è iniziato, 34 anni fa, il "pellegrinaggio di fiducia sulla terra", organizzato dai fratelli di Taizé, si svolge a Berlino. La capitale tedesca si prepara dunque a ospitare, dal 28 dicembre 2011 al 1° gennaio 2012, circa 30.000 giovani europei che hanno deciso di trascorrere una fine dell'anno diversa, fatta di preghiera comune, meditazione, incontri con altri giovani e riflessione sulle tematiche più profonde che riguardano la vita umana e di fede, ma anche i problemi attuali, sotto la guida dei fratelli della Comunità fondata in Francia da frére Roger. I giovani avranno momenti di preghiera e pasti comuni nella grande struttura della fiera di Messegelände, mentre alla mattina si ritroveranno in piccoli gruppi nelle parrocchie delle famiglie che li ospitano, dove dopo la preghiera e la lettura di brani della Bibbia si confronteranno tra di loro; la sera del 31 dicembre è prevista una veglia di preghiera per la pace seguita da una "festa delle nazioni". In occasione dell'incontro europeo il priore della Comunità, frére Alois, ha scritto una lettera dal titolo "Verso una nuova solidarietà"; frére David, che si occupa dei rapporti con i media, fa con SIR Europa il punto della situazione.
Chi sono quest'anno i giovani europei che hanno deciso di venire a Berlino per il "pellegrinaggio di fiducia"?
"Numerosi saranno i tedeschi, circa 10.000; dopo di loro il gruppo più corposo sarà quello dei polacchi, 6.000, seguiti da croati, francesi e ucraini, 2.000 da ogni Paese, e da 1.800 italiani. Una sorpresa la presenza notevole dei bielorussi, 700; ci saranno poi 500-600 lituani, rumeni e portoghesi. Quest'anno avremo, per la prima volta, un gruppo di 30 giovani di Hong Kong e, infine, parteciperanno anche pellegrini provenienti da Giappone, Corea e Argentina".

venerdì 23 dicembre 2011

BUON NATALE A TUTTI!!!

Ce l’abbiamo fatta! Più di 1.500 PANETTONI

“Carissimi giovani!
Oggi siamo stati con alcuni giovani a portare i panettoni a san Vittore (più di 1500)!!!!!
Eravamo una bella squadra, chi scaricava dai furgoni, chi li metteva nei sacchi neri, chi li portava fino al metal detector... ce n'era per tutti insomma!!
Poi quattro di noi hanno avuto il bellissimo regalo di poter portare i panettoni da distribuire nelle celle. Penso sia impossibile descrivervi l'emozione del varcare la soglia delle celle, dare il panettone uno a uno a ogni detenuto e vedere la loro gioia, il loro stupore, la loro gratitudine. Non solo per la prima volta dopo tanto tempo non vedevano solo guardie e compagni di cella... ma li andavamo a trovare portandogli un dono, un dono perchè loro possano passare bene il Natale.
A nome mio, di tutti i giovani che ci hanno lavorato, di don Pietro e di don Alberto, ma soprattutto a nome di ogni detenuto vi ringrazio di cuore per tutto quello che avete fatto!!!
Di seguito trovate una mail di don Pietro di poco fa e in allegato una sua riflessione!
Buon S. Natale a voi e alle vostre famiglie!!!
Chiara”

Emergency Landing

“I made sure to smile to the 17-year-old and the couple so that they could feel peace.”
I could see the downtown Los Angeles skyline to my right. The plane was about to land. It didn’t. We started to fly back up over the ocean. Shortly thereafter the pilot announced that a flap was broken and that they were going to try to fix it. Most people did not know exactly what he was talking about, including me, and stayed relatively calm. About 15 minutes later we were still over the ocean. The pilot announced that they could not fix the flap and that we were going to go for an emergency landing. My heartbeat started to race!
Immediately I started to think about myself and about how I was not ready to die. I had not been to confession in a couple months. Not being able to finish a full “Our Father” or “Hail Mary,” I just told God that I was sorry for my sins, but most of all that I was thankful for the life he gave me. After that prayer it was easier to forget about myself.

giovedì 22 dicembre 2011

What's beyond our horizon

An equinox occurs twice a year, when the tilt of the Earth’s axis is inclined neither away from nor towards the Sun, the center of the Sun being in the same plane as the Earth's equator. The term equinox can also be used in a broader sense, meaning the date when such a passage happens. The name "equinox" is derived from the Latin aequus (equal) and nox (night), because around the equinox, the night and day have approximately equal length.

L’Arte di Vincere [Moneyball - 2011 - 126 min.]

Le Stratège - Lo Stratega - titolo scelto per la versione francese, riassume bene il ruolo di Billy Beane (Brad Pitt), allenatore di una squadra di baseball votata alla mediocrità a causa dei budget di funzionamento limitati. Alla fine della stagione 2001, Billy si vede portar via per un’ennesima volta gli uomini migliori. Tra frustrazione per la storia passata - aver rinunciato con difficoltà agli studi per lo sport, le delusioni delle sconfitte recenti e con un carattere tutt’altro che facile, il manager della Oakland Athletics’ prepara il campionato 2002 con disincanto. L’incontro fortuito con Peter Brand (il geniale attore Jonah Hill) lo porta a cambiare completamente la strategia della scelta dei giocatori. Peter, un neolaureato in economia, lo convince che i calcoli fatti dai manager per accaparrarsi i giocatori migliori non tengono conto di tutti i parametri delle statistiche. Contro il parere dei colleghi, Billy ingaggia allora giocatori poco quotati o in fine carriera. Anzi, non esita a vendere qualche buon elemento, sia per motivi economici, ma soprattutto perchè chi eccelle fa ombra ai meno brillanti, impedendo loro di dare il massimo. Dunque un film privo di buoni sentimenti, ma che ci dà una grande lezione sul gioco di squadra, dove ognuno deve trovare il suo posto, senza imitare un modello, ma dando il meglio di se stesso.
Un'ottima occasione per dialogare sul lavoro d'equipe, nello sport e ben al di là.

mercoledì 21 dicembre 2011

Against the death penalty


After 50 years of activity, Amnesty International is present in 150 countries (with 3 million supporters) and strives hard to defend human rights, with specific campaigns for freedom of expression, abolition of death penalty, protection of women’s rights.
The French advertisng gets under the skin of people: seeing it, they’ve the possibility to reflect about the horror and sadness produced by capital punishment in developed and developing countries.
My personal judgment of colour and light is positive, and the light and shade effects (in addition to music track) facilitate a personal thinking.
The engagement of motivated people can contribute to the suspension of death penalty in 58 states: this is the message of Amnesty’s campaign, symbolically well-expressed by the warmth of a candle flame (symbol of the organization), able to melt four different death sentences.

BUON NATALE A TUTTI!


«Ecco cosa “sogno” in questo Natale: il mondo invaso dall’amore!»
Chiara Lubich, E torna Natale

martedì 20 dicembre 2011

Il Papa in visita al carcere di Rebibbia


Intervengono: Rocco, Omar, Alberto, Federico
Domanda 4
Santità, sono Federico, parlo a nome dei persone detenute del G14, che è il reparto infermeria. Cosa possono chiedere degli uomini detenuti, malati e sieropositivi al Papa? Al nostro Papa, già gravato dal peso di tutte le sofferenze del mondo, chiedono che preghi per loro? Che li perdoni? Che li tenga presente nel suo grande cuore? Sì, noi questo vorremmo chiedere, ma soprattutto che portasse la nostra voce dove non viene sentita. Siamo assenti dalle nostre famiglie, ma non nella vita, siamo caduti e nelle nostre cadute abbiamo fatto del male ad altri, ma ci stiamo rialzando. Troppo poco si parla di noi, spesso in modo così feroce come a volerci eliminare dalla società. Questo ci fa sentire sub-umani. Lei è il Papa di tutti e noi la preghiamo di fare in modo che non ci venga strappata la dignità, insieme alla libertà. Perché non sia più dato per scontato che recluso voglia dire escluso per sempre. La sua presenza è per noi un onore grandissimo! I nostri più cari auguri per il Santo Natale, a tutti.

Augurio Natalizio dal Brasile


Carissimi amici,
            per la prima volta mi trovo lontana dal Brasile. Anche se il mondo è la mia casa, ora apprezzo di più la bellezza della mia terra.
            Qualche giorno fa' ho ricevuto questo augurio natalizio dal Brasile che mi fatto sentire l'aria di allegria della mia terra e vorrei condividere questa gioia della venuta del nostro Salvatore con voi. Perciò, vi auguro tanta pace, fraternità, amore, unità e gioia in questo Natale.
            Che il mondo intero, tutte le razze e culture in quella "notte santa" possano inalzare al Cielo tutto l'amore per il Dio-bambino che ha voluto abitare tra noi per ricondurci a Lui un giorno!
            Saluti a tutti
            Marleide

Una cena per unire l'Italia

I giovani per un mondo unito di Trieste hanno sfruttato le prelibatezze liguri e siciliane per raccogliere fondi da destinare agli alluvionati, ma non solo
L'hanno chiamata “La cena dei mille” non perché fossero in così tanti a tavola, ma perché volevano che fosse un'altra spedizione garibaldina capace di unire l'Italia; e alla fine, ironia della sorte, i Giovani per un mondo unito di Trieste hanno raccolto grazie a questa serata proprio 1000 euro da destinare agli alluvionati della Liguria e del Piemonte. «A dire il vero – racconta Gianluca, uno degli organizzatori – il ricavato era di 964 euro; ma il giorno dopo un conoscente, sapendo che ne mancavano solo 36 a questo traguardo simbolico, si è offerto di metterli lui». La metà sarà devoluta ad un progetto di “adozione a distanza” delle famiglie liguri portato avanti dall'Associazione Igino Giordani, per sostenere nell'immediato chi ha perso tutto; l'altra metà prenderà invece la via della Sicilia, per un'iniziativa lanciata dal Movimento dei focolari. Entrambi sono progetti scelti direttamente dalle vittime di questi disastri naturali, così si è veramente certi di andare incontro alle necessità della gente del posto.

lunedì 19 dicembre 2011

After hitting rock bottom...

A 20-year-old Italian young man finds the strength to persevere against all odds. He recounted his story in Argentina, at a meeting with hundreds of young people
I grew up in a family that was committed in instilling in me Christian values based on respect and love for our neighbour, without any discrimination.
As a child I dedicated myself to live according to these values: with my soccer team, at school, and with my friends. I always tried to swim against the tide without allowing myself to be dragged down by all that a consumer society offers. In fact, in Europe materialism is predominant and what you have and your appearance count more than what you are.
However, at a certain moment of my life, pleasures and things of this world made me lose my way. In reality, I sold myself to the world. I wanted to experience all that, up till then, I had considered out of bounds. As a consequence, I felt more and more empty. So I began a new phase of my life, where respect for people and for God no longer had any value.

domenica 18 dicembre 2011

L’urgenza per un mondo nuovo

La XXV Marcia della Pace promossa dalla diocesi di Ales-Terralba quest’anno 2011 si terrà il 29 dicembre a Villacidro nella Zona Industriale con partenza alle ore 15,00 dalla chiesa dedicata a Sant’Ignazio da Laconi.
Tema della XXV Marcia della Pace è quello della Giornata Mondiale della Pace del 1° Gennaio 2012: “Educare i giovani alla pace” dove afferma: “dovere delle presenti generazioni è quello di porre le future nelle condizioni di esprimere in maniera libera e responsabile l’urgenza per un mondo nuovo” e “i responsabili della cosa pubblica sono chiamati ad operare affinché istituzioni, leggi e ambienti di vita siano pervasi da umanesimo trascendente che offra alle nuove generazioni opportunità di piena
realizzazione e lavoro per costruire la civiltà dell’amore fraterno coerente alle più profonde esigenze di verità, di libertà, di amore e di giustizia dell’uomo.”
Finalità queste che il Comitato Promotore della XXV Marcia della Pace assume in particolare per i giovani della Sardegna: la loro situazione diventa sempre più precaria, emarginata, senza speranza. I giovani sono i poveri della Sardegna, anche per loro la XXV Marcia della Pace.
Per l’occasione sarà ospite tra noi il Gen Rosso che proporrà il suo concerto “Dimensione Indelebile: quando la vivi sai cos’è”.
Il comitato promotore fa appello alla partecipazione unitaria di tutte le componenti della Società civile ed ecclesiale senza distinzione di fede, di ideologie, di partiti: il momento della Marcia deve diventare la mobilitazione degli uomini di buona volontà per il bene comune ed in particolare per i nostri giovani.
Angelo Pittau (Presidente del Comitato XXV Marcia della Pace)

sabato 17 dicembre 2011

I mille in azione!


Ciao a tutti!
A Trieste c'è un progetto che bolle in pentola! Nel vero senso della parola!
La cena dei mille ha come obiettivo raccogliere dei fondi per le popolazioni della Sicilia e della Liguria che hanno subito da poco delle alluvioni. Cucineremo pasta al pesto, arancini e altre specialità tipiche delle due regioni e avremo anche la presenza di una piccola delegazione ligure che arriva apposta per l'evento! E’ scontato che siamo/siete tutti invitati!
Il nome è stato scelto perchè anche l'impresa dei mille è partita dalla Liguria per arrivare in Sicilia, e oggi ci sentiamo di nuovo uniti in un cordone di solidarietà!
I Giovani per un Mondo Unito di Trieste

Spaghetti-Dinner for Somalia

While we were preparing for the Youth afternoon for October 1st, we heard about the devastating famine in Somalia. We talked about this situation in one of our preparatory meeting for the youth afternoon because we felt that we cannot remain idle without doing something for Somalia. But how, and what can we do?
As the unity among us grew more and more, we came to a conclusion of having a spaghetti dinner a month after the Youth afternoon. We announced it at the conclusion of the program on October 1st, and we all felt that the main preparation was to begin right away to live for unity. It is the gift that we can bring to Genfest! What better occasion there was than to work together to fundraise for Somalia? We planned to cook spaghetti, prepare salad and ice cream for dessert.
One of the youth was celebrating her birthday a week before the benefit dinner. She took this occasion to invite her family and her friends that she would have celebrated her birthday during this benefit dinner and she would have been happy if all of them could come.
Around 80 people turned up for the dinner. We worked a lot, spending hours in the kitchen to prepare the meal, but it was fun – because we had the chance to get to know each other better. We also prepared a program with music and some information about Somalia. There was a beautiful atmosphere of reciprocal love during the dinner, and the evening was appreciated by everyone. We raised $973.00 that we sent to Somalia.

Skip a meal for the Horn of Africa


Presentación de una experiencia de "Ubuntu" a favor de las víctimas de la hambruna en el Cuerno de África. La respuesta en la campaña Skip a meal. El vídeo presenta la experiencia de un grupo de Jóvenes por un mundo unido" de Costa Rica.

venerdì 16 dicembre 2011

L'interdipendenza tra i popoli non è una minaccia

Città del Vaticano, 15 dicembre 2011. Nel discorso tenuto durante l’Udienza con gli undici ambasciatori presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle lettere credenziali, Benedetto XVI ha affermato: “L’unità della famiglia umana è ormai vista come un dato di fatto”.
Basta pensare ai “mezzi di comunicazione sociale che collegano tutte le regioni del pianeta tra di loro”, ai “trasporti che facilitano gli scambi umani”, ai “rapporti commerciali che rendono le economie interdipendenti”, alle sfide riguardanti l’ambiente e i flussi migratori.
Tutti questi fenomeni lasciano comprendere all’umanità di avere “un destino comune”. Tuttavia “a fronte degli aspetti positivi”, la presa di coscienza di tutto ciò è percepita da molti come “un fardello”.
Ciononostante BenedettoXVI ha ricordato che “lo sguardo dell’umanità su se stessa deve evolversi per scoprire in questa interdipendenza, non una minaccia ma un vantaggio: gli uomini che lavorano gli uni con gli altri e gli uni per gli altri”.

Setting aside fear and prejudice

How a young New York nurse affirms another’s dignity
I work in a nursing home’s sub-acute rehabilitation unit. Many patients are there because of a sudden change in their health condition that does not allow them to live independently or perform their daily activities. I wanted to try to love each person and serve them.
During the first few days of my orientation, I faced a challenging, noncompliant patient. We’ll call him Mr Rossi for the purposes of this story. From what I was told, Mr Rossi was violent and hostile toward his caregivers, known for punching, scratching and screaming at anyone who attempted care.
Subconsciously I had tried to avoid Mr Rossi. Then one day, my supervisor assigned him to me. I could feel my face flush and my blood pressure soar. As the orderly and I approached the room, he warned me to be careful. I took a deep breath and remembered that I had to love this man. To really see his dignity as a person I would have to set aside my own fears and prejudices.

giovedì 15 dicembre 2011

Clima, tecnologia, persona. Intervista a EcoOne.

Dal 28 novembre al 10 dicembre si è svolta a Durban, in Sudafrica, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Abbiamo intervistato Luca Fiorani, responsabile di EcoOne - rete internazionale di operatori nel campo ambientale e naturalistico - per una valutazione.
Due settimane di conferenza ONU sui cambiamenti climatici. Quale valutazione?
A Durban è stato raggiunto in extremis un compromesso modesto: la conferenza è durata un giorno più del previsto e non ha prodotto un nuovo accordo vincolante, rimandandone la stesura al 2015 e l’entrata in vigore al 2020. Questo risultato conferma la tendenza generale delle ultime negoziazioni internazionali sul clima: una situazione di stallo. Assistiamo su scala globale a una scenetta tipica di una lite fra fratelli: tutti si chiedono chi deve fare il primo passo per risolverla.
Il protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas serra, che è stato prorogato fino al 2015, è insufficiente, sia perché si propone obiettivi limitati, sia perché Paesi molto inquinanti non vi aderiscono. Alcuni grandi inquinatori “storici” vorrebbero che a ridurre le emissioni fossero i Paesi cosiddetti emergenti.
Nonostante tutto rimango ottimista: credo che l’umanità troverà una soluzione. Alcuni Paesi hanno già compreso l’importanza strategica delle fonti di energia rinnovabili. In questo contesto si inserisce positivamente l’Unione Europea, col piano “20 20 20” (entro il 2020 riduzione dei gas ad effetto serra del 20%, dei consumi energetici del 20% e del 20% del nostro fabbisogno energetico mediante l’utilizzo delle energie rinnovabili).

Love therefore I am


“Where there is no love, put love and you will find love.” - St. John of the Cross

“Dove non c’è amore, metti amore e troverai amore.” - San Giovanni della Croce

mercoledì 14 dicembre 2011

“Posso darle un bacetto per dirle grazie?”

Una Giovane per un Mondo Unito ci ha mandato questa sua esperienza a Stazione Termini, la stazione ferrioviale centrale di Roma:
"Avevo solo pochi minuti per comprarmi un panino, correre al binario e salire sul treno ormai quasi in partenza.
Si è avvicinato un giovane pallido e sudato. Chiedeva 20 centesimi per completare la cifra necessaria a comprarsi qualcosa da mangiare.
Anche solo il tempo necessario per aprire il borsellino mi sembrava troppo: non potevo rischiare di perdere il treno. E poi ... se non fosse vero?
In un lampo un pensiero: è mio fratello.
"Io sto correndo a comprarmi un panino, posso offrirtene uno?"
Mentre affrettiamo il passo mi racconta la sua triste storia, ha una casa ma ha perso il lavoro e ha fame. Fuori dal MacDonald mi dice: “Magari aspetto qui, forse si vergogna a farsi vedere con me".
“Perché? Vieni, lo faccio volentieri!”
Poi un pacchetto a lui, un pacchetto a me e un rapido saluto.
Ma lui torna indietro: “Posso darle un bacetto per dirle grazie?”
E così che nel via vai della stazione Termini, mi ha salutato un fratello."

Skip a Meal: "Emergencia Cuerno De Africa"


Skip a Meal Costa Rica, el cuerno de Africa muere de hambre, vos podes ayudar a la causa, saltate una comida y hacé tu donación! seguinos en Twitter: @SkipAMealCR y en facebook http://www.facebook.com/skipamealCR para más información visita la página de facebook.

martedì 13 dicembre 2011

Melting Down Barriers

Are business owners responding to the call to form new relationships with those around them, and not motivated by the selfish question of “What am I going to get out of this?”
Entrance: A Fine Catch
Trained to be an entrepreneur and a survivor of the fittest, I graduated from university equipped with a one dimensional mindset and motivated by the pursuit of personal gain. Soon, however, I realized that college life was in some ways insufficient – something was missing. A great man made me rethink a lot of things, “Being the richest man in the cemetery doesn’t matter to me…” said the late Steve Jobs, founder of Apple. “Give a man a fish – and you have fed him for today. Teach a man how to fish – and you have fed him for a lifetime,” is a popular quote, often used to understand the concept of CSR or Corporate Social Responsibility. But it’s not revolutionary at all. CSR is already being practiced by a number of large and medium-sized enterprises but it has always been considered a “surplus,” or a kind of a duty when a company feels it has earned more than enough, and even more, so as to save face, or to assume as an added responsibility (a burden for others) – but it’s never a priority, never the reason to work harder and most of all, never the reason to innovate.

Religions for Peace: Calendario 2012

Ecco la copertina frontale del nuovo calendario interreligioso 2012 di Religions for Peace/Italia

lunedì 12 dicembre 2011

Mmmh... che buono! GARA DI CUCINA NATALIZIA

Cari amici,
via inviamo l’invito alla Gara di cucina natalizia che alcuni giovani del Movimento dei Focolari fanno il 17 dicembre 2011  al Carmelo (Sassone http://www.ilcarmelo.info/) a partire dalle 18:30.
E’ molto Importante la prenotazione entro il 15 dicembre, potete chiamare Cristina Monaco al cell. 347 6010200.

MA CHE BRAVI, QUEI GIOVANI!

Riuscitissima e molto apprezzata dalle Autorità locali l’iniziativa “Colori…amo la città”
Un gruppo di volenterosi e dinamici  giovani delle parrocchie “S.Antonio Abate” di Casoria,”Spirito Santo” di Arzano e “Gesù Cristo Lavoratore”di Casavatore, hanno  organizzato, spinti da una forte motivazione civica e dall’amore per il proprio territorio, una significativa manifestazione di pulizia e di abbellimento di una zona dei rispettivi Centri urbani, denominata significativamente “Colori…amo la città”. In particolare, i teenager casoriani, il giorno 30 ottobre, si sono radunati dalle ore 10,00 alle ore 14,00,  in piazza Dante (antistante la stazione ferroviaria) per partecipare attivamente all’operazione di abbellimento dell’area pubblica indicata, al fine di renderla più accogliente. “Muniti di scope, palette e rastrelli da giardino” – ha  dichiarato uno degli organizzatori  - “intendiamo assumerci in prima persona la responsabilità di curare il bene comune con la stessa premura con cui ci occupiamo delle nostre case. Buona parte dei guai del Sud hanno origine  proprio dalla disaffezione di tutto ciò che appartiene alla collettività”.

LA: Spaghetti Dinner for Somalia!

On 12th November, the Youth for a United World (Y4UW) from Los Angeles (USA) have organised a “Spaghetti Dinner” in favour of the drought victims in the Horn of Africa. The money collected amounts to USD 973.00 = 711.05 EURO.
It was a good chance to meet again after our first meeting that took place on 1st October and hence continue our journey towards the Genfest: an international event that will be held in Budapest from 31st August to 2nd September 2012.
Y4UW from Los Angeles, USA

domenica 11 dicembre 2011

Un inizio promettente - E’ lanciato il progetto ‘Together4peace’

Dai primi workshops con il Gen Rosso allo spettacolo finale del  12 e 13 maggio 2012.
Lunedì 21 novembre 2011: Tra una tournée in Cechia e un’altra in Germania, 16 artisti del complesso musicale internazionale  Gen Rosso (di 10 diverse nazionalità) sono approdati in Belgio per il lancio del progetto «Together4peace» insieme a 75 giovani provenienti dai vari angoli del Belgio. Le reazioni dei giovani sono state unanimi: super ! geniale! Poter lavorare con autentici professionisti dello spettacolo che non si danno l’aria di star ! Riuscire a costruire dei rapporti in una sola giornata … Una cosa è certa : i 75 giovani presenti il 4 novembre sono entusiasti del progetto e decisi ad invitare i loro amici.
Da alcuni anni il Gen  Rosso fa il giro del mondo col suo spettacolo «Streetlight» che mette in scena la vita di un giovane Afro-Americano di Chicago deciso ad optare per la non violenza a qualsiasi costo… Una tematica di grande attualità: ma dove attingere la forza per resistere in un clima di tensioni multiculturali, quale appiglio trovare per essere costruttori di ponti e attori del dialogo?
Nel maggio 2012 il Gen Rosso ritornerà in Belgio per vivere alcune intense giornate con i giovani protagonisti del progetto «Together4peace». Saranno occasioni uniche per conoscersi, darsi a fondo, e scoprire i talenti gli uni degli altri. Quando si dice musica, si dice danza, luci, scenario, spettacolo.
Per i circa 120 giovani tra i 14 ai 25 anni, di culture diverse (francofoni, fiamminghi, germanofoni e quelli di Bruxelles con una gran varietà di culture) è una sfida straordinaria poter partecipare alla produzione del musical «Streetlight» davanti a un pubblico di un migliaio di persone nelle serate del 12 e 13 maggio 2012 a Bruxelles, alla sala «Tour et Taxi»!

Thai people won’t give up

Letter from Elena Oum and Chun Boc Tay who are the co-directors of the Focolare Movement in Thailand.
The situation following the worst flooding that Thailand has experienced in the past fifty years is slowly improving.
Here are some of the latest figures:
  • Of the 10 million people in Bangkok, million have been affected and 700 died
  • 80% of the city was flooded. Only 9 of Bangkok’s districts remained dry; the others received 20 to 200 cm of water. 17 provinces were affected.
  • The dollar damage is estimated to be 37 billion.
  • 60 million tons of crop (mainly rice) have been lost.
  • 8 of the largest industrial parks were flooded producing a job loss of approximately
  • 1,200,000 jobs, with further consequences for Thailand’s industry and that of other countries (Japan has about 40% of its factories in 8 of the flooded parks.)
It all began in the month of June. The rains were a month late this year, but they made up for lost time by doubling the amount of rain that fell in 2010. In September things looked bad, but in October it became dangerously serious.

Un Paese in festa per il suo re


Re Bhumibol Adulyadej
La Thailandia ha festeggiato il sovrano Bhumibol Adulyadej: 84 anni spesi bene, a servizio del suo popolo
Il 5 dicembre era festa in Thailandia, per l’amatissimo Re Bhumibol Adulyadej. Questa volta niente di sfarzoso ed opulento come gli scorsi anni: dopo le note inondazioni che hanno causato distruzioni, morti e miserie per milioni di Thai, il re ha chiesto ed ottenuto dal governo una festa modesta, di fronte al Wat Phrakaew, nel grande prato davanti all’antico e stupendo palazzo reale (se non ci siete stati, beh, ve lo consiglio davvero!) appositamente rimesso a nuovo, bello come mai lo è stato. In confronto agli anni passati, le celebrazioni di quest’anno sembravano a prima vista ben poca cosa: ma a valorizzarla è stata una mostra con centinaia di piccoli padiglioni, che mostravano alcuni dei 3000 progetti che il re ha iniziato e portato avanti per la sua gente in questi 65 anni di regno: il più lungo al mondo. E potremmo dire che sono stati ben vissuti e riusciti. Attorno al grande palco al centro della piazza, questi padiglioni ben preparati hanno illustrato, per esempio, l’idea del re di un’economia autosufficente e sostenibile, che non ricerchi il guadagno sfrenato, ad ogni costo…al costo della natura e della vera felicità della gente. Ditte ed enti sono intervenuti, soprattutto quelli che hanno abbracciato e promosso, nelle politiche aziendali, questa filosofia. Presenti anche stand con i progetti d’irrigazione, agricoltura…di tutto, direi, quanto ha fatto in 65 anni di regno.