sabato 4 febbraio 2012

Rivoluzione in prima persona

Intervista a Sami Creta - Egitto
Scultore e studioso di belle arti, Sami Creta, egiziano, è al I anno del corso di Laurea magistrale di Fondamenti e prospettive di una cultura dell’unità. A 25 anni, Sami ha preso parte ad uno degli eventi più importanti degli ultimi anni: la “primavera araba”. Poco prima di venire in Italia per proseguire il suo percorso di studio, l’artista è sceso in piazza assieme a migliaia di giovani che protestavano ad Alessandria contro il regime di Hosni Mubarak. In un'intervista, Sami tratteggia la sua esperienza e la ragione per cui è venuto a Sophia, a pochi mesi dalla cruciale svolta politica nel suo Paese.
Cosa ti ha spinto a venire a Sophia?
L’esigenza di aprire il mio campo di studi per riuscire a capire alcune cose in modo più ampio, soprattutto dopo le recenti vicende politiche del mio Paese. Vedo che sono possibili tante interpretazioni di quella rivoluzione; c'è una prospettiva sociologica, politica o addirittura filosofica. Dato che Sophia è uno spazio interdisciplinare, ho intravisto qui la possibilità di trovare uno sguardo diverso e arricchente.
Tu hai vissuto in prima persona la primavera araba...
Sì, ho partecipato alle manifestazioni per vari mese, dal gennaio del 2011 fino a poco prima di venire in Italia. All’inizio le proteste erano più calde. Mi ricordo i giovani che sono scesi in piazza il 25 gennaio del 2011. Era una iniziativa pacifica contro la mancanza di cibo, di lavoro... c'erano motivi sociali. Tre giorni dopo ci siamo resi conto che la polizia usava la violenza contro i manifestanti, che venivano chiusi i mezzi di comunicazione, Internet e forse è questo che ha scatenata una vera e propria rivoluzione contro il regime. Era difficile seguire tutto quanto accadeva giorno dopo giorno, ma era evidente che c'era un grande risveglio da parte di tutta la popolazione. Da lì in avanti c'ero anch'io, fino alla fine del governo di Mubarak.

Celebrating St. Nicholas feast with homeless persons

We “Youth for a United World” (Y4UW) in Warsaw took advantage of the Christmas season “to look around us” and search for those people who are suffering. We thought of dedicating our attention to the homeless persons who live in solitude.
Since it is customary here in Poland to give gifts to one another on St. Nicholas day (6th December), we thought of celebrating this feast in a different way. Instead of staying among ourselves and giving gifts to one another, we decided to prepare Christmas gifts for some homeless people. These gifts consisted of sweets, sandwiches and fruit. We went along together with our friends living in the student hostel in Warsaw. We split up in to groups of 3 to 4 persons and we distributed the 120 gifts that we had prepared. Our meeting with homeless people at train stations or simply on the road was a touching experience for each one of us and their smiles warmed our hearts.
Later on, in the evening we all got together to share our joy of having loved these persons. It is really wonderful to see what a simple act of love can bring about!
Youth for a United World in Warsaw

venerdì 3 febbraio 2012

Macau: Genfest Fundraising activity

We invited our friends to come for a “Hot-Pot” dinner wherein the raw food was placed in a hot pot and after letting it boil for some time the food is ready to eat.
The 20 guests invited were very satisfied with the food, and some of them would like to go for the Genfest.
Although in some instances we encountered some difficulties, however, at the end we were able to overcome them through our mutual love. We were all aware that we are doing this activity for God and for His glory.
As a sign of gratitude towards the financial support offered by the guests, we prepared a hand fan with a greeting: “Wishing you a prosperous Chinese New Year!”

Tombolata: Mettiamoci in gioco IIIª Edizione

Approfittando delle imminenti festività natalizie ci siamo lanciati subito nell’organizzazione di una tombolata. Questo è un appuntamento che, come GMU avremmo ripetuto per il terzo anno. Questa volta, però, è stata un’esperienza diversa. Quest’anno, infatti, è stata organizzata una con tutta la Comunità di Sant’Anastasia.
La preparazione è stata davvero formativa per ciascuno di noi. Non è stato sempre semplice perdere le nostre idee, le certezze che in questi anni si erano stratificate. Ma, pian piano, sia noi giovani, che la realtà adulta, ha perso le proprie idee per lasciar posto ad un’idea condivisa fra tutti. E abbiamo realizzato una serata fantastica!

giovedì 2 febbraio 2012

Change of heart

Ever since my sister left for college, I have been the one responsible for doing everything in the house, such as cleaning, cooking and washing dishes.
One day, I came home from school and there was a pile of dishes to wash, and I had a lot of homework to do. So, I said I wasn’t going to do this every day because I have my own schoolwork to do.
Then, I thought to myself, “Mom and Dad and my older sister are all at work, and they come home late and I come really early.”
So I thought of what Jesus would do if he were in my place.
I had the answer: I washed the dishes, cleaned and cooked as my mom taught me, and I had lots of time to study.
My parents came and they were really happy with what I had done, and I was happy. I said, “Thank you, Jesus.”
Marie Komayombi, 11, Dallas
Illustration by Tochi Awachie, 13, Atlanta

Invito Genfest: In Bielorusso e Polacco



mercoledì 1 febbraio 2012

Taking time to love

My exam schedule no longer seemed so daunting
Once a week, I volunteer at a nursing home. It has become not just an extracurricular activity, but a commitment I have grown to love and enjoy. 
This particular visit took place a few days before the start of my exams. I had five exams in five days, and I knew that time management would be vital to succeeding. However, even though my schoolwork is very important to me, balancing my other commitments is just as important. 
On my way into the nursing home, I happened to pass by the room of a lady I knew, and her door was open.  Without hesitation, I greeted her. She welcomed me into her room and started sharing her experiences and her photo album.
After ten minutes, I realized it was time for Mass there. I usually bring the seniors down from their rooms to the chapel for Mass. I had noticed that on several occasions this lady had left in the middle, looking very confused and out of place. Recently I noticed that she does not go to Mass anymore. I told her that I would return after Mass.

Festeggiando il capodanno con giovani di tutto il mondo

L’idea di organizzare una festa di inizio anno è nata dal desiderio di trascorrere con i nostri amici una serata speciale, ma permettere a ciascuno di viverla in un clima “speciale”. E’, ormai, il terzo anno consecutivo di questo appuntamento. Ciascuno di noi ha i propri compiti assegnati: chi si occupa di organizzare il guardaroba, chi il bar, chi di preparare la sala, chi con la scusa del parcheggio fa accoglienza…  è sempre bellissimo vedere come ciascuno è pronto ad aiutare l’altro, a sostituirlo; come con un solo sguardo si risolvono i problemi organizzativi che sempre vengono fuori.
Quest’anno abbiamo avuto davvero tanti piccoli-grandi inconvenienti. Eppure, grazie all’amore fra noi e delle persone che ci hanno conosciuto in questi anni, abbiamo fatto di ogni ostacolo un trampolino di lancio. Alcuni esempi: avevamo mandato in stampa gli inviti. Purtroppo, alla consegna, ci accorgiamo essere stati stampati e tagliati in maniera errata. Eravamo già in ritardo e avremmo dovuto tornare nuovamente a Salerno (che si trovava in un’altra provincia della regione, a diversi chilometri del nostro paese). Abbiamo subito chiamato chi ci aveva stampato i biglietti. Anche se non era assolutamente scontato, si è messa subito in moto una macchina d’amore che, in meno di 48 ore, ci ha permesso di avere i biglietti corretti direttamente a casa! Ancora: il giorno prima della festa, ci viene comunicato che non abbiamo più disponibile l’impianto audio e le luci… davvero una prova incredibile… ci siamo detti: andiamo in un negozio a cui, negli anni passati, ci eravamo rivolti e avevamo raccontato la nostra esperienza, e fidiamoci. All’arrivo, e ascoltata la nostra richiesta, ovviamente i dipendenti si rifiutano di concederci l’affitto dell’impianto, visto i tempi ristretti.

martedì 31 gennaio 2012

Genfest programme: a brief outline

The Genfest will begin on Friday afternoon, 31st August, with an Expo on the deck area of  Budapest Sports’ Arena, displaying the life and activities of the Youth for a United World.
That evening, after a welcome session by the Hungarian people and the authorities, there will be a “worldwide” Concert, in which the musicians will be youth from all over the world.
On Saturday, 1st September, the programme in the hall will switch from music to choreographies and from testimonies to sharing among the participants. The metaphor of constructing a bridge will be used as a symbol in building true and authentic relationships. At the end of the programme, a Project will be proposed to the United Nations to constitute a permanent Observatory office on universal brotherhood among nations. Through a signature campaign, an appeal will be forwarded in order to achieve precise objectives.

Miracolo a Le Havre [Le Havre - 2011 - 93 min.]

I protagonisti sono una coppia modesta, che sopravvive in un quartiere della periferia di Le Havre, grande porto del nord della Francia. Marcel ha lasciato la letteratura per fare il lustrascarpe - per essere più vicino alla gente - almeno dice lui. Sua moglie Arletty è una donna immigrata che, con grande dignità, tiene la casa e gestisce le poche entrate. Il quartiere sembra fatto per questa coppia stile anni '60, con drogheria, fruttivendolo e "bistrot" che fanno volentieri credito (la solidarietà del quartiere è uno dei tanti valori del film). Tutto sembra funzionare bene fin quando, su un registro più contemporaneo, Idrissa fugge da un container di immigrati clandestini ed è ricercato dalla polizia. Marcel si imbatte nel giovane gabonese e decide di aiutarlo. Dalla routine e la modestia del lustrascarpe, l'uomo si trasforma allora pian piano in un'altra persona. La solidarietà diventa il filo conduttore del racconto, con tutta la fantasia che la vera generosità può "sbrigliare".
Miracolo a Le Havre - come parecchi film usciti nella stessa stagione - ci trasmette fede nell'umanità, generosità, energia per affrontare la vita. E il tutto senza illusioni o sentimentalismi.
Il film si presta a un dibattito sull'immigrazione, ma soprattutto a come mettere in moto quella generosità che è nascosta in ciascuno di noi.
Dai 14 anni in su.
Mario Ponta

lunedì 30 gennaio 2012

Florence: “Could this happen again?”

The Gen Verde is preparing a tour of Spain, and in the meantime they participate at an event with thousands of youths, on the Day of Remembrance.
“Together with personalities from the world of politics and culture, we were 9000, glued to our seats –so wrote the Gen Verde at the conclusion of the event - in front of holocaust images of World War II concentration camps. This event took place on 26th January in Florence, at the Nelson Mandela Forum. From the bare stage, testimonies were given by persons who survived the Shoah.” They were open wounds that remind us of today’s victims of genocide, violence, and discrimination.

Insieme ce la facciamo!

700 giovani colgono la sfida di cambiare il mondoa attorno, pronti a sporcarsi le mani per costruire il mondo unito
Il segreto per essere realizzati, protagonisti del presente, costruttori del futuro. Da tutto il Paese 700 giovani per una giornata all’insegna della Parola vissuta.
Vuoi sapere cosa fa la differenza nella vita? Fondarla sulla Parola vissuta. Questa potrebbe essere la sintesi di un appuntamento nazionale che ha visto convergere 700 giovani, tanti giovanissimi, da ogni angolo del Portogallo al Centro Comunitario Sra Da Boa Nova, un auditorium di recente costruzione situato a Estoril, pochi chilometri fuori Lisbona.
Il giorno prima erano arrivati anche dalle lontane Isole Azzorre e da Madeira. Quelli che scendono dai pullman provenienti dal nord del Paese tradiscono una faccia assonnata, visto il viaggio di 4-5 ore e quindi la levataccia fatta per non mancare all’appuntamento, ma quando alle 11 si aprono le porte dell’auditorium esplode la vivacità tipica di questa terra: la sala è subito compatta, attenta, partecipe. Tutti sono “sincronizzati”, come dice la canzone d’apertura.

domenica 29 gennaio 2012

Who are the Youth for a United World (Y4UW)?

We Youth for a United World (Y4UW) are young people like everyone else with a deep rooted belief: "We believe it is possible to build a better world, in solidarity, where the identity of each human person is respected. We want to use every available means to foster unity, among generations; between groups and movements; among Christians of different denominations; between believers of different religions and persons who have no religious belief. We want to tear down the barriers that divide ethnic groups, races, peoples, cultures and social classes to reach universal brotherhood."
From time to time, we come together from all corners of the world to share our experiences and thus build a stronger unity among us. On these occasions we invite our friends, relatives, friends of our friends, university and work colleagues in order to share our joy with them. Our next upcoming event is called the Genfest and here is some information:
What is the Genfest?
The Genfest is a meeting of thousands of young people from all over the world, born from a prophetic intuition of Chiara Lubich, founder of the Focolare Movement. It is an opportunity to share and encounter. It is an invitation to get moving, in the certain knowledge that we are all creators of both our own history and that of history in general. This is why each of us can contribute to breaking down the barriers of indifference, prejudice and selfishness.

Trattare il lavoro come un servizio

Fra un mese dovrei andare per un contratto a tempo indeterminato nell’azienda ospedaliero-universitaria.
Quindi sto cercando di passare ai colleghi le “consegne”. Alcune cose che faccio al lavoro sono un servizio diretto alle persone e all’ospedale. Sono cose che contribuiscono a farlo funzionare meglio e sento l’importanza di assicurare che queste attività continuino senza interruzione.
Mi accorgo che il vangelo mi aiuta a vivere il lavoro come un servizio e vedere le cose con gli occhi degli altri, pensare a chi rimane, e a come lasciare tutto in ordine.
Ieri cercavo di fare questo in una riunione con alcuni dirigenti che ho coordinato quest’anno per il controllo delle infezioni in ospedale.
E’ venuto fuori che fino a quel momento avevo svolto direttamente un’attività che non è mia competenza diretta, ma che nessuno sapeva e voleva fare.
Adesso la persona che avrebbe dovuto fare già da prima queste cose è stata chiamata a prenderle in carico, ed ha cominciato a tirare fuori un bel po’ di problematiche che, obiettivamente, suonano come scuse.

sabato 28 gennaio 2012

Emmaus surprise gift!

Dear everyone,
A few days ago, we youth gathered at the Genfest Office at Rocca di Papa, Rome received a wonderful surprise: a gift from Emmaus, the president of the Focolare Movement!
It is a small statue of Mary with the child Jesus. Here's the picture for all of you:

Il Gen Rosso in Sardegna

Il 2011 si è concluso con un appuntamento importante per i Giovani sardi: la presenza del Gen Rosso, che in occasione della XXV Marcia per la Pace, ha presentato il suo concerto “Dimensione Indelebile”. Eravamo più di duemila sotto il palco!
Il Gen Rosso, nonostante i disagi legati ad una situazione logistica non proprio favorevole, è riuscito a  coinvolgere giovani e adulti in quella realtà di unità e gioia di cui da sempre è testimone.
Ma se il concerto è stato coinvolgente e una vera e propria “iniezione di energia”, come qualcuno ha voluto sottolineare, ancor di più a lasciare un segno “indelebile” nel cuore di tanti giovani è stata la giornata successiva. Durante la mattinata, animata dai Giovani per un Mondo Unito, attraverso alcuni workshop, si è andati a fondo su quattro diverse tematiche: economia, comunicazione, politica e musica. Si sono così potuti approfondire alcuni aspetti di queste discipline da una prospettiva diversa e alternativa, quella della fraternità, per poter essere sempre più costruttori di un mondo unito, in ogni ambito culturale e sociale.
Il pomeriggio poi, è stato, per i circa duecento giovani presenti, un’occasione speciale con gli artisti del Gen Rosso che, ripercorrendo la loro storia individuale e di gruppo, hanno sfogliato con noi l’album di famiglia: dalla prima batteria rossa ricevuta da Chiara Lubich nel 1966, all’esperienza personale di ciascuno di loro che, nel seguire il filo d’oro della propria vita, contribuisce anche con l’arte, alla costruzione di un Mondo più Unito e di Pace. Questo momento si è concluso con la presentazione del prossimo GenFest. Il Gen Rosso e i GMU, insieme, anche attraverso alcune esperienze, hanno suscitato in tanti il desiderio  di diventare protagonisti attivi di questo evento, per noi importantissimo. Ci siamo dati con tutti l’appuntamento a Budapest.

venerdì 27 gennaio 2012

Lancio del Genfest in Taiwan: volantini in mandarino!


Carissimi tutti della Segreteria GMU,
vi mandiamo in allegato del materiale di diffusione del Genfest in cinese che i GMU di Taiwan hanno tradotto e preparato. Tra l’altro hanno fatto anche una piccola esperienza con il proprietario della tipografia a cui avevano chiesto di stampare i volantini, saputo lo scopo del Genfest e leggendo lui stesso il contenuto di ciò che era scritto, ha voluto offrire gratuitamente il suo lavoro e non ha chiesto compenso per i 500 volantini che ha stampato, anche se poco ci è sembrato sempre un piccolo segno!
A presto, i GMU di Taiwan

“Fissate le priorità... il resto è solo sabbia!”

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti; quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di vetro vuoto e iniziò a riempirlo di palline da golf. Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi risposero che lo era. Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di vetro, lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti tra le palline da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.
Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò nel barattolo, ovviamente la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime “sì”.
Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e rovesciò il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia; gli studenti risero.

Croatia - Križevci, Mariapolis Faro 4-5/02/2012

On the first weekend of February, the 2nd international meeting for entrepreneurs, students and EoC board members of Southeast Europe will take place at Mariapolis Faro (Croatia).
The EoC and the great zone of Eastern Europe toward 2031
4-5 February 2012
Mariapolis Center Faro
Franje Rackoga 32
48260 Križevci (Croatia)
80 participants are expected to come from about 10 countries (Czech Republic, Slovakia, Serbia, Bulgaria, Macedonia, Hungary, Romania, Croatia, Slovenia, and Austria) at the Second EoC Congress of South-Eastern Europe, with 10 spoken languages! This is an important moment for all those who, in this part of the world, take part in the reality of the EoC. Will be an opportunity to share the life lived, the experiences, difficulties and questions. Luigino Bruni will be present and with him, they will try to focus on the step to be taken after all that has emerged from the EoC Assembly in Brazil. The momentum and enthusiasm in building together a bigger EoC is even more fascinating, it is great. It contributes to that EoC towards 2031 which was clearly expressed at the International Assembly. In Croatia they are confident that all the EoC in the world will accompany this moment.

giovedì 26 gennaio 2012

BUON COMPLEANNO INDIA!

Dal Progetto Udisha (Mumbai, India) ci scrivono questo messaggio:
"Carissimi amici di Udisha
Oggi 26 gennaio , l'India  festeggia il 62° anniversario  della Costituzione Indiana, e l'82° anniversario della sua originale 1930 Dichiarazione di Indipendenza dal dominio britannico.
La Festa della Repubblica viene celebrata ogni anno con una grande parata nella capitale, New Delhi, e molte altre celebrazioni in tutta la nazione.
Jana Gana Mana ( tu sei il dominatore delle menti di tutti ), l'Inno nazionale indiano, venne adottato dall'Assemblea costituente indiana il 24 Gennaio 1950. Il testo, composto da Rabindranath Tagore (1861-1941), consiste nella prima delle cinque strofe di un poema scritto originariamente in lingua bengalese. Fu cantato per la prima volta durante un convegno dell'Indian National Congress, tenutosi a Calcutta nel 1911. Tagore presentò il suo poema come un peana al divino destino dell'India e come tale fu cantato il primo giorno del convegno e il poema di Tagore era indirizzato alla Divinità. Ecco le sue parole e la traduzione:
"Jana Gana Mana Adhinayaka Jaya He
Bharat Bhagya Vidhata
Punjab Sindh Gujarat Maratha
Dravida Utkala Banga
Vindhya Himachal Yamuna Ganga
Ucchala Jaladhi Taranga
Tubh Shubha Name Jage
Tubh Shubha Ashisha Mange
Gahe Tubh Jaya Gata
Jan Gan Mangaldayak Jay He
Bharat Bhagya Vidhata
Jaye He ! Jaye He ! Jaye He !
Jaye, Jaye, Jaye, Jaye He"