giovedì 2 febbraio 2012

Change of heart

Ever since my sister left for college, I have been the one responsible for doing everything in the house, such as cleaning, cooking and washing dishes.
One day, I came home from school and there was a pile of dishes to wash, and I had a lot of homework to do. So, I said I wasn’t going to do this every day because I have my own schoolwork to do.
Then, I thought to myself, “Mom and Dad and my older sister are all at work, and they come home late and I come really early.”
So I thought of what Jesus would do if he were in my place.
I had the answer: I washed the dishes, cleaned and cooked as my mom taught me, and I had lots of time to study.
My parents came and they were really happy with what I had done, and I was happy. I said, “Thank you, Jesus.”
Marie Komayombi, 11, Dallas
Illustration by Tochi Awachie, 13, Atlanta

Invito Genfest: In Bielorusso e Polacco



mercoledì 1 febbraio 2012

Taking time to love

My exam schedule no longer seemed so daunting
Once a week, I volunteer at a nursing home. It has become not just an extracurricular activity, but a commitment I have grown to love and enjoy. 
This particular visit took place a few days before the start of my exams. I had five exams in five days, and I knew that time management would be vital to succeeding. However, even though my schoolwork is very important to me, balancing my other commitments is just as important. 
On my way into the nursing home, I happened to pass by the room of a lady I knew, and her door was open.  Without hesitation, I greeted her. She welcomed me into her room and started sharing her experiences and her photo album.
After ten minutes, I realized it was time for Mass there. I usually bring the seniors down from their rooms to the chapel for Mass. I had noticed that on several occasions this lady had left in the middle, looking very confused and out of place. Recently I noticed that she does not go to Mass anymore. I told her that I would return after Mass.

Festeggiando il capodanno con giovani di tutto il mondo

L’idea di organizzare una festa di inizio anno è nata dal desiderio di trascorrere con i nostri amici una serata speciale, ma permettere a ciascuno di viverla in un clima “speciale”. E’, ormai, il terzo anno consecutivo di questo appuntamento. Ciascuno di noi ha i propri compiti assegnati: chi si occupa di organizzare il guardaroba, chi il bar, chi di preparare la sala, chi con la scusa del parcheggio fa accoglienza…  è sempre bellissimo vedere come ciascuno è pronto ad aiutare l’altro, a sostituirlo; come con un solo sguardo si risolvono i problemi organizzativi che sempre vengono fuori.
Quest’anno abbiamo avuto davvero tanti piccoli-grandi inconvenienti. Eppure, grazie all’amore fra noi e delle persone che ci hanno conosciuto in questi anni, abbiamo fatto di ogni ostacolo un trampolino di lancio. Alcuni esempi: avevamo mandato in stampa gli inviti. Purtroppo, alla consegna, ci accorgiamo essere stati stampati e tagliati in maniera errata. Eravamo già in ritardo e avremmo dovuto tornare nuovamente a Salerno (che si trovava in un’altra provincia della regione, a diversi chilometri del nostro paese). Abbiamo subito chiamato chi ci aveva stampato i biglietti. Anche se non era assolutamente scontato, si è messa subito in moto una macchina d’amore che, in meno di 48 ore, ci ha permesso di avere i biglietti corretti direttamente a casa! Ancora: il giorno prima della festa, ci viene comunicato che non abbiamo più disponibile l’impianto audio e le luci… davvero una prova incredibile… ci siamo detti: andiamo in un negozio a cui, negli anni passati, ci eravamo rivolti e avevamo raccontato la nostra esperienza, e fidiamoci. All’arrivo, e ascoltata la nostra richiesta, ovviamente i dipendenti si rifiutano di concederci l’affitto dell’impianto, visto i tempi ristretti.

martedì 31 gennaio 2012

Genfest programme: a brief outline

The Genfest will begin on Friday afternoon, 31st August, with an Expo on the deck area of  Budapest Sports’ Arena, displaying the life and activities of the Youth for a United World.
That evening, after a welcome session by the Hungarian people and the authorities, there will be a “worldwide” Concert, in which the musicians will be youth from all over the world.
On Saturday, 1st September, the programme in the hall will switch from music to choreographies and from testimonies to sharing among the participants. The metaphor of constructing a bridge will be used as a symbol in building true and authentic relationships. At the end of the programme, a Project will be proposed to the United Nations to constitute a permanent Observatory office on universal brotherhood among nations. Through a signature campaign, an appeal will be forwarded in order to achieve precise objectives.

Miracolo a Le Havre [Le Havre - 2011 - 93 min.]

I protagonisti sono una coppia modesta, che sopravvive in un quartiere della periferia di Le Havre, grande porto del nord della Francia. Marcel ha lasciato la letteratura per fare il lustrascarpe - per essere più vicino alla gente - almeno dice lui. Sua moglie Arletty è una donna immigrata che, con grande dignità, tiene la casa e gestisce le poche entrate. Il quartiere sembra fatto per questa coppia stile anni '60, con drogheria, fruttivendolo e "bistrot" che fanno volentieri credito (la solidarietà del quartiere è uno dei tanti valori del film). Tutto sembra funzionare bene fin quando, su un registro più contemporaneo, Idrissa fugge da un container di immigrati clandestini ed è ricercato dalla polizia. Marcel si imbatte nel giovane gabonese e decide di aiutarlo. Dalla routine e la modestia del lustrascarpe, l'uomo si trasforma allora pian piano in un'altra persona. La solidarietà diventa il filo conduttore del racconto, con tutta la fantasia che la vera generosità può "sbrigliare".
Miracolo a Le Havre - come parecchi film usciti nella stessa stagione - ci trasmette fede nell'umanità, generosità, energia per affrontare la vita. E il tutto senza illusioni o sentimentalismi.
Il film si presta a un dibattito sull'immigrazione, ma soprattutto a come mettere in moto quella generosità che è nascosta in ciascuno di noi.
Dai 14 anni in su.
Mario Ponta

lunedì 30 gennaio 2012

Florence: “Could this happen again?”

The Gen Verde is preparing a tour of Spain, and in the meantime they participate at an event with thousands of youths, on the Day of Remembrance.
“Together with personalities from the world of politics and culture, we were 9000, glued to our seats –so wrote the Gen Verde at the conclusion of the event - in front of holocaust images of World War II concentration camps. This event took place on 26th January in Florence, at the Nelson Mandela Forum. From the bare stage, testimonies were given by persons who survived the Shoah.” They were open wounds that remind us of today’s victims of genocide, violence, and discrimination.

Insieme ce la facciamo!

700 giovani colgono la sfida di cambiare il mondoa attorno, pronti a sporcarsi le mani per costruire il mondo unito
Il segreto per essere realizzati, protagonisti del presente, costruttori del futuro. Da tutto il Paese 700 giovani per una giornata all’insegna della Parola vissuta.
Vuoi sapere cosa fa la differenza nella vita? Fondarla sulla Parola vissuta. Questa potrebbe essere la sintesi di un appuntamento nazionale che ha visto convergere 700 giovani, tanti giovanissimi, da ogni angolo del Portogallo al Centro Comunitario Sra Da Boa Nova, un auditorium di recente costruzione situato a Estoril, pochi chilometri fuori Lisbona.
Il giorno prima erano arrivati anche dalle lontane Isole Azzorre e da Madeira. Quelli che scendono dai pullman provenienti dal nord del Paese tradiscono una faccia assonnata, visto il viaggio di 4-5 ore e quindi la levataccia fatta per non mancare all’appuntamento, ma quando alle 11 si aprono le porte dell’auditorium esplode la vivacità tipica di questa terra: la sala è subito compatta, attenta, partecipe. Tutti sono “sincronizzati”, come dice la canzone d’apertura.

domenica 29 gennaio 2012

Who are the Youth for a United World (Y4UW)?

We Youth for a United World (Y4UW) are young people like everyone else with a deep rooted belief: "We believe it is possible to build a better world, in solidarity, where the identity of each human person is respected. We want to use every available means to foster unity, among generations; between groups and movements; among Christians of different denominations; between believers of different religions and persons who have no religious belief. We want to tear down the barriers that divide ethnic groups, races, peoples, cultures and social classes to reach universal brotherhood."
From time to time, we come together from all corners of the world to share our experiences and thus build a stronger unity among us. On these occasions we invite our friends, relatives, friends of our friends, university and work colleagues in order to share our joy with them. Our next upcoming event is called the Genfest and here is some information:
What is the Genfest?
The Genfest is a meeting of thousands of young people from all over the world, born from a prophetic intuition of Chiara Lubich, founder of the Focolare Movement. It is an opportunity to share and encounter. It is an invitation to get moving, in the certain knowledge that we are all creators of both our own history and that of history in general. This is why each of us can contribute to breaking down the barriers of indifference, prejudice and selfishness.

Trattare il lavoro come un servizio

Fra un mese dovrei andare per un contratto a tempo indeterminato nell’azienda ospedaliero-universitaria.
Quindi sto cercando di passare ai colleghi le “consegne”. Alcune cose che faccio al lavoro sono un servizio diretto alle persone e all’ospedale. Sono cose che contribuiscono a farlo funzionare meglio e sento l’importanza di assicurare che queste attività continuino senza interruzione.
Mi accorgo che il vangelo mi aiuta a vivere il lavoro come un servizio e vedere le cose con gli occhi degli altri, pensare a chi rimane, e a come lasciare tutto in ordine.
Ieri cercavo di fare questo in una riunione con alcuni dirigenti che ho coordinato quest’anno per il controllo delle infezioni in ospedale.
E’ venuto fuori che fino a quel momento avevo svolto direttamente un’attività che non è mia competenza diretta, ma che nessuno sapeva e voleva fare.
Adesso la persona che avrebbe dovuto fare già da prima queste cose è stata chiamata a prenderle in carico, ed ha cominciato a tirare fuori un bel po’ di problematiche che, obiettivamente, suonano come scuse.

sabato 28 gennaio 2012

Emmaus surprise gift!

Dear everyone,
A few days ago, we youth gathered at the Genfest Office at Rocca di Papa, Rome received a wonderful surprise: a gift from Emmaus, the president of the Focolare Movement!
It is a small statue of Mary with the child Jesus. Here's the picture for all of you:

Il Gen Rosso in Sardegna

Il 2011 si è concluso con un appuntamento importante per i Giovani sardi: la presenza del Gen Rosso, che in occasione della XXV Marcia per la Pace, ha presentato il suo concerto “Dimensione Indelebile”. Eravamo più di duemila sotto il palco!
Il Gen Rosso, nonostante i disagi legati ad una situazione logistica non proprio favorevole, è riuscito a  coinvolgere giovani e adulti in quella realtà di unità e gioia di cui da sempre è testimone.
Ma se il concerto è stato coinvolgente e una vera e propria “iniezione di energia”, come qualcuno ha voluto sottolineare, ancor di più a lasciare un segno “indelebile” nel cuore di tanti giovani è stata la giornata successiva. Durante la mattinata, animata dai Giovani per un Mondo Unito, attraverso alcuni workshop, si è andati a fondo su quattro diverse tematiche: economia, comunicazione, politica e musica. Si sono così potuti approfondire alcuni aspetti di queste discipline da una prospettiva diversa e alternativa, quella della fraternità, per poter essere sempre più costruttori di un mondo unito, in ogni ambito culturale e sociale.
Il pomeriggio poi, è stato, per i circa duecento giovani presenti, un’occasione speciale con gli artisti del Gen Rosso che, ripercorrendo la loro storia individuale e di gruppo, hanno sfogliato con noi l’album di famiglia: dalla prima batteria rossa ricevuta da Chiara Lubich nel 1966, all’esperienza personale di ciascuno di loro che, nel seguire il filo d’oro della propria vita, contribuisce anche con l’arte, alla costruzione di un Mondo più Unito e di Pace. Questo momento si è concluso con la presentazione del prossimo GenFest. Il Gen Rosso e i GMU, insieme, anche attraverso alcune esperienze, hanno suscitato in tanti il desiderio  di diventare protagonisti attivi di questo evento, per noi importantissimo. Ci siamo dati con tutti l’appuntamento a Budapest.

venerdì 27 gennaio 2012

Lancio del Genfest in Taiwan: volantini in mandarino!


Carissimi tutti della Segreteria GMU,
vi mandiamo in allegato del materiale di diffusione del Genfest in cinese che i GMU di Taiwan hanno tradotto e preparato. Tra l’altro hanno fatto anche una piccola esperienza con il proprietario della tipografia a cui avevano chiesto di stampare i volantini, saputo lo scopo del Genfest e leggendo lui stesso il contenuto di ciò che era scritto, ha voluto offrire gratuitamente il suo lavoro e non ha chiesto compenso per i 500 volantini che ha stampato, anche se poco ci è sembrato sempre un piccolo segno!
A presto, i GMU di Taiwan

“Fissate le priorità... il resto è solo sabbia!”

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti; quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di vetro vuoto e iniziò a riempirlo di palline da golf. Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi risposero che lo era. Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di vetro, lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti tra le palline da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.
Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò nel barattolo, ovviamente la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime “sì”.
Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e rovesciò il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia; gli studenti risero.

Croatia - Križevci, Mariapolis Faro 4-5/02/2012

On the first weekend of February, the 2nd international meeting for entrepreneurs, students and EoC board members of Southeast Europe will take place at Mariapolis Faro (Croatia).
The EoC and the great zone of Eastern Europe toward 2031
4-5 February 2012
Mariapolis Center Faro
Franje Rackoga 32
48260 Križevci (Croatia)
80 participants are expected to come from about 10 countries (Czech Republic, Slovakia, Serbia, Bulgaria, Macedonia, Hungary, Romania, Croatia, Slovenia, and Austria) at the Second EoC Congress of South-Eastern Europe, with 10 spoken languages! This is an important moment for all those who, in this part of the world, take part in the reality of the EoC. Will be an opportunity to share the life lived, the experiences, difficulties and questions. Luigino Bruni will be present and with him, they will try to focus on the step to be taken after all that has emerged from the EoC Assembly in Brazil. The momentum and enthusiasm in building together a bigger EoC is even more fascinating, it is great. It contributes to that EoC towards 2031 which was clearly expressed at the International Assembly. In Croatia they are confident that all the EoC in the world will accompany this moment.

giovedì 26 gennaio 2012

BUON COMPLEANNO INDIA!

Dal Progetto Udisha (Mumbai, India) ci scrivono questo messaggio:
"Carissimi amici di Udisha
Oggi 26 gennaio , l'India  festeggia il 62° anniversario  della Costituzione Indiana, e l'82° anniversario della sua originale 1930 Dichiarazione di Indipendenza dal dominio britannico.
La Festa della Repubblica viene celebrata ogni anno con una grande parata nella capitale, New Delhi, e molte altre celebrazioni in tutta la nazione.
Jana Gana Mana ( tu sei il dominatore delle menti di tutti ), l'Inno nazionale indiano, venne adottato dall'Assemblea costituente indiana il 24 Gennaio 1950. Il testo, composto da Rabindranath Tagore (1861-1941), consiste nella prima delle cinque strofe di un poema scritto originariamente in lingua bengalese. Fu cantato per la prima volta durante un convegno dell'Indian National Congress, tenutosi a Calcutta nel 1911. Tagore presentò il suo poema come un peana al divino destino dell'India e come tale fu cantato il primo giorno del convegno e il poema di Tagore era indirizzato alla Divinità. Ecco le sue parole e la traduzione:
"Jana Gana Mana Adhinayaka Jaya He
Bharat Bhagya Vidhata
Punjab Sindh Gujarat Maratha
Dravida Utkala Banga
Vindhya Himachal Yamuna Ganga
Ucchala Jaladhi Taranga
Tubh Shubha Name Jage
Tubh Shubha Ashisha Mange
Gahe Tubh Jaya Gata
Jan Gan Mangaldayak Jay He
Bharat Bhagya Vidhata
Jaye He ! Jaye He ! Jaye He !
Jaye, Jaye, Jaye, Jaye He"

Il vero senso del dolore

Sono Antonio, ho 26 anni e vengo da San Nicolò, una frazione di Teramo.
All’età di 15 anni avevo una vita normalissima, nella mia famiglia non c’era nessun problema, andavo a scuola,  giocavo a calcio e coltivavo qualche hobby.
Nell’estate del ’99 però questa tranquillità finì. A mia sorella Maria Assunta, due anni più grande di me, viene diagnosticata una malattia grave: la leucemia.
Da quel momento la mia vita cambia completamente, i miei genitori si trasferiscono a Pescara per essere più vicini a lei che era in cura nell’ospedale della città. Io rimango invece a San Nicolò sotto la cura dei nonni paterni; fino al 16 aprile del 2001 quando Maria Assunta fa la sua partenza per il Cielo.
Ricordo che una volta Assunta mi chiese di promettere che se fosse morta non avrei pianto, ma quando nella sua bara vidi un modellino di smart, auto che mio padre aveva deciso di regalarle, non riuscii a trattenere le lacrime.
Un senso d’impotenza m’investì. Che senso ha la vita - mi chiedevo - se la morte porta via con sé sogni, desideri, conquiste…
Non volevo più vivere, non tanto per il dolore dovuto alla perdita di Assunta, ma perché percepivo la mia vita come un grandioso castello, bello da vedere, ma senza fondamenta: alle prime intemperie era venuto giù.

Paris: A “Brotherhood Cube”

An experience of students and teachers at a secondary grammar school in the Paris suburb of Sarcelles
Once the spark of brotherhood is ignited it creates a positive chain reaction, spreading with exponential force in the relationships among classmates and colleagues until it becomes a way of life. It creates a different kind of environment: Everyone was involved and felt responsible for becoming the change they want to see, as Gandhi had once said.
This was the experience of some students and teachers at a secondary grammar school in Sarcelles, a well known Paris suburb. One day at school two foreign girls were engaged in a very violent argument. It was 28 September 2007. What to do? Lower your head and walk away? Pierre Benoit, the Italian teacher, decided to intervene. He proposed a new method, the method of brotherhood. He explained to his students: Each morning you throw a die, the brotherhood cube. Each of its six sides has a different phrase. For example: “Consider every man as a brother, and every woman a sister,” “See the other in a positive way,” “Take the first step toward the other,” “Reach out to your enemy,” “Understand the other” and “The other also sees me as a brother or sister.” Each day that you throw the die, you have a new proposal that you can put in practice. Then at the end of the week, you share how it went.

mercoledì 25 gennaio 2012

Genfest Fundraising in Beirut


Set off a blaze in the world

Chiara Lubich’s message to an international gathering of young people on 1st May, 2005
Dear Young People, many of you have gathered together for your annual 1st May appointment at Loppiano, Italy. Know that I am there with you!
Your gathering, marked by jubilation and, at the same time, filled with different activities, once again affirms that you know that the future is in your hands: the responsibility of contributing, with your characteristic generosity and energy, to making of humanity one family.
What awaits us then? The title for your gathering describes the road you have chosen to follow: “A Time for Brotherhood.” Universal brotherhood is the only feasible horizon towards which men and women and all peoples are moving towards with slow but steady steps. Brotherly love is the driving force behind a peaceful world, a united world.
To bring it about, as you know, we need to make the Gospel-based “art of loving” the inspiring norm of our life. A revolution is needed: to extend our outreach beyond our family ties and friendships, and love everyone, without exception, always taking the initiative, without expecting anything in return. We need to love others as ourselves and to love making ourselves empty so as to better understand and welcome the others, sharing their sufferings and joys. This art is the key that transforms every relationship and opens up every dialogue.
And there is more. In a world that is restlessly searching for God, but that believes only in what it can see, it is possible to make room for Jesus himself, to attract him to the point that he makes himself present in our midst. We have experienced this now for over sixty years. Love tends toward reciprocity and does not stop giving until the person beside us begins to love as well. Then, as a result of mutual love, which always brings amazement and wonder, Jesus’ promise is fulfilled: “Where two or three are united in my name I am in their midst” (Mt 18:20). Jesus is present in the community!

martedì 24 gennaio 2012

"Ero forestiero e mi avete ospitato"

"Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria." (Giovanni Paolo II)

Parte il progetto “Edc con il Genfest”

Sostieni con la tua azienda il Genfest 2012 Let's Bridge!
Giovani ed EdC sono due realtà che si richiamano a vicenda. Per questo presentiamo all’attenzione delle imprese EdC e dei nostri amici e sostenitori, il Genfest 2012, appuntamento dei Giovani del Movimento dei Focolari (www.genfest.org).
Inserito nel più vasto progetto “A united Europe for a united world – young ideas change Europe”, Let’s Bridge (questo il titolo del Genfest) riunirà a Budapest 12.500 giovani di vari Paesi, di diverse etnie, culture e religioni dal 31 agosto al 2 settembre 2012.
Let’s Bridge ha un obiettivo preciso: mobilitare i giovani perché diventino costruttori in prima persona e insieme agli altri, di ponti di fraternità fra le persone, i popoli, le nazioni. Non sarà quindi solo un’occasione di scambio e confronto su temi come l’economia, il dialogo interculturale, le grandi sfide sociali ed ambientali del nostro tempo, ma uno spazio d’incontro per condividere e mettere in rete attività ed iniziative contribuendo a far emergere quella cultura di unità fra i popoli, di cui si sente più che mai l’urgenza ad ogni latitudine.

lunedì 23 gennaio 2012

Buon Anno Nuovo!


Buon Anno Nuovo Lunare del “Long” (Drago). Che sia un anno di frutti e tanto coraggio.

 向你们拜年万事如意

新年新气象祝您身体健康、幸福如意


Tantissimi saluti 恭喜恭喜
Segreteria dei Giovani per un Mondo Unito

“Goods become welfare, only if they are shared”

A brief interview with Luigino Bruni, head of the Economy of Communion (EoC) international commission in Rome
“Today the global economy is living the harshest crisis since the post-war era. What is at stake is not only the fluctuating economic growth, or a recession for some nations: it is the very nature of capitalism that is revealing its fragility. There are many reasons for this, but the main one has to do with a lack of communion.  
This is why the Economy of Communion is very relevant and needed today. It was born from Chiara Lubich as a response to a lack of communion, from the scandalous sight of a world that knows how to build skyscrapers but is unable to eliminate the favelas.
We have met recently in Vienna with a group of entrepreneurs and scholars from different European nations. The goal of this meeting was to present EoC and its culture as a seed for a new Europe able to launch a new season of trust and communion in today’s Europe that lacks trust in its political structures. 
The world is suffering today because the economy has multiplied goods, but no longer knows how to transform these goods into welfare: the EoC, with the charism based on universal fraternity that animates it, recalls with deeds and ideas that goods become welfare only if they are shared, only in an economy of communion.”

domenica 22 gennaio 2012

Castelli Romani, «pranzo africano» per il Genfest

Mancano poche ore all’apertura dei cancelli a “Villa Campitelli”, ai piedi del Tuscolo, a Frascati, per il “pranzo africano” del 22 gennaio. Inizialmente previsto per 200 persone, le prenotazioni sono già salite a 270…e chissà quante ne arriveranno.
Impressionante la generosità di tanti in queste settimane di preparazione: dalle materie prime per la realizzazione del pranzo, alla sala, messa a disposizione dal Vescovo di Frascati, Mons. Martinelli, al gruppo di danza ruandese, a una corale di Roma, ai cuochi e camerieri che hanno dato la propria disponibilità.
Motivo di questa mobilitazione generale? Sostenere in tutti i modi possibili il
Genfest 2012, sia con un fundraising, sia con la presentazione dell’evento – che si svolgerà a Budapest dal 31 agosto al 2 settembre prossimi -, e al quale anche centinaia di giovani dei Castelli desiderano partecipare.
Ci risentiamo lunedì per raccontarvi come è andata!

Against the Landmines - Religions for Peace campaign in Poland

Religions for Peace European Interfaith Youth Network, completed its two-year Arms Down! Campaign with its final project – “Poland Free from the Landmines!” in October – December 2011. The campaign was organized by Religions for Peace Europe and The European Interfaith Youth Network, in partnership with other Polish organizations.
As part of the project, over five hundred youth took part in writing letters to the Polish members of parliament, regardign ratification of the Mine Ban Treaty.
Watch a short video documenting final steps in the campaign against landmines  and the transmission of the letters to the Parliamentarians.  Watch the Video>>



Gen Rosso 2012: Work in Progress

“Lavori in sede” a Loppiano fino al 14 marzo, e tour intercontinentale a seguire. I nuovi progetti del Gen Rosso, dopo il passaggio in Sardegna a fine anno.
«Vi mandiamo una manciata di versi sul nostro passaggio in Sardegna a fine 2011» – scrive Tomek Mikusińsk augurandoci un anno “fruttuoso e pieno di buone comunicazioni”. Un anno che per il gruppo internazionale si prevede ricco di appuntamenti e nuovi progetti.
«Attualmente stiamo incidendo un CD di canzoni nuove che speriamo a fine marzo troverà spazio nei negozi di dischi in Italia e oltre – racconta ancora Tomek – e che accompagnerà il tour dedicato al Concerto Live “Dimensione Indelebile”, rivisitato e ulteriormente modernizzato dal punto di vista artistico».
Non manca qualche ‘anticipazione’: «In parallelo stiamo ultimando il nuovo musical e anche questo, speriamo a fine 2012 o inizio 2013, possa uscire a “vita pubblica”…».
Alla fine di questo periodo che il Gen Rosso definisce di “lavori in sede” fino al 14 marzo, il gruppo partirà per la Spagna, per ben 2 mesi, per poi viaggiare, con tour più o meno lunghi, in tre continenti: dall’Europa, con Repubblica Ceca, Belgio e Germania, alla Cina e all’Australia.

sabato 21 gennaio 2012

Vieni d'occhio www.donboscoland.it

Sono servizi offerti dal Movimento Giovanile Salesiano Triveneto
Info: mgs@donboscoland.it



Che succede quando si porta un piccione al guinzaglio e questo prende il volo? Che cosa accadrebbe se, nel bel mezzo della folla al centro commerciale all'improvviso cominciassi a cantare un'opera? E se il “m'ama o non m'ama” col margheritone non finisse proprio come te lo saresti aspettato? Se conosci qualche giocoleria, porta il tuo materiale!

Seeds for a sustainable living

No effort is too small to start the shift from consumerism. From consumerism to sustainability: an interview with Erik Assadourian
Resources are being used at a rate never seen before: the equivalent of the output of 1.5 planets. This means that we are using future generations’ natural capital right now, 50% faster than it can regenerate. And demand is growing!
Since there is only one Earth, living beyond our natural means is unsustainable. The choice to thrive or damage our own life support systems is ours.
We need to make sustainability the new “natural way” of living. Erik Assadourian, senior researcher at the Worldwatch Institute, has investigated ways to transform our culture from consumerism to sustainability.

Missione medica a Cagayan de Oro, Filippine

I nostri Giovani per un Mondo Unito (GMU) da Davao, capoluogo della isola di Mindanaoi, sud delle Filippine ci scrivono:
“Un grazie sentitissimo da tutti noi, e dalle tante persone colpite dal tifone Sendong per la grande provvidenza che ci avete inviato!
Questo weekend, il 21 e 22 di gennaio, si svolgerà a Cagayan de Oro una missione medica, organizzata dai nostri adulti e giovani per un mondo unito di Davao.
L’aiuto che avete mandato non poteva arrivare in un momento migliore, in quanto i nostri di Davao porteranno con loro parecchie medicine il cui costo, come forse saprete, costituisce un peso quasi impossibile per le già dilapidate finanze dei poveri che sono stati colpiti dall’inondazione.
Vi faremo sapere i frutti della missione medica.”
I GMU di Davao

venerdì 20 gennaio 2012

First rule of leadership

Non abbiate paura

Più che una domanda, il mio è uno sfogo… Quando sento i miei genitori o professori parlare dei “giovani di oggi” mi sento male e vorrei gridare: non abbiate paura! Non siamo dei mostri e neanche dei marziani. Non abbiate paura del nostro modo di essere e vivere, del nostro modo di comunicare. Anche se usiamo cellulari e sappiamo navigare in internet meglio di voi non siamo così diversi da voi. Ma temo che se parlassi loro così, la loro paura, dietro un sorriso condiscendente, aumenterebbe.
Giulia, Caltanisetta
La tua lunga lettera di cui posso riportare solo poche frasi, mi è subito apparsa una proposta di dialogo offerta alla generazione che ti precede. Infatti, da una parte dici che non ti sembra possibile comunicare, ma poi affidi allo scritto i tuoi pensieri sapendo che non solo li leggerò io (che appartengo a quella generazione) ma anche tanti altri che seguono volentieri le chiacchierate che facciamo in questa rubrica rivolta ai giovani.
L’appello di non avere paura ce lo dobbiamo ripetere spesso, gli uni gli altri, perché la paura è una risposta istintiva che spesso ci fa barricare in noi stessi e genera reazioni simili. La paura ha tante facce: chiusura, radicalizzazione delle proprie idee e convinzioni, attacco difensivo, non ascolto, pessimismo, tristezza, vittimismo, impossibilità di porre fiducia negli altri o nel futuro… Ma come vincere questa paura? Con l’amore che è: apertura, dono e accoglienza, piena disponibilità, ottimismo, gioia, protagonismo, fiducia che ci viene dal camminare insieme…

giovedì 19 gennaio 2012

A courageous woman

Myanmar democracy icon Aung San Suu Kyi receives the insignia of Commander in the National Order of the Legion d’Honneur, one of France’s highest honours in recognition of her long struggle for democracy, from French foreign minister Alain Juppe and French ambassador Thierry Mathou during a ceremony at the French Embassy in Yangon on 15th January, 2012.
For her biography go to:

Navidad en la calle

Navidad en la calle” è il nome che noi Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Santiago abbiamo dato ad un’attività che facciamo da qualache anno. L’abbiamo fatta con i nostri amici che abitano sulle strade dei quartieri Yungay e Brasile, in cui si trova ad abitare la maggioranza dei barboni della città. Abbiamo insomma festeggiato insieme Natale proprio il 25 dicembre scorso.
Sin dalla preparazione, particolarmente durante la settimana prima è iniziata questa festa con il vivere la Parola di Vita, preparando i nostri cuori per l’arrivo di Gesù in ciascuno, in mezzo a tutti e specie in ogni comissione che abbiamo costituito per i vari aspetti. Ogni aspetto era necessario per poter regalare una gala degna a chi di solito non tocca la diginità, una festa piena d’amore, così come i nostri amici di strada la meritano. In questa linea l’idea è stata anche di pensare, preparare e lavorare con i giovani che hanno avuto un contatto con noi e preparare questa cena di natale, prima e durante, proprio con loro. Ci veniva sempre in risalto il vivere in coerenza, per poter dare Gesù nel modo più fedele. È stato proprio così. Abbiamo per davvero occupato la Piazza Yungay, perché non siamo riusciti ad ottenere il permesso municipale; ci siamo però comunque premuniti che gli incaricati della sicurezza del posto stessero d’accordo di poter usare questo luogo pubblico.
L’unità la si sentiva in ogni angolo; l’unità ci ispirava e avvinceva. Sono stati più di 100 giovani coinvolti a donarsi in prima persona per amare Gesù in ogni amico barbone, dalla confezione dei regali, la preparazione dei tavoli, fino al servizio stesso da camerieri. Ancora un’altra volta ne la storica distinzione sociale neanche un anno durissimo nei confronti dei giovani hanno potuto cancellare la gioia di quella unità che sperimentiamo in questo frammento di fraternità vera nella nostra “Navidad en la Calle”. A ogni tavolo ci siam seduti tutti insieme come una grande famiglia, allo stile dei primi tempi del Movimento dei Focolari.
Continuiamo senza tregua a costruire il nostro sogno: il mondo unito!
Nicolás del Cile a nome dei Giovani per un Mondo Unito

mercoledì 18 gennaio 2012

Real Connection in the Digital Age

In our age, there is a privilege given to us by communication technology: to build brotherhood with a seemingly intangible populace. In fact, it is up to us to take up the task of witnessing our values in the digital era.
The modern world has given rise to another revolution: “The Social Media Revolution.” Human beings have come to a point where one can literally share what is on their mind with the press of some buttons and the click of a mouse. Now, one can Google the answers to their questions, Facebook people they need to reconnect with, Skype with loved ones whenever possible, or Tweet whatever is happening in their own daily life, at every chance they get. But, certainly, one should assume that all this comes with great awareness and responsibility, that this is a privilege given to us in order to build brotherhood among each other, with this seemingly intangible populace: the online community, bound to each other by websites, emails, blogs and the like. Pope Benedict XVI stated it best, addressing the youth in preparation for World Youth Day, “As with every other fruit of human ingenuity, the new communications technologies must be placed at the service of the integral good of the individual and of the whole humanity.”

Il rischio di essere respinta

Mi chiamo Anne, ho 22 anni e sono francese. Ho appena preso il diploca di educatrice di comunità. In Francia la fede si custodisce all’interno della vita personale, nel privato e non si parla di religione negli ambienti pubblici, a scuola, al lavoro, soprattutto nel lavoro sociale.
La scelta di vivere per l’unità fa parte di me fin da piccola e Gesù c’entra con tutte le decisioni importanti che ho preso. Solo per fare un esempio, mi sono iscritta alla scuola di servizio sociale perché vorrei portare il suo amore a quelli che hanno di meno, agli ultimi... che per Lui sono i primi.
Quando ho partecipato al test di ammissione alla Scuola, anche se questo era il motivo essenziale per me, alcuni amici mi hanno consigliato di non fare nessun accenno alla fede, per non rischiare di essere respinta.

martedì 17 gennaio 2012

Moments to Treasure

Taking care of a grandfather with Alzheimer’s
My family had planned a trip to New York for my brother’s college orientation, but we also took that opportunity for a much-needed family vacation. There were some other “business” aspects to the trip as well – like taking care of some legal documents that had to be filled out for my grandfather, who suffers from Alzheimer’s and came along with us to New York. But for the most part, we were all very excited about a fun and relaxing time as a family.
On our flight over, my head was filled with all kinds of ideas about what I wanted to do in the city! Soon after our arrival, however, God’s plan began to unfold; I found that the things I had planned to do fell far short of what I was expecting.

Tim, il gigante buono

Secondo i medici non sarebbe neanche dovuto nascere, ora è uno degli atleti più famosi degli Stati Uniti. Per le sue imprese sul campo, ma soprattutto per la sua grande fede
Il sogno di giocare il Superbowl, l’atto conclusivo del campionato statunitense di football americano, per quest’anno non si è avverato. Sabato sera, nelle semifinali di conference, i suoi Denver Broncos sono stati fermati infatti dai favoritissimi New England Patriots, guidati da una vera icona di questa disciplina, il quarterback Tom Brady. Ma Tim è ancora giovane, e avrà la possibilità di riprovarci già dal prossimo anno. Intanto mezza America parla di lui, il ragazzo che è riuscito ad avere successo nello sport senza essere mai venuto meno ai valori cristiani che hanno sin qui contraddistinto la sua vita.
Il quarterback di Dio - Stiamo parlando di Tim Tebow, un ragazzone ventiquattrenne dalla faccia pulita (191 centimetri di altezza per 111 chili di peso), che il Wall Street Journal ha affettuosamente ribattezzato “Il quarterback di Dio”. Tim è certamente un buon giocatore, ma la sua notorietà è dovuta soprattutto «alla generosità ed al senso di giustizia che la sua fede gli ispira. Un ragazzo che illumina tutti con il suo esempio – sostengono diversi commentatori statunitensi –, siano esse persone religiose o meno».

lunedì 16 gennaio 2012

New York: The Economy of Communion at the UN Conference on Poverty Eradication

February 3, 2012 Side Event on the Economy of Communion (EoC) in the Commission for Social Development of the United Nations’ Economic and Social Council
Poverty Eradication: Developments in the Economy of Communion in Freedom”, the side event organized by New Humanity, the non-governmental organization that represents the Focolare Movement with General Consultative Status in the Economic and Social Council (ECOSOC). The event is part of the 50th Session of the Commission for Social Development, which will be held February 1-10, 2012 at the United Nations.

La differenza è una ricchezza

Abbiamo parlato delle nostre culture e religioni, abbiamo riso su molti aspetti delle une e delle altre, e….
Sono italiano cattolico e nei giorni scorsi ho avuto la possibilità di trascorrere lunghi momenti in compagnia di alcuni colleghi lavoro e di due amici musulmani (una iraniana e l’altro turco) e di tre buddhisti (una thailandese e due giapponesi).
Sono stati due giorni molto semplici passati a raccontarci la vita dell’anno passato e le prospettive che ciascuno ha per il 2012. Ci sono stati momenti di distensione ed altri molto intensi di condivisione su esperienze personali alla luce delle diverse fedi. Il clima è stato davvero fraterno, al punto che sembrava quasi impossibile che, fra i presenti, ci fosse una coreana, una cinese, una thailandese, due giapponesi, una iraniana un turco, un francese ed io, italiano.
Potrei fare molte considerazioni su questa esperienza, alcune di carattere spirituale, altre di tipo psicologico, ma vorrei sottolineare un aspetto, che mi spesso venuto in mente in quei due giorni. Ero l’unico italiano e me lo hanno fatto notare gli altri, quasi con sorpresa. In fin dei conti siamo in Italia e vicino a Roma, la capitale. Eppure, personalmente non ci ho mai pensato perchè lo stare insieme fra noi andava ben oltre le differenze culturali, geografiche e religiose.

domenica 15 gennaio 2012

Yogjakarta: Fundraising for Genfest 2012

Dark clouds didn’t stop us from riding out on our motorbikes into the countryside (20 km from the Yogyakarta city), to the secluded Marian shrine of Jatiningsih for Sunday mass, followed by fundraising activities for Genfest 2012. But selling t-shirts and singing Marian hymns to passers-by were all just an excuse to move out of our comfort zones and start living its message: Let's bridge!
We were of different nationalities and ethnic backgrounds. We sang in different languages. But the smiles, encouragement and support we got from those around us told us that they understood what we were there for, and wanted somehow to be a part of it. After enjoying an unexpected lunch-treat from people we barely even knew, we made our way back to the city. Finally arriving back at the focolare centre, we joined the rest of the community there in celebrating the last day of Christmas. The love we gave and were given that day was felt deeply, and the joy in the air was as indescribable. And outside, as though a divine blessing, the rain finally began to fall.
It was really an unforgettable experience! During that half day we managed to collect Rupiah 154.000 (=Euro 13) which is already a lot for our country people. We were delighted. We have planned other similar fundraising activities for the Genfest in other places and we will keep all of you unpdated.
Paul Segarra on behalf of the Youth for a United World in Indonesia

Istruzione: progetti a sostegno dei giovani

Azione per un mondo unito (AMU), formazione dei giovani ed Economia di Comunione (EdC), una formula ormai collaudata e vincente.
Nel 2011, 250 giovani sono stati accompagnati nei loro percorsi scolastici e formativi a vari livelli, dalle scuole elementari fino ai corsi di specializzazione post-universitaria, in 14 Paesi del mondo: Bosnia, Croazia, Macedonia, Moldova, Romania, Serbia, Libano, Filippine, Brasile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Perù, Uruguay.
Consentire ai giovani di studiare e di formarsi professionalmente è senz’altro un investimento per il futuro. L’esperienza di AMU ed EdC mostra che già nel presente si vive in comunione di intenti e di beni e si mettono in moto, in chi dà e in chi riceve, dinamiche di reciprocità.
Scrivono ad esempio da Cebu, nelle Filippine: «Ogni sabato alcuni studenti vanno al nostro centro sociale per fare tutoraggio ad altri più piccoli: gli studenti che frequentano l’università aiutano quelli della scuola secondaria e gli studenti della secondaria aiutano quelli della scuola primaria che sono in difficoltà. Nel loro tempo libero aiutano anche nella conduzione dei vari programmi sociali del centro, pulendo i locali, dando da mangiare ai più piccoli, distribuendo materiale scolastico all’inizio dell’anno».