martedì 28 febbraio 2012

Lublin: Bridges between generations - Ponti tra le generazioni

Steps towards the Genfest: “In Lublin, thanks to the efforts of many people of the community, we performed a Christmas show entitled ‘Marcin, the shoemaker’ in a nursing home for elderly. The show was simple, but it was warmly welcomed and with great gratitude. It was an experience of mutual giving. Everyone left the hall with a heart full of joy. And a strong friendship was born between us!”
Casa di riposo Madre Teresa di Calcutta
“Grazie allimpegno di tante persone della comunità, a Lublino, in una casa di riposo abbiamo organizzato uno spettacolo natalizio intitolatoCalzolaio Marcin. Lo spettacolo era semplice, ma è stato accolto cordialmente e con una grande gratitudine. È stata unesperienza di dono reciproco. Ognuno è uscito dalla sala con il cuore pieno di gioia.”

Attività dei Giovani per un Mondo Unito a Bogotà

CineGen – Mariapoli Santa Maria, Igarassu, Recife

Galerinha de Igarassu e cidades próximas!
No dia 03 de março estamos planejando um cinema para arrecadar dinheiro p o Genfest; o filme é: os seus os meus os nossos, será no salão da escola Santa Maria, dentro da Mariápolis Santa Maria, às 19:00, o bilhete individual está por R$ 3,00 e a casadinha R$ 5,00; com pipoca grátis!!!

lunedì 27 febbraio 2012

Un Grazie a tutti! Dai Ragazzi e il Gen Rosso

"Is your heating turned up too high?"

Milano: Coffee Bridge

COFFEE BRIDGE è una delle tante idee che abbiamo avuto quando ci siamo chiesti come anche noi da MILANO avremmo potuto lavorare concretamente e in prima persona per il GENFEST 2012!
Tanti di noi hanno già potuto avere una prima possibilità per apprezzare la qualità di questo caffè. In risposta alla domanda “come si fa per averne altro??” ci siamo messi in moto con un’organizzazione ben definita per poter raggiungere tutti in maniera più efficace.
Esiste un indirizzo e-mail (coffee@genfest.tk) a cui è possibile scrivere per informazioni più generali o nel caso non si sappia a chi rivolgersi. Per lasciarci con una data, potremmo dire che, a grandi linee, da settimana prossima (27 FEBBRAIO) sarà possibile iniziare a trovare i pacchetti di caffè nei propri territori!
NB: È possibile che alcuni pacchetti non si presentino come la classica “mattonella sottovuoto”, ma morbidi al tatto. NON vi PREOCCUPATE! Non è né un difetto di produzione, né sintomo di mala-conservazione.. troverete anche questi ultimi molto BUONI!
CIAO!!
MILANO, 23 FEBBRAIO 2012

domenica 26 febbraio 2012

No plastic bags please!

"We can all bring our own bags when we go shopping." Help the animals save their planet and ours, avoid using plastic bags!

IL MOVIMENTO GIOVANI PER UN MONDO UNITO (GMU)

Chi sono - Cosa fanno
Il Movimento Giovani per un Mondo Unito nasce nel 1985, animato principalmente dal Movimento Gen. Sono di diverse etnie, nazionalità e culture, di tutti i continenti. Appartengono a varie denominazioni cristiane, a diverse religioni, oppure non professano un credo religioso. Li accomuna il desiderio di costruire il mondo unito: di rendere l’umanità sempre più una sola famiglia, nel rispetto dell’identità di ciascuno. Per realizzarlo cercano innanzitutto di cambiare se stessi, di rinnovarsi con l’amore concreto e collaborano con chi si impegna per questo obiettivo.  Sanno che l’unità in cui credono e per la quale si spendono non è solo un progetto umano, ma il disegno di Dio sull’umanità (“Perché tutti siano una sola cosa” Gv, 17,21).
La loro strategia: percorrere numerose vie verso l’unità: tra generazioni; tra popoli; tra gruppi etnici; tra chi ha e chi non ha; con chi soffre ed è solo; per ristabilire l’unità tra l’uomo e la natura; per far crollare ogni muro.
E’ un orizzonte a tutto campo che si spalanca davanti a loro: li troviamo così impegnati nelle campagne internazionali a sostegno della pace e della fraternità, ma anche protagonisti di semplici gesti di solidarietà e dialogo con chi è loro vicino ogni giorno: possono essere bisognosi ed emarginati, conoscenti o famigliari… in ogni prossimo è un fratello da accogliere.
Sono molte le attività che il loro stile di vita suscita: dalle grandi azioni a livello planetario, alla moltitudine di frammenti di fraternità, che li vedono impegnati in opere continuative locali.
A livello mondiale, lanciano azioni per aiutare vittime di guerre e calamità naturali, come il “Progetto Africa” sostenuto per decenni, o “Skip a meal - Salta un pasto” in Costa Rica in favore della carestia nel Corno d'Africa. Partecipano ad iniziative in favore della pace, come la campagna “Arms down” per il disarmo, giunta sino all'Onu.

sabato 25 febbraio 2012

My service hours

Last September, I started volunteering at Run the Race, an afterschool program of the Brian Muha Foundation. It was founded by his mother, Rachel Muha, to help children and families of the Hilltop area of Columbus, Ohio after Brian was murdered by two boys from that area 11 years ago. In the face of hate, she showed the boys mercy and forgiveness, and even fought for them to receive life in jail rather than the death penalty. She vowed that no child in the area would be neglected so that no other family would experience what she did. At Run the Race, children find a welcoming place, after-school activities and a meal, and learn about God.
I was told that they needed a piano teacher. It was my opportunity to see a different side of town, help the children of that community, and pick up a few service hours for school.
On my first day, kids were running everywhere and there were almost no adults. My introduction to the place went like this: “Hi, how are you doing?” “Awesome. Nice to meet you.” “Please go down there and help those kids.” “OK.”
I was put to work and started giving piano lessons. I immediately realized this would be a huge challenge.

Il bruco e la farfalla

Proposte di “economie alternative” a confronto, in un dialogo fitto tra Serge Latouche, teorico della decrescita felice, e gli economisti sociali Stefano Bartolini e Luigino Bruni
Grandissima partecipazione martedì scorso alla conferenza organizzata alla libreria L’Arcobaleno Valdarno del Polo Lionello Bonfanti: «210 erano le sedie predisposte nella sala – ci racconta Rina Santoli –, oltre 70 le persone in piedi, più qualcuno che seguiva in collegamento da  un’altra sala del Polo. Tanta gente così si era vista solo quando era venuto Francesco Guccini».
Il prof. Serge Latouche è indubbiamente un personaggio molto conosciuto. La notizia si era sparsa e così oltre 300 persone sono accorse al Burchio la sera di un martedì (grasso), per assistere al dialogo del teorico della decrescita con gli economisti sociali Stefano Bartolini e Luigino Bruni. Un pubblico vario e molto eterogeneo: da giovani dal look evidentemente “no global” a imprenditori, studenti, cooperatori sociali, artigiani, lavoratori e studiosi.

venerdì 24 febbraio 2012

Free to LOVE

“Historically, how has ‘love’ been perceived in psychology?”
G.B.
For a long time, psychology has limited the definition of love almost exclusively to the man-woman relationship. In a therapist patient relationship, patients are always assessed in relation to their first deep emotional relationship: that between them and their mother. This is a relationship that, according to many psychologists, conditions other sentimental relationships of all adult existence.
However, I think that the time has arrived for a paradigm shift. This is to conceive of love in psychology as freedom, and not as an attachment to anyone or anything. It means not seeing oneself as being attached to someone in order to love or be loved but, above all, being FREE to love someone.
What kind of love am I speaking about? It is a love that liberates because it does not make us feel “owned,” possessed or suffocated, by someone else. It is a kind of love which, the more it is shared, the more it multiplies. It is not “exclusive:” rather, it is an intelligent love that profoundly understands the soul’s inner depths. It is farsighted: it doesn’t only think of the here and now, but it is also genuinely interested in what is good for the other person. It is a love that is able to say NO and be firm in its decisions. At the same time, it is a creative love, able to innovate in situations, coming up with new ways of getting together, of entering into a relationship with others.

Mettersi in cammino

Ho sempre pensato di essere aperta verso tutti e mi dava fastidio sentire parlare di extra-comunitari perché si divide il mondo tra la comunità e i fuori. Adesso però abito con una ragazza di un altro Paese: una vita impossibile e ideali e convinzioni mi stanno crollando...
Graziella - Bologna
Siamo in cammino e occorre un orizzonte a cui guardare, ma senza i singoli passi non si arriva da nessuna parte. Così, la fraternità universale può essere una meta avvincente ma che resta parola vuota se non cominciamo a camminare.
La tua apertura verso tutti, visti come sorelle e fratelli, nasce certamente da una visione grande che ti fa gettare lo sguardo sul mondo e, se sei credente, sull’unico Padre di tanti figli. Ma non basta: è un’aspirazione che deve concretizzarsi nell’incontro con chi ti sta accanto qui ed ora. 
E’, infatti, nel volto di quella compagna con cui ti trovi a condividere la stanza che puoi guardare il volto dell’umanità.  E’ un volto diverso dal tuo, che esprime reazioni non facilmente decifrabili, che manifesta modi di reagire e di vivere che non comprendi ancora (che forse dipendono anche dal carattere e non solo dalla differenza culturale) e che per questo ti provocano una reazione istintiva. Così, mentre vuoi accettare tutti e non capisci perché nessuno risolva i grandi conflitti, ti trovi tu stessa in conflitto.

giovedì 23 febbraio 2012

Genfest 2012: Cos'è?

Progetto Amazzonia

Una buona notizia che riaccende la speranza: da 6 anni, protagonisti giovani e famiglie
Non avevo mai fatto un’esperienza così”. Voglio vivere con voi l’arte d’amare …”. Qualche flash delle impressioni raccolte tra giovani e famiglie, prima di ripartire dopo 10 intensi giorni in Amazzonia. Nelle situazioni locali di sofferenza, tra gli indigeni sparsi nell’immensa foresta, tanti hanno ritrovato la speranza nel futuro. Alcuni dei frutti della speciale esperienza che si ripete da 6 anni.
Progetto Amazzonia è il nome di questa esperienza vissuta in una regione che copre oltre il 50% del territorio brasiliano e comprende ben nove stati: Acre, Amapá, Amazonas, Maranhão, Mato Grosso, Pará, Rondônia, Roraima, e Tocantins. Nel 2011 ha raggiunto la 6ª edizione.
Come nasce? Progressiva diminuzione dei fedeli, crescente adesione alle sette. Un fenomeno dovuto anche alla scarsità dei sacerdoti e alla difficoltà di raggiungere i vari centri di questa grande regione. Il progetto Amazzonia è la risposta ad un appello che i vescovi del Brasile hanno lanciato alle diverse espressioni della Chiesa cattolica: contribuire ciascuno secondo il proprio carisma ad una vasta e permanente azione di evangelizzazione.

mercoledì 22 febbraio 2012

Towards a Bridging Economy

From September 11th to 15th, 2012, in Portugal, the First European “Economy of Communion” (EoC) Summer School
Towards a Bridging Economy” “will be the title and the leitmotiv for the first European EoC Summer School, to be held from September 11th to 15th, 2012, at Mariapolis Arco-Íris, near Lisbon (Portugal).
All students and young entrepreneurs (from 19 - 32 years of age) from all over Europe are invited. The school is organized by the International and Portuguese Commission of the EoC, in collaboration with the Catholic University of Oporto in Portugal. It will be held in English.
Topics include: poverty, development, reciprocity, gratuitousness, work, entrepreneurship in the light of the new paradigm emerging from the EoC.
Through lessons and workshops, the program aims to create “bridges” between “ideas” and “facts”, which means between theory and routine procedure in the life of businesses.
The teachers will include Luigino Bruni (Istituto Universitario Sophia e Università degli Studi di Milano-Bicocca - Italia), Luca Crivelli (University of italian Switzerland of Lugano - Switzerland), Teresa Ganzon (Bankgo Kabajan, Manila - Philipines), Américo Mendes (Catholic University of Oporto - Portugal) e John Mundell (Mundell & Associates, Inc, Indianapolis - USA). Local EoC entrepreneurs will also be present to express the ideas that they concretely apply in operating their own businesses.
Soon a more detailed program will be published
For more informations: eoc.summerschool@gmail.com - tel. 00351 964107303
Iolanda Tovar

Un serata veramente indimenticabile

Il Gen Rosso ha collaborato con 170 giovani artisti - al fine di rappresentare insieme a loro il Musical Streetlight dopo quasi tre giorni di preparazione. Abbiamo potuto intessere rapporti profondi e costruttivi con molti di loro che per la prima volta si sono affacciati alla nostra vita da cosi vicino. La cosa, però che ci sembra più interessante è stato il livello di unità sia artistica che spirituale raggiunta con i 170 ‘ragazzi-artisti’ i quali hanno potuto lanciare la proposta del Run4Unity (R4U) del 12 maggio ed il GenFest 2012 (un mega raduno giovanile a cui parteciperà anche il Gen Rosso). Tra loro è cresciuto l’entusiasmo di continuare a incontrarsi e con il fine di progredire in quelle discipline artistiche in cui hanno lavorato con noi. La rappresentazione si è svolta presso la palasport “G. Cesaroni” a Genzano di Roma con la partecipazione di un pubblico scelto per un totale di più di 1000 persone fra cui anche diversi giovani dei Castelli Romani...
Il progetto diremmo riuscitissimo in molti c’è l’hanno detto...

martedì 21 febbraio 2012

Love is contagious

Charles Moats – “Charles dei ghetti neri”

9 novembre 1951- 28 giugno 1969
Oggi si pensa che l’odio e la violenza siano il segreto, la forma del progresso per portare avanti l’umanità. Contro questa mentalità avanza la nostra rivoluzione: essa porta al mondo l’amore e dà a Dio, ponendola a suo servizio, famiglia e ricchezze, arte e scienza, politica e lavoro, filosofia e teologia, vita e morte.” Questo chiedeva Chiara Lubich ai giovani del Movimento dei focolari e Charles, nel ghetto in cui viveva, ha dato la vita per queste parole rivoluzionarie.
Charles Derrick Moats nasce nel 1951 a Chicago. Afroamericano, in una città dove la criminalità impazza e il problema razziale è presente in tutta la sua violenza. Nasce figlio di un padre che non conoscerà mai e di una madre decisa a mettere i suoi quattro figli sulla “buona strada”, ma con problemi di alcolismo. Nasce in una zona residenziale, ma quando aveva dodici anni la sua famiglia si trasferisce a Robert Taylor Homes: il ghetto più malfamato della città. Davvero facile, in quell’ambiente, cadere nella “trappola” della criminalità e della violenza. Charles, poi, intelligente com’è, attira subito l’attenzione e riceve ben presto e ripetutamente il terribile invito a unirsi a una gang del quartiere. Nonostante questo “Chuck”, così lo chiamano, trova sempre la forza di rifiutare. A dargli speranza è infatti arrivata nella sua vita una grande scoperta: tramite un sacerdote e una famiglia, proprio in quegli anni, conosce i giovani del Movimento dei focolari.

lunedì 20 febbraio 2012

Beirut: “UNIGHT” your talents SHOW


Saturday, 3 March 2012 from 20:00 until 23:00
USEK- John-Paul II Amphitheater - BEIRUT, LEBANON
“Unight” your talents SHOW is a fundraising event for the Youth 4 a United World – Focolare Movement who wish to attend the Genfest – www.genfest.org
It is an artistic evening with songs, dances, plays & many other acts.
Come & Have Fun 4 A Good Cause!

Un capitale di... rifiuti

Quando qualcuno ci ferisce, come reagire?
Stamattina appena sveglio mi sono trovato ad affrontare una situazione non facile: il dialogo con qualcuno mi aveva messo fortemente e brutalmente in evidenza tutto quello che io non sono capace di fare. Con le forze che ho potuto raccogliere ho fatto in modo che l’altro non si accorgesse che mi aveva ferito.
In quel momento una finestra si è aperta in me ed ho respirato aria nuova, mentre una calda luce cambiava la mia visione della realtà.
Nella mente si andava componendo un’idea che velocemente produceva gioia, libertà e stupore. Ho detto a me stesso: «Con tutta la sincerità devo mettere sulla tavola i miei difetti, i miei limiti. Dire chiaramente a chi mi sta vicino quello che non so fare. Così ciascuno può sapere che anch’io sono consapevole di ciò che mi manca. E se anche gli altri facessero la stessa cosa? Con i nostri difetti potremmo costituire un capitale di “rifiuti”, di roba da scarto, e sono certo che questo è quello che ci manca per compiere la tremenda battaglia che ci sta dissanguando tutti».
Poi ho comunicato quest’idea e dal sussulto di chi mi stava davanti, mi son reso conto che il successo è misteriosamente assicurato da questo potente capitale di rifiuti.
Vedremo!
Tanino Minuta

domenica 19 febbraio 2012

Scholarship competition for a research project

The International Association for the Economy of Communion (AIEC) has made a scholarship available for a research project, which will last a year
Upon instruction of the International Commission for the Economy of Communion (EoC), the International Association for the Economy of Communion (AIEC) is giving a one-year scholarship for a research project (renewable for a second year). The objective of this project is to assess the impact that the aid projects carried out by the shared profits of the EoC businesses in favour of the poor.
Requirements:
The competition is aimed at young people who are attracted by the goals of the EoC project and, at the same time, who also have acquired, through their studies, competences in empirical research and quantitative analysis, as well as a proficient knowledge of English. It would be preferable (but not indispensable) to have a Doctorate in research or, alternatively, a specialized degree in social sciences with a quantitative approach.

Perché la mia vita è così difficile?

«Sono cresciuta in una grande famiglia di dieci figli. Ma, in realtà, quella era la casa dei miei nonni che mi hanno preso con loro quando ero ancora piccola, e mamma e papà, che erano alcolisti, sono andati via. Da questa famiglia, unita e piena di fede, ho ricevuto tanto amore. Ho scoperto a 6 anni che quelli con cui vivevo erano i nonni quando papà e mamma sono tornati a prendermi.
Non sono riuscita ad accettarlo: stare con loro era molto duro, soprattutto perché litigavano quasi ogni giorno sotto l’effetto della birra. In casa i rapporti erano difficili e un giorno sono scappata per tornare ad abitare con i nonni.
Con loro stavo bene, anche se avevamo solo il necessario per vivere. Mi davo da fare, lavoravo durante le vacanze per aiutarli a pagare le mie spese della scuola e tutto il resto. Ma sapendo che i miei genitori non facevano la loro parte, cresceva in me un odio molto grande: a scuola vedevo i genitori degli altri ragazzi e mi facevo tante domande, e le facevo a Dio ogni volta che andavo in Chiesa: perché la vita per me era così difficile?
Mi chiudevo sempre di più in me stessa… Papà e mamma mi sembravano nemici. Quando sono entrata all’università, con questo profondo rancore nel cuore, il confronto con gli altri ragazzi è stato ancor più difficile…

sabato 18 febbraio 2012

Let's Bridge

Helping discover the big picture

I was teaching at a college near Boston. One day I returned an exam to my class. One student was not very happy with the result: her grade was very low. When I asked students for comments, she “attacked” me; according to her, it was my fault that she had done poorly on the test. I asked her a few questions that prompted an even stronger negative reaction from her. I found myself becoming defensive and getting angry. Her reaction was getting too personal. I was thinking “Who do you think you are?” and the like. But then another thought came to mind; I have to take the initiative in loving, even in this tense situation, because Jesus tells me “Whatever you did for one of these least brothers of mine, you did for me” (Mt 25:40), which in this case meant, “I was distressed, depressed and angry and you listened to me.”

War Horse


È tornato Steven Spielberg con un racconto-fiume, di oltre due ore, che ricorda il grande cinema avventuroso americano dalla fotografia stupenda di praterie, montagne e di stagioni; con i volti dei personaggi caratterizzati plasticamente (la madre energica, il figlio sognatore e deciso, il padre testardo, la ragazzina romantica, il contadino nonno affettuoso, e così via…) e la voglia di raccontare una storia di affetto tra un ragazzo e il suo cavallo negli anni della Prima guerra mondiale. Era da tempo che quel gran narratore di Spielberg si faceva aspettare per regalarci nell’ultima mezz’ora la cavalcata di Joey, il cavallo nero, sopra ogni barriera: vero momento di forza selvaggia, inno alla libertà naturale. Tutto il resto del film, spettacolare e piacevole, passa in secondo piano rispetto a quella corsa in cui il cavallo sembra trascinare con sé uomini e cose, la storia e il mondo, per superarli. Bellissima. Come l’omaggio finale, ombre scure al tramonto, a John Ford. Val la pena, almeno per questo motivo, non perderlo. Bravissimi gli attori: Jeremy Irvine, Peter Mullan, Emily Watson, Nierls Arestrup e tanti altri.
Mario Dal Bello

venerdì 17 febbraio 2012

Encontro de Carnaval em Bacabal!


Everyone has a story: What’s yours?


“This was the car I owned while attending college. Being a poor college student, I was thankful I didn’t have to fill the tank that often”.
“Little did I know when buying my Camry in 1994 that a few years later, I would adopt a little girl born in 1994, and now many years later that girl born in 1994 is driving my 1994 Camry. She’s 17, but the Camry has 235,000 miles on it”.
This is only a microscopic part of the complete set of stories that Toyota is collecting on a specific website about one of the most important vehicles they produced.
This commercial, presented during the last Super Bowl, shows a different face of a Camry, a cult on which millions of people every day lived and live several beautiful moments of their path. We don’t find information about engines, gear, design, prices. On the contrary, we reflect about our car, a treasure chest in which we can find old stories, memories, forgotten meetings…

Terrore degli esami

Mi sono iscritto alla facoltà  di Filosofia e sono felice e curioso di scoprire nuove realtà, incontrare amici diversi, approfondire il mondo del pensiero… Nello stesso tempo, però, per la mia timidezza, sono angosciato fin d’ora all’idea degli esami. Il terrore degli esami mi ha già fatto fare delle non belle figure a scuola, impedendomi di manifestare quanto so e riuscendo solo a cavarmela e a superarli senza grandi risultati.  Ed ora che di esami ne dovrò passare molto, che posso fare? E., Palermo
Quando ho sostenuto il mio primo esame all’Università, dopo una notte insonne e un inutile e continuo cercare di autoconvincermi che era una cosa semplice, sono arrivato davanti al professore nervosissimo e in pieno stato confusionale. Così, alla sua prima “impegnativa” domanda su come mi chiamassi, non riuscii a rispondere e me ne andai velocemente.
La timidezza aveva giocato il suo ruolo in questa mia fuga, ma non era la sola causa. Mi resi conto, infatti, di aver investito troppo su quel momento, quasi che da quell’esame dipendesse la mia vita. Analizzando, poi, i miei pensieri dei giorni precedenti, notai un intrecciarsi di realtà che trasformavano un esame universitario nella “resa dei conti” della mia vita. Sentivo che dovevo superarlo perché non potevo permettermi di far durare troppo il tempo degli studi; che dovevo superarlo bene perché così tanti si aspettavano da me.

giovedì 16 febbraio 2012

Croatia: we set off with renewed energy

The meeting of the Economy of Communion (EOC) Commission of Eastern Europe ended at Mariapolis Faro: a Summer School for young people will be held here in 2013 and a large meeting for all of Europe in 2014
The young people present: “The next 20 years will see us active”
The participants at the extended meeting of the Commission for the EoC in Eastern Europe, gathered last week at the little town of Faro, Croatia. They left full of enthusiasm and enriched by the communion that each one contributed to.
They went back to their respective nations after this important and committing appointment together. Luigino Bruni was able to underscore in these two days how the life of communion is not easy, that the EoC is a vocation, and that it is impossible to live it for a long time without an on-going formation.
For this reason, in 2013 a Summer school will be held here at Faro for young people, while in 2014 a Congress for the EoC for all of Europe will be held: in the meantime, we need to keep working, each one in their own country, to support and spread the idea of communion in economy. "I feel reborn: full of hope in believing and in loving," said Eva, from Hungary, expressing the impression of many others at the end of these days.

Varsavia: Annuncio del Genfest alla Radio

“Carissimi,
Un saluto pieno di gioia da tutti noi della Polonia!!
Ultime settimane abbiamo vissuto nel freddo che arrivava a -25° C – che avventura! Però nei nostri cuori manteniamo sempre accesa la fiamma dell’amore reciproco! La alimentiamo sfruttando la strada dei 10 passi che stiamo facendo preparandoci al Genfest!
In questi giorni abbiamo avuto anche la possibilità di annunciare dai tetti l’evento di quest’anno! Siamo stati invitati da una stazione radio, per tenere una trasmisione di due ore, dedicata ai giovani. Abbiamo presentato il Genfest 2012, la nostra storia, quella del Movimento dei Focolari, di Chiara Luce! Ma non solo! Quasi un ora abbiamo fatto un dialogo con della gente che stava chiamando al telefono durante la trasmissione.
Ci hanno chiamato dei giovani che chiedevano come trovarci, come poter partecipare al Genfest, come mettersi in contatto coi Giovani per un Mondo Unito (GMU). Ci ha chiamato anche un ragazzo ebreo chiedendo, anche lui, di poter partecipare al Genfest. Una ragazza ha voluto chiamarci per dire che la sua mamma le aveva appena fatto notare questa trasmissione e stava ascoltando con molta attenzione ed entusiamo – anche lei vuole stringere i contatti con noi!
Per noi tutti è stata una forte esperienza di amore reciproco che portava all’unità! Tanti dei nostri amici giovani ed amici ci hanno fatto un grande tifo e dopo uno di loro ci ha anche scritto: ‘è stata una meraviglia!’
Sì! Per noi è stata la prima occasione di annunicare il Genfest al largo ed infiammare il cuore di tanti giovani! Così vi assicuriamo che ci siamo, ci stiamo ed andiamo avanti nel vivere per il Genfest!!!
Dalla Polonia,
Agnieszka, Robert, Ania, Ola, Magda, Ania, Gosia, Michał, Basia, Mateusz, Teresa, Max, Edyta, Frantisek”

mercoledì 15 febbraio 2012

PRODUCTION VALUE

A Glimpse of Roland Joffe’s war epic, “There Be Dragons [2011]”
CAUTION: NO DRAGONS were hurt during the production of this film or the construction of this review.
This is not a tale about castles and princesses, valiant knights or oversized ponies. It’s not even about vampires, diabolical villains or their cronies, nor is it situated in medieval dungeons or as the title suggests, about dragons. But this movie does stray from the norm. It backs up a bit (about 70 years ago, into the Spanish civil war) and takes us over uncultivated, uncharted territory filled with atrocities as beastly as fire-breathing, untamed dragons.
A few tips I’m pretty sure this one was never on your “movie radar,” so don’t expect too much – this is not your usual boom and “bling” movie. Keep away from the “critics” and refrain from asking people how they liked the movie. Stop being a skeptic because you don’t need the opinion of others to make it a good film – give it a chance, what’ve you got to lose? Don’t watch it alone. Who will listen to you and comfort you as you rant about how you hate the movie or wake you up during the good parts when you doze off unintentionally? But seriously, movies are simply meant to be enjoyed with a friend.

MASCHERA LE DIVERSITA’ - festa di Carnevale

I Giovani per un Mondo Unito, l’a.s.d. Calicanto onlus e l’associazione le Buone Pratiche onlus, vi invitano ad una festa di Carnevale con compagni di studio, ragazzi in carrozzina, colleghi di lavoro, e tanti altri ancora.
Una festa diversa dal solito: con tanto divertimento, e con le maschere, ma senza le maschere dell’egoismo e dell’indifferenza.
Un’occasione per trascorrere un pomeriggio non PER gli altri, ma CON gli altri, senza buonismo né assistenzialismo, ma con amore. Un’opportunità per costruire nuove amicizie: MASCHERA LE DIVERSITA’!
Porta con te una macchina fotografica, e scatta foto: ci sarà un concorso fotografico durante la festa. Ti spiegheremo i dettagli quando verrai!!!
L’ingresso è completamente gratuito

martedì 14 febbraio 2012

Street Light at Genzano

In Portugal: What Makes the Difference

The secret to being fulfilled, protagonists of the present and builders of the future. Seven hundred youth gather from all over Portugal for a day dedicated to the living Word.
Do you want to know what makes the difference in life? Basing it on living the Word. This is what the gathering was all about, which brought together 700 youths, many of them very young, from all over Portugal, at Our Lady of Boa Nova, a few kilometers outside Lisbon.
Some arrived the day before from the Azores Islands and Madeira. The faces of those who got off the buses coming from the north were weary and sun-burnt following the four or five hour-long journey. But at eleven o’clock when the doors of the auditorium were opened, the meeting hall was quickly filled with a very lively and attentive audience. Everyone was “in sync” as the opening song proclaimed.
Those who had invited them and had prepared the program filled with singing, choreography, testimonies and reflections, had worked for months on end, during one of the busiest periods at most universities her in Portugal when exams are in full swing. And here is another reason why this auditorium of 700 youths was rather extraordinary. Some of them would have to face exams in the coming days, and some had postponed their exams in order to attend at the event.

Centro Luce – Sant’Anastasia

L’esperienza dei GMU di Sant’Anastasia è nata diversi anni fa ed è andata consolidandosi nel tempo dando vita ad un attivo gruppo di giovani uniti dal desiderio di rendere possibile il sogno di un mondo unito. Ed è proprio da questo spirito che è nato e cresciuto, in ciascuno, il desiderio di voler incidere maggiormente sul nostro territorio, di essere concretamente presenti nella nostra città avendo, però, al tempo stesso il cuore aperto sul mondo intero.
Sentivamo, innanzitutto, l’esigenza di avere un luogo fisico dover incontrarci.  La ricerca è stata lunga e consapevole. La stanchezza, a volte, era tanta e, soprattutto, gli elevati costi d’affitto ci sembravano davvero insormontabili… ogni volta, però, ci ricordavamo che era Dio che avrebbe dettato i tempi e che dovevamo avere fiducia in Lui. Una sera, ad un incontro, quando proprio la ricerca sembrava essere diventata estenuante, ci dicemmo con forza che avrebbe Lui scelto il momento giusto  perché la nostra ricerca portasse frutto: il giorno dopo eccoci chiamare da un’agenzia immobiliare. Era proprio il posto che cercavamo: una sala luminosa, al centro del nostro Paese,  su due livelli, versatile… insomma bellissima!

lunedì 13 febbraio 2012

"Economy of Communion" @ United Nations

3 February, during the UN Conference on Eradicating Poverty
During a splendid sunny day, with unusually mild temperatures for New York City at this time of year, on Friday, 3rd February, our much anticipated event of the Economy of Communion (EOC) was held at the United Nations. Together with the different speakers, we arrived in New York from all over the world (Alexis from Burundi, Claudia from Brazil, Nikko from the Philippines, Elizabeth from Boston, John and Dan from Indianapolis, and other young people from Boston and New York City) between 1st – 2nd February, just in time to decide together the last details of the program and to be in tune. The forum that was assigned to us was one of the main meeting halls, with a lot of space and two big screens for our Power-point presentations.
About 50 people participated, among whom 20 representatives from various NGOs and UN delegates of different nations. The event was organized by New Humanity, the non-governmental organization that represents the Focolare Movement, with general consultative status to the Economic and Social Council of the UN (ECOSOC). It is not easy to specifiy which nations were present, but for certain there were representatives from Africa, Europe, the Caribbeans and North America. In his excellent introduction, Archbishop Francis A. Chullikatt, Delegate to the UN for the Permanente Observer Mission to the Holy See, underscored the importance of promoting an integral human development at all levels today, drawing from various points of the encyclical Caritas in Veritate.

Libertà di pensiero

«Non so che direzione dare alla mia vita universitaria. Spinto dal proposito di rimediare alla “gioventù bruciata”, mi sono iscritto alla facoltà di pedagogia ma ho trovato solo della contro-educazione e un’assenza di veri valori».
V. A.
Il desiderio di impegnarsi per qualcosa di grande e di utile può spingerci verso una certa carriera, ma non sempre l’ambiente universitario risponde alle nostre aspettative e si può essere tentati di rinunciarvi. Con lo slancio che è evidente nella tua lettera, qui molto sintetizzata, sono certo che riuscirai comunque a restare fedele alla tua genuinità e decisione nel percorrere strade di cui sei convinto, coltivando valori in cui credi, al servizio del prossimo.
Nell’affrontare la scelta concreta, per capire in quale settore potresti veramente donarti, cerca di confrontarti con chi ti conosce bene e anche con chi è già su quel cammino, per vagliare le reali possibilità.

domenica 12 febbraio 2012

Sassone, Rome: Let’s Bridge

Around 70 of us gathered in Sassone, a small town in the suburbs of Rome – just a 20-minute train ride from Rome Termini (Central) Station, for a review of the upcoming Genfest contents. Some have come from Budapest; the beautiful city where this international event is going to be held from 31st August to 2nd September 2012. Others from Slovakia, Germany, Portugal and Italy, along with a good representation of extra-European continents: Japan, Argentina, Brazil, Korea, Philippines, Mexico and USA.
This gathering that started on Friday evening and concludes today, has had a quite unusual setting: an awe inspiring snowfall has transformed the premises into fairy tale environment. The atmosphere within the meeting hall is equally beautiful due to the awe inspiring for the strong desire for true and deep relationships based on a constant effort to welcome and listen to one another.
After all, this is what the Genfest is all about: building a united world is possible!
So “Let’s Bridge!”

Befana solidale

Avevamo pensato di organizzare un’attività intitolata “Befana solidale”: donare ai bambini delle famiglie povere del nostro paese, dolci e giochi. Visto che non riuscivamo ad acquistarli, avevamo pensato di chiederle a varie industrie dolciarie e la risposta era positiva! Infatti, alcune aziende dolciarie ci hanno inviato dolci gratuitamente. Sia per motivi di tempo che per motivi di quantità (i dolci non sarebbero stati sufficienti a coprire tutte le esigenze) allora, abbiamo pensato di mettere in circolo l’amore: "gratuitamente avete avuto, gratuitamente avete dato". Abbiamo saputo che i giovani di due parrocchie del nostro paese avevano avuto la stessa idea. Per questo, confrontandoci fra noi, abbiamo deciso di donare, per metà, i dolci che ci erano stati regalati, permettendo loro di donarli ai bimbi più bisognosi.
Ma com’è la storia della befana?