giovedì 20 dicembre 2012

A Natale fai posto a un pellegrino

Di Sara Fornaro
fonte: Città Nuova
Quarantamila giovani arriveranno a Roma da tutta l'Europa per la tappa italiana del "pellegrinaggio di fiducia sulla terra" organizzato dalla comunità di Taizé. Mancano oltre diecimila posti e la Curia romana si appella alle famiglie: bastano due metri quadrati sul pavimento e la colazione
Le prenotazioni hanno superato ogni attesa: sono circa quarantamila i pellegrini che, da tutta Europa, arriveranno a Roma per partecipare alla tappa italiana del "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra" lanciato 35 anni fa da frère Roger, fondatore della comunità di preghiera di Taizé. Dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio 2013 la capitale sarà animata da giovani e meno giovani che vogliono vivere un momento spirituale intenso.
Molti degli alloggi sono già stati trovati e, in barba al freddo e a chi crede che le vacanze di Natale significhino solo relax e regali, molti pellegrini dormiranno in camerate senza riscaldamenti e senza docce e senza lamentarsi perché ciò che conta - per loro - è fare un'esperienza di preghiera e di condivisione.
Tante sono state finora le espressioni di generosità, ma in questo periodo di crisi i romani sono chiamati a fare uno sforzo in più. Mancano infatti all'appello ancora oltre diecimila posti. Ecco perché il vicariato di Roma e la comunità di Taizé stanno lanciando appelli alle famiglie affinché aprano le porte delle proprie case per accogliere i pellegrini.
La casa è piccola? Non c'è spazio? Niente paura: bastano due metri quadrati di pavimento libero, in una casa ubicata tra Roma e dintorni, e la possibilità di offrire una semplice colazione per trasformare anche l'abitazione più modesta in un centro di accoglienza e di generosità.

mercoledì 19 dicembre 2012

An award for the Hungarian Y4UW

The Hungarian Ministry of Human Resources has given a certificate of merit to the Youth for a United World (Y4UW) in Hungary in recognition for their work in organizing the Genfest in Budapest.
It’s not every day that you go to a Government Ministry to receive official recognition. This is what happened to the Hungarian Y4UW after they had worked so hard, all year round, at organizing the Genfest in their own country. It was a huge event that took place from 31st August to 2nd September 2012. It drew together 12,000 young people from all over the world. Among them, there were 2,000 from Hungary. Rita and Agoston, among the key figures, shared with us all about what happened during the award ceremony that took place at the end of November.
What was the prize for? “At the beginning of October the Hungarian Ministry for Human Resources sent us a message saying: in recognition of our professionalism at the Genfest, the Focolare’s Youth for a United World were to be given a certificate of merit. We were both surprised and happy and the news spread like wild fire among the young people of the Movement. Through the acceptance of our candidature, the Minister conveyed his recognition through an award. This award ceremony took place on 20th November on the Universal Children’s Day.”
The nomination of the Youth for a United World had come from a person within the Ministry along with the State undersecretary of Ministry for Family, Miklós Soltész. Rita and Agoston continued saying: “Both of them were present at the Genfest opening ceremony and they were touched by the dynamism, enthusiasm and sense of fraternity among the young people.”

martedì 18 dicembre 2012

Un premio ai Giovani per un Mondo Unito ungheresi

 
Il ministero delle Risorse Umane della Repubblica ungherese riconosce con un attestato di merito il lavoro svolto dai giovani ungheresi per la realizzazione del Genfest a Budapest.
Non capita tutti i giorni di varcare la soglia di un ministero per ricevere un riconoscimento ufficiale. È successo ai Giovani per un Mondo Unito (GMU) dell’Ungheria, che per un anno e più hanno lavorato sodo nel loro Paese, per la realizzazione del Genfest, il grande evento che ha radunato nella capitale ungherese 12.000 giovani da tutto il pianeta, dal 31 agosto al 2 settembre 2012. Tra questi, 2000 erano ungheresi. Rita e Agoston, tra i protagonisti, ci raccontano del premio ricevuto alla fine del mese di novembre.
Perché questo premio? «All’inizio di ottobre il Ministero delle Risorse Umane ungherese ci ha inviato un messaggio comunicandoci che, come riconoscimento della nostra professionalità, dimostrata al Genfest, veniva assegnato ai Giovani per un mondo unito dei Focolari un attestato di merito. Siamo rimasti sorpresi e contenti di questa notizia che si è rapidamente diffusa tra i giovani del Movimento. Il ministro, accettando la nostra candidatura, premiava la sezione giovanile del Movimento dei Focolari invitandoci alla premiazione, che si è svolta il 20 novembre in occasione della Giornata universale dei diritti dell’ infanzia».
La nomina dei GMU è stata proposta da una persona del Ministero che, insieme al sottosegretario di Stato per la famiglia e i giovani, Miklós Soltész, era presente all’apertura del Genfest. «Entrambi – continuano Rita e Agoston – erano stati impressionati dal dinamismo, l’entusiasmo e l’esperienza di fratellanza vissuta insieme ai giovani».

Presentazione dello United World Project e raccolta firme

Un'azione organizzata dai giovani per un mondo unito (GMU) di Caserta insieme all'associazione Focus Focolari Coordinamento Caserta per la promozione e la raccolta firme a sostegno del progetto United World Project.



Questa iniziativa si è inserita nell'ambito della XVIII Marcia della Pace svoltasi a Caserta domenica 9 dicembre 2012.

Il giovedì 13 Dicembre, c'è stata un'altra raccolta organizzata dai GMU di Casoria. 


Il materiale per la raccolta firma 
è a disposizione a www.unitedworldproject.it.

lunedì 17 dicembre 2012

Augsburg: "Let's bridge" con i bambini


“Ciao a tutti!
“Let’s bridge” va avanti!
Ad un raduno di tutti noi giovani dopo il Genfest veniva fuori il desiderio di fare un’azione concreta per continuare a costruire ponti.
Sapevamo di una casa per i rifugiati ad Augsburg dove c’era bisogno di un programma pomeridiano per i bambini. Così ci troviamo ogni seconda domenica del mese e dopo un piccolo pensiero, che ci ricorda il perché del nostro agire, ed il pranzo preso insieme, andiamo lì per passare il pomeriggio con ca. 30/40 bambini.
Ci accorgiamo delle diversità di cultura, ma l’amore va oltre e ci fa diventare creativi per esempio nel
cercare le canzoni che vanno bene sia per i cristiani, sia per i musulmani o dei giochi che vanno bene sia per i grandi sia per i piccoli. A fine programma siamo morti ---- perché hanno tanta energia e si deve sempre stare dietro a loro --- ma felici. Non parliamo del nostro ideale di fraternità universale o di cose spirituali, ma costatiamo come il nostro modo di essere, di fare le cose, parla. Si vede infatti dall’attesa gioiosa dei bambini per il nostro ritorno fra loro; con che slancio cantano una canzone che li abbiamo insegnato; nel rapporto costruito con loro.
Il nostro progetto ha appena cominciato, ma già si vede questi piccoli frutti che ci spronano di andare avanti per contribuire ad un mondo sempre più fraterno.
Contate sulla nostra vita per l’unità
Claudia, Ludger, Ideale con i GMU di Ottmaring, Augsburg”

sabato 15 dicembre 2012

Cagliari: nelle carceri di Buoncammino

In Sardegna un gruppo di giovani per un mondo unito si organizza per portare il Vangelo all’interno di un carcere. Un “frammento di mondo unito” in costruzione. 
Con alcuni Giovani per un Mondo Unito abbiamo iniziato un’esperienza speciale nelle carceri di Buoncammino, a Cagliari (Italia). C’è stata data la possibilità di fare un’ora di catechesi con i detenuti. Ci siamo suddivisi, chi al braccio sinistro, chi nel carcere femminile, chi come me nell’alta sicurezza. Era un’occasione per dedicare del tempo a queste persone, “altri Gesù”, che per la loro condizione non ti passano accanto e che in situazioni normali non incontreresti.
Entrare in carcere è entrare in una società completamente differente, un piccolo mondo in miniatura, con i suoi ritmi, problemi, abitudini. Un detenuto inizia a perdere il contatto diretto con il mondo all’esterno; molte volte i rapporti con amici e familiari si annebbiano e taluni sprofondano in solitudine, mentre all’interno di questo mondo, ci si trova circondati da persone con vite affini… si formano così nuove amicizie, nuovi rapporti; tanto che, se la pena è a lungo termine, la vita non è più all’esterno ma dietro quelle sbarre.
Quando si ascolta a fondo un detenuto, si aprono storie, problemi, vite non tue, e si capisce quanto sia importante la libertà e quanto difficile sia viverla bene in questo mondo.
Dentro ho incontrato persone normali, simpatiche, forse anche furbe… ma a ripensarci ci si accorge che le persone così le trovi anche fuori da un carcere. Ti chiedono, “perché sei venuto in carcere? Chi te lo fa fare? Perché non te ne stai in giro ed esci con gli amici? Fai altre cose sicuramente più belle?”. La risposta è stata semplice: ho spiegato che se fossi un detenuto mi farebbe piacere che qualcuno venisse a trovarmi, anche solo per spezzare la routine settimanale.
Scopro così che l’amore gratuito e disinteressato non è scontato, anzi è praticamente inesistente per alcuni di loro: ad un gesto di amore o di cortesia deve perlomeno seguire il rispetto se non la gratitudine.
Rientrato dal Genfest che si è svolto a Budapest, portavo in mente un pensiero ascoltato in quei giorni: “Se non lo cambi tu il mondo chi lo farà al posto tuo?”. Ritrovarci con i detenuti, dopo quella straordinaria esperienza di fratellanza universale, mi ha meravigliato un po’. È calato il silenzio mentre con i miei amici raccontavamo le nostre varie vicissitudini: dal viaggio in pullman, al cibo, alle esperienze vissute; loro ascoltavano e intervenivano interessati. Così tentati dal voler dare tutto di questa esperienza, parliamo del World United Project e chiediamo loro: “Secondo voi un mondo unito dove l’amore disinteressato per il fratello, che sorpassa le religioni, le culture, è possibile?”. Si è acceso un dibattito abbastanza movimentato.
I frutti non sappiamo se ci sono già stati o se ci saranno; non sappiamo se un ragazzo tra loro ha deciso di collaborare con la giustizia dopo averci conosciuto e nemmeno come finirà. Questa esperienza ha portato qualche frutto già nel mio animo e ha rispolverato le mie convinzioni di essere giovane per un mondo unito. È un frammento di mondo unito che si fa realtà.
(Luca Pani, Cagliari – Italia)

Sant’Anastasia: Mercatino di Natale

I Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Sant’Anastasia domenica 16 dicembre, dalle ore 8.30 alle ore 20 saranno in Piazza Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia con una iniziativa chiamata “Mercatino di Natale”
Ci scrivono:
[abbiamo voluto dare la possibilità, ai nostri concittadini, di vivere un clima di famiglia e, per chi lo desidera, avere la possibilità di fare regalini spendendo poco... è un modo di far vivere questo momento di crisi in maniera propositiva.
Nelle scorse settimane in tanti ci hanno aiutato donandoci tante cose... ora è il momento di mettere tutto in circolo!
Il ricavato della iniziativa andrà per il finanziamento di 2 progetti:
- l'acquisto di un eco-scanner per lo “Zia Angelina Health Centre” di Kampala (Uganda);
- per sostenere il “Progetto Città” (la creazione di un Centro giovanile permanente intitolato a Chiara Luce: Centro Luce).
L’evento è patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia.
Ci saranno tanti stand:
  • fai da te;
  • oggettistica varia;
  • libri;
  • dolci e biscotti;
  • United World Project e Genfest.
Ci sarà anche la possibilità di assistere a diversi spettacoli di marionette e ci sarà la possibilità di salutare Babbo Natale, facendo lasciare la letterina ai bambini o facendo una foto con tutta la famiglia!
Insomma, un momento di famiglia da vivere insieme.... speriamo di vedervi in tanti!
Vi saremmo grati se poteste far circolare la notizia!
A prestooooooooooooooooooooooo!
I Giovani per un Mondo Unito di Sant'Anastasia]

venerdì 14 dicembre 2012

Trieste: 2° Memorial per Francesco Pinna


 
Ciao,
volevo aggiornarvi che i Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Trieste ripartono... sulla scia e la grande carica del Genfest, siamo pronti a continuare a lavorare per il mondo unito impegnandoci con tanto entusiasmo nel nostro locale... la prima iniziativa a cui partecipiamo è  il memorial Francesco Pinna, il torneo di pallavolo in ricordo del ragazzo morto a causa del crollo dell’impalcatura allestita per il concerto di Jovanotti. Da qualche settimana è iniziata l’organizzazione della seconda edizione del torneo, la giornata prevista è sabato 15 dicembre dalle ore 9 fino alle ore 17. Avendo partecipato alla prima edizione, vi posso garantire che il torneo è una bellissima occasione sia per ricordare la figura di Francesco, un giovane che nel suo breve arco di vita ha donato tanto amore agli altri, in particolare ai ragazzi con disabilità, sia un momento piccolo, ma allo stesso tempo importante di esserci e di vivere nella nostra realtà locale. Il torneo, di livello amatoriale, è organizzato dall’associazione calicanto, associazione in cui Francesco faceva volontariato. Al momento hanno aderito varie squadre di realtà molto diverse tra loro: isituzionali (assessori e consiglieri comunali, polizia municipale ecc…) aziendali private (Illy caffe, wartsila, siot, trieste trasporti, generali ecc…) e associative ( calicanto, fondazione otta Lucchetta, makoto, gesuiti ecc…). Ho avuto l’occasione di partecipare alle prima riunione organizzativa, e vi posso dire che è stato proprio un bel momento d'incontro e consentitemi l'azzardo di piccolo mondo unito a livello locale, si è sentita la voglia e il desiderio, da parte di tutti i partecipanti, di esserci e voler dare un qualcosa di proprio per la riuscita di questo torneo ricordando nel migliore dei modi Francesco.
in allegato trovate il poster della manifestazione molto bello.
un caro saluto
Gianluca

giovedì 13 dicembre 2012

Torreón: “I chose to forgive”

Willie lives in Torreón, an area of Mexico in the grip of drug trafficking. He is committed, together with the Youth for a United World (Y4UW), to building relationships of fraternity.
Willie, speaking to 12,000 young people at Genfest 2012 in Budapest, said: ‘Violence has taken hold of Mexico because of drug trafficking. Fear, hatred and lack of trust have spread over many of our cities. Families have been threatened and had to hide or flee to other cities. There is gang warfare among groups wanting to control areas of the city. Many innocent young people die in bars and clubs and in other public places.
‘One of the young people killed was my cousin Mauricio. He was on his way back from the opening of a new bar when he and other young people were killed by a group of “druggies” who shot into the crowd.
‘It was a terrible shock for me and I was dismayed and angry. Two days later, during a family reunion, a relative came in telling us he was pleased justice had been done. The bodies of 10 young people had been found – thought to be those guilty of the shootings. I felt even worse about this because, however bad the provocation had been, it was obvious that revenge and hatred could not put things right.
‘I could choose between starting to hate or breaking the cycle of violence by forgiving. I chose to forgive. Even though I would never see my cousin again, I could go on building relationships of fraternity with everyone around me.

mercoledì 12 dicembre 2012

Napoli: Il Mondo che vogliamo

Carissimi,
vi scriviamo a proposito di un’occasione veramente unica che le Nazioni Unite offrono a tutti noi.
Come molti di noi sapranno, i primi 15 anni di questo secolo stanno vedendo l’attuazione di alcuni “Obiettivi di sviluppo del millennio” (Millennium Development Goals), che hanno consentito di intervenire con efficacia contro alcune piaghe del pianeta, come l’analfabetismo, la mortalità infantile, la malaria, l’AIDS ed altre.
Avvicinandosi il termine prefissato, l’ONU sta ora lavorando agli obiettivi del Post-2015. A questo scopo si è svolta, nel giugno scorso, una conferenza a Rio de Janeiro, la Rio+20, nella quale sono state stabilite le tracce fondamentali da seguire. Sono stati individuati 10 temi globali, entro i quali l’Assemblea Generale dell’ONU programmata nel settembre 2013 preciserà le linee d’azione post-2015. Su questi 10 temi (ecco la novità a cui mi riferivo all’inizio) è stata aperta una consultazione mondiale, a cui chiunque può partecipare. Essa si svolgerà in due fasi: la prima, che si chiude il 31 dicembre di quest’anno, prevede che i singoli o i gruppi interessati ad intervenire scrivano una loro proposta su uno dei nove temi individuati, che sono i seguenti:
1. disuguaglianze
2. salute
3. istruzione
4. crescita ed occupazione
5. dinamiche della popolazione
6. amministrazione
7. conflitti e fragilità
8. sostenibilità ambientale
9. sicurezza alimentare e nutrizione
10. acqua

Youth Voices Post-2015


martedì 11 dicembre 2012

Phillippines: Typhoon “Pablo”


From a Valley of Tears to a Valley of Hope: The Compostela Valley (ComVal) Experience by Alvi Viadoy
A first hand experience from a Focolarino who visited the typhoon-ravaged Compostela Valley
December 8, 2012---About an hour away from the province of Compostela Valley, entering the town of Carmen, Davao del Norte, about 50 km. from Monkayo, we were already greeted by the aftermath of Typhoon “Pablo.” The river crossing the Pan-Philippine Highway overflowed due to the torrential rains that Typhoon Pablo poured over the mountainous towns of Davao del Norte and Compostela Valley forcing families to leave their houses while leaving crops and plantations under water. But this was nothing compared to what was waiting for us.
As we moved northward, one would see nothing unusual except for some trees with torn branches or otherwise battered leaves. Already dried after five days, they were falling in showers in the gentle breeze like those which we see in autumn. All seems naturally still.                 
We arrived at Nabunturan town, the town of a Y4UW and our friend named Yoyong. There were signs of houses and trees having been whipped by strong, tempestuous winds but still acceptable compared to what I’ve seen in my childhood. However, I noticed something unusual — all the people passing by, including those in the trucks and cabs had their noses covered. It was coming from the funeral parlour about a hundred metres away where bodies recovered in New Bataan are brought by rescuers, said a lady friend of ours, whose house lost 20 galvanized iron sheets which were blown away at the height of Pablo’s fury.

"Il Mondo Nella Mia Città"


Lo spettacolo "Il Mondo Nella Mia Città"
Dopo il Genfest - Let's bridge, appena tornati da Budapest forte era il desiderio di fare qualcosa, subito. Così, dall'oggi al domani, ecco il progetto: un concerto, tanta, tantissima musica e poche parole, quelle giuste. 
Poco tempo per le prove, per trovare la sala, per recuperare tutto il materiale necessario, per diffondere la notizia eppure il 17 novembre scorso eccoci, tutti schierati ai nostri posti. Un'ora e mezza di concerto: Coldplay, U2, Zucchero, Elisa, Scorpions ma anche qualche pezzo scritto da noi; il testo "Una città non basta" di Chiara Lubich a fare da sfondo al nostro viaggio. Un'obiettivo: aiutare delle famiglie in difficoltà economiche. Realizzato forse non nelle dimensioni che speravamo ma pur sempre raggiunto!

Possiamo dire che siamo impegnati su mille mila fronti: dopo il Genfest siamo tutti tornati "carichissimi", sono fioccate le proposte e i progetti ... perché arginarli? Fatta una prima rapida selezione ed accorpato quello che poteva essere accorpato ora ci stiamo organizzando per riuscire a fare tutto: dalla pallavolo fluo 3, ad un'attività insieme ai Ragazzi per l’unità....
Intanto proseguono gli incontri della Parola di Vita, ormai siamo un gruppo stabile di ... 21 persone!!! Alcuni di loro sono ci conoscevano da un po’, altri invece da poco. André, che fino a 2 settimane fa studiava a Torino, ora tornato in Brasile prosegue gli incontri con noi via Skype! ... Ieri abbiamo cenato assieme e poi ci siamo raccontati un po' com'è andato questo mese e tra una chiacchiera e l'altra è nata l'idea di vivere assieme il Natale con una veglia il 24! 

lunedì 10 dicembre 2012

Papa su Twitter: la Chiesa presente nel mondo digitale

Fonte: www.focolare.org                                                         Read this article in English


Il 3 dicembre, è stato presentato in Vaticano @Pontifex, l’account ufficiale di Benedetto XVI sul sito microblogging che conta con più di 500 milioni di utenti.
Se c’è qualcosa che caratterizza lo stile letterario del Papa è proprio la capacità di sintesi, di esprimere in poche parole contenuti profondi, essenziali. E allora perché non utilizzareTwitter creato proprio per esprimere un pensiero di senso compiuto rispettando il limite di 140 caratteri?
Sintomatico quanto lo stesso Pontefice scrive nel suo messaggio per la prossima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”. Ecco un nuovo senso da dare alle migliaia di tweet inviati ormai a valanga nella rete.

domenica 9 dicembre 2012

sabato 8 dicembre 2012

One of the most innovative and daring architects of the last 60 years


Oscar Niemeyer, the Brazilian architect who helped to shape the 20th century and mankind's vision of the future, died on Wednesday aged 104, according to Brazilian media.
National Congress, Brasilia
Contemporary Art Museum, Rio de Janeiro
Ariel Teplitsky, Toronto
Niemeyer died of respiratory failure in Botafogo hospital in Rio de Janeiro, the city where he was born in 1907, studied architecture and that he helped to shape with famous landmarks, such as the Sambadrome, notoriously modelled - like much of his work. But his influence spread much further to the design of the capital Brasília and many of its landmarks including the cathedral and Congress building. Overseas, he designed the United Nations secretariat in New York, the Communist party headquarters in Paris and Serpentine gallery summer pavilion in Hyde Park, London.
(...)
He won the gold medal from the American Institute of Architecture in 1970, the Pritzker architecture prize from Chicago's Hyatt Foundation in 1988 and the gold medal of the Royal Institute of British Architects in 1998.

venerdì 7 dicembre 2012

Vite che non muoiono mai

Il ricordo di Alberto Michelotti e Carlo Grisolia, il racconto di un’amicizia che diventa cammino e modello di santità
Ci sono vite che nascono per non morire mai. Ci sono vite che sembrano schiudersi appositamente per accogliere in sé un anelito di santità. Sono passati circa trent’anni dalla scomparsa di Alberto Michelotti e Carlo Grisolia, i due amici genovesi la cui causa di beatificazione è stata aperta nel 2005, che hanno speso le loro giovani energie per diffondere l’ideale evangelico del mondo unito, e di cui ancora oggi si parla come di modelli senza tempo.
Il loro operato era volto alla diffusione dei più genuini insegnamenti cristiani e la loro stessa amicizia non era di quelle superficiali, bensì era profonda, autentica e rinsaldata dalla uguale volontà di andare verso Dio, di "farsi santi insieme", come raccomandava Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, di cui entrambi facevano parte. Si può comprendere la loro levatura morale attraverso lo stralcio di una lettera che Alberto aveva scritto a Carlo, nella tranquillità della chiesa di S. Siro di Struppa a Genova: «In questo silenzio così bello mi sta rispondendo che non ci possiamo fermare, amare, amare tutti, spaccarci il cuore per fare uscire il vero amore, quello nato dal dolore. So, conosco, le mie, le tue debolezze, forse oggi stesso cadremo con la purezza, ma Lui mi chiede, ti chiede di continuare ad amare».

giovedì 6 dicembre 2012

Percorsi comuni tra musulmani e cristiani

Spazio ad esperienze che favoriscono l’integrazione e che stanno formando nuove generazioni al dialogo. A Brescia un passo avanti nel cammino comune.
Nadia e Kadija sono di due città del Nord Italia. I loro volti rivelano tradizioni etniche, religiose e culturali diverse. Italiana di nascita e tradizione cristiana la prima, musulmana tunisina la seconda. La loro esperienza di integrazione è nata sui banchi di scuola e ha portato a risultati insperati. Fra questi, la tesi di laurea di Nadia in Scienze politiche, sulle donne musulmane, con un approfondimento sulla questione del velo.
La loro è solo una delle esperienze raccontate il 25 novembre a Brescia, dove si sono dati appuntamento circa 1300 cristiani e musulmani per una giornata dal titolo “Percorsi comuni per la famiglia”, promossa insieme da Movimento dei Focolari e da varie associazioni e comunità islamiche.
Si è trattato di uno sviluppo dell’esperienza vissuta nella cittadella di Loppiano nell’ottobre 2010, quando 600 fra musulmani e cristiani di varie parti d’Italia, si erano incontrati per un momento di riflessione su percorsi comuni di persone di fede e tradizioni diverse. Il “laboratorio Brescia 2012” dice che il cammino verso la fratellanza universale tra persone di diverse religioni, a cui Chiara Lubich spronava decine di anni fa, ha fatto un balzo in avanti. Emerge, infatti, come siano ormai molte le esperienze che favoriscono l’integrazione, e che stanno formando generazioni al dialogo. Nel corso di una tavola rotonda, alla quale hanno partecipato due imam, Kamel Layachi di Treviso e Youssef Sbai di Massa, si sono toccati i problemi quotidiani che le famiglie di entrambe le estrazioni devono affrontare.

venerdì 30 novembre 2012

Cultural Night shows Brazil to the international delegates

Fonte: www.rio2013.com/en
Nov. 28, 2012

The erudite met the samba. The ludic, history, culture and the faith also were at the party. This is how we can describe the presentations at the Night Faith and Culture – Meetings between Brazilian Rhythms, last Tuesday at Espaço Tom Jobim.  
Two hymns were played at the opening of the performance by the Brazilian Young Symphony Orchestra. The first was the Brazilian Anthem to start the night and then the Hymn of the WYD Rio2013.
The official melody of the event went along with the Hail Mary, by Charles Gounod and Johann Sebastian Bach, played with a cavaquinho (string instrument like a small guitar). After the prayer, came the opera “ O Guarany”, by Antonio Carlos Gomes. The show had then “The Prelude”, by Franz Liszt. The night got the voice of Marlui Miranda who sang the Our Father in Tupi, which was the most spoken language at Brazilian seacoast in the XVI century.
The juvenile choir of Brazilian Symphony Orchestra performed O Trenzinho do Caipira, by Heitor Villa-Lobos and Ferreira Gullar. The show went on with the Brazilian culture O Cio da Terra, Asa Branca and Garota de Ipanema.
The apice was when the Bateria of Unidos da Tijuca Samba School (percussion) showed up, singing Cidade Maravilhosa , with “Mestre-sala” and “ Porta-bandeira”. The closing was made by Olivia  Ferreira and Guilherme singing the Official WYD Rio2013 Hymn.