martedì 23 ottobre 2012

The Work that Saves

There are 25 million unemployed in Europe, a number that is destined to grow in all probability in the next few years, unless something unexpected happens which is as yet undreamed. We should stop and reflect more on these flesh and blood numbers which can tell us many things and which could propel us into action to change things for the better. By not stopping on the surface of the phenomenon and getting to the bottom of these numbers, we would realize soon enough that the principal cost of an economic crisis is always the human one, especially in a deep, epochal one as is happening today. But the principle obstacle we meet with, is the lack of budgeting indexes or a currency able to measure it, to compensate for it, or often, even to see it. It doesn’t enter in the GDP, but it could be partially revealed only by observing real lives of people and the world of work.
The main components of this human cost, invisible but real, are two, both of which increase in times of crisis: Unemployment in the strictest sense, and the suffering born of having to do the wrong jobs in order to survive. About the first component, that is, unemployment costs, we know enough, but we don’t know everything and we don’t say everything: for example, the damage done in having an increasing number of young people out of work is hardly mentioned.  When this happens, it’s the young people who lose the most for lack of income, and for not being able to invest during their best and most creative years; but the business world also loses much because, in lacking young people among its work force, it cannot truly innovate, it doesn’t have enough enthusiasm, gratuity, need of future and hope.

lunedì 22 ottobre 2012

Facebook, il “continente” dei giovani

Sono un miliardo gli utenti che nel mondo si collegano al social network inventato da Mark Zuckerberg: una sorta di grande continente “abitato” soprattutto da ventenni.
“Segno di una ricerca autentica di incontro personale con l’altro...”

Il 14 settembre scorso Facebook ha raggiunto quota un miliardo di utenti, che si collegano almeno una volta al mese. S’impone una nuova geografia: nel mappamondo virtuale costituito da Internet – che vive ormai strettamente interconnesso al mappamondo fisico – Facebook assume le dimensioni d’un vero e proprio continente.
Anzi, per numero d’abitanti sarebbe il secondo continente al mondo, secondo solo all’Asia. Un continente giovane, con l’età media sui 22 anni. E un continente in grande espansione. Nell’America del Nord quasi la metà della popolazione ha un profilo Facebook, l’Oceania sta a ruota, poi segue il Sud America, quindi l’Europa con circa il 30 per cento degli abitanti, Asia e Africa sono i fanalini di coda.
L’Italia è all’undicesimo posto della classifica delle nazioni col maggior numero di utenti (con quasi 22 milioni e mezzo di “amici”), al primo posto gli Usa. L’ideatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha 28 anni, e un patrimonio stimato di più di 10 miliardi di dollari. Sul suo Facebook si fa di tutto: ci si scambia idee su come coltivare i pomodori, si fa politica, ci si fidanza e ci si separa, si fanno rivoluzioni, perché grande è stato il ruolo dei social network nella Primavera araba.

Cagliari: Note di Luce

Una breve ma intensissima esistenza che lascia ancora dietro a sè una scia luminosa, nella semplicità e nella gioia di abbandonarsi all'Amore.
A due anni dalla Beatificazione, i Giovani per un Mondo Unito ti invitano ad una serata artistica dedicata interamente a Chiara Luce Badano!
www.chiaraluce.org

venerdì 19 ottobre 2012

Un ricco nel Regno dei cieli? Difficile, ma non impossibile


Fonte: it.radiovaticana.va
(A cura di Fabio Colagrande) 

"I francescani non erano nemici della ricchezza in sé, erano anzi alleati dei mercanti. Credevano infatti che la ricchezza che viene fatta circolare, che diventa ricchezza produttiva, è un mezzo per combattere la povertà non-scelta". Luigino Bruni, ecomomista docente all'università di Milano-Bicocca, torna sulle parole di Benedetto XVI all'Angelus di domenica 14 ottobre. Il Papa, commentando il vangelo di Marco, ha ricordato che è difficile, ma non impossibile, per un ricco entrare nel Regno dei cieli e che molti nella Storia della Chiesa hanno usato i propri beni in modo evangelico.
"Senza una ricchezza 'condivisa' e usata 'produttivamente' per creare opportunità per gli altri - spiega Bruni - non si esce da nessuna forma di indigenza. Come i francescani anche noi dobbiamo condannare la ricchezza bloccata, rinchiusa nei forzieri, rispetto a quella che circola e crea produttività".
"Resta valida però - aggiunge Bruni - l'affermazione di Gesù che se il ricco non trova queste forme di condivisione e non fa dei suoi beni dei 'ponti', difficilmente entra nel Regno dei Cieli. La prima forma di 'povertà' del ricco che non sa condividere è l'incapacità di vedere l'importanza del Regno di Dio. Ma se la vede, si accorge che c'è un uso più bello dei beni quando vengono condivisi". "Le parole del Papa - conclude l'economista - sono di grande attualità: perché oggi, per superare la crisi, bisogna promuovere la ricchezza 'sociale', rimettere al centro della produzione il lavoro, tassare le rendite e non l'impresa. Solo così possiamo aiutare chi è povero".
Continua

Everything will never go back to normal


My name is Anjelo Noah Ordono.
Everything will never go back to normal, as what I keep telling myself few days before going back to Manila from Genfest and Y4UW Forum. Indeed, I am so much thankful for being part of the Focolare world now and I can feel that my life has changed pertaining to my new attitude, new outlook and new perspectives. I've become more aggressive on thinking, planning and doing things that are meaningful to the people around me, from starting to wash plates to help my mom ease her tasks up to the extent of giving much more contribution to community-based projects on my current job. Who I was on the day we left for Hungary and Italy is far different now from who I am today. Anyhow, I made a chart upon arriving on what I want to do with my life for the next 4 months.
Precisely, I will commit myself further to the Focolare world as much as God wants me to do so, because in here I believe my life and existence will be more meaningful especially that the people here have the same perspectives, so I want to live with them. And I pray the Focolare people would also want me to be part of their lives.

giovedì 18 ottobre 2012

Signature Campaign for United World Project - Raccolta firme per UWP


Trasmissione RAI 1 “A Sua immagine”: si presenta Marco Amato Bettiol

La trasmissione “A Sua immagine” ha ben pensato di dedicare una puntata al nostro Marco Amato Bettiol, proprio nella settimana in cui ricorrre il suo 2 anniversario in cielo!
La puntata andrà in onda:

sabato 20 ottobre 2012
ore 17.10
canale RAI 1

Chi non potesse vederlo, può accedere al sito RAI.it e cercare la puntata nei giorni successivi.
Vi chiediamo di dirlo a quanti pensiate possa far piacere e che non hanno ricevuto l'informazione.

mercoledì 17 ottobre 2012

72 hours without compromise

What’s the core idea behind “72 hours without compromise”?
The scope of this activity is to bring young people together in groups of 15 to 30 to perform charity work during a period of 72 hours.
At the beginning of the action, the participants will be divided into groups and given the task which they have to fulfil. The task will be a surprise for most of them (the participants can develop their own projects too). These tasks can imply social and ecological issues such as: renovating social services, organizing an interreligious festivity in a parish, performing a theatre play together with inhabitants of an old-people’s home, taking part in ecological actions such as forest cleaning, liquidate garbage heaps etc.
The aim of the action is to get to know the life environment of other groups of people on the margins of society. Prejudices can be eliminated by living and working together and by raising attention to their societal problems, participants can be motivated to contribute to a more inclusive society.
Another aim is to evoke young people’s sensitivity for social problems and demonstrate to them, that acting in solidarity does change people’s lives. The participants can learn not to close their eyes to social problems and thus become active citizens, participating in society up to a political level.
For the international website please visit http://www.72h.eu/info.htm.

lunedì 15 ottobre 2012

Giornata Ecologica a Palermo

Vogliamo rimboccarci le maniche e fare qualcosa di concreto per rendere la nostra città più vivibile, più bella, più armoniosa...Vuoi unirti a noi?
programma:
h. 09.30  Istituto Padre Messina (presso il foro Italico): organizzazione dei lavori
h. 10.30  Foro italico: inizio dei lavori di pulizia del parco
h. 13.00  Pranzo a sacco e giochi
h. 15.00  Istituto Padre Messina: "i Giovani per un mondo unito si presentano"
h. 16.45  Fine del programma
Siamo i Giovani per un mondo unito, viviamo in 180 paesi dei 5 continenti e siamo di culture, religioni e nazionalità diverse.
Cosa ci unisce? La scelta di vivere per la fraternità universale.
Come realizzarla? Ogni giorno nelle nostre città milioni di persone scelgono di dare senza ricevere, di accogliere anzichè discriminare, di perdonare per ricostruire legami spezzati. Anche noi facciamo parte di questo popolo.
DOMENICA 21 OTTOBRE, DALLE 9.30 ALLE 17 al foro italico
http://www.facebook.com/messages/#!/events/104731403017483/

domenica 14 ottobre 2012

Genfest 2012: “Look on high!”

Thousands of young people met for Genfest 2012 in Budapest, Hungary, beginning August 31 and ending September 2012. The “city of bridges” became the ideal theatre for the long awaited event.
August 31. The busy day began at the Hungarian Parliament where an international youth delegation from the Genfest was welcomed. This was followed in the afternoon by a grand celebration on the esplanade of the Sports Arena, the opening of an “Expo of Eastern Europe” performances and sports activities with live interviews transmitted over the radio. In the evening there was the festive concert with young artists from five continents, preceded by the greetings of the Mayor of Budapest Tarlos Istvan, and of the General President of UNESCO MS Katalina Bogyay.
Pope Benedict XVI also sent a message offering his warm greetings to all the young people present. Referring to the Genfest motto “Let’s bridge” and to the bridges destroyed during the Second World War, the Pope affirmed: “Yet, out of the ashes of that terrible conflict, there arose a determination to build peace on lasting foundations, a determination which was to be the inspiration behind the founding of the Focolare Movement. The bridges across the Danube were rebuilt, and the international community set itself the goal of eliminating once and for all the conditions that might lead to future conflict.

sabato 13 ottobre 2012

From Budapest to the World

Sunday, September 2, 2012. The lights have gone out in the Budapest Sport Arena after it had witnessed the tenth edition of Genfest. Thousands of young people are now returning to their homes to be “bridge builders” among their own people, to spread the ideal of brotherhood.
September 1, the second day of Genfest was also a day filled with talks, music and dance, movement and colours to represent the building of bridges. “Let’s bridge” hand gestures were continually exchanged, acquiring an even deeper meaning by the end of the day.
Make a plan: The first phase in building bridges is, of course, to make a plan. Bassem from Egypt described the conflicts following the events in Tahrir Square. There was talk of social exclusion, as highlighted by the experience of Plinio in Brazil. But the experiences shared during the event call for a protest which is non-violent. We can face the problems of today’s world in a different and positive way, and always in line with the Golden Rule, “To do unto others what you would like others to do unto you,” in order to build brotherhood and peace, especially in difficult situations.
Get your hands dirty: Get your hands dirty digging through the mud is the next phase. Some young people from Thailand took these words quite literally, recounting how they went to help victims of the flood that had devastated their country. This commitment involves reaching out personally to people in need. Ricardo from Chile and the young people from Indonesia and Sweden shared similar stories under different circumstances.

venerdì 12 ottobre 2012

Raggiunto l'accordo su Mindanao

Tornerà la pace in quest'area a Sud delle Filippine abitata da cristiani, musulmani e dagli indigeni Lumad in cui si combatte da quarant’anni? Prevista per il 15 ottobre la firma dell’accordo ufficiale
Il 15 ottobre, a Manila, verrà firmato l’atto ufficiale che sigla l’accordo per una soluzione del problema di Mindanao, la zona Sud dell’arcipelago filippino, abitata da una popolazione cristiana e musulmana e dagli indigeni Lumad. Questa parte dell’Asia da circa quarant’anni vive in uno stato di guerra civile che ha fatto più di centoventimila vittime.
Già da alcuni giorni erano trapelate indiscrezioni sui colloqui in corso nella capitale della Malesia, Kuala Lampur, fra il governo del presidente Aquino ed il Moro Islamic Liberation Front (Milf) – un movimento che conta circa 12 mila militanti, che dal 1978 combatte per una maggiore autonomia della parte meridionale del Paese – per arrivare a un’intesa sulla spinosa questione di Mindanao. «Vi sono grandi aspettative sui risultati del meeting. Il clima è di grande fiducia» aveva dichiarato p. Angel Calvo, un sacerdote clarettiano che da quarant’anni lavora nelle Filippine. In generale, l’ottimismo traspariva in tutti i media filippini.

mercoledì 10 ottobre 2012

“Vorrei anche io costruire un piccolo ponte”

“Beato l’uomo che resiste alle tentazioni: dopo aver superato la prova, egli riceverà in dono quella vita eterna che Dio ha promesso a coloro che lo amano”.
(Giacomo 1,12)
Mi chiamo Lee Hyun-Chul. Quando ero studente all’università ho fatto da solo un viaggio con lo zaino in Australia. Non avevo nessun itinerario fisso e c’erano tante difficoltà e fatiche, ma per me è stato un periodo molto importante che mi ha cambiato e mi ha dato la fede. Durante la funzione del capodanno ho conosciuto il versetto di sopra e da lì mi accompagna sempre e l’ho messo anche nel mio cellulare.
Però l’esperienza del genfest è stato un momento specialissimo che mi ha marchiato per sempre.
Let’s bridge - l’inizio…
Il 18 maggio 2012 era una giornata molto calda e mentre stavo con un amico a bere una birra fresca mi arriva una chiamata. “Domani c’e’ il workshop per il genfest: verrai, vero?” Anche se non ci conoscevamo personalmente, mi sembrava la voce di un vecchio amico e ripensando mi sembra che lì è cominciato per me ‘Let’s bridge’.
Avevo sentito da un mio collega di lavoro del genfest e avevo anche già partecipato ad alcune attività dei Giovani per un Mondo Unito (GMU). Per questo volevo sapere di più sul movimento dei focolari e avevo espresso anche il mio desiderio di voler partecipare al Genfest. Ma il primo motivo per cui mi sono prenotato era per fare un viaggio in Europa, un continente dove non ero mai stato, e passare un periodo un po’ diverso magari divertente. Avevo anche un po’ la speranza di poter fare un’esperienza simile a come era stato per me il viaggio in Australia.
Quando ho ricevuto l’invito a partecipare al workshop era logico andarci perché volevo anche conoscere i miei compagni di viaggio. Anche se era breve il workshop era un momento pieno di gioia e mi dispiaceva che ci saremmo solo rivisti il giorno della partenza.
Ma mi sbagliavo, perché al caffè – bazaar ‘Lovridge’ che abbiamo fatto all’università di Seogang e poi alla Mariapoli ci siamo rivisti. Tutti questi sono stati momenti preziosi. Prima per me queste attività erano una cosa da fare come preparazione ma poi faticare per qualcosa, dare il massimo per qualcuno mi ha fatto sperimentare che anche io posso dare e queste esperienze mi hanno fatto sentire una grande gioia.

domenica 7 ottobre 2012

Genfest in Karachi - 07.10.2012

Today is the Genfest in Karachi, Pakistan. The Y4UW in Karachi received a letter from Maria Voce (Emmaus) - President of the Focolare Movement - and they shared it with all of us.
 
"Dear Youth for a United World in Karachi,
 I assure you my prayers for this much awaited event. May it be an unforgettable moment of light and peace for all those who attend the Genfest.
 I’m sure that it will be so because you are working on solid foundations: your love for Jesus forsaken and unity among yourselves. This is the way to carry out the preparations. In so doing, you are building a bridge in Karachi!
 Let’s go ahead! Keep in mind that every loss is a gain and every suffering that we embrace out of love is a contribution towards the construction of a new world.
 I am with you. I have faith in your strong and decisive spirit.
 Let's bridge! Emmaus"

giovedì 4 ottobre 2012

"Passwords: 12 parole dedicate alla mia città" - concorso di grafica e poesia



  • Prorogato fino al 31 ottobre 2012 il termine del concorso di grafica e poesia "Passwords: 12 parole dedicate alla mia città", promossa dal "Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira". 
  • Possono partecipare gratuitamente tutti i ragazzi di età compresa tra gli 11 ei 16 anni di qualsiasi nazionalità residenti in Toscana. 
  • Le opere di grafica e poesia dovranno essere consegnate entro e non oltre il 31 ottobre 2012. 
  • La premiazione si terrà il 30 novembre 2012 in occasione della Festa della Toscana. 
  • Il primo gruppo classificato avrà diritto a 6 opere di grafica e poesia, il secondo 3 mentre il terzo 2. Non sono previsti premi in denaro e /o oggetti pregiati. 
  • Le opere saranno giudicate da un'apposita giuria formata da 3 esperti del mondo turistico e poetico e 3 giovani rappresentanti delle associazioni di volontariato della Toscana. 
  • Per la realizzazione delle opere sono ammesse qualsiasi tecnica grafica e pittorica (tempere, acquerelli, acrilici, inchiostri, smalti ,grafite, matita, vernici industriali, incisioni). Le dimensioni da rispettare sono di cm 20 x 40. 
  • Le parole del concorso saranno suddivise in due gruppi di sei. Il gruppo A comprende rispetto, solidarietà, ascolto, fraternità, bellezza, onestà mentre il gruppo B include apertura, equità, responsabilità, modestia, condivisione, amore. 

Per ulteriori informazioni: www.centrointernazionalelapira.com

Il compleanno di Gandhi

143 anni fa nasceva nello Stato indiano del Gujarat il Mahatma, un uomo “dalla grande anima”, destinato a cambiare il suo Paese e a divenire un modello di pace per tutti
Il 2 ottobre del 1869 a Porbandar, un remoto villaggio dello stato del Gujarat nell’India Centro-settentrionale, nasceva Mohandas Karamchand Gandhi. Sarebbe diventato un avvocato, ma soprattutto avrebbe cambiato l’India, dandole l’indipendenza, senza mai odiare il colonialismo inglese e, soprattutto, i suoi protagonisti.
Probabilmente non c’è stata persona nel XX secolo altrettanto famosa, riconosciuta in tutto il mondo come la “grande anima”, il Mahatma. La sua vita, più che le sue parole, hanno insegnato l’arte dell’ahimsa, la non violenza, un valore che la religione giainista predica da secoli prima di Cristo.
C’è chi accomuna Gandhi a San Francesco e, probabilmente, non ha torto. Entrambi sono icone della pace, del rispetto e dell’amore verso ogni uomo, di rivoluzioni portate nel loro mondo in momenti e contesti diversi, ma con lo stesso coraggio e lo stesso carisma.
Anche Gandhi, infatti, rappresenta un dono di Dio per l’umanità, che non può essere più la stessa dopo di lui. Sono continuate le guerre e gli odi, anche dopo la sua morte che fu un martirio. Ma il mondo è diverso perché chi vuole costruire la pace sa di avere un modello che ha offerto la vita per costruirla.

lunedì 1 ottobre 2012

Ancora echi del Let’s bridge – ci scrivono quelli di Dallas


È incominciato un po’ storto. Un disguido e il nostro gruppo si è separato in aeroporto a Francoforte e per ritrovarci ci è voluto tempo. Incredibilmente, nessuno ha perso la pazienza, anzi una gran pace perdurava.

Poi, il nostro volo da Francoforte a Budapest è stato annullato, e abbiamo dovuto partire la mattinata dopo. Anche questa un‘avventura. Arrivati in Budapest: 18 ore di ritardo, e …. senza le valigie.

Finalmente arrivati all'arena: era già incominciato il programma del mattino. In quel momento, ci siamo resi conto che la maggior parte delle nostre radioline per le traduzioni erano ancora in valigia! Quindi ci siamo aiutati in tutti i modi possibili, condividendo per esempio gli auricolari in modo che tutti avessero la traduzione. Senza nessuna esitazione subito ci siamo messi a seguire con attenzione il programma.

Ed era bellissimo: la diversità  delle esperienze, i balli, i canti. Nonostante il sonno, la stanchezza per le molte ore di viaggio è stato incredibile come riuscivamo a seguire tutto in maniera sorprendente.
Eravamo tanto colpiti dal gran numero di giovani presenti nel Genfest. Dapprima abbiamo fatto amicizia tra noi americani, poi ci siamo lanciati a conoscere altri: iniziato a giocare con i brasiliani e altre persone provenienti da tutto il mondo.

Ecco alcune delle nostre impressioni:
Joseph: "Ho delle foto con persone che faccio fatica a ricordare - erano tante! - ma in quel momento era come se fossero i miei migliori amici. (…)
Adele: “Sono proprio cambiata. Avevo sempre pensato che fosse sufficiente essere buona, ma ora so che ciò che conta è amare e questo è qualcosa totalmente diverso. Non vedo l'ora di dire questo ai bambini che insegno.”
Mercedes: “Qualcuno ha detto che il primo a costruire ponti è stato Gesù: l’ha costruito tra cielo e terra,  questo mi ha toccato molto. (…)
Anna Chew: “Questo viaggio ha fatto un grandissimo impatto nella mia vita. Ho imparato tanto sulla mia fede. Mi ha aiutato a capire di più l’unità, darsi all’altro e molto di più. Penso mi aiuterà ad incominciare l’università nella giusta disposizione e mi servirà anche per la mia vita futura. È stato un meraviglioso momento della mia vita”.

venerdì 28 settembre 2012

Un tuffo nella Fraternità Universale - Forum dei GMU


Punto di partenza il “Let’s Bridge”- Genfest 2012: dei 12.000 partecipanti, quasi tutti tornano subito a casa altri invece partono pure ma per Roma. Un altro importante appuntamento li attende dal 3 al 9 settembre!
Nel nostro Forum, sono 500 i giovani che si trovano per prendere atto dell’UWP ovvero United World Project, un progetto davvero audace e appassionante ( www.unitedworldproject.org ) lanciato appunto durante il Genfest!
Una grande varietà di volti, culture, appartenenza ‘religiosa’ (eravamo infatti di varie Chiese cristiane, presente anche un'indù e altri che non hanno un credo religioso ma convinti dei valori più alti dell'uomo) ma tutti arrivati con una carica unica, protesi e decisi a costruire ponti di fraternità, rapporti autentici, profondi, vedendo nella diversità una ricchezza.
 

Una mattinata per conoscere meglio chi siamo, cosa facciamo, le molte vie per un mondo unito… Poi il tuffo nell’argomento base del suddetto Progetto e cioè, la FRATERNITÀ UNIVERSALE: cos’è veramente?! esiste?! dove?! A introdurre i lavori, due paginette preparate insieme a Alberto Lo presti: “La fraternità nella prospettiva del carisma dell’Unità” e “La fraternità vissuta: esplorazione planetaria” che fungevano poi da filo conduttore.
 
 
 
 
Un illustre gruppo invitato a condividere esperienze di fraternità nei loro rispettivi campi di azione/competenza ha svolto dei temi di notevole attualità:

- INFORMAZIONE E FRATERNITÀ di Maddalena Maltese giornalista, caporedattore di cittanuova.it;
- LE ARMI, LA GUERRA E LA NOSTRA RESPONSABILITÀ di Carlo Cefaloni giornalista, membro di Rete Italiana Disarmo;
- ECONOMIA E FRATERNITÀ di Luigino Bruni Professore Associato di Economia Politica, presso la Facoltà di Economia, Università di Milano-Bicocca;
- LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE: PACE, SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE, PROTEZIONE E PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI di Marco Aquini docente di Cooperazione internazionale per lo sviluppo alla Pontificia Università Angelicum, Roma e all’Università Lateranense, Roma;
- MONDO UNITO, ECOLOGIA E SOSTENIBILITÀ di Andrea Ponta ingegnere nucleare, PhD in Energetica, esperto in tematiche sull’energia;
- LA FRATERNITÀ NELLA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI: “SVILUPPO DI COMUNIONE” di Anna Marenchino sociologa, lavora all’AMU-NGO;
- FRATERNITÀ E POLITICA: MEDIAZIONE, RESPONSABILITÀ E CONCRETEZZA di Lucia Fronza Crepaz, medico/pediatra, già deputata del parlamento italiano.





Momenti di riflessione sul carisma dell’Unità, condivisione di esperienze, interventi a caldo, tavole rotonde, incontri per gruppi, spazi ricreativi, sport, un showcase delle tradizioni tipiche dei diversi Paesi (danze, canzoni…).






Non ultime, le visite culturali: a Roma, Firenze e Loppiano che ha fatto dire a uno dei giovani, più che un’occasione di viaggiare, il Genfest e il Forum sono stati un “viaggio interiore”. A Firenze in modo particolare, un dono specialissimo: la formidabile accoglienza della comunità focolarina, dei giovani per un mondo unito del posto che ci hanno poi fatto da guida nella visita al centro storico.
Così diceva un giovane brasiliano agli altri partecipanti del Forum: « (…) incantato della bella Firenze, l’arte, la cultura, ho detto a uno di quelli che ci facevano da guida che lui abita in paradiso… M’ha risposto: “Questi sono soltanto monumenti, arte, … il vero Paradiso è dentro di noi”. (…) Mi sento nel dover di condividere questo con voi… Ora tornando a casa, se vi sentiste soli, abbandonati, senza la voglia di cantare una bella canzone, ricordatevi del paradiso che abbiamo costruito qui, alzatevi; rimboccatevi le maniche e trasmettete questo agli altri».




A conclusione, il così atteso momento di parlare sull’United World Project e stavolta insieme ad altri 1.200 giovani (anche questi reduci da “Let’s Bridge”- Genfest 2012): un  momento davvero speciale in cui ognuno si è sentito personalmente interpellato alla costruzione del mondo unito attraverso questo grande progetto, il nostro ‘tool kit’ per la fraternità.


Al prossimo appuntamento in Terra Santa e let’s bridge!

martedì 25 settembre 2012

The Way of the Middle and the Dialogue of Cultures

Today we see a clash of cultures in the making with a widening gap between the East and the West, the rich and the poor, the young and the old, the weak and the strong, and between the conservatives and the progressives, the literate and the illiterate, as well as between the opposite sides of the digital divide. Darwin’s survival of the fittest or Machiavelli’s “might is right” seem the way to survive in this power crazy world.
However, there is a need for humanity to have its checks and balances through dialogue for it to live in harmony and to survive.
Matteo Ricci, one of the pioneers of the Jesuit mission to China, remains a greatly respected figure for the Catholic Church and for the Chinese people. He has been called “the most outstanding cultural mediator between China and the West of all time.”
Another concept that is very important in dialogue and which we see at work in some notable persons is the Buddhist Middle Path, which could be a key to attaining this balance. We take a cue from two moral leaders, one from Thailand and one from Myanmar, nations which are predominantly Buddhist.
First, we see this Buddhist concept of the Middle Path lived out by the much-loved and respected King Bhumibol of Thailand under whose moral leadership Thailand has attained its present economic success.
Second, we also see this Middle Path taken by a very well-loved figure in these days – Aung San Suu Kyi, who made her first trip out of her homeland Myanmar after years of imprisonment and of house arrest, when she was recently invited to the World Economic Forum in Thailand.

domenica 23 settembre 2012

Annunciare il Vangelo con la musica

Giovani che portano un messaggio di gioia e di speranza attraverso la musica. Complessi musicali che cantano il Vangelo e propongono esperienze di vita radicale e impegnata.
Giovani che hanno deciso di impegnare le loro energie per annunciare il Vangelo con la musica. Sono i complessi Eis (Unità, in greco) e Hope (Speranza) di Teramo e Fermo (Italia). S’identificano con il Movimento Diocesano dei Focolari e sono diventati strumenti di animazione delle loro diocesi; hanno incontrato ormai migliaia di persone.
«Hope nasce nel 1995 – ci racconta Fabio – in occasione dell’incontro “Eurhope” dei giovani europei con Giovanni Paolo II. Un’esperienza indimenticabile seguita da tante altre occasioni in cui Hope ha dato e continua a dare il proprio contributo nella diocesi di Fermo e non solo».
«Eis, invece, ha solo 3 anni di vita – spiega Alice –. È nato da un campo estivo di giovani della diocesi di Teramo ed ha già incontrato più di 4.500 persone in 17 spettacoli».
Come vi fate conoscere?
«La fama dei complessi si costruisce da sè – è Alice a parlare –. Qualcuno colpito dallo spettacolo ci invita alla sua città; magari un giornalista scrive un articolo, una radio locale chiede un’intervista… ed i concerti si susseguono dalle sale parrocchiali ai palchi delle piazze per l’intera cittadinanza. I blog dei due complessi sono pieni di adesioni entusiaste da giovani e giovanissimi. Non solo adesioni, ma spesso occasioni di incontro e perfino dei veri cambi di rotta nella propria vita!»
Ma i “complessi non vogliono essere una fabbrica di eventi”, ci tengono a chiarire. «Prima di tutto – afferma Fabio – puntiamo ad essere un gruppo unito, in cui ogni componente cerca di vivere mettendo alla base di tutto l’amore scambievole. E poi facciamo quello che c’è da fare: Preparare lo spettacolo, mettere insieme le idee di ognuno, spendere il tempo per le numerosissime prove…».
Immaginiamo che non sarà tutto facile…?
«Certo, non è semplice – chiarisce subito Fabio –. Ma ogni volta cerchiamo di ricominciare, esprimendo le nostre idee e, allo stesso tempo, pronti ad accantonarle se non servono. Ci interessa che tutto nasca dall’unità del gruppo, unità che rende Gesù presente tra noi (Mt 18,20)».
Hope e Eis attualmente propongono due diversi musical sulla vita di Chiara Luce Badano (www.chiaraluce.org), una giovane dei Focolari beatificata nel 2010. Gli spettacoli propongono una figura moderna, imitabile; una giovane che ha saputo fare della sua vita un meraviglioso “ricamo”, arrivando ad accettare la malattia e la morte a 18 anni come amore di Dio per sè e la sua famiglia.
«Le impressioni che ci lasciano scritte sono forti – racconta Alice –. A Giulianova, ad esempio, la figura di Chiara Luce è riuscita a tener desta l’attenzione di una città intera sulla santità».
Chiara Lubich propose la musica ai giovani, alla fine degli anni ’60, come strumento di evangelizzazione. E nacquero i più noti complessi internazionali Gen Rosso e Gen Verde. Nacquero anche complessi di giovani impegnati nelle parrocchie o nelle diocesi, come “Gen 70”, nella parrocchia di Vallo Torinese (Piemonte). Per una delle sue componenti, Maria Orsola (scomparsa all’età di 15 anni) è in corso il processo di beatificazione.
22 settembre 2012

giovedì 20 settembre 2012

Summer School: “New vision capable of transforming the world”

After having lived an experience of strong communion during the 1st EoC International Summer School, there is a strong desire to see one another again next year in Madrid!
Fado is the best known expression of Portuguese music; it expresses the little (and big) wounds of daily life in a very particular way: through melancholy, and nostalgia. “All this exists; all this is sad; all this is fado” are the words of a well-known fado that is sung at night time in Lisbon restaurants, in the light of a single candle, in a moving silence and unique atmosphere. The interesting thing is that only Portuguese people seem able to transform wounds in a very singular way, accepting them as part of life, in song, in music, in beauty, passion, and art. This says much about the personality of this great nation who has much to say and to give to Europe and the world. For this reason, the programme held during the last days of the Summer School foresaw some ‘outings’ in and around Abrigada: not only to hear the fado, but above all to get to know other important realities.
The first outing, was a visit to one of the businesses of the ‘faria and Irmao Group”, which operates in the shoe sector with about 60 employees. The brothers Antonio José and Acacio Faria, opened wide the door of their business to all the participants of the Summer School, showing with great transparency its’ industrial reality. But, most importantly, revealing the secret of its success: “Love is the most precious capital”. They do not say it only in theory, but by telling those present of many concrete experiences made with their employees, thereby showing with facts what is the principal ingredient of the ‘social capital’ which  had been mentioned in school.

martedì 18 settembre 2012

Ricordando Flavio

Terra Santa a pedali
Lui è Flavio pasqualetto e ha una storia specialissima da raccontare. Non è facile seguire il turbine degli eventi che sciorina con lo stile del preciso cronista e la passione per un'esperienza di fede che fa davvero bene al cuore! Cinque anni fa, a 22 anni, il giovane si trova a un bivio importante, in una sala di rianimazione, dove si risveglia dopo aver percorso il tunnel del coma. Alla fine del tunnel - ricorda commosso Flavio -, c'era mio padre, partito per il cielo pochi mesi prima. Sembrava pronto ad accogliermi, per invitarmi però, subito dopo, a ritornare nel mondo. Con il corpo a pezzi, Flavio invoca san Leopoldo Mandic, santo cappuccino di cui conosce bene la vicenda e che sente vicino alla sua famiglia, e si aggrappa alla vita. Gli sono accanto i suoi amici, i Giovani per un mondo unito del Movimento dei focolari. Ritornato con fatica e tenacia alla vita, l'aggredisce una gran voglia di vivere e di fare. Flavio lavora e si occupa di numerose attività sportive e sociali. Poi una svolta, in uno dei momenti offuscati dal grigiore del dubbio. Che ci faccio della mia vita? Capo, cosa faccio della mia vita? , si chiede, colloquiando con Dio. La risposta non si fa aspettare e Flavio la prende seriamente, con assoluta convinzione: Vai in Terra Santa. È un invito alla speranza, a guardare al futuro, dove c'è un Padre che attende sempre, che indica la strada. Come molti giovani, non ama le mezze misure e, dopo aver convinto madre, amici e datore di lavoro, decide che coprirà la considerevole distanza... come la voce suggerisce. In bicicletta. Perché voglio fare un viaggio così?, si chiede Flavio. La risposta è data anche per rassicurare gli amici che gli si affiancano, increduli. Parto perché voglio fare un viaggio dentro di me e trovare il mio Dio, attraverso l'unità con voi.

giovedì 13 settembre 2012

Mai più guerre!

Al termine della tre giorni d’incontri e preghiere di Sarajevo, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha annunciato che l’edizione 2013 dell’Incontro internazionale delle religioni per la pace si svolgerà a Roma
«Mai più in questa terra! Mai più in nessuna parte del mondo!». È il grido di pace che cristiani, ebrei, musulmani ed esponenti delle fedi religiose nel mondo hanno lanciato da Sarajevo al termine dell’Incontro internazionale delle religioni per la pace. L’appello è stato letto dal palco della piazza Dom Armije, nel cuore della città vecchia di Sarajevo, dove gli esponenti delle Chiese cristiane e i seguaci delle altre religioni sono confluiti dopo aver pregato nella cattedrale cattolica, in moschea, in sinagoga.
Per la prima volta cattolici, ortodossi, musulmani ed ebrei sono riusciti a guardarsi negli occhi, dopo un passato carico di sofferenze che ha profondamente diviso queste comunità. Ripulire la memoria della storia e rendere giustizia ai fatti è un processo difficile, complesso, forse addirittura impossibile. Camminando per le strade di Sarajevo, è facile imbattersi in una serie di domande che non trovano risposta: quanto possono pesare nei cuori di queste persone, i lutti, le distruzioni, la perdita di tutto? Come dimenticare il volto di un “nemico” che ti ha fatto del male? Il popolo di Sarajevo ha oggi davanti a sé una scommessa: decidere di riscrivere pagine nuove per guardare al futuro. Una strada possibile, per lo meno inevitabile. «E – scrivono i leader religiosi nell’appello – se è possibile a Sarajevo, allora è possibile ovunque».

mercoledì 12 settembre 2012

Benedict XVI greets the 1,700 young people who had attended Genfest 2012

The “young people of the Genfest” with the Pope at the Vatican’s Paul VI Hall, during the audience of 5 September.
Watch Telepace TV transmission – The Holy Father’s greeting to the young people: http://vimeo.com/49004639
There were 1,700 young people from forty-one nations at the Wednesday audience, but they were there representing 12,000 youth who had attended the Genfest (31 August – 2 September), an international event promoted by the Focolare Movement, entitled “Let’s bridge,” that is, “Let’s build bridges.” During the English language greetings the Pope turned to the young people of the Focolare Movement, appealing to them: “You have taken to heart Christ’s call to promote unity in human family, by courageously building bridges.” Then the Holy Father added: “Therefore, I encourage you: be strong in your Catholic faith; and let the simple joy, the pure love, and the profound peace that come from the encounter with Jesus, make you radiant witnesses of the Good News before the young people of your own lands. God bless all of you abundantly!”
The Pope had already sent them a message to them during the Genfest. Now, as he spoke to them in person, the young people returning from Budapest waved the colourful ribbons and scarfs that they had been waving during their march through the streets of Hungary with a flash mob on the Chain Bridge. At the conclusion of the audience, a small delegation of four youths – from Mexico, Iraq and Pakistan – were invited to personally greet the Pope on behalf of the 12,000 young people from the Genfest. They offered Benedict XVI the Genfest CD with songs of the young performers from around the world.
The Focolare youth are now attending a course at the Mariapolis Centre in Castelgandolfo and in Sassone, Italy, which will conclude on Sunday, 9 September. This course will examine the topic of “fraternity”, which was the theme of the Budapest event. They will also discuss how to bring forward the United World Project that was begun in Budapest. And it will create a permanent international observatory that will look into initiatives and projects that have actually been able to generate an “increase in fraternity”. The observatory will also promote the “category of fraternity” through specific cultural activities. Then they will consider the request to the UN of recognizing the international interest of United World Week by confirming and expanding this annual event that has been being held by the Focolare young people – and others – for fifteen years with the intention of giving a voice to “universal brotherhood”.
Support the project by signing the online petition at:
http://www.unitedworldproject.it/2/i_commit_myself_329906.html
Watch the video of the audience (excerpt from the live coverage at TV di Telepace): http://vimeo.com/49004639
http://www.focolare.org/en

Cineforum : un'esperienza pratica

Strumento pedagogico eccellente, il cineforum può essere un'occasione di crescita per i gruppi più vari.
Nel documento allegato si racconta di un'espereinza fatta con una settantina di adolescenti.  Partendo quindi dal vissuto, si sottolineano passo a passo le tappe della preparazione.   Si capirà allora meglio che, prendendo il tempo necessario, il cineforum è un'attività alla portata di tutti.
http://www.cinado.eu/z_fiches_pedagog/Un_esperienza_Cineforum.pdf

giovedì 6 settembre 2012

Intervista con Maria Voce

Questo Genfest mi sembra che abbia dimostrato ai giovani che hanno partecipato, ma anche al mondo intero e anche alla generazione precedente, che se l’obiettivo è valido, i giovani sono capaci di fare qualsiasi cose, di impegnarsi in tutti i modi, di affrontare ogni sacrificio pur di raggiungere l’obiettivo.
E l’obiettivo era la fraternità universale, quindi è valido sicuramente. E i giovani hanno dimostrato questo loro desiderio di raggiungere quest’obiettivo e partono con 3 idee fondamentali: guardare in Alto perché è solo lì che trovano la forza di ancorarsi a qualcosa che non passa, non avere paura, lanciarsi coraggiosamente, mettendo a disposizione tutti i talenti che loro hanno, con fiducia, perché hanno visto la fiducia della generazione precedente e hanno trovato anche loro fiducia in se stessi e essere concreti, non aspettare, cominciare subito amando tutti i prossimi che hanno accanto in questo momento. Mi sembra che questo possa essere un lancio a costruire ponti, sempre, con tutti e dappertutto.
Maria Voce - Emmaus
31 agosto 2012

mercoledì 5 settembre 2012

Condividere per cambiare il mondo

Alla Facoltà teologica di Budapest un caleidoscopio di esperienze: 160 partecipanti di diverse confessioni condividono l'impegno per la pace e la fratellanza universale
«Se ciascuno di noi s’impegnasse a comunicare almeno a cinque giovani quanto abbiamo vissuto in questi giorni qui a Budapest, allora forse potremmo davvero cambiare il mondo». Lo dice con coraggio e con determinazione un giovane palestinese di Gerusalemme, che conclude: «Non dimenticate di pregare per la situazione in Palestina». Gli fa eco un algerino, anche lui musulmano: «Se è stato possibile vivere in questi giorni con giovani di etnie, culture, lingue e religioni diverse allora lo può essere anche negli ambienti da cui veniamo». Una ragazza francese che si definisce atea, invece, ringrazia i presenti perché, dice, non conosceva molto dello spirito che anima il Genfest, ma «in questi giorni ho fatto più incontri che nella mia città, dove mi sento sempre più isolata».
I tre hanno parlato alla conclusione di un incontro che si è svolto nella sala della Facoltà teologica di Budapest, aperto a tutti i partecipanti di varie religioni e moderato da un musulmano algerino, da un buddhista giapponese e da una giordana cristiana.

sabato 25 agosto 2012

Genfest 2012: Let's Bridge

From August 31st till September 2nd, 2012, the section "Young person for a united world» of the NGO New Humanity organizes under the patronage of the UNESCO the 10th demonstration of the celebration of the youth " Genfest ". Placed under the theme «let’s bridge", this event which aims at promoting the brotherhood and the unity of the human family will be the occasion to initiate projects, to make sensitive, to share the human values and the sense of the brotherhood between the various peoples from whom arise the young guests in order to make young as artisans of peace and dialogue among peoples.
This event will bring together thousands of young people around the world, cultures and most diverse ethnic groups animated by the common desire of a world united and fraternal and prestigious guests including Her Excellence Mrs. Katalin Bogyay, in her capacity as President of the UNESCO General Conference and some civil and religious personalities.
The day will be placed under the theme "let's bridge ", according to the metaphor of the construction of a bridge in its various stages with the aim of promoting the universal fraternity among youth. Thus, this event will be the opportunity to share, to take into account the reflections and the testimonies of young people of various continents who work in the brotherly uniqueness of the peoples.
During this event two projects will be launched, namely: the " United World Project " project to open unpublished scenarios of brotherhood, lead on the long term to the constitution of a permanent international monitoring observatory on the brotherhood; and "Operation Sharing with Africa "which aims to bring about a new culture to achieve a united world, on the basis of the intangible heritage of cultural and moral values of the society in Africa.
This event aims to make young as artisans of peace and dialogue among peoples.
http://www.unesco.org/new/en/unesco/events/social-and-human-sciences-events/?tx_browser_pi1%5BshowUid%5D=7159&cHash=f4bde9023f

venerdì 24 agosto 2012

Genfest 2012 “Let’s bridge”: all protagonists!

Release N.6 – August 23, 2012
Budapest (Hungary) – August 31 – September 2, 2012
A network of thousands of young people at the Zero Hour. 12,000 present in Budapest.
Link-up with New Zealand, Indonesia and Sweden.
Live on television. Internet live streaming. Mounting traffic on social networks.
There is great anticipation a week before the Genfest. The youth of the Focolare have been working for more than a year on all the details of this event, along with the adults of the Movement, in a communion of ideas and professional experiences that have created the Genfest program (see attachment).
The theme of Genfest 2012 "Let's bridge" is to build bridges of brotherhood. The program follows the idea of building a bridge : digging in the dirt, erecting the pillars, building the bridge, walking over the bridge. Each step will be illustrated with choreography, songs and testimonies of fraternity lived in daily life. There is the much-awaited talk of Maria Voce, President of the Focolare Movement, who in her many travels in all continents has never failed to meet the young people and talk to them on all counts. The launch of the United World Project promises to be one of the central moments of this Genfest.

giovedì 23 agosto 2012

Un mondo unito oltre i conflitti

Tanti i Genfest vissuti, ma quello del 1995 fu speciale: c’erano le guerre, ma la speranza non poteva morire
La mia vita è stata accompagnata dal Genfest fin dai miei sedici anni. Al mio primo appuntamento con i Gen (giovani del Movimento dei focolari) per le prove del Genfest non vi trovai nessuno. Non sapevo bene cosa fosse ma era stato spostato il giorno delle prove  e non mi era arrivata in tempo la notizia. L'appuntamento successivo era alla fermata del pullman, per partire per Caserta, dove quel giorno alle 10 sarebbe iniziata una tappa locale del GenFest: era il 1987. Rimanemmo invece bloccati da un traffico inatteso e arrivammo solo a fine mattina. Entrammo quasi in punta dei piedi nel palazzetto completamente buio: una danza eseguita da ragazzi vestiti di bianco brillavano sotto la luce nera della lampade di wood.
Non erano certamente professionisti ma il risultato era affascinante e straordinario: si guardavano, si sorridevano, si aspettavano, c'era un'aria speciale che esprimeva unità e sintonia. Era la danza di quello che avevo respirato sul pullman durante il viaggio: delicatezza, gioia, ascolto.
Poi le luci si accesero e cominciò una canzone: era un mix di tanti pezzi ed i musicisti erano bravissimi. Mi sorpresi a gridare e battere le mani con entusiasmo, dentro il cuore qualcosa si muoveva: avevo trovato, ero arrivata a casa. Del programma non ricordo nient'altro.
Quando venni a Roma per frequentare l'università cercai subito questi giovani e al GenFest del 1990 ero al Palaeur a piangere di gioia come altre migliaia di giovani mentre un giovane monaco buddista si inginocchiava davanti al Papa e mentre attraverso una danza un muro di Berlino di cartapesta crollava tra trampoli e bandiere.

lunedì 20 agosto 2012

Slovenia: Il ballo di tutti i popoli


Lunedì 16 aprile abbiamo organizzato, assieme ad una organizzazione cattolica giovanile, il »ballo di tutti i popoli«. Oltre ad organizzare balli moderni e latino americani, volevamo con questa iniziativa invitare i giovani al Genfest. I partecipanti erano circa 130 e per circa 5 ore hanno riempito la sala da ballo messaci a disposizione. Durante una pausa abbiamo cercato di entusiasmare i giovani presenti al Genfest mentre uno stand li attendeva fuori con informazioni più dettagliate. Abbiamo raccolto alcune adesioni alla manifestazione di Budapest quella sera. Già all'ingresso poi, molti giovani hanno dato un contributo, oltre al biglietto che di solito si paga, per il Genfest. Anche i tanti che hanno contribuito gratis alla preparazione e all'evento, ci hanno dato una mano. Si sono costruiti dei bei rapporti con tanti, proprio come suggerisce il motto del Genfest: let's bridge! (Simon)

domenica 19 agosto 2012

Quale sarà il tuo kit di sopravvivenza nei giorni del Genfest?

Siamo ormai al countdown e il Genfest è proprio alle porte! C’è tanta gioia, attesa... Non vediamo l’ora di vederci ... e vorremmo segnalarti alcune suggerimenti prima di fare la valigia.
• carta d’identità valida per l'espatrio
Da mettere nella valigia:
• asciugamani,
• radiolina con auricolare per poter ascoltare la traduzione perché tutto il programma sarà nelle lingue parlate da ciascun attore,
• adattatori per l’elettricità… (vedi immagine).
La corrente elettrica erogata in Ungheria è 220 Volt, le prese sono di tipo tedesco (prese di sicurezza a base rotonda con due soli fori), ti consigliamo quindi di procurarti un adattatore per poter utilizzare le prese di altro tipo.

sabato 18 agosto 2012

"I was the one actually in need!"

I’m Daniele De Patre, 25 years old born in Teramo in Italy and was raised in the beautiful village of St Nicholas in Tordino. After graduating from high school I started to nurture a big dream. I wanted to spend my life helping others, especially those who are most in need and then to find a job that will help me realize this big dream. In 2009, I graduated in Physiotherapy and I moved to Pisa to start practicing my profession. Working in hospitals and other medical clinics, I felt sharing my knowledge and skills for the good of others. Working in healthcare facilities, I was introduced to harsh environments, and it was in these situations of suffering and pain that I realized that man needed more support, comfort and care. This made me think, that outside my own world, reality was completely different, as the poor and suffering were disregarded without any hope of improving their status.
So after two years, the dream to spend in a remote and poor area has become a reality. In January, 2012, I moved to Tagaytay, a small city in the south of Manila in the Philippines. Here, I became in contact with a structure that heroically tries to change the destiny and the situation of the poorest people.

venerdì 17 agosto 2012

Eid-ul-Fitr Mubarak

Un augurio ai nostri amici e fratelli Musulmani che domenica 19 e lunedì 20 agosto concludano il Ramadan e festeggiano Eid-ul-Fitr: la festa più importante dell’anno.
Il Ramadan è un periodo in cui i musulmani osservano un rigoroso digiuno, che costituisce uno dei cinque pilastri fondamentali dell’Islam. La parola araba “ramadan” significa letteralmente “mese caldo” e nel corso di questo periodo, che dura 29 o 30 giorni, i musulmani sono obbligati ad astenersi dall’alba al tramonto dal mangiare, dal bere, dal fumare e altre purificazioni del corpo. Il digiuno è volto ad insegnare la pazienza, l’umiltà e la spiritualità. In pratica si digiuna per amore di Dio e per offrirgli più preghiere.
Alla fine del Ramadan i nostri amici si radunano per pranzare insieme, poi indossano abiti nuovi, visitano i membri della famiglia e fanno lo scambio regali in forma di dolci e piccoli giocattoli ai bambini.
Augur! Condividiamo insieme questi momenti di gioia.

giovedì 16 agosto 2012

Appuntamento “al fresco”...

Ciao a tutti!!
Finalmente dopo esami universitari e vacanze (purtroppo finite  :-(  ) torniamo operativi!
E per iniziare bene abbiamo pensato di iniziare al fresco con una scampagnata in montagna a Campogrosso (Vi)!
SABATO 18 AGOSTO (dalle 10.30)
vi aspettiamo tutti per passare una bella giornata insieme in attesa dell'ormai vicinissimo Genfest!
Dovete sapere che...
 - indicazioni stradali (da Rovigo), clicca qui.
(da Montecchio Maggiore è circa 1h di macchina);
- portare abbigliamento adatto alla montagna (scarpe, k-way, ecc...);
- pranzo a sacco;
- lo scopo non è scarpinare, ma conoscersi...quindi non si camminerà solamente, né ci saranno passeggiate troppo impegnative;
- il ritrovo è alle 10.30...a Rifugio Campogrosso (si arriva in macchina)!
Contatti:
 - Verona: Giacomo Lazzarin 3488872212
 - Bassano: Mirco Geremia 0424581137         3333554600
 - Vicenza: Jenny Celadon 0444648587     3460104575
                 Andrea Zorzan (assente per infortunio, ma disponibile per indicazioni stradali e info Genfest...) 0444511353     3484190108
A presto!!
;-)

mercoledì 15 agosto 2012

Slovenia: Servizio di baby sitter


Una delle idee che ci è venuta per raccogliere fondi per il Genfest ci è stata data dalle giovani famiglie del movimento in Slovenia. Ci hanno infatti suggerito di chiamarci quando avrebbero avuto bisogno di un servizio di baby sitter.
Un richiesta è arrivata un venerdi sera per il giorno dopo, quando un gruppo di famiglie avrebbe avuto un incontro. Con le tante difficoltà che avevo incontrato quella settimana al lavoro, non vedevo l'ora di godermi finalmente uno dei rari fine settimana liberi. Quando ho guardato il messaggio mi sono detta che meritavo un po' di riposo. Ma la mia coscienza mi ha fatto capire di non essere d'accordo e mi sono offerta di aiutare. Contemporaneamente si è offerto anche un altro giovane, Vid, e il giorno dopo ci siamo donati insieme a 7 piccolini, a tratti capricciosi, con i quali abbiamo trascorso alcune piacevoli ore senza neanche stancarci più di tanto. Alla fine abbiamo anche raccolto un bel po' di soldi per il Genfest. (Meta)

lunedì 13 agosto 2012

Il “mercato” del lavoro di domani

Luigino Bruni
La nostra cultura ama la giovinezza, non i giovani. Apprezza sempre più i valori associati alla giovinezza, il fitness, il benessere e la forma fisici, e non apprezza e non capisce i valori, che pur sono tanti, della vecchiaia, che cerca in tutti i modi di eclissare o di allontanare dal suo orizzonte, che così si impoverisce e si intristisce. Ma una civiltà che non valorizza gli anziani e non sa invecchiare è stolta, come lo è quella che non capisce e valorizza i veri giovani: la nostra società è la prima che sta sommando queste due stoltezze. Che la nostra cultura non ami i giovani lo si vede da come li tratta nel mondo del lavoro, nelle istituzioni, nei partiti politici, dove i giovani sono sempre più assenti e tenuti distanti. È questo il paradosso di un mondo adulto che vorrebbe restare giovane e di giovani che non riescono a diventare adulto, determinando così una patologia sociale che complica la vita degli adulti e dei giovani.