venerdì 25 gennaio 2013

Diario dalla Siria / 3


Fonte: Città Nuova
Maddalena Maltese
I missili caduti sulla facoltà di architettura di Aleppo hanno provocato una strage. Il raccconto dei testimoni. Morti vari studenti e anche alcune suore che si trovavano nei paraggi. Continuano le testimonianze dei siriani per rompere il muro di indifferenza sulla loro sorte
«Rientriamo dalla messa ed ecco la notizia terribile della strage all’università di architettura ad Aleppo, a causa di due missili caduti su di essa e nei posti adiacenti, dove si trovano fra il resto tanti rifugiati. Cerchiamo subito di contattare Hilda, una nostra amica che insegna lì, e due giovani che studiano lì. Le loro voci sono ancora emozionate ma chiare. Parlano di scene indicibili. Mays si è buttata dietro un’auto, ha visto volare per aria corpi, ha udito le urla delle madri in cerca dei loro figli. Hilda mi racconta: «Oggi era il primo giorno di esami, il campanello aveva già suonato e stavamo ritirando i testi. Un allievo ci supplica di dargli ancora qualche minuto, era arrivato terribilmente in ritardo a causa delle strade interrotte. I colleghi non vogliono, alla fine però riesco a convincerli”. Passano almeno cinque minuti, l’allievo consegna il suo esame, scendiamo nel cortile per dirigerci all’uscita. Vedo sulla mia testa passare prima un razzo, poi l’altro! Sarei stata esattamente nel luogo dove sono caduti. Ritrovo l’auto col tetto sfondato, i vetri frantumati. Ma siamo salvi, per un atto di amore verso uno studente».
C’è invece chi la morte l’ha incontrata in quello stesso frangente dopo una vita spesa per amore di Dio e dei fratelli. Suor Rima, una delle due suore dorotee rimaste in città e che conosciamo bene. Si erano da poco lasciate con l’altra suora con l'impegno di rivedersi a pranzo. Al mattino avevano fatto meditazione insieme e offerto la loro giornata e sofferenze a Dio per la pace. Di suor Rima dal momento della deflagrazione non si sa più nulla. Si sta ancora cercando il suo corpo negli ospedali. Una rata preziosa per la pace.
Questi fatti sono frequenti in varie parti del Paese, da mesi. Lasciano nell’animo lo sgomento. Continuiamo a ripeterci di restare nell'attimo presente. Non c’è altro».
Gio

giovedì 24 gennaio 2013

Una iniziativa davvero originale



Di Marco Catapano
Fonte: Città Nuova

In corso di svolgimento la Coppa d’Africa. Nel frattempo, una particolare squadra gioca per facilitare una cultura del rispetto e dell’integrazione

(...) Negli ultimi tempi diverse organizzazioni hanno avviato campagne di sensibilizzazione nel tentativo di vincere insensati preconcetti, di spiegare alle popolazioni locali che un albino non è un “diverso”, ma semplicemente una persona con una vita “un poco più difficile rispetto ad altri” anche a causa delle possibili complicazioni di salute date dai rischi che la pelle può subire se viene esposta ai raggi solari. Ma vincere pregiudizi e discriminazioni che durano da tanto tempo non è un’impresa facile ... Per fortuna, nonostante tutto, ci sono persone che ci provano, che riescono ad andare “oltre”. Oscar Haule, ad esempio, è un commerciante di automobili, cristiano dalla pelle nera, che tempo fa ha pensato ad una iniziativa davvero originale.
Haule sa benissimo che in Tanzania amano il calcio. Così ha dato vita ad una squadra di calcio formata da soli albini nella speranza che l’amore per questo sport si tramuti in amore verso chi è nato con una pelle diversa. O almeno, che queste persone, spesso relegate ai margini della vita sociale, vengano guardate con minor sospetto e diffidenza. Tutti albini, dicevamo, tranne il portiere. Perché a causa dei problemi di vista (gli albini non riescono a vedere nitidamente il pallone in arrivo), tra i pali gioca sempre un atleta di colore. Ecco allora che da qualche anno venticinque giovani albini di Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, principale polo economico e primo porto del paese, giocano insieme in una squadra di calcio, l’Albino United Team.
Si allenano su un campetto di terra situato nei pressi dell’ospedale oncologico della città. Pieno di

mercoledì 23 gennaio 2013

Diario dalla Siria/1


Fonte: Città Nuova
Alcuni amici del Movimento dei Focolari sono rientrati dopo due mesi nel Paese dilaniato dalla guerra e dalla fame. Ci raccontano la quotidianità di questo popolo che da due anni vive sotto le bombe, nell’indifferenza, o quasi, della comunità internazionale. Città Nuova pubblicherà ogni giorno la loro testimonianza per sollecitare iniziative di pace
La presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, ha lanciato una campagna internazionale per fermare il conflitto siriano e chiedere che le trattative di pace riprendano per il bene di milioni di cittadini inermi e indifesi. Il Time Out, il minuto di silenzio e di preghiera che alle 12 in tutto il mondo sarà indirizzato alla Siria, per il nostro giornale diventa la pubblicazione di un diario che alcuni amici della comunità dei focolari ci scrivono direttamente da Damasco e da Aleppo.
«Ieri dopo due mesi di assenza. Non avendo un posto per noi, non abbiamo più una casa, ci siamo rifugiati in un caffè della città vecchia di Damasco, Bab Touma. Abbiamo incontrato alcuni amici della comunità dei Focolari. Ci siamo raccontati i disagi, ma abbiamo pianificato anche un viaggio ad Hama, nel Centro-nord, via quasi obbligata per arrivare ad Aleppo, nostra destinazione finale. Ci hanno assicurato che la strada fin lì è buona. Ci chiediamo se Dio benedirà questo viaggio, se non sia un azzardato avventurarsi. La Siria non è più quella di prima dove si poteva viaggiare anche alle quattro del mattino con tutta sicurezza. Ogni giorno arrivano notizie di rapine e massacri. Arriviamo alla stazione dei bus alle 10 e fortunatamente il pullman sta partendo. Lo prendiamo giusto. Ce l’abbiamo fatta.

Playing For Change - United


martedì 22 gennaio 2013

You and Me - together for a new economy


Croazia - Križevci, 2-3/02/2013
Di Maja Calfova (www.edc-online.org/it )
“You and Me - together for a new economy” è il titolo della “Winter School” che sta per svolgersi in Croazia, a Križevci presso la Mariapoli Faro, il primo week end di febbraio. Dopo le tante Summer School realizzate nel 2012 in varie parti del mondo, dal Brasile, al Kenia, dal Cile al Portogallo, dall’Italia alla Spagna, ora è il momento di una scuola Edc dedicata ai giovani dei paesi dell’Est e del Sud Europa; e se si tratterà soltanto dello spazio di un weekend, la scuola si preannuncia essere non meno intensa di quelle che l’hanno preceduta.
Sono attesi giovani da Bulgaria, Serbia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Cechia… Qualcuno ha manifestato l’intenzione di partecipare da Kiev, e noi ci auguriamo che sia possibile, come speriamo che possano partecipare giovani anche dagli altri paesi dell’ Est. Sei un giovane polacco, ucraino, rumeno che si interessa di EdC? Sei invitato! Vieni, così potremo dire insieme: "You and Me - together for a new economy".

lunedì 21 gennaio 2013

Syria: Time Out for Peace


New from Syria:
"Dear Youth for a United World and Friends,
The situation in Syria had is aggravating especially because of the increasing number of victims and the majority are youth. Few days ago, lots of students have died in the faculty of engineering at Aleppo University. It would be wonderful if we can  pray together for them. A prayer from students to students, and let's pray for peace in the World through our Time-Out at noon.
The funereal mass was held yesterday at 19:30 in the university chapel (Sapienza). In the midst of great sorrow, we feel a stronger unity."

Flying with Solar Energy


By Sara Fornaro
The first goal has been reached. Solar Impulse, the first plane entirely fueled by solar energy, flew day and night without gas during an intercontinental trip from Switzerland to Morocco last summer.
The next goal will be a tour around the world in less than one month. It is an ambitious plan for this solar-powered plane built by the Federal Institute of Technology of Lausanne, Switzerland.
A lightweight, four-motor plane that costs about $100 million, Solar Impulse, driven by a pilot, has batteries powered by electricity stored during the day by 12,000 photovoltaic cells positioned on its wings and tail.
The solar plane is an improvement on various prototypes that, after the project started in 2003, hovered in the air initially for just a few meters in 2009, then for a whole day in 2010 and eventually for 24 hours during the recent intercontinental flight.
Of course there are challenges that remain. The batteries need to be improved and lightened, while speeds need to increase — it presently flies on average at 43 mph, its maximum speed does not exceed 60 mph and it can fly only in perfect weather conditions.
Technicians, however, are working on it, and success is only a wingspan away.

domenica 20 gennaio 2013

JMJ2013: Voluntários filipinos promovem corrida para custear a viagem


No dia 7 de abril, os filipinos da cidade de Davao vão se reunir na corrida “Run for Rio”, ou “Correndo para o Rio” em português. O objetivo é arrecadar o valor para pagar a viagem dos cinco voluntários internacionais selecionados da cidade. Eles precisam de 150 mil PhP, o que equivale a cerca de R$ 7.500,00 (sete mil e quinhentos reais).
“A corrida vai acontecer primeiramente na cidade de Davao. O evento está sendo organizado pelos voluntários internacionais oficiais das Filipinas, mas as pessoas podem nos dizer se estão interessadas em estender sua ajuda, especialmente na organização da corrida”, explica Perry Paul Galario Lamanilao, um dos organizadores.
De acordo com Lamanilao, as expectativas pela JMJ são muitas e os desafios também. “Há muitas expectativas espiritual, física, mental e emocionalmente. No entanto, um dos maiores desafios agora é levantar fundos para enviar todos os voluntários da cidade de Davao ao Brasil”.
Lamanilao explica que o custo alto da viagem não desanima os filipinos que estão empenhados na arrecadação do valor. E ele ainda deixa uma mensagem aos voluntários que enfrentam a mesma dificuldade. “Lembrem-se que a cada dia nós devemos servir ao Senhor com alegria. Servir ao Senhor significa servir aos outros que estão especialmente em necessidade. Todos temos a necessidade de alguma coisa - amor, tempo, cuidados e compaixão. E assim, viremos de diferentes regiões do mundo, reunindo nossas orações para louvar a Deus e amá-lo ainda mais. A JMJ, para mim, não é apenas um evento, é um dia de mudança de vida para todos nós fiéis leigos. Uma grande voz. Uma fé forte. Uma Santa Católica e Apostólica Igreja. Que a Santíssima Virgem Maria, mãe de Deus nos prepare e rogue por nós, com todos os coros de anjos e santos no céu para a JMJ 2013. Nosso amor e orações a todos”.
Lamanilao conta ainda que pessoas de qualquer idade podem participar da corrida. Não há separação por idade ou peso. “As inscrições foram divididas em categorias, há corridas de 3, 5, 12 e 21 km. A taxa de inscrição é para nos ajudar com as despesas e, claro, recolher fundos para nosso grupo de voluntários. Ela depende da escolha dos quilômetros a serem corridos”, finaliza.
Os interessados em ajudar os jovens podem entrar em contato com eles pelo email runforrio.davao@gmail.com.

Seme di pace


(...)
Dialogando con la comunità del Movimento dei Focolari presente ad Aleppo è nato il progetto di sostenere una piccola scuola di ragazzi sordomuti (bimbi e bimbe, cristiani e musulmani). Questi bambini, sordi e muti alla guerra, alle divisioni e alle radicalizzazioni religiose, sono sembrati subito come la parabola della Siria futura, se davvero vuole uscire da questa tragedia.
Questa scuola di ascolto e di dialogo, composta attualmente di due classi, ha funzionato anche nel 2011/12 con lo stesso numero di classi dell’anno precedente e ha offerto servizi a 23 bambini, in maggioranza musulmani. Il personale è composto da una direttrice, sei insegnati, due logopediste e tre aiutanti delle insegnati, una bidella e due autisti.. Uno di questi è stato colpito con la moglie e con la figlia da un mortaio, mentre camminavano per strada. La moglie e la figlia sono morte sul colpo, mentre l’autista è rimasto gravemente ferito.
Dunque una scuola martire nel tempo della guerra, che appare, nelle sue ferite, come un segno per il tempo nuovo che deve venire. I bambini sordomuti rappresentano il loro essere sordi ai rumori della guerra, che altri hanno cominciato e condotto fino ad oggi, convinti che il rumore delle armi cambi la storia. Questi bimbi, musulmani e cristiani, nella loro impotenza raccontano il proprio no alla guerra, che distrugge ogni futuro, in particolare quello degli innocenti.

venerdì 18 gennaio 2013

"Adopt a tree"


As a follow-up to the Genfest 2012 in Budapest, the Youth for a United World in Albania launch the United World Project with a concrete proposal to revive their forests destroyed by fires.

Many hectares of forest were devoured by fires in different countries during the European summer last year as was the case in Albania. The Youth for a United World of this country decided to launch to their peers the idea of purchasing trees that they wanted to plant together in the burned areas. Hence the project name: “Adopt a tree”.
They wrote from Albania saying: “Feverish preparations were being made for this meeting since many weeks with many unexpected occurrences, such as the concurrence with the national holiday of the 100th anniversary of the country’s Independence. Many universities were closed for a few days and therefore many young people had returned to their home towns”.
Notwithstanding this situation, the 80-seat hall was packed with 140 young people who arrived in Tirana on the 28th and 29th November to spend two days as a follow-up to the experience lived at the Genfest in Budapest.
They shared: “The strongest and most beautiful experience we made was during the preparation of this meeting along together with a group of young people who had participated with us at the Genfest. They were at the forefront. Some took care of the meals, others the choreography, singing, testimonies, translation and dubbing of videos, presentations, etc…
“We felt very united among us. It gave us the strength to invite our friends by helping them find ways to remain in the city, even if some of the boarding schools were closed”.
The meeting was entitled “Do unto others as you want others to do unto you”, the golden rule present in almost all religions. During the two-day program, besides listening to the main themes of the Genfest, the United World Project was explained. It is an initiative pursued by the Youth for a United World throughout the world.
They concluded saying: “The young people who took part in this meeting were happy with this experience of unity and reciprocal love. Many thanked us because they have seen that a more united world can be achieved. It is possible to change the world around us by changing ourselves in the first place and that we are not alone in doing so.”
The Youth for a United World in Albania

giovedì 17 gennaio 2013

«Uno di noi», la firma che può cambiare tutto


Il logo della campagna
Non è solo una firma. È molto di più l’impegno a sottoscrivere «Uno di noi», la campagna promossa dai Movimenti per la vita nei ventisette Paesi della Ue per arrivare al riconoscimento giuridico dell’embrione. Serve un milione di firme per far intervenire il legislatore europeo. Ma l’obiettivo è ben più ambizioso. Per questo adesso è il momento della mobilitazione con la possibilità di aderire anche online (sul sito www.oneofus.eu) al progetto. «Occorre un maggiore sforzo da parte di tutti, innanzitutto sul piano culturale, prima ancora che politico, affinché la cultura della vita, che sono certo sia maggioritaria tra la gente del nostro Paese, così come tra i popoli dell’intera Unione europea, abbia giusta considerazione, trovi spazio e sostegno», spiega Franco Miano, presidente nazionale di Azione cattolica, che insieme con numerose sigle del mondo delle associazioni e dei movimenti presenti in Italia ha firmato un appello a favore dell’iniziativa. Per Miano «serve un’opera educativa dell’uomo per l’uomo, della vita per la vita. Solo così si potrà agire contro chi, spesso per puro interesse politico o economico, per meschine convenienze di parte, sostiene il più delle volte politiche di fatto abortiste o comunque contrarie a ogni forma di rispetto della vita umana». Leggi tutto

martedì 15 gennaio 2013

Albania: Progetto “Adotta un Albero”


Oltre a tutte le nostre aspettative, 140 giovani rappresentanti di tutta l’Albania si sono trovati per continuare il Genfest nella loro terra.
“Da varie settimane fervevano i preparativi per questa giornata con tutti gli imprevisti che potevano succedere. Il primo fra tutti era la festa nazionale del centinario dell’Indipendenza e solo a poco prima abbiamo saputo che tante università sarebbero chiuse e perciò tanti giovani tornavano a casa per quei giorni.
Nonostante ciò abbiamo deciso di non cambiare data e di affidare a Dio tutto. Avevamo preparato la sala per circa 80 persone e invece erano molte di più.
La realtà più forte e bella che abbiamo vissuto è stata la preparazione fatta a corpo con un gruppo di giovani che avevano partecipato al Genfest e che si sono sentiti protagonisti in prima persona.
C’era chi si impegnava nella parte organizzativa (merenda, pranzo, coreografie, canti) e chi invece lavorava alle testimonianze, alla traduzione dei video e doppiaggio e alla presentazione.
Ciò ha portato a creare un piccolo gruppo che ha testimoniato l’unità e ha fatto sperimentare a ciascuno che insieme tutto è possibile e ha spronato molti a invitare i propri amici e a trovare le soluzioni per rimanere in città anche se alcuni convitti avevano chiuso. 

La giornata aveva come titolo “Fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te!” ed era suddivisa in 2 parti: la mattinata con esperienze e il tema di Emmaus al Genfest e nel pomeriggio la parte più concreta di spiegazione dell’United World Project e di una proposta concreta da noi chiamata “Adotta un Albero”. (Durante l’estate anche in Albania si sono bruciati vari ettari di boschi ed è quindi nata l’idea di acquistare degli alberi che poi possano essere piantati nelle zone bruciate).

La realtà dell’amore reciproco è stata la base di tutta la preparazione e di tutta la giornata ed è ciò che ognuno di noi ha sperimentato. 
I giovani presenti erano tutti felici di questa esperienza e tanti ci hanno ringraziato di aver donato loro questa possibilità di vedere che il Mondo Unito è realizzabile e che è possibile cambiare la realtà che abbiamo attorno, cominciando per primi, ma che non si è soli nel farlo.
Ci siamo lasciati dandoci appuntamento in Mariapoli dove vorremmo continuare a sperimentare questa realtà di unità e di reciprocità vissuta oggi e con in cuore un grazie a Dio che ha collaborato a piene mani alla realizzazione di questa giornata.”
I GMU dell’Albania

lunedì 14 gennaio 2013

Olanda, una catena di sms


Dalla GMG a Madrid, passando per il Genfest e per la Giornata dei giovani cattolici olandesi: piccole storie di Vangelo che contagia.
Una catena di sms contenenti una frase della Scrittura con cui poter concludere la giornata insieme: l’idea è nata da un gruppetto di volontari della Giornata Mondiale della Gioventù, tra cui Nard, – un giovane olandese dei Focolari – con il desiderio di trovare un momento comune della giornata in cui andare in profondità con Dio. I numerosi impegni e il lavoro per la GMG sembravano ostacolare in ogni modo questo proposito. Grazie al desiderio di restare uniti e ai mezzi di comunicazione utilizzati bene, quel gruppetto di volontari ha cominciato a scambiarsi una catena di sms con cui condividere qualcosa di prezioso della giornata vissuta. Questa catena non è terminata a Madrid, ma continua tutt’ora e il numero di giovani che vi aderisce continua ad aumentare.
È una delle storie raccontate con freschezza ed entusiasmo al Katholieke Jongeren Dag (Den Bosch, 4 novembre 2012), l’appuntamento annuale dei giovani olandesi, dove anche il Movimento dei Focolari è attivamente presente da anni nell’organizzazione e nello svolgimento della giornata.
Molti giovani olandesi ricordano ancora l’intervento nel 2010 dei genitori di Chiara Luce Badano e di Maria Voce l’anno scorso. Quest’anno i gen erano presenti nel comitato organizzativo, nei vari servizi di volontariato durante la Giornata stessa e con uno stand sullo United World Project, lanciato al Genfest, e sulla vita di Chiara Luce.

sabato 12 gennaio 2013

Riflessione: Una strada per tutti


Tratto da una riflessione1 della sociologa Vera Araújo:
"(...) prima di inoltrarmi nei sentieri poco tracciati di un bosco piuttosto impervio, vorrei rifarmi ad un testo di Chiara Lubich che sempre mi ha colpito:
«… per farsi santi, basta fare la volontà di Dio. E’ stata una scoperta estremamente utile e meravigliosa. Ecco – dissi – una via buona per tutti, per uomini e donne, dotti e indotti, intellettuali ed operai, mamme e consacrate, laici e sacerdoti, giovani e anziani, governanti e cittadini… Ecco la via aperta alla santità per ogni essere umano. Mi sembrava di avere in mano la carta d’accesso alla perfezione, non soltanto per un’elite di persone – quelle chiamate al convento o al sacerdozio – ma per le folle» .
Davvero stupefacente, soprattutto se teniamo presente che per Chiara Lubich la santità significa l’essere umano “realizzato” nella sua piena maturità umano-divina . Questa universalità non esclude nessuna categoria di persone di qualsiasi latitudine e cultura; ma anche è posta e situata nella storia, vale a dire, nella propria vita professionale, comunitaria, civile, istituzionale. E’ in questi spazi che la volontà di Dio va incarnata come segno di vita nuova, come fermento che solleva la pasta.
1 IN TERRA COME IN CIELO, Vera Araújo, Novembre 2010 ai Delegati volontari/e e segreterie Umanità Nuova

giovedì 10 gennaio 2013

Young People Desire Heroism


Igino Giordani in «Fides», August 1955, pp.242-245
“It is a dangerous risk to abandon ourselves to God.” And young people want to embark on this dangerous adventure, to jump into the fray by loving God in the midst of the world.
Young people always run to a challenge. If they are not enfeebled by moral entanglements, they are always enamoured by the supreme beauty of God. Then they are prepared to face the most daring battle, the battle of faith.
They love the non-gratifying challenges of purity, of self-denial and dedication. But if they hesitate in front of Christ, perhaps it is because they are only familiar with a deformed image of Him, having been presented with a weak, worldly, mediocre version of religion, one coated by compromise and minimized by so many adaptations, like a secondary, marginal or even semi-clandestine activity, or something senile and boring, labouring as it strives to keep up with the pace of the generations.
Yet if young people are able to discover the true face of Christ, if they are able to grasp the real essence of the Church, then they will be fascinated precisely by the risk which (living) the Gospel entails. During the Church’s adolescence, the Early Church Fathers had said: “It is a dangerous risk to abandon ourselves to God.” And young people want to embark on this dangerous adventure, to jump into the fray by loving God in the midst of the world.
They do not know what to do with a Christianity that has been scaled down to the size of today’s world as if it were some sort of seasonal fashion. They want a Christianity that can be called “great.” They want it immense.

martedì 8 gennaio 2013

Cineforum : un’esperienza pratica

Da: http://cinado.blogspot.it/
Mario Ponta

Strumento pedagogico eccellente, il cineforum può essere un'occasione di crescita per i gruppi più vari. Nel documento allegato si racconta di un'espereinza fatta con una settantina di adolescenti. Partendo quindi dal vissuto, si sottolineano passo a passo le tappe della preparazione. Si capirà allora meglio che, prendendo il tempo necessario, il cineforum è un'attività alla portata di tutti.

lunedì 7 gennaio 2013

Week of Prayer for Christian Unity 2013

From www.oikoumene.org

At least once a year, many Christians become aware of the great diversity of ways of adoring God. Hearts are touched, and people realize that their neighbours’ ways are not so strange. 
The event that touches off this special experience is something called the Week of Prayer for Christian Unity. Traditionally celebrated between 18-25 January (in the northern hemisphere) or at Pentecost (in the southern hemisphere), the Week of Prayer enters into congregations and parishes all over the world. Pulpits are exchanged, and special ecumenical worship services are arranged.
Ecumenical partners in a particular region are asked to prepare a basic text on a biblical theme. Then an international group with WCC-sponsored (Protestant and Orthodox) and Roman Catholic participants edits this text and ensures that it is linked with the search for the unity of the church. 
The text is jointly published by the Pontifical Council for Promoting Christian Unity and WCC, through the WCC's Commission on Faith and Order, which also accompanies the entire production process of the text. The final material is sent to member churches and Roman Catholic dioceses, and they are invited to translate the text and contextualize it for their own use.
See Text

domenica 6 gennaio 2013

“SAN NICOLA DIVERSAMENTE”


I Giovani per un Mondo Unito della Polonia ci raccontano il loro “frammento di fraternità” costruito con i senzatetto che abitano vicino alla stazione di Varsavia
"Già l’anno scorso ci siamo impegnati all’azione “San Nicola diversamente” con la pastorale giovanile Studnia. Il nostro ruolo lo scorso anno è stato limitato a distribuire nel giorno di 6 dicembre i pacchetti già finiti. È stata un’esperienza forte e profonda.
Quest’anno abbiamo voluto ancor di più ripetere quest’esperienza, questa volta impegnandoci noi in prima fila ad organizzare tutto. Ci siamo messi a lavorare... per prima condividendo la nostra idea con tutta la comunità locale di Varsavia. Nell’e-mail mandato a tutti abbiamo proposto vari modi di partecipazione nel nostro progetto. Ad esempio: attraverso un sostegno spirituale - preghiere in questa intenzione, preparando insieme i biscotti, i panini, facendoci arrivare pacchetti già pronti da distribuire il 6 dicembre.
Sin dall’inizio abbiamo sentito la forza della preghiera, ed anche il sostegno finanziario - abbiamo raccolto circa 600 PLN (150 euro). Si avvicinava il giorno della distribuzione dei pachi ma per vari motivi il numero dei giovani diminuiva sempre di più... ma non perdevamo la pace dentro di noi. Una di noi ha raccontato del nostro progetto ad una collega di lavoro dicendo cosa avremmo messo nei pacchetti e che abbiamo ancora i soldi e ci chiedevamo che altro possiamo mettere nel pacchetto... All’improvviso ha tirato fuori 50 PLN con tanta gioia di poter partecipare in questo progetto ha chiesto di informarla sempre sulle azioni simili. Poi ha suggerito: forse potreste mettere anche i guanti? Ottima idea!