venerdì 30 novembre 2012

Cultural Night shows Brazil to the international delegates

Fonte: www.rio2013.com/en
Nov. 28, 2012

The erudite met the samba. The ludic, history, culture and the faith also were at the party. This is how we can describe the presentations at the Night Faith and Culture – Meetings between Brazilian Rhythms, last Tuesday at Espaço Tom Jobim.  
Two hymns were played at the opening of the performance by the Brazilian Young Symphony Orchestra. The first was the Brazilian Anthem to start the night and then the Hymn of the WYD Rio2013.
The official melody of the event went along with the Hail Mary, by Charles Gounod and Johann Sebastian Bach, played with a cavaquinho (string instrument like a small guitar). After the prayer, came the opera “ O Guarany”, by Antonio Carlos Gomes. The show had then “The Prelude”, by Franz Liszt. The night got the voice of Marlui Miranda who sang the Our Father in Tupi, which was the most spoken language at Brazilian seacoast in the XVI century.
The juvenile choir of Brazilian Symphony Orchestra performed O Trenzinho do Caipira, by Heitor Villa-Lobos and Ferreira Gullar. The show went on with the Brazilian culture O Cio da Terra, Asa Branca and Garota de Ipanema.
The apice was when the Bateria of Unidos da Tijuca Samba School (percussion) showed up, singing Cidade Maravilhosa , with “Mestre-sala” and “ Porta-bandeira”. The closing was made by Olivia  Ferreira and Guilherme singing the Official WYD Rio2013 Hymn.

giovedì 29 novembre 2012

Non bisogna essere degli eroi per salvare vite


«Ho conosciuto i Focolari grazie ai Giovani per un Mondo Unito che erano nella mia classe al liceo. Mi piaceva il Movimento e avevo un forte desiderio di amare concretamente, ma avevo paura di non potermi avvicinare all’Ideale dell’unità, poiché ero lontano dalla religione.
Non amo essere chiamato ateo, poiché oggigiorno l’ateismo viene letto come posizione in feroce contrapposizione alla Chiesa e alle religioni. Io, invece, cerco di mettere il rispetto davanti ad ogni persona e cosa: per questo preferisco essere chiamato “non credente”.
Vivere ogni attimo amando è ciò che mi fa sentire un vero gen, brillare più che posso, affinché qualcuno sia colpito dalla mia luce.
Vivere in mezzo a tanta gente che è sempre pronta ad amare mi ha fatto capire che non bisogna essere degli eroi per salvare vite. Se si ama nell’attimo presente dovunque, le persone cambiano. Un piccolo gesto di gentilezza può far venire il sorriso e può innescare una serie di eventi positivi a catena – crea una porzione di mondo unito.

mercoledì 28 novembre 2012

Giornata Mondiale della Gioventù - Rio 2013


Il conto alla rovescia per la GMG di Rio2013 accelera sempre di più i cuori e riempie di speranza milioni di giovani che hanno il loro incontro prenotato nella Città Meravigliosa dal  23 al 28 luglio del prossimo anno.  Le varie conquiste e momenti sono festeggiati da tutti durante questo tempo di preparazione.  Questa settimana il sito ufficiale della GMG avrà un nuovo layout. Ossia, cambia l’aspetto, aumenta l’interattività, si migliora sempre più affinché tutti possano restare connessi per sapere cosa succederà un questi poco più di 250 giorni che ci dividono dal grande incontro con il Papa Benedetto XVI.

martedì 27 novembre 2012

MESTIERE INSEGNANTE, SOLO QUESTIONE DI ORE?


Di  Patrizia Mazzola

Le ultime proposte fatte dal Governo sulla Legge di stabilità hanno suscitato reazioni in tutto il mondo della scuola. Purtroppo il dibattito nel Paese si ferma sempre sulla professione docente mentre le riforme scolastiche  affrontano di rado una progettualità “politica” del sistema educativo e cioè “cos’è la scuola, a che serve, che cittadino prepara” e così via. La famiglia rimane sempre più assente dalla scuola, delegando a piene mani la formazione dei propri ragazzi al sistema. I genitori si fermano ben poco con i propri figli: baby sitter, tv, tablet e smartphone sopperiscono a tante carenze relegando la genitorialità in un angolo. 
Sappiamo tutti quanto sia indispensabile la collaborazione tra scuola e famiglia, sono state scritte pagine su pagine da esperti, ma purtroppo tutto ciò rimane sulla carta. In questi giorni sono stati approvati centinaia di documenti dai collegi dei docenti di  moltissime scuole. 

domenica 25 novembre 2012

Genfest: non un ricordo soltanto


Flashmob realizzato dai 12.000 partecipanti al Genfest 2012
Sono passati alcuni mesi dal Genfest; ma il Genfest non è un ricordo.
Sentiamo "vivo" il desiderio in ciascuno di continuare a costruire ponti concretamente. Sono tante le iniziative in corso per testimoniare quanto vissuto in quegli splendidi giorni.
Eravamo 541 di cui Albania: 55, Campania e Potenza: 302, Puglia e Matera: 184.
Siamo riusciti con l'aiuto di tutti a sostenere economicamente il viaggio e l'organizzazione dell'evento a Budapest.
Alcuni di noi facevano parte della band musicale e altri erano inseriti nelle performance del programma.
Adesso il Genfest continua anche con la raccolta delle firme per lo United World Project.
Cerchiamo di diffonderlo il più possibile utilizzando tutti i canali a nostra disposizione (twitter, facebook, google+ etc).
E contiamo sull’aiuto di tanti: basta inserire  in calce alla propria mail il link alla pagina per la raccolta delle firme online (http://petition.unitedworldproject.org/).
Sappiamo che sono in cantiere le più varie iniziative, ed ora che si avvicina il Natale vorremmo intensificare l’impegno per la raccolta firme, così da raggiungere l’obiettivo che ci siamo proposti.
Il lancio del Progetto ci pare anche un’occasione per sensibilizzare tanti giovani a quello che chiamiamo
 “Gesù Abbandonato quotidiano”: interventi tempestivi di aiuto concreto a chi soffre per guerre, calamità naturali. Come non avere particolarmente a cuore la dolorosa situazione che stanno vivendo in Medio Oriente (Siria e Terra Santa) che tutti seguiamo con trepidazione? Così per la Nigeria, Cuba, e i paesi violentemente colpiti dall’alluvione. 
Come Giovani per Mondo Unito ci siamo messi in moto per la raccolta di aiuti a sostegno di queste popolazioni.  
Aggiornamenti sui siti  www.y4uw.org e www.focolare.org .

I giovani dell’Albania, Basilicata, Campania, Puglia

Let's Bridge... a Scampia!

I giovani dei Focolari si rimboccano le maniche in uno dei quartieri più difficili di Napoli per riparare una baracca fatiscente, ripulire un parco, creare momenti ricreativi per i bambini
“Let's Bridge... now!” è il titolo scelto per l’iniziativa dei Giovani per un Mondo Unito (GMU) del Movimento dei Focolari, che sabato 3 novembre ha animato le strade di Scampia, con il concorso dell’Opera “Don Guanella” ed il sostegno dell’VIII Municipalità del Comune di Napoli.
Non solo un semplice titolo, ma un vero e proprio impegno che si è concretizzato in un quartiere della periferia nord della città di Napoli, in cui criminalità e degrado regnano sovrane. Sono arrivati da tutta la Campania in circa 180. Ospitati nell'oratorio della parrocchia di santa Maria della Provvidenza da don Lillo De Rosa, nella mattinata hanno voluto riportare un pezzo di Genfest, l’evento che ha raccolto più di 12.500 giovani provenienti da tutto il mondo, a Budapest dal 31 agosto al 2 settembre.
Canti e danze hanno coinvolto tutti i presenti, che hanno avuto la possibilità, per chi ha sperimentato l’avventura del Genfest, di riviverla, e per tanti altri, invece, di toccare con mano un mondo dove è possibile che giovani di religioni e culture diverse e credenze non religiose possano lavorare insieme per la fraternità. In che modo? Attraverso le parole di Nancy, di Casoria, partita per pura curiosità, compiendo un vero e proprio salto nel buio, e ritornata invece con una forte carica, insieme a tanti che erano con lei in quei giorni, anche i più scettici, con la voglia di coinvoglere tanti altri per trasmettere quel “miracolo avvenuto in lei”.

sabato 24 novembre 2012

Holy Land: United World Project

News from the Y4UW in Jerusalem:
Thank you for your unity and prayer. We are all well. We are in constant contact with our community in Gaza and they tell us that they are also ok.Last Friday, a group of thirty Youth for a United World (Y4UW) gathered in Jerusalem to launch the United Word Project. This presentation coincided with the siren alert that was sounded all over Jerusalem. It really seemed like a utopia to speak about unity in such circumstances, dominated by a great fear. Nevertheless, the Y4UW courageously continued the scheduled programme till the very end, certain to take upon their shoulders the challenge of being true peace-builders.
We continue to offer everything and greet you with all my heart.”
Notizie dai GMU in Gerusalemme:
“Grazie della vostra unità e preghiera. Siamo tutti bene e anche la nostra comunità di Gaza con la quale siamo continuamente in contatto.
Venerdì scorso allorché ha suonato la sirene su Gerusalemme, un gruppo di una trentina di Giovani per un Mondo Unito erano insieme per presentare il United Word Project. Sembrava proprio una utopia parlare di unità in questa circostanza dove la paura era grande. Hanno svolto tutto il programma previsto con la certezza di essere in prima persona costruttori di pace.
Continuiamo a offrire ogni cosa e vi salutiamo con tutto il cuore.”


venerdì 23 novembre 2012

Fraternità in politica: invito


Ungheria: Onorificenza ai Giovani per un Mondo Unito

“Il 20 novembre alle ore 11 il ministro per le Risorse Umane, Zoltán Balog, ha dato un onorificenza a noi, Giovani per un Mondo Unito.
Il premio ha conferito il sottosegretario, Miklós Soltész, che ha sottolineato tra l’altro: quando si dà un riconoscimento, questo vuol dire che quelli che lo ricevono sono i modelli per gli altri sul campo dove hanno esercitato la loro attività.
E’ una cosa importantissima sostenere fisicamente e spiritualmente e servire i giovani per molti anni. Il premio ha ritirato Feri - il responsabile della nostra zona.
L'argomento ufficiale è così: la sezione giovanile del Movimento dei Focolari ha esercitato un’attività professionale, efficace, esemplare e di valore
Altre foto: https://plus.google.com/photos/111534611165100812141/albums/5812871462601927889?authkey=COn3rf2lq-yz8QE
Con i saluti di tutti i/le gen e GMU dell’Ungheria: Let’s Bridge!”
Rita, Ágoston, Cinzia e Gábor

giovedì 22 novembre 2012

Thanksgiving Day



Il Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day in inglese) è una festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d'America (il quarto giovedì di novembre) e in Canada (il secondo lunedì di ottobre) in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto.

Questa storica tradizione, in origine di derivazione religiosa ma ora considerata secolare, risale all'anno 1621. Quando fu effettuato il raccolto nel novembre 1623 William Bradford, Governatore della Colonia fondata dai Padri pellegrini, a Plymouth, nel Massachusetts, emise l'ordine:
« Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli ed i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina... per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni. »
I Padri pellegrini, perseguitati in patria per le loro idee religiose piuttosto integraliste, decisero di abbandonare l'Inghilterra e andare nel nuovo mondo, l'attuale America del Nord. 102 pionieri (52 uomini, 18 donne e 32 bambini) imbarcati a bordo della Mayflower, arrivarono sulle coste americane nel 1621, dopo un duro viaggio attraverso l'Oceano Atlantico; durante il viaggio molti si ammalarono e tanti morirono. Quando arrivarono, l'inverno era ormai alle porte; si trovarono di fronte ad un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo da nativi americani. I Pellegrini avevano portato dall'Inghilterra dei semi di vari prodotti che si coltivavano in patria e li seminarono nella terra dei nuovi territori; vuoi per la natura del terreno, vuoi per il clima, la semina non produsse i frutti necessari al sostentamento della popolazione, per cui quasi la metà di loro non sopravvisse al rigido inverno. Questa situazione rischiava di riproporsi anche l'anno successivo se non fossero intervenuti i nativi americani (gli indiani) che indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare, in specie il granturco ed i tacchini. Dopo il duro lavoro degli inizi, i Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l'abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. I coloni invitarono alla festa anche gli indigeni, ai quali dovevano molto se la loro comunità aveva potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento nei nuovi territori, gettando le basi per un futuro prospero e ricco di ambiziosi traguardi. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono pietanze che divennero tradizione per le feste - in particolare il tacchino e la zucca - insieme ad altre carni bianche, carne di cervo, ostriche, molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline.

BURKINA FASO: Flash News sul “United World Project”

“Sono Richard Atemnkeng, Paul Kisyaba e Dominique Djiré.
Due settimane fa abbiamo lanciato “United World Project” ai giovani. Abbiamo organizzato una festa invitando i nostri amici. Sono venuti 80 in tutto e 50 erano nuovi. Dopo un’accoglienza calorosa, abbiamo presentato il “United World Project” e siamo rimasti molto contenti da come hanno ben accolto il progetto. Si sono subito sentiti coinvolti. Infatti, hanno subito chiesto: “quando vi trovate per l’incontro?”; “possiamo venire anche noi?”; “volete venire a parlare ai nostri giovani in scuola?”
Così, abbiamo raccolto 80 firme per il “United World Project”. Ognuno è partito con il desiderio di potare la buona notizie ai loro amici nelle scuole. Già oggi abbiamo sentito da uno di loro, che in qualche scuola hanno chiesto il permesso dal preside della scuola e hanno parlato del “United World Project”! In uno delle scuole 150 giovani hanno subito dato le loro firme. Aspettiamo ancora le notizie dagli altri scuole.
Il 24 novembre ci siamo dato l’appuntamento di andare in un ospedale dello Stato per fare le pulizie, un atto concreto che dimostra concretamente la nostra adesione al “United World Project”. Vi faremmo arrivare le notizie.
Nel mese di dicembre, abbiamo programmato di andare con gli adulti per fare una festa per i prigionieri.”

mercoledì 21 novembre 2012

On New Year’s Eve, we are planning to continue the Genfest spirit through a party (by invitation) at Loppiano, Italy. There we could meet again with those who were present at Budapest and get to know all the others who couldn’t make it.
 
A Loppiano, stiamo organizzando una festa (su invito) sull'onda del Genfest, per potersi incontrare per chi c'è stato, e conoscersi per chi non c'è stato.


WORKSHOPS
LIVE CONCERT

Special guest: Genfest Band (and more!)
PARTY / DJ SET
Special Guest: Crydamour DJ (Spain)
Necessaria la prenotazione
Reservations required.
Tel: +39 055 9051102     
E-mail accoglienza@loppiano.it

martedì 20 novembre 2012

"War is a useless massacre"

“War is a useless massacre” once said Igino Giordani (Foco), Italian politician, writer and journalist, born September 24, 1894 at Tivoli, died at Rocca di Papa on April 18, 1980.
We presume you would appreciate seeing the Statement by Dr. Ron Kronish, the Secretary General of the Inter-religious Coordinating Council in Israel, on the recent violent conflict between Israelis and Palestinians in Gaza. This clear short statement points in the right direction.  
We remain in solidarity with all sincere religious believers in Palestine and Israel who yearn for a genuine and just peace.
“Dear friends,
As the war in the South of Israel and in Gaza rages, we are anxiously hoping that a ceasefire will be announced today or tomorrow, before more lives are lost on both sides and even more physical and psychological trauma sets in, causing further damage to both the Palestinian and the Israeli peoples. The sooner the violence stops the better - we need to return to dialogue and negotiation rather than use war as a form of conflict resolution.
We believe that the use of force cannot resolve our conflict. Negotiations for peace are the only way to bring about sustainable security for all peoples in the region.
In the meantime, we continue our peace-building work on the ground in Israel, bringing Jews, Christians and Muslims together in ongoing dialogue and educational programs for youth, women, religious leaders, and educators.  In the end, peace will ensure us more security than ongoing war and recurring violence.
L'Shalom,

Dr. Ron Kronish
Director, ICCI”

domenica 18 novembre 2012

Cuba: è nella "notte" che si vedono le "stelle"

Erano tempi di guerra e tutto crollava...  questa frase di Chiara Lubich ha accompagnato arditamente l’alba del 25 ottobre. La notte era stata di incertezze e paure, in mezzo alla penombra, i venti, l’acqua ed i rumori di quanto cadeva; nella mia casa non è crollato il tetto e non avevamo idea del dramma che allo stesso tempo stavano vivendo migliaia, centinaia di migliaia di famiglie nella città di Santiago di Cuba e in molti dei suoi villaggi più vicini.
Soltanto quando è incominciato ad albaggiare il giorno e a diminuire la pioggia e il vento, abbiamo affrontato la realtà; abbiamo visto prima di tutto i luoghi più vicini del vecinato o il lavoro, poi in tutta la città la furia con la quale il vento ci aveva spogliato della vita, tetti, case, edifici publici, templi, dell’ombra ed il verde degli alberi; la furia con la quale il vento della notte aveva messo in evidenza la precarietà e vulnerabilità di tanti.
Quanto lavoro e sforzo, quanto luoghi di materiale che Sandy ha portato via con sè, mi dicevo. Di quello non c’è immagine che si possa prendere e plasmare: nessuna si avvicina alla realtà. Alcuni piangono, altri sistemano; ci sono chi aiutano, altri si approfittano e cercano di lucrare con la perdita altrui; ci sono chi da una mano per pulire, raccattare, mettere a posto, altri rimangono nel lamento inutile o nell’attesa che altri facciano quello che tocca a loro.

sabato 17 novembre 2012

Una striscia di esplosivo

Nuova crisi a Gaza: molteplici ne sono le ragioni, molteplici possono esserne le conseguenze, mentre la precarietà impera in tutti i Paesi della regione araba
Ci risiamo: l’annosa tensione tra Hamas e Israele si concentra su quella angusta bandella di terra sul Mediterraneo tristemente conosciuta come Striscia di Gaza. Riprendono contestualmente i bombardamenti a tappeto da parte israeliana – con uccisioni mirate di esponenti di spicco di Hamas, ma anche di tanti innocenti, “effetti collaterali” a cui non possiamo mai abituarci, pena la decadenza del nostro “tasso di umanità” –, così come ai lanci di missili più o meno artigianali dalla Striscia verso il sud d’Israele.
Perché questa recrudescenza? Innanzitutto perché le elezioni anticipate in Israele si avvicinano: certi partiti politici, sostanzialmente quelli al potere ma non solo, hanno tutto l’interesse a ripresentare alla propria opinione pubblica la necessità di combattere efficacemente il nemico pubblico n° 1, cioè Hamas. Un’operazione fattibile solo da chi ha di fatto la forza militare dalla propria parte. L’esercito e i servizi israeliani in questo contesto fanno pesare la loro forza.
C’è poi da considerare la grave incertezza che ormai da due anni attraversa tutti i Paesi arabi della regione, nessuno escluso. Sul Golan le scaramucce tra gli eserciti israeliano e siriano rischiano di degenerare, con l’incognita delle “provocazioni” attuate dai cosiddetti ribelli. In Giordania ed Egitto la “transizione araba” non ha trovato ancora una composizione definitiva, anche per l’inattesa crescita esponenziale dell’influenza dei salafiti nella vita politica e sociale, dopo che i Fratelli musulmani stanno conquistando il potere elettoralmente in diversi Paesi arabi, mentre in altri cresce comunque la loro influenza.

venerdì 16 novembre 2012

Peace, Europe, Future: What does peace in Europe mean to you?

It’s also yours: come and receive the Nobel Peace Prize 2012
Congratulations!
Did you know that you have won the prestigious Nobel peace prize? This year the European Union and its 500 million people were awarded this prize for turning Europe from a continent of wars into a continent of peace. The award will be presented in the Norwegian capital Oslo on 10 December 2012.
4 young Europeans - maybe you? - will be accompanying EU leaders to collect this prize.
Are you up for this?
Are you between 8 and 24 years old? Are you a national of an EU country, an acceding country or candidate country to the EU?
Then tell us: What does peace in Europe mean to you? 
Get your pencils and paper - or a computer - out and send us your drawing  (if you are between 8 and 12) or short text of maximum 120 characters (if you are between 13 and 24) by 25 November 2012.
The European Youth Forum, partner of the EU for this contest, will pre-select the 16 best entries for each age group (8-12; 13-17 and 18-24) and a jury will select three final winners (one for each age group).
The 16 pre-selected entries from the categories 18-24 will also be posted on Facebook for a vote by the public. The candidate with the most votes will be invited to Oslo. This winner will also be invited to come to Strasbourg for a special event around the Nobel prize on 12 December, and so will the 9 runners-up!
You could be one of the 4 lucky young Europeans winning a trip to Oslo and an unforgettable experience of the Nobel Peace Prize celebrations!  
Read the rules of the contest and fill in the form below to participate:
http://consilium.europa.eu/peace4eu?lang=en

giovedì 15 novembre 2012

Tutti solidali coi clochard

Il Comune di Milano avvia la raccolta di indumenti pesanti da distribuire ai senza fissa dimora. Dal 2013, inoltre, sarà potenziato e reso gratuito il servizio docce
Coperte di lana, sacchi a pelo, cappotti e giacconi invernali. Il Comune insieme a dodici associazioni attive nel sostegno e nell'accoglienza dei clochard raccoglierà questo materiale con nove gazebo che verranno allestiti nel capoluogo lombardo, sabato prossimo 17 novembre, per poi distribuirlo ai senza tetto in previsione dell’inverno.
A questo proposito sempre il Comune di Milano invita a segnalare le persone in stato di bisogno e a contattare le due strutture comunali che si occupano del soccorso e della prima accoglienza di chi ha bisogno di un posto letto: il Centro aiuto stazione Centrale e la Casa dell'accoglienza (viale Ortles).
Con questa iniziativa dall'assessorato alle Politiche sociali si chiede ai milanesi di dare una mano a chi si trova in difficoltà, donando quello che non si usa più per darlo ai senzatetto e a chi ne avrà bisogno nei mesi invernali che ci aspettano.
Un’altra operazione, denominata "Operazione dignità", sarà attivata prossimamente sempre dal Comune di Milano attraverso l’Assessorato ai servizi sociali. Dalla prossima settimana e per il resto dell’inverno, gli uomini dell’assessorato faranno dei sopralluoghi notturni, e tra loro ci sarà lo stesso assessore Majorino. Perché, spiega quest'ultimo: «Dobbiamo uscire da una logica dell’accoglienza come emergenza e garantire sempre di più standard di qualità. Il diritto alla dignità deve riguardare tutti, anche chi vive per strada».
E in emergenza, appunto, lo scorso anno fu aperto il mezzanino della stazione Centrale: un rifugio per le notti più fredde. «Quest’anno abbiamo aumentato i posti letto fino a 2.500 e vorremmo garantire a tutti un riparo migliore». Si comincerà con il potenziare le docce, attualmente distribuite in tre diversi punti della città. Per utilizzarle, clochard e bisognosi pagano un euro. Dal 2013 saranno gratis e a chi si presenterà, verrà chiesto di compilare una scheda: un modo per cercare di creare un contatto con i servizi sociali. L’obiettivo è anche aumentare l’offerta creando una "rete" con le strutture del terzo settore: da solo, il Comune garantisce 2.500 docce al mese per un massimo di 30mila all’anno; si potrebbe arrivare a 5mila al giorno.

mercoledì 14 novembre 2012

You Taught Me Forgiveness

At her father’s bedside, a Burundese member of the Focolare remembers the deeply Christian lessons he gave to her.
“I lost my Mother, my uncle and his wife at the beginning of the war in 1993. All three of them were murdered by some people from our own quarter, people whom we knew well. Then Father took our orphaned cousins to live with us. There were fourteen of us altogether and Father never showed any partiality towards any one.
In order to keep us together Father decided not to remarry. Being the oldest, I helped him out because the smaller children were feeling their mother’s absence. To my proposals that we seek justice against those who had killed our relatives, Father always helped us to forgive, explaining to us the significance of reconciliation.
He suggested to my brothers that they start a “club”, an association for young people that would promote peace and reconciliation. This club contributed to returning peace to people’s spirits in our Commune.

lunedì 12 novembre 2012

Emergenza Siria: un appello per i profughi

I profughi siriani sono ormai oltre 300.000. Si sono riversati in Turchia, Iraq, Giordania e Libano. Una situazione drammatica in bilico. Cosa possiamo fare.
Un milione e mezzo di siriani sono sfollati dalle zone più “calde” del Paese
Decidere di lasciare la propria terra, la propria casa, il lavoro, gli amici, è un fatto traumatico, quando non si ha altra scelta. Non si può prevedere se e quando si potrà ritornare e se si troverà ciò che si è lasciato. Un milione e mezzo di siriani sono sfollati dalle zone più “calde” del Paese verso regioni meno pericolose, mentre 311.000 – queste le ultime stime dell’ONU – si sono rifugiati nei Paesi confinanti: Turchia, Iraq, Giordania e Libano.
Non si intravvede ancora una possibile soluzione di questo conflitto che vede schierate su fronti opposti le forze governative e le forze di opposizione; anzi, si teme un’estensione della crisi a livello internazionale.

Cuba, dopo l’uragano Sandy

Prima ancora della costa orientale degli Stati Uniti, è stata colpita l’isola di Cuba con gravi danni. Giovani e ragazzi dei Focolari, insieme a tanti, impegnati negli aiuti.
Dopo il passaggio dell’uragano Sandy nella parte orientale dell’Isola ci scrivono da L’Avana: «La città di Santiago e altri paesi della regione circostante sono stati fortemente colpiti. Si prevedeva una ‘tormenta tropicale’, ma, in pochissime ore, si è convertita in un uragano di categoria 3. Le situazioni più gravi sono dovute alla distruzione delle abitazioni e delle coltivazioni».
Secondo fonti governative, da una prima valutazione risultano 15.392 le case distrutte totalmente, e 36.544 parzialmente, senza contare gli effetti sugli ospedali, scuole, chiese ed altre infrastrutture pubbliche. I danni provocati dall’uragano hanno compromesso una situazione abitativa in tanti casi già precaria.
La situazione è molto difficile: scarseggiano i viveri, i materiali per la ricostruzione. Dopo una settimana comincia a ripristinarsi la corrente elettrica.
La comunità dei Focolari, in particolare i giovani e i ragazzi, sono attivissimi nell’aiutare a sgombrare le strade, ad effettuare piccole riparazioni nei loro quartieri, a preparare le mense per i poveri nelle parrocchie.

domenica 11 novembre 2012

USA: Genfest experiences

Letting go of my worry
As a high school senior, I am often stressed by the prospect of what I will do with the rest of my life. The questions of my future eat away at me constantly: what college will I go to? What will I study? What will my career be? These unanswered questions all place a lot of pressure on me.
However, at an international meeting for young people following Genfest, having met so many wonderful happy people who are living various vocations, I came to a profound understanding: no matter what I do, where I go, whatever happens in my life, as long as I live a life of service and love, I will be happy. So whether I work in a construction company, become a priest or own a multibillion-dollar company — if I live the spirituality of unity, it doesn’t matter. At the end of my life, I will be happy with how I’ve lived. And so this has allowed me to let go of my worry and just let God take me where he chooses.
Corbin Cali, Texas
 
Love knows no barriers
Among these experiences shared at the Genfest, one that was very profound for me was of a young person from Egypt. In the span of six years, he had been through so much suffering — first the death of his mum and then his sister, and shortly afterwards he himself was diagnosed with the same disease. I wanted to go and find him, to tell him “thank you” and that he wouldn’t have to suffer alone, that we would live this together. It was the end of the programme, and everyone was leaving to start the march for the flash mob, so it would have been a miracle to find him. God must have arranged it, however, because two minutes after exiting the stadium I saw him! We started talking and laughing, and he looked at me, and with this big, sincere smile said: “God loves us very much.” It was such a strong moment of God that I don’t have words to describe it. We promised each other that we would pray for one another. It was a lived “Let’s Bridge” experience because we probably will never see each other again, but the connection is there and we will continue to pray for the other.
Jessica Berends, Michigan

venerdì 9 novembre 2012

Napoli: I Giovani per un Mondo Unito "invadono" Scampia


È il 1967: Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, si rivolge ai giovani con queste parole “Giovani di tutto il mondo unitevi!”.  Una frase, la sua, che segnerà, nell’anno successivo, l’atto di nascita del Movimento Gen (Generazione nuova): la vecchia generazione lasciava il testimone alla nuova; è l’immagine di una cordata che insieme, ma attraverso esperienze diverse, vuole realizzare il testamento di Gesù, “Che tutti siano uno”.
Nel 1985 sarà il momento dei giovani per un mondo unito: il loro obiettivo è costruire la fraternità universale, attraverso iniziative concrete quali raccolte fondi per progetti di solidarietà e attività di valorizzazione del territorio. In tutto il mondo ci sono tantissimi giovani che vivono per questo ideale, ma hanno l’opportunità di incontrarsi tutti insieme? Chiara aveva pensato a tutto: il Genfest. La prima edizione si tenne nel 1973 a Loppiano (Toscana) con circa 8000 giovani. Soltanto due anni dopo ben 20000 giovani si ritrovarono al PalaEur di Roma alla presenza del papa Paolo VI che li salutò dicendo: «Nasce un mondo nuovo».

mercoledì 7 novembre 2012

Scardinare la xenofobia coltivando la relazione

Cresce in Europa il sentimento di ostilità verso le minoranze. Come arginare questo fenomeno? Le proposte di un centro di ricerca tedesco
Cosa sta alle origini degli atteggiamenti xenofobi? E che si può fare contro la discriminazione? Fin dal 2002 l’università di Bielefeld, nella Renania Vestfalia, ha avviato una ricerca approfondita sul fenomeno della crescita dell’ostilità verso le minoranze che comincia a destare scalpore a livello internazionale. Gli scienziati indagano sui modelli di percezione adottati dalla maggioranza nei confronti delle persone di provenienza sociale, etnica e religiosa diversa. Le analisi empiriche mettono in evidenza alcuni risultati rilevanti: «La discriminazione costituisce un ostacolo decisivo all’integrazione. Chi, però, è costretto a vivere continuamente esperienze di emarginazione, non si sente parte integrante della società».

martedì 6 novembre 2012

Egitto: Con i prigionieri eritrei

Questo Servizio è iniziato quando un gruppo di giovani della Chiesa Anglicana ci hanno chiesto di preparare 150 pasti, circa, per i prigionieri egiziani e stranieri. Abbiamo risposto di sì a questa richiesta e durante tutta la notte abbiamo preparato questi pasti per la mattina dopo. Mentre cucinavamo abbiamo saputo che tanti dei prigionieri sono dell’Eritrea.
Lì per lì, siamo rimasti molto colpiti da questo fatto ed abbiamo deciso di visitare i prigionieri con questo gruppo della Chiesa Anglicana. Entrando nella prigione, siamo rimasti molto colpiti da quello che abbiamo visto. È stata un’esperienza fortissima.
Perciò, abbiamo deciso di visitare questi prigionieri eritrei regolarmente. Durante la visita, cerchiamo di capire insieme le loro esigenze e, per quanto possibile, cercare di sodisfare le loro richieste nella visita seguente. In loro abbiamo visto l’ammalato, lo straniero, il bisognoso, il nudo... Abbiamo capito anche il valore della libertà.
Giovani per un Mondo Unito dell’Egitto.

Pakistan: A hard day's work


Photographer Anjum Naveed immortalizes some a group of Pakistani boys returning home after a day's work on the outskirts of Islamabad. Their survival is based on the collection of recycled items that is later reused. They are silhouetted against the sunset while they are heading home after a day of work.
Pakistan on Sunday, Nov. 4, 2012.

lunedì 5 novembre 2012

USA: Hurricane Sandy Aftermath - “LET’S GIVE!”

The Y4UW from New York wrote us the following email:
“We want to give you some news after the Hurricane Sandy. 
Many states in the east coast were hit and the amount of damage is huge and still difficult to calculate. Communications have been cut off in the areas most affected and only now we are being able to get in touch with many of our people in the communities. They are all well but many still without electricity, phone connections and gasoline. The public transportation is also not fully running which makes it even harder to move around and go to help. We know of two families that lost their houses with all their belongings. The local communities are close to them doing all that they can: cooking meals, giving them a warm place to sleep, pumping out the water, washing clothes, etc.
In these last few days the cities, especially New York are organizing different help initiatives and asking for volunteers. Some of the youth together with the gen are helping now one of our families and are looking into opportunities to collaborate with the city and the Archdioceses in initiatives such as: giving blood, distributing food and clothing, etc.  There is a slogan that our youth start using among them: Let's give!
All this is still at the first stages and we will keep you informed as we receive more news. Meanwhile we count on all your unity and prayers so that this big suffering of our people can be an opportunity to build unity and the united world.”

domenica 4 novembre 2012

A feast with Chiara Luce

29th October: commemoration of Chiara Luce. In intense moment for remembering her and seek to follow her example
In Sassello, the town where Chiara Luce was born, from 27th to 28th October a large number of young people met together to celebrate her feast day. The title chosen for the weekend was: ‘I have everything’. In four stages the young people went around the town and listened to many things from people who had witnessed the life of Chiara Luce. They felt as if they were having a truly personal rendezvous with her. Meeting Chiara Luce’s parents, Ruggero and Maria Teresa Badano was a powerful moment. They spoke of many details from Chiara Luce’s life right up to the last period of her life when she began her intense journey towards heaven. Immediately after that there was a time of adoration of the Blessed Sacrament, where readings from some things written by Chiara Luce were interspersed between pauses for thought, and then a visit to the cemetery, to ‘get together’ with Chiara Luce in a moment’s intimate conversation. Chiara Luce’s young people, however, with find it easy to go from moments of profound reflection to moments of joyful recreation, all lived with the same intensity and a spirit aiming at the highest values, as was seen at the party at the end of the day run by a young DJ.

sabato 3 novembre 2012

Un weekend speciale a "colloquio" con Chiara Luce



A Sassello, il paese natale della Beata Chiara Luce, non è un weekend come gli altri. È qui infatti che il 27-28 ottobre i giovani si sono dati appuntamento, nonostante le previsioni atmosferiche non certo incoraggianti, per festeggiare la Beata ligure. 

Dopo una mattinata di preparativi sotto un cielo grigio e piovoso, quando ormai manca poco all'inizio, uno sguardo all'insù e la sorpresa: è invece un cielo rasserenato quello che accoglie i giovani partecipanti al weekend che apre le celebrazioni in concomitanza con la festa liturgica della Beata Chiara Luce Badano che anche attraverso queste cose sembra voler continuare a "giocare" con noi, quasi a non volerci lasciare adagiare sulle nostre certezze di programma.
 
Parte la musica e la Chiesa della Trinità di Sassello incomincia a riempirsi di giovani, riconoscibili dalle bandane gialle su cui è stampato il titolo scelto per il weekend: "Io ho tutto". 
 
Incomincia così un pomeriggio itinerante "a tu per tu" con Chiara Luce, un percorso a tappe alla scoperta di un'amica che ha vissuto i nostri stessi sogni, le nostre stesse sfide, le nostre gioie e le nostre difficoltà. Una ragazza come noi che ora è Beata, modello per tanti in tutto il mondo. 
 Ci accompagnano in questo percorso quanti hanno incrociato la sua strada durante la sua vita: Daniela, Silvia e Simona, che ci raccontano la Chiara Luce compagna di scuola e amica di tutti i giorni; Franz, che ci aiuta ad entrare nella realtà di quel Dio di cui Chiara Luce si era innamorata, Gesù, nel momento dell’Abbandono; e poi Aldina, che racconta della scelta di Dio, nelle piccole e grandi cose, della giovane sassellese. 

E come ultima tappa uno dei momenti più attesi: l'incontro con Maria Teresa e Ruggero, genitori di Chiara Luce. Cala il silenzio e l'ascolto si fa sempre più attento: attraverso alcune domande riviviamo con loro  l'ultimo tratto della vita di Chiara Luce, il suo "volo" verso il Cielo.
Tutte tappe per tanti dei presenti forse già conosciute, ma che ogni volta parlano al cuore in modo diverso. 

Un momento di profondo raccoglimento
Un lungo applauso che fatica a interrompersi e che ricorda per certi versi quello interminabile dell'Aula Paolo VI nel giorno della Beatificazione. Come allora, è forte l'impressione dietro a questo gesto della volontà dei presenti di prendere dalle loro mani quella fiaccola che tanto Chiara Luce desiderava consegnare proprio ai giovani.

Segue l’adorazione eucaristica intervallata da alcuni stralci degli scritti di Chiara Luce, e poi ci spostiamo silenziosamente verso il cimitero a "trovarla". Il colpo d'occhio è suggestivo: nel cielo il giorno sta lasciando spazio alla notte illuminata dalla luce della luna piena e il buio sembra preservare il momento intenso di dialogo personale di ciascuno con lei, che neanche la pioggia che incomincia a scendere riesce ad interrompere.

Festa per Chiara Luce in Messico
Chiara Luce e l'esempio della sua vita hanno ormai irreversibilmente varcato i confini del mondo. Lo testimoniano la presenza a Sassello di giovani di 33 paesi diversi, ma anche quelli del Messico con cui ci colleghiamo durante la sera, che proprio negli stessi giorni sono insieme per approfondire l’Ideale dell'unità che ha animato la vita e le scelte della beata. 

I giovani di Chiara Luce sono così: passano da momenti di profonda riflessione ad altri di ricreazione con la stessa intensità, con l’anima ‘puntata in alto’, come testimonia la festa animata da un giovane dj della Diocesi di Aqui che chiude la giornata. 
La chiesa parrocchiale di Sassello
Alla S. Messa domenicale sono più di 700 le persone che affollano la chiesa parrocchiale. Don Mirco Crivellari, parroco di Sassello, invita i giovani ad avere il coraggio di togliersi di dosso tutte quelle "coperte" della vita che non permettono una piena fiducia in Dio e di prendere esempio da Chiara Luce, che un giorno aveva incoraggiato la mamma: “fidati di Dio e hai fatto tutto”. E il primo modo per concretizzarlo è un piccolo post-it su cui ognuno lascia il suo pensiero o la sua preghiera alla giovane Beata.
Lo spettacolo Passi di Luce
Nel pomeriggio il piccolo teatro della parrocchia non può contenere tutti i presenti e così lo spettacolo della compagnia teatrale "Passi di Luce" di Castelfiorentino (FI) deve essere rappresentato per due volte di seguito. Ore intense che ci fanno ripercorre ancora una volta la vita della giovane Beata attraverso gli occhi di un gruppo di giovani di Firenze in pellegrinaggio a Sassello.

Nella stanzetta di Chiara Luce con papà Ruggero
Durante tutta la giornata è un continuo via vai verso la casa di Chiara Luce. Papà Ruggero fa gli onori di casa spiegando ogni oggetto, ogni angolo della cameretta dove Chiara Luce ha vissuto gli ultimi due anni, facendo fare ai presenti un’esperienza reale e che non sa di ricordo di qualcosa vissuto 20 e più anni fa.
In un silenzio commovente, un gruppo dopo l’altro entra ed esce da quella stanzetta. Per voce di tanti, "tutto parla ancora di lei, della sua normalità" e la sua presenza si sente più viva che mai. 
Nel salotto con mamma Ma. Teresa


Maria Teresa racconta ad un gruppo di quando il parroco di allora andando a far visita a Chiara Luce, disse di aver intuito, guardando il volto luminoso della ragazza, come doveva essere stato il volto di Gesù nella trasfigurazione. 


I giovani sono rapiti dalle sue parole e uno di loro rivolgendosi a Maria Teresa le dice: "Io invece, penso di poter dire che ho visto il volto di Chiara Luce nel tuo".



A conclusione del weekend di festeggiamenti, lunedì 29 ottobre, per la ricorrenza liturgica della Beata, è stata celebrata a Sassello la Messa Solenne presieduta dal Vescovo di Acqui Terme, mons. Micchiardi e concelebrata anche da Giancarlo Faletti, co-presidente del Movimento dei Focolari. Per l'occasione sono arrivate in pellegrinaggio da varie parti di Italia tante altre persone che hanno nuovamente riempito la chiesa della Trinità di Sassello.
Sono stati tre giorni davvero speciali, dal sapore di Paradiso.
Di Daniela Baudino e Rosamari F. Candido

venerdì 2 novembre 2012

The courage to speak

Giving your personal witness and sharing your convictions without waiting for favourable conditions opens up the chance of new life. Stories of ‘Good news. People who believe, people who act.’
‘I am a sales assistant in a clothes shop. It is a job that I like, because it gives me the possibility to build relationships with our customers. One woman, in particular, often comes to the shop and buys clothes for her daughter in Australia. Before purchasing them, she asks me to try them on because she says that I look like her daughter. She shares with me a lot about her, even confidential things.
‘One day I saw her coming, but as I looked at her face, I immediately realized that something was different. She looked sad and exhausted. In fact, she had come to talk to me. She had found out that her daughter in Australia was in a relationship with a man who is much older than her. Both she and her husband wanted their daughter to return home, however, a few days earlier her daughter had phoned them up telling them that she was pregnant and wanted to get an abortion. The woman was confused, angry and full of harsh feelings. All the same, she thought that getting rid of the child was the only possible solution. Basically, she hoped that sooner or later her daughter would come back home.
Up till that moment, I had always tried to fit in with her and what she wanted – after all she was the customer. But in that moment I felt very strongly that I had to say what I really thought. I also wanted to help her in some practical way, and not just sharing her burden. I asked her for her daughter’s phone number. I decided to try calling her up and talk to her. I prayed that I might find the right words. To my surprise she was happy to speak with me! She told me that she wanted to have an abortion but she hoped she would die as well. The sorrow for having incurred so much suffering on her parents was too burdensome especially after all they had done for her. However, amidst all that sorrow, I sensed a tiny light of hope, as well as, a sincere sorrow for having made her parents suffer. Therefore, I spoke to her mother, explaining that her daughter was sorry and wanted to start again.
‘After that I actually met the daughter and her boyfriend. They did not have an abortion, and in fact they wanted to get married so as to give the baby a family. The future grandparents were very grateful for my support.’
(Twinette, Zimbabwe)

giovedì 1 novembre 2012

Anch’io posso essere santo?

Chi raggiunge il paradiso? Chi è chiamato alla santità? Riusciremo a far germogliare e crescere il “seme divino” che è presente in ognuno di noi? Una riflessione
Dicono che Giovanni Paolo II abbia inflazionato i santi. Pio XII ne aveva proclamati 33, Giovanni XXIII 10, Paolo VI 64, lui addirittura  482, più 1.341 beati! Ne ha fatti troppi? O troppo pochi? Ma quanti sono i santi? Il curato d’Ars usava ripetere: “Nel nostro cimitero riposano molti santi” e chissà quanti altri riposano nei cimiteri di tutto il mondo.
La canonizzazione – l’onore degli altari, come si diceva una volta – raggiunge soltanto poche migliaia di persone, il paradiso, come leggiamo nel libro dell’Apocalisse, lo raggiunge “una moltitudine immensa, che nessuno può contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua”. Per lo più sono persone che hanno vissuto le beatitudini evangeliche con semplicità e spesso nel nascondimento, senza alcuna notorietà.
Alcuni noti, altri meno noti… Noti e ignoti a chi? A noi. Ma chissà come Dio vede le cose. Quando mi trovo in mezzo alle folle, quando viaggio in metro, quando sono in una chiesa gremita, guardo le persone sconosciute e anonime e penso che ognuna di loro non è tale davanti a Dio, ma a lui conosciutissima e da lui amata e pensata; egli ne ha premura. Ci ha voluti uno per uno e gli siamo preziosi e cari come unici. Ognuno di noi – ognuno dei miliardi e miliardi di essere umani che sono passati, che sono e che passeranno – è una parola che il Padre ha pronunciato nel generare il Figlio suo e gli siamo figli: tutti un unico figlio nel suo unico Figlio. È  proprio questa la santità, diventare Gesù.

mercoledì 31 ottobre 2012

Cultivating virtues and relationships: the key to happiness

Professor Luigino Bruni visits the United States
On a beautiful autumn week, New York welcomed Dr. Luigino Bruni, to launch his new book ‘The Wound and the Blessing: Economics, Relationships and Happiness’, and to engage in dynamic discussion with scholars at Marist College and Fordham University. On October 17, a bustling mix of 100 students, faculty and community enthusiasts packed the room at Marist College in Poughkeepsie, NY to hear Bruni discuss the important tenets of his book.  Among the concepts most spotlighted in his talk were that of ‘relational goods’: the idea of our relationships and community bonds as tangible economic ‘goods’ to be measured and considered, much like we do with the production of goods and services. Hence, shared life experiences are of incredible importance for our happiness, argued Bruni. I was struck by the simplicity yet power of this shift in thinking about the creation and consumption of goods, when if done together, can contribute to a state of ‘being happy’; far more sustainable than ‘feeling’ happy.
The audience seemed taken with Bruni’s emphasis on cultivating one’s inner life and virtues to ensure that the intentions underlying our economic decisions always stem from good motivations.  Namely, what matters to our happiness is that pure intrinsic motivations drive our decisions and actions. Dr. Robert Manning, who joined Bruni as a speaker, seemed to agree. Dr. Manning, a well-acclaimed author and expert on consumer finance, presented a compelling argument that we must remain attentive to nurturing ourselves ‘in relation to the whole of society’. It reminds me of the African philosophy of ‘Ubuntu’: ‘I am because of what or who we are’.

martedì 30 ottobre 2012

L’amore rimane

Sto attraversando un momento buio per la morte di uno zio a cui ero molto legata: era per me come un angelo custode. Mi manca molto e mi domando spesso: dopo la morte finisce tutto? che senso ha allora la vita. Perché ci vengono strappate le  persone a cui vogliamo bene?  Voglio credere che il legame-dialogo tra me e mio zio continui ma come faccio per sentirlo? Ho bisogno di speranza...
Damiana, Macerata

Nei momenti di buio verrebbe voglia di chiudersi, ed è bellissimo avere il coraggio di donare anche ciò che ci fa soffrire, di rompere il muro di oscurità. Grazie!
Ricordo quando anni fa è morto fra le mie braccia, per un’emorragia cerebrale,  un mio grandissimo amico, Tony. Ci conoscevamo fin da ragazzi e ci trovavamo a Loppiano facendo lo stesso cammino. Io credevo alla vita eterna, ma la partenza di una persona così vicina ma ha fatto vacillare.  Per mesi nelle lunghe passeggiate sotto le stelle ho cercato una risposta e ho provato a ritrovare sensazioni familiari che non c'erano più...  Ma più forte affiorava in me la convinzione provata nell'attimo in cui Tony non respirava più: è in paradiso! 
Avevamo sempre cercato di vivere tra noi l’essere dono reciproco e anche quel giorno, che non sapevamo sarebbe stato l'ultimo in terra, era così: dare un bicchiere d'acqua, un sorriso, chiamare il dottore...  E’ questo amore che è rimasto più forte della morte e che continua a legarci. Così può essere con tuo zio e con chiunque raggiungerà prima di te il cielo. Se era per te come un angelo, molto più lo potrà essere ora che non è legato allo spazio e potrà esserti sempre vicino. Questo lo sperimento vivissimo con Tony e altri amici lassù: possiamo parlarci sempre e sento il loro aiuto più che mai.  C'è bisogno però di esercitare dei sensi diversi da quelli a cui siamo abituati, gli stessi che ci fanno credere in Dio o in altri valori anche se non li vediamo.  Esercitati a parlare con lo zio... e lo scoprirai vivo più che mai.  E poi, visto che solo l'amore resta, cerca di amare più che puoi chiunque ti sarà accanto.
 

lunedì 29 ottobre 2012

"A united world on the lips of everyone"

A permanent worldwide monitoring body that has fraternity as its focus. Youth for a United World working in all fields to build a world that is one
Launched during the Genfest in Budapest at the end of this summer, the object of the United World Project is ambitious: taking up the task that Chiara Lubich entrusted to the Youth for a United World (Y4UW), it seeks to promote a culture of universal brotherhood, so that ‘a united world will be on the lips of everyone’, as Chiara put it.
Subdivided into three parts (United World Watch, United World Workshop and United World Network), the project aims at involving the largest number of people possible, asking them to be personally committed to living in fraternity, to the point of involving even large international organizations.
United World Watch is setting up a permanent international monitoring body for universal fraternity. To this end Y4UW is striving to develop the widest possible range of ‘fragments of fraternity’ initiatives throughout the world, studying the principle of universal fraternity in all its forms through research and forums, collecting data on and monitoring fraternal actions by individuals, groups and peoples.
United World Workshop is a way for young people to commit themselves to practical action following up on what UNESCO calls good practice. Through a multitude of activities all over the planet they are committed to working concretely for universal fraternity. Furthermore, by means of the NGO New Humanity, they have asked the UN to give international recognition to ‘United World Week’ promoted by them in many countries since 1996.
United World Network recognizes that to build a united world it is not enough to involve international institutions. By means of an online petition (aiming to have 500,000 signatures to give the UN by May 2013) Y4UW propose to young people, adults and children to take up the commitment of to live out the Golden Rule: ‘Treat others as you would have them treat you’ and to contribute to United World Watch, being constantly on the lookout for signs of fraternity that call the world to unity.
To sign go to www.unitedworldproject.org
A key moment for the project will be in May 2013 in Jerusalem when, a year on from the Genfest, signing up to the ‘Network’ will concluded and, with world participation, the ‘Watch’ will be launched officially.
The project shows particular concern for the theme of fraternity in that sensitive situation which is the Middle East. But it will also contain ‘Sharing with Africa’, a proposal of mutual exchange from the African Y4UW to all humanity, to rediscover the traditional ideal of Ubuntu (“I am because we are” the vision of unity at the basis of African societies).
In this way the United World Project becomes the container for many of the activities of Y4UW.
Tomaso Comazzi
http://www.focolare.org

domenica 28 ottobre 2012

Un osservatorio mondiale permanente che ha come focus la fraternità

I Giovani per un Mondo Unito al lavoro con attività di ogni genere per la costruzione di un mondo unito
Lanciato durante il Genfest di Budapest alla fine di questa estate, l’obiettivo che lo United World Project (UWP) si pone è ambizioso: riprendendo il compito che Chiara Lubich ha affidato ai Giovani per un Mondo Unito (GMU), intende promuovere la cultura della fraternità universale, affinché “il mondo unito sia sulla bocca di tutti”, come lei diceva.
Suddiviso in tre parti (United World Watch, United World Workshop e United World Network), il progetto mira a coinvolgere più persone possibili, chiedendo d’impegnarsi in prima persona a vivere per la fraternità, fino a coinvolgere anche i grandi organismi internazionali.
United World Watch. E cioè, dare vita ad un Osservatorio internazionale e permanente sulla fraternità universale. Per questo, i GMU si impegnano a sviluppare con le iniziative più varie “frammenti di fraternità” in tutto il mondo, ad approfondire il principio della fraternità universale nelle sue varie declinazioni mediante studi e forum e a raccogliere e monitorare azioni fraterne di singoli, gruppi e popoli.
United World Workshop. I giovani si impegnano inoltre a dar seguito all’attuazione di quelle che l’UNESCO chiama “buone pratiche”: attraverso le molteplici attività che li vede impegnati in tutto il pianeta proseguiranno a lavorare concretamente alla realizzazione della fraternità universale. Inoltre, attraverso l’ONG New Humanity, propongono alle Nazione Unite il riconoscimento a livello internazionale della “Settimana Mondo Unito” che promuovono in tanti paesi dal 1996.
United World Network. Per arrivare al mondo unito, non basta il coinvolgimento delle istituzioni internazionali. Attraverso una raccolta di firme (obiettivo, consegnare all’ONU 500.000 firme entro maggio 2013) i GMU propongono a giovani, adulti e ragazzi, d’impegnarsi a vivere la regola d’oro “fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” e a contribuire al “Watch”, rimanendo “sentinelle” attente ai “segni di fraternità” che chiamano il mondo all’unità.
Per firmare:www.unitedworldproject.org
Momento centrale del progetto sarà nel maggio 2013 a Gerusalemme quando, a conclusione dell’anno del Genfest, si chiuderà la raccolta di adesioni al “Network” e si lancerà ufficialmente il “Watch”, l’Osservatorio, in collegamento con tutto il mondo.
Il progetto mostra una grande attenzione al tema della fraternità in quel “delicato cantiere” che è attualmente il Medio Oriente; ma in esso si inserisce anche “Sharing with Africa”, una proposta di reciprocità rivolta dai GMU africani a tutta l’umanità per riscoprire ed attuare l’ideale tradizionale dell’Ubuntu  (“io sono perché noi siamo” - la visione di unità alla base delle società africane).
United World Project diventerà così un grande contenitore dove confluiranno tante attività dei Giovani per un Mondo Unito.
Tomaso Comazzi
http://www.focolare.org

venerdì 26 ottobre 2012

Lebanon: 2,200 youth raise E. 25,000 for bomb-damaged apartments' victims

Yesterday the Concert was really great, we witnessed that peace could be built even though we are surrounded by so many tensions.
We were about 2,200 youth!
The host of the concert host was a Youth for a United World (Y4UW). He presented to everyone who are the Y4UW and what is our goal.
A white bracelet was distributed to everyone, just like the orange one we received during the Genfest. A knot was tied in the middle of the string as a sign of unity and commitment to building peace. Everyone agreed on that by shouting the word “unity”. Some youth have also signed the “United World Project” petition.
It was an open air concert and we received a lot of unexpected help! For example, the sound system was for free, a restaurant offered us sandwiches to sell to the young participants, a juice company offered us 500 juice bottles for free, and many people gave us donations...
In all, we were able to raise 25,000€ and with this money we will help in restructuring of the bomb-damaged apartments. We are organizing the restoration with a Lebanese NGO which has a long experience in this field. In 2006, we had already worked with this same NGO in rebuilding some houses in Southern Lebanon following the war that took place during that period.
Many Youth for a United World are so enthusiastic to continue what we stared in the concert.
Let’s Bridge !
Joseph Sawaya

giovedì 25 ottobre 2012

Lebanon: A true comittment to peace building

By Joseph Sawaya
Last Friday (19 October 2012) a bomb exploded in Beirut, a police General was assassinated  and about 40 appartments were destroyed ... Many people are homeless and their houses need to be rebuilt.
Jack, a Youth for a United World who was in the "Genfest 2012 - Let's bridge," had an idea of making a fundraising concert to help the people who have lost their houses.
The idea began in a "what's up" conversation and then it began to evolve. Jack is also president of the Music Club in his university; after chatting with some Youth for a United World and other friends from the Music club, they came up with this decision.
"The concert is really a huge one. More than 2,000 youth confirmed their participation to the concert via facebook. Each day we are going on TV to talk about the concert , too many radios are asking for interviews, many journals wrote about it. We are organising this event in a collaboration of other Lebanese NGOs.
We feel it is something very big, bigger than what we can handle but we are counting on Someone to whom everything is possible. In fact, the concert itself is a sort of miracle because right now there are too many political divisions in Lebanon and these divisions seem to got even bigger after the explosion. Many youth are disappointed with what the politicians are saying on the media.
Therefore, this concert aims at giving light in this moment of darkness. It is a message of hope, of peace and of unity among the Lebanese. With this concert, we want to witness that our ideal of a United World is possible and we want to show that Lebanese Youth can be united...
The dress code will be white as a sign of peace, we'll distribute a white wrist just like the ones distributed during the Genfest as a sign of comittment to peace building .
Too many Youth for a United World are so enthusiastic for the concert, we feel that what started in the Genfest is continuing after it.
Let's Bridge!"

mercoledì 24 ottobre 2012

Tre giorni di festa a Sassello per Chiara

Ormai da due anni, dalla beatificazione della giovane Chiara Luce Badano, il 29 ottobre, a Sassello – in provincia di Savona, ma nella vicina Diocesi di Acqui Terme – si celebra la sua festa liturgica. Anche quest’anno la chiesa della Santissima Trinità di Sassello vedrà riuniti tanti pellegrini per la Santa Messa delle ore 16 celebrata dal vescovo di Acqui Pier Giorgio Micchiardi. Quest’anno però ci sarà qualcosa di più: per iniziativa del giovane parroco don Mirco Crivellari, Sassello si prepara a interrompere la sua consueta quiete per accogliere giovani di tutta Italia per un weekend di “festa” in concomitanza di tale ricorrenza, una sorta di triduo di preparazione, concepito però nello stile di Chiara.
Un gruppo di giovani della diocesi di Acqui e del Movimento dei Focolari sta lavorando per costruire “Io ho tutto”, un programma che sperano possa portare a Sassello tanti ragazzi e giovani desiderosi di un incontro “a tu per tu” con Chiara Luce. Una due giorni che li vedrà coinvolti in un variegato programma accompagnati dai testimoni e dai genitori della beata, Maria Teresa e Ruggero Badano. Sarà presente anche la compagnia teatrale Passi di Luce, di Firenze, che presenterà nella cittadina ligure l’omonimo spettacolo.