domenica 3 febbraio 2013

Forti senza violenza - edizione 2013


“E TI HO DETTO SI’”


Nuovo recital su Daniela Zanetta
Sabato 9 febbraio dalle 21.00 alle 22.30
Teatro dell'oratorio di Masnago, in via Bolchini 4 a Varese
I Giovani per un Mondo Unito del novarese presenteranno il nuovo recital “E TI HO DETTO SI’”, recital sulla vita di Daniela Zanetta, giovane di Borgomanero (NO) di cui è in corso il processo di beatificazione - ingresso libero.
Un’occasione a cui siamo invitati tutti e possiamo invitare tutti, bella dal punto di vista artistico, oltre ovviamente al contenuto.
Ingresso libero
EVENTO inserito nel programma “Un mese per la vita” promosso dal Movimento per la vita di Varese, con il patrocinio del Comune e con la partecipazione attiva di svariate associazioni presenti nel territorio.
(http://www3.varesenews.it/varese/un-mese-per-la-vita-il-calendario-delle-iniziative-253831.html)

venerdì 1 febbraio 2013

Amici che non credono


Non ho problemi a credere, ma capisco che siamo tutti diversi, riceviamo educazioni diverse e che bisogna sempre saper accettare il parere dell'altro. Per mia esperienza, però, ho capito che il vangelo, al di là della fede, è un messaggio giusto; ma nella nostra società sono molto pochi che lo credono ed è difficile da spiegare. Infatti non mi sono mai cimentata in una discussione su questo perché non saprei come argomentare la cosa: come posso spiegare il mio punto di vista a qualcuno scettico o ateo senza poter fornire prove certe sull'esistenza di un dio?
G.P.
Quando qualcuno percorre un sentiero a lui familiare e incontra un viandante che invece non ha fiducia che quella sia la direzione giusta, non sempre è sufficiente assicurargli che per esperienza si è sicuri che vale la pena proseguire. Così è quando chi ha fede vuole spiegarlo a chi dice di non averla. La fede è un dono, ma è anche un cammino che si apre e chiarisce davanti a noi se vi camminiamo, se accettiamo questo dono, e non è facile convincere qualcuno scettico o contrario a muovervi i primi passi.
Il primo tuo impegno, dunque, non deve essere tanto quello di parlare della tua fede, ma di conoscerla, approfondirla e di continuare a camminare. Lo potrai fare magari leggendo YouCat, il Catechismo dei giovani, o in altro modo, per arrivare sempre più ad una fede matura, e soprattutto vivendola nel quotidiano con un’apertura crescente all'amore verso Dio e verso tutti.
La tua vita così diventerà testimonianza e gli amici che non credono ti vedranno felice, realizzata, libera e ne saranno attirati. Questo li potrà convincere più di tante prove sull’esistenza di Dio e potrà capitare che ti chiedano di capire meglio. Potrai, allora, donare la tua esperienza con delicatezza e rispettando quella diversa di chi ti ascolta, donando ciò che ti sembra di aver conosciuto e capito. Invita soprattutto le amiche o gli amici che non credono a fare esperienze di vita vera, di amare... perché a chi ama viene data la luce. 
francesco@loppiano.it
Città Nuova 2012/23-24

mercoledì 30 gennaio 2013

Cautious Welcome for ‘RobinHood’ Tax


By A. D. McKenzie
PARIS, Jan 23 2013 (IPS) - Non-governmental organisations across Europe welcomed the move by 11 European Union countries Tuesday to move forward with the introduction of a financial transaction tax (FTT), but they urged national governments to ensure that a part of the revenues would be allocated to development.
Calling the tax a ‘golden anniversary’ present, because it came on the 50th anniversary of French-German friendship, a coalition of more than 70 NGOs appealed to French President Francois Hollande and German Chancellor Angela Merkel to spread a “public message of solidarity outside their borders” to guarantee that the FTT would be used particularly in the fight against poverty and HIV-AIDS, and to combat climate change.
“We are happy to see that the process is moving ahead but we’re very worried that the issue of allocating part of the money to development is not going to be taken up,” said Friederike Röder, a spokesperson for anti-poverty group ONE, which was co-founded by rock musician Bono.
“What can happen is that the countries will be so pleased to see additional revenues coming in that they might use the funds for their general national budgets and not be willing to earmark any for development,” she told IPS.

"...quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà....


Maria Voce e Giancarlo Faletti in mezzo ai giovanissimi d'Australia e Oceania. Come ascoltare la voce di Gesù nella propria vita? La semplicità della sua pedagogia.
Se c’è una caratteristica indiscutibile dei giovani australiani, questa è la spontaneità. Quella stessa che porta i rappresentanti delle nuove generazioni presenti al meeting dei Focolari di Melbourne, in occasione della visita di Maria Voce e Giancarlo Faletti, ad accogliere i due ospiti in un cerchio danzante ai ritmi della loro musica. Due sedie poste sulla moquette, al centro di un’immaginaria circonferenza, e basta, voglia di muoversi e, soprattutto di comunicare. In T-shirt o in canottiera (nonostante il freddo “estivo”), neri o coloratissimi, con i tagli più originali, piercing, tatuaggi e piedi nudi.
E poi il racconto delle loro vicende, belle e meno belle, la ricerca della felicità e di una vita vivibile, tra amicizie che deludono e altre che riempiono il cuore. E allo stesso modo si rivolgono agli ospiti con le loro domande sincere e impegnative: sul significato del dolore, sulla necessità di non perdere il contatto con coloro che cercano di vivere nello stesso spirito, sulla diversità di vedute con gli adulti.
Una domanda sembra trasparire al di sotto di tutte le domande: come riuscire ad ascoltare la voce di Gesù? Spiega Maria Voce: «Non so quello che Gesù vi dice, ma vi posso assicurare che ascoltare la sua voce è la cosa più intelligente che potete fare». Applausi. «Gesù – continua – vuole grandi cose per noi. Nella creazione, Dio ha detto una Parola e ha creato te. Potrebbe farlo anche ora, ma ha voluto scendere con suo Figlio sulla Terra perché tutti collaborino con Lui. Ed è così che Gesù parla con ognuno. Ma la sua voce è sottile e tanti rumori la coprono, ci distruggono e ci lasciano inerti».
Ed ecco la via giusta: «Se noi amiamo, ecco che l’amore diventa l’altoparlante di questa voce. Quanto più amiamo, tanto più chiaramente sentiamo la sua voce. Magari sembrerà una voce che chiede cose troppo grandi, ma dobbiamo avere il coraggio, e lui stesso ci aiuterà a compiere quanto ci chiede. E alla fine la nostra vita sarà meravigliosa».
Ad un ragazzo che le chiede ancora cosa pensi quando incontra dei giovani in giro per il mondo, risponde che si sente realmente confortata, perché «dovunque ci sono giovani che vivono lo stesso ideale di Chiara Lubich, anche se non hanno ancora manifestato appieno le loro potenzialità, hanno comunque quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà».
E conclude: «Perciò, felice Australia, felice Nuova Zelanda, felici isole del Pacifico! E come far scoppiare queste potenzialità? By loving, amando farete cose grandi. E noi vi verremo dietro!».
di Michele Zanzucchi, inviato

lunedì 28 gennaio 2013

Una prova che i giovani sanno cosa conta veramente nella vita



Giovani uniti nella solidarietà fraterna

Fonte: www.rio2013.com

Migliaia di giovani si sono riuniti in un pomeriggio di preghiera e Messa in suffragio delle anime dei più di 230 vittime del fuoco nella città di Santa Maria, nello stato di Rio Grande do Sul, che si è verificato nelle prime ore di domenica, 27 gennaio.
Nella città ospitante della Giornata Mondiale della Gioventù, quello che una volta sarebbe stato un momento di festa, il
"Folia com Cristo", si trasformò in una manifestazione concreta di solidarietà fraterna con quelli che soffrono il dolore della perdita dei loro cari.
"Penso che oggi, in cui il Brasile e il mondo piangono per la tragedia e il dolore di così tante persone, siamo chiamati qui per mostrare che i giovani sanno essere solidali, perché ascoltano la parola di Dio, seguono Gesù Cristo che porta la vita a tutti ", ha detto l'arcivescovo di Rio e Presidente del Comitato Organizzatore Locale della JMJ Rio2013,
Dom Orani João Tempesta,durante la celebrazione che si è svolta nella Cattedrale di San Sebastiano.

Una azione lodevole


Diffondiamo questa bella iniziativa:
https://www.facebook.com/events/202191193252565/?ref=ts&fref=ts






Facciamo la nostra parte: 
chi può dona il sangue, chi si trova lontano o non nelle condizioni di donarlo, può offrire una preghiera e/o qualcosa anche di concreto...

Diario dalla Siria / 4


A cura di Maddalena Maltese
Fonte: Città Nuova
Si sfidano i cecchini per andare a trovare gli amici e dare alla vita un'impronta di normalità mentre gli attentati e i passaggi degli aerei generano nuova morte e distruzione
«Scendendo oggi nella città vecchia per pulire la casa, ben equipaggiate di maglioni per ripararci dal freddo, ci accordiamo prima di cominciare il lavoro, per dargli insieme un senso: «Offriamo tutto per la pace, per l’unità». Nel pomeriggio suona il campanello, scendiamo ad aprire: sono due giovani venute a portarci un po’ di dolci (quei buoni dolci arabi che ben conosciamo!) ed aiutarci per un’oretta, prima di rincasare dal lavoro in uno dei quartieri vicino alla strada dell’aeroporto più presi di mira dagli attacchi. Ci raccontano: «Ci siamo svegliate con l’animo terribilmente triste e abbiamo visto da un sms che anche per Suhair era la stessa cosa. Poi siamo venute da voi e appena arrivate davanti alla porta ogni senso di tristezza è passato, ci siamo sentite rinate!».
Da stamattina dalla periferia della capitale i colpi di cannone e di mortaio e il passaggio degli aerei si fanno di nuovo ricorrenti ma non continui. La città vive nella continua paura di attentati ma la gente non vuole arrendersi, esce per il lavoro e per gli studi, per andare a pregare.  Anche oggi c’è stato un attentato, non molto distante, nel quartiere di Maha. «Perché queste assurdità?” La risposta non è scontata, ogni volta bisogna pescarla dentro, in fondo al cuore, alla mente, dove risuona ben chiaro quel grido indicibile di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». E a volte, si riesce solo a ripetere: «Nelle Tue mani, Padre, riaffido il mio spirito».
Gio

Cosa mi aspetto da Gioventù Nuova?


“Da Gioventù Nuova mi aspetto che il mondo si convinca che è chiamato all’unità.”
“From the Youth for a United World Movement I expect the world to be convinced that it is called to unity.”
Chiara Lubich

domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio: Giorno della Memoria


Fonte: Wikipedia
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
In questo giorno si celebra la liberazione, da parte delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945.
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi sonderkommando, che in italiano significa unità speciale.
Tuttavia, l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove circa 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con sé, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dai nazisti nel lager.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato dagli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.
(...)
Nonostante questi stermini ci furono molte persone, ben 24.356, che aiutarono gli ebrei a sfuggire dalla morte che in seguito furono ufficialmente insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto. Tra le nazioni con il maggior numero di insigniti ci sono:
  • Polonia (6.339 insigniti)
  • Paesi Bassi (5.204 insigniti)
  • Francia (3.513 insigniti)
  • Ucraina (2.402 insigniti)
  • Belgio (1.612 insigniti)
  • Lituania (831 insigniti)
  • Ungheria (791 insigniti)
  • Bielorussia (569 insigniti)
  • Slovacchia (525 insigniti)
  • Italia (524 insigniti)
  • Germania (510 insigniti)

sabato 26 gennaio 2013

The Economy of Communion in Freedom Project United Nations Video

A short 5 minute video about the origins of The Economy of Communion in Freedom Project and its impact on working together with those in poverty to achieve a sustainable future. The film was developed for a presentation to the United Nations in February 2013 on the eradication of poverty.

venerdì 25 gennaio 2013

Diario dalla Siria / 3


Fonte: Città Nuova
Maddalena Maltese
I missili caduti sulla facoltà di architettura di Aleppo hanno provocato una strage. Il raccconto dei testimoni. Morti vari studenti e anche alcune suore che si trovavano nei paraggi. Continuano le testimonianze dei siriani per rompere il muro di indifferenza sulla loro sorte
«Rientriamo dalla messa ed ecco la notizia terribile della strage all’università di architettura ad Aleppo, a causa di due missili caduti su di essa e nei posti adiacenti, dove si trovano fra il resto tanti rifugiati. Cerchiamo subito di contattare Hilda, una nostra amica che insegna lì, e due giovani che studiano lì. Le loro voci sono ancora emozionate ma chiare. Parlano di scene indicibili. Mays si è buttata dietro un’auto, ha visto volare per aria corpi, ha udito le urla delle madri in cerca dei loro figli. Hilda mi racconta: «Oggi era il primo giorno di esami, il campanello aveva già suonato e stavamo ritirando i testi. Un allievo ci supplica di dargli ancora qualche minuto, era arrivato terribilmente in ritardo a causa delle strade interrotte. I colleghi non vogliono, alla fine però riesco a convincerli”. Passano almeno cinque minuti, l’allievo consegna il suo esame, scendiamo nel cortile per dirigerci all’uscita. Vedo sulla mia testa passare prima un razzo, poi l’altro! Sarei stata esattamente nel luogo dove sono caduti. Ritrovo l’auto col tetto sfondato, i vetri frantumati. Ma siamo salvi, per un atto di amore verso uno studente».
C’è invece chi la morte l’ha incontrata in quello stesso frangente dopo una vita spesa per amore di Dio e dei fratelli. Suor Rima, una delle due suore dorotee rimaste in città e che conosciamo bene. Si erano da poco lasciate con l’altra suora con l'impegno di rivedersi a pranzo. Al mattino avevano fatto meditazione insieme e offerto la loro giornata e sofferenze a Dio per la pace. Di suor Rima dal momento della deflagrazione non si sa più nulla. Si sta ancora cercando il suo corpo negli ospedali. Una rata preziosa per la pace.
Questi fatti sono frequenti in varie parti del Paese, da mesi. Lasciano nell’animo lo sgomento. Continuiamo a ripeterci di restare nell'attimo presente. Non c’è altro».
Gio

giovedì 24 gennaio 2013

Una iniziativa davvero originale



Di Marco Catapano
Fonte: Città Nuova

In corso di svolgimento la Coppa d’Africa. Nel frattempo, una particolare squadra gioca per facilitare una cultura del rispetto e dell’integrazione

(...) Negli ultimi tempi diverse organizzazioni hanno avviato campagne di sensibilizzazione nel tentativo di vincere insensati preconcetti, di spiegare alle popolazioni locali che un albino non è un “diverso”, ma semplicemente una persona con una vita “un poco più difficile rispetto ad altri” anche a causa delle possibili complicazioni di salute date dai rischi che la pelle può subire se viene esposta ai raggi solari. Ma vincere pregiudizi e discriminazioni che durano da tanto tempo non è un’impresa facile ... Per fortuna, nonostante tutto, ci sono persone che ci provano, che riescono ad andare “oltre”. Oscar Haule, ad esempio, è un commerciante di automobili, cristiano dalla pelle nera, che tempo fa ha pensato ad una iniziativa davvero originale.
Haule sa benissimo che in Tanzania amano il calcio. Così ha dato vita ad una squadra di calcio formata da soli albini nella speranza che l’amore per questo sport si tramuti in amore verso chi è nato con una pelle diversa. O almeno, che queste persone, spesso relegate ai margini della vita sociale, vengano guardate con minor sospetto e diffidenza. Tutti albini, dicevamo, tranne il portiere. Perché a causa dei problemi di vista (gli albini non riescono a vedere nitidamente il pallone in arrivo), tra i pali gioca sempre un atleta di colore. Ecco allora che da qualche anno venticinque giovani albini di Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, principale polo economico e primo porto del paese, giocano insieme in una squadra di calcio, l’Albino United Team.
Si allenano su un campetto di terra situato nei pressi dell’ospedale oncologico della città. Pieno di

mercoledì 23 gennaio 2013

Diario dalla Siria/1


Fonte: Città Nuova
Alcuni amici del Movimento dei Focolari sono rientrati dopo due mesi nel Paese dilaniato dalla guerra e dalla fame. Ci raccontano la quotidianità di questo popolo che da due anni vive sotto le bombe, nell’indifferenza, o quasi, della comunità internazionale. Città Nuova pubblicherà ogni giorno la loro testimonianza per sollecitare iniziative di pace
La presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, ha lanciato una campagna internazionale per fermare il conflitto siriano e chiedere che le trattative di pace riprendano per il bene di milioni di cittadini inermi e indifesi. Il Time Out, il minuto di silenzio e di preghiera che alle 12 in tutto il mondo sarà indirizzato alla Siria, per il nostro giornale diventa la pubblicazione di un diario che alcuni amici della comunità dei focolari ci scrivono direttamente da Damasco e da Aleppo.
«Ieri dopo due mesi di assenza. Non avendo un posto per noi, non abbiamo più una casa, ci siamo rifugiati in un caffè della città vecchia di Damasco, Bab Touma. Abbiamo incontrato alcuni amici della comunità dei Focolari. Ci siamo raccontati i disagi, ma abbiamo pianificato anche un viaggio ad Hama, nel Centro-nord, via quasi obbligata per arrivare ad Aleppo, nostra destinazione finale. Ci hanno assicurato che la strada fin lì è buona. Ci chiediamo se Dio benedirà questo viaggio, se non sia un azzardato avventurarsi. La Siria non è più quella di prima dove si poteva viaggiare anche alle quattro del mattino con tutta sicurezza. Ogni giorno arrivano notizie di rapine e massacri. Arriviamo alla stazione dei bus alle 10 e fortunatamente il pullman sta partendo. Lo prendiamo giusto. Ce l’abbiamo fatta.

Playing For Change - United


martedì 22 gennaio 2013

You and Me - together for a new economy


Croazia - Križevci, 2-3/02/2013
Di Maja Calfova (www.edc-online.org/it )
“You and Me - together for a new economy” è il titolo della “Winter School” che sta per svolgersi in Croazia, a Križevci presso la Mariapoli Faro, il primo week end di febbraio. Dopo le tante Summer School realizzate nel 2012 in varie parti del mondo, dal Brasile, al Kenia, dal Cile al Portogallo, dall’Italia alla Spagna, ora è il momento di una scuola Edc dedicata ai giovani dei paesi dell’Est e del Sud Europa; e se si tratterà soltanto dello spazio di un weekend, la scuola si preannuncia essere non meno intensa di quelle che l’hanno preceduta.
Sono attesi giovani da Bulgaria, Serbia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Cechia… Qualcuno ha manifestato l’intenzione di partecipare da Kiev, e noi ci auguriamo che sia possibile, come speriamo che possano partecipare giovani anche dagli altri paesi dell’ Est. Sei un giovane polacco, ucraino, rumeno che si interessa di EdC? Sei invitato! Vieni, così potremo dire insieme: "You and Me - together for a new economy".

lunedì 21 gennaio 2013

Syria: Time Out for Peace


New from Syria:
"Dear Youth for a United World and Friends,
The situation in Syria had is aggravating especially because of the increasing number of victims and the majority are youth. Few days ago, lots of students have died in the faculty of engineering at Aleppo University. It would be wonderful if we can  pray together for them. A prayer from students to students, and let's pray for peace in the World through our Time-Out at noon.
The funereal mass was held yesterday at 19:30 in the university chapel (Sapienza). In the midst of great sorrow, we feel a stronger unity."

Flying with Solar Energy


By Sara Fornaro
The first goal has been reached. Solar Impulse, the first plane entirely fueled by solar energy, flew day and night without gas during an intercontinental trip from Switzerland to Morocco last summer.
The next goal will be a tour around the world in less than one month. It is an ambitious plan for this solar-powered plane built by the Federal Institute of Technology of Lausanne, Switzerland.
A lightweight, four-motor plane that costs about $100 million, Solar Impulse, driven by a pilot, has batteries powered by electricity stored during the day by 12,000 photovoltaic cells positioned on its wings and tail.
The solar plane is an improvement on various prototypes that, after the project started in 2003, hovered in the air initially for just a few meters in 2009, then for a whole day in 2010 and eventually for 24 hours during the recent intercontinental flight.
Of course there are challenges that remain. The batteries need to be improved and lightened, while speeds need to increase — it presently flies on average at 43 mph, its maximum speed does not exceed 60 mph and it can fly only in perfect weather conditions.
Technicians, however, are working on it, and success is only a wingspan away.

domenica 20 gennaio 2013

JMJ2013: Voluntários filipinos promovem corrida para custear a viagem


No dia 7 de abril, os filipinos da cidade de Davao vão se reunir na corrida “Run for Rio”, ou “Correndo para o Rio” em português. O objetivo é arrecadar o valor para pagar a viagem dos cinco voluntários internacionais selecionados da cidade. Eles precisam de 150 mil PhP, o que equivale a cerca de R$ 7.500,00 (sete mil e quinhentos reais).
“A corrida vai acontecer primeiramente na cidade de Davao. O evento está sendo organizado pelos voluntários internacionais oficiais das Filipinas, mas as pessoas podem nos dizer se estão interessadas em estender sua ajuda, especialmente na organização da corrida”, explica Perry Paul Galario Lamanilao, um dos organizadores.
De acordo com Lamanilao, as expectativas pela JMJ são muitas e os desafios também. “Há muitas expectativas espiritual, física, mental e emocionalmente. No entanto, um dos maiores desafios agora é levantar fundos para enviar todos os voluntários da cidade de Davao ao Brasil”.
Lamanilao explica que o custo alto da viagem não desanima os filipinos que estão empenhados na arrecadação do valor. E ele ainda deixa uma mensagem aos voluntários que enfrentam a mesma dificuldade. “Lembrem-se que a cada dia nós devemos servir ao Senhor com alegria. Servir ao Senhor significa servir aos outros que estão especialmente em necessidade. Todos temos a necessidade de alguma coisa - amor, tempo, cuidados e compaixão. E assim, viremos de diferentes regiões do mundo, reunindo nossas orações para louvar a Deus e amá-lo ainda mais. A JMJ, para mim, não é apenas um evento, é um dia de mudança de vida para todos nós fiéis leigos. Uma grande voz. Uma fé forte. Uma Santa Católica e Apostólica Igreja. Que a Santíssima Virgem Maria, mãe de Deus nos prepare e rogue por nós, com todos os coros de anjos e santos no céu para a JMJ 2013. Nosso amor e orações a todos”.
Lamanilao conta ainda que pessoas de qualquer idade podem participar da corrida. Não há separação por idade ou peso. “As inscrições foram divididas em categorias, há corridas de 3, 5, 12 e 21 km. A taxa de inscrição é para nos ajudar com as despesas e, claro, recolher fundos para nosso grupo de voluntários. Ela depende da escolha dos quilômetros a serem corridos”, finaliza.
Os interessados em ajudar os jovens podem entrar em contato com eles pelo email runforrio.davao@gmail.com.

Seme di pace


(...)
Dialogando con la comunità del Movimento dei Focolari presente ad Aleppo è nato il progetto di sostenere una piccola scuola di ragazzi sordomuti (bimbi e bimbe, cristiani e musulmani). Questi bambini, sordi e muti alla guerra, alle divisioni e alle radicalizzazioni religiose, sono sembrati subito come la parabola della Siria futura, se davvero vuole uscire da questa tragedia.
Questa scuola di ascolto e di dialogo, composta attualmente di due classi, ha funzionato anche nel 2011/12 con lo stesso numero di classi dell’anno precedente e ha offerto servizi a 23 bambini, in maggioranza musulmani. Il personale è composto da una direttrice, sei insegnati, due logopediste e tre aiutanti delle insegnati, una bidella e due autisti.. Uno di questi è stato colpito con la moglie e con la figlia da un mortaio, mentre camminavano per strada. La moglie e la figlia sono morte sul colpo, mentre l’autista è rimasto gravemente ferito.
Dunque una scuola martire nel tempo della guerra, che appare, nelle sue ferite, come un segno per il tempo nuovo che deve venire. I bambini sordomuti rappresentano il loro essere sordi ai rumori della guerra, che altri hanno cominciato e condotto fino ad oggi, convinti che il rumore delle armi cambi la storia. Questi bimbi, musulmani e cristiani, nella loro impotenza raccontano il proprio no alla guerra, che distrugge ogni futuro, in particolare quello degli innocenti.