mercoledì 6 febbraio 2013

University, research, commitment and… a smile


Source: Ciudad Nueva Uruguay – Paraguay (Dicembre 2012)
The story of a young Medical student from Paraguay, who is committed in her studies, committed to others, but sticks to her values
A young twenty year-old with a beautiful smile, fresh and simple, that’s how Alejandra Giménez looks. She is studying the second year of Medicine in Asunción, Paraguay, where she lives with her parents and a younger brother. With lots of enthusiasm, Alejandra tells about her commitment at the University, in the scientific and student associations. All these commitments and activities obviously take time from her studies, and she needs to leave out many things she would like to do, but she manages all these because she gives attention to her values. That’s why she meets regularly with the other young people from the Focolare, where she finds all the support she needs.
But let’s hear it from her.
“I attended a Medicine Conference, in which they discussed about the brain death and organ donation and there I decided to organize an awareness campaign on this subject. I got in touch with the Scientific Society of Medical Students at the Universidad Nacional de Asunción (UNA) and now I have taken up the responsibility of director at the Department of Medical Education. Together with three of my classmates, Eliana Duarte, Aracy Do Nascimento and Lilian Carrera, we studied this topic, and did a scientific research on the awareness and diffusion of organ donation among medical students. This study was selected to represent my University at an important academic meeting in Curitiba, Brazil; and also in September 2013, at an international conference in the United Arab Emirates”.

martedì 5 febbraio 2013

AREZZO: COSTUME PARTY


Sabato 9 febbraio, alle 19.30 a Villa Severi, Arezzo
http://www.facebook.com/#!/events/472513852806350/
Finalmente siamo arrivati al nostro terzo evento!!!!.... festa in maschera a Villa Severi, presso la sala del Centro Giovani destinata alla raccolta fondi per la Tribù dei Nasi Rossi (www.latribudeinasirossi.org). La serata sarà animata con uno spettacolo dei Nasi Rossi, Karaoke, live music con band dal vivo e discoteca per ballare e divertirsi insieme condividendo la voglia di fare qualcosa per un fine sociale e dando il nostro piccolo contributo a coloro che si impegnano a portare un sorriso e dare assistenza nelle corsie degli ospedali. Sarà inoltre anche una bellissima occasione per conoscersi e conoscere anche il gruppo “Let's bridge Arezzo” che organizza l’evento con la splendida collaborazione del Centro Giovani di Villa Severi.
In dettaglio il programma della serata:
CENA A BUFFET CON KARAOKE
SPETTACOLO DEI NASI ROSSI
LIVE MUSIC CON BAND DAL VIVO
DJ SET CON DISCO
PREMIAZIONE MIGLIORE MASCHERA
MA SOPRATTUTTO......TANTO DIVERTIMENTOOOO!!!
Costo ingresso €10 comprensivo di cena e bevande a buffet + 1 cocktail presso l'open bar allestito per l'evento.
Consumazione successiva open bar € 2
….e allora che dire.... Let's Bridge!!! …. accorrete numerosi.... vi aspettiamo!!!

lunedì 4 febbraio 2013

“WAYS OF PEACE”


"WAYS OF PEACE": L’appuntamento a Gerusalemme è la tappa successiva al Genfest 2012, che ha visto radunati a Budapest più di 12.000 giovani provenienti da tutto il mondo.
Perché Gerusalemme?
Il nostro desiderio più grande come Giovani per un Mondo Unito, è testimoniare ovunque la fraternità universale e come non pensare a Gerusalemme, città di contrasti e di divisioni ma allo stesso tempo culla di una cultura millenaria, intreccio di popoli e religioni, chiamata fin dalla sua esistenza ad un disegno di pace.
Con lo slogan “Let’s Bridge” abbiamo inaugurato il 1° maggio 2012 l’anno del Genfest, dedicato a costruire ponti dovunque, in ogni latitudine del pianeta.
Il 1° maggio 2013 a Gerusalemme vuole essere una tappa importante della storia, momento significativo nell’attuazione del Progetto mondiale lanciato al Genfest 2012:
United World Project”(www.unitedworldproject.org).
L’obiettivo del viaggio? 
Creare ponti di pace e di reciprocità, attuando la regola d’oro.
Ti aspettiamo!
I Giovani per un Mondo Unito
Data: Arrivo a Gerusalemme il 24 aprile e partenza il 2 maggio
Eventi culturali, artistici, workshop con i complessi musicali internazionali “Gen Verde” e “Gen Rosso”.
1° maggio: momento culmine nell’ambito inter-religioso e accademico, in collegamento mondiale.

New Carnival Party a Roma


Martedì, 12 febbraio 2013, Via Spinola 18, Roma
Carnevale è nuovamente vicino, e nuovamente i Giovani per un Mondo Unito di Roma sono felici di invitare tutti alla ormai famosa festa di carnevale dei giovani.
Anche quest’anno abbiamo la possibilità di passare una serata all’insegna del divertimento, con cena, bevande e dj-set; tutti gli ingredienti per una grande festa... se aggiungiamo poi le nostre fantastiche (alcune nemmeno troppo) maschere il divertimento è assicurato.
Ma come ogni anno la serata non sarà solo per divertirsi.
Come nello spirito della fraternità universale che tutti i giovani per un mondo unito condividono, vogliamo lasciare un segno di cambiamento nel mondo. Dopo aver usato il ricavato della festa di 2 anni fa per costruire un pozzo in Vientnam e l’anno scorso per finanziare il GENFEST, quest’anno vogliamo guardare alla situazione che affligge la Siria.... ma nuovi particolari arriveranno presto.
Quindi: siete tutti invitati a Via Spinola 18, il 12 febbraio dalle 20:00 in poi. L’ingresso costerà 7 euro per chi verrà in maschera e 10 per gli svogliati senza maschera.
Ci vediamo a carnevale carichi
I GMU di Roma :-)

domenica 3 febbraio 2013

Youth Voices Post - 2015



In 2000, world leaders promised to halve extreme poverty by 2015 with a global plan called the Millennium Development Goals (MDGs). Thanks to millions of people taking action and a massive global effort, we have already made real progress. The number of people living in poverty has fallen to less than half of its 1990 level. Over two billion people gained access to better drinking water. The share of slum dwellers living in cities fell, improving the lives of at least 100 million people! 
Yet, 1.4 billion people still live in extreme poverty. Every 4 seconds a child dies from preventable causes and over 900 million, particularly women and young people, suffer from chronic hunger. Meanwhile our population is set to rise to 9.5 billion by 2050 and the food system is at breaking point.

Forti senza violenza - edizione 2013


“E TI HO DETTO SI’”


Nuovo recital su Daniela Zanetta
Sabato 9 febbraio dalle 21.00 alle 22.30
Teatro dell'oratorio di Masnago, in via Bolchini 4 a Varese
I Giovani per un Mondo Unito del novarese presenteranno il nuovo recital “E TI HO DETTO SI’”, recital sulla vita di Daniela Zanetta, giovane di Borgomanero (NO) di cui è in corso il processo di beatificazione - ingresso libero.
Un’occasione a cui siamo invitati tutti e possiamo invitare tutti, bella dal punto di vista artistico, oltre ovviamente al contenuto.
Ingresso libero
EVENTO inserito nel programma “Un mese per la vita” promosso dal Movimento per la vita di Varese, con il patrocinio del Comune e con la partecipazione attiva di svariate associazioni presenti nel territorio.
(http://www3.varesenews.it/varese/un-mese-per-la-vita-il-calendario-delle-iniziative-253831.html)

venerdì 1 febbraio 2013

Amici che non credono


Non ho problemi a credere, ma capisco che siamo tutti diversi, riceviamo educazioni diverse e che bisogna sempre saper accettare il parere dell'altro. Per mia esperienza, però, ho capito che il vangelo, al di là della fede, è un messaggio giusto; ma nella nostra società sono molto pochi che lo credono ed è difficile da spiegare. Infatti non mi sono mai cimentata in una discussione su questo perché non saprei come argomentare la cosa: come posso spiegare il mio punto di vista a qualcuno scettico o ateo senza poter fornire prove certe sull'esistenza di un dio?
G.P.
Quando qualcuno percorre un sentiero a lui familiare e incontra un viandante che invece non ha fiducia che quella sia la direzione giusta, non sempre è sufficiente assicurargli che per esperienza si è sicuri che vale la pena proseguire. Così è quando chi ha fede vuole spiegarlo a chi dice di non averla. La fede è un dono, ma è anche un cammino che si apre e chiarisce davanti a noi se vi camminiamo, se accettiamo questo dono, e non è facile convincere qualcuno scettico o contrario a muovervi i primi passi.
Il primo tuo impegno, dunque, non deve essere tanto quello di parlare della tua fede, ma di conoscerla, approfondirla e di continuare a camminare. Lo potrai fare magari leggendo YouCat, il Catechismo dei giovani, o in altro modo, per arrivare sempre più ad una fede matura, e soprattutto vivendola nel quotidiano con un’apertura crescente all'amore verso Dio e verso tutti.
La tua vita così diventerà testimonianza e gli amici che non credono ti vedranno felice, realizzata, libera e ne saranno attirati. Questo li potrà convincere più di tante prove sull’esistenza di Dio e potrà capitare che ti chiedano di capire meglio. Potrai, allora, donare la tua esperienza con delicatezza e rispettando quella diversa di chi ti ascolta, donando ciò che ti sembra di aver conosciuto e capito. Invita soprattutto le amiche o gli amici che non credono a fare esperienze di vita vera, di amare... perché a chi ama viene data la luce. 
francesco@loppiano.it
Città Nuova 2012/23-24

mercoledì 30 gennaio 2013

Cautious Welcome for ‘RobinHood’ Tax


By A. D. McKenzie
PARIS, Jan 23 2013 (IPS) - Non-governmental organisations across Europe welcomed the move by 11 European Union countries Tuesday to move forward with the introduction of a financial transaction tax (FTT), but they urged national governments to ensure that a part of the revenues would be allocated to development.
Calling the tax a ‘golden anniversary’ present, because it came on the 50th anniversary of French-German friendship, a coalition of more than 70 NGOs appealed to French President Francois Hollande and German Chancellor Angela Merkel to spread a “public message of solidarity outside their borders” to guarantee that the FTT would be used particularly in the fight against poverty and HIV-AIDS, and to combat climate change.
“We are happy to see that the process is moving ahead but we’re very worried that the issue of allocating part of the money to development is not going to be taken up,” said Friederike Röder, a spokesperson for anti-poverty group ONE, which was co-founded by rock musician Bono.
“What can happen is that the countries will be so pleased to see additional revenues coming in that they might use the funds for their general national budgets and not be willing to earmark any for development,” she told IPS.

"...quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà....


Maria Voce e Giancarlo Faletti in mezzo ai giovanissimi d'Australia e Oceania. Come ascoltare la voce di Gesù nella propria vita? La semplicità della sua pedagogia.
Se c’è una caratteristica indiscutibile dei giovani australiani, questa è la spontaneità. Quella stessa che porta i rappresentanti delle nuove generazioni presenti al meeting dei Focolari di Melbourne, in occasione della visita di Maria Voce e Giancarlo Faletti, ad accogliere i due ospiti in un cerchio danzante ai ritmi della loro musica. Due sedie poste sulla moquette, al centro di un’immaginaria circonferenza, e basta, voglia di muoversi e, soprattutto di comunicare. In T-shirt o in canottiera (nonostante il freddo “estivo”), neri o coloratissimi, con i tagli più originali, piercing, tatuaggi e piedi nudi.
E poi il racconto delle loro vicende, belle e meno belle, la ricerca della felicità e di una vita vivibile, tra amicizie che deludono e altre che riempiono il cuore. E allo stesso modo si rivolgono agli ospiti con le loro domande sincere e impegnative: sul significato del dolore, sulla necessità di non perdere il contatto con coloro che cercano di vivere nello stesso spirito, sulla diversità di vedute con gli adulti.
Una domanda sembra trasparire al di sotto di tutte le domande: come riuscire ad ascoltare la voce di Gesù? Spiega Maria Voce: «Non so quello che Gesù vi dice, ma vi posso assicurare che ascoltare la sua voce è la cosa più intelligente che potete fare». Applausi. «Gesù – continua – vuole grandi cose per noi. Nella creazione, Dio ha detto una Parola e ha creato te. Potrebbe farlo anche ora, ma ha voluto scendere con suo Figlio sulla Terra perché tutti collaborino con Lui. Ed è così che Gesù parla con ognuno. Ma la sua voce è sottile e tanti rumori la coprono, ci distruggono e ci lasciano inerti».
Ed ecco la via giusta: «Se noi amiamo, ecco che l’amore diventa l’altoparlante di questa voce. Quanto più amiamo, tanto più chiaramente sentiamo la sua voce. Magari sembrerà una voce che chiede cose troppo grandi, ma dobbiamo avere il coraggio, e lui stesso ci aiuterà a compiere quanto ci chiede. E alla fine la nostra vita sarà meravigliosa».
Ad un ragazzo che le chiede ancora cosa pensi quando incontra dei giovani in giro per il mondo, risponde che si sente realmente confortata, perché «dovunque ci sono giovani che vivono lo stesso ideale di Chiara Lubich, anche se non hanno ancora manifestato appieno le loro potenzialità, hanno comunque quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà».
E conclude: «Perciò, felice Australia, felice Nuova Zelanda, felici isole del Pacifico! E come far scoppiare queste potenzialità? By loving, amando farete cose grandi. E noi vi verremo dietro!».
di Michele Zanzucchi, inviato

lunedì 28 gennaio 2013

Una prova che i giovani sanno cosa conta veramente nella vita



Giovani uniti nella solidarietà fraterna

Fonte: www.rio2013.com

Migliaia di giovani si sono riuniti in un pomeriggio di preghiera e Messa in suffragio delle anime dei più di 230 vittime del fuoco nella città di Santa Maria, nello stato di Rio Grande do Sul, che si è verificato nelle prime ore di domenica, 27 gennaio.
Nella città ospitante della Giornata Mondiale della Gioventù, quello che una volta sarebbe stato un momento di festa, il
"Folia com Cristo", si trasformò in una manifestazione concreta di solidarietà fraterna con quelli che soffrono il dolore della perdita dei loro cari.
"Penso che oggi, in cui il Brasile e il mondo piangono per la tragedia e il dolore di così tante persone, siamo chiamati qui per mostrare che i giovani sanno essere solidali, perché ascoltano la parola di Dio, seguono Gesù Cristo che porta la vita a tutti ", ha detto l'arcivescovo di Rio e Presidente del Comitato Organizzatore Locale della JMJ Rio2013,
Dom Orani João Tempesta,durante la celebrazione che si è svolta nella Cattedrale di San Sebastiano.

Una azione lodevole


Diffondiamo questa bella iniziativa:
https://www.facebook.com/events/202191193252565/?ref=ts&fref=ts






Facciamo la nostra parte: 
chi può dona il sangue, chi si trova lontano o non nelle condizioni di donarlo, può offrire una preghiera e/o qualcosa anche di concreto...

Diario dalla Siria / 4


A cura di Maddalena Maltese
Fonte: Città Nuova
Si sfidano i cecchini per andare a trovare gli amici e dare alla vita un'impronta di normalità mentre gli attentati e i passaggi degli aerei generano nuova morte e distruzione
«Scendendo oggi nella città vecchia per pulire la casa, ben equipaggiate di maglioni per ripararci dal freddo, ci accordiamo prima di cominciare il lavoro, per dargli insieme un senso: «Offriamo tutto per la pace, per l’unità». Nel pomeriggio suona il campanello, scendiamo ad aprire: sono due giovani venute a portarci un po’ di dolci (quei buoni dolci arabi che ben conosciamo!) ed aiutarci per un’oretta, prima di rincasare dal lavoro in uno dei quartieri vicino alla strada dell’aeroporto più presi di mira dagli attacchi. Ci raccontano: «Ci siamo svegliate con l’animo terribilmente triste e abbiamo visto da un sms che anche per Suhair era la stessa cosa. Poi siamo venute da voi e appena arrivate davanti alla porta ogni senso di tristezza è passato, ci siamo sentite rinate!».
Da stamattina dalla periferia della capitale i colpi di cannone e di mortaio e il passaggio degli aerei si fanno di nuovo ricorrenti ma non continui. La città vive nella continua paura di attentati ma la gente non vuole arrendersi, esce per il lavoro e per gli studi, per andare a pregare.  Anche oggi c’è stato un attentato, non molto distante, nel quartiere di Maha. «Perché queste assurdità?” La risposta non è scontata, ogni volta bisogna pescarla dentro, in fondo al cuore, alla mente, dove risuona ben chiaro quel grido indicibile di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». E a volte, si riesce solo a ripetere: «Nelle Tue mani, Padre, riaffido il mio spirito».
Gio

Cosa mi aspetto da Gioventù Nuova?


“Da Gioventù Nuova mi aspetto che il mondo si convinca che è chiamato all’unità.”
“From the Youth for a United World Movement I expect the world to be convinced that it is called to unity.”
Chiara Lubich

domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio: Giorno della Memoria


Fonte: Wikipedia
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
In questo giorno si celebra la liberazione, da parte delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945.
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi sonderkommando, che in italiano significa unità speciale.
Tuttavia, l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove circa 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con sé, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dai nazisti nel lager.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato dagli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.
(...)
Nonostante questi stermini ci furono molte persone, ben 24.356, che aiutarono gli ebrei a sfuggire dalla morte che in seguito furono ufficialmente insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto. Tra le nazioni con il maggior numero di insigniti ci sono:
  • Polonia (6.339 insigniti)
  • Paesi Bassi (5.204 insigniti)
  • Francia (3.513 insigniti)
  • Ucraina (2.402 insigniti)
  • Belgio (1.612 insigniti)
  • Lituania (831 insigniti)
  • Ungheria (791 insigniti)
  • Bielorussia (569 insigniti)
  • Slovacchia (525 insigniti)
  • Italia (524 insigniti)
  • Germania (510 insigniti)

sabato 26 gennaio 2013

The Economy of Communion in Freedom Project United Nations Video

A short 5 minute video about the origins of The Economy of Communion in Freedom Project and its impact on working together with those in poverty to achieve a sustainable future. The film was developed for a presentation to the United Nations in February 2013 on the eradication of poverty.

venerdì 25 gennaio 2013

Diario dalla Siria / 3


Fonte: Città Nuova
Maddalena Maltese
I missili caduti sulla facoltà di architettura di Aleppo hanno provocato una strage. Il raccconto dei testimoni. Morti vari studenti e anche alcune suore che si trovavano nei paraggi. Continuano le testimonianze dei siriani per rompere il muro di indifferenza sulla loro sorte
«Rientriamo dalla messa ed ecco la notizia terribile della strage all’università di architettura ad Aleppo, a causa di due missili caduti su di essa e nei posti adiacenti, dove si trovano fra il resto tanti rifugiati. Cerchiamo subito di contattare Hilda, una nostra amica che insegna lì, e due giovani che studiano lì. Le loro voci sono ancora emozionate ma chiare. Parlano di scene indicibili. Mays si è buttata dietro un’auto, ha visto volare per aria corpi, ha udito le urla delle madri in cerca dei loro figli. Hilda mi racconta: «Oggi era il primo giorno di esami, il campanello aveva già suonato e stavamo ritirando i testi. Un allievo ci supplica di dargli ancora qualche minuto, era arrivato terribilmente in ritardo a causa delle strade interrotte. I colleghi non vogliono, alla fine però riesco a convincerli”. Passano almeno cinque minuti, l’allievo consegna il suo esame, scendiamo nel cortile per dirigerci all’uscita. Vedo sulla mia testa passare prima un razzo, poi l’altro! Sarei stata esattamente nel luogo dove sono caduti. Ritrovo l’auto col tetto sfondato, i vetri frantumati. Ma siamo salvi, per un atto di amore verso uno studente».
C’è invece chi la morte l’ha incontrata in quello stesso frangente dopo una vita spesa per amore di Dio e dei fratelli. Suor Rima, una delle due suore dorotee rimaste in città e che conosciamo bene. Si erano da poco lasciate con l’altra suora con l'impegno di rivedersi a pranzo. Al mattino avevano fatto meditazione insieme e offerto la loro giornata e sofferenze a Dio per la pace. Di suor Rima dal momento della deflagrazione non si sa più nulla. Si sta ancora cercando il suo corpo negli ospedali. Una rata preziosa per la pace.
Questi fatti sono frequenti in varie parti del Paese, da mesi. Lasciano nell’animo lo sgomento. Continuiamo a ripeterci di restare nell'attimo presente. Non c’è altro».
Gio

giovedì 24 gennaio 2013

Una iniziativa davvero originale



Di Marco Catapano
Fonte: Città Nuova

In corso di svolgimento la Coppa d’Africa. Nel frattempo, una particolare squadra gioca per facilitare una cultura del rispetto e dell’integrazione

(...) Negli ultimi tempi diverse organizzazioni hanno avviato campagne di sensibilizzazione nel tentativo di vincere insensati preconcetti, di spiegare alle popolazioni locali che un albino non è un “diverso”, ma semplicemente una persona con una vita “un poco più difficile rispetto ad altri” anche a causa delle possibili complicazioni di salute date dai rischi che la pelle può subire se viene esposta ai raggi solari. Ma vincere pregiudizi e discriminazioni che durano da tanto tempo non è un’impresa facile ... Per fortuna, nonostante tutto, ci sono persone che ci provano, che riescono ad andare “oltre”. Oscar Haule, ad esempio, è un commerciante di automobili, cristiano dalla pelle nera, che tempo fa ha pensato ad una iniziativa davvero originale.
Haule sa benissimo che in Tanzania amano il calcio. Così ha dato vita ad una squadra di calcio formata da soli albini nella speranza che l’amore per questo sport si tramuti in amore verso chi è nato con una pelle diversa. O almeno, che queste persone, spesso relegate ai margini della vita sociale, vengano guardate con minor sospetto e diffidenza. Tutti albini, dicevamo, tranne il portiere. Perché a causa dei problemi di vista (gli albini non riescono a vedere nitidamente il pallone in arrivo), tra i pali gioca sempre un atleta di colore. Ecco allora che da qualche anno venticinque giovani albini di Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, principale polo economico e primo porto del paese, giocano insieme in una squadra di calcio, l’Albino United Team.
Si allenano su un campetto di terra situato nei pressi dell’ospedale oncologico della città. Pieno di

mercoledì 23 gennaio 2013

Diario dalla Siria/1


Fonte: Città Nuova
Alcuni amici del Movimento dei Focolari sono rientrati dopo due mesi nel Paese dilaniato dalla guerra e dalla fame. Ci raccontano la quotidianità di questo popolo che da due anni vive sotto le bombe, nell’indifferenza, o quasi, della comunità internazionale. Città Nuova pubblicherà ogni giorno la loro testimonianza per sollecitare iniziative di pace
La presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, ha lanciato una campagna internazionale per fermare il conflitto siriano e chiedere che le trattative di pace riprendano per il bene di milioni di cittadini inermi e indifesi. Il Time Out, il minuto di silenzio e di preghiera che alle 12 in tutto il mondo sarà indirizzato alla Siria, per il nostro giornale diventa la pubblicazione di un diario che alcuni amici della comunità dei focolari ci scrivono direttamente da Damasco e da Aleppo.
«Ieri dopo due mesi di assenza. Non avendo un posto per noi, non abbiamo più una casa, ci siamo rifugiati in un caffè della città vecchia di Damasco, Bab Touma. Abbiamo incontrato alcuni amici della comunità dei Focolari. Ci siamo raccontati i disagi, ma abbiamo pianificato anche un viaggio ad Hama, nel Centro-nord, via quasi obbligata per arrivare ad Aleppo, nostra destinazione finale. Ci hanno assicurato che la strada fin lì è buona. Ci chiediamo se Dio benedirà questo viaggio, se non sia un azzardato avventurarsi. La Siria non è più quella di prima dove si poteva viaggiare anche alle quattro del mattino con tutta sicurezza. Ogni giorno arrivano notizie di rapine e massacri. Arriviamo alla stazione dei bus alle 10 e fortunatamente il pullman sta partendo. Lo prendiamo giusto. Ce l’abbiamo fatta.

Playing For Change - United