giovedì 20 dicembre 2012

A Natale fai posto a un pellegrino

Di Sara Fornaro
fonte: Città Nuova
Quarantamila giovani arriveranno a Roma da tutta l'Europa per la tappa italiana del "pellegrinaggio di fiducia sulla terra" organizzato dalla comunità di Taizé. Mancano oltre diecimila posti e la Curia romana si appella alle famiglie: bastano due metri quadrati sul pavimento e la colazione
Le prenotazioni hanno superato ogni attesa: sono circa quarantamila i pellegrini che, da tutta Europa, arriveranno a Roma per partecipare alla tappa italiana del "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra" lanciato 35 anni fa da frère Roger, fondatore della comunità di preghiera di Taizé. Dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio 2013 la capitale sarà animata da giovani e meno giovani che vogliono vivere un momento spirituale intenso.
Molti degli alloggi sono già stati trovati e, in barba al freddo e a chi crede che le vacanze di Natale significhino solo relax e regali, molti pellegrini dormiranno in camerate senza riscaldamenti e senza docce e senza lamentarsi perché ciò che conta - per loro - è fare un'esperienza di preghiera e di condivisione.
Tante sono state finora le espressioni di generosità, ma in questo periodo di crisi i romani sono chiamati a fare uno sforzo in più. Mancano infatti all'appello ancora oltre diecimila posti. Ecco perché il vicariato di Roma e la comunità di Taizé stanno lanciando appelli alle famiglie affinché aprano le porte delle proprie case per accogliere i pellegrini.
La casa è piccola? Non c'è spazio? Niente paura: bastano due metri quadrati di pavimento libero, in una casa ubicata tra Roma e dintorni, e la possibilità di offrire una semplice colazione per trasformare anche l'abitazione più modesta in un centro di accoglienza e di generosità.

mercoledì 19 dicembre 2012

An award for the Hungarian Y4UW

The Hungarian Ministry of Human Resources has given a certificate of merit to the Youth for a United World (Y4UW) in Hungary in recognition for their work in organizing the Genfest in Budapest.
It’s not every day that you go to a Government Ministry to receive official recognition. This is what happened to the Hungarian Y4UW after they had worked so hard, all year round, at organizing the Genfest in their own country. It was a huge event that took place from 31st August to 2nd September 2012. It drew together 12,000 young people from all over the world. Among them, there were 2,000 from Hungary. Rita and Agoston, among the key figures, shared with us all about what happened during the award ceremony that took place at the end of November.
What was the prize for? “At the beginning of October the Hungarian Ministry for Human Resources sent us a message saying: in recognition of our professionalism at the Genfest, the Focolare’s Youth for a United World were to be given a certificate of merit. We were both surprised and happy and the news spread like wild fire among the young people of the Movement. Through the acceptance of our candidature, the Minister conveyed his recognition through an award. This award ceremony took place on 20th November on the Universal Children’s Day.”
The nomination of the Youth for a United World had come from a person within the Ministry along with the State undersecretary of Ministry for Family, Miklós Soltész. Rita and Agoston continued saying: “Both of them were present at the Genfest opening ceremony and they were touched by the dynamism, enthusiasm and sense of fraternity among the young people.”

martedì 18 dicembre 2012

Un premio ai Giovani per un Mondo Unito ungheresi

 
Il ministero delle Risorse Umane della Repubblica ungherese riconosce con un attestato di merito il lavoro svolto dai giovani ungheresi per la realizzazione del Genfest a Budapest.
Non capita tutti i giorni di varcare la soglia di un ministero per ricevere un riconoscimento ufficiale. È successo ai Giovani per un Mondo Unito (GMU) dell’Ungheria, che per un anno e più hanno lavorato sodo nel loro Paese, per la realizzazione del Genfest, il grande evento che ha radunato nella capitale ungherese 12.000 giovani da tutto il pianeta, dal 31 agosto al 2 settembre 2012. Tra questi, 2000 erano ungheresi. Rita e Agoston, tra i protagonisti, ci raccontano del premio ricevuto alla fine del mese di novembre.
Perché questo premio? «All’inizio di ottobre il Ministero delle Risorse Umane ungherese ci ha inviato un messaggio comunicandoci che, come riconoscimento della nostra professionalità, dimostrata al Genfest, veniva assegnato ai Giovani per un mondo unito dei Focolari un attestato di merito. Siamo rimasti sorpresi e contenti di questa notizia che si è rapidamente diffusa tra i giovani del Movimento. Il ministro, accettando la nostra candidatura, premiava la sezione giovanile del Movimento dei Focolari invitandoci alla premiazione, che si è svolta il 20 novembre in occasione della Giornata universale dei diritti dell’ infanzia».
La nomina dei GMU è stata proposta da una persona del Ministero che, insieme al sottosegretario di Stato per la famiglia e i giovani, Miklós Soltész, era presente all’apertura del Genfest. «Entrambi – continuano Rita e Agoston – erano stati impressionati dal dinamismo, l’entusiasmo e l’esperienza di fratellanza vissuta insieme ai giovani».

Presentazione dello United World Project e raccolta firme

Un'azione organizzata dai giovani per un mondo unito (GMU) di Caserta insieme all'associazione Focus Focolari Coordinamento Caserta per la promozione e la raccolta firme a sostegno del progetto United World Project.



Questa iniziativa si è inserita nell'ambito della XVIII Marcia della Pace svoltasi a Caserta domenica 9 dicembre 2012.

Il giovedì 13 Dicembre, c'è stata un'altra raccolta organizzata dai GMU di Casoria. 


Il materiale per la raccolta firma 
è a disposizione a www.unitedworldproject.it.

lunedì 17 dicembre 2012

Augsburg: "Let's bridge" con i bambini


“Ciao a tutti!
“Let’s bridge” va avanti!
Ad un raduno di tutti noi giovani dopo il Genfest veniva fuori il desiderio di fare un’azione concreta per continuare a costruire ponti.
Sapevamo di una casa per i rifugiati ad Augsburg dove c’era bisogno di un programma pomeridiano per i bambini. Così ci troviamo ogni seconda domenica del mese e dopo un piccolo pensiero, che ci ricorda il perché del nostro agire, ed il pranzo preso insieme, andiamo lì per passare il pomeriggio con ca. 30/40 bambini.
Ci accorgiamo delle diversità di cultura, ma l’amore va oltre e ci fa diventare creativi per esempio nel
cercare le canzoni che vanno bene sia per i cristiani, sia per i musulmani o dei giochi che vanno bene sia per i grandi sia per i piccoli. A fine programma siamo morti ---- perché hanno tanta energia e si deve sempre stare dietro a loro --- ma felici. Non parliamo del nostro ideale di fraternità universale o di cose spirituali, ma costatiamo come il nostro modo di essere, di fare le cose, parla. Si vede infatti dall’attesa gioiosa dei bambini per il nostro ritorno fra loro; con che slancio cantano una canzone che li abbiamo insegnato; nel rapporto costruito con loro.
Il nostro progetto ha appena cominciato, ma già si vede questi piccoli frutti che ci spronano di andare avanti per contribuire ad un mondo sempre più fraterno.
Contate sulla nostra vita per l’unità
Claudia, Ludger, Ideale con i GMU di Ottmaring, Augsburg”

sabato 15 dicembre 2012

Cagliari: nelle carceri di Buoncammino

In Sardegna un gruppo di giovani per un mondo unito si organizza per portare il Vangelo all’interno di un carcere. Un “frammento di mondo unito” in costruzione. 
Con alcuni Giovani per un Mondo Unito abbiamo iniziato un’esperienza speciale nelle carceri di Buoncammino, a Cagliari (Italia). C’è stata data la possibilità di fare un’ora di catechesi con i detenuti. Ci siamo suddivisi, chi al braccio sinistro, chi nel carcere femminile, chi come me nell’alta sicurezza. Era un’occasione per dedicare del tempo a queste persone, “altri Gesù”, che per la loro condizione non ti passano accanto e che in situazioni normali non incontreresti.
Entrare in carcere è entrare in una società completamente differente, un piccolo mondo in miniatura, con i suoi ritmi, problemi, abitudini. Un detenuto inizia a perdere il contatto diretto con il mondo all’esterno; molte volte i rapporti con amici e familiari si annebbiano e taluni sprofondano in solitudine, mentre all’interno di questo mondo, ci si trova circondati da persone con vite affini… si formano così nuove amicizie, nuovi rapporti; tanto che, se la pena è a lungo termine, la vita non è più all’esterno ma dietro quelle sbarre.
Quando si ascolta a fondo un detenuto, si aprono storie, problemi, vite non tue, e si capisce quanto sia importante la libertà e quanto difficile sia viverla bene in questo mondo.
Dentro ho incontrato persone normali, simpatiche, forse anche furbe… ma a ripensarci ci si accorge che le persone così le trovi anche fuori da un carcere. Ti chiedono, “perché sei venuto in carcere? Chi te lo fa fare? Perché non te ne stai in giro ed esci con gli amici? Fai altre cose sicuramente più belle?”. La risposta è stata semplice: ho spiegato che se fossi un detenuto mi farebbe piacere che qualcuno venisse a trovarmi, anche solo per spezzare la routine settimanale.
Scopro così che l’amore gratuito e disinteressato non è scontato, anzi è praticamente inesistente per alcuni di loro: ad un gesto di amore o di cortesia deve perlomeno seguire il rispetto se non la gratitudine.
Rientrato dal Genfest che si è svolto a Budapest, portavo in mente un pensiero ascoltato in quei giorni: “Se non lo cambi tu il mondo chi lo farà al posto tuo?”. Ritrovarci con i detenuti, dopo quella straordinaria esperienza di fratellanza universale, mi ha meravigliato un po’. È calato il silenzio mentre con i miei amici raccontavamo le nostre varie vicissitudini: dal viaggio in pullman, al cibo, alle esperienze vissute; loro ascoltavano e intervenivano interessati. Così tentati dal voler dare tutto di questa esperienza, parliamo del World United Project e chiediamo loro: “Secondo voi un mondo unito dove l’amore disinteressato per il fratello, che sorpassa le religioni, le culture, è possibile?”. Si è acceso un dibattito abbastanza movimentato.
I frutti non sappiamo se ci sono già stati o se ci saranno; non sappiamo se un ragazzo tra loro ha deciso di collaborare con la giustizia dopo averci conosciuto e nemmeno come finirà. Questa esperienza ha portato qualche frutto già nel mio animo e ha rispolverato le mie convinzioni di essere giovane per un mondo unito. È un frammento di mondo unito che si fa realtà.
(Luca Pani, Cagliari – Italia)

Sant’Anastasia: Mercatino di Natale

I Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Sant’Anastasia domenica 16 dicembre, dalle ore 8.30 alle ore 20 saranno in Piazza Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia con una iniziativa chiamata “Mercatino di Natale”
Ci scrivono:
[abbiamo voluto dare la possibilità, ai nostri concittadini, di vivere un clima di famiglia e, per chi lo desidera, avere la possibilità di fare regalini spendendo poco... è un modo di far vivere questo momento di crisi in maniera propositiva.
Nelle scorse settimane in tanti ci hanno aiutato donandoci tante cose... ora è il momento di mettere tutto in circolo!
Il ricavato della iniziativa andrà per il finanziamento di 2 progetti:
- l'acquisto di un eco-scanner per lo “Zia Angelina Health Centre” di Kampala (Uganda);
- per sostenere il “Progetto Città” (la creazione di un Centro giovanile permanente intitolato a Chiara Luce: Centro Luce).
L’evento è patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia.
Ci saranno tanti stand:
  • fai da te;
  • oggettistica varia;
  • libri;
  • dolci e biscotti;
  • United World Project e Genfest.
Ci sarà anche la possibilità di assistere a diversi spettacoli di marionette e ci sarà la possibilità di salutare Babbo Natale, facendo lasciare la letterina ai bambini o facendo una foto con tutta la famiglia!
Insomma, un momento di famiglia da vivere insieme.... speriamo di vedervi in tanti!
Vi saremmo grati se poteste far circolare la notizia!
A prestooooooooooooooooooooooo!
I Giovani per un Mondo Unito di Sant'Anastasia]

venerdì 14 dicembre 2012

Trieste: 2° Memorial per Francesco Pinna


 
Ciao,
volevo aggiornarvi che i Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Trieste ripartono... sulla scia e la grande carica del Genfest, siamo pronti a continuare a lavorare per il mondo unito impegnandoci con tanto entusiasmo nel nostro locale... la prima iniziativa a cui partecipiamo è  il memorial Francesco Pinna, il torneo di pallavolo in ricordo del ragazzo morto a causa del crollo dell’impalcatura allestita per il concerto di Jovanotti. Da qualche settimana è iniziata l’organizzazione della seconda edizione del torneo, la giornata prevista è sabato 15 dicembre dalle ore 9 fino alle ore 17. Avendo partecipato alla prima edizione, vi posso garantire che il torneo è una bellissima occasione sia per ricordare la figura di Francesco, un giovane che nel suo breve arco di vita ha donato tanto amore agli altri, in particolare ai ragazzi con disabilità, sia un momento piccolo, ma allo stesso tempo importante di esserci e di vivere nella nostra realtà locale. Il torneo, di livello amatoriale, è organizzato dall’associazione calicanto, associazione in cui Francesco faceva volontariato. Al momento hanno aderito varie squadre di realtà molto diverse tra loro: isituzionali (assessori e consiglieri comunali, polizia municipale ecc…) aziendali private (Illy caffe, wartsila, siot, trieste trasporti, generali ecc…) e associative ( calicanto, fondazione otta Lucchetta, makoto, gesuiti ecc…). Ho avuto l’occasione di partecipare alle prima riunione organizzativa, e vi posso dire che è stato proprio un bel momento d'incontro e consentitemi l'azzardo di piccolo mondo unito a livello locale, si è sentita la voglia e il desiderio, da parte di tutti i partecipanti, di esserci e voler dare un qualcosa di proprio per la riuscita di questo torneo ricordando nel migliore dei modi Francesco.
in allegato trovate il poster della manifestazione molto bello.
un caro saluto
Gianluca

giovedì 13 dicembre 2012

Torreón: “I chose to forgive”

Willie lives in Torreón, an area of Mexico in the grip of drug trafficking. He is committed, together with the Youth for a United World (Y4UW), to building relationships of fraternity.
Willie, speaking to 12,000 young people at Genfest 2012 in Budapest, said: ‘Violence has taken hold of Mexico because of drug trafficking. Fear, hatred and lack of trust have spread over many of our cities. Families have been threatened and had to hide or flee to other cities. There is gang warfare among groups wanting to control areas of the city. Many innocent young people die in bars and clubs and in other public places.
‘One of the young people killed was my cousin Mauricio. He was on his way back from the opening of a new bar when he and other young people were killed by a group of “druggies” who shot into the crowd.
‘It was a terrible shock for me and I was dismayed and angry. Two days later, during a family reunion, a relative came in telling us he was pleased justice had been done. The bodies of 10 young people had been found – thought to be those guilty of the shootings. I felt even worse about this because, however bad the provocation had been, it was obvious that revenge and hatred could not put things right.
‘I could choose between starting to hate or breaking the cycle of violence by forgiving. I chose to forgive. Even though I would never see my cousin again, I could go on building relationships of fraternity with everyone around me.

mercoledì 12 dicembre 2012

Napoli: Il Mondo che vogliamo

Carissimi,
vi scriviamo a proposito di un’occasione veramente unica che le Nazioni Unite offrono a tutti noi.
Come molti di noi sapranno, i primi 15 anni di questo secolo stanno vedendo l’attuazione di alcuni “Obiettivi di sviluppo del millennio” (Millennium Development Goals), che hanno consentito di intervenire con efficacia contro alcune piaghe del pianeta, come l’analfabetismo, la mortalità infantile, la malaria, l’AIDS ed altre.
Avvicinandosi il termine prefissato, l’ONU sta ora lavorando agli obiettivi del Post-2015. A questo scopo si è svolta, nel giugno scorso, una conferenza a Rio de Janeiro, la Rio+20, nella quale sono state stabilite le tracce fondamentali da seguire. Sono stati individuati 10 temi globali, entro i quali l’Assemblea Generale dell’ONU programmata nel settembre 2013 preciserà le linee d’azione post-2015. Su questi 10 temi (ecco la novità a cui mi riferivo all’inizio) è stata aperta una consultazione mondiale, a cui chiunque può partecipare. Essa si svolgerà in due fasi: la prima, che si chiude il 31 dicembre di quest’anno, prevede che i singoli o i gruppi interessati ad intervenire scrivano una loro proposta su uno dei nove temi individuati, che sono i seguenti:
1. disuguaglianze
2. salute
3. istruzione
4. crescita ed occupazione
5. dinamiche della popolazione
6. amministrazione
7. conflitti e fragilità
8. sostenibilità ambientale
9. sicurezza alimentare e nutrizione
10. acqua

Youth Voices Post-2015


martedì 11 dicembre 2012

Phillippines: Typhoon “Pablo”


From a Valley of Tears to a Valley of Hope: The Compostela Valley (ComVal) Experience by Alvi Viadoy
A first hand experience from a Focolarino who visited the typhoon-ravaged Compostela Valley
December 8, 2012---About an hour away from the province of Compostela Valley, entering the town of Carmen, Davao del Norte, about 50 km. from Monkayo, we were already greeted by the aftermath of Typhoon “Pablo.” The river crossing the Pan-Philippine Highway overflowed due to the torrential rains that Typhoon Pablo poured over the mountainous towns of Davao del Norte and Compostela Valley forcing families to leave their houses while leaving crops and plantations under water. But this was nothing compared to what was waiting for us.
As we moved northward, one would see nothing unusual except for some trees with torn branches or otherwise battered leaves. Already dried after five days, they were falling in showers in the gentle breeze like those which we see in autumn. All seems naturally still.                 
We arrived at Nabunturan town, the town of a Y4UW and our friend named Yoyong. There were signs of houses and trees having been whipped by strong, tempestuous winds but still acceptable compared to what I’ve seen in my childhood. However, I noticed something unusual — all the people passing by, including those in the trucks and cabs had their noses covered. It was coming from the funeral parlour about a hundred metres away where bodies recovered in New Bataan are brought by rescuers, said a lady friend of ours, whose house lost 20 galvanized iron sheets which were blown away at the height of Pablo’s fury.

"Il Mondo Nella Mia Città"


Lo spettacolo "Il Mondo Nella Mia Città"
Dopo il Genfest - Let's bridge, appena tornati da Budapest forte era il desiderio di fare qualcosa, subito. Così, dall'oggi al domani, ecco il progetto: un concerto, tanta, tantissima musica e poche parole, quelle giuste. 
Poco tempo per le prove, per trovare la sala, per recuperare tutto il materiale necessario, per diffondere la notizia eppure il 17 novembre scorso eccoci, tutti schierati ai nostri posti. Un'ora e mezza di concerto: Coldplay, U2, Zucchero, Elisa, Scorpions ma anche qualche pezzo scritto da noi; il testo "Una città non basta" di Chiara Lubich a fare da sfondo al nostro viaggio. Un'obiettivo: aiutare delle famiglie in difficoltà economiche. Realizzato forse non nelle dimensioni che speravamo ma pur sempre raggiunto!

Possiamo dire che siamo impegnati su mille mila fronti: dopo il Genfest siamo tutti tornati "carichissimi", sono fioccate le proposte e i progetti ... perché arginarli? Fatta una prima rapida selezione ed accorpato quello che poteva essere accorpato ora ci stiamo organizzando per riuscire a fare tutto: dalla pallavolo fluo 3, ad un'attività insieme ai Ragazzi per l’unità....
Intanto proseguono gli incontri della Parola di Vita, ormai siamo un gruppo stabile di ... 21 persone!!! Alcuni di loro sono ci conoscevano da un po’, altri invece da poco. André, che fino a 2 settimane fa studiava a Torino, ora tornato in Brasile prosegue gli incontri con noi via Skype! ... Ieri abbiamo cenato assieme e poi ci siamo raccontati un po' com'è andato questo mese e tra una chiacchiera e l'altra è nata l'idea di vivere assieme il Natale con una veglia il 24! 

lunedì 10 dicembre 2012

Papa su Twitter: la Chiesa presente nel mondo digitale

Fonte: www.focolare.org                                                         Read this article in English


Il 3 dicembre, è stato presentato in Vaticano @Pontifex, l’account ufficiale di Benedetto XVI sul sito microblogging che conta con più di 500 milioni di utenti.
Se c’è qualcosa che caratterizza lo stile letterario del Papa è proprio la capacità di sintesi, di esprimere in poche parole contenuti profondi, essenziali. E allora perché non utilizzareTwitter creato proprio per esprimere un pensiero di senso compiuto rispettando il limite di 140 caratteri?
Sintomatico quanto lo stesso Pontefice scrive nel suo messaggio per la prossima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”. Ecco un nuovo senso da dare alle migliaia di tweet inviati ormai a valanga nella rete.

domenica 9 dicembre 2012

sabato 8 dicembre 2012

One of the most innovative and daring architects of the last 60 years


Oscar Niemeyer, the Brazilian architect who helped to shape the 20th century and mankind's vision of the future, died on Wednesday aged 104, according to Brazilian media.
National Congress, Brasilia
Contemporary Art Museum, Rio de Janeiro
Ariel Teplitsky, Toronto
Niemeyer died of respiratory failure in Botafogo hospital in Rio de Janeiro, the city where he was born in 1907, studied architecture and that he helped to shape with famous landmarks, such as the Sambadrome, notoriously modelled - like much of his work. But his influence spread much further to the design of the capital Brasília and many of its landmarks including the cathedral and Congress building. Overseas, he designed the United Nations secretariat in New York, the Communist party headquarters in Paris and Serpentine gallery summer pavilion in Hyde Park, London.
(...)
He won the gold medal from the American Institute of Architecture in 1970, the Pritzker architecture prize from Chicago's Hyatt Foundation in 1988 and the gold medal of the Royal Institute of British Architects in 1998.

venerdì 7 dicembre 2012

Vite che non muoiono mai

Il ricordo di Alberto Michelotti e Carlo Grisolia, il racconto di un’amicizia che diventa cammino e modello di santità
Ci sono vite che nascono per non morire mai. Ci sono vite che sembrano schiudersi appositamente per accogliere in sé un anelito di santità. Sono passati circa trent’anni dalla scomparsa di Alberto Michelotti e Carlo Grisolia, i due amici genovesi la cui causa di beatificazione è stata aperta nel 2005, che hanno speso le loro giovani energie per diffondere l’ideale evangelico del mondo unito, e di cui ancora oggi si parla come di modelli senza tempo.
Il loro operato era volto alla diffusione dei più genuini insegnamenti cristiani e la loro stessa amicizia non era di quelle superficiali, bensì era profonda, autentica e rinsaldata dalla uguale volontà di andare verso Dio, di "farsi santi insieme", come raccomandava Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, di cui entrambi facevano parte. Si può comprendere la loro levatura morale attraverso lo stralcio di una lettera che Alberto aveva scritto a Carlo, nella tranquillità della chiesa di S. Siro di Struppa a Genova: «In questo silenzio così bello mi sta rispondendo che non ci possiamo fermare, amare, amare tutti, spaccarci il cuore per fare uscire il vero amore, quello nato dal dolore. So, conosco, le mie, le tue debolezze, forse oggi stesso cadremo con la purezza, ma Lui mi chiede, ti chiede di continuare ad amare».

giovedì 6 dicembre 2012

Percorsi comuni tra musulmani e cristiani

Spazio ad esperienze che favoriscono l’integrazione e che stanno formando nuove generazioni al dialogo. A Brescia un passo avanti nel cammino comune.
Nadia e Kadija sono di due città del Nord Italia. I loro volti rivelano tradizioni etniche, religiose e culturali diverse. Italiana di nascita e tradizione cristiana la prima, musulmana tunisina la seconda. La loro esperienza di integrazione è nata sui banchi di scuola e ha portato a risultati insperati. Fra questi, la tesi di laurea di Nadia in Scienze politiche, sulle donne musulmane, con un approfondimento sulla questione del velo.
La loro è solo una delle esperienze raccontate il 25 novembre a Brescia, dove si sono dati appuntamento circa 1300 cristiani e musulmani per una giornata dal titolo “Percorsi comuni per la famiglia”, promossa insieme da Movimento dei Focolari e da varie associazioni e comunità islamiche.
Si è trattato di uno sviluppo dell’esperienza vissuta nella cittadella di Loppiano nell’ottobre 2010, quando 600 fra musulmani e cristiani di varie parti d’Italia, si erano incontrati per un momento di riflessione su percorsi comuni di persone di fede e tradizioni diverse. Il “laboratorio Brescia 2012” dice che il cammino verso la fratellanza universale tra persone di diverse religioni, a cui Chiara Lubich spronava decine di anni fa, ha fatto un balzo in avanti. Emerge, infatti, come siano ormai molte le esperienze che favoriscono l’integrazione, e che stanno formando generazioni al dialogo. Nel corso di una tavola rotonda, alla quale hanno partecipato due imam, Kamel Layachi di Treviso e Youssef Sbai di Massa, si sono toccati i problemi quotidiani che le famiglie di entrambe le estrazioni devono affrontare.

venerdì 30 novembre 2012

Cultural Night shows Brazil to the international delegates

Fonte: www.rio2013.com/en
Nov. 28, 2012

The erudite met the samba. The ludic, history, culture and the faith also were at the party. This is how we can describe the presentations at the Night Faith and Culture – Meetings between Brazilian Rhythms, last Tuesday at Espaço Tom Jobim.  
Two hymns were played at the opening of the performance by the Brazilian Young Symphony Orchestra. The first was the Brazilian Anthem to start the night and then the Hymn of the WYD Rio2013.
The official melody of the event went along with the Hail Mary, by Charles Gounod and Johann Sebastian Bach, played with a cavaquinho (string instrument like a small guitar). After the prayer, came the opera “ O Guarany”, by Antonio Carlos Gomes. The show had then “The Prelude”, by Franz Liszt. The night got the voice of Marlui Miranda who sang the Our Father in Tupi, which was the most spoken language at Brazilian seacoast in the XVI century.
The juvenile choir of Brazilian Symphony Orchestra performed O Trenzinho do Caipira, by Heitor Villa-Lobos and Ferreira Gullar. The show went on with the Brazilian culture O Cio da Terra, Asa Branca and Garota de Ipanema.
The apice was when the Bateria of Unidos da Tijuca Samba School (percussion) showed up, singing Cidade Maravilhosa , with “Mestre-sala” and “ Porta-bandeira”. The closing was made by Olivia  Ferreira and Guilherme singing the Official WYD Rio2013 Hymn.

giovedì 29 novembre 2012

Non bisogna essere degli eroi per salvare vite


«Ho conosciuto i Focolari grazie ai Giovani per un Mondo Unito che erano nella mia classe al liceo. Mi piaceva il Movimento e avevo un forte desiderio di amare concretamente, ma avevo paura di non potermi avvicinare all’Ideale dell’unità, poiché ero lontano dalla religione.
Non amo essere chiamato ateo, poiché oggigiorno l’ateismo viene letto come posizione in feroce contrapposizione alla Chiesa e alle religioni. Io, invece, cerco di mettere il rispetto davanti ad ogni persona e cosa: per questo preferisco essere chiamato “non credente”.
Vivere ogni attimo amando è ciò che mi fa sentire un vero gen, brillare più che posso, affinché qualcuno sia colpito dalla mia luce.
Vivere in mezzo a tanta gente che è sempre pronta ad amare mi ha fatto capire che non bisogna essere degli eroi per salvare vite. Se si ama nell’attimo presente dovunque, le persone cambiano. Un piccolo gesto di gentilezza può far venire il sorriso e può innescare una serie di eventi positivi a catena – crea una porzione di mondo unito.

mercoledì 28 novembre 2012

Giornata Mondiale della Gioventù - Rio 2013


Il conto alla rovescia per la GMG di Rio2013 accelera sempre di più i cuori e riempie di speranza milioni di giovani che hanno il loro incontro prenotato nella Città Meravigliosa dal  23 al 28 luglio del prossimo anno.  Le varie conquiste e momenti sono festeggiati da tutti durante questo tempo di preparazione.  Questa settimana il sito ufficiale della GMG avrà un nuovo layout. Ossia, cambia l’aspetto, aumenta l’interattività, si migliora sempre più affinché tutti possano restare connessi per sapere cosa succederà un questi poco più di 250 giorni che ci dividono dal grande incontro con il Papa Benedetto XVI.

martedì 27 novembre 2012

MESTIERE INSEGNANTE, SOLO QUESTIONE DI ORE?


Di  Patrizia Mazzola

Le ultime proposte fatte dal Governo sulla Legge di stabilità hanno suscitato reazioni in tutto il mondo della scuola. Purtroppo il dibattito nel Paese si ferma sempre sulla professione docente mentre le riforme scolastiche  affrontano di rado una progettualità “politica” del sistema educativo e cioè “cos’è la scuola, a che serve, che cittadino prepara” e così via. La famiglia rimane sempre più assente dalla scuola, delegando a piene mani la formazione dei propri ragazzi al sistema. I genitori si fermano ben poco con i propri figli: baby sitter, tv, tablet e smartphone sopperiscono a tante carenze relegando la genitorialità in un angolo. 
Sappiamo tutti quanto sia indispensabile la collaborazione tra scuola e famiglia, sono state scritte pagine su pagine da esperti, ma purtroppo tutto ciò rimane sulla carta. In questi giorni sono stati approvati centinaia di documenti dai collegi dei docenti di  moltissime scuole. 

domenica 25 novembre 2012

Genfest: non un ricordo soltanto


Flashmob realizzato dai 12.000 partecipanti al Genfest 2012
Sono passati alcuni mesi dal Genfest; ma il Genfest non è un ricordo.
Sentiamo "vivo" il desiderio in ciascuno di continuare a costruire ponti concretamente. Sono tante le iniziative in corso per testimoniare quanto vissuto in quegli splendidi giorni.
Eravamo 541 di cui Albania: 55, Campania e Potenza: 302, Puglia e Matera: 184.
Siamo riusciti con l'aiuto di tutti a sostenere economicamente il viaggio e l'organizzazione dell'evento a Budapest.
Alcuni di noi facevano parte della band musicale e altri erano inseriti nelle performance del programma.
Adesso il Genfest continua anche con la raccolta delle firme per lo United World Project.
Cerchiamo di diffonderlo il più possibile utilizzando tutti i canali a nostra disposizione (twitter, facebook, google+ etc).
E contiamo sull’aiuto di tanti: basta inserire  in calce alla propria mail il link alla pagina per la raccolta delle firme online (http://petition.unitedworldproject.org/).
Sappiamo che sono in cantiere le più varie iniziative, ed ora che si avvicina il Natale vorremmo intensificare l’impegno per la raccolta firme, così da raggiungere l’obiettivo che ci siamo proposti.
Il lancio del Progetto ci pare anche un’occasione per sensibilizzare tanti giovani a quello che chiamiamo
 “Gesù Abbandonato quotidiano”: interventi tempestivi di aiuto concreto a chi soffre per guerre, calamità naturali. Come non avere particolarmente a cuore la dolorosa situazione che stanno vivendo in Medio Oriente (Siria e Terra Santa) che tutti seguiamo con trepidazione? Così per la Nigeria, Cuba, e i paesi violentemente colpiti dall’alluvione. 
Come Giovani per Mondo Unito ci siamo messi in moto per la raccolta di aiuti a sostegno di queste popolazioni.  
Aggiornamenti sui siti  www.y4uw.org e www.focolare.org .

I giovani dell’Albania, Basilicata, Campania, Puglia

Let's Bridge... a Scampia!

I giovani dei Focolari si rimboccano le maniche in uno dei quartieri più difficili di Napoli per riparare una baracca fatiscente, ripulire un parco, creare momenti ricreativi per i bambini
“Let's Bridge... now!” è il titolo scelto per l’iniziativa dei Giovani per un Mondo Unito (GMU) del Movimento dei Focolari, che sabato 3 novembre ha animato le strade di Scampia, con il concorso dell’Opera “Don Guanella” ed il sostegno dell’VIII Municipalità del Comune di Napoli.
Non solo un semplice titolo, ma un vero e proprio impegno che si è concretizzato in un quartiere della periferia nord della città di Napoli, in cui criminalità e degrado regnano sovrane. Sono arrivati da tutta la Campania in circa 180. Ospitati nell'oratorio della parrocchia di santa Maria della Provvidenza da don Lillo De Rosa, nella mattinata hanno voluto riportare un pezzo di Genfest, l’evento che ha raccolto più di 12.500 giovani provenienti da tutto il mondo, a Budapest dal 31 agosto al 2 settembre.
Canti e danze hanno coinvolto tutti i presenti, che hanno avuto la possibilità, per chi ha sperimentato l’avventura del Genfest, di riviverla, e per tanti altri, invece, di toccare con mano un mondo dove è possibile che giovani di religioni e culture diverse e credenze non religiose possano lavorare insieme per la fraternità. In che modo? Attraverso le parole di Nancy, di Casoria, partita per pura curiosità, compiendo un vero e proprio salto nel buio, e ritornata invece con una forte carica, insieme a tanti che erano con lei in quei giorni, anche i più scettici, con la voglia di coinvoglere tanti altri per trasmettere quel “miracolo avvenuto in lei”.

sabato 24 novembre 2012

Holy Land: United World Project

News from the Y4UW in Jerusalem:
Thank you for your unity and prayer. We are all well. We are in constant contact with our community in Gaza and they tell us that they are also ok.Last Friday, a group of thirty Youth for a United World (Y4UW) gathered in Jerusalem to launch the United Word Project. This presentation coincided with the siren alert that was sounded all over Jerusalem. It really seemed like a utopia to speak about unity in such circumstances, dominated by a great fear. Nevertheless, the Y4UW courageously continued the scheduled programme till the very end, certain to take upon their shoulders the challenge of being true peace-builders.
We continue to offer everything and greet you with all my heart.”
Notizie dai GMU in Gerusalemme:
“Grazie della vostra unità e preghiera. Siamo tutti bene e anche la nostra comunità di Gaza con la quale siamo continuamente in contatto.
Venerdì scorso allorché ha suonato la sirene su Gerusalemme, un gruppo di una trentina di Giovani per un Mondo Unito erano insieme per presentare il United Word Project. Sembrava proprio una utopia parlare di unità in questa circostanza dove la paura era grande. Hanno svolto tutto il programma previsto con la certezza di essere in prima persona costruttori di pace.
Continuiamo a offrire ogni cosa e vi salutiamo con tutto il cuore.”


venerdì 23 novembre 2012

Fraternità in politica: invito


Ungheria: Onorificenza ai Giovani per un Mondo Unito

“Il 20 novembre alle ore 11 il ministro per le Risorse Umane, Zoltán Balog, ha dato un onorificenza a noi, Giovani per un Mondo Unito.
Il premio ha conferito il sottosegretario, Miklós Soltész, che ha sottolineato tra l’altro: quando si dà un riconoscimento, questo vuol dire che quelli che lo ricevono sono i modelli per gli altri sul campo dove hanno esercitato la loro attività.
E’ una cosa importantissima sostenere fisicamente e spiritualmente e servire i giovani per molti anni. Il premio ha ritirato Feri - il responsabile della nostra zona.
L'argomento ufficiale è così: la sezione giovanile del Movimento dei Focolari ha esercitato un’attività professionale, efficace, esemplare e di valore
Altre foto: https://plus.google.com/photos/111534611165100812141/albums/5812871462601927889?authkey=COn3rf2lq-yz8QE
Con i saluti di tutti i/le gen e GMU dell’Ungheria: Let’s Bridge!”
Rita, Ágoston, Cinzia e Gábor

giovedì 22 novembre 2012

Thanksgiving Day



Il Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day in inglese) è una festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d'America (il quarto giovedì di novembre) e in Canada (il secondo lunedì di ottobre) in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto.

Questa storica tradizione, in origine di derivazione religiosa ma ora considerata secolare, risale all'anno 1621. Quando fu effettuato il raccolto nel novembre 1623 William Bradford, Governatore della Colonia fondata dai Padri pellegrini, a Plymouth, nel Massachusetts, emise l'ordine:
« Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli ed i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina... per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni. »
I Padri pellegrini, perseguitati in patria per le loro idee religiose piuttosto integraliste, decisero di abbandonare l'Inghilterra e andare nel nuovo mondo, l'attuale America del Nord. 102 pionieri (52 uomini, 18 donne e 32 bambini) imbarcati a bordo della Mayflower, arrivarono sulle coste americane nel 1621, dopo un duro viaggio attraverso l'Oceano Atlantico; durante il viaggio molti si ammalarono e tanti morirono. Quando arrivarono, l'inverno era ormai alle porte; si trovarono di fronte ad un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo da nativi americani. I Pellegrini avevano portato dall'Inghilterra dei semi di vari prodotti che si coltivavano in patria e li seminarono nella terra dei nuovi territori; vuoi per la natura del terreno, vuoi per il clima, la semina non produsse i frutti necessari al sostentamento della popolazione, per cui quasi la metà di loro non sopravvisse al rigido inverno. Questa situazione rischiava di riproporsi anche l'anno successivo se non fossero intervenuti i nativi americani (gli indiani) che indicarono ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare, in specie il granturco ed i tacchini. Dopo il duro lavoro degli inizi, i Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l'abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. I coloni invitarono alla festa anche gli indigeni, ai quali dovevano molto se la loro comunità aveva potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento nei nuovi territori, gettando le basi per un futuro prospero e ricco di ambiziosi traguardi. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono pietanze che divennero tradizione per le feste - in particolare il tacchino e la zucca - insieme ad altre carni bianche, carne di cervo, ostriche, molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline.

BURKINA FASO: Flash News sul “United World Project”

“Sono Richard Atemnkeng, Paul Kisyaba e Dominique Djiré.
Due settimane fa abbiamo lanciato “United World Project” ai giovani. Abbiamo organizzato una festa invitando i nostri amici. Sono venuti 80 in tutto e 50 erano nuovi. Dopo un’accoglienza calorosa, abbiamo presentato il “United World Project” e siamo rimasti molto contenti da come hanno ben accolto il progetto. Si sono subito sentiti coinvolti. Infatti, hanno subito chiesto: “quando vi trovate per l’incontro?”; “possiamo venire anche noi?”; “volete venire a parlare ai nostri giovani in scuola?”
Così, abbiamo raccolto 80 firme per il “United World Project”. Ognuno è partito con il desiderio di potare la buona notizie ai loro amici nelle scuole. Già oggi abbiamo sentito da uno di loro, che in qualche scuola hanno chiesto il permesso dal preside della scuola e hanno parlato del “United World Project”! In uno delle scuole 150 giovani hanno subito dato le loro firme. Aspettiamo ancora le notizie dagli altri scuole.
Il 24 novembre ci siamo dato l’appuntamento di andare in un ospedale dello Stato per fare le pulizie, un atto concreto che dimostra concretamente la nostra adesione al “United World Project”. Vi faremmo arrivare le notizie.
Nel mese di dicembre, abbiamo programmato di andare con gli adulti per fare una festa per i prigionieri.”

mercoledì 21 novembre 2012

On New Year’s Eve, we are planning to continue the Genfest spirit through a party (by invitation) at Loppiano, Italy. There we could meet again with those who were present at Budapest and get to know all the others who couldn’t make it.
 
A Loppiano, stiamo organizzando una festa (su invito) sull'onda del Genfest, per potersi incontrare per chi c'è stato, e conoscersi per chi non c'è stato.


WORKSHOPS
LIVE CONCERT

Special guest: Genfest Band (and more!)
PARTY / DJ SET
Special Guest: Crydamour DJ (Spain)
Necessaria la prenotazione
Reservations required.
Tel: +39 055 9051102     
E-mail accoglienza@loppiano.it

martedì 20 novembre 2012

"War is a useless massacre"

“War is a useless massacre” once said Igino Giordani (Foco), Italian politician, writer and journalist, born September 24, 1894 at Tivoli, died at Rocca di Papa on April 18, 1980.
We presume you would appreciate seeing the Statement by Dr. Ron Kronish, the Secretary General of the Inter-religious Coordinating Council in Israel, on the recent violent conflict between Israelis and Palestinians in Gaza. This clear short statement points in the right direction.  
We remain in solidarity with all sincere religious believers in Palestine and Israel who yearn for a genuine and just peace.
“Dear friends,
As the war in the South of Israel and in Gaza rages, we are anxiously hoping that a ceasefire will be announced today or tomorrow, before more lives are lost on both sides and even more physical and psychological trauma sets in, causing further damage to both the Palestinian and the Israeli peoples. The sooner the violence stops the better - we need to return to dialogue and negotiation rather than use war as a form of conflict resolution.
We believe that the use of force cannot resolve our conflict. Negotiations for peace are the only way to bring about sustainable security for all peoples in the region.
In the meantime, we continue our peace-building work on the ground in Israel, bringing Jews, Christians and Muslims together in ongoing dialogue and educational programs for youth, women, religious leaders, and educators.  In the end, peace will ensure us more security than ongoing war and recurring violence.
L'Shalom,

Dr. Ron Kronish
Director, ICCI”

domenica 18 novembre 2012

Cuba: è nella "notte" che si vedono le "stelle"

Erano tempi di guerra e tutto crollava...  questa frase di Chiara Lubich ha accompagnato arditamente l’alba del 25 ottobre. La notte era stata di incertezze e paure, in mezzo alla penombra, i venti, l’acqua ed i rumori di quanto cadeva; nella mia casa non è crollato il tetto e non avevamo idea del dramma che allo stesso tempo stavano vivendo migliaia, centinaia di migliaia di famiglie nella città di Santiago di Cuba e in molti dei suoi villaggi più vicini.
Soltanto quando è incominciato ad albaggiare il giorno e a diminuire la pioggia e il vento, abbiamo affrontato la realtà; abbiamo visto prima di tutto i luoghi più vicini del vecinato o il lavoro, poi in tutta la città la furia con la quale il vento ci aveva spogliato della vita, tetti, case, edifici publici, templi, dell’ombra ed il verde degli alberi; la furia con la quale il vento della notte aveva messo in evidenza la precarietà e vulnerabilità di tanti.
Quanto lavoro e sforzo, quanto luoghi di materiale che Sandy ha portato via con sè, mi dicevo. Di quello non c’è immagine che si possa prendere e plasmare: nessuna si avvicina alla realtà. Alcuni piangono, altri sistemano; ci sono chi aiutano, altri si approfittano e cercano di lucrare con la perdita altrui; ci sono chi da una mano per pulire, raccattare, mettere a posto, altri rimangono nel lamento inutile o nell’attesa che altri facciano quello che tocca a loro.

sabato 17 novembre 2012

Una striscia di esplosivo

Nuova crisi a Gaza: molteplici ne sono le ragioni, molteplici possono esserne le conseguenze, mentre la precarietà impera in tutti i Paesi della regione araba
Ci risiamo: l’annosa tensione tra Hamas e Israele si concentra su quella angusta bandella di terra sul Mediterraneo tristemente conosciuta come Striscia di Gaza. Riprendono contestualmente i bombardamenti a tappeto da parte israeliana – con uccisioni mirate di esponenti di spicco di Hamas, ma anche di tanti innocenti, “effetti collaterali” a cui non possiamo mai abituarci, pena la decadenza del nostro “tasso di umanità” –, così come ai lanci di missili più o meno artigianali dalla Striscia verso il sud d’Israele.
Perché questa recrudescenza? Innanzitutto perché le elezioni anticipate in Israele si avvicinano: certi partiti politici, sostanzialmente quelli al potere ma non solo, hanno tutto l’interesse a ripresentare alla propria opinione pubblica la necessità di combattere efficacemente il nemico pubblico n° 1, cioè Hamas. Un’operazione fattibile solo da chi ha di fatto la forza militare dalla propria parte. L’esercito e i servizi israeliani in questo contesto fanno pesare la loro forza.
C’è poi da considerare la grave incertezza che ormai da due anni attraversa tutti i Paesi arabi della regione, nessuno escluso. Sul Golan le scaramucce tra gli eserciti israeliano e siriano rischiano di degenerare, con l’incognita delle “provocazioni” attuate dai cosiddetti ribelli. In Giordania ed Egitto la “transizione araba” non ha trovato ancora una composizione definitiva, anche per l’inattesa crescita esponenziale dell’influenza dei salafiti nella vita politica e sociale, dopo che i Fratelli musulmani stanno conquistando il potere elettoralmente in diversi Paesi arabi, mentre in altri cresce comunque la loro influenza.

venerdì 16 novembre 2012

Peace, Europe, Future: What does peace in Europe mean to you?

It’s also yours: come and receive the Nobel Peace Prize 2012
Congratulations!
Did you know that you have won the prestigious Nobel peace prize? This year the European Union and its 500 million people were awarded this prize for turning Europe from a continent of wars into a continent of peace. The award will be presented in the Norwegian capital Oslo on 10 December 2012.
4 young Europeans - maybe you? - will be accompanying EU leaders to collect this prize.
Are you up for this?
Are you between 8 and 24 years old? Are you a national of an EU country, an acceding country or candidate country to the EU?
Then tell us: What does peace in Europe mean to you? 
Get your pencils and paper - or a computer - out and send us your drawing  (if you are between 8 and 12) or short text of maximum 120 characters (if you are between 13 and 24) by 25 November 2012.
The European Youth Forum, partner of the EU for this contest, will pre-select the 16 best entries for each age group (8-12; 13-17 and 18-24) and a jury will select three final winners (one for each age group).
The 16 pre-selected entries from the categories 18-24 will also be posted on Facebook for a vote by the public. The candidate with the most votes will be invited to Oslo. This winner will also be invited to come to Strasbourg for a special event around the Nobel prize on 12 December, and so will the 9 runners-up!
You could be one of the 4 lucky young Europeans winning a trip to Oslo and an unforgettable experience of the Nobel Peace Prize celebrations!  
Read the rules of the contest and fill in the form below to participate:
http://consilium.europa.eu/peace4eu?lang=en

giovedì 15 novembre 2012

Tutti solidali coi clochard

Il Comune di Milano avvia la raccolta di indumenti pesanti da distribuire ai senza fissa dimora. Dal 2013, inoltre, sarà potenziato e reso gratuito il servizio docce
Coperte di lana, sacchi a pelo, cappotti e giacconi invernali. Il Comune insieme a dodici associazioni attive nel sostegno e nell'accoglienza dei clochard raccoglierà questo materiale con nove gazebo che verranno allestiti nel capoluogo lombardo, sabato prossimo 17 novembre, per poi distribuirlo ai senza tetto in previsione dell’inverno.
A questo proposito sempre il Comune di Milano invita a segnalare le persone in stato di bisogno e a contattare le due strutture comunali che si occupano del soccorso e della prima accoglienza di chi ha bisogno di un posto letto: il Centro aiuto stazione Centrale e la Casa dell'accoglienza (viale Ortles).
Con questa iniziativa dall'assessorato alle Politiche sociali si chiede ai milanesi di dare una mano a chi si trova in difficoltà, donando quello che non si usa più per darlo ai senzatetto e a chi ne avrà bisogno nei mesi invernali che ci aspettano.
Un’altra operazione, denominata "Operazione dignità", sarà attivata prossimamente sempre dal Comune di Milano attraverso l’Assessorato ai servizi sociali. Dalla prossima settimana e per il resto dell’inverno, gli uomini dell’assessorato faranno dei sopralluoghi notturni, e tra loro ci sarà lo stesso assessore Majorino. Perché, spiega quest'ultimo: «Dobbiamo uscire da una logica dell’accoglienza come emergenza e garantire sempre di più standard di qualità. Il diritto alla dignità deve riguardare tutti, anche chi vive per strada».
E in emergenza, appunto, lo scorso anno fu aperto il mezzanino della stazione Centrale: un rifugio per le notti più fredde. «Quest’anno abbiamo aumentato i posti letto fino a 2.500 e vorremmo garantire a tutti un riparo migliore». Si comincerà con il potenziare le docce, attualmente distribuite in tre diversi punti della città. Per utilizzarle, clochard e bisognosi pagano un euro. Dal 2013 saranno gratis e a chi si presenterà, verrà chiesto di compilare una scheda: un modo per cercare di creare un contatto con i servizi sociali. L’obiettivo è anche aumentare l’offerta creando una "rete" con le strutture del terzo settore: da solo, il Comune garantisce 2.500 docce al mese per un massimo di 30mila all’anno; si potrebbe arrivare a 5mila al giorno.

mercoledì 14 novembre 2012

You Taught Me Forgiveness

At her father’s bedside, a Burundese member of the Focolare remembers the deeply Christian lessons he gave to her.
“I lost my Mother, my uncle and his wife at the beginning of the war in 1993. All three of them were murdered by some people from our own quarter, people whom we knew well. Then Father took our orphaned cousins to live with us. There were fourteen of us altogether and Father never showed any partiality towards any one.
In order to keep us together Father decided not to remarry. Being the oldest, I helped him out because the smaller children were feeling their mother’s absence. To my proposals that we seek justice against those who had killed our relatives, Father always helped us to forgive, explaining to us the significance of reconciliation.
He suggested to my brothers that they start a “club”, an association for young people that would promote peace and reconciliation. This club contributed to returning peace to people’s spirits in our Commune.

lunedì 12 novembre 2012

Emergenza Siria: un appello per i profughi

I profughi siriani sono ormai oltre 300.000. Si sono riversati in Turchia, Iraq, Giordania e Libano. Una situazione drammatica in bilico. Cosa possiamo fare.
Un milione e mezzo di siriani sono sfollati dalle zone più “calde” del Paese
Decidere di lasciare la propria terra, la propria casa, il lavoro, gli amici, è un fatto traumatico, quando non si ha altra scelta. Non si può prevedere se e quando si potrà ritornare e se si troverà ciò che si è lasciato. Un milione e mezzo di siriani sono sfollati dalle zone più “calde” del Paese verso regioni meno pericolose, mentre 311.000 – queste le ultime stime dell’ONU – si sono rifugiati nei Paesi confinanti: Turchia, Iraq, Giordania e Libano.
Non si intravvede ancora una possibile soluzione di questo conflitto che vede schierate su fronti opposti le forze governative e le forze di opposizione; anzi, si teme un’estensione della crisi a livello internazionale.

Cuba, dopo l’uragano Sandy

Prima ancora della costa orientale degli Stati Uniti, è stata colpita l’isola di Cuba con gravi danni. Giovani e ragazzi dei Focolari, insieme a tanti, impegnati negli aiuti.
Dopo il passaggio dell’uragano Sandy nella parte orientale dell’Isola ci scrivono da L’Avana: «La città di Santiago e altri paesi della regione circostante sono stati fortemente colpiti. Si prevedeva una ‘tormenta tropicale’, ma, in pochissime ore, si è convertita in un uragano di categoria 3. Le situazioni più gravi sono dovute alla distruzione delle abitazioni e delle coltivazioni».
Secondo fonti governative, da una prima valutazione risultano 15.392 le case distrutte totalmente, e 36.544 parzialmente, senza contare gli effetti sugli ospedali, scuole, chiese ed altre infrastrutture pubbliche. I danni provocati dall’uragano hanno compromesso una situazione abitativa in tanti casi già precaria.
La situazione è molto difficile: scarseggiano i viveri, i materiali per la ricostruzione. Dopo una settimana comincia a ripristinarsi la corrente elettrica.
La comunità dei Focolari, in particolare i giovani e i ragazzi, sono attivissimi nell’aiutare a sgombrare le strade, ad effettuare piccole riparazioni nei loro quartieri, a preparare le mense per i poveri nelle parrocchie.

domenica 11 novembre 2012

USA: Genfest experiences

Letting go of my worry
As a high school senior, I am often stressed by the prospect of what I will do with the rest of my life. The questions of my future eat away at me constantly: what college will I go to? What will I study? What will my career be? These unanswered questions all place a lot of pressure on me.
However, at an international meeting for young people following Genfest, having met so many wonderful happy people who are living various vocations, I came to a profound understanding: no matter what I do, where I go, whatever happens in my life, as long as I live a life of service and love, I will be happy. So whether I work in a construction company, become a priest or own a multibillion-dollar company — if I live the spirituality of unity, it doesn’t matter. At the end of my life, I will be happy with how I’ve lived. And so this has allowed me to let go of my worry and just let God take me where he chooses.
Corbin Cali, Texas
 
Love knows no barriers
Among these experiences shared at the Genfest, one that was very profound for me was of a young person from Egypt. In the span of six years, he had been through so much suffering — first the death of his mum and then his sister, and shortly afterwards he himself was diagnosed with the same disease. I wanted to go and find him, to tell him “thank you” and that he wouldn’t have to suffer alone, that we would live this together. It was the end of the programme, and everyone was leaving to start the march for the flash mob, so it would have been a miracle to find him. God must have arranged it, however, because two minutes after exiting the stadium I saw him! We started talking and laughing, and he looked at me, and with this big, sincere smile said: “God loves us very much.” It was such a strong moment of God that I don’t have words to describe it. We promised each other that we would pray for one another. It was a lived “Let’s Bridge” experience because we probably will never see each other again, but the connection is there and we will continue to pray for the other.
Jessica Berends, Michigan