domenica 24 febbraio 2013

United World Project


Un giorno ho sentito un giovane dire: "L'unità è l'unica forza capace di trasformare il mondo". 
Mi aveva colpito e mi ha cambiato la vita. Ora trovo davanti a dei giovani capaci di prendere questo impegno e far vedere come l'umanità sta marciando verso il Mondo Unito.
One day I heard a young person saying: "Love is the only power capable of transforming the world". 
I was very touched by what he said and this changed my live. Now, I can see other young people who are able to commit themselves in showing how humanity is marching towards a United World.

Il mondo unito è possibile!


In mezzo alle 1.000 sfide di oggi, i Giovani per un Mondo Unito della Sardegna ci scrivono:
"“E’ tempo di pace” ed io, cosa posso fare?
Un appuntamento e... molto molto di più, sull’onda del Gen Fest ...
Un’occasione per “rivivere” con chi c’è stato le meravigliose giornate di Budapest... e portare dentro questa realtà chi non ha potuto partecipare!
Ma soprattutto un pretesto per GRIDARE TUTTI INSIEME che un MONDO UNITO E’ POSSIBILE, anche in momenti come questo, in cui la “storia di ogni giorno” ci viene presentata come storia di conflitti...
Ci fermeremo insieme per conoscere, capire, progettare... essere NOI OGGI una risposta concreta che fa del TIME OUT UNO STRUMENTO di PACE!
GMU della Sardegna"
E' un mondo per


sabato 23 febbraio 2013

Un lungo tour su due ruote


Di Michele Zanzucchi
La capitale economica dell'Australia è grande, è bella, è ospitale. Per la sua origine e la sua multiculturalità pacifica. 
Non mi sarei mai aspettato di visitare quella che è stata nominata “la città più vivibile al mondo 2012” in Vespa! Eppure è successo grazie all’amico Luke, che ha una passione per lo scooter Piaggio. Così, lasciata la sua casetta che fa tenerezza nel quartiere di Richmond, abbiamo intrapreso un lungo tour per la grande città del sud-est dell’Australia su due ruote, un mezzo che da queste parti francamente è molto poco usato: le distanze sono tali da queste parti che non è né prudente né pratico usarlo. Melbourne, cioè 4 milioni di abitanti: fondata nel 1835 dal figlio di un galeotto, tal John Batman, che comprò (più o meno) la terra per pochi soldi dagli aborigeni Kulin, già vent’anni più tardi era diventata una grande città grazie all’irrefrenabile flusso d’immigrati provenienti dal mondo intero, e alla fine del secolo era la capitale industriale e finanziaria dell’Australia. Poi fu fondata la capitale di Camberra – per risolvere la rivalità con Sydney , nel 1927–, sfuggì alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale e nel 1956 ospitò le olimpiadi. Melbourne è anche famosa per la mutevolezza meteorologica: qui in 24 ore si può passare dai 15 ai 40 gradi!

Dall'Asia un plauso a Benedetto XVI

Di Roberto Catalano                                                                                               Fonte: Città Nuova
La rinuncia del papa è stata accolta con rispetto ed ammirazione da molti rappresentanti delle religioni di questo grande continente
Rinuncia del papa Filippine
Il pontificato di Benedetto XVI si avvia alla conclusione, ma continuerà a suscitare reazioni e commenti e, senza dubbio, lascerà un segno nella storia della Chiesa. Non è difficile prevedere che, ormai, ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ Ratzinger nella vita dei successori di Pietro. Quella che pareva essere una scelta impensabile – la rinuncia in vita al soglio di Pietro – d’ora in poi diventa una possibilità anche per chi succederà a Benedetto XVI.
Fra le tante reazioni alla sua rinuncia, può essere interessante un breve esame di quanto hanno detto e commentato in Asia sulla scelta improvvisa ed assolutamente inattesa del papa tedesco. Non si deve dimenticare che il cristianesimo in questo continente, con l’eccezione delle Filippine e di Timor e in ragione più ridotta della Corea, resta una esigua minoranza. Il due per cento dei cattolici significa che, nonostante l’opera spesso molto visibile della Chiesa in scuole e ospedali ed altre attività sociali, il cristianesimo resta ai margini di un mondo ricco di culture millenarie che oggi vivono in società in grande sviluppo economico, ma anche con forti contraddizioni sociali e politiche.
Come ha reagito questo mondo che pare impermeabile all’annuncio evangelico, alla rinuncia del papa? Vari gli aspetti che hanno suscitato una riflessione da parte di asiatici.
Il prof. Channarong Boonnoon, thailandese esperto di teologia buddhista, ha definito il gesto di Ratzinger come «un atto di umiltà verso la verità, il mondo e gli altri» e la testimonianza più concreta e reale di «distacco dalle posizioni di potere». Il mondo del buddhismo theravada, la tradizione più antica dei seguaci dell’illuminato principe Siddharta, ha accolto con sorpresa e ammirazione la scelta di Benedetto XVI, che viene considerato un grande «difensore della Fede, oltre che uomo di profondissima spiritualità e modestia». È interessante e stimolante che il prof. Boonnoon, docente di arte alla Sipakorn University, abbia voluto studiare il gesto del papa partendo dal tema: "Il sentiero del Buddha e il sentiero di papa Benedetto XVI: un sentiero di Verità e stima personale (pur riconoscendo i propri limiti)".
Molto apprezzata la decisione del papa di dedicarsi al servizio della Chiesa, mediante una vita "contemplativa" fatta di studio e preghiera. La scelta della contemplazione è un elemento che ha toccato le corde di molti asiatici.

venerdì 22 febbraio 2013

"Forti senza violenza"


I ragazzi durante lo spettacolo
Un progetto portato avanti dal complesso musicale Gen Rosso in diverse città dell'Europa e non solo, stavolta approda nella Repubblica Ceca. 
Tecniche esperienziali, situazioni modello, musica, teatro ed altro lavoro artistico sono strumenti per rafforzare l'autostima dei giovani. L'obiettivo è quello di dare loro coraggio e forse anche un esempio tangibile per risolvere conflitti nelle loro immediate vicinanze, in modo particolare nelle scuole.

I 250 giovani assumono diversi ruoli nel musical (da ballerini e cantanti, attori, tecnici del suono e delle luci, agli scrittori e moderatori). La partecipazione attiva dei giovani è un trampolino di lancio per il loro impegno personale e di follow-up delle attività, nello spirito di comunione fraterna che abbraccia  tutta la scuola lasciando ovunque le tracce visibili nell'atteggiamento dei giovani nei confronti della violenza.

Due impressioni a caldo:  
"Resta vero che nessuno è venuto in ritardo oggi a scuola. Questo parla da sé ", ha detto la direttrice. E la cosa più bella per me è vedere i loro volti così felici…"
“Per me la cosa più bella era conoscersi con altri ragazzi dell’altra scuola fino a diventare amici.“




IUS Open Day!


Anche quest’anno lo IUS apre le porte per presentare la propria offerta formativa, anche in streaming oggi, 22 febbraio 2013, ore 11.00 – 18.00
Istituto Universitario Sophia
Località Loppiano
Via S.Vito 28,
50064 Incisa in Val d'Arno (FI)
All’interno del programma sono previste brevi lezioni di Economia, Politica e Teologia (trasmesse in STREAMING - link qui), un tour guidato all'Istituto, la possibilità di visitare la cittadella di Loppiano che lo accoglie e il Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti, nonché momenti di dialogo con docenti e studenti.
Per valutare progetti di studio e ricerca, opportunità professionali e di impegno sociale che si aprono al termine del percorso formativo, con i docenti saranno presenti anche alcuni imprenditori e professionisti sia dell’ambito profit che non profit che sostengono il progetto dello IUS.
Antonella Ferrucci

giovedì 21 febbraio 2013

Common pathways for Muslims and Christians


Nadia and Kadija are from two cities in Northern Italy. You can notice their ethnic, religious and cultural differences just by observing them. Nadia is Italian and Christian while Kadija is Tunisian and Muslim. Their experience of social cohesion began in school and has had unexpected results. Among these was Nadia’s degree dissertation in political Science about Muslim women, which dealt with the question of Muslim women’s wearing of the veil.
Theirs was only one of the several experiences recounted on November 25, in Brescia, where about 1,300 Christians and Muslims gathered for a day meeting with the title Common Pathways for Christian and Muslim families, organized by the Focolare Movement and various Islamic associations and communities.

martedì 19 febbraio 2013

Culture giovanili emergenti


Il Pontificio Consiglio della Cultura dedica l’assemblea plenaria alle culture giovanili emergenti. Volontariato e creatività nell'esperienza di Fara, giovane dei Focolari.
Dal 6 al 9 febbraio si è tenuta a Roma l’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura dedicata alle culture giovanili emergenti. L’obiettivo era, come ha affermato il Card. Ravasi, Presidente del dicastero, “porsi in ascolto attento della questione giovanile” esistente nella società ed anche nella Chiesa, dove è evidente la difficoltà nella trasmissione della fede.
L’importanza di questo tema è stato ribadito anche dal Santo Padre nell’incontro che ha avuto con i partecipanti, dove ha ricordato che i giovani sono per la Chiesa “un punto di riferimento essenziale ed ineludibile per la sua azione pastorale”, aggiungendo che “non mancano fenomeni decisamente positivi” come “tanti giovani volontari che dedicano ai fratelli più bisognosi le loro migliori energie”.

lunedì 18 febbraio 2013

Faça uma mudança visível em nossa cidade



Pessoal, vejam a foto e a noticia do pós-encontro dos jmu de belém!
Em Belém foi dado o passo inicial para as atividades dos Jovens Por um Mundo Unido em 2013, começamos nosso pós-encontro nesse Sábado dia 16 de fevereiro, num momento de descontração, bate-papo, música, animação em nos reencontrarmos e um delicioso lanche ao final, discutimos também um cronograma de atividades com nossas ações que incidirão na cidade esse ano, continuando o desafio proposto de fazermos a mudança visível em nossa cidade!
Assim acertamos que no domingo (24/02) nós iremos visitar uma comunidade do Guamá (carinhosamente chamada de Piquiá) que faz parte do projeto que os JMU junto a comunidade do movimento dos focolares em Belém já atua a alguns anos. Nosso ponto de encontro para ir até a comunidade será na Igreja dos Capuchinhos às 08h30 (no inicio da conselheiro). Então, desde já, estão todos convidados a estarem presente e a participar desse momento conosco!
Quem experimentou ir em outras vezes, sabe da alegria e felicidade em encontrar-se com aquela comunidade!
Saudações a todos e nos vemos no domingo!
Os JMU Belém!

domenica 17 febbraio 2013

Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te


Un racconto di Giulia di Pietro
"Aeroporto di Malpensa, 2 agosto 2011: stringo tra le mani un biglietto con destinazione “Kampala – Uganda” e ancora non mi rendo conto del tutto che sto davvero partendo, sto per realizzare quel desiderio, presente da tempo dentro di me, di conoscere di persona un pezzo di mondo diverso dal nostro caotico e frettoloso occidente. L’emozione è tanta, anche se ancora non posso immaginare che quelle quattro settimane diventeranno una delle esperienza più belle e più importanti della mia vita.
Per un mese ho condiviso la casa e la quotidianità con un’altra ragazza italiana e tre ugandesi e questo mi ha costretta fin da subito a mettere da parte ogni abitudine “occidentale”, ogni modo di fare o di pensare, per aprirmi a loro e alla loro vita: ma quelle che all’inizio erano rinunce e, per certi versi, anche piccoli sacrifici, presto sono diventate ricchezza, un nuovo modo di pensare e di relazionarmi con chi avevo intorno.
Mi ha colpita la concezione che gli africani hanno della persona: per loro al centro di ogni cosa sta la persona, l’altro, e non il tempo, la fretta, gli impegni. E così, ad esempio, una riunione inizia quando tutti sono arrivati, e non solo quando lo dice l’orologio, o l’autobus parte quando è pieno e tutti sono saliti, e non ad un orario prestabilito. Pian piano ho imparato a non controllare più che ora fosse, ma a lasciare che le giornate venissero scandite dai rapporti con gli altri, piuttosto che dal ticchettio delle lancette.

JERUSALEM: "BE THE BRIDGE"


sabato 16 febbraio 2013

LA: Picnic Bar-B-Q


The Youth for a United World (Y4UW) in Los Angeles wrote to us saying:
"Many warm greetings to all!!
We are organizing a Picnic Bar-B-Q on February 24, 2013at Lindberg Park, Culver City. It's chance for us to invite and build bridges with our friends and friends of our friends.  We would also wish to introduce them to the United World Project and invite them to participate by signing the petition, by committing themselves to:


  • to live the “Golden Rule” common to the great Religions: “do unto others as you would have them do unto you, do not do to others what you do not want done to you”; 
  • to support the future establishment of the “Permanent and International Observatory on fraternity” in order to make known and promote the experiences of brotherhood implemented by individuals, groups and institutions.
  • to request to request the recognition on an institutional and international level of another Y4UW activity, which is already operating since 15 years: the “United World Week”, days marked by fraternal initiatives aimed at influencing the public opinion.

Please keep us in your thoughts while we are preparing for this special day.
Greetings to all!!!
LA Y4UW"
For more information: www.unitedworldproject.org or info@unitedworldproject.org

Equality vs Justice


venerdì 15 febbraio 2013

What is Interculturality?


Source: Isitintercultural
If you open a dictionary and look up “interculturality”, I doubt you will find it. However, you will surely come across the term “intercultural”, which refers to relationships, exchanges between different cultures or civilizations.
This definition has the virtue of being clear, but is still very general and abstract. In the end, it only made me wonder what a culture was. And then things became slightly more complicated, because the term “culture” refers not only to all intellectual aspects characteristic of a civilization (myths, values, historical, geographical, political and religious points of reference), but also to all acquired attitudes and behaviors within a community. In other words, you might say that as long as there is a distinct community, be it a people, a company or an age group, there is a distinct culture as well. To sum it up, you can think of a culture as a combination of behaviors, values and reference points acquired from experience, that are shared by a community and generate a sense of belonging to the group. Which means that our culture is an integral part of our identity, and greatly determines the way we act and think.

giovedì 14 febbraio 2013

50th anniversary of the Focolare in Africa


From www.focolare.org
Shisong, Cameroon: thousands of people gathered to remember the story of 50 years of Fraternity. Gratitude towards those who started it and new horizons. 
«An extraordinary story, a divine one, which you know well. So many years of faithfulness and commitment from many of you that made that seed grow – sown first in Cameroon. From that seed segments of humanity renewed by love have blossomed, striving towards the realization of God’s project for the whole large African continent, and beyond». These are some excerpts from the message sent by Maria Voce (Emmaus), the President of the Focolare Movement, to the members of the movement in Africa, who are celebrating this year the 50th anniversary of the arrival of the Charism of unityin their continent.

mercoledì 13 febbraio 2013

Perché si digiuna?!?

fonte: Città Nuova
La pratica del digiuno (astenersi per un certo lasso di tempo più o meno lungo, da ogni alimento o da alcuni specifici alimenti) è tanto più universale e diffusa tra l’umanità, che difficilmente si troverebbe una religione o cultura, antica o moderna, in cui essa non esista.
La religione della Bibbia non fa eccezione. Nell’Antico Testamento il digiuno (in ebraico: som) è molto spesso evocato. Vediamo in quali contesti e con quale significato.
Non mangiare, anche solo per una giornata, è doloroso e faticoso; il digiuno è quindi inevitabilmente abbinato a una sensazione dolorosa. Non stupisce quindi che esso, nell’Antico Testamento, sia un’espressione di dolore e di sofferenza. Ad esempio, quando Elia profetizzò al malvagio re Acab tutte le sciagure che si sarebbero abbattute sulla sua perversa stirpe, il re, addolorato, «si stracciò le vesti, si coprì di sacco e digiunò» (1 Re 21,27; cf. anche Ne1,4).
In particolare il digiuno, come in quasi tutte le religioni, così anche nella Bibbia, è segno di lutto: alla morte del re Saul, Davide e i suoi uomini fecero lutto, piansero e digiunarono fino alla sera su Saul e su Gionata suo figlio, sul popolo del Signore e sulla casa d’Israele, perché erano caduti di spada (2 Sam 1,12; cf. 2 Sam 3,35; Gdc 20,26); in occasione dei suoi funerali digiunarono per sette giorni (cf. 1 Sam 31, 13; 1Cr 10,12).

martedì 12 febbraio 2013

Thank you! Grazie!


“Your Holiness, the Focolare Movement draws close to You with heartfelt and extreme gratitude for all the paternal love with which you have always accompanied and supported us. We would like you to feel us at Your side, in profound and continuous prayer for the new phase that is now beginning in Your life and in the life of the Church, with sure faith in God’s love, to which You called us back in a special way this year. We love You and we will always love you!”.

«Santità, il Movimento dei Focolari si stringe a Lei in un commosso e grande ringraziamento per tutto l’amore paterno da cui si è sempre sentito accompagnato e sostenuto. Vorremmo che ci sapesse al Suo fianco, in profonda e continua preghiera per la nuova fase che si apre ora nella Sua vita e nella vita della Chiesa, con la sicura fede nell’amore di Dio a cui ci ha particolarmente richiamati quest’anno. Le vogliamo e Le vorremo sempre bene!».
 - Maria Voce, Presidente dei Focolari-

domenica 10 febbraio 2013

Sophia: tra politica e teologia


Fonte: Istituto Universitario Sophia 
Il racconto di uno studente brasiliano che fa “la scoperta di un luogo pienamente umano da cui leggere il mondo e le sue sfide, rispettandone i linguaggi e le ragioni”.
Gabriel de Almeida ha 25 anni. Rio de Janeiro, dov’è nato, è una metropoli brasiliana attiva e dinamica: sarà sede della prossima Giornata Mondiale della Gioventù e dell’edizione 2014 della Coppa del mondo di calcio. E dalla grande Rio, Gabriel ha portato all’Istituto Universitario Sophia (IUS) anche la vivacità e lo slancio verso il futuro della popolazione carioca. L’itinerario di studio che sta concludendo presenta vari punti di interesse.
Perché ti sei iscritto allo IUS?
«Portata a casa la laurea in Relazioni internazionali, sentivo la necessità di fare un passo oltre i confini delle teorie politiche e di esplorare l’orizzonte dell’umanesimo. Dopo più di quattro anni e mezzo all’università, mi ritrovavo… con una grande sete: cercavo dove e come rispondere alle mie domande. I racconti di alcuni miei amici che avevano già frequentato Sophia mi hanno fatto intuire che proprio lo IUS poteva essere il posto giusto.

sabato 9 febbraio 2013

Voglio anch’io mettere un mattone...

Il racconto di un giovane fisioterapista italiano presso il Centro Sociale Pag-Asa di Tagaytay, nelle Filippine. Un’esperienza che gli cambia profondamente la vita.
“Sempre alla ricerca di qualcosa che mi rendesse veramente felice, provavo di tutto. Qui, ho capito che la felicità che bramavo nelle cose, non l’avrei mai trovata. Un’altra felicità, vera e profonda era tutta da scoprire.” Quando Daniele De Patre arriva al Pag-asa Social center, fa un’esperienza che gli cambia la vita profondamente. I volti di quella gente e la povertà di quegli ambienti, spesso visti in tv, diventano qualcosa di tangibile.
A Tagaytay, un comune a 60 km di Manila, nelle Filippine, le case sono costituite da una sola stanza, col pavimento in terra battuta e senza acqua corrente. Le famiglie non hanno accesso ai servizi socio-sanitari e non hanno opportunità lavorative.
In questa zona rurale e povera, molti bambini sono abbandonati a se stessi e spesso non hanno un’identità legale, per cui rimangono esclusi dai  servizi sociali primari, quali l’educazione, la salute ed eventuali supporti economici. Restano in balia di lavori inumani e di attività criminose.
Il Centro, attraverso il sostegno a distanza di Azione per Famiglie Nuove, svolge numerose attività in campo sanitario educativo e della formazione professionale, con un accompagnamento per 400 minori. L’ambulatorio medico tratta pazienti con disabilità permanenti. È qui che, come fisioterapista volontario, Daniele comprende