martedì 19 marzo 2013
“Ubuntu” as lived in Jordan
Hello!
Hope you're having a good day so far!
It's time for actions GUYS as we promised!
It's time to open our eyes to what's happening around us...to the need of others!
It's time for the Syrian Children Refugees! It's time to draw a smile on their faces!
Join us in the "Saturday 23rd March" event, and let's be EQUAL to those kids by carrying their loads and sharing Joy with them!
Waiting for You by filling up this form!
https://docs.google.com/forms/d/1WEsGtEVX7GtQMzFwPkTK4-3sQY9Aoipf23PfuTAgyO8/viewform?pli=1
lunedì 18 marzo 2013
Manifestazione di Libera 2013 – anche i GMU italiani sfilano contro le mafie
Di Tomaso Comazzi
Stretti con gli oltre 100.000 presenti, anche circa 30 Giovani per un Mondo Unito (GMU) provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla diciottesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera e Avviso Pubblico. Titolo dell’evento: “Firenze, 16 marzo 2013 – Semi di giustizia, semi di responsabilità”.
«Ci siamo alzati tutti di buon mattino per venire anche noi a Firenze – raccontano i GMU presenti – veniamo da Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Sicilia e naturalmente Toscana e anche noi siamo qui per testimoniare il nostro impegno concreto a contrastare qualsiasi forma di ingiustizia e legalitá soffochi ancora il nostro Paese.»
La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.ENOUGH IS ENOUGH!
Good Morning :)
By signing this petition, we choose to take part in building a United World! A world where millions of people silently give without receiving, forgive and build broken relationships, people who choose to live as brothers!!
Let us speak out loud and say: Enough war! Enough hunger! Enough pain!
We need to see the change and it will start by us..
Sign and make a change!
visit: UNITED WORLD PROJECT
From the Y4UW Secretariat in Jordan:
domenica 17 marzo 2013
Bisogna cambiare mentalità
Carlo Cefaloni
Fonte: Città Nuova
Due giorni (18 e 19 marzo) per costruire un’economia fondata sulla legalità. L’impegno della Fai (associazioni antiracket e usura) assieme a Giovani per un mondo unito dei Focolari
Quando arrivano a Napoli, i turisti tedeschi ricevono dal loro consolato una mappa della meravigliosa città con gli esercizi commerciali liberi dal pizzo. L’iniziativa è una forma di “consumo critico” ed è il frutto della collaborazione con la “Federazione delle associazioni antiracket e anti usura italiane” (Fai). La camorra, come conferma l’ultima relazione dei servizi segreti del febbraio 2013 al ministro dell’interno Cancellieri, mantiene una forte «capacità collusiva e di condizionamento» diffusa e pervasiva a livello nazionale e internazionale.
Si può affrontare una tale organizzazione capace di disporre non solo di una «consolidata forza militare» ma di notevoli risorse umane e finanziarie? Come diceva Martin Luther King, «non ho paura delle parole dei corrotti e dei violenti; mi preoccupa molto il silenzio degli onesti». Cominciare a sostenere concretamente, con le proprie scelte di acquisto, le realtà produttive che rifiutano di pagare il pedaggio della protezione di tipo mafioso, vuol dire stringere quotidianamente un patto di resistenza morale capace di ricostruire un tessuto degno del vivere civile. E non si tratta solo di dire dei «no!», ma di arrivare a denunciare facendo nomi e cognomi.
sabato 16 marzo 2013
The Cyclop’s era: hostility in the labour market
Written by Luigino Bruni
Published in Avvenire on 10/03/2013
It is crucial that we rediscover the virtue of hospitality. This is particularly true when looking at today’s youth who have become increasingly like foreigners in their own societies. Adults do not try to understand today’s youth or provide opportunities for them. Rather, they just stand idle, watching the degradation of their spaces, especially schools. The world is rapidly changing and if, as adults, we clearly see the end of a system, it’s not difficult to imagine how absurd and awkward the status quo would seem to a young person in his or her teens or twenties. History has shown us that some generations decay faster than others; ours is one of them.
Records are straightforward in pointing to the fact that young people are strangers and foreigners in their own land: the youth unemployment rate is 43%. This is a number that should prevent us from sleeping however we sleep soundly since we’re so used to such negative news. Above all, we’re forgetting that a young person is more than one family’s child; they are society’s responsibility as well.
venerdì 15 marzo 2013
Ago&Co.
Di: Campodoni Maria Chiara e Marco
Quando è nato Agostino ci sono
venuti a trovare tantissimi amici, e ciascuno lo ha voluto festeggiare con un
piccolo pensiero, e così ci siamo ritrovati con 4 teli da bagno azzurri, 2
carillon praticamente uguali, oltre a
tante altre cose.
Ovviamente ci ha fatto piacere essere circondati da tanti
parenti e amici e li avremmo voluti con noi anche per il battesimo, programmato
venti giorni dopo, ma non volevamo che questo si trasformasse in un’occasione
per ricevere tanti altri regali.
Così, a parte i parenti più stretti a cui
abbiamo chiesto alcuni regali utili (lettino, seggiolone, seggiolino da
macchina…) a tutti gli altri abbiamo chiesto di aiutarci a contribuire al
progetto United World Project, indicando anche la pagina internet in modo da
poter conoscerlo meglio.
Nel teatro dove
abbiamo fatto un po’ di festa avevamo allestito un angolo con un grande
salvadanaio e la locandina che spiegasse il progetto, e nei sacchetti dei
confetti abbiamo arrotolato la card che si trova sul sito, a cui abbiamo
aggiunto la frase “Abbiamo scelto di contribuire a questo progetto perché
Agostino e tutti i bambini possano crescere in un mondo più unito”.
Agostino è il
nostro primo figlio e avremmo potuto aver bisogno di qualunque cosa, ma gli
amici e i parenti ci hanno prestato di tutto e possiamo dire che non ci manca
niente. Destinare i 1.000 euro raccolti per il battesimo al progetto United
World Project ci ha fatto sperimentare una vera libertà e ci è sembrato un bel
modo per cominciare l’avventura della nostra famiglia.
giovedì 14 marzo 2013
Roma: stazione della metropolitana intitolata a Chiara Lubich
Fonte: www.focolare.org
Nel giorno dell'anniversario della sua nascita al cielo, una targa esprime la vicinanza della Città agli ideali della Fondatrice del Movimento dei Focolari. Il messaggio di Maria Voce.
“Da Roma ha diffuso nel mondo l’ideale della fraternità universale”: queste le parole che l’Amministrazione capitolina a nome dell’intera città ha voluto incise sulla targa che dedica la Stazione Viale Libia della metropolitana (linea B1) a Chiara Lubich.
La cerimonia dello scoprimento si è svolta davanti ad una piccola folla il 14 marzo, in occasione del quinto anniversario della nascita al cielo della Fondatrice dei Focolari che non lontano da qui aveva dimorato quando il Movimento muoveva i primi passi nella Capitale.
A questa circostanza fa cenno la presidenteMaria Voce: “Bella la scelta di questo quartiere dove, per ben 15 anni Chiara ha vissuto momenti di particolare luce – mentre si definivano le linee e la fisionomia di un’Opera di Dio – e momenti di particolare dolore – mentre la Chiesa studiava e vagliava il Movimento”.
Questo rapporto con la città di Roma era stato suggellato dal conferimento della cittadinanza onoraria alla fondatrice dei Focolari il 22 gennaio 2000, giorno del suo ottantesimo compleanno; in quell’occasione, ricorda ancora Maria Voce, Chiara espresse tutta la “passione per la città eterna ed anche il preciso impegno di dedicarsi più e meglio a che essa, città unica al mondo, simbolo di unità ed universalità, corrisponda alla sua vocazione”. Impegno tanto profondo quanto concreto nel quotidiano di ciascuno.
Papa Francesco: l'emozione, la gioia e gli auguri dei fedeli in Piazza San Pietro
Fonte: www.news.va

All'annuncio
del nuovo Papa, grande emozione e gioia nella folla di fedeli provenienti da
tutto il mondo e riuniti a Piazza San Pietro. Molti di loro hanno atteso ore e
ore sotto la pioggia, adulti, anziani e bambini. Debora Donnini ha raccolto le loro voci:

R. - E’ un arcobaleno di emozioni.
D. - Da quanto sei qui?
R. - Dalle quattro di oggi pomeriggio.
D. - Sei contenta di questo Papa?
R. - Tantissimo. E’ un’emozione indescrivibile, veramente.
R. - E’ la prima volta che mi trovo qui in questa situazione ed è bellissimo, veramente. Non c’è nessuna altra parola per descrivere il tutto.
D. - Quali sono le vostre emozioni in questo momento?
R. - Molto emozionato. Anche per un Papa che per la prima volta ha scelto un nome nuovo… Molta emozione, molta emozione.
D. - E tu che emozioni provi?
R. - Bellissimo!
D. - Sei contento di essere qui in Piazza San Pietro?
R. - Sì.
R. - Stupore. Ci ha spiazzato, perché non ci aspettavamo un gesuita. Il nome Francesco è bellissimo….
D. - Vi piace la scelta del nome?
R. - Sì, sì. E poi il primo Francesco nella storia. Quindi…
D. - E’ emozionata sorella?
R. - Altroché. E’ la prima volta che sono qui… che sono a Roma per questi avvenimenti….
D. - Che cosa prova?
R. - Una grandissima trepidazione anche.
D. - Le piace il nome che ha scelto, Francesco?
R. - Bellissimo, bellissimo. E’ bellissimo davvero, perché Francesco è qualcosa di …
D. - Che cosa augura al nuovo Papa?
R. - Di essere un Pastore di Dio, di essere un Pastore buono che veglia con umanità il suo gregge.
D. - Da quanto sei qui?
R. - Dalle quattro di oggi pomeriggio.
D. - Sei contenta di questo Papa?
R. - Tantissimo. E’ un’emozione indescrivibile, veramente.
R. - E’ la prima volta che mi trovo qui in questa situazione ed è bellissimo, veramente. Non c’è nessuna altra parola per descrivere il tutto.
D. - Quali sono le vostre emozioni in questo momento?
R. - Molto emozionato. Anche per un Papa che per la prima volta ha scelto un nome nuovo… Molta emozione, molta emozione.
D. - E tu che emozioni provi?
R. - Bellissimo!
D. - Sei contento di essere qui in Piazza San Pietro?
R. - Sì.
R. - Stupore. Ci ha spiazzato, perché non ci aspettavamo un gesuita. Il nome Francesco è bellissimo….
D. - Vi piace la scelta del nome?
R. - Sì, sì. E poi il primo Francesco nella storia. Quindi…
D. - E’ emozionata sorella?
R. - Altroché. E’ la prima volta che sono qui… che sono a Roma per questi avvenimenti….
D. - Che cosa prova?
R. - Una grandissima trepidazione anche.
D. - Le piace il nome che ha scelto, Francesco?
R. - Bellissimo, bellissimo. E’ bellissimo davvero, perché Francesco è qualcosa di …
D. - Che cosa augura al nuovo Papa?
R. - Di essere un Pastore di Dio, di essere un Pastore buono che veglia con umanità il suo gregge.
mercoledì 13 marzo 2013
Sempre alla moda: vestiti e dintorni
Problemi economici, come in tante famiglie. Stipendi arretrati, e infine, sospensione del lavoro. Con tre figlie piccole il futuro potrebbe sembrare minaccioso. Come fare? Misurare le proprie necessità su quelle degli altri può sembrare una scelta folle, ma in questo caso, è risultata vincente. I fatti, raccontati dalla mamma, lo dimostrano.
Qui uno dei tre episodi pubblicati da www.focolare.org col titolo: Mamma, siamo poveri?

(...) «Con diverse famiglie c’è uno scambio continuo di vestiti, soprattutto per le bambine, una sorta di baratto. Quando arrivano questi enormi pacchi abbiamo un piccolo rito: apriamo insieme le buste e poi organizziamo le sfilate. Vestiti belli, scarpe nuovissime: le mie figlie non hanno mai avuto un guardaroba così fornito. Un giorno la più grande ha raccontato di queste “sfilate” ad una sua compagna, che un po’ schifata le dice: “Ma come fai ad essere contenta se metti i vestiti usati degli altri? Ma tu sei povera?”. Naturalmente è arrivata a casa triste e un po’ delusa. Ne abbiamo parlato bene e ci siamo accordate che quando le serve qualcosa di particolare lo compriamo, ma che è molto bello dare e ricevere quello che si ha, non perché non abbiamo la possibilità di comprare ma perché è giusto non sprecare, a favore anche di tanti bambini poveri, come per esempio il bambino che abbiamo adottato a distanza. La bambina non solo si è rasserenata ma è andata a prendere il salvadanaio e mi ha dato i suoi soldini da mandare al suo fratellino del Pakistan. Poi mi ha chiesto: “Mamma ma noi siamo poveri?” Ho spiegato che in realtà in quel periodo qualche difficoltà ce l’avevamo, per via della mancanza di lavoro del papà e di alcune mie mensilità arretrate. È stata l’occasione di spiegarle che magari manchiamo di qualcosa, ma abbiamo una casa, la macchina, buone cose da mangiare, ma soprattutto ci vogliamo bene e abbiamo tanti amici e siamo felici. E lei ha esclamato: “Ma allora mamma siamo ricchi!”
F. & M. – Italia
Qui uno dei tre episodi pubblicati da www.focolare.org col titolo: Mamma, siamo poveri?

(...) «Con diverse famiglie c’è uno scambio continuo di vestiti, soprattutto per le bambine, una sorta di baratto. Quando arrivano questi enormi pacchi abbiamo un piccolo rito: apriamo insieme le buste e poi organizziamo le sfilate. Vestiti belli, scarpe nuovissime: le mie figlie non hanno mai avuto un guardaroba così fornito. Un giorno la più grande ha raccontato di queste “sfilate” ad una sua compagna, che un po’ schifata le dice: “Ma come fai ad essere contenta se metti i vestiti usati degli altri? Ma tu sei povera?”. Naturalmente è arrivata a casa triste e un po’ delusa. Ne abbiamo parlato bene e ci siamo accordate che quando le serve qualcosa di particolare lo compriamo, ma che è molto bello dare e ricevere quello che si ha, non perché non abbiamo la possibilità di comprare ma perché è giusto non sprecare, a favore anche di tanti bambini poveri, come per esempio il bambino che abbiamo adottato a distanza. La bambina non solo si è rasserenata ma è andata a prendere il salvadanaio e mi ha dato i suoi soldini da mandare al suo fratellino del Pakistan. Poi mi ha chiesto: “Mamma ma noi siamo poveri?” Ho spiegato che in realtà in quel periodo qualche difficoltà ce l’avevamo, per via della mancanza di lavoro del papà e di alcune mie mensilità arretrate. È stata l’occasione di spiegarle che magari manchiamo di qualcosa, ma abbiamo una casa, la macchina, buone cose da mangiare, ma soprattutto ci vogliamo bene e abbiamo tanti amici e siamo felici. E lei ha esclamato: “Ma allora mamma siamo ricchi!”
F. & M. – Italia
martedì 12 marzo 2013
Progetto legalità
Giovani per un Mondo Unito di Albania - Basilicata - Campania - Puglia
Ci lanceremo in un pomeriggio di scoperta di uno dei più importanti strumenti di lotta alla criminalità organizzata: il CONSUMO CRITICO.
Conosceremo direttamente i commercianti e gli imprenditori che hanno aderito all’associazione antiracket “Domenico Noviello”, e ci impegneremo concretamente in un’azione di promozione nella città.
L'appuntamento è per lunedì 18 marzo 2013 in Piazza Municipio, a Pomigliano D'arco (NA)
- 16.30 Divisione in gruppi. Conoscenza degli esercizi aderenti e in promozione del progetto nella città.
- 18.00 Ritorno a Piazza Municipio e CONCLUSIONE in Piazza.
- 18.30 Possibilità di partecipare al convegno sul Consumo Critico e Legalità. Interverrà anche il Dott. Tano Grasso.
Ciao a tutte e tutti!
Come prima tappa per il progetto legalità è nata l'idea di collaborare con l'associazione antiracket "Domenico Noviello".Ci lanceremo in un pomeriggio di scoperta di uno dei più importanti strumenti di lotta alla criminalità organizzata: il CONSUMO CRITICO.
Conosceremo direttamente i commercianti e gli imprenditori che hanno aderito all’associazione antiracket “Domenico Noviello”, e ci impegneremo concretamente in un’azione di promozione nella città.
L'appuntamento è per lunedì 18 marzo 2013 in Piazza Municipio, a Pomigliano D'arco (NA)
---->>>> ECCO IL PROGRAMMA <<<<---- span="">---->
- 15.30 LET’S START -> Presentazione del CONSUMO CRITICO- 16.30 Divisione in gruppi. Conoscenza degli esercizi aderenti e in promozione del progetto nella città.
- 18.00 Ritorno a Piazza Municipio e CONCLUSIONE in Piazza.
- 18.30 Possibilità di partecipare al convegno sul Consumo Critico e Legalità. Interverrà anche il Dott. Tano Grasso.
Diffondiamolo tra i nostri amici e.... ci vediamo a Pomigliano!
VI ASPETTIAMO!
domenica 10 marzo 2013
L'Onu premia il villaggio della pace della Santa Trinità
Roberto Catalano
Fonte: Città Nuova
Il premio delle Nazioni unite è andato al vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, Paride Taban, per l'impegno profuso nella creazione dell'Holy Trinity Peace Village di Kuron, per la convivenza pacifica delle tribu locali
In questi giorni monsignor Paride Taban, il vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, ha ricevuto il premio dell’Onu per la pace, assegnato dalla Fondazione Sergio Vieira de Mello, istituita in ricordo del diplomatico brasiliano che nel 2003, dopo trentaquattro anni di servizio presso le Nazioni Unite, rimase ucciso in un attacco da parte di un kamikaze a Baghdad. Il riconoscimento è assegnato a personalità che si sono distinte nell’ambito della costruzione e promozione di progetti alternativi di pace o di soluzione di conflitti.
Mons. Taban è stato, e continua ad essere, un protagonista di primissimo piano nella dolorosa vicenda che ha portato alla fondazione del Sud Sudan e alla sua indipendenza dal governo di Karthum. Lo dimostra il Kuron Peace Village, un’esperienza di integrazione che si trova nello stato sudanese dell’Equatoria Orientale. Si tratta di un esperimento pilota, che vuole essere un modello di convivenza e integrazione sociale in un mondo che ha conosciuto da due decenni solo violenze di ogni tipo. L’idea maturò nei primi anni Novanta, dopo che il vescovo aveva fatto visita ad altre comunità di pace già esistenti. Fra queste Neve Shalom/wahat al-salem in Israele, un villaggio modello in cui convivono ebrei e arabi con amministrazione e gestione pienamente condivisa. Il vescovo era rimasto impressionato anche da altre esperienze, ma il suo desiderio era quello di dar vita a qualcosa di tipicamente sudanese.
venerdì 8 marzo 2013
Fraternità in politica?!? Certo!!
Di Antonio Maria Baggio

Nei giorni 11, 12 e 13 marzo 2013 si terrà a Loppiano, nella sede dell’Istituto Universitario Sophia, il Seminario internazionale: “La fraternità come principio relazionale politico e giuridico”.E’ l’avvenimento accademico più rilevante, riguardante lo studio della fraternità nella politica e nel diritto, che si celebra in Europa da quando Chiara Lubich, nel 2000, ha lanciato la fraternità come “lo specifico del Movimento politico per l’unità”.
Il Seminario, organizzato dall'Istituto Universitario Sophia, è promosso da 8 Università d’Europa, ma tra 61 relatori, oltre agli europei, vi sono professori e ricercatori di Brasile (25) e Argentina (6), con una qualificata rappresentanza africana.Il Seminario è rivolto prima di tutto ai ricercatori stessi, ma vi possono assistere anche gli studenti e il pubblico interessato, previa iscrizione. Le informazioni sui contenuti e sul programma del seminario, le schede da inviare per l’iscrizione si trovano nei seguenti siti: www.principiofraternita.it, www.fraternityprinciple.it e www.iu-sophia.org.
Programma e lista dei relatori

Nei giorni 11, 12 e 13 marzo 2013 si terrà a Loppiano, nella sede dell’Istituto Universitario Sophia, il Seminario internazionale: “La fraternità come principio relazionale politico e giuridico”.E’ l’avvenimento accademico più rilevante, riguardante lo studio della fraternità nella politica e nel diritto, che si celebra in Europa da quando Chiara Lubich, nel 2000, ha lanciato la fraternità come “lo specifico del Movimento politico per l’unità”.
Programma e lista dei relatori
giovedì 7 marzo 2013
Incrociare il Vangelo con la Vita?
E’ possibile per un giovane del nostro secolo, trovare nel Vangelo un senso alla vita? Il Vangelo ha qualcosa da dire, in sue prospettive religiosa e della fede, in risposta alle questioni più complesse che il nostro mondo oggi vive nella sua sfera sociale e politica?
Le “Parole incrociate” vuol essere uno spazio di dialogo a 360 gradi a queste e altre domande. In una esposizione teorica e pratica vogliono raggiungere punti di incontro tra “fede e ragione”, unindo il pensiero e l’azione partendo dei temi ed esperienze di vita che la Parola può costruire in diverse aree di conoscenza e in quello che è proprio della vita di università.
L’idea è nata dal desiderio di un gruppo di Giovani per un Mondo Unito (GMU) che cerca di “incrociare” la vita universitaria – la conoscenza che si acquisisce con lo studio e gli eventi della vita di tutti i giorni - con l’atualiatà delle parole del Vangelo.
mercoledì 6 marzo 2013
Ubuntu, “I am because we are”
A Youth for a United World project: ‘sharing with Africa’ and discovering the gift that the African continent is for the whole world.
The Youth for a United World have launched their ‘Sharing with Africa’ project that focuses on making known the gift that this continent is for the world, with its peculiarities and traditions.
Already in 2011 some 200 youth from several African countries had met to deeply examine the project of achieving true brotherhood. This project has been going ahead since the 1960’s in Fontem, Cameroon to see how they could also contribute to universal brotherhood. It was from here that ‘Sharing with Africa’ begun with the goal of making a contribution to forming a new culture that is open to the building of a more united world by promoting the values that have created and shaped African society.
martedì 5 marzo 2013
1.200 in ascolto
Sabato, 2 marzo, Natalia, brasiliana e Christian, rumeno hanno fatto la presentazione del progetto che fa il giro del mondo: lo United World Project.
In ascolto 1.200 persone provenienti da diversi Paesi, 8 lingue, radunati a Castel Gandolfo per il loro convegno annuale degli 'impegnati' di Famiglie Nuove.
L'entusiasmo che partiva dal palco ha rapidamente coinvolto tutti.
A dimostrarlo concretamente, l'offerta da parte di imprenditore presente al convegno di uno spazio nella Fiera di Milano 2013 per dare visibilità al progetto.
Alla fine, un breve ma proficuo dialogo. Alla domanda su come far conoscere questo progetto negli ambiente 'laici' dove la regola d'oro ("fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te") potrebbe apparire troppo 'religiosa', una risposta semplice ed incoraggiante: "la fraternità vuole il bene comune, non importa se uno ha o meno un credo religioso...".
E a quanti volevano saper cosa fare per contribuire in modo concreto al progetto: "lavoro di squadra, insieme ai giovani del posto... fate un programma, fidatevi delle loro iniziative...".
Impegno, slancio, motivazioni varie... il tutto collaudato dal profondo desiderio di prendere il largo, di vivere e invogliare tanti altri a mettere in azione la fraternità universale.
In ascolto 1.200 persone provenienti da diversi Paesi, 8 lingue, radunati a Castel Gandolfo per il loro convegno annuale degli 'impegnati' di Famiglie Nuove.
A dimostrarlo concretamente, l'offerta da parte di imprenditore presente al convegno di uno spazio nella Fiera di Milano 2013 per dare visibilità al progetto.
Alla fine, un breve ma proficuo dialogo. Alla domanda su come far conoscere questo progetto negli ambiente 'laici' dove la regola d'oro ("fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te") potrebbe apparire troppo 'religiosa', una risposta semplice ed incoraggiante: "la fraternità vuole il bene comune, non importa se uno ha o meno un credo religioso...".
Impegno, slancio, motivazioni varie... il tutto collaudato dal profondo desiderio di prendere il largo, di vivere e invogliare tanti altri a mettere in azione la fraternità universale.
lunedì 4 marzo 2013
Un ponte di fraternità universale: Cameroun e Italia
Published on 28 Feb 2013
Regia e soggetto Niccolò Di Vito
Direttore della Fotografia Andrea Poli Dirolan
Steadycam Letizia Sartini
www.lipdubitalia.it
Dal 2006, grazie alla collaborazione con il movimento dei Focolari, alcune scuole toscane hanno stretto un rapporto di gemellaggio con il College “Our Lady, Seat of Wisdom” di Fontem (in Camerun). Dal 2008 anche l’Istituto Tecnico Economico “A. Capitini” di Agliana (PT) ha partecipato attivamente all’iniziativa.
Gli studenti delle scuole lavorano insieme tutto l’anno per mettere a punto interventi educativi e di formazione rivolti ai bambini del villaggio di Besalì che si trova nella foresta equatoriale. Attraverso ‘Noi con gli Altri’, gli studenti possono compiere un viaggio in Camerun per raggiungere i loro compagni di Fontem e per recarsi, insieme a loro, a fare visita agli alunni di Besalì.
Grazie a questo incontro alcuni bambini del villaggio avranno poi modo di frequentare il College “Our Lady, Seat of Wisdom”.
In particolare quest’anno i giovani di Fontem insieme a quelli italiani hanno collaborato alla creazione di un lip dub, reso possibile dalla creatività e professionalità di Niccolò Di Vito. Quest’iniziativa, che consiste nella realizzazione di un video di musica popolare, ha permesso ai giovani di entrambi i paesi di interagire con canti e balli e di trovare nell’espressione artistica il canale di comunicazione.
Il supporto dall’Italia continua poi, a distanza, attraverso il rifornimento di materiali e strumenti didattici per la scuola di Besalì.
www.cambiala.it/fontem
domenica 3 marzo 2013
Shaping tomorrow’s innovators
DESA News
“Empowering young people is crucial. Half the world is under 25 years of age. Young women and men everywhere want decent jobs. They want dignity. They want a greater say in their own destiny,” said Secretary-General Ban Ki-moon recently. With the purpose of leveraging the potentials of youth in solving global challenges, ECOSOC is arranging a Youth Forum on 27 March
Full Article
“Empowering young people is crucial. Half the world is under 25 years of age. Young women and men everywhere want decent jobs. They want dignity. They want a greater say in their own destiny,” said Secretary-General Ban Ki-moon recently. With the purpose of leveraging the potentials of youth in solving global challenges, ECOSOC is arranging a Youth Forum on 27 March
Full Article
Fraternità e Giustizia
Quando la fraternità riscatta la cittadinanza e contribuisce alla formazione dello studente di diritto in una prospettiva di crescita in umanità. Un progetto della Facoltà ASCES nello Stato brasiliano del Pernambuco.
- 500 detenuti hanno beneficiato del progetto, che ha visto svolgersi 300 processi penali: si tratta di persone che probabilmente sarebbero ancora in attesa del processo, appesantendo il sistema carcerario.
- 300 studenti di diritto hanno preso parte al progetto.
- 350 famiglie dei detenuti assistite da studenti e operatori nell’area della salute e dei servizi sociali.
- Oltre 200 cittadini scarcerati.
- Oltre 1000 detenuti hanno beneficiato di assistenza attraverso raccolte di vestiti, giocattoli e materiale per l’igiene personale.
- Articoli, saggi e premi ricevuti.
Sono solo alcuni dei risultati ottenuti (tra il 2001 – anno della sua nascita – e marzo 2012) dal progetto per l’Adozione Giuridica dei Cittadini Arrestati e presentati dalla prof. Maria Perpétua Socorro Dantas Jordão, coordinatrice del progetto e dal prof. Paulo Muniz Lopes, rettore della università, al convegno, organizzato da CeD, Fraternità, diritto e trasformazione sociale(Mariapoli Ginetta, 25-27 gennaio 2013). È un progetto che cerca di affrontare la problematica del sistema penitenziario nello Stato del Pernambuco, riguardo ai detenuti – in attesa di processo – che dovrebbero essere assistiti dalla Pubblica Difesa.
Sono storie di vita, di abbandono giuridico, di uomini senza difesa, ma soprattutto bisognosi di uno sguardo di speranza. Avvicinare lo studente di diritto a questa realtà è una sfida costante del Progetto, soprattutto perché i detenuti “adottati” hanno commesso o tentato crimini gravi. Assumendo la fraternità come principio politico e giuridico da considerare, e contestualizzandolo nella prospettiva dei diritti umani, in quale direzione deve formarsi il futuro operatore del diritto?
A partire dallo sguardo accademico sulla umanizzazione professionale del diritto, si verifica un incontro: il carcerato trova uno strumento per ottenere il rispetto dei diritti umani, spesso violati (anche per il sovraffollamento: dove dovrebbero vivere 98 persone ce ne sono 1400); il futuro professionista sviluppa il senso critico e prende coscienza della sua forza di trasformazione della società. Ma soprattutto si stabilisce tra studente e detenuto una dimensione di fraternità, che – associata alla libertà e all’uguaglianza – permette ad entrambi di sperimentare in pienezza la cittadinanza.
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