lunedì 25 marzo 2013

Serbia: Settimana di buona volontà


Un’azione con i Giovani per un mondo unito che si chiama “Settimana di buona volontà”.
Siamo riusciti a trovare uno spazio nella città (un centro culturale alternativo abastanza noto) dove per una settimana facevamo varie attività: i forum di attivismo sociale, proiezioni di film, azione per aiutare le persone in bisogno. Tutto il tempo c’era la raccolta dei vestiti e dei viveri e si poteva firmare la nostra petizione per lo United World Project.
1 - donazione di sangue
Una delle azioni è stata andare al centro per donazione di sangue e fare il nostro contributo. Forse una cosa piccola, ma anche in questo modo volevamo aiutare le persone in bisogno.
Foto: Angela Oroš

2 - centro per le persone senza tetto
Un altra azione era visitare il centro per le persone senza tetto che vivono in condizini molto duri. Abbiamo portato qualche libro per donarli.
Foto: Ana Đurić
3 - guerriglia azione
Un altra azione è stata una cosa spontanea. Ci siamo incontrati, ognuno ha portato un po di cibo (tipo sandwich etc.) ed abbiamo preparato il tè. Dopo siamo usciti e camminavamo per la città cercando le persone senza tetto. In questa maniera a ognuno di loro abbiamo fatto una piccola sorpresa.
Foto: Branimir Živković

domenica 24 marzo 2013

A culture of peace in the making


UNESCO - Panafrican Forum for a culture of peace in Luanda, Angola
A Pan-African Forum jointly organized by UNESCO, the African Union Commission and the Government of the Republic of Angola will gather more than 300 experts. The goal of this Pan-African Forum is to harness Africa’s sources of inspiration and cultural, natural and human resources to establish concrete proposals for building and developing a sustainable peace. The Forum will examine the cultural, natural and human resources of Africa, taking into account that these three components are essential to creating an inclusive and holistic approach to the culture of peace. Peace being the cornerstone of endogenous development and Pan-Africanism. 
The Forum will be a milestone of the UNESCO’s “Inter-sectoral and Interdisciplinary Programme of Action for a Culture of Peace and Non-violence” and the African Union Campaign “Make Peace Happen” aiming to mobilize all stakeholders—political and civil society. 
The Forum will examine cultural sources and resources: including the revisiting of the strength and wisdom of languages, traditions and history by analysing traditional and modern methods of conflict resolution and violence prevention; examining the role of education-not just that which takes place in schools but one that plays out in families and villages-to build peaceful citizens that are driven by ethical values and mutual respect; enhancing creativity and cultural inventiveness, the same one that is able to open new horizons and spaces for dialogue, develop new economic sectors and serve as an engine for development.
http://www.unesco.org/new/en/africa/resources/events/africa4peace/


Incontro di Parola di Vita in Budapest

Giovani per un Mondo Unito di Budapest: Incontro di Parola di Vita
Youth for a United World of Budapest: Word of Life Meeting

venerdì 22 marzo 2013

Costruire ponti fra tutti gli uomini

Stralcio del discorso di Papa Francesco al Corpo Diplomatico accreditato presso la santa sede:
" (...)
Uno dei titoli del Vescovo di Roma è Pontefice, cioè colui che costruisce ponti, con Dio e tra gli uomini. Desidero proprio che il dialogo tra noi aiuti a costruire ponti fra tutti gli uomini, così che ognuno possa trovare nell’altro non un nemico, non un concorrente, ma un fratello da accogliere ed abbracciare! Le mie stesse origini poi mi spingono a lavorare per edificare ponti. Infatti, come sapete la mia famiglia è di origini italiane; e così in me è sempre vivo questo dialogo tra luoghi e culture fra loro distanti, tra un capo del mondo e l’altro, oggi sempre più vicini, interdipendenti, bisognosi di incontrarsi e di creare spazi reali di autentica fraternità. 
In quest’opera è fondamentale anche il ruolo della religione. Non si possono, infatti, costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri. Per questo è importante intensificare il dialogo fra le varie religioni, penso anzitutto a quello con l’Islam, e ho molto apprezzato la presenza, durante la Messa d’inizio del mio ministero, di tante Autorità civili e religiose del mondo islamico. Ed è pure importante intensificare il confronto con i non credenti, affinché non prevalgano mai le differenze che separano e feriscono, ma, pur nella diversità, vinca il desiderio di costruire legami veri di amicizia tra tutti i popoli. (...)"

giovedì 21 marzo 2013

A new current


130 Youth for a United World (Y4UW) animators from Portugal, Austria, Hungary, France and from all over Italy, with a small representation of the continents outside Europe, met at Castel Gandolfo for three days.
The gathering was dedicated to sharing and open dialogue that allowed us to cherish the life that ‘exploded’ before and after the international youth event in Budapest. Although, we may live far away from each other, we all felt certain that we are not alone, rather, we are bound to all those who live for the same goal: a united world!
Through the words of Chiara Lubich we really felt the reality of being ‘channels of the spirituality of unity’ for other young people, living near and far.

The greeting of Maria Voce, President of the Focolare Movement, was truly overwhelming! 
We were happy to experience how the Youth for a United World are close to her heart. She wanted to be updated in detail on the United World Project! With great enthusiasm, she encouraged us to create a ‘new current’ in our environment!
We are ready!
The Gen 2 Centres

Una corrente nuova


130 animatori di Giovani per un mondo unito (GMU) da Portogallo, Austria, Ungheria, Francia e da tutta l’Italia, con una piccola rappresentanza dei continenti extra europei.
Ci siamo trovati a Castel Gandolfo per 3 giorni: tanto dialogo che ci ha permesso di godere di tutta la vita ‘scoppiata’ prima e dopo l’evento internazionale di Budapest. In tutti risuonava forte la certezza che non siamo soli - anche se qualche volta magari siamo soli fisicamente, ci sentiamo uniti a tutti quanti vivono per la stessa meta: il mondo unito!
Attraverso le parole di Chiara Lubich ci siamo ritrovati in pieno nell’essere canali della spiritualità dell’unità per altri giovani vicini e lontani. 
Il saluto di Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, è stato travolgente! Siamo stati felici di sperimentare quanto lei ha in cuore i GMU: voleva sapere tutti i dettagli di come va lo United World Project! Più che mai ci ha lanciato a vivere per il mondo unito e creare una ‘corrente nuova’ nei nostri ambienti!
E ci stiamo!
Le e i gen dei Centri gen


Conosciamo un po' la cultura del 'mate'


   
fonte: Ciudad Nueva Argentina
La corrispondente di Ciudad Nueva argentina ha colto l'occasione dell'udienza con i rappresentanti della stampa per regalare al pontefice un "mate" con la cannuccia. Il contenitore è usato per sorbire una tipica bevanda del Cono Sud. La foto ha fatto il giro del mondo.

Mate in regalo a papa Francesco da Ciudad Nueva
Con un papa argentino poteva mai mancare il mate?! Sarebbe come eleggere un papa napoletano che non prende caffè: una contraddizione. La foto della donna che glielo offre ha fatto il giro del mondo. Lei è la collaboratrice della redazione di Buenos Aires di Ciudad Nueva, la signora Virginia Bonard, in questo momento a Roma.
 Colta di sopresa, come tutti noi, dall’elezione del cardinale di Buenos Aires, Virginia ha approfittato dell’udienza concessa ai giornalisti per avvicinarsi. Bergoglio l’ha subito riconosciuta, dato che la giornalista lavora in arcivescovato all’ufficio stampa e nella vicaria dei bambini, e l’ha subito chiamata sorpreso: “Virrrrginia!”
 Si sono scambiati poche parole, colme di emozione (...). Tutta commossa gli ha regalato il mate, composto da un contenitore che si ricava dalla scorza seccata di una zucca tipica dell'Argentina ed una cannuccia metallica bucherellata alla base, che serve per aspirare l’infusione di un erba amara (yerba mate) usata soprattutto nel Cono Sud (Argentina, Uruguay, sud del Brasile, Cile) come stimolante.
Un pò come a Napoli il caffé, il mate rappresenta un motivo di socializzazione. L’acqua deve essere ben bollente e si usa un unico contenitore e una unica cannuccia. Il calore dell’acqua impedisce la trasmissione dei batteri (bah, a me hanno sempre detto così, ma preferisco non farci troppo caso). La cerchia dei presenti riceverà a turno l’infusione per poi passarla di nuovo all’incaricato di distribuirla. Nel frattempo si fa colazione o merenda, si lavora avendo a fianco il termos con l’acqua e tutto il necessario che viene trasportato in contenitori di cuoio tipici da queste parti, o si fa una pausa, oppure quattro chiacchiere con gli amici dell’isolato, in casa o fuori, o mentre si passeggia o si viaggia in auto (facendo attenzione a passarlo al conducente al momento opportuno). I distributori di benzina hanno una macchina speciale che distribuisce acqua calda e mate di plastica da viaggio, tutto usa e getta. Oppure lo si prende tornando a casa dal lavoro e al posto della cena se il bilancio familiare non la consente, accompagnato da un pezzo di pane. Il mate è uno stimolante, anche abbastanza forte, attutisce sia la sensazione di stanchezza che... la fame.

mercoledì 20 marzo 2013

L’arte di fare insieme



Ciao a tutti! 
Vogliamo condividere con voi un po’ dell’ativitá che abbiamo fatto sabato scorso (18 marzo) insieme a tanti altri nuovi per ricordare Chiara Lubich. Il nome della giornata era “El arte de hacerlo juntos” (L’arte di fare insieme). Abbiamo proposto di fare 3 workshops: musica, danza e arte plastica.
Quelli della musica hanno preparato la canzone “Capolinea”. I Giovani per un Mondo Unito (GMU) incaricati di questo worshop conoscevano già la musica e hanno insegnato agli altri la canzone, facendo la distribuzione degli strumenti e la clasificazione delle voci.
Quelli della danza hanno preparato una coreografia per la stessa canzone.
Nel workshop sull’arte plastica si è fatto un’imagine sui testi della della canzone.
Alla fine della serata, abbiamo assemblato i lavori di tutti e fatto una presentazione finale
È stata una giornata molto bella e si sentiva un rapporto di amore reciproco tra tutti!
Un abbraccio grande colombiano dai GMU Colombiani! 


martedì 19 marzo 2013

“Ubuntu” as lived in Jordan


Hello!
Hope you're having a good day so far!
It's time for actions GUYS as we promised!
It's time to open our eyes to what's happening around us...to the need of others!
It's time for the Syrian Children Refugees! It's time to draw a smile on their faces!
Join us in the "Saturday 23rd March" event, and let's be EQUAL to those kids by carrying their loads and sharing Joy with them!
Waiting for You by filling up this form!
https://docs.google.com/forms/d/1WEsGtEVX7GtQMzFwPkTK4-3sQY9Aoipf23PfuTAgyO8/viewform?pli=1


lunedì 18 marzo 2013

Manifestazione di Libera 2013 – anche i GMU italiani sfilano contro le mafie


Di Tomaso Comazzi
Stretti con gli oltre 100.000 presenti, anche circa 30 Giovani per un Mondo Unito (GMU) provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla diciottesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera e Avviso Pubblico. Titolo dell’evento: “Firenze, 16 marzo 2013 – Semi di giustizia, semi di responsabilità”.
«Ci siamo alzati tutti di buon mattino per venire anche noi a Firenze – raccontano i GMU presenti – veniamo da Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Sicilia e naturalmente Toscana e anche noi siamo qui per testimoniare il nostro impegno concreto a contrastare qualsiasi forma di ingiustizia e legalitá soffochi ancora il nostro Paese.»
La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

ENOUGH IS ENOUGH!


Good Morning :) 
By signing this petition, we choose to take part in building a United World! A world where millions of people silently give without receiving, forgive and build broken relationships, people who choose to live as brothers!!
Let us speak out loud and say: Enough war! Enough hunger! Enough pain! 
We need to see the change and it will start by us..
Sign and make a change!


From the Y4UW Secretariat in Jordan:

domenica 17 marzo 2013

YOUth 4SYRIA


Bisogna cambiare mentalità


Carlo Cefaloni
Fonte: Città Nuova
Due giorni (18 e 19 marzo) per costruire un’economia fondata sulla legalità. L’impegno della Fai (associazioni antiracket e usura) assieme a Giovani per un mondo unito dei Focolari
Quando arrivano a Napoli, i turisti tedeschi ricevono dal loro consolato una mappa della meravigliosa città con gli esercizi commerciali liberi dal pizzo. L’iniziativa è una forma di “consumo critico” ed è il frutto della collaborazione con la “Federazione delle associazioni antiracket e anti usura italiane” (Fai). La camorra, come conferma l’ultima relazione dei servizi segreti del febbraio 2013 al ministro dell’interno Cancellieri, mantiene una forte «capacità collusiva e di condizionamento» diffusa e pervasiva a livello nazionale e internazionale.
Si può affrontare una tale organizzazione capace di disporre non solo di una «consolidata forza militare» ma di notevoli risorse umane e finanziarie? Come diceva Martin Luther King, «non ho paura delle parole dei corrotti e dei violenti; mi preoccupa molto il silenzio degli onesti». Cominciare a sostenere concretamente, con le proprie scelte di acquisto, le realtà produttive che rifiutano di pagare il pedaggio della protezione di tipo mafioso, vuol dire stringere quotidianamente un patto di resistenza morale capace di ricostruire un tessuto degno del vivere civile.  E non si tratta solo di dire dei «no!», ma di arrivare a denunciare facendo nomi e cognomi.

sabato 16 marzo 2013

The Cyclop’s era: hostility in the labour market


Written by Luigino Bruni 
Published in Avvenire on 10/03/2013
It is crucial that we rediscover the virtue of hospitality. This is particularly true when looking at today’s youth who have become increasingly like foreigners in their own societies. Adults do not try to understand today’s youth or provide opportunities for them. Rather, they just stand idle, watching the degradation of their spaces, especially schools. The world is rapidly changing and if, as adults, we clearly see the end of a system, it’s not difficult to imagine how absurd and awkward the status quo would seem to a young person in his or her teens or twenties. History has shown us that some generations decay faster than others; ours is one of them.
Records are straightforward in pointing to the fact that young people are strangers and foreigners in their own land: the youth unemployment rate is 43%. This is a number that should prevent us from sleeping however we sleep soundly since we’re so used to such negative news. Above all, we’re forgetting that a young person is more than one family’s child; they are society’s responsibility as well.

venerdì 15 marzo 2013

Ago&Co.

Di: Campodoni Maria Chiara e Marco

Quando è nato Agostino ci sono venuti a trovare tantissimi amici, e ciascuno lo ha voluto festeggiare con un piccolo pensiero, e così ci siamo ritrovati con 4 teli da bagno azzurri, 2 carillon praticamente uguali, oltre  a tante altre cose. 
Ovviamente ci ha fatto piacere essere circondati da tanti parenti e amici e li avremmo voluti con noi anche per il battesimo, programmato venti giorni dopo, ma non volevamo che questo si trasformasse in un’occasione per ricevere tanti altri regali. 

Così, a parte i parenti più stretti a cui abbiamo chiesto alcuni regali utili (lettino, seggiolone, seggiolino da macchina…) a tutti gli altri abbiamo chiesto di aiutarci a contribuire al progetto United World Project, indicando anche la pagina internet in modo da poter conoscerlo meglio.
Nel teatro dove abbiamo fatto un po’ di festa avevamo allestito un angolo con un grande salvadanaio e la locandina che spiegasse il progetto, e nei sacchetti dei confetti abbiamo arrotolato la card che si trova sul sito, a cui abbiamo aggiunto la frase “Abbiamo scelto di contribuire a questo progetto perché Agostino e tutti i bambini possano crescere in un mondo più unito”.
Agostino è il nostro primo figlio e avremmo potuto aver bisogno di qualunque cosa, ma gli amici e i parenti ci hanno prestato di tutto e possiamo dire che non ci manca niente. Destinare i 1.000 euro raccolti per il battesimo al progetto United World Project ci ha fatto sperimentare una vera libertà e ci è sembrato un bel modo per cominciare l’avventura della nostra famiglia.

giovedì 14 marzo 2013

Roma: stazione della metropolitana intitolata a Chiara Lubich

Nel giorno dell'anniversario della sua nascita al cielo, una targa esprime la vicinanza della Città agli ideali della Fondatrice del Movimento dei Focolari. Il messaggio di Maria Voce.
“Da Roma ha diffuso nel mondo l’ideale della fraternità universale”: queste le parole che l’Amministrazione capitolina a nome dell’intera città ha voluto incise sulla targa che dedica la Stazione Viale Libia della metropolitana (linea B1) a Chiara Lubich.
La cerimonia dello scoprimento si è svolta davanti ad una piccola folla il 14 marzo, in occasione del quinto anniversario della nascita al cielo della Fondatrice dei Focolari che non lontano da qui aveva dimorato quando il Movimento muoveva i primi passi nella Capitale.
A questa circostanza fa cenno la presidenteMaria Voce: “Bella la scelta di questo quartiere dove, per ben 15 anni Chiara ha vissuto momenti di particolare luce – mentre si definivano le linee e la fisionomia di un’Opera di Dio – e momenti di particolare dolore – mentre la Chiesa studiava e vagliava il Movimento”.
Questo rapporto con la città di Roma era stato suggellato dal conferimento della cittadinanza onoraria alla fondatrice dei Focolari il 22 gennaio 2000, giorno del suo ottantesimo compleanno; in quell’occasione, ricorda ancora Maria Voce, Chiara espresse tutta la “passione per la città eterna ed anche il preciso impegno di dedicarsi più e meglio a che essa, città unica al mondo, simbolo di unità ed universalità, corrisponda alla sua vocazione”. Impegno tanto profondo quanto concreto nel quotidiano di ciascuno.

Papa Francesco: l'emozione, la gioia e gli auguri dei fedeli in Piazza San Pietro

Fonte: www.news.va

 All'annuncio del nuovo Papa, grande emozione e gioia nella folla di fedeli provenienti da tutto il mondo e riuniti a Piazza San Pietro. Molti di loro hanno atteso ore e ore sotto la pioggia, adulti, anziani e bambini. Debora Donnini ha raccolto le loro voci:  
R. - E’ un arcobaleno di emozioni.
D. - Da quanto sei qui?
R. - Dalle quattro di oggi pomeriggio. 
D. - Sei contenta di questo Papa?

R. - Tantissimo. E’ un’emozione indescrivibile, veramente. 
R. - E’ la prima volta che mi trovo qui in questa situazione ed è bellissimo, veramente. Non c’è nessuna altra parola per descrivere il tutto.
 
D. - Quali sono le vostre emozioni in questo momento?

R. - Molto emozionato. Anche per un Papa che per la prima volta ha scelto un nome nuovo… Molta emozione, molta emozione. 
D. - E tu che emozioni provi?

R. - Bellissimo!
D. - Sei contento di essere qui in Piazza San Pietro?
R. - Sì. 
R. - Stupore. Ci ha spiazzato, perché non ci aspettavamo un gesuita. Il nome Francesco è bellissimo….

D. - Vi piace la scelta del nome?
R. - Sì, sì. E poi il primo Francesco nella storia. Quindi…
D. - E’ emozionata sorella?
R. - Altroché. E’ la prima volta che sono qui… che sono a Roma per questi avvenimenti…. 
D. - Che cosa prova?

R. - Una grandissima trepidazione anche. 
D. - Le piace il nome che ha scelto, Francesco?

R. - Bellissimo, bellissimo. E’ bellissimo davvero, perché Francesco è qualcosa di … 
D. - Che cosa augura al nuovo Papa?

R. - Di essere un Pastore di Dio, di essere un Pastore buono che veglia con umanità il suo gregge.

mercoledì 13 marzo 2013

Sempre alla moda: vestiti e dintorni

Problemi economici, come in tante famiglie. Stipendi arretrati, e infine, sospensione del lavoro. Con tre figlie piccole il futuro potrebbe sembrare minaccioso. Come fare? Misurare le proprie necessità su quelle degli altri può sembrare una scelta folle, ma in questo caso, è risultata vincente. I fatti, raccontati dalla mamma, lo dimostrano.
Qui uno dei tre episodi pubblicati da www.focolare.org col titolo: Mamma, siamo poveri?

(...) «Con diverse famiglie c’è uno scambio continuo di vestiti, soprattutto per le bambine, una sorta di baratto. Quando arrivano questi enormi pacchi abbiamo un piccolo rito: apriamo insieme le buste e poi organizziamo le sfilate. Vestiti belli, scarpe nuovissime: le mie figlie non hanno mai avuto un guardaroba così fornito. Un giorno la più grande  ha raccontato di queste “sfilate” ad una sua compagna, che un po’ schifata le dice: “Ma come fai ad essere contenta se metti i vestiti usati degli altri? Ma tu sei povera?”.  Naturalmente è arrivata a casa triste e un po’ delusa. Ne abbiamo parlato bene e ci siamo accordate che quando le serve qualcosa di particolare lo compriamo, ma che è molto bello dare e ricevere quello che si ha, non perché non abbiamo la possibilità di comprare ma perché è giusto non sprecare, a favore anche di tanti bambini poveri, come per esempio il bambino che abbiamo adottato a distanza. La bambina non solo si è rasserenata ma è andata a prendere il salvadanaio e mi ha dato i suoi soldini da mandare al suo fratellino del Pakistan. Poi mi ha chiesto: “Mamma ma noi siamo poveri?” Ho spiegato che in realtà in quel periodo qualche difficoltà ce l’avevamo, per via della mancanza di lavoro del papà e di alcune mie mensilità arretrate. È stata l’occasione di spiegarle che magari manchiamo di qualcosa, ma abbiamo una casa, la macchina, buone cose da mangiare, ma soprattutto ci vogliamo bene e abbiamo tanti amici e siamo felici. E lei ha esclamato: “Ma allora mamma siamo ricchi!
F. & M. – Italia

martedì 12 marzo 2013

Progetto legalità

Giovani per un Mondo Unito di Albania - Basilicata - Campania - Puglia

Ciao a tutte e tutti!
Come prima tappa per il progetto legalità è nata l'idea di collaborare con l'associazione antiracket "Domenico Noviello".
Ci lanceremo in un pomeriggio di scoperta di uno dei più importanti strumenti di lotta alla criminalità organizzata: il CONSUMO CRITICO
Conosceremo direttamente i commercianti e gli imprenditori che hanno aderito all’associazione antiracket “Domenico Noviello”, e ci impegneremo concretamente in un’azione di promozione nella città. 
L'appuntamento è per lunedì 18 marzo 2013 in Piazza Municipio, a Pomigliano D'arco (NA)

            ---->>>> ECCO IL PROGRAMMA <<<<---- span="">
- 15.30 LET’S START -> Presentazione del CONSUMO CRITICO
- 16.30 Divisione in gruppi. Conoscenza degli esercizi aderenti e in promozione del progetto nella città.
- 18.00 Ritorno a Piazza Municipio e CONCLUSIONE in Piazza.
- 18.30 Possibilità di partecipare al convegno sul Consumo Critico e Legalità. Interverrà anche il Dott. Tano Grasso.
Diffondiamolo tra i nostri amici e.... ci vediamo a Pomigliano!
VI ASPETTIAMO!

domenica 10 marzo 2013

L'Onu premia il villaggio della pace della Santa Trinità


Roberto Catalano
Fonte: Città Nuova
Il premio delle Nazioni unite è andato al vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, Paride Taban, per l'impegno profuso nella creazione dell'Holy Trinity Peace Village di Kuron, per la convivenza pacifica delle tribu locali
In questi giorni monsignor Paride Taban, il vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, ha ricevuto il premio dell’Onu per la pace, assegnato dalla Fondazione Sergio Vieira de Mello, istituita in ricordo del diplomatico brasiliano che nel 2003, dopo trentaquattro anni di servizio presso le Nazioni Unite, rimase ucciso in un attacco da parte di un kamikaze a Baghdad. Il riconoscimento è assegnato a personalità che si sono distinte nell’ambito della costruzione e promozione di progetti alternativi di pace o di soluzione di conflitti.

Mons. Taban è stato, e continua ad essere, un protagonista di primissimo piano nella dolorosa vicenda che ha portato alla fondazione del Sud Sudan e alla sua indipendenza dal governo di Karthum. Lo dimostra il Kuron Peace Village, un’esperienza di integrazione che si trova nello stato sudanese dell’Equatoria Orientale. Si tratta di un esperimento pilota, che vuole essere un modello di convivenza e integrazione sociale in un mondo che ha conosciuto da due decenni solo violenze di ogni tipo. L’idea maturò nei primi anni Novanta, dopo che il vescovo aveva fatto visita ad altre comunità di pace già esistenti. Fra queste Neve Shalom/wahat al-salem in Israele, un villaggio modello in cui convivono ebrei e arabi con amministrazione e gestione pienamente condivisa. Il vescovo era rimasto impressionato anche da altre esperienze, ma il suo desiderio era quello di dar vita a qualcosa di tipicamente sudanese.