martedì 5 febbraio 2013

AREZZO: COSTUME PARTY


Sabato 9 febbraio, alle 19.30 a Villa Severi, Arezzo
http://www.facebook.com/#!/events/472513852806350/
Finalmente siamo arrivati al nostro terzo evento!!!!.... festa in maschera a Villa Severi, presso la sala del Centro Giovani destinata alla raccolta fondi per la Tribù dei Nasi Rossi (www.latribudeinasirossi.org). La serata sarà animata con uno spettacolo dei Nasi Rossi, Karaoke, live music con band dal vivo e discoteca per ballare e divertirsi insieme condividendo la voglia di fare qualcosa per un fine sociale e dando il nostro piccolo contributo a coloro che si impegnano a portare un sorriso e dare assistenza nelle corsie degli ospedali. Sarà inoltre anche una bellissima occasione per conoscersi e conoscere anche il gruppo “Let's bridge Arezzo” che organizza l’evento con la splendida collaborazione del Centro Giovani di Villa Severi.
In dettaglio il programma della serata:
CENA A BUFFET CON KARAOKE
SPETTACOLO DEI NASI ROSSI
LIVE MUSIC CON BAND DAL VIVO
DJ SET CON DISCO
PREMIAZIONE MIGLIORE MASCHERA
MA SOPRATTUTTO......TANTO DIVERTIMENTOOOO!!!
Costo ingresso €10 comprensivo di cena e bevande a buffet + 1 cocktail presso l'open bar allestito per l'evento.
Consumazione successiva open bar € 2
….e allora che dire.... Let's Bridge!!! …. accorrete numerosi.... vi aspettiamo!!!

lunedì 4 febbraio 2013

“WAYS OF PEACE”


"WAYS OF PEACE": L’appuntamento a Gerusalemme è la tappa successiva al Genfest 2012, che ha visto radunati a Budapest più di 12.000 giovani provenienti da tutto il mondo.
Perché Gerusalemme?
Il nostro desiderio più grande come Giovani per un Mondo Unito, è testimoniare ovunque la fraternità universale e come non pensare a Gerusalemme, città di contrasti e di divisioni ma allo stesso tempo culla di una cultura millenaria, intreccio di popoli e religioni, chiamata fin dalla sua esistenza ad un disegno di pace.
Con lo slogan “Let’s Bridge” abbiamo inaugurato il 1° maggio 2012 l’anno del Genfest, dedicato a costruire ponti dovunque, in ogni latitudine del pianeta.
Il 1° maggio 2013 a Gerusalemme vuole essere una tappa importante della storia, momento significativo nell’attuazione del Progetto mondiale lanciato al Genfest 2012:
United World Project”(www.unitedworldproject.org).
L’obiettivo del viaggio? 
Creare ponti di pace e di reciprocità, attuando la regola d’oro.
Ti aspettiamo!
I Giovani per un Mondo Unito
Data: Arrivo a Gerusalemme il 24 aprile e partenza il 2 maggio
Eventi culturali, artistici, workshop con i complessi musicali internazionali “Gen Verde” e “Gen Rosso”.
1° maggio: momento culmine nell’ambito inter-religioso e accademico, in collegamento mondiale.

New Carnival Party a Roma


Martedì, 12 febbraio 2013, Via Spinola 18, Roma
Carnevale è nuovamente vicino, e nuovamente i Giovani per un Mondo Unito di Roma sono felici di invitare tutti alla ormai famosa festa di carnevale dei giovani.
Anche quest’anno abbiamo la possibilità di passare una serata all’insegna del divertimento, con cena, bevande e dj-set; tutti gli ingredienti per una grande festa... se aggiungiamo poi le nostre fantastiche (alcune nemmeno troppo) maschere il divertimento è assicurato.
Ma come ogni anno la serata non sarà solo per divertirsi.
Come nello spirito della fraternità universale che tutti i giovani per un mondo unito condividono, vogliamo lasciare un segno di cambiamento nel mondo. Dopo aver usato il ricavato della festa di 2 anni fa per costruire un pozzo in Vientnam e l’anno scorso per finanziare il GENFEST, quest’anno vogliamo guardare alla situazione che affligge la Siria.... ma nuovi particolari arriveranno presto.
Quindi: siete tutti invitati a Via Spinola 18, il 12 febbraio dalle 20:00 in poi. L’ingresso costerà 7 euro per chi verrà in maschera e 10 per gli svogliati senza maschera.
Ci vediamo a carnevale carichi
I GMU di Roma :-)

domenica 3 febbraio 2013

Youth Voices Post - 2015



In 2000, world leaders promised to halve extreme poverty by 2015 with a global plan called the Millennium Development Goals (MDGs). Thanks to millions of people taking action and a massive global effort, we have already made real progress. The number of people living in poverty has fallen to less than half of its 1990 level. Over two billion people gained access to better drinking water. The share of slum dwellers living in cities fell, improving the lives of at least 100 million people! 
Yet, 1.4 billion people still live in extreme poverty. Every 4 seconds a child dies from preventable causes and over 900 million, particularly women and young people, suffer from chronic hunger. Meanwhile our population is set to rise to 9.5 billion by 2050 and the food system is at breaking point.

Forti senza violenza - edizione 2013


“E TI HO DETTO SI’”


Nuovo recital su Daniela Zanetta
Sabato 9 febbraio dalle 21.00 alle 22.30
Teatro dell'oratorio di Masnago, in via Bolchini 4 a Varese
I Giovani per un Mondo Unito del novarese presenteranno il nuovo recital “E TI HO DETTO SI’”, recital sulla vita di Daniela Zanetta, giovane di Borgomanero (NO) di cui è in corso il processo di beatificazione - ingresso libero.
Un’occasione a cui siamo invitati tutti e possiamo invitare tutti, bella dal punto di vista artistico, oltre ovviamente al contenuto.
Ingresso libero
EVENTO inserito nel programma “Un mese per la vita” promosso dal Movimento per la vita di Varese, con il patrocinio del Comune e con la partecipazione attiva di svariate associazioni presenti nel territorio.
(http://www3.varesenews.it/varese/un-mese-per-la-vita-il-calendario-delle-iniziative-253831.html)

venerdì 1 febbraio 2013

Amici che non credono


Non ho problemi a credere, ma capisco che siamo tutti diversi, riceviamo educazioni diverse e che bisogna sempre saper accettare il parere dell'altro. Per mia esperienza, però, ho capito che il vangelo, al di là della fede, è un messaggio giusto; ma nella nostra società sono molto pochi che lo credono ed è difficile da spiegare. Infatti non mi sono mai cimentata in una discussione su questo perché non saprei come argomentare la cosa: come posso spiegare il mio punto di vista a qualcuno scettico o ateo senza poter fornire prove certe sull'esistenza di un dio?
G.P.
Quando qualcuno percorre un sentiero a lui familiare e incontra un viandante che invece non ha fiducia che quella sia la direzione giusta, non sempre è sufficiente assicurargli che per esperienza si è sicuri che vale la pena proseguire. Così è quando chi ha fede vuole spiegarlo a chi dice di non averla. La fede è un dono, ma è anche un cammino che si apre e chiarisce davanti a noi se vi camminiamo, se accettiamo questo dono, e non è facile convincere qualcuno scettico o contrario a muovervi i primi passi.
Il primo tuo impegno, dunque, non deve essere tanto quello di parlare della tua fede, ma di conoscerla, approfondirla e di continuare a camminare. Lo potrai fare magari leggendo YouCat, il Catechismo dei giovani, o in altro modo, per arrivare sempre più ad una fede matura, e soprattutto vivendola nel quotidiano con un’apertura crescente all'amore verso Dio e verso tutti.
La tua vita così diventerà testimonianza e gli amici che non credono ti vedranno felice, realizzata, libera e ne saranno attirati. Questo li potrà convincere più di tante prove sull’esistenza di Dio e potrà capitare che ti chiedano di capire meglio. Potrai, allora, donare la tua esperienza con delicatezza e rispettando quella diversa di chi ti ascolta, donando ciò che ti sembra di aver conosciuto e capito. Invita soprattutto le amiche o gli amici che non credono a fare esperienze di vita vera, di amare... perché a chi ama viene data la luce. 
francesco@loppiano.it
Città Nuova 2012/23-24

mercoledì 30 gennaio 2013

Cautious Welcome for ‘RobinHood’ Tax


By A. D. McKenzie
PARIS, Jan 23 2013 (IPS) - Non-governmental organisations across Europe welcomed the move by 11 European Union countries Tuesday to move forward with the introduction of a financial transaction tax (FTT), but they urged national governments to ensure that a part of the revenues would be allocated to development.
Calling the tax a ‘golden anniversary’ present, because it came on the 50th anniversary of French-German friendship, a coalition of more than 70 NGOs appealed to French President Francois Hollande and German Chancellor Angela Merkel to spread a “public message of solidarity outside their borders” to guarantee that the FTT would be used particularly in the fight against poverty and HIV-AIDS, and to combat climate change.
“We are happy to see that the process is moving ahead but we’re very worried that the issue of allocating part of the money to development is not going to be taken up,” said Friederike Röder, a spokesperson for anti-poverty group ONE, which was co-founded by rock musician Bono.
“What can happen is that the countries will be so pleased to see additional revenues coming in that they might use the funds for their general national budgets and not be willing to earmark any for development,” she told IPS.

"...quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà....


Maria Voce e Giancarlo Faletti in mezzo ai giovanissimi d'Australia e Oceania. Come ascoltare la voce di Gesù nella propria vita? La semplicità della sua pedagogia.
Se c’è una caratteristica indiscutibile dei giovani australiani, questa è la spontaneità. Quella stessa che porta i rappresentanti delle nuove generazioni presenti al meeting dei Focolari di Melbourne, in occasione della visita di Maria Voce e Giancarlo Faletti, ad accogliere i due ospiti in un cerchio danzante ai ritmi della loro musica. Due sedie poste sulla moquette, al centro di un’immaginaria circonferenza, e basta, voglia di muoversi e, soprattutto di comunicare. In T-shirt o in canottiera (nonostante il freddo “estivo”), neri o coloratissimi, con i tagli più originali, piercing, tatuaggi e piedi nudi.
E poi il racconto delle loro vicende, belle e meno belle, la ricerca della felicità e di una vita vivibile, tra amicizie che deludono e altre che riempiono il cuore. E allo stesso modo si rivolgono agli ospiti con le loro domande sincere e impegnative: sul significato del dolore, sulla necessità di non perdere il contatto con coloro che cercano di vivere nello stesso spirito, sulla diversità di vedute con gli adulti.
Una domanda sembra trasparire al di sotto di tutte le domande: come riuscire ad ascoltare la voce di Gesù? Spiega Maria Voce: «Non so quello che Gesù vi dice, ma vi posso assicurare che ascoltare la sua voce è la cosa più intelligente che potete fare». Applausi. «Gesù – continua – vuole grandi cose per noi. Nella creazione, Dio ha detto una Parola e ha creato te. Potrebbe farlo anche ora, ma ha voluto scendere con suo Figlio sulla Terra perché tutti collaborino con Lui. Ed è così che Gesù parla con ognuno. Ma la sua voce è sottile e tanti rumori la coprono, ci distruggono e ci lasciano inerti».
Ed ecco la via giusta: «Se noi amiamo, ecco che l’amore diventa l’altoparlante di questa voce. Quanto più amiamo, tanto più chiaramente sentiamo la sua voce. Magari sembrerà una voce che chiede cose troppo grandi, ma dobbiamo avere il coraggio, e lui stesso ci aiuterà a compiere quanto ci chiede. E alla fine la nostra vita sarà meravigliosa».
Ad un ragazzo che le chiede ancora cosa pensi quando incontra dei giovani in giro per il mondo, risponde che si sente realmente confortata, perché «dovunque ci sono giovani che vivono lo stesso ideale di Chiara Lubich, anche se non hanno ancora manifestato appieno le loro potenzialità, hanno comunque quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà».
E conclude: «Perciò, felice Australia, felice Nuova Zelanda, felici isole del Pacifico! E come far scoppiare queste potenzialità? By loving, amando farete cose grandi. E noi vi verremo dietro!».
di Michele Zanzucchi, inviato

lunedì 28 gennaio 2013

Una prova che i giovani sanno cosa conta veramente nella vita



Giovani uniti nella solidarietà fraterna

Fonte: www.rio2013.com

Migliaia di giovani si sono riuniti in un pomeriggio di preghiera e Messa in suffragio delle anime dei più di 230 vittime del fuoco nella città di Santa Maria, nello stato di Rio Grande do Sul, che si è verificato nelle prime ore di domenica, 27 gennaio.
Nella città ospitante della Giornata Mondiale della Gioventù, quello che una volta sarebbe stato un momento di festa, il
"Folia com Cristo", si trasformò in una manifestazione concreta di solidarietà fraterna con quelli che soffrono il dolore della perdita dei loro cari.
"Penso che oggi, in cui il Brasile e il mondo piangono per la tragedia e il dolore di così tante persone, siamo chiamati qui per mostrare che i giovani sanno essere solidali, perché ascoltano la parola di Dio, seguono Gesù Cristo che porta la vita a tutti ", ha detto l'arcivescovo di Rio e Presidente del Comitato Organizzatore Locale della JMJ Rio2013,
Dom Orani João Tempesta,durante la celebrazione che si è svolta nella Cattedrale di San Sebastiano.

Una azione lodevole


Diffondiamo questa bella iniziativa:
https://www.facebook.com/events/202191193252565/?ref=ts&fref=ts






Facciamo la nostra parte: 
chi può dona il sangue, chi si trova lontano o non nelle condizioni di donarlo, può offrire una preghiera e/o qualcosa anche di concreto...

Diario dalla Siria / 4


A cura di Maddalena Maltese
Fonte: Città Nuova
Si sfidano i cecchini per andare a trovare gli amici e dare alla vita un'impronta di normalità mentre gli attentati e i passaggi degli aerei generano nuova morte e distruzione
«Scendendo oggi nella città vecchia per pulire la casa, ben equipaggiate di maglioni per ripararci dal freddo, ci accordiamo prima di cominciare il lavoro, per dargli insieme un senso: «Offriamo tutto per la pace, per l’unità». Nel pomeriggio suona il campanello, scendiamo ad aprire: sono due giovani venute a portarci un po’ di dolci (quei buoni dolci arabi che ben conosciamo!) ed aiutarci per un’oretta, prima di rincasare dal lavoro in uno dei quartieri vicino alla strada dell’aeroporto più presi di mira dagli attacchi. Ci raccontano: «Ci siamo svegliate con l’animo terribilmente triste e abbiamo visto da un sms che anche per Suhair era la stessa cosa. Poi siamo venute da voi e appena arrivate davanti alla porta ogni senso di tristezza è passato, ci siamo sentite rinate!».
Da stamattina dalla periferia della capitale i colpi di cannone e di mortaio e il passaggio degli aerei si fanno di nuovo ricorrenti ma non continui. La città vive nella continua paura di attentati ma la gente non vuole arrendersi, esce per il lavoro e per gli studi, per andare a pregare.  Anche oggi c’è stato un attentato, non molto distante, nel quartiere di Maha. «Perché queste assurdità?” La risposta non è scontata, ogni volta bisogna pescarla dentro, in fondo al cuore, alla mente, dove risuona ben chiaro quel grido indicibile di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». E a volte, si riesce solo a ripetere: «Nelle Tue mani, Padre, riaffido il mio spirito».
Gio

Cosa mi aspetto da Gioventù Nuova?


“Da Gioventù Nuova mi aspetto che il mondo si convinca che è chiamato all’unità.”
“From the Youth for a United World Movement I expect the world to be convinced that it is called to unity.”
Chiara Lubich

domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio: Giorno della Memoria


Fonte: Wikipedia
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
In questo giorno si celebra la liberazione, da parte delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945.
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi sonderkommando, che in italiano significa unità speciale.
Tuttavia, l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove circa 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con sé, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dai nazisti nel lager.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato dagli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.
(...)
Nonostante questi stermini ci furono molte persone, ben 24.356, che aiutarono gli ebrei a sfuggire dalla morte che in seguito furono ufficialmente insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto. Tra le nazioni con il maggior numero di insigniti ci sono:
  • Polonia (6.339 insigniti)
  • Paesi Bassi (5.204 insigniti)
  • Francia (3.513 insigniti)
  • Ucraina (2.402 insigniti)
  • Belgio (1.612 insigniti)
  • Lituania (831 insigniti)
  • Ungheria (791 insigniti)
  • Bielorussia (569 insigniti)
  • Slovacchia (525 insigniti)
  • Italia (524 insigniti)
  • Germania (510 insigniti)

sabato 26 gennaio 2013

The Economy of Communion in Freedom Project United Nations Video

A short 5 minute video about the origins of The Economy of Communion in Freedom Project and its impact on working together with those in poverty to achieve a sustainable future. The film was developed for a presentation to the United Nations in February 2013 on the eradication of poverty.

venerdì 25 gennaio 2013

Diario dalla Siria / 3


Fonte: Città Nuova
Maddalena Maltese
I missili caduti sulla facoltà di architettura di Aleppo hanno provocato una strage. Il raccconto dei testimoni. Morti vari studenti e anche alcune suore che si trovavano nei paraggi. Continuano le testimonianze dei siriani per rompere il muro di indifferenza sulla loro sorte
«Rientriamo dalla messa ed ecco la notizia terribile della strage all’università di architettura ad Aleppo, a causa di due missili caduti su di essa e nei posti adiacenti, dove si trovano fra il resto tanti rifugiati. Cerchiamo subito di contattare Hilda, una nostra amica che insegna lì, e due giovani che studiano lì. Le loro voci sono ancora emozionate ma chiare. Parlano di scene indicibili. Mays si è buttata dietro un’auto, ha visto volare per aria corpi, ha udito le urla delle madri in cerca dei loro figli. Hilda mi racconta: «Oggi era il primo giorno di esami, il campanello aveva già suonato e stavamo ritirando i testi. Un allievo ci supplica di dargli ancora qualche minuto, era arrivato terribilmente in ritardo a causa delle strade interrotte. I colleghi non vogliono, alla fine però riesco a convincerli”. Passano almeno cinque minuti, l’allievo consegna il suo esame, scendiamo nel cortile per dirigerci all’uscita. Vedo sulla mia testa passare prima un razzo, poi l’altro! Sarei stata esattamente nel luogo dove sono caduti. Ritrovo l’auto col tetto sfondato, i vetri frantumati. Ma siamo salvi, per un atto di amore verso uno studente».
C’è invece chi la morte l’ha incontrata in quello stesso frangente dopo una vita spesa per amore di Dio e dei fratelli. Suor Rima, una delle due suore dorotee rimaste in città e che conosciamo bene. Si erano da poco lasciate con l’altra suora con l'impegno di rivedersi a pranzo. Al mattino avevano fatto meditazione insieme e offerto la loro giornata e sofferenze a Dio per la pace. Di suor Rima dal momento della deflagrazione non si sa più nulla. Si sta ancora cercando il suo corpo negli ospedali. Una rata preziosa per la pace.
Questi fatti sono frequenti in varie parti del Paese, da mesi. Lasciano nell’animo lo sgomento. Continuiamo a ripeterci di restare nell'attimo presente. Non c’è altro».
Gio

giovedì 24 gennaio 2013

Una iniziativa davvero originale



Di Marco Catapano
Fonte: Città Nuova

In corso di svolgimento la Coppa d’Africa. Nel frattempo, una particolare squadra gioca per facilitare una cultura del rispetto e dell’integrazione

(...) Negli ultimi tempi diverse organizzazioni hanno avviato campagne di sensibilizzazione nel tentativo di vincere insensati preconcetti, di spiegare alle popolazioni locali che un albino non è un “diverso”, ma semplicemente una persona con una vita “un poco più difficile rispetto ad altri” anche a causa delle possibili complicazioni di salute date dai rischi che la pelle può subire se viene esposta ai raggi solari. Ma vincere pregiudizi e discriminazioni che durano da tanto tempo non è un’impresa facile ... Per fortuna, nonostante tutto, ci sono persone che ci provano, che riescono ad andare “oltre”. Oscar Haule, ad esempio, è un commerciante di automobili, cristiano dalla pelle nera, che tempo fa ha pensato ad una iniziativa davvero originale.
Haule sa benissimo che in Tanzania amano il calcio. Così ha dato vita ad una squadra di calcio formata da soli albini nella speranza che l’amore per questo sport si tramuti in amore verso chi è nato con una pelle diversa. O almeno, che queste persone, spesso relegate ai margini della vita sociale, vengano guardate con minor sospetto e diffidenza. Tutti albini, dicevamo, tranne il portiere. Perché a causa dei problemi di vista (gli albini non riescono a vedere nitidamente il pallone in arrivo), tra i pali gioca sempre un atleta di colore. Ecco allora che da qualche anno venticinque giovani albini di Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, principale polo economico e primo porto del paese, giocano insieme in una squadra di calcio, l’Albino United Team.
Si allenano su un campetto di terra situato nei pressi dell’ospedale oncologico della città. Pieno di

mercoledì 23 gennaio 2013

Diario dalla Siria/1


Fonte: Città Nuova
Alcuni amici del Movimento dei Focolari sono rientrati dopo due mesi nel Paese dilaniato dalla guerra e dalla fame. Ci raccontano la quotidianità di questo popolo che da due anni vive sotto le bombe, nell’indifferenza, o quasi, della comunità internazionale. Città Nuova pubblicherà ogni giorno la loro testimonianza per sollecitare iniziative di pace
La presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, ha lanciato una campagna internazionale per fermare il conflitto siriano e chiedere che le trattative di pace riprendano per il bene di milioni di cittadini inermi e indifesi. Il Time Out, il minuto di silenzio e di preghiera che alle 12 in tutto il mondo sarà indirizzato alla Siria, per il nostro giornale diventa la pubblicazione di un diario che alcuni amici della comunità dei focolari ci scrivono direttamente da Damasco e da Aleppo.
«Ieri dopo due mesi di assenza. Non avendo un posto per noi, non abbiamo più una casa, ci siamo rifugiati in un caffè della città vecchia di Damasco, Bab Touma. Abbiamo incontrato alcuni amici della comunità dei Focolari. Ci siamo raccontati i disagi, ma abbiamo pianificato anche un viaggio ad Hama, nel Centro-nord, via quasi obbligata per arrivare ad Aleppo, nostra destinazione finale. Ci hanno assicurato che la strada fin lì è buona. Ci chiediamo se Dio benedirà questo viaggio, se non sia un azzardato avventurarsi. La Siria non è più quella di prima dove si poteva viaggiare anche alle quattro del mattino con tutta sicurezza. Ogni giorno arrivano notizie di rapine e massacri. Arriviamo alla stazione dei bus alle 10 e fortunatamente il pullman sta partendo. Lo prendiamo giusto. Ce l’abbiamo fatta.

Playing For Change - United


martedì 22 gennaio 2013

You and Me - together for a new economy


Croazia - Križevci, 2-3/02/2013
Di Maja Calfova (www.edc-online.org/it )
“You and Me - together for a new economy” è il titolo della “Winter School” che sta per svolgersi in Croazia, a Križevci presso la Mariapoli Faro, il primo week end di febbraio. Dopo le tante Summer School realizzate nel 2012 in varie parti del mondo, dal Brasile, al Kenia, dal Cile al Portogallo, dall’Italia alla Spagna, ora è il momento di una scuola Edc dedicata ai giovani dei paesi dell’Est e del Sud Europa; e se si tratterà soltanto dello spazio di un weekend, la scuola si preannuncia essere non meno intensa di quelle che l’hanno preceduta.
Sono attesi giovani da Bulgaria, Serbia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Cechia… Qualcuno ha manifestato l’intenzione di partecipare da Kiev, e noi ci auguriamo che sia possibile, come speriamo che possano partecipare giovani anche dagli altri paesi dell’ Est. Sei un giovane polacco, ucraino, rumeno che si interessa di EdC? Sei invitato! Vieni, così potremo dire insieme: "You and Me - together for a new economy".

lunedì 21 gennaio 2013

Syria: Time Out for Peace


New from Syria:
"Dear Youth for a United World and Friends,
The situation in Syria had is aggravating especially because of the increasing number of victims and the majority are youth. Few days ago, lots of students have died in the faculty of engineering at Aleppo University. It would be wonderful if we can  pray together for them. A prayer from students to students, and let's pray for peace in the World through our Time-Out at noon.
The funereal mass was held yesterday at 19:30 in the university chapel (Sapienza). In the midst of great sorrow, we feel a stronger unity."

Flying with Solar Energy


By Sara Fornaro
The first goal has been reached. Solar Impulse, the first plane entirely fueled by solar energy, flew day and night without gas during an intercontinental trip from Switzerland to Morocco last summer.
The next goal will be a tour around the world in less than one month. It is an ambitious plan for this solar-powered plane built by the Federal Institute of Technology of Lausanne, Switzerland.
A lightweight, four-motor plane that costs about $100 million, Solar Impulse, driven by a pilot, has batteries powered by electricity stored during the day by 12,000 photovoltaic cells positioned on its wings and tail.
The solar plane is an improvement on various prototypes that, after the project started in 2003, hovered in the air initially for just a few meters in 2009, then for a whole day in 2010 and eventually for 24 hours during the recent intercontinental flight.
Of course there are challenges that remain. The batteries need to be improved and lightened, while speeds need to increase — it presently flies on average at 43 mph, its maximum speed does not exceed 60 mph and it can fly only in perfect weather conditions.
Technicians, however, are working on it, and success is only a wingspan away.

domenica 20 gennaio 2013

JMJ2013: Voluntários filipinos promovem corrida para custear a viagem


No dia 7 de abril, os filipinos da cidade de Davao vão se reunir na corrida “Run for Rio”, ou “Correndo para o Rio” em português. O objetivo é arrecadar o valor para pagar a viagem dos cinco voluntários internacionais selecionados da cidade. Eles precisam de 150 mil PhP, o que equivale a cerca de R$ 7.500,00 (sete mil e quinhentos reais).
“A corrida vai acontecer primeiramente na cidade de Davao. O evento está sendo organizado pelos voluntários internacionais oficiais das Filipinas, mas as pessoas podem nos dizer se estão interessadas em estender sua ajuda, especialmente na organização da corrida”, explica Perry Paul Galario Lamanilao, um dos organizadores.
De acordo com Lamanilao, as expectativas pela JMJ são muitas e os desafios também. “Há muitas expectativas espiritual, física, mental e emocionalmente. No entanto, um dos maiores desafios agora é levantar fundos para enviar todos os voluntários da cidade de Davao ao Brasil”.
Lamanilao explica que o custo alto da viagem não desanima os filipinos que estão empenhados na arrecadação do valor. E ele ainda deixa uma mensagem aos voluntários que enfrentam a mesma dificuldade. “Lembrem-se que a cada dia nós devemos servir ao Senhor com alegria. Servir ao Senhor significa servir aos outros que estão especialmente em necessidade. Todos temos a necessidade de alguma coisa - amor, tempo, cuidados e compaixão. E assim, viremos de diferentes regiões do mundo, reunindo nossas orações para louvar a Deus e amá-lo ainda mais. A JMJ, para mim, não é apenas um evento, é um dia de mudança de vida para todos nós fiéis leigos. Uma grande voz. Uma fé forte. Uma Santa Católica e Apostólica Igreja. Que a Santíssima Virgem Maria, mãe de Deus nos prepare e rogue por nós, com todos os coros de anjos e santos no céu para a JMJ 2013. Nosso amor e orações a todos”.
Lamanilao conta ainda que pessoas de qualquer idade podem participar da corrida. Não há separação por idade ou peso. “As inscrições foram divididas em categorias, há corridas de 3, 5, 12 e 21 km. A taxa de inscrição é para nos ajudar com as despesas e, claro, recolher fundos para nosso grupo de voluntários. Ela depende da escolha dos quilômetros a serem corridos”, finaliza.
Os interessados em ajudar os jovens podem entrar em contato com eles pelo email runforrio.davao@gmail.com.

Seme di pace


(...)
Dialogando con la comunità del Movimento dei Focolari presente ad Aleppo è nato il progetto di sostenere una piccola scuola di ragazzi sordomuti (bimbi e bimbe, cristiani e musulmani). Questi bambini, sordi e muti alla guerra, alle divisioni e alle radicalizzazioni religiose, sono sembrati subito come la parabola della Siria futura, se davvero vuole uscire da questa tragedia.
Questa scuola di ascolto e di dialogo, composta attualmente di due classi, ha funzionato anche nel 2011/12 con lo stesso numero di classi dell’anno precedente e ha offerto servizi a 23 bambini, in maggioranza musulmani. Il personale è composto da una direttrice, sei insegnati, due logopediste e tre aiutanti delle insegnati, una bidella e due autisti.. Uno di questi è stato colpito con la moglie e con la figlia da un mortaio, mentre camminavano per strada. La moglie e la figlia sono morte sul colpo, mentre l’autista è rimasto gravemente ferito.
Dunque una scuola martire nel tempo della guerra, che appare, nelle sue ferite, come un segno per il tempo nuovo che deve venire. I bambini sordomuti rappresentano il loro essere sordi ai rumori della guerra, che altri hanno cominciato e condotto fino ad oggi, convinti che il rumore delle armi cambi la storia. Questi bimbi, musulmani e cristiani, nella loro impotenza raccontano il proprio no alla guerra, che distrugge ogni futuro, in particolare quello degli innocenti.

venerdì 18 gennaio 2013

"Adopt a tree"


As a follow-up to the Genfest 2012 in Budapest, the Youth for a United World in Albania launch the United World Project with a concrete proposal to revive their forests destroyed by fires.

Many hectares of forest were devoured by fires in different countries during the European summer last year as was the case in Albania. The Youth for a United World of this country decided to launch to their peers the idea of purchasing trees that they wanted to plant together in the burned areas. Hence the project name: “Adopt a tree”.
They wrote from Albania saying: “Feverish preparations were being made for this meeting since many weeks with many unexpected occurrences, such as the concurrence with the national holiday of the 100th anniversary of the country’s Independence. Many universities were closed for a few days and therefore many young people had returned to their home towns”.
Notwithstanding this situation, the 80-seat hall was packed with 140 young people who arrived in Tirana on the 28th and 29th November to spend two days as a follow-up to the experience lived at the Genfest in Budapest.
They shared: “The strongest and most beautiful experience we made was during the preparation of this meeting along together with a group of young people who had participated with us at the Genfest. They were at the forefront. Some took care of the meals, others the choreography, singing, testimonies, translation and dubbing of videos, presentations, etc…
“We felt very united among us. It gave us the strength to invite our friends by helping them find ways to remain in the city, even if some of the boarding schools were closed”.
The meeting was entitled “Do unto others as you want others to do unto you”, the golden rule present in almost all religions. During the two-day program, besides listening to the main themes of the Genfest, the United World Project was explained. It is an initiative pursued by the Youth for a United World throughout the world.
They concluded saying: “The young people who took part in this meeting were happy with this experience of unity and reciprocal love. Many thanked us because they have seen that a more united world can be achieved. It is possible to change the world around us by changing ourselves in the first place and that we are not alone in doing so.”
The Youth for a United World in Albania

giovedì 17 gennaio 2013

«Uno di noi», la firma che può cambiare tutto


Il logo della campagna
Non è solo una firma. È molto di più l’impegno a sottoscrivere «Uno di noi», la campagna promossa dai Movimenti per la vita nei ventisette Paesi della Ue per arrivare al riconoscimento giuridico dell’embrione. Serve un milione di firme per far intervenire il legislatore europeo. Ma l’obiettivo è ben più ambizioso. Per questo adesso è il momento della mobilitazione con la possibilità di aderire anche online (sul sito www.oneofus.eu) al progetto. «Occorre un maggiore sforzo da parte di tutti, innanzitutto sul piano culturale, prima ancora che politico, affinché la cultura della vita, che sono certo sia maggioritaria tra la gente del nostro Paese, così come tra i popoli dell’intera Unione europea, abbia giusta considerazione, trovi spazio e sostegno», spiega Franco Miano, presidente nazionale di Azione cattolica, che insieme con numerose sigle del mondo delle associazioni e dei movimenti presenti in Italia ha firmato un appello a favore dell’iniziativa. Per Miano «serve un’opera educativa dell’uomo per l’uomo, della vita per la vita. Solo così si potrà agire contro chi, spesso per puro interesse politico o economico, per meschine convenienze di parte, sostiene il più delle volte politiche di fatto abortiste o comunque contrarie a ogni forma di rispetto della vita umana». Leggi tutto

martedì 15 gennaio 2013

Albania: Progetto “Adotta un Albero”


Oltre a tutte le nostre aspettative, 140 giovani rappresentanti di tutta l’Albania si sono trovati per continuare il Genfest nella loro terra.
“Da varie settimane fervevano i preparativi per questa giornata con tutti gli imprevisti che potevano succedere. Il primo fra tutti era la festa nazionale del centinario dell’Indipendenza e solo a poco prima abbiamo saputo che tante università sarebbero chiuse e perciò tanti giovani tornavano a casa per quei giorni.
Nonostante ciò abbiamo deciso di non cambiare data e di affidare a Dio tutto. Avevamo preparato la sala per circa 80 persone e invece erano molte di più.
La realtà più forte e bella che abbiamo vissuto è stata la preparazione fatta a corpo con un gruppo di giovani che avevano partecipato al Genfest e che si sono sentiti protagonisti in prima persona.
C’era chi si impegnava nella parte organizzativa (merenda, pranzo, coreografie, canti) e chi invece lavorava alle testimonianze, alla traduzione dei video e doppiaggio e alla presentazione.
Ciò ha portato a creare un piccolo gruppo che ha testimoniato l’unità e ha fatto sperimentare a ciascuno che insieme tutto è possibile e ha spronato molti a invitare i propri amici e a trovare le soluzioni per rimanere in città anche se alcuni convitti avevano chiuso. 

La giornata aveva come titolo “Fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te!” ed era suddivisa in 2 parti: la mattinata con esperienze e il tema di Emmaus al Genfest e nel pomeriggio la parte più concreta di spiegazione dell’United World Project e di una proposta concreta da noi chiamata “Adotta un Albero”. (Durante l’estate anche in Albania si sono bruciati vari ettari di boschi ed è quindi nata l’idea di acquistare degli alberi che poi possano essere piantati nelle zone bruciate).

La realtà dell’amore reciproco è stata la base di tutta la preparazione e di tutta la giornata ed è ciò che ognuno di noi ha sperimentato. 
I giovani presenti erano tutti felici di questa esperienza e tanti ci hanno ringraziato di aver donato loro questa possibilità di vedere che il Mondo Unito è realizzabile e che è possibile cambiare la realtà che abbiamo attorno, cominciando per primi, ma che non si è soli nel farlo.
Ci siamo lasciati dandoci appuntamento in Mariapoli dove vorremmo continuare a sperimentare questa realtà di unità e di reciprocità vissuta oggi e con in cuore un grazie a Dio che ha collaborato a piene mani alla realizzazione di questa giornata.”
I GMU dell’Albania

lunedì 14 gennaio 2013

Olanda, una catena di sms


Dalla GMG a Madrid, passando per il Genfest e per la Giornata dei giovani cattolici olandesi: piccole storie di Vangelo che contagia.
Una catena di sms contenenti una frase della Scrittura con cui poter concludere la giornata insieme: l’idea è nata da un gruppetto di volontari della Giornata Mondiale della Gioventù, tra cui Nard, – un giovane olandese dei Focolari – con il desiderio di trovare un momento comune della giornata in cui andare in profondità con Dio. I numerosi impegni e il lavoro per la GMG sembravano ostacolare in ogni modo questo proposito. Grazie al desiderio di restare uniti e ai mezzi di comunicazione utilizzati bene, quel gruppetto di volontari ha cominciato a scambiarsi una catena di sms con cui condividere qualcosa di prezioso della giornata vissuta. Questa catena non è terminata a Madrid, ma continua tutt’ora e il numero di giovani che vi aderisce continua ad aumentare.
È una delle storie raccontate con freschezza ed entusiasmo al Katholieke Jongeren Dag (Den Bosch, 4 novembre 2012), l’appuntamento annuale dei giovani olandesi, dove anche il Movimento dei Focolari è attivamente presente da anni nell’organizzazione e nello svolgimento della giornata.
Molti giovani olandesi ricordano ancora l’intervento nel 2010 dei genitori di Chiara Luce Badano e di Maria Voce l’anno scorso. Quest’anno i gen erano presenti nel comitato organizzativo, nei vari servizi di volontariato durante la Giornata stessa e con uno stand sullo United World Project, lanciato al Genfest, e sulla vita di Chiara Luce.

sabato 12 gennaio 2013

Riflessione: Una strada per tutti


Tratto da una riflessione1 della sociologa Vera Araújo:
"(...) prima di inoltrarmi nei sentieri poco tracciati di un bosco piuttosto impervio, vorrei rifarmi ad un testo di Chiara Lubich che sempre mi ha colpito:
«… per farsi santi, basta fare la volontà di Dio. E’ stata una scoperta estremamente utile e meravigliosa. Ecco – dissi – una via buona per tutti, per uomini e donne, dotti e indotti, intellettuali ed operai, mamme e consacrate, laici e sacerdoti, giovani e anziani, governanti e cittadini… Ecco la via aperta alla santità per ogni essere umano. Mi sembrava di avere in mano la carta d’accesso alla perfezione, non soltanto per un’elite di persone – quelle chiamate al convento o al sacerdozio – ma per le folle» .
Davvero stupefacente, soprattutto se teniamo presente che per Chiara Lubich la santità significa l’essere umano “realizzato” nella sua piena maturità umano-divina . Questa universalità non esclude nessuna categoria di persone di qualsiasi latitudine e cultura; ma anche è posta e situata nella storia, vale a dire, nella propria vita professionale, comunitaria, civile, istituzionale. E’ in questi spazi che la volontà di Dio va incarnata come segno di vita nuova, come fermento che solleva la pasta.
1 IN TERRA COME IN CIELO, Vera Araújo, Novembre 2010 ai Delegati volontari/e e segreterie Umanità Nuova

giovedì 10 gennaio 2013

Young People Desire Heroism


Igino Giordani in «Fides», August 1955, pp.242-245
“It is a dangerous risk to abandon ourselves to God.” And young people want to embark on this dangerous adventure, to jump into the fray by loving God in the midst of the world.
Young people always run to a challenge. If they are not enfeebled by moral entanglements, they are always enamoured by the supreme beauty of God. Then they are prepared to face the most daring battle, the battle of faith.
They love the non-gratifying challenges of purity, of self-denial and dedication. But if they hesitate in front of Christ, perhaps it is because they are only familiar with a deformed image of Him, having been presented with a weak, worldly, mediocre version of religion, one coated by compromise and minimized by so many adaptations, like a secondary, marginal or even semi-clandestine activity, or something senile and boring, labouring as it strives to keep up with the pace of the generations.
Yet if young people are able to discover the true face of Christ, if they are able to grasp the real essence of the Church, then they will be fascinated precisely by the risk which (living) the Gospel entails. During the Church’s adolescence, the Early Church Fathers had said: “It is a dangerous risk to abandon ourselves to God.” And young people want to embark on this dangerous adventure, to jump into the fray by loving God in the midst of the world.
They do not know what to do with a Christianity that has been scaled down to the size of today’s world as if it were some sort of seasonal fashion. They want a Christianity that can be called “great.” They want it immense.

martedì 8 gennaio 2013

Cineforum : un’esperienza pratica

Da: http://cinado.blogspot.it/
Mario Ponta

Strumento pedagogico eccellente, il cineforum può essere un'occasione di crescita per i gruppi più vari. Nel documento allegato si racconta di un'espereinza fatta con una settantina di adolescenti. Partendo quindi dal vissuto, si sottolineano passo a passo le tappe della preparazione. Si capirà allora meglio che, prendendo il tempo necessario, il cineforum è un'attività alla portata di tutti.

lunedì 7 gennaio 2013

Week of Prayer for Christian Unity 2013

From www.oikoumene.org

At least once a year, many Christians become aware of the great diversity of ways of adoring God. Hearts are touched, and people realize that their neighbours’ ways are not so strange. 
The event that touches off this special experience is something called the Week of Prayer for Christian Unity. Traditionally celebrated between 18-25 January (in the northern hemisphere) or at Pentecost (in the southern hemisphere), the Week of Prayer enters into congregations and parishes all over the world. Pulpits are exchanged, and special ecumenical worship services are arranged.
Ecumenical partners in a particular region are asked to prepare a basic text on a biblical theme. Then an international group with WCC-sponsored (Protestant and Orthodox) and Roman Catholic participants edits this text and ensures that it is linked with the search for the unity of the church. 
The text is jointly published by the Pontifical Council for Promoting Christian Unity and WCC, through the WCC's Commission on Faith and Order, which also accompanies the entire production process of the text. The final material is sent to member churches and Roman Catholic dioceses, and they are invited to translate the text and contextualize it for their own use.
See Text

domenica 6 gennaio 2013

“SAN NICOLA DIVERSAMENTE”


I Giovani per un Mondo Unito della Polonia ci raccontano il loro “frammento di fraternità” costruito con i senzatetto che abitano vicino alla stazione di Varsavia
"Già l’anno scorso ci siamo impegnati all’azione “San Nicola diversamente” con la pastorale giovanile Studnia. Il nostro ruolo lo scorso anno è stato limitato a distribuire nel giorno di 6 dicembre i pacchetti già finiti. È stata un’esperienza forte e profonda.
Quest’anno abbiamo voluto ancor di più ripetere quest’esperienza, questa volta impegnandoci noi in prima fila ad organizzare tutto. Ci siamo messi a lavorare... per prima condividendo la nostra idea con tutta la comunità locale di Varsavia. Nell’e-mail mandato a tutti abbiamo proposto vari modi di partecipazione nel nostro progetto. Ad esempio: attraverso un sostegno spirituale - preghiere in questa intenzione, preparando insieme i biscotti, i panini, facendoci arrivare pacchetti già pronti da distribuire il 6 dicembre.
Sin dall’inizio abbiamo sentito la forza della preghiera, ed anche il sostegno finanziario - abbiamo raccolto circa 600 PLN (150 euro). Si avvicinava il giorno della distribuzione dei pachi ma per vari motivi il numero dei giovani diminuiva sempre di più... ma non perdevamo la pace dentro di noi. Una di noi ha raccontato del nostro progetto ad una collega di lavoro dicendo cosa avremmo messo nei pacchetti e che abbiamo ancora i soldi e ci chiedevamo che altro possiamo mettere nel pacchetto... All’improvviso ha tirato fuori 50 PLN con tanta gioia di poter partecipare in questo progetto ha chiesto di informarla sempre sulle azioni simili. Poi ha suggerito: forse potreste mettere anche i guanti? Ottima idea!

sabato 5 gennaio 2013

The challenges of coexistence

A science major travels to the Middle East to understand the struggle for peace there
 
By Donata Ling    -    www.livingcitymagazine.com
“Aren’t you afraid, Donata?” I was asked this question several times before I left for the Middle East. But being the person I am, I had to see it for myself. This past summer, I was given the unique opportunity to participate in a course titled “Coexistence in the Middle East” through the Canadian Friends of the Hebrew University of Jerusalem.
Along with almost 50 students from every continent, I had a glimpse of the challenges and complexities of coexistence in Israel, a land shared and claimed by both Israelis and Palestinians, where Jews, Christians and Muslims have their common roots.
I had no idea what I was getting myself into. First of all, I was a science major, and suddenly I was studying about the confluence of Western and Middle-Eastern civilizations. Until then, Israel’s international relations with Arab and Muslim countries and Palestinian-Israeli relations had only been titles to me. I had never travelled to the Middle East.
On the first day, we walked for what seemed to be hours in the scorching heat to study Jerusalem’s historical centre, home to all three monotheistic religions. I was shocked to see the neighbourhoods divided by religion. Nonetheless, the words of John Paul II kept ringing in my ears, “If we can find peace in the Middle East, there will be peace in the whole world.”

giovedì 3 gennaio 2013

Genfest 2012...e i ponti diventano visibili

Ci scrivano i e le GMU di Bari:
"Carissimi, prima di tutto Buon anno nuovo e buon tutto!
Il 27 dicembre scorso con un gruppetto siamo stati presso gli studi televisivi a registrare la trasmissione che è andata in onda la sera del 31 dicembre intorno alle 19.30.
Ci siamo lanciati in questa avventura!
E’ stato bellissimo! La redattrice/presentatrice è stata felicissima! Con lei abbiamo instaurato un rapporto meraviglioso tanti che ha detto che vuole continuare questa “collaborazione” con noi. Ci diceva che era “rapita” da noi e che abbiamo portato negli studi una ventata di aria nuova!
Vi indichiamo di seguito il link di youtube per poter vedere quanto andato in onda:
http://www.youtube.com/watch?v=z_Bu1Za9fhw&list=UU6tZWEYfNqoF8XjF7xA-DHg&index=4
Un abbraccio a tutti,
Tutte/i GMU di Bari e dintorni"

Cuba: we are with you!

Santiago, Cuba. “The destruction caused by hurricane Sandy has caused much damage especially in Santiago. Reconstruction has not yet begun because the Government had also been taken by surprise. Indeed because of the geographical landscape of Santiago which is encircled by mountains, hurricanes usually arrive from the sea and since they are blocked by the natural barrier formed by the mountain range, generally they move away without leaving any damage. In this case the hurricane managed to enter and remain within the area for three hours, spinning like a kitchen blending machine. The damages suffered by sixteen families, with whom we are in contact with, amounts to 42,000 Euros. The money gathered through the United World Project, though insufficient, has already been handed to them. The time needed for reconstruction is difficult to estimate as it depends on the availability of the construction materials which is very scarce due to the embargo that afflicts the island since many years. The supply of such materials is usually very limited and random availability, thus slowing down any construction work. Presently, only limited quantities of cement, wood and reinforcement steel are available. When the required materials do reach the island, it is necessary to have the necessary funds on hand in order to purchase them before the supply runs out. We are grateful for the assistance we have already received as we continue to hope in everyone’s future support.”
To know support the project:  
Associazione Azione per un Mondo Unito
Banca Popolare Etica, filiale di Roma.
Codice IBAN: IT16G0501803200000000120434
Codice SWIFT/BIC CCRTIT2184D
Causale: Progetto: La mia casa è la tua casa
Causale: Emergenza Siria

mercoledì 2 gennaio 2013

UNITED WORLD PROJECT

The world around us urgently needs a SOUL: LOVE.
«We are living in a “historic turning-point.” We feel the birth pangs of a new world struggling to be born. But its birth requires a soul: love.
… In my contacts with individuals and groups of every religion, race and culture, I have discovered that love is imprinted in the DNA of every human being. It is the most secure, fruitful and powerful force that can unite the entire human family. But it demands a total paradigm shift in our hearts, mentality and choices.
The need to reinterpret the meaning of reciprocity, a key­stone in international relations, is already commonly felt in international life.
Now is the time for each nation to set its gaze ever further beyond its own boundaries and love other nations as its own.
Reciprocity among peoples could then overcome the old and new logic of partisan tactics and profit making in order to establish relations with all. They will be based on the attitude that “the other” is “another self,” part of the same humanity. Projects for disarmament, development and cooperation can be planned within this framework.
Such reciprocity can make all peoples, even the poorest, protagonists in international life, in the sharing of poverty and wealth, in the resolving of daily problems as well as emergencies. One’s identity and every one’s potential can flourish if they are put at the disposal of other nations and peoples, ever respectful of diversity and intent on furthering a spirit of reciprocal exchange.
If governments and we as individuals do our part, then yes, we can dream of composing a single planetary community.
Is it a utopia? Jesus was the first to sow the seeds for globalization when he said, “May they all be one” (Jn 17:21). He also made us capable of a love that can bring unity to the human family while respecting the diversity of its members.
If we look around, we can see many models of this “new humanity” spread throughout the world. Has the time come for a planetary project?»
Chiara Lubich
 (Taken from “Our Planet is at a Crossroads,” published in Living City, October 2001)

Sardegna: A TUTTI I MAGNIFICI GMU

Grazie, grazie, infinitamente grazie per i bellissimi momenti vissuti insieme in occasione di questo Capodanno!!! Sarà impossibile dimenticare il principio del 2013 perché ogni istante è stato speciale, unico!!! Si è stati bene insieme a partire dalla preparazione del grande cenone e poi ancora nel corso di questa prima notte dell’anno, sino ad arrivare agli abbracci e auguri sinceri che ci siamo scambiati tra di noi quando, alle 05.00 circa, abbiamo concluso i fantastici festeggiamenti e pian pianino abbiamo lasciato la fantastica casa che ci ha ospitati!!! Tante, tantissime risate, bellissimi sorrisi, grande gentilezza e strabiliante simpatia: sono questi gli ingredienti del mix perfetto che ci ha dato lo spirito giusto per vivere l'attesa del nuovo anno in un clima di vera gioia e di strabiliante serenità!!! GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE INFINITE A CIASCUNO DI VOI!!! Senza alcun dubbio il regalo più bello dell'anno che si è appena concluso siete stati voi, voi GMU, che siete stati la “Colonna Sonora” dei momenti più belli e siete stati capaci di trasmettere al mio animo tanta vitalità, tanta gioia, anche nei momenti più difficili da vivere e da superare!!! Una cosa è certa: siete gli amici migliori che la vita potesse regalarmi!!! Il 2013 sarà un grande anno, ne sono convinto!!! La strabiliante avventura che abbiamo intrapreso in passato continua!!! Vi abbraccio augurando ancora a ciascuno di voi tutto il Bene di questo Mondo!!! Buon proseguimento di serata!!! A prestissimo, amici!!!
Tommaso Di Stefano