mercoledì 3 aprile 2013

Unity as strategy


By Billy Villacorta

How to win with the slowest player in the hockey league
When I was named one of six captains for my hockey league in my second year with them, it came as a huge surprise for me. I was inexperienced in being a captain. So I asked a good friend of mine to share the task with me, thinking he could organize the team’s defense while I took the offense. This move came as a shock to him, and when he later asked me why I chose him, I said it was because I trusted him. He told me that he had never been more motivated playing in a recreational league.
During the draft, when captains have to select players for their teams, a word came to my mind: unity. I wanted to make the chemistry and cohesiveness among my teammates the most important aspect for this team. When the team was set, we didn’t have the best players in the league or the best goalie. We even had the slowest player in the league — a 70-year-old. However, I was pretty sure our team mentality was so strong that we could make each other better.

martedì 2 aprile 2013

Jordan: Y4UW with Syrian children

From the Y4UW in Jordan:
"These past few weeks have been a strong experience of mutual love among us Youth for a United World. As you may already know, a mother of one of us was suffering from leukaemia and she passed away in the midst of our preparations for our last event, the movie for the Syrian Children. Before she left, she asked one of us to take care of the youth, and that is why we have worked together to fulfil her will. The success of the event was not only that we have built new bridges with the Syrian Children or that they were very happy but it was our strong experience of unity. Many new youth have participated, youth who have surprised us with their will to build this united world. Some of them, without even explaining the United World Project, signed right away solely for their belief in the united world.
You can watch a small video about the event which we also posted through our Facebook page by clicking on this link
The video is in Arabic but has English subtitles."

domenica 31 marzo 2013

Uscire fuori di noi stessi


“Nell’Apocalisse Gesù dice che Lui sta sulla porta e chiama. Evidentemente il testo di riferisce al fatto che Lui sta fuori e bussa per entrare... Ma penso a volte che Gesù bussi da dentro perché gli permettiamo di uscire.” Card. Bergoglio, incontri pre–Conclave 2013

“Dio non ha aspettato che andassimo da Lui, ma è Lui che si è mosso verso di noi, senza calcoli, senza misure. Dio è così: Lui fa sempre il primo passo, Lui si muove verso di noi.’ (…)
Seguire Gesù vuol dire ‘imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto.”
“Aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita (…) ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con la tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza (…).” Papa Francesco, prima Udienza Generale, 27 marzo 2013

sabato 30 marzo 2013

Anba Bishoy: “Take me with you!”


“From the very beginning of the movement, [we] did not hesitate to recognize in our neighbours, in every brother or sister, our typical way to go to God.”
The story goes that the disciples of Anba Bishoy, a Coptic-Orthodox monk who died in 417, upon learning that Christ often appeared to him, asked him to have Christ appear to them, too. Anba Bishoy agreed and told them that Christ would meet them on a certain fixed day. All the people of the savannah and desert prepared for that encounter.
Everyone was ready, all dressed up in their finest clothes, and so happy to be able to meet Christ. While they were going toward the place indicated to them, they met an old man who asked each one passing by, “Take me with you!” But each one had the holy excuse of having to go and meet Christ, and no one brought him along with them.
Then Anba Bishoy passed by and saw the old man, who also asked him: “Please, take me with you!” So Anba Bishoy carried him on his own back, as an act of love for his neighbour. Needless to say, on that day only Anba Bishoy met Christ, while everyone else missed this opportunity.
This episode aptly introduces that point of the spirituality of unity on which we wish to focus our attention this year: the presence of Jesus in our neighbours and our love for him.

giovedì 28 marzo 2013

Sardegna: TIME4SIRIA


GIRO PIZZA ALL YOU CAN EAT + 1 CONSUMAZIONE 12€!
LIVE MUSICA IRLANDESE BY GOLDEN BROWN
Cos’hai di meglio da fare??
I Giovani per un Mondo Unito di Cagliari ti invitano a trascorrere una serata alternativa...
Una adesione allo United World Project (www.unitedworldproject.org) per essere concretamente più vicini alla Siria e alle popolazioni del Medio Oriente e dell’Africa, logorate dalle continue situazioni di conflitto e costruire INSIEME un piccolo frammento di fraternità.
CIASCUNO DI NOI PUO’ FARE LA DIFFERENZA!!
In collaborazione con il Birrificio nuragico e i Golden Brown, parte del ricavato verrà devoluto al popolo siriano.

mercoledì 27 marzo 2013

Voices from Tunis: Forum Sociale Mondiale 2013


Chiara Andreola
Fonte: Città Nuova
Si apre a Tunisi il 26 marzo il Forum sociale mondiale: 30 mila persone da 127 Paesi discuteranno delle strategie per incidere su grandi temi di interesse internazionale
Cinque giorni di seminari, tavole rotonde e gruppi di lavoro per definire le strategie di azione della società civile sui grandi temi che il mondo si trova oggi ad affrontare: è questo lo spirito che anima il Forum sociale mondiale, che si apre a Tunisi il 26 marzo. La prima edizione si tenne a Porto Alegre nel 2001, riunendo i rappresentanti di organizzazioni non governative (ong), associazioni, movimenti sociali, ma anche semplici cittadini che intendono impegnarsi in prima persona; e dopo un ritorno nella città brasiliana delle origini lo scorso anno, per il 2013 la scelta è caduta su Tunisi, in quanto culla della primavera araba.
Sono circa 30 mila i partecipanti attesi da 127 Paesi, in rappresentanza di oltre 4.500 organizzazioni; tra di loro ci sarà l’udinese Daniela Del Bene, che è intervenuta al Forum europeo dei giovani sull’acqua tenutosi nel capoluogo friulano lo scorso 21 marzo. «Saranno undici i temi su cui ci confronteremo – spiega Daniela –, dall’ambiente ai media, alla pena di morte, alle politiche per la pace, alla gestione delle risorse idriche». E proprio questo è il gruppo scelto da Daniela, anche in virtù del suo lavoro di ricercatrice all’Istituto di Scienze e tecnologie ambientali dell’università di Barcellona. «Le questioni in agenda sono in particolare il water grabbing – prosegue –, ossia l’appropriazione dell’acqua da parte di società private; la tutela dell’acqua come bene comune e il come concretizzare il diritto umano ad averne accesso; la pratica del fracking, ossia l’estrazione di gas naturale che avviene pompando acqua e sostanze chimiche nel sottosuolo; e su tutto la finanziarizzazione non solo dell’acqua, ma di tutti gli elementi naturali, a cui viene dato un valore esclusivamente monetario in quanto “servizi ecosistemici”».

martedì 26 marzo 2013

VENICE - LET'S BRIDGE


Raccolta firme per il United World Project
Con la nostra firma ci impegniamo:

  • a vivere la “Regola d’oro”, comune alle grandi religioni: “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” 
  • a sostenere la futura costituzione dell’“Osservatorio permanente sulla fraternità” per far conoscere e promuovere esperienze di fraternità messe in atto da singoli, gruppi e istituzioni 
  • a chiedere il riconoscimento a livello istituzionale e internazionale, oltre che di questo progetto, anche di un’altra attività dei GMU, già operativa da 15 anni: la Settimana Mondo Unito. Sette giorni costellati da iniziative di fraternità per incidere sull’opinione pubblica 

Worldwide campaign to collect signatures for the United World Project
By signing we commit ourselves:
  • to live the “Golden Rule” common to the great Religions: “Do to others what you would like them to do to you; do not do to others what you do not want them to do to you”; 
  • to support the future establishment of a “Permanent and International Observatory on fraternity” in order to spread and promote initiatives for fraternity experienced by individuals, groups and institutions.
  • to request the recognition at an institutional and international level of another activity, now in its 15th year: the Y4UW “United World Week”, marked by fraternal initiatives aimed at influencing public opinion.

lunedì 25 marzo 2013

Serbia: Settimana di buona volontà


Un’azione con i Giovani per un mondo unito che si chiama “Settimana di buona volontà”.
Siamo riusciti a trovare uno spazio nella città (un centro culturale alternativo abastanza noto) dove per una settimana facevamo varie attività: i forum di attivismo sociale, proiezioni di film, azione per aiutare le persone in bisogno. Tutto il tempo c’era la raccolta dei vestiti e dei viveri e si poteva firmare la nostra petizione per lo United World Project.
1 - donazione di sangue
Una delle azioni è stata andare al centro per donazione di sangue e fare il nostro contributo. Forse una cosa piccola, ma anche in questo modo volevamo aiutare le persone in bisogno.
Foto: Angela Oroš

2 - centro per le persone senza tetto
Un altra azione era visitare il centro per le persone senza tetto che vivono in condizini molto duri. Abbiamo portato qualche libro per donarli.
Foto: Ana Đurić
3 - guerriglia azione
Un altra azione è stata una cosa spontanea. Ci siamo incontrati, ognuno ha portato un po di cibo (tipo sandwich etc.) ed abbiamo preparato il tè. Dopo siamo usciti e camminavamo per la città cercando le persone senza tetto. In questa maniera a ognuno di loro abbiamo fatto una piccola sorpresa.
Foto: Branimir Živković

domenica 24 marzo 2013

A culture of peace in the making


UNESCO - Panafrican Forum for a culture of peace in Luanda, Angola
A Pan-African Forum jointly organized by UNESCO, the African Union Commission and the Government of the Republic of Angola will gather more than 300 experts. The goal of this Pan-African Forum is to harness Africa’s sources of inspiration and cultural, natural and human resources to establish concrete proposals for building and developing a sustainable peace. The Forum will examine the cultural, natural and human resources of Africa, taking into account that these three components are essential to creating an inclusive and holistic approach to the culture of peace. Peace being the cornerstone of endogenous development and Pan-Africanism. 
The Forum will be a milestone of the UNESCO’s “Inter-sectoral and Interdisciplinary Programme of Action for a Culture of Peace and Non-violence” and the African Union Campaign “Make Peace Happen” aiming to mobilize all stakeholders—political and civil society. 
The Forum will examine cultural sources and resources: including the revisiting of the strength and wisdom of languages, traditions and history by analysing traditional and modern methods of conflict resolution and violence prevention; examining the role of education-not just that which takes place in schools but one that plays out in families and villages-to build peaceful citizens that are driven by ethical values and mutual respect; enhancing creativity and cultural inventiveness, the same one that is able to open new horizons and spaces for dialogue, develop new economic sectors and serve as an engine for development.
http://www.unesco.org/new/en/africa/resources/events/africa4peace/


Incontro di Parola di Vita in Budapest

Giovani per un Mondo Unito di Budapest: Incontro di Parola di Vita
Youth for a United World of Budapest: Word of Life Meeting

venerdì 22 marzo 2013

Costruire ponti fra tutti gli uomini

Stralcio del discorso di Papa Francesco al Corpo Diplomatico accreditato presso la santa sede:
" (...)
Uno dei titoli del Vescovo di Roma è Pontefice, cioè colui che costruisce ponti, con Dio e tra gli uomini. Desidero proprio che il dialogo tra noi aiuti a costruire ponti fra tutti gli uomini, così che ognuno possa trovare nell’altro non un nemico, non un concorrente, ma un fratello da accogliere ed abbracciare! Le mie stesse origini poi mi spingono a lavorare per edificare ponti. Infatti, come sapete la mia famiglia è di origini italiane; e così in me è sempre vivo questo dialogo tra luoghi e culture fra loro distanti, tra un capo del mondo e l’altro, oggi sempre più vicini, interdipendenti, bisognosi di incontrarsi e di creare spazi reali di autentica fraternità. 
In quest’opera è fondamentale anche il ruolo della religione. Non si possono, infatti, costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri. Per questo è importante intensificare il dialogo fra le varie religioni, penso anzitutto a quello con l’Islam, e ho molto apprezzato la presenza, durante la Messa d’inizio del mio ministero, di tante Autorità civili e religiose del mondo islamico. Ed è pure importante intensificare il confronto con i non credenti, affinché non prevalgano mai le differenze che separano e feriscono, ma, pur nella diversità, vinca il desiderio di costruire legami veri di amicizia tra tutti i popoli. (...)"

giovedì 21 marzo 2013

A new current


130 Youth for a United World (Y4UW) animators from Portugal, Austria, Hungary, France and from all over Italy, with a small representation of the continents outside Europe, met at Castel Gandolfo for three days.
The gathering was dedicated to sharing and open dialogue that allowed us to cherish the life that ‘exploded’ before and after the international youth event in Budapest. Although, we may live far away from each other, we all felt certain that we are not alone, rather, we are bound to all those who live for the same goal: a united world!
Through the words of Chiara Lubich we really felt the reality of being ‘channels of the spirituality of unity’ for other young people, living near and far.

The greeting of Maria Voce, President of the Focolare Movement, was truly overwhelming! 
We were happy to experience how the Youth for a United World are close to her heart. She wanted to be updated in detail on the United World Project! With great enthusiasm, she encouraged us to create a ‘new current’ in our environment!
We are ready!
The Gen 2 Centres

Una corrente nuova


130 animatori di Giovani per un mondo unito (GMU) da Portogallo, Austria, Ungheria, Francia e da tutta l’Italia, con una piccola rappresentanza dei continenti extra europei.
Ci siamo trovati a Castel Gandolfo per 3 giorni: tanto dialogo che ci ha permesso di godere di tutta la vita ‘scoppiata’ prima e dopo l’evento internazionale di Budapest. In tutti risuonava forte la certezza che non siamo soli - anche se qualche volta magari siamo soli fisicamente, ci sentiamo uniti a tutti quanti vivono per la stessa meta: il mondo unito!
Attraverso le parole di Chiara Lubich ci siamo ritrovati in pieno nell’essere canali della spiritualità dell’unità per altri giovani vicini e lontani. 
Il saluto di Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, è stato travolgente! Siamo stati felici di sperimentare quanto lei ha in cuore i GMU: voleva sapere tutti i dettagli di come va lo United World Project! Più che mai ci ha lanciato a vivere per il mondo unito e creare una ‘corrente nuova’ nei nostri ambienti!
E ci stiamo!
Le e i gen dei Centri gen


Conosciamo un po' la cultura del 'mate'


   
fonte: Ciudad Nueva Argentina
La corrispondente di Ciudad Nueva argentina ha colto l'occasione dell'udienza con i rappresentanti della stampa per regalare al pontefice un "mate" con la cannuccia. Il contenitore è usato per sorbire una tipica bevanda del Cono Sud. La foto ha fatto il giro del mondo.

Mate in regalo a papa Francesco da Ciudad Nueva
Con un papa argentino poteva mai mancare il mate?! Sarebbe come eleggere un papa napoletano che non prende caffè: una contraddizione. La foto della donna che glielo offre ha fatto il giro del mondo. Lei è la collaboratrice della redazione di Buenos Aires di Ciudad Nueva, la signora Virginia Bonard, in questo momento a Roma.
 Colta di sopresa, come tutti noi, dall’elezione del cardinale di Buenos Aires, Virginia ha approfittato dell’udienza concessa ai giornalisti per avvicinarsi. Bergoglio l’ha subito riconosciuta, dato che la giornalista lavora in arcivescovato all’ufficio stampa e nella vicaria dei bambini, e l’ha subito chiamata sorpreso: “Virrrrginia!”
 Si sono scambiati poche parole, colme di emozione (...). Tutta commossa gli ha regalato il mate, composto da un contenitore che si ricava dalla scorza seccata di una zucca tipica dell'Argentina ed una cannuccia metallica bucherellata alla base, che serve per aspirare l’infusione di un erba amara (yerba mate) usata soprattutto nel Cono Sud (Argentina, Uruguay, sud del Brasile, Cile) come stimolante.
Un pò come a Napoli il caffé, il mate rappresenta un motivo di socializzazione. L’acqua deve essere ben bollente e si usa un unico contenitore e una unica cannuccia. Il calore dell’acqua impedisce la trasmissione dei batteri (bah, a me hanno sempre detto così, ma preferisco non farci troppo caso). La cerchia dei presenti riceverà a turno l’infusione per poi passarla di nuovo all’incaricato di distribuirla. Nel frattempo si fa colazione o merenda, si lavora avendo a fianco il termos con l’acqua e tutto il necessario che viene trasportato in contenitori di cuoio tipici da queste parti, o si fa una pausa, oppure quattro chiacchiere con gli amici dell’isolato, in casa o fuori, o mentre si passeggia o si viaggia in auto (facendo attenzione a passarlo al conducente al momento opportuno). I distributori di benzina hanno una macchina speciale che distribuisce acqua calda e mate di plastica da viaggio, tutto usa e getta. Oppure lo si prende tornando a casa dal lavoro e al posto della cena se il bilancio familiare non la consente, accompagnato da un pezzo di pane. Il mate è uno stimolante, anche abbastanza forte, attutisce sia la sensazione di stanchezza che... la fame.

mercoledì 20 marzo 2013

L’arte di fare insieme



Ciao a tutti! 
Vogliamo condividere con voi un po’ dell’ativitá che abbiamo fatto sabato scorso (18 marzo) insieme a tanti altri nuovi per ricordare Chiara Lubich. Il nome della giornata era “El arte de hacerlo juntos” (L’arte di fare insieme). Abbiamo proposto di fare 3 workshops: musica, danza e arte plastica.
Quelli della musica hanno preparato la canzone “Capolinea”. I Giovani per un Mondo Unito (GMU) incaricati di questo worshop conoscevano già la musica e hanno insegnato agli altri la canzone, facendo la distribuzione degli strumenti e la clasificazione delle voci.
Quelli della danza hanno preparato una coreografia per la stessa canzone.
Nel workshop sull’arte plastica si è fatto un’imagine sui testi della della canzone.
Alla fine della serata, abbiamo assemblato i lavori di tutti e fatto una presentazione finale
È stata una giornata molto bella e si sentiva un rapporto di amore reciproco tra tutti!
Un abbraccio grande colombiano dai GMU Colombiani! 


martedì 19 marzo 2013

“Ubuntu” as lived in Jordan


Hello!
Hope you're having a good day so far!
It's time for actions GUYS as we promised!
It's time to open our eyes to what's happening around us...to the need of others!
It's time for the Syrian Children Refugees! It's time to draw a smile on their faces!
Join us in the "Saturday 23rd March" event, and let's be EQUAL to those kids by carrying their loads and sharing Joy with them!
Waiting for You by filling up this form!
https://docs.google.com/forms/d/1WEsGtEVX7GtQMzFwPkTK4-3sQY9Aoipf23PfuTAgyO8/viewform?pli=1


lunedì 18 marzo 2013

Manifestazione di Libera 2013 – anche i GMU italiani sfilano contro le mafie


Di Tomaso Comazzi
Stretti con gli oltre 100.000 presenti, anche circa 30 Giovani per un Mondo Unito (GMU) provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla diciottesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera e Avviso Pubblico. Titolo dell’evento: “Firenze, 16 marzo 2013 – Semi di giustizia, semi di responsabilità”.
«Ci siamo alzati tutti di buon mattino per venire anche noi a Firenze – raccontano i GMU presenti – veniamo da Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Sicilia e naturalmente Toscana e anche noi siamo qui per testimoniare il nostro impegno concreto a contrastare qualsiasi forma di ingiustizia e legalitá soffochi ancora il nostro Paese.»
La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

ENOUGH IS ENOUGH!


Good Morning :) 
By signing this petition, we choose to take part in building a United World! A world where millions of people silently give without receiving, forgive and build broken relationships, people who choose to live as brothers!!
Let us speak out loud and say: Enough war! Enough hunger! Enough pain! 
We need to see the change and it will start by us..
Sign and make a change!


From the Y4UW Secretariat in Jordan:

domenica 17 marzo 2013

YOUth 4SYRIA


Bisogna cambiare mentalità


Carlo Cefaloni
Fonte: Città Nuova
Due giorni (18 e 19 marzo) per costruire un’economia fondata sulla legalità. L’impegno della Fai (associazioni antiracket e usura) assieme a Giovani per un mondo unito dei Focolari
Quando arrivano a Napoli, i turisti tedeschi ricevono dal loro consolato una mappa della meravigliosa città con gli esercizi commerciali liberi dal pizzo. L’iniziativa è una forma di “consumo critico” ed è il frutto della collaborazione con la “Federazione delle associazioni antiracket e anti usura italiane” (Fai). La camorra, come conferma l’ultima relazione dei servizi segreti del febbraio 2013 al ministro dell’interno Cancellieri, mantiene una forte «capacità collusiva e di condizionamento» diffusa e pervasiva a livello nazionale e internazionale.
Si può affrontare una tale organizzazione capace di disporre non solo di una «consolidata forza militare» ma di notevoli risorse umane e finanziarie? Come diceva Martin Luther King, «non ho paura delle parole dei corrotti e dei violenti; mi preoccupa molto il silenzio degli onesti». Cominciare a sostenere concretamente, con le proprie scelte di acquisto, le realtà produttive che rifiutano di pagare il pedaggio della protezione di tipo mafioso, vuol dire stringere quotidianamente un patto di resistenza morale capace di ricostruire un tessuto degno del vivere civile.  E non si tratta solo di dire dei «no!», ma di arrivare a denunciare facendo nomi e cognomi.