venerdì 22 febbraio 2013

"Forti senza violenza"


I ragazzi durante lo spettacolo
Un progetto portato avanti dal complesso musicale Gen Rosso in diverse città dell'Europa e non solo, stavolta approda nella Repubblica Ceca. 
Tecniche esperienziali, situazioni modello, musica, teatro ed altro lavoro artistico sono strumenti per rafforzare l'autostima dei giovani. L'obiettivo è quello di dare loro coraggio e forse anche un esempio tangibile per risolvere conflitti nelle loro immediate vicinanze, in modo particolare nelle scuole.

I 250 giovani assumono diversi ruoli nel musical (da ballerini e cantanti, attori, tecnici del suono e delle luci, agli scrittori e moderatori). La partecipazione attiva dei giovani è un trampolino di lancio per il loro impegno personale e di follow-up delle attività, nello spirito di comunione fraterna che abbraccia  tutta la scuola lasciando ovunque le tracce visibili nell'atteggiamento dei giovani nei confronti della violenza.

Due impressioni a caldo:  
"Resta vero che nessuno è venuto in ritardo oggi a scuola. Questo parla da sé ", ha detto la direttrice. E la cosa più bella per me è vedere i loro volti così felici…"
“Per me la cosa più bella era conoscersi con altri ragazzi dell’altra scuola fino a diventare amici.“




IUS Open Day!


Anche quest’anno lo IUS apre le porte per presentare la propria offerta formativa, anche in streaming oggi, 22 febbraio 2013, ore 11.00 – 18.00
Istituto Universitario Sophia
Località Loppiano
Via S.Vito 28,
50064 Incisa in Val d'Arno (FI)
All’interno del programma sono previste brevi lezioni di Economia, Politica e Teologia (trasmesse in STREAMING - link qui), un tour guidato all'Istituto, la possibilità di visitare la cittadella di Loppiano che lo accoglie e il Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti, nonché momenti di dialogo con docenti e studenti.
Per valutare progetti di studio e ricerca, opportunità professionali e di impegno sociale che si aprono al termine del percorso formativo, con i docenti saranno presenti anche alcuni imprenditori e professionisti sia dell’ambito profit che non profit che sostengono il progetto dello IUS.
Antonella Ferrucci

giovedì 21 febbraio 2013

Common pathways for Muslims and Christians


Nadia and Kadija are from two cities in Northern Italy. You can notice their ethnic, religious and cultural differences just by observing them. Nadia is Italian and Christian while Kadija is Tunisian and Muslim. Their experience of social cohesion began in school and has had unexpected results. Among these was Nadia’s degree dissertation in political Science about Muslim women, which dealt with the question of Muslim women’s wearing of the veil.
Theirs was only one of the several experiences recounted on November 25, in Brescia, where about 1,300 Christians and Muslims gathered for a day meeting with the title Common Pathways for Christian and Muslim families, organized by the Focolare Movement and various Islamic associations and communities.

martedì 19 febbraio 2013

Culture giovanili emergenti


Il Pontificio Consiglio della Cultura dedica l’assemblea plenaria alle culture giovanili emergenti. Volontariato e creatività nell'esperienza di Fara, giovane dei Focolari.
Dal 6 al 9 febbraio si è tenuta a Roma l’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura dedicata alle culture giovanili emergenti. L’obiettivo era, come ha affermato il Card. Ravasi, Presidente del dicastero, “porsi in ascolto attento della questione giovanile” esistente nella società ed anche nella Chiesa, dove è evidente la difficoltà nella trasmissione della fede.
L’importanza di questo tema è stato ribadito anche dal Santo Padre nell’incontro che ha avuto con i partecipanti, dove ha ricordato che i giovani sono per la Chiesa “un punto di riferimento essenziale ed ineludibile per la sua azione pastorale”, aggiungendo che “non mancano fenomeni decisamente positivi” come “tanti giovani volontari che dedicano ai fratelli più bisognosi le loro migliori energie”.

lunedì 18 febbraio 2013

Faça uma mudança visível em nossa cidade



Pessoal, vejam a foto e a noticia do pós-encontro dos jmu de belém!
Em Belém foi dado o passo inicial para as atividades dos Jovens Por um Mundo Unido em 2013, começamos nosso pós-encontro nesse Sábado dia 16 de fevereiro, num momento de descontração, bate-papo, música, animação em nos reencontrarmos e um delicioso lanche ao final, discutimos também um cronograma de atividades com nossas ações que incidirão na cidade esse ano, continuando o desafio proposto de fazermos a mudança visível em nossa cidade!
Assim acertamos que no domingo (24/02) nós iremos visitar uma comunidade do Guamá (carinhosamente chamada de Piquiá) que faz parte do projeto que os JMU junto a comunidade do movimento dos focolares em Belém já atua a alguns anos. Nosso ponto de encontro para ir até a comunidade será na Igreja dos Capuchinhos às 08h30 (no inicio da conselheiro). Então, desde já, estão todos convidados a estarem presente e a participar desse momento conosco!
Quem experimentou ir em outras vezes, sabe da alegria e felicidade em encontrar-se com aquela comunidade!
Saudações a todos e nos vemos no domingo!
Os JMU Belém!

domenica 17 febbraio 2013

Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te


Un racconto di Giulia di Pietro
"Aeroporto di Malpensa, 2 agosto 2011: stringo tra le mani un biglietto con destinazione “Kampala – Uganda” e ancora non mi rendo conto del tutto che sto davvero partendo, sto per realizzare quel desiderio, presente da tempo dentro di me, di conoscere di persona un pezzo di mondo diverso dal nostro caotico e frettoloso occidente. L’emozione è tanta, anche se ancora non posso immaginare che quelle quattro settimane diventeranno una delle esperienza più belle e più importanti della mia vita.
Per un mese ho condiviso la casa e la quotidianità con un’altra ragazza italiana e tre ugandesi e questo mi ha costretta fin da subito a mettere da parte ogni abitudine “occidentale”, ogni modo di fare o di pensare, per aprirmi a loro e alla loro vita: ma quelle che all’inizio erano rinunce e, per certi versi, anche piccoli sacrifici, presto sono diventate ricchezza, un nuovo modo di pensare e di relazionarmi con chi avevo intorno.
Mi ha colpita la concezione che gli africani hanno della persona: per loro al centro di ogni cosa sta la persona, l’altro, e non il tempo, la fretta, gli impegni. E così, ad esempio, una riunione inizia quando tutti sono arrivati, e non solo quando lo dice l’orologio, o l’autobus parte quando è pieno e tutti sono saliti, e non ad un orario prestabilito. Pian piano ho imparato a non controllare più che ora fosse, ma a lasciare che le giornate venissero scandite dai rapporti con gli altri, piuttosto che dal ticchettio delle lancette.

JERUSALEM: "BE THE BRIDGE"


sabato 16 febbraio 2013

LA: Picnic Bar-B-Q


The Youth for a United World (Y4UW) in Los Angeles wrote to us saying:
"Many warm greetings to all!!
We are organizing a Picnic Bar-B-Q on February 24, 2013at Lindberg Park, Culver City. It's chance for us to invite and build bridges with our friends and friends of our friends.  We would also wish to introduce them to the United World Project and invite them to participate by signing the petition, by committing themselves to:


  • to live the “Golden Rule” common to the great Religions: “do unto others as you would have them do unto you, do not do to others what you do not want done to you”; 
  • to support the future establishment of the “Permanent and International Observatory on fraternity” in order to make known and promote the experiences of brotherhood implemented by individuals, groups and institutions.
  • to request to request the recognition on an institutional and international level of another Y4UW activity, which is already operating since 15 years: the “United World Week”, days marked by fraternal initiatives aimed at influencing the public opinion.

Please keep us in your thoughts while we are preparing for this special day.
Greetings to all!!!
LA Y4UW"
For more information: www.unitedworldproject.org or info@unitedworldproject.org

Equality vs Justice


venerdì 15 febbraio 2013

What is Interculturality?


Source: Isitintercultural
If you open a dictionary and look up “interculturality”, I doubt you will find it. However, you will surely come across the term “intercultural”, which refers to relationships, exchanges between different cultures or civilizations.
This definition has the virtue of being clear, but is still very general and abstract. In the end, it only made me wonder what a culture was. And then things became slightly more complicated, because the term “culture” refers not only to all intellectual aspects characteristic of a civilization (myths, values, historical, geographical, political and religious points of reference), but also to all acquired attitudes and behaviors within a community. In other words, you might say that as long as there is a distinct community, be it a people, a company or an age group, there is a distinct culture as well. To sum it up, you can think of a culture as a combination of behaviors, values and reference points acquired from experience, that are shared by a community and generate a sense of belonging to the group. Which means that our culture is an integral part of our identity, and greatly determines the way we act and think.

giovedì 14 febbraio 2013

50th anniversary of the Focolare in Africa


From www.focolare.org
Shisong, Cameroon: thousands of people gathered to remember the story of 50 years of Fraternity. Gratitude towards those who started it and new horizons. 
«An extraordinary story, a divine one, which you know well. So many years of faithfulness and commitment from many of you that made that seed grow – sown first in Cameroon. From that seed segments of humanity renewed by love have blossomed, striving towards the realization of God’s project for the whole large African continent, and beyond». These are some excerpts from the message sent by Maria Voce (Emmaus), the President of the Focolare Movement, to the members of the movement in Africa, who are celebrating this year the 50th anniversary of the arrival of the Charism of unityin their continent.

mercoledì 13 febbraio 2013

Perché si digiuna?!?

fonte: Città Nuova
La pratica del digiuno (astenersi per un certo lasso di tempo più o meno lungo, da ogni alimento o da alcuni specifici alimenti) è tanto più universale e diffusa tra l’umanità, che difficilmente si troverebbe una religione o cultura, antica o moderna, in cui essa non esista.
La religione della Bibbia non fa eccezione. Nell’Antico Testamento il digiuno (in ebraico: som) è molto spesso evocato. Vediamo in quali contesti e con quale significato.
Non mangiare, anche solo per una giornata, è doloroso e faticoso; il digiuno è quindi inevitabilmente abbinato a una sensazione dolorosa. Non stupisce quindi che esso, nell’Antico Testamento, sia un’espressione di dolore e di sofferenza. Ad esempio, quando Elia profetizzò al malvagio re Acab tutte le sciagure che si sarebbero abbattute sulla sua perversa stirpe, il re, addolorato, «si stracciò le vesti, si coprì di sacco e digiunò» (1 Re 21,27; cf. anche Ne1,4).
In particolare il digiuno, come in quasi tutte le religioni, così anche nella Bibbia, è segno di lutto: alla morte del re Saul, Davide e i suoi uomini fecero lutto, piansero e digiunarono fino alla sera su Saul e su Gionata suo figlio, sul popolo del Signore e sulla casa d’Israele, perché erano caduti di spada (2 Sam 1,12; cf. 2 Sam 3,35; Gdc 20,26); in occasione dei suoi funerali digiunarono per sette giorni (cf. 1 Sam 31, 13; 1Cr 10,12).

martedì 12 febbraio 2013

Thank you! Grazie!


“Your Holiness, the Focolare Movement draws close to You with heartfelt and extreme gratitude for all the paternal love with which you have always accompanied and supported us. We would like you to feel us at Your side, in profound and continuous prayer for the new phase that is now beginning in Your life and in the life of the Church, with sure faith in God’s love, to which You called us back in a special way this year. We love You and we will always love you!”.

«Santità, il Movimento dei Focolari si stringe a Lei in un commosso e grande ringraziamento per tutto l’amore paterno da cui si è sempre sentito accompagnato e sostenuto. Vorremmo che ci sapesse al Suo fianco, in profonda e continua preghiera per la nuova fase che si apre ora nella Sua vita e nella vita della Chiesa, con la sicura fede nell’amore di Dio a cui ci ha particolarmente richiamati quest’anno. Le vogliamo e Le vorremo sempre bene!».
 - Maria Voce, Presidente dei Focolari-

domenica 10 febbraio 2013

Sophia: tra politica e teologia


Fonte: Istituto Universitario Sophia 
Il racconto di uno studente brasiliano che fa “la scoperta di un luogo pienamente umano da cui leggere il mondo e le sue sfide, rispettandone i linguaggi e le ragioni”.
Gabriel de Almeida ha 25 anni. Rio de Janeiro, dov’è nato, è una metropoli brasiliana attiva e dinamica: sarà sede della prossima Giornata Mondiale della Gioventù e dell’edizione 2014 della Coppa del mondo di calcio. E dalla grande Rio, Gabriel ha portato all’Istituto Universitario Sophia (IUS) anche la vivacità e lo slancio verso il futuro della popolazione carioca. L’itinerario di studio che sta concludendo presenta vari punti di interesse.
Perché ti sei iscritto allo IUS?
«Portata a casa la laurea in Relazioni internazionali, sentivo la necessità di fare un passo oltre i confini delle teorie politiche e di esplorare l’orizzonte dell’umanesimo. Dopo più di quattro anni e mezzo all’università, mi ritrovavo… con una grande sete: cercavo dove e come rispondere alle mie domande. I racconti di alcuni miei amici che avevano già frequentato Sophia mi hanno fatto intuire che proprio lo IUS poteva essere il posto giusto.

sabato 9 febbraio 2013

Voglio anch’io mettere un mattone...

Il racconto di un giovane fisioterapista italiano presso il Centro Sociale Pag-Asa di Tagaytay, nelle Filippine. Un’esperienza che gli cambia profondamente la vita.
“Sempre alla ricerca di qualcosa che mi rendesse veramente felice, provavo di tutto. Qui, ho capito che la felicità che bramavo nelle cose, non l’avrei mai trovata. Un’altra felicità, vera e profonda era tutta da scoprire.” Quando Daniele De Patre arriva al Pag-asa Social center, fa un’esperienza che gli cambia la vita profondamente. I volti di quella gente e la povertà di quegli ambienti, spesso visti in tv, diventano qualcosa di tangibile.
A Tagaytay, un comune a 60 km di Manila, nelle Filippine, le case sono costituite da una sola stanza, col pavimento in terra battuta e senza acqua corrente. Le famiglie non hanno accesso ai servizi socio-sanitari e non hanno opportunità lavorative.
In questa zona rurale e povera, molti bambini sono abbandonati a se stessi e spesso non hanno un’identità legale, per cui rimangono esclusi dai  servizi sociali primari, quali l’educazione, la salute ed eventuali supporti economici. Restano in balia di lavori inumani e di attività criminose.
Il Centro, attraverso il sostegno a distanza di Azione per Famiglie Nuove, svolge numerose attività in campo sanitario educativo e della formazione professionale, con un accompagnamento per 400 minori. L’ambulatorio medico tratta pazienti con disabilità permanenti. È qui che, come fisioterapista volontario, Daniele comprende

EoC: A bridge between poverty and wealth


Written by Antonella Ferrucci
An attraction for modern economy.  The end of the Winter School in Croatia.
By Alfonso Ferro
“.....to penetrate in the highest contemplation
while remaining amongst others,
man beside man.”
(From the writings of Chiara Lubich)
The second day of the Winter School in Croatia began with this meditation by Chiara Lubich. A morning built upon deep sharing. The dialogue between Luigino Bruni (Coordinator of the International Commission of Economy of Communion - EoC) and the participants brought one to reflect on the economic situation existing today and its values.
The Economy of Communion (EoC) is in a phase of openness towards the world, and it has become a valid economic theory. From its beginnings when businesses already in existence had just met with the new EoC idea, until the following phase of concretization of its principles within businesses, the EoC has evolved in order to become a new light for the economy, a style of life.

giovedì 7 febbraio 2013

Maschera le diversità


Anche quest’anno i Giovani per un Mondo Unito, l’a.s.d. Calicanto onlus e l’associazione le Buone Pratiche onlus, in collaborazione con il Centro Poggi Sant’Anna vi invitano ad una festa di Carnevale con compagni di studio, ragazzi in carrozzina, colleghi di lavoro, e tanti altri ancora.
Una festa diversa dal solito: con tanto divertimento, e con le maschere, ma senza le maschere dell’egoismo e dell’indifferenza.
Un’occasione per trascorrere un pomeriggio non PER gli altri, ma CON gli altri, senza buonismo né assistenzialismo, ma con amore. Un’opportunità per costruire nuove amicizie: MASCHERA LE DIVERSITA’!
http://www.facebook.com/#!/events/117929318386829/

mercoledì 6 febbraio 2013

University, research, commitment and… a smile


Source: Ciudad Nueva Uruguay – Paraguay (Dicembre 2012)
The story of a young Medical student from Paraguay, who is committed in her studies, committed to others, but sticks to her values
A young twenty year-old with a beautiful smile, fresh and simple, that’s how Alejandra Giménez looks. She is studying the second year of Medicine in Asunción, Paraguay, where she lives with her parents and a younger brother. With lots of enthusiasm, Alejandra tells about her commitment at the University, in the scientific and student associations. All these commitments and activities obviously take time from her studies, and she needs to leave out many things she would like to do, but she manages all these because she gives attention to her values. That’s why she meets regularly with the other young people from the Focolare, where she finds all the support she needs.
But let’s hear it from her.
“I attended a Medicine Conference, in which they discussed about the brain death and organ donation and there I decided to organize an awareness campaign on this subject. I got in touch with the Scientific Society of Medical Students at the Universidad Nacional de Asunción (UNA) and now I have taken up the responsibility of director at the Department of Medical Education. Together with three of my classmates, Eliana Duarte, Aracy Do Nascimento and Lilian Carrera, we studied this topic, and did a scientific research on the awareness and diffusion of organ donation among medical students. This study was selected to represent my University at an important academic meeting in Curitiba, Brazil; and also in September 2013, at an international conference in the United Arab Emirates”.

martedì 5 febbraio 2013

AREZZO: COSTUME PARTY


Sabato 9 febbraio, alle 19.30 a Villa Severi, Arezzo
http://www.facebook.com/#!/events/472513852806350/
Finalmente siamo arrivati al nostro terzo evento!!!!.... festa in maschera a Villa Severi, presso la sala del Centro Giovani destinata alla raccolta fondi per la Tribù dei Nasi Rossi (www.latribudeinasirossi.org). La serata sarà animata con uno spettacolo dei Nasi Rossi, Karaoke, live music con band dal vivo e discoteca per ballare e divertirsi insieme condividendo la voglia di fare qualcosa per un fine sociale e dando il nostro piccolo contributo a coloro che si impegnano a portare un sorriso e dare assistenza nelle corsie degli ospedali. Sarà inoltre anche una bellissima occasione per conoscersi e conoscere anche il gruppo “Let's bridge Arezzo” che organizza l’evento con la splendida collaborazione del Centro Giovani di Villa Severi.
In dettaglio il programma della serata:
CENA A BUFFET CON KARAOKE
SPETTACOLO DEI NASI ROSSI
LIVE MUSIC CON BAND DAL VIVO
DJ SET CON DISCO
PREMIAZIONE MIGLIORE MASCHERA
MA SOPRATTUTTO......TANTO DIVERTIMENTOOOO!!!
Costo ingresso €10 comprensivo di cena e bevande a buffet + 1 cocktail presso l'open bar allestito per l'evento.
Consumazione successiva open bar € 2
….e allora che dire.... Let's Bridge!!! …. accorrete numerosi.... vi aspettiamo!!!

lunedì 4 febbraio 2013

“WAYS OF PEACE”


"WAYS OF PEACE": L’appuntamento a Gerusalemme è la tappa successiva al Genfest 2012, che ha visto radunati a Budapest più di 12.000 giovani provenienti da tutto il mondo.
Perché Gerusalemme?
Il nostro desiderio più grande come Giovani per un Mondo Unito, è testimoniare ovunque la fraternità universale e come non pensare a Gerusalemme, città di contrasti e di divisioni ma allo stesso tempo culla di una cultura millenaria, intreccio di popoli e religioni, chiamata fin dalla sua esistenza ad un disegno di pace.
Con lo slogan “Let’s Bridge” abbiamo inaugurato il 1° maggio 2012 l’anno del Genfest, dedicato a costruire ponti dovunque, in ogni latitudine del pianeta.
Il 1° maggio 2013 a Gerusalemme vuole essere una tappa importante della storia, momento significativo nell’attuazione del Progetto mondiale lanciato al Genfest 2012:
United World Project”(www.unitedworldproject.org).
L’obiettivo del viaggio? 
Creare ponti di pace e di reciprocità, attuando la regola d’oro.
Ti aspettiamo!
I Giovani per un Mondo Unito
Data: Arrivo a Gerusalemme il 24 aprile e partenza il 2 maggio
Eventi culturali, artistici, workshop con i complessi musicali internazionali “Gen Verde” e “Gen Rosso”.
1° maggio: momento culmine nell’ambito inter-religioso e accademico, in collegamento mondiale.

New Carnival Party a Roma


Martedì, 12 febbraio 2013, Via Spinola 18, Roma
Carnevale è nuovamente vicino, e nuovamente i Giovani per un Mondo Unito di Roma sono felici di invitare tutti alla ormai famosa festa di carnevale dei giovani.
Anche quest’anno abbiamo la possibilità di passare una serata all’insegna del divertimento, con cena, bevande e dj-set; tutti gli ingredienti per una grande festa... se aggiungiamo poi le nostre fantastiche (alcune nemmeno troppo) maschere il divertimento è assicurato.
Ma come ogni anno la serata non sarà solo per divertirsi.
Come nello spirito della fraternità universale che tutti i giovani per un mondo unito condividono, vogliamo lasciare un segno di cambiamento nel mondo. Dopo aver usato il ricavato della festa di 2 anni fa per costruire un pozzo in Vientnam e l’anno scorso per finanziare il GENFEST, quest’anno vogliamo guardare alla situazione che affligge la Siria.... ma nuovi particolari arriveranno presto.
Quindi: siete tutti invitati a Via Spinola 18, il 12 febbraio dalle 20:00 in poi. L’ingresso costerà 7 euro per chi verrà in maschera e 10 per gli svogliati senza maschera.
Ci vediamo a carnevale carichi
I GMU di Roma :-)

domenica 3 febbraio 2013

Youth Voices Post - 2015



In 2000, world leaders promised to halve extreme poverty by 2015 with a global plan called the Millennium Development Goals (MDGs). Thanks to millions of people taking action and a massive global effort, we have already made real progress. The number of people living in poverty has fallen to less than half of its 1990 level. Over two billion people gained access to better drinking water. The share of slum dwellers living in cities fell, improving the lives of at least 100 million people! 
Yet, 1.4 billion people still live in extreme poverty. Every 4 seconds a child dies from preventable causes and over 900 million, particularly women and young people, suffer from chronic hunger. Meanwhile our population is set to rise to 9.5 billion by 2050 and the food system is at breaking point.

Forti senza violenza - edizione 2013


“E TI HO DETTO SI’”


Nuovo recital su Daniela Zanetta
Sabato 9 febbraio dalle 21.00 alle 22.30
Teatro dell'oratorio di Masnago, in via Bolchini 4 a Varese
I Giovani per un Mondo Unito del novarese presenteranno il nuovo recital “E TI HO DETTO SI’”, recital sulla vita di Daniela Zanetta, giovane di Borgomanero (NO) di cui è in corso il processo di beatificazione - ingresso libero.
Un’occasione a cui siamo invitati tutti e possiamo invitare tutti, bella dal punto di vista artistico, oltre ovviamente al contenuto.
Ingresso libero
EVENTO inserito nel programma “Un mese per la vita” promosso dal Movimento per la vita di Varese, con il patrocinio del Comune e con la partecipazione attiva di svariate associazioni presenti nel territorio.
(http://www3.varesenews.it/varese/un-mese-per-la-vita-il-calendario-delle-iniziative-253831.html)

venerdì 1 febbraio 2013

Amici che non credono


Non ho problemi a credere, ma capisco che siamo tutti diversi, riceviamo educazioni diverse e che bisogna sempre saper accettare il parere dell'altro. Per mia esperienza, però, ho capito che il vangelo, al di là della fede, è un messaggio giusto; ma nella nostra società sono molto pochi che lo credono ed è difficile da spiegare. Infatti non mi sono mai cimentata in una discussione su questo perché non saprei come argomentare la cosa: come posso spiegare il mio punto di vista a qualcuno scettico o ateo senza poter fornire prove certe sull'esistenza di un dio?
G.P.
Quando qualcuno percorre un sentiero a lui familiare e incontra un viandante che invece non ha fiducia che quella sia la direzione giusta, non sempre è sufficiente assicurargli che per esperienza si è sicuri che vale la pena proseguire. Così è quando chi ha fede vuole spiegarlo a chi dice di non averla. La fede è un dono, ma è anche un cammino che si apre e chiarisce davanti a noi se vi camminiamo, se accettiamo questo dono, e non è facile convincere qualcuno scettico o contrario a muovervi i primi passi.
Il primo tuo impegno, dunque, non deve essere tanto quello di parlare della tua fede, ma di conoscerla, approfondirla e di continuare a camminare. Lo potrai fare magari leggendo YouCat, il Catechismo dei giovani, o in altro modo, per arrivare sempre più ad una fede matura, e soprattutto vivendola nel quotidiano con un’apertura crescente all'amore verso Dio e verso tutti.
La tua vita così diventerà testimonianza e gli amici che non credono ti vedranno felice, realizzata, libera e ne saranno attirati. Questo li potrà convincere più di tante prove sull’esistenza di Dio e potrà capitare che ti chiedano di capire meglio. Potrai, allora, donare la tua esperienza con delicatezza e rispettando quella diversa di chi ti ascolta, donando ciò che ti sembra di aver conosciuto e capito. Invita soprattutto le amiche o gli amici che non credono a fare esperienze di vita vera, di amare... perché a chi ama viene data la luce. 
francesco@loppiano.it
Città Nuova 2012/23-24

mercoledì 30 gennaio 2013

Cautious Welcome for ‘RobinHood’ Tax


By A. D. McKenzie
PARIS, Jan 23 2013 (IPS) - Non-governmental organisations across Europe welcomed the move by 11 European Union countries Tuesday to move forward with the introduction of a financial transaction tax (FTT), but they urged national governments to ensure that a part of the revenues would be allocated to development.
Calling the tax a ‘golden anniversary’ present, because it came on the 50th anniversary of French-German friendship, a coalition of more than 70 NGOs appealed to French President Francois Hollande and German Chancellor Angela Merkel to spread a “public message of solidarity outside their borders” to guarantee that the FTT would be used particularly in the fight against poverty and HIV-AIDS, and to combat climate change.
“We are happy to see that the process is moving ahead but we’re very worried that the issue of allocating part of the money to development is not going to be taken up,” said Friederike Röder, a spokesperson for anti-poverty group ONE, which was co-founded by rock musician Bono.
“What can happen is that the countries will be so pleased to see additional revenues coming in that they might use the funds for their general national budgets and not be willing to earmark any for development,” she told IPS.

"...quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà....


Maria Voce e Giancarlo Faletti in mezzo ai giovanissimi d'Australia e Oceania. Come ascoltare la voce di Gesù nella propria vita? La semplicità della sua pedagogia.
Se c’è una caratteristica indiscutibile dei giovani australiani, questa è la spontaneità. Quella stessa che porta i rappresentanti delle nuove generazioni presenti al meeting dei Focolari di Melbourne, in occasione della visita di Maria Voce e Giancarlo Faletti, ad accogliere i due ospiti in un cerchio danzante ai ritmi della loro musica. Due sedie poste sulla moquette, al centro di un’immaginaria circonferenza, e basta, voglia di muoversi e, soprattutto di comunicare. In T-shirt o in canottiera (nonostante il freddo “estivo”), neri o coloratissimi, con i tagli più originali, piercing, tatuaggi e piedi nudi.
E poi il racconto delle loro vicende, belle e meno belle, la ricerca della felicità e di una vita vivibile, tra amicizie che deludono e altre che riempiono il cuore. E allo stesso modo si rivolgono agli ospiti con le loro domande sincere e impegnative: sul significato del dolore, sulla necessità di non perdere il contatto con coloro che cercano di vivere nello stesso spirito, sulla diversità di vedute con gli adulti.
Una domanda sembra trasparire al di sotto di tutte le domande: come riuscire ad ascoltare la voce di Gesù? Spiega Maria Voce: «Non so quello che Gesù vi dice, ma vi posso assicurare che ascoltare la sua voce è la cosa più intelligente che potete fare». Applausi. «Gesù – continua – vuole grandi cose per noi. Nella creazione, Dio ha detto una Parola e ha creato te. Potrebbe farlo anche ora, ma ha voluto scendere con suo Figlio sulla Terra perché tutti collaborino con Lui. Ed è così che Gesù parla con ognuno. Ma la sua voce è sottile e tanti rumori la coprono, ci distruggono e ci lasciano inerti».
Ed ecco la via giusta: «Se noi amiamo, ecco che l’amore diventa l’altoparlante di questa voce. Quanto più amiamo, tanto più chiaramente sentiamo la sua voce. Magari sembrerà una voce che chiede cose troppo grandi, ma dobbiamo avere il coraggio, e lui stesso ci aiuterà a compiere quanto ci chiede. E alla fine la nostra vita sarà meravigliosa».
Ad un ragazzo che le chiede ancora cosa pensi quando incontra dei giovani in giro per il mondo, risponde che si sente realmente confortata, perché «dovunque ci sono giovani che vivono lo stesso ideale di Chiara Lubich, anche se non hanno ancora manifestato appieno le loro potenzialità, hanno comunque quella forza, quella speranza e quella vita che prima o poi scoppierà».
E conclude: «Perciò, felice Australia, felice Nuova Zelanda, felici isole del Pacifico! E come far scoppiare queste potenzialità? By loving, amando farete cose grandi. E noi vi verremo dietro!».
di Michele Zanzucchi, inviato

lunedì 28 gennaio 2013

Una prova che i giovani sanno cosa conta veramente nella vita



Giovani uniti nella solidarietà fraterna

Fonte: www.rio2013.com

Migliaia di giovani si sono riuniti in un pomeriggio di preghiera e Messa in suffragio delle anime dei più di 230 vittime del fuoco nella città di Santa Maria, nello stato di Rio Grande do Sul, che si è verificato nelle prime ore di domenica, 27 gennaio.
Nella città ospitante della Giornata Mondiale della Gioventù, quello che una volta sarebbe stato un momento di festa, il
"Folia com Cristo", si trasformò in una manifestazione concreta di solidarietà fraterna con quelli che soffrono il dolore della perdita dei loro cari.
"Penso che oggi, in cui il Brasile e il mondo piangono per la tragedia e il dolore di così tante persone, siamo chiamati qui per mostrare che i giovani sanno essere solidali, perché ascoltano la parola di Dio, seguono Gesù Cristo che porta la vita a tutti ", ha detto l'arcivescovo di Rio e Presidente del Comitato Organizzatore Locale della JMJ Rio2013,
Dom Orani João Tempesta,durante la celebrazione che si è svolta nella Cattedrale di San Sebastiano.

Una azione lodevole


Diffondiamo questa bella iniziativa:
https://www.facebook.com/events/202191193252565/?ref=ts&fref=ts






Facciamo la nostra parte: 
chi può dona il sangue, chi si trova lontano o non nelle condizioni di donarlo, può offrire una preghiera e/o qualcosa anche di concreto...

Diario dalla Siria / 4


A cura di Maddalena Maltese
Fonte: Città Nuova
Si sfidano i cecchini per andare a trovare gli amici e dare alla vita un'impronta di normalità mentre gli attentati e i passaggi degli aerei generano nuova morte e distruzione
«Scendendo oggi nella città vecchia per pulire la casa, ben equipaggiate di maglioni per ripararci dal freddo, ci accordiamo prima di cominciare il lavoro, per dargli insieme un senso: «Offriamo tutto per la pace, per l’unità». Nel pomeriggio suona il campanello, scendiamo ad aprire: sono due giovani venute a portarci un po’ di dolci (quei buoni dolci arabi che ben conosciamo!) ed aiutarci per un’oretta, prima di rincasare dal lavoro in uno dei quartieri vicino alla strada dell’aeroporto più presi di mira dagli attacchi. Ci raccontano: «Ci siamo svegliate con l’animo terribilmente triste e abbiamo visto da un sms che anche per Suhair era la stessa cosa. Poi siamo venute da voi e appena arrivate davanti alla porta ogni senso di tristezza è passato, ci siamo sentite rinate!».
Da stamattina dalla periferia della capitale i colpi di cannone e di mortaio e il passaggio degli aerei si fanno di nuovo ricorrenti ma non continui. La città vive nella continua paura di attentati ma la gente non vuole arrendersi, esce per il lavoro e per gli studi, per andare a pregare.  Anche oggi c’è stato un attentato, non molto distante, nel quartiere di Maha. «Perché queste assurdità?” La risposta non è scontata, ogni volta bisogna pescarla dentro, in fondo al cuore, alla mente, dove risuona ben chiaro quel grido indicibile di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». E a volte, si riesce solo a ripetere: «Nelle Tue mani, Padre, riaffido il mio spirito».
Gio

Cosa mi aspetto da Gioventù Nuova?


“Da Gioventù Nuova mi aspetto che il mondo si convinca che è chiamato all’unità.”
“From the Youth for a United World Movement I expect the world to be convinced that it is called to unity.”
Chiara Lubich

domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio: Giorno della Memoria


Fonte: Wikipedia
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
In questo giorno si celebra la liberazione, da parte delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945.
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi sonderkommando, che in italiano significa unità speciale.
Tuttavia, l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove circa 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con sé, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dai nazisti nel lager.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato dagli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.
(...)
Nonostante questi stermini ci furono molte persone, ben 24.356, che aiutarono gli ebrei a sfuggire dalla morte che in seguito furono ufficialmente insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto. Tra le nazioni con il maggior numero di insigniti ci sono:
  • Polonia (6.339 insigniti)
  • Paesi Bassi (5.204 insigniti)
  • Francia (3.513 insigniti)
  • Ucraina (2.402 insigniti)
  • Belgio (1.612 insigniti)
  • Lituania (831 insigniti)
  • Ungheria (791 insigniti)
  • Bielorussia (569 insigniti)
  • Slovacchia (525 insigniti)
  • Italia (524 insigniti)
  • Germania (510 insigniti)

sabato 26 gennaio 2013

The Economy of Communion in Freedom Project United Nations Video

A short 5 minute video about the origins of The Economy of Communion in Freedom Project and its impact on working together with those in poverty to achieve a sustainable future. The film was developed for a presentation to the United Nations in February 2013 on the eradication of poverty.

venerdì 25 gennaio 2013

Diario dalla Siria / 3


Fonte: Città Nuova
Maddalena Maltese
I missili caduti sulla facoltà di architettura di Aleppo hanno provocato una strage. Il raccconto dei testimoni. Morti vari studenti e anche alcune suore che si trovavano nei paraggi. Continuano le testimonianze dei siriani per rompere il muro di indifferenza sulla loro sorte
«Rientriamo dalla messa ed ecco la notizia terribile della strage all’università di architettura ad Aleppo, a causa di due missili caduti su di essa e nei posti adiacenti, dove si trovano fra il resto tanti rifugiati. Cerchiamo subito di contattare Hilda, una nostra amica che insegna lì, e due giovani che studiano lì. Le loro voci sono ancora emozionate ma chiare. Parlano di scene indicibili. Mays si è buttata dietro un’auto, ha visto volare per aria corpi, ha udito le urla delle madri in cerca dei loro figli. Hilda mi racconta: «Oggi era il primo giorno di esami, il campanello aveva già suonato e stavamo ritirando i testi. Un allievo ci supplica di dargli ancora qualche minuto, era arrivato terribilmente in ritardo a causa delle strade interrotte. I colleghi non vogliono, alla fine però riesco a convincerli”. Passano almeno cinque minuti, l’allievo consegna il suo esame, scendiamo nel cortile per dirigerci all’uscita. Vedo sulla mia testa passare prima un razzo, poi l’altro! Sarei stata esattamente nel luogo dove sono caduti. Ritrovo l’auto col tetto sfondato, i vetri frantumati. Ma siamo salvi, per un atto di amore verso uno studente».
C’è invece chi la morte l’ha incontrata in quello stesso frangente dopo una vita spesa per amore di Dio e dei fratelli. Suor Rima, una delle due suore dorotee rimaste in città e che conosciamo bene. Si erano da poco lasciate con l’altra suora con l'impegno di rivedersi a pranzo. Al mattino avevano fatto meditazione insieme e offerto la loro giornata e sofferenze a Dio per la pace. Di suor Rima dal momento della deflagrazione non si sa più nulla. Si sta ancora cercando il suo corpo negli ospedali. Una rata preziosa per la pace.
Questi fatti sono frequenti in varie parti del Paese, da mesi. Lasciano nell’animo lo sgomento. Continuiamo a ripeterci di restare nell'attimo presente. Non c’è altro».
Gio

giovedì 24 gennaio 2013

Una iniziativa davvero originale



Di Marco Catapano
Fonte: Città Nuova

In corso di svolgimento la Coppa d’Africa. Nel frattempo, una particolare squadra gioca per facilitare una cultura del rispetto e dell’integrazione

(...) Negli ultimi tempi diverse organizzazioni hanno avviato campagne di sensibilizzazione nel tentativo di vincere insensati preconcetti, di spiegare alle popolazioni locali che un albino non è un “diverso”, ma semplicemente una persona con una vita “un poco più difficile rispetto ad altri” anche a causa delle possibili complicazioni di salute date dai rischi che la pelle può subire se viene esposta ai raggi solari. Ma vincere pregiudizi e discriminazioni che durano da tanto tempo non è un’impresa facile ... Per fortuna, nonostante tutto, ci sono persone che ci provano, che riescono ad andare “oltre”. Oscar Haule, ad esempio, è un commerciante di automobili, cristiano dalla pelle nera, che tempo fa ha pensato ad una iniziativa davvero originale.
Haule sa benissimo che in Tanzania amano il calcio. Così ha dato vita ad una squadra di calcio formata da soli albini nella speranza che l’amore per questo sport si tramuti in amore verso chi è nato con una pelle diversa. O almeno, che queste persone, spesso relegate ai margini della vita sociale, vengano guardate con minor sospetto e diffidenza. Tutti albini, dicevamo, tranne il portiere. Perché a causa dei problemi di vista (gli albini non riescono a vedere nitidamente il pallone in arrivo), tra i pali gioca sempre un atleta di colore. Ecco allora che da qualche anno venticinque giovani albini di Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, principale polo economico e primo porto del paese, giocano insieme in una squadra di calcio, l’Albino United Team.
Si allenano su un campetto di terra situato nei pressi dell’ospedale oncologico della città. Pieno di

mercoledì 23 gennaio 2013

Diario dalla Siria/1


Fonte: Città Nuova
Alcuni amici del Movimento dei Focolari sono rientrati dopo due mesi nel Paese dilaniato dalla guerra e dalla fame. Ci raccontano la quotidianità di questo popolo che da due anni vive sotto le bombe, nell’indifferenza, o quasi, della comunità internazionale. Città Nuova pubblicherà ogni giorno la loro testimonianza per sollecitare iniziative di pace
La presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, ha lanciato una campagna internazionale per fermare il conflitto siriano e chiedere che le trattative di pace riprendano per il bene di milioni di cittadini inermi e indifesi. Il Time Out, il minuto di silenzio e di preghiera che alle 12 in tutto il mondo sarà indirizzato alla Siria, per il nostro giornale diventa la pubblicazione di un diario che alcuni amici della comunità dei focolari ci scrivono direttamente da Damasco e da Aleppo.
«Ieri dopo due mesi di assenza. Non avendo un posto per noi, non abbiamo più una casa, ci siamo rifugiati in un caffè della città vecchia di Damasco, Bab Touma. Abbiamo incontrato alcuni amici della comunità dei Focolari. Ci siamo raccontati i disagi, ma abbiamo pianificato anche un viaggio ad Hama, nel Centro-nord, via quasi obbligata per arrivare ad Aleppo, nostra destinazione finale. Ci hanno assicurato che la strada fin lì è buona. Ci chiediamo se Dio benedirà questo viaggio, se non sia un azzardato avventurarsi. La Siria non è più quella di prima dove si poteva viaggiare anche alle quattro del mattino con tutta sicurezza. Ogni giorno arrivano notizie di rapine e massacri. Arriviamo alla stazione dei bus alle 10 e fortunatamente il pullman sta partendo. Lo prendiamo giusto. Ce l’abbiamo fatta.

Playing For Change - United


martedì 22 gennaio 2013

You and Me - together for a new economy


Croazia - Križevci, 2-3/02/2013
Di Maja Calfova (www.edc-online.org/it )
“You and Me - together for a new economy” è il titolo della “Winter School” che sta per svolgersi in Croazia, a Križevci presso la Mariapoli Faro, il primo week end di febbraio. Dopo le tante Summer School realizzate nel 2012 in varie parti del mondo, dal Brasile, al Kenia, dal Cile al Portogallo, dall’Italia alla Spagna, ora è il momento di una scuola Edc dedicata ai giovani dei paesi dell’Est e del Sud Europa; e se si tratterà soltanto dello spazio di un weekend, la scuola si preannuncia essere non meno intensa di quelle che l’hanno preceduta.
Sono attesi giovani da Bulgaria, Serbia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Cechia… Qualcuno ha manifestato l’intenzione di partecipare da Kiev, e noi ci auguriamo che sia possibile, come speriamo che possano partecipare giovani anche dagli altri paesi dell’ Est. Sei un giovane polacco, ucraino, rumeno che si interessa di EdC? Sei invitato! Vieni, così potremo dire insieme: "You and Me - together for a new economy".

lunedì 21 gennaio 2013

Syria: Time Out for Peace


New from Syria:
"Dear Youth for a United World and Friends,
The situation in Syria had is aggravating especially because of the increasing number of victims and the majority are youth. Few days ago, lots of students have died in the faculty of engineering at Aleppo University. It would be wonderful if we can  pray together for them. A prayer from students to students, and let's pray for peace in the World through our Time-Out at noon.
The funereal mass was held yesterday at 19:30 in the university chapel (Sapienza). In the midst of great sorrow, we feel a stronger unity."

Flying with Solar Energy


By Sara Fornaro
The first goal has been reached. Solar Impulse, the first plane entirely fueled by solar energy, flew day and night without gas during an intercontinental trip from Switzerland to Morocco last summer.
The next goal will be a tour around the world in less than one month. It is an ambitious plan for this solar-powered plane built by the Federal Institute of Technology of Lausanne, Switzerland.
A lightweight, four-motor plane that costs about $100 million, Solar Impulse, driven by a pilot, has batteries powered by electricity stored during the day by 12,000 photovoltaic cells positioned on its wings and tail.
The solar plane is an improvement on various prototypes that, after the project started in 2003, hovered in the air initially for just a few meters in 2009, then for a whole day in 2010 and eventually for 24 hours during the recent intercontinental flight.
Of course there are challenges that remain. The batteries need to be improved and lightened, while speeds need to increase — it presently flies on average at 43 mph, its maximum speed does not exceed 60 mph and it can fly only in perfect weather conditions.
Technicians, however, are working on it, and success is only a wingspan away.

domenica 20 gennaio 2013

JMJ2013: Voluntários filipinos promovem corrida para custear a viagem


No dia 7 de abril, os filipinos da cidade de Davao vão se reunir na corrida “Run for Rio”, ou “Correndo para o Rio” em português. O objetivo é arrecadar o valor para pagar a viagem dos cinco voluntários internacionais selecionados da cidade. Eles precisam de 150 mil PhP, o que equivale a cerca de R$ 7.500,00 (sete mil e quinhentos reais).
“A corrida vai acontecer primeiramente na cidade de Davao. O evento está sendo organizado pelos voluntários internacionais oficiais das Filipinas, mas as pessoas podem nos dizer se estão interessadas em estender sua ajuda, especialmente na organização da corrida”, explica Perry Paul Galario Lamanilao, um dos organizadores.
De acordo com Lamanilao, as expectativas pela JMJ são muitas e os desafios também. “Há muitas expectativas espiritual, física, mental e emocionalmente. No entanto, um dos maiores desafios agora é levantar fundos para enviar todos os voluntários da cidade de Davao ao Brasil”.
Lamanilao explica que o custo alto da viagem não desanima os filipinos que estão empenhados na arrecadação do valor. E ele ainda deixa uma mensagem aos voluntários que enfrentam a mesma dificuldade. “Lembrem-se que a cada dia nós devemos servir ao Senhor com alegria. Servir ao Senhor significa servir aos outros que estão especialmente em necessidade. Todos temos a necessidade de alguma coisa - amor, tempo, cuidados e compaixão. E assim, viremos de diferentes regiões do mundo, reunindo nossas orações para louvar a Deus e amá-lo ainda mais. A JMJ, para mim, não é apenas um evento, é um dia de mudança de vida para todos nós fiéis leigos. Uma grande voz. Uma fé forte. Uma Santa Católica e Apostólica Igreja. Que a Santíssima Virgem Maria, mãe de Deus nos prepare e rogue por nós, com todos os coros de anjos e santos no céu para a JMJ 2013. Nosso amor e orações a todos”.
Lamanilao conta ainda que pessoas de qualquer idade podem participar da corrida. Não há separação por idade ou peso. “As inscrições foram divididas em categorias, há corridas de 3, 5, 12 e 21 km. A taxa de inscrição é para nos ajudar com as despesas e, claro, recolher fundos para nosso grupo de voluntários. Ela depende da escolha dos quilômetros a serem corridos”, finaliza.
Os interessados em ajudar os jovens podem entrar em contato com eles pelo email runforrio.davao@gmail.com.

Seme di pace


(...)
Dialogando con la comunità del Movimento dei Focolari presente ad Aleppo è nato il progetto di sostenere una piccola scuola di ragazzi sordomuti (bimbi e bimbe, cristiani e musulmani). Questi bambini, sordi e muti alla guerra, alle divisioni e alle radicalizzazioni religiose, sono sembrati subito come la parabola della Siria futura, se davvero vuole uscire da questa tragedia.
Questa scuola di ascolto e di dialogo, composta attualmente di due classi, ha funzionato anche nel 2011/12 con lo stesso numero di classi dell’anno precedente e ha offerto servizi a 23 bambini, in maggioranza musulmani. Il personale è composto da una direttrice, sei insegnati, due logopediste e tre aiutanti delle insegnati, una bidella e due autisti.. Uno di questi è stato colpito con la moglie e con la figlia da un mortaio, mentre camminavano per strada. La moglie e la figlia sono morte sul colpo, mentre l’autista è rimasto gravemente ferito.
Dunque una scuola martire nel tempo della guerra, che appare, nelle sue ferite, come un segno per il tempo nuovo che deve venire. I bambini sordomuti rappresentano il loro essere sordi ai rumori della guerra, che altri hanno cominciato e condotto fino ad oggi, convinti che il rumore delle armi cambi la storia. Questi bimbi, musulmani e cristiani, nella loro impotenza raccontano il proprio no alla guerra, che distrugge ogni futuro, in particolare quello degli innocenti.

venerdì 18 gennaio 2013

"Adopt a tree"


As a follow-up to the Genfest 2012 in Budapest, the Youth for a United World in Albania launch the United World Project with a concrete proposal to revive their forests destroyed by fires.

Many hectares of forest were devoured by fires in different countries during the European summer last year as was the case in Albania. The Youth for a United World of this country decided to launch to their peers the idea of purchasing trees that they wanted to plant together in the burned areas. Hence the project name: “Adopt a tree”.
They wrote from Albania saying: “Feverish preparations were being made for this meeting since many weeks with many unexpected occurrences, such as the concurrence with the national holiday of the 100th anniversary of the country’s Independence. Many universities were closed for a few days and therefore many young people had returned to their home towns”.
Notwithstanding this situation, the 80-seat hall was packed with 140 young people who arrived in Tirana on the 28th and 29th November to spend two days as a follow-up to the experience lived at the Genfest in Budapest.
They shared: “The strongest and most beautiful experience we made was during the preparation of this meeting along together with a group of young people who had participated with us at the Genfest. They were at the forefront. Some took care of the meals, others the choreography, singing, testimonies, translation and dubbing of videos, presentations, etc…
“We felt very united among us. It gave us the strength to invite our friends by helping them find ways to remain in the city, even if some of the boarding schools were closed”.
The meeting was entitled “Do unto others as you want others to do unto you”, the golden rule present in almost all religions. During the two-day program, besides listening to the main themes of the Genfest, the United World Project was explained. It is an initiative pursued by the Youth for a United World throughout the world.
They concluded saying: “The young people who took part in this meeting were happy with this experience of unity and reciprocal love. Many thanked us because they have seen that a more united world can be achieved. It is possible to change the world around us by changing ourselves in the first place and that we are not alone in doing so.”
The Youth for a United World in Albania