domenica 17 marzo 2013
Bisogna cambiare mentalità
Carlo Cefaloni
Fonte: Città Nuova
Due giorni (18 e 19 marzo) per costruire un’economia fondata sulla legalità. L’impegno della Fai (associazioni antiracket e usura) assieme a Giovani per un mondo unito dei Focolari
Quando arrivano a Napoli, i turisti tedeschi ricevono dal loro consolato una mappa della meravigliosa città con gli esercizi commerciali liberi dal pizzo. L’iniziativa è una forma di “consumo critico” ed è il frutto della collaborazione con la “Federazione delle associazioni antiracket e anti usura italiane” (Fai). La camorra, come conferma l’ultima relazione dei servizi segreti del febbraio 2013 al ministro dell’interno Cancellieri, mantiene una forte «capacità collusiva e di condizionamento» diffusa e pervasiva a livello nazionale e internazionale.
Si può affrontare una tale organizzazione capace di disporre non solo di una «consolidata forza militare» ma di notevoli risorse umane e finanziarie? Come diceva Martin Luther King, «non ho paura delle parole dei corrotti e dei violenti; mi preoccupa molto il silenzio degli onesti». Cominciare a sostenere concretamente, con le proprie scelte di acquisto, le realtà produttive che rifiutano di pagare il pedaggio della protezione di tipo mafioso, vuol dire stringere quotidianamente un patto di resistenza morale capace di ricostruire un tessuto degno del vivere civile. E non si tratta solo di dire dei «no!», ma di arrivare a denunciare facendo nomi e cognomi.
sabato 16 marzo 2013
The Cyclop’s era: hostility in the labour market
Written by Luigino Bruni
Published in Avvenire on 10/03/2013
It is crucial that we rediscover the virtue of hospitality. This is particularly true when looking at today’s youth who have become increasingly like foreigners in their own societies. Adults do not try to understand today’s youth or provide opportunities for them. Rather, they just stand idle, watching the degradation of their spaces, especially schools. The world is rapidly changing and if, as adults, we clearly see the end of a system, it’s not difficult to imagine how absurd and awkward the status quo would seem to a young person in his or her teens or twenties. History has shown us that some generations decay faster than others; ours is one of them.
Records are straightforward in pointing to the fact that young people are strangers and foreigners in their own land: the youth unemployment rate is 43%. This is a number that should prevent us from sleeping however we sleep soundly since we’re so used to such negative news. Above all, we’re forgetting that a young person is more than one family’s child; they are society’s responsibility as well.
venerdì 15 marzo 2013
Ago&Co.
Di: Campodoni Maria Chiara e Marco
Quando è nato Agostino ci sono
venuti a trovare tantissimi amici, e ciascuno lo ha voluto festeggiare con un
piccolo pensiero, e così ci siamo ritrovati con 4 teli da bagno azzurri, 2
carillon praticamente uguali, oltre a
tante altre cose.
Ovviamente ci ha fatto piacere essere circondati da tanti
parenti e amici e li avremmo voluti con noi anche per il battesimo, programmato
venti giorni dopo, ma non volevamo che questo si trasformasse in un’occasione
per ricevere tanti altri regali.
Così, a parte i parenti più stretti a cui
abbiamo chiesto alcuni regali utili (lettino, seggiolone, seggiolino da
macchina…) a tutti gli altri abbiamo chiesto di aiutarci a contribuire al
progetto United World Project, indicando anche la pagina internet in modo da
poter conoscerlo meglio.
Nel teatro dove
abbiamo fatto un po’ di festa avevamo allestito un angolo con un grande
salvadanaio e la locandina che spiegasse il progetto, e nei sacchetti dei
confetti abbiamo arrotolato la card che si trova sul sito, a cui abbiamo
aggiunto la frase “Abbiamo scelto di contribuire a questo progetto perché
Agostino e tutti i bambini possano crescere in un mondo più unito”.
Agostino è il
nostro primo figlio e avremmo potuto aver bisogno di qualunque cosa, ma gli
amici e i parenti ci hanno prestato di tutto e possiamo dire che non ci manca
niente. Destinare i 1.000 euro raccolti per il battesimo al progetto United
World Project ci ha fatto sperimentare una vera libertà e ci è sembrato un bel
modo per cominciare l’avventura della nostra famiglia.
giovedì 14 marzo 2013
Roma: stazione della metropolitana intitolata a Chiara Lubich
Fonte: www.focolare.org
Nel giorno dell'anniversario della sua nascita al cielo, una targa esprime la vicinanza della Città agli ideali della Fondatrice del Movimento dei Focolari. Il messaggio di Maria Voce.
“Da Roma ha diffuso nel mondo l’ideale della fraternità universale”: queste le parole che l’Amministrazione capitolina a nome dell’intera città ha voluto incise sulla targa che dedica la Stazione Viale Libia della metropolitana (linea B1) a Chiara Lubich.
La cerimonia dello scoprimento si è svolta davanti ad una piccola folla il 14 marzo, in occasione del quinto anniversario della nascita al cielo della Fondatrice dei Focolari che non lontano da qui aveva dimorato quando il Movimento muoveva i primi passi nella Capitale.
A questa circostanza fa cenno la presidenteMaria Voce: “Bella la scelta di questo quartiere dove, per ben 15 anni Chiara ha vissuto momenti di particolare luce – mentre si definivano le linee e la fisionomia di un’Opera di Dio – e momenti di particolare dolore – mentre la Chiesa studiava e vagliava il Movimento”.
Questo rapporto con la città di Roma era stato suggellato dal conferimento della cittadinanza onoraria alla fondatrice dei Focolari il 22 gennaio 2000, giorno del suo ottantesimo compleanno; in quell’occasione, ricorda ancora Maria Voce, Chiara espresse tutta la “passione per la città eterna ed anche il preciso impegno di dedicarsi più e meglio a che essa, città unica al mondo, simbolo di unità ed universalità, corrisponda alla sua vocazione”. Impegno tanto profondo quanto concreto nel quotidiano di ciascuno.
Papa Francesco: l'emozione, la gioia e gli auguri dei fedeli in Piazza San Pietro
Fonte: www.news.va

All'annuncio
del nuovo Papa, grande emozione e gioia nella folla di fedeli provenienti da
tutto il mondo e riuniti a Piazza San Pietro. Molti di loro hanno atteso ore e
ore sotto la pioggia, adulti, anziani e bambini. Debora Donnini ha raccolto le loro voci:

R. - E’ un arcobaleno di emozioni.
D. - Da quanto sei qui?
R. - Dalle quattro di oggi pomeriggio.
D. - Sei contenta di questo Papa?
R. - Tantissimo. E’ un’emozione indescrivibile, veramente.
R. - E’ la prima volta che mi trovo qui in questa situazione ed è bellissimo, veramente. Non c’è nessuna altra parola per descrivere il tutto.
D. - Quali sono le vostre emozioni in questo momento?
R. - Molto emozionato. Anche per un Papa che per la prima volta ha scelto un nome nuovo… Molta emozione, molta emozione.
D. - E tu che emozioni provi?
R. - Bellissimo!
D. - Sei contento di essere qui in Piazza San Pietro?
R. - Sì.
R. - Stupore. Ci ha spiazzato, perché non ci aspettavamo un gesuita. Il nome Francesco è bellissimo….
D. - Vi piace la scelta del nome?
R. - Sì, sì. E poi il primo Francesco nella storia. Quindi…
D. - E’ emozionata sorella?
R. - Altroché. E’ la prima volta che sono qui… che sono a Roma per questi avvenimenti….
D. - Che cosa prova?
R. - Una grandissima trepidazione anche.
D. - Le piace il nome che ha scelto, Francesco?
R. - Bellissimo, bellissimo. E’ bellissimo davvero, perché Francesco è qualcosa di …
D. - Che cosa augura al nuovo Papa?
R. - Di essere un Pastore di Dio, di essere un Pastore buono che veglia con umanità il suo gregge.
D. - Da quanto sei qui?
R. - Dalle quattro di oggi pomeriggio.
D. - Sei contenta di questo Papa?
R. - Tantissimo. E’ un’emozione indescrivibile, veramente.
R. - E’ la prima volta che mi trovo qui in questa situazione ed è bellissimo, veramente. Non c’è nessuna altra parola per descrivere il tutto.
D. - Quali sono le vostre emozioni in questo momento?
R. - Molto emozionato. Anche per un Papa che per la prima volta ha scelto un nome nuovo… Molta emozione, molta emozione.
D. - E tu che emozioni provi?
R. - Bellissimo!
D. - Sei contento di essere qui in Piazza San Pietro?
R. - Sì.
R. - Stupore. Ci ha spiazzato, perché non ci aspettavamo un gesuita. Il nome Francesco è bellissimo….
D. - Vi piace la scelta del nome?
R. - Sì, sì. E poi il primo Francesco nella storia. Quindi…
D. - E’ emozionata sorella?
R. - Altroché. E’ la prima volta che sono qui… che sono a Roma per questi avvenimenti….
D. - Che cosa prova?
R. - Una grandissima trepidazione anche.
D. - Le piace il nome che ha scelto, Francesco?
R. - Bellissimo, bellissimo. E’ bellissimo davvero, perché Francesco è qualcosa di …
D. - Che cosa augura al nuovo Papa?
R. - Di essere un Pastore di Dio, di essere un Pastore buono che veglia con umanità il suo gregge.
mercoledì 13 marzo 2013
Sempre alla moda: vestiti e dintorni
Problemi economici, come in tante famiglie. Stipendi arretrati, e infine, sospensione del lavoro. Con tre figlie piccole il futuro potrebbe sembrare minaccioso. Come fare? Misurare le proprie necessità su quelle degli altri può sembrare una scelta folle, ma in questo caso, è risultata vincente. I fatti, raccontati dalla mamma, lo dimostrano.
Qui uno dei tre episodi pubblicati da www.focolare.org col titolo: Mamma, siamo poveri?

(...) «Con diverse famiglie c’è uno scambio continuo di vestiti, soprattutto per le bambine, una sorta di baratto. Quando arrivano questi enormi pacchi abbiamo un piccolo rito: apriamo insieme le buste e poi organizziamo le sfilate. Vestiti belli, scarpe nuovissime: le mie figlie non hanno mai avuto un guardaroba così fornito. Un giorno la più grande ha raccontato di queste “sfilate” ad una sua compagna, che un po’ schifata le dice: “Ma come fai ad essere contenta se metti i vestiti usati degli altri? Ma tu sei povera?”. Naturalmente è arrivata a casa triste e un po’ delusa. Ne abbiamo parlato bene e ci siamo accordate che quando le serve qualcosa di particolare lo compriamo, ma che è molto bello dare e ricevere quello che si ha, non perché non abbiamo la possibilità di comprare ma perché è giusto non sprecare, a favore anche di tanti bambini poveri, come per esempio il bambino che abbiamo adottato a distanza. La bambina non solo si è rasserenata ma è andata a prendere il salvadanaio e mi ha dato i suoi soldini da mandare al suo fratellino del Pakistan. Poi mi ha chiesto: “Mamma ma noi siamo poveri?” Ho spiegato che in realtà in quel periodo qualche difficoltà ce l’avevamo, per via della mancanza di lavoro del papà e di alcune mie mensilità arretrate. È stata l’occasione di spiegarle che magari manchiamo di qualcosa, ma abbiamo una casa, la macchina, buone cose da mangiare, ma soprattutto ci vogliamo bene e abbiamo tanti amici e siamo felici. E lei ha esclamato: “Ma allora mamma siamo ricchi!”
F. & M. – Italia
Qui uno dei tre episodi pubblicati da www.focolare.org col titolo: Mamma, siamo poveri?

(...) «Con diverse famiglie c’è uno scambio continuo di vestiti, soprattutto per le bambine, una sorta di baratto. Quando arrivano questi enormi pacchi abbiamo un piccolo rito: apriamo insieme le buste e poi organizziamo le sfilate. Vestiti belli, scarpe nuovissime: le mie figlie non hanno mai avuto un guardaroba così fornito. Un giorno la più grande ha raccontato di queste “sfilate” ad una sua compagna, che un po’ schifata le dice: “Ma come fai ad essere contenta se metti i vestiti usati degli altri? Ma tu sei povera?”. Naturalmente è arrivata a casa triste e un po’ delusa. Ne abbiamo parlato bene e ci siamo accordate che quando le serve qualcosa di particolare lo compriamo, ma che è molto bello dare e ricevere quello che si ha, non perché non abbiamo la possibilità di comprare ma perché è giusto non sprecare, a favore anche di tanti bambini poveri, come per esempio il bambino che abbiamo adottato a distanza. La bambina non solo si è rasserenata ma è andata a prendere il salvadanaio e mi ha dato i suoi soldini da mandare al suo fratellino del Pakistan. Poi mi ha chiesto: “Mamma ma noi siamo poveri?” Ho spiegato che in realtà in quel periodo qualche difficoltà ce l’avevamo, per via della mancanza di lavoro del papà e di alcune mie mensilità arretrate. È stata l’occasione di spiegarle che magari manchiamo di qualcosa, ma abbiamo una casa, la macchina, buone cose da mangiare, ma soprattutto ci vogliamo bene e abbiamo tanti amici e siamo felici. E lei ha esclamato: “Ma allora mamma siamo ricchi!”
F. & M. – Italia
martedì 12 marzo 2013
Progetto legalità
Giovani per un Mondo Unito di Albania - Basilicata - Campania - Puglia
Ci lanceremo in un pomeriggio di scoperta di uno dei più importanti strumenti di lotta alla criminalità organizzata: il CONSUMO CRITICO.
Conosceremo direttamente i commercianti e gli imprenditori che hanno aderito all’associazione antiracket “Domenico Noviello”, e ci impegneremo concretamente in un’azione di promozione nella città.
L'appuntamento è per lunedì 18 marzo 2013 in Piazza Municipio, a Pomigliano D'arco (NA)
- 16.30 Divisione in gruppi. Conoscenza degli esercizi aderenti e in promozione del progetto nella città.
- 18.00 Ritorno a Piazza Municipio e CONCLUSIONE in Piazza.
- 18.30 Possibilità di partecipare al convegno sul Consumo Critico e Legalità. Interverrà anche il Dott. Tano Grasso.
Ciao a tutte e tutti!
Come prima tappa per il progetto legalità è nata l'idea di collaborare con l'associazione antiracket "Domenico Noviello".Ci lanceremo in un pomeriggio di scoperta di uno dei più importanti strumenti di lotta alla criminalità organizzata: il CONSUMO CRITICO.
Conosceremo direttamente i commercianti e gli imprenditori che hanno aderito all’associazione antiracket “Domenico Noviello”, e ci impegneremo concretamente in un’azione di promozione nella città.
L'appuntamento è per lunedì 18 marzo 2013 in Piazza Municipio, a Pomigliano D'arco (NA)
---->>>> ECCO IL PROGRAMMA <<<<---- span="">---->
- 15.30 LET’S START -> Presentazione del CONSUMO CRITICO- 16.30 Divisione in gruppi. Conoscenza degli esercizi aderenti e in promozione del progetto nella città.
- 18.00 Ritorno a Piazza Municipio e CONCLUSIONE in Piazza.
- 18.30 Possibilità di partecipare al convegno sul Consumo Critico e Legalità. Interverrà anche il Dott. Tano Grasso.
Diffondiamolo tra i nostri amici e.... ci vediamo a Pomigliano!
VI ASPETTIAMO!
domenica 10 marzo 2013
L'Onu premia il villaggio della pace della Santa Trinità
Roberto Catalano
Fonte: Città Nuova
Il premio delle Nazioni unite è andato al vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, Paride Taban, per l'impegno profuso nella creazione dell'Holy Trinity Peace Village di Kuron, per la convivenza pacifica delle tribu locali
In questi giorni monsignor Paride Taban, il vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, ha ricevuto il premio dell’Onu per la pace, assegnato dalla Fondazione Sergio Vieira de Mello, istituita in ricordo del diplomatico brasiliano che nel 2003, dopo trentaquattro anni di servizio presso le Nazioni Unite, rimase ucciso in un attacco da parte di un kamikaze a Baghdad. Il riconoscimento è assegnato a personalità che si sono distinte nell’ambito della costruzione e promozione di progetti alternativi di pace o di soluzione di conflitti.
Mons. Taban è stato, e continua ad essere, un protagonista di primissimo piano nella dolorosa vicenda che ha portato alla fondazione del Sud Sudan e alla sua indipendenza dal governo di Karthum. Lo dimostra il Kuron Peace Village, un’esperienza di integrazione che si trova nello stato sudanese dell’Equatoria Orientale. Si tratta di un esperimento pilota, che vuole essere un modello di convivenza e integrazione sociale in un mondo che ha conosciuto da due decenni solo violenze di ogni tipo. L’idea maturò nei primi anni Novanta, dopo che il vescovo aveva fatto visita ad altre comunità di pace già esistenti. Fra queste Neve Shalom/wahat al-salem in Israele, un villaggio modello in cui convivono ebrei e arabi con amministrazione e gestione pienamente condivisa. Il vescovo era rimasto impressionato anche da altre esperienze, ma il suo desiderio era quello di dar vita a qualcosa di tipicamente sudanese.
venerdì 8 marzo 2013
Fraternità in politica?!? Certo!!
Di Antonio Maria Baggio

Nei giorni 11, 12 e 13 marzo 2013 si terrà a Loppiano, nella sede dell’Istituto Universitario Sophia, il Seminario internazionale: “La fraternità come principio relazionale politico e giuridico”.E’ l’avvenimento accademico più rilevante, riguardante lo studio della fraternità nella politica e nel diritto, che si celebra in Europa da quando Chiara Lubich, nel 2000, ha lanciato la fraternità come “lo specifico del Movimento politico per l’unità”.
Il Seminario, organizzato dall'Istituto Universitario Sophia, è promosso da 8 Università d’Europa, ma tra 61 relatori, oltre agli europei, vi sono professori e ricercatori di Brasile (25) e Argentina (6), con una qualificata rappresentanza africana.Il Seminario è rivolto prima di tutto ai ricercatori stessi, ma vi possono assistere anche gli studenti e il pubblico interessato, previa iscrizione. Le informazioni sui contenuti e sul programma del seminario, le schede da inviare per l’iscrizione si trovano nei seguenti siti: www.principiofraternita.it, www.fraternityprinciple.it e www.iu-sophia.org.
Programma e lista dei relatori

Nei giorni 11, 12 e 13 marzo 2013 si terrà a Loppiano, nella sede dell’Istituto Universitario Sophia, il Seminario internazionale: “La fraternità come principio relazionale politico e giuridico”.E’ l’avvenimento accademico più rilevante, riguardante lo studio della fraternità nella politica e nel diritto, che si celebra in Europa da quando Chiara Lubich, nel 2000, ha lanciato la fraternità come “lo specifico del Movimento politico per l’unità”.
Programma e lista dei relatori
giovedì 7 marzo 2013
Incrociare il Vangelo con la Vita?
E’ possibile per un giovane del nostro secolo, trovare nel Vangelo un senso alla vita? Il Vangelo ha qualcosa da dire, in sue prospettive religiosa e della fede, in risposta alle questioni più complesse che il nostro mondo oggi vive nella sua sfera sociale e politica?
Le “Parole incrociate” vuol essere uno spazio di dialogo a 360 gradi a queste e altre domande. In una esposizione teorica e pratica vogliono raggiungere punti di incontro tra “fede e ragione”, unindo il pensiero e l’azione partendo dei temi ed esperienze di vita che la Parola può costruire in diverse aree di conoscenza e in quello che è proprio della vita di università.
L’idea è nata dal desiderio di un gruppo di Giovani per un Mondo Unito (GMU) che cerca di “incrociare” la vita universitaria – la conoscenza che si acquisisce con lo studio e gli eventi della vita di tutti i giorni - con l’atualiatà delle parole del Vangelo.
mercoledì 6 marzo 2013
Ubuntu, “I am because we are”
A Youth for a United World project: ‘sharing with Africa’ and discovering the gift that the African continent is for the whole world.
The Youth for a United World have launched their ‘Sharing with Africa’ project that focuses on making known the gift that this continent is for the world, with its peculiarities and traditions.
Already in 2011 some 200 youth from several African countries had met to deeply examine the project of achieving true brotherhood. This project has been going ahead since the 1960’s in Fontem, Cameroon to see how they could also contribute to universal brotherhood. It was from here that ‘Sharing with Africa’ begun with the goal of making a contribution to forming a new culture that is open to the building of a more united world by promoting the values that have created and shaped African society.
martedì 5 marzo 2013
1.200 in ascolto
Sabato, 2 marzo, Natalia, brasiliana e Christian, rumeno hanno fatto la presentazione del progetto che fa il giro del mondo: lo United World Project.
In ascolto 1.200 persone provenienti da diversi Paesi, 8 lingue, radunati a Castel Gandolfo per il loro convegno annuale degli 'impegnati' di Famiglie Nuove.
L'entusiasmo che partiva dal palco ha rapidamente coinvolto tutti.
A dimostrarlo concretamente, l'offerta da parte di imprenditore presente al convegno di uno spazio nella Fiera di Milano 2013 per dare visibilità al progetto.
Alla fine, un breve ma proficuo dialogo. Alla domanda su come far conoscere questo progetto negli ambiente 'laici' dove la regola d'oro ("fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te") potrebbe apparire troppo 'religiosa', una risposta semplice ed incoraggiante: "la fraternità vuole il bene comune, non importa se uno ha o meno un credo religioso...".
E a quanti volevano saper cosa fare per contribuire in modo concreto al progetto: "lavoro di squadra, insieme ai giovani del posto... fate un programma, fidatevi delle loro iniziative...".
Impegno, slancio, motivazioni varie... il tutto collaudato dal profondo desiderio di prendere il largo, di vivere e invogliare tanti altri a mettere in azione la fraternità universale.
In ascolto 1.200 persone provenienti da diversi Paesi, 8 lingue, radunati a Castel Gandolfo per il loro convegno annuale degli 'impegnati' di Famiglie Nuove.
A dimostrarlo concretamente, l'offerta da parte di imprenditore presente al convegno di uno spazio nella Fiera di Milano 2013 per dare visibilità al progetto.
Alla fine, un breve ma proficuo dialogo. Alla domanda su come far conoscere questo progetto negli ambiente 'laici' dove la regola d'oro ("fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te") potrebbe apparire troppo 'religiosa', una risposta semplice ed incoraggiante: "la fraternità vuole il bene comune, non importa se uno ha o meno un credo religioso...".
Impegno, slancio, motivazioni varie... il tutto collaudato dal profondo desiderio di prendere il largo, di vivere e invogliare tanti altri a mettere in azione la fraternità universale.
lunedì 4 marzo 2013
Un ponte di fraternità universale: Cameroun e Italia
Published on 28 Feb 2013
Regia e soggetto Niccolò Di Vito
Direttore della Fotografia Andrea Poli Dirolan
Steadycam Letizia Sartini
www.lipdubitalia.it
Dal 2006, grazie alla collaborazione con il movimento dei Focolari, alcune scuole toscane hanno stretto un rapporto di gemellaggio con il College “Our Lady, Seat of Wisdom” di Fontem (in Camerun). Dal 2008 anche l’Istituto Tecnico Economico “A. Capitini” di Agliana (PT) ha partecipato attivamente all’iniziativa.
Gli studenti delle scuole lavorano insieme tutto l’anno per mettere a punto interventi educativi e di formazione rivolti ai bambini del villaggio di Besalì che si trova nella foresta equatoriale. Attraverso ‘Noi con gli Altri’, gli studenti possono compiere un viaggio in Camerun per raggiungere i loro compagni di Fontem e per recarsi, insieme a loro, a fare visita agli alunni di Besalì.
Grazie a questo incontro alcuni bambini del villaggio avranno poi modo di frequentare il College “Our Lady, Seat of Wisdom”.
In particolare quest’anno i giovani di Fontem insieme a quelli italiani hanno collaborato alla creazione di un lip dub, reso possibile dalla creatività e professionalità di Niccolò Di Vito. Quest’iniziativa, che consiste nella realizzazione di un video di musica popolare, ha permesso ai giovani di entrambi i paesi di interagire con canti e balli e di trovare nell’espressione artistica il canale di comunicazione.
Il supporto dall’Italia continua poi, a distanza, attraverso il rifornimento di materiali e strumenti didattici per la scuola di Besalì.
www.cambiala.it/fontem
domenica 3 marzo 2013
Shaping tomorrow’s innovators
DESA News
“Empowering young people is crucial. Half the world is under 25 years of age. Young women and men everywhere want decent jobs. They want dignity. They want a greater say in their own destiny,” said Secretary-General Ban Ki-moon recently. With the purpose of leveraging the potentials of youth in solving global challenges, ECOSOC is arranging a Youth Forum on 27 March
Full Article
“Empowering young people is crucial. Half the world is under 25 years of age. Young women and men everywhere want decent jobs. They want dignity. They want a greater say in their own destiny,” said Secretary-General Ban Ki-moon recently. With the purpose of leveraging the potentials of youth in solving global challenges, ECOSOC is arranging a Youth Forum on 27 March
Full Article
Fraternità e Giustizia
Quando la fraternità riscatta la cittadinanza e contribuisce alla formazione dello studente di diritto in una prospettiva di crescita in umanità. Un progetto della Facoltà ASCES nello Stato brasiliano del Pernambuco.
- 500 detenuti hanno beneficiato del progetto, che ha visto svolgersi 300 processi penali: si tratta di persone che probabilmente sarebbero ancora in attesa del processo, appesantendo il sistema carcerario.
- 300 studenti di diritto hanno preso parte al progetto.
- 350 famiglie dei detenuti assistite da studenti e operatori nell’area della salute e dei servizi sociali.
- Oltre 200 cittadini scarcerati.
- Oltre 1000 detenuti hanno beneficiato di assistenza attraverso raccolte di vestiti, giocattoli e materiale per l’igiene personale.
- Articoli, saggi e premi ricevuti.
Sono solo alcuni dei risultati ottenuti (tra il 2001 – anno della sua nascita – e marzo 2012) dal progetto per l’Adozione Giuridica dei Cittadini Arrestati e presentati dalla prof. Maria Perpétua Socorro Dantas Jordão, coordinatrice del progetto e dal prof. Paulo Muniz Lopes, rettore della università, al convegno, organizzato da CeD, Fraternità, diritto e trasformazione sociale(Mariapoli Ginetta, 25-27 gennaio 2013). È un progetto che cerca di affrontare la problematica del sistema penitenziario nello Stato del Pernambuco, riguardo ai detenuti – in attesa di processo – che dovrebbero essere assistiti dalla Pubblica Difesa.
Sono storie di vita, di abbandono giuridico, di uomini senza difesa, ma soprattutto bisognosi di uno sguardo di speranza. Avvicinare lo studente di diritto a questa realtà è una sfida costante del Progetto, soprattutto perché i detenuti “adottati” hanno commesso o tentato crimini gravi. Assumendo la fraternità come principio politico e giuridico da considerare, e contestualizzandolo nella prospettiva dei diritti umani, in quale direzione deve formarsi il futuro operatore del diritto?
A partire dallo sguardo accademico sulla umanizzazione professionale del diritto, si verifica un incontro: il carcerato trova uno strumento per ottenere il rispetto dei diritti umani, spesso violati (anche per il sovraffollamento: dove dovrebbero vivere 98 persone ce ne sono 1400); il futuro professionista sviluppa il senso critico e prende coscienza della sua forza di trasformazione della società. Ma soprattutto si stabilisce tra studente e detenuto una dimensione di fraternità, che – associata alla libertà e all’uguaglianza – permette ad entrambi di sperimentare in pienezza la cittadinanza.
venerdì 1 marzo 2013
Un passo avanti
Una delegazione di Giovani per un Mondo Unito, realtà giovanile di New Humanity, si è incontrata nel pomeriggio di venerdì 22 febbraio con S. Ecc. M.me Bogyay, Presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO (l'organismo di rappresentanza permanente dei 195 Paesi membri dell'UNESCO). Nel corso dell'incontro, i giovani hanno ringraziato M.me Bogyay per le sue parole al Genfest (il loro grande evento dell'estate scorsa a Budapest) e le hanno presentato le attività ora promosse in tutti i Paesi in cui sono presenti.
«Noi siamo di tre nazionalità differenti (cilena, francese ed italiana) - raccontano i membri della giovane delegazione - ma nelle ore precedenti all'incontro ci siamo detti di essere "ambasciatori" dell'Africa, dell'Oceania, di tutto il Sud America, di fare nostro l'Ubuntu, di essere la veramente in rappresentanza di ciascun giovane di ciascun continente».
Ricordando la sua partecipazione al Genfest, M.me Bogyay ha espresso la sua ammirazione per l'impatto straordinario che l'evento ha avuto sui giovani presenti e la città di Budapest: «Ogni persona che è stata a contatto con voi - ha detto ai presenti - è rimasta colpita, qualunque fosse il suo livello, persino i politici.»
La Presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO ha inoltre sottolineato l'importanza del Genfest per l'Organismo da lei presieduto. Nel corso dell'evento, i 12.000 giovani presenti hanno conosciuto più da vicino scopi e valori dell'UNESCO, trovando profonde affinità con quanto essi promuovono con le loro attività (dialogo, pace, fraternità).
La Presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO ha inoltre sottolineato l'importanza del Genfest per l'Organismo da lei presieduto. Nel corso dell'evento, i 12.000 giovani presenti hanno conosciuto più da vicino scopi e valori dell'UNESCO, trovando profonde affinità con quanto essi promuovono con le loro attività (dialogo, pace, fraternità).
Interrogati su come essi promuovono il "dialogo inter-fede" (ad indicare quel dialogo inter-culturale in cui la dimensione religiosa è presente ed esplicita), i Giovani per un Mondo Unito hanno avuto modo di illustrare il loro modo di agire nel corso delle loro attività e nella loro vita quotidiana per diffondere una cultura incentrata sul principio di fraternità.
L'attenzione ed il sostegno dimostrato da M.me Bogyay per le prossime attività che i Giovani per un Mondo Unito hanno in cantiere è andata oltre le loro aspettative. In particolare per quanto riguarda l'inaugurazione della Settimana Mondo Unito 2013 (evento che ogni anno vede i GMU promuovere con particolare intensità attività in tutto il mondo volte a diffondere l'agire fraterno) il prossimo primo maggio a Gerusalemme.
giovedì 28 febbraio 2013
Tracking the Promises on Youth Participation

UN
High Level Panel on Post-2015 Development Agenda
By
Esther Eshiet*
As
the whole world counts down to the 2015 as the deadline for the fulfillment of
the Millennium Development Goals, it was very timely that the United Nations
began the process of evaluating the performance of the MDGs and started
planning towards shaping the next set of development goals.
One
of such strategies was the setting up of the UN High Level Panel of Eminent
Persons on the Post-2015 Development Agenda by the UN Secretary-General, Mr.
Ban Ki-Moon. With the primary role of shaping up the global development
framework after 2015; the Panel of 26 eminent persons met in London from
October 31st – November 2nd 2012 for its first outreach session. The outreach session was aimed at consulting
with individuals and organizations from the private sector, civil society and
youth in order to evaluate the missing links of the current Millennium
Development Goals (MDGs) and to initiate conversations on the next global
development framework as the MDGs expire in 2015.
mercoledì 27 febbraio 2013
“Enculturation” experiences
A young Italian girl shares her experience, after spending some time in Kampala, Uganda, where she discovered the value of the person in African traditions.
From the 10th to 13th May 2013, the little town of ¨Piero” in Nairobi (Kenya) will host the “Enculturation School”, a workshop that this year will have as the main theme ¨The Person” in various African traditions. Besides, a group of young people will take part in the first stage of the Project “Sharing with Africa”. In preparation for this event, we publish Giulia´s account of her Ugandan experience.
«Malpensa Airport, 2nd August 2011: destination “Kampala – Uganda”. I felt extremely excited although I still couldn’t imagine that in the coming four weeks I would have one of the most beautiful and important experiences of my life. For a month I lived together and shared daily life with another Italian girl and three Ugandans. This obliged me from the very beginning to put aside all my “western” habits, every way of doing or thinking, in order to be open myself to them and their life. But what at first were just small sacrifices soon became a treasure, a new way of thinking and relating to people around me.
lunedì 25 febbraio 2013
Trieste in azione
I Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Trieste ci
scrivono che la festa di carnevale “maschera le diversità” è andata molto bene.
“Eravamo circa una sessantina di giovani. E’ stato
un bellissimo pomeriggio di festa, di allegria, di giochi, di divertimento e di
condivisione, scambio e tanto amore che circolava. I feedback ricevuti dai
partecipanti, erano molto positivi, in particolare quelli dei ragazzi disabili
che erano veramente entusiasti e si sono letteralmente scatenati durante la
festa.
Approfittiamo per dirvi delle due prossime
iniziative imminenti che organizziamo a Trieste:
PRIMA INIZIATIVA:
INCONTRO: “LA CONQUISTA DELLA LIBERTA’”
I GMU di Trieste sono lieti d’invitarvi
all’incontro con lo psicologo Ezio Aceti dal titolo: “La conquista
della libertà: le relazioni interpersonali e l’educazione del cuore”.
Si parlerà del concetto di libertà, sviscerato in tutti i suoi aspetti: da
quello intellettuale alla sfera puramente emotivo-sentimentale. Lo psicologo
analizzerà le varie fasi dello sviluppo intellettivo ed emotivo parlando
di crisi di identità, di rapporti interpersonali, di amicizia, di amore, fino
ad arrivare al cuore della questione.
QUANDO: lunedì 25 febbraio dalle ore 18.00
alle ore 19.30 (ritrovo alle ore 17.45)
DOVE: nella sala della Parrocchia Gesù
Divino Operaio via Benussi n. 13 (1 o 2 fermate dell’autobus numero 19,
20, 21 dopo il Palatrieste, in direzione di via Flavia). L’INCONTRO
è APERTO A TUTTI ED E’ GRATUITO.
Myanmar: Many but one.
Asia & the Pacific Interfaith Youth Network Regional Pre-Assembly Meeting
21- 22 February 2013 | Chatrium Royal Lake Hotel, Yangon
Final statement of the pre-Assembly Meeting as shared by Lawrence Chong
During our visit to the majestic grounds of the Shwedagon Pagoda, some of us were given a passionate and beautiful commentary on the meaning of the place and its importance to the national identity. Only to be pleasantly surprised that our guides were a Muslim and a Hindu. Then we were inspired by other encounters such as a young doctor who had the opportunity to pursue a career overseas but chose to come back and set up his medical practice. These experiences inspire us to be hopeful of the future of Myanmar because of our peers; the young religious leaders.
We, the religious youth of the Religions for Peace Asia and the Pacific Interfaith Youth Network convened by the Religions for Peace, the world’s largest coalition of religious communities dedicated to inter- religious cooperation for conflict transformation, peace building and sustainable development, have gathered here in Yangon for the first time. We share the excitement and the anxiety as we witness the rise of a new era for Mynamar.
domenica 24 febbraio 2013
United World Project
Un giorno ho sentito un giovane dire: "L'unità è l'unica forza capace di trasformare il mondo".
Mi aveva colpito e mi ha cambiato la vita. Ora trovo davanti a dei giovani capaci di prendere questo impegno e far vedere come l'umanità sta marciando verso il Mondo Unito.
One day I heard a young person saying: "Love is the only power capable of transforming the world".
I was very touched by what he said and this changed my live. Now, I can see other young people who are able to commit themselves in showing how humanity is marching towards a United World.
Il mondo unito è possibile!
In mezzo alle 1.000 sfide di oggi, i Giovani per un Mondo Unito della Sardegna ci scrivono:
"“E’ tempo di pace” ed io, cosa posso fare?
Un appuntamento e... molto molto di più, sull’onda del Gen Fest ...
Un’occasione per “rivivere” con chi c’è stato le meravigliose giornate di Budapest... e portare dentro questa realtà chi non ha potuto partecipare!
Ma soprattutto un pretesto per GRIDARE TUTTI INSIEME che un MONDO UNITO E’ POSSIBILE, anche in momenti come questo, in cui la “storia di ogni giorno” ci viene presentata come storia di conflitti...
Ci fermeremo insieme per conoscere, capire, progettare... essere NOI OGGI una risposta concreta che fa del TIME OUT UNO STRUMENTO di PACE!
GMU della Sardegna"
E' un mondo per
sabato 23 febbraio 2013
Un lungo tour su due ruote
Di Michele Zanzucchi
La capitale economica dell'Australia è grande, è bella, è ospitale. Per la sua origine e la sua multiculturalità pacifica.
Non mi sarei mai aspettato di visitare quella che è stata nominata “la città più vivibile al mondo 2012” in Vespa! Eppure è successo grazie all’amico Luke, che ha una passione per lo scooter Piaggio. Così, lasciata la sua casetta che fa tenerezza nel quartiere di Richmond, abbiamo intrapreso un lungo tour per la grande città del sud-est dell’Australia su due ruote, un mezzo che da queste parti francamente è molto poco usato: le distanze sono tali da queste parti che non è né prudente né pratico usarlo. Melbourne, cioè 4 milioni di abitanti: fondata nel 1835 dal figlio di un galeotto, tal John Batman, che comprò (più o meno) la terra per pochi soldi dagli aborigeni Kulin, già vent’anni più tardi era diventata una grande città grazie all’irrefrenabile flusso d’immigrati provenienti dal mondo intero, e alla fine del secolo era la capitale industriale e finanziaria dell’Australia. Poi fu fondata la capitale di Camberra – per risolvere la rivalità con Sydney , nel 1927–, sfuggì alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale e nel 1956 ospitò le olimpiadi. Melbourne è anche famosa per la mutevolezza meteorologica: qui in 24 ore si può passare dai 15 ai 40 gradi!
Dall'Asia un plauso a Benedetto XVI
Di Roberto Catalano Fonte: Città Nuova
La rinuncia del papa è stata accolta con rispetto ed ammirazione da molti rappresentanti delle religioni di questo grande continente

Il pontificato di Benedetto XVI si avvia alla conclusione, ma continuerà a suscitare reazioni e commenti e, senza dubbio, lascerà un segno nella storia della Chiesa. Non è difficile prevedere che, ormai, ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ Ratzinger nella vita dei successori di Pietro. Quella che pareva essere una scelta impensabile – la rinuncia in vita al soglio di Pietro – d’ora in poi diventa una possibilità anche per chi succederà a Benedetto XVI.
Fra le tante reazioni alla sua rinuncia, può essere interessante un breve esame di quanto hanno detto e commentato in Asia sulla scelta improvvisa ed assolutamente inattesa del papa tedesco. Non si deve dimenticare che il cristianesimo in questo continente, con l’eccezione delle Filippine e di Timor e in ragione più ridotta della Corea, resta una esigua minoranza. Il due per cento dei cattolici significa che, nonostante l’opera spesso molto visibile della Chiesa in scuole e ospedali ed altre attività sociali, il cristianesimo resta ai margini di un mondo ricco di culture millenarie che oggi vivono in società in grande sviluppo economico, ma anche con forti contraddizioni sociali e politiche.
Come ha reagito questo mondo che pare impermeabile all’annuncio evangelico, alla rinuncia del papa? Vari gli aspetti che hanno suscitato una riflessione da parte di asiatici.
Il prof. Channarong Boonnoon, thailandese esperto di teologia buddhista, ha definito il gesto di Ratzinger come «un atto di umiltà verso la verità, il mondo e gli altri» e la testimonianza più concreta e reale di «distacco dalle posizioni di potere». Il mondo del buddhismo theravada, la tradizione più antica dei seguaci dell’illuminato principe Siddharta, ha accolto con sorpresa e ammirazione la scelta di Benedetto XVI, che viene considerato un grande «difensore della Fede, oltre che uomo di profondissima spiritualità e modestia». È interessante e stimolante che il prof. Boonnoon, docente di arte alla Sipakorn University, abbia voluto studiare il gesto del papa partendo dal tema: "Il sentiero del Buddha e il sentiero di papa Benedetto XVI: un sentiero di Verità e stima personale (pur riconoscendo i propri limiti)".
Molto apprezzata la decisione del papa di dedicarsi al servizio della Chiesa, mediante una vita "contemplativa" fatta di studio e preghiera. La scelta della contemplazione è un elemento che ha toccato le corde di molti asiatici.
venerdì 22 febbraio 2013
"Forti senza violenza"
![]() |
| I ragazzi durante lo spettacolo |
Un progetto portato avanti dal complesso musicale Gen Rosso in diverse città dell'Europa e non solo, stavolta approda nella Repubblica Ceca.
Tecniche esperienziali, situazioni modello, musica, teatro ed altro lavoro artistico sono strumenti per rafforzare l'autostima dei giovani. L'obiettivo è quello di dare loro coraggio e forse anche un esempio tangibile per risolvere conflitti nelle loro immediate vicinanze, in modo particolare nelle scuole.
I 250 giovani assumono diversi ruoli nel musical (da ballerini e cantanti, attori, tecnici del suono e delle luci, agli scrittori e moderatori). La partecipazione attiva dei giovani è un trampolino di lancio per il loro impegno personale e di follow-up delle attività, nello spirito di comunione fraterna che abbraccia tutta la scuola lasciando ovunque le tracce visibili nell'atteggiamento dei giovani nei confronti della violenza.
Due impressioni a caldo:
"Resta vero che nessuno è venuto in ritardo oggi a scuola. Questo parla da sé ", ha detto la direttrice. E la cosa più bella per me è vedere i loro volti così felici…"
“Per me la cosa più bella era conoscersi con altri ragazzi dell’altra scuola fino a diventare amici.“
IUS Open Day!
Anche quest’anno lo IUS apre le porte per presentare la propria offerta formativa, anche in streaming oggi, 22 febbraio 2013, ore 11.00 – 18.00
Istituto Universitario Sophia
Località Loppiano
Via S.Vito 28,
50064 Incisa in Val d'Arno (FI)
All’interno del programma sono previste brevi lezioni di Economia, Politica e Teologia (trasmesse in STREAMING - link qui), un tour guidato all'Istituto, la possibilità di visitare la cittadella di Loppiano che lo accoglie e il Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti, nonché momenti di dialogo con docenti e studenti.
Per valutare progetti di studio e ricerca, opportunità professionali e di impegno sociale che si aprono al termine del percorso formativo, con i docenti saranno presenti anche alcuni imprenditori e professionisti sia dell’ambito profit che non profit che sostengono il progetto dello IUS.
Antonella Ferrucci
giovedì 21 febbraio 2013
Common pathways for Muslims and Christians
Nadia and Kadija are from two cities in Northern Italy. You can notice their ethnic, religious and cultural differences just by observing them. Nadia is Italian and Christian while Kadija is Tunisian and Muslim. Their experience of social cohesion began in school and has had unexpected results. Among these was Nadia’s degree dissertation in political Science about Muslim women, which dealt with the question of Muslim women’s wearing of the veil.
Theirs was only one of the several experiences recounted on November 25, in Brescia, where about 1,300 Christians and Muslims gathered for a day meeting with the title Common Pathways for Christian and Muslim families, organized by the Focolare Movement and various Islamic associations and communities.
mercoledì 20 febbraio 2013
martedì 19 febbraio 2013
Culture giovanili emergenti
Il Pontificio Consiglio della Cultura dedica l’assemblea plenaria alle culture giovanili emergenti. Volontariato e creatività nell'esperienza di Fara, giovane dei Focolari.
Dal 6 al 9 febbraio si è tenuta a Roma l’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura dedicata alle culture giovanili emergenti. L’obiettivo era, come ha affermato il Card. Ravasi, Presidente del dicastero, “porsi in ascolto attento della questione giovanile” esistente nella società ed anche nella Chiesa, dove è evidente la difficoltà nella trasmissione della fede.
L’importanza di questo tema è stato ribadito anche dal Santo Padre nell’incontro che ha avuto con i partecipanti, dove ha ricordato che i giovani sono per la Chiesa “un punto di riferimento essenziale ed ineludibile per la sua azione pastorale”, aggiungendo che “non mancano fenomeni decisamente positivi” come “tanti giovani volontari che dedicano ai fratelli più bisognosi le loro migliori energie”.
lunedì 18 febbraio 2013
Faça uma mudança visível em nossa cidade
Pessoal, vejam a foto e a noticia do pós-encontro dos jmu de belém!
Em Belém foi dado o passo inicial para as atividades dos Jovens Por um Mundo Unido em 2013, começamos nosso pós-encontro nesse Sábado dia 16 de fevereiro, num momento de descontração, bate-papo, música, animação em nos reencontrarmos e um delicioso lanche ao final, discutimos também um cronograma de atividades com nossas ações que incidirão na cidade esse ano, continuando o desafio proposto de fazermos a mudança visível em nossa cidade!
Assim acertamos que no domingo (24/02) nós iremos visitar uma comunidade do Guamá (carinhosamente chamada de Piquiá) que faz parte do projeto que os JMU junto a comunidade do movimento dos focolares em Belém já atua a alguns anos. Nosso ponto de encontro para ir até a comunidade será na Igreja dos Capuchinhos às 08h30 (no inicio da conselheiro). Então, desde já, estão todos convidados a estarem presente e a participar desse momento conosco!
Quem experimentou ir em outras vezes, sabe da alegria e felicidade em encontrar-se com aquela comunidade!
Saudações a todos e nos vemos no domingo!
Os JMU Belém!
domenica 17 febbraio 2013
Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te
Un racconto di Giulia di Pietro
"Aeroporto di Malpensa, 2 agosto 2011: stringo tra
le mani un biglietto con destinazione “Kampala – Uganda” e ancora non mi rendo
conto del tutto che sto davvero partendo, sto per realizzare quel desiderio,
presente da tempo dentro di me, di conoscere di persona un pezzo di mondo
diverso dal nostro caotico e frettoloso occidente. L’emozione è tanta, anche se
ancora non posso immaginare che quelle quattro settimane diventeranno una delle
esperienza più belle e più importanti della mia vita.
Per un mese ho condiviso la casa e la quotidianità
con un’altra ragazza italiana e tre ugandesi e questo mi ha costretta fin da
subito a mettere da parte ogni abitudine “occidentale”, ogni modo di fare o di
pensare, per aprirmi a loro e alla loro vita: ma quelle che all’inizio erano
rinunce e, per certi versi, anche piccoli sacrifici, presto sono diventate
ricchezza, un nuovo modo di pensare e di relazionarmi con chi avevo intorno.
Mi ha colpita la concezione che gli africani hanno
della persona: per loro al centro di ogni cosa sta la persona, l’altro, e non
il tempo, la fretta, gli impegni. E così, ad esempio, una riunione inizia
quando tutti sono arrivati, e non solo quando lo dice l’orologio, o l’autobus
parte quando è pieno e tutti sono saliti, e non ad un orario prestabilito. Pian
piano ho imparato a non controllare più che ora fosse, ma a lasciare che le
giornate venissero scandite dai rapporti con gli altri, piuttosto che dal
ticchettio delle lancette.
sabato 16 febbraio 2013
LA: Picnic Bar-B-Q
The Youth for a United World (Y4UW) in Los Angeles wrote to us saying:
"Many warm greetings to all!!
We are organizing a Picnic Bar-B-Q on February 24, 2013at Lindberg Park, Culver City. It's chance for us to invite and build bridges with our friends and friends of our friends. We would also wish to introduce them to the United World Project and invite them to participate by signing the petition, by committing themselves to:
- to live the “Golden Rule” common to the great Religions: “do unto others as you would have them do unto you, do not do to others what you do not want done to you”;
- to support the future establishment of the “Permanent and International Observatory on fraternity” in order to make known and promote the experiences of brotherhood implemented by individuals, groups and institutions.
- to request to request the recognition on an institutional and international level of another Y4UW activity, which is already operating since 15 years: the “United World Week”, days marked by fraternal initiatives aimed at influencing the public opinion.
Please keep us in your thoughts while we are preparing for this special day.
Greetings to all!!!
LA Y4UW"
For more information: www.unitedworldproject.org or info@unitedworldproject.org
venerdì 15 febbraio 2013
What is Interculturality?
Source: Isitintercultural
If you open a dictionary and look up “interculturality”, I doubt you will find it. However, you will surely come across the term “intercultural”, which refers to relationships, exchanges between different cultures or civilizations.
This definition has the virtue of being clear, but is still very general and abstract. In the end, it only made me wonder what a culture was. And then things became slightly more complicated, because the term “culture” refers not only to all intellectual aspects characteristic of a civilization (myths, values, historical, geographical, political and religious points of reference), but also to all acquired attitudes and behaviors within a community. In other words, you might say that as long as there is a distinct community, be it a people, a company or an age group, there is a distinct culture as well. To sum it up, you can think of a culture as a combination of behaviors, values and reference points acquired from experience, that are shared by a community and generate a sense of belonging to the group. Which means that our culture is an integral part of our identity, and greatly determines the way we act and think.
giovedì 14 febbraio 2013
50th anniversary of the Focolare in Africa
From www.focolare.org
Shisong, Cameroon: thousands of people gathered to remember the story of 50 years of Fraternity. Gratitude towards those who started it and new horizons.
«An extraordinary story, a divine one, which you know well. So many years of faithfulness and commitment from many of you that made that seed grow – sown first in Cameroon. From that seed segments of humanity renewed by love have blossomed, striving towards the realization of God’s project for the whole large African continent, and beyond». These are some excerpts from the message sent by Maria Voce (Emmaus), the President of the Focolare Movement, to the members of the movement in Africa, who are celebrating this year the 50th anniversary of the arrival of the Charism of unityin their continent.
mercoledì 13 febbraio 2013
Perché si digiuna?!?
fonte: Città Nuova
La pratica del digiuno (astenersi per un certo lasso di tempo più o meno lungo, da ogni alimento o da alcuni specifici alimenti) è tanto più universale e diffusa tra l’umanità, che difficilmente si troverebbe una religione o cultura, antica o moderna, in cui essa non esista.
La religione della Bibbia non fa eccezione. Nell’Antico Testamento il digiuno (in ebraico: som) è molto spesso evocato. Vediamo in quali contesti e con quale significato.
Non mangiare, anche solo per una giornata, è doloroso e faticoso; il digiuno è quindi inevitabilmente abbinato a una sensazione dolorosa. Non stupisce quindi che esso, nell’Antico Testamento, sia un’espressione di dolore e di sofferenza. Ad esempio, quando Elia profetizzò al malvagio re Acab tutte le sciagure che si sarebbero abbattute sulla sua perversa stirpe, il re, addolorato, «si stracciò le vesti, si coprì di sacco e digiunò» (1 Re 21,27; cf. anche Ne1,4).
In particolare il digiuno, come in quasi tutte le religioni, così anche nella Bibbia, è segno di lutto: alla morte del re Saul, Davide e i suoi uomini fecero lutto, piansero e digiunarono fino alla sera su Saul e su Gionata suo figlio, sul popolo del Signore e sulla casa d’Israele, perché erano caduti di spada (2 Sam 1,12; cf. 2 Sam 3,35; Gdc 20,26); in occasione dei suoi funerali digiunarono per sette giorni (cf. 1 Sam 31, 13; 1Cr 10,12).
martedì 12 febbraio 2013
Thank you! Grazie!
“Your Holiness, the Focolare Movement draws close to You with heartfelt and extreme gratitude for all the paternal love with which you have always accompanied and supported us. We would like you to feel us at Your side, in profound and continuous prayer for the new phase that is now beginning in Your life and in the life of the Church, with sure faith in God’s love, to which You called us back in a special way this year. We love You and we will always love you!”.
«Santità, il Movimento dei Focolari si stringe a Lei in un commosso e grande ringraziamento per tutto l’amore paterno da cui si è sempre sentito accompagnato e sostenuto. Vorremmo che ci sapesse al Suo fianco, in profonda e continua preghiera per la nuova fase che si apre ora nella Sua vita e nella vita della Chiesa, con la sicura fede nell’amore di Dio a cui ci ha particolarmente richiamati quest’anno. Le vogliamo e Le vorremo sempre bene!».
- Maria Voce, Presidente dei Focolari-
domenica 10 febbraio 2013
Sophia: tra politica e teologia
Fonte: Istituto Universitario Sophia
Il racconto di uno studente brasiliano che fa “la scoperta di un luogo pienamente umano da cui leggere il mondo e le sue sfide, rispettandone i linguaggi e le ragioni”.
Gabriel de Almeida ha 25 anni. Rio de Janeiro, dov’è nato, è una metropoli brasiliana attiva e dinamica: sarà sede della prossima Giornata Mondiale della Gioventù e dell’edizione 2014 della Coppa del mondo di calcio. E dalla grande Rio, Gabriel ha portato all’Istituto Universitario Sophia (IUS) anche la vivacità e lo slancio verso il futuro della popolazione carioca. L’itinerario di studio che sta concludendo presenta vari punti di interesse.
Perché ti sei iscritto allo IUS?
«Portata a casa la laurea in Relazioni internazionali, sentivo la necessità di fare un passo oltre i confini delle teorie politiche e di esplorare l’orizzonte dell’umanesimo. Dopo più di quattro anni e mezzo all’università, mi ritrovavo… con una grande sete: cercavo dove e come rispondere alle mie domande. I racconti di alcuni miei amici che avevano già frequentato Sophia mi hanno fatto intuire che proprio lo IUS poteva essere il posto giusto.
Iscriviti a:
Post (Atom)





.jpg)





















