venerdì 22 marzo 2013

Costruire ponti fra tutti gli uomini

Stralcio del discorso di Papa Francesco al Corpo Diplomatico accreditato presso la santa sede:
" (...)
Uno dei titoli del Vescovo di Roma è Pontefice, cioè colui che costruisce ponti, con Dio e tra gli uomini. Desidero proprio che il dialogo tra noi aiuti a costruire ponti fra tutti gli uomini, così che ognuno possa trovare nell’altro non un nemico, non un concorrente, ma un fratello da accogliere ed abbracciare! Le mie stesse origini poi mi spingono a lavorare per edificare ponti. Infatti, come sapete la mia famiglia è di origini italiane; e così in me è sempre vivo questo dialogo tra luoghi e culture fra loro distanti, tra un capo del mondo e l’altro, oggi sempre più vicini, interdipendenti, bisognosi di incontrarsi e di creare spazi reali di autentica fraternità. 
In quest’opera è fondamentale anche il ruolo della religione. Non si possono, infatti, costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri. Per questo è importante intensificare il dialogo fra le varie religioni, penso anzitutto a quello con l’Islam, e ho molto apprezzato la presenza, durante la Messa d’inizio del mio ministero, di tante Autorità civili e religiose del mondo islamico. Ed è pure importante intensificare il confronto con i non credenti, affinché non prevalgano mai le differenze che separano e feriscono, ma, pur nella diversità, vinca il desiderio di costruire legami veri di amicizia tra tutti i popoli. (...)"

giovedì 21 marzo 2013

A new current


130 Youth for a United World (Y4UW) animators from Portugal, Austria, Hungary, France and from all over Italy, with a small representation of the continents outside Europe, met at Castel Gandolfo for three days.
The gathering was dedicated to sharing and open dialogue that allowed us to cherish the life that ‘exploded’ before and after the international youth event in Budapest. Although, we may live far away from each other, we all felt certain that we are not alone, rather, we are bound to all those who live for the same goal: a united world!
Through the words of Chiara Lubich we really felt the reality of being ‘channels of the spirituality of unity’ for other young people, living near and far.

The greeting of Maria Voce, President of the Focolare Movement, was truly overwhelming! 
We were happy to experience how the Youth for a United World are close to her heart. She wanted to be updated in detail on the United World Project! With great enthusiasm, she encouraged us to create a ‘new current’ in our environment!
We are ready!
The Gen 2 Centres

Una corrente nuova


130 animatori di Giovani per un mondo unito (GMU) da Portogallo, Austria, Ungheria, Francia e da tutta l’Italia, con una piccola rappresentanza dei continenti extra europei.
Ci siamo trovati a Castel Gandolfo per 3 giorni: tanto dialogo che ci ha permesso di godere di tutta la vita ‘scoppiata’ prima e dopo l’evento internazionale di Budapest. In tutti risuonava forte la certezza che non siamo soli - anche se qualche volta magari siamo soli fisicamente, ci sentiamo uniti a tutti quanti vivono per la stessa meta: il mondo unito!
Attraverso le parole di Chiara Lubich ci siamo ritrovati in pieno nell’essere canali della spiritualità dell’unità per altri giovani vicini e lontani. 
Il saluto di Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, è stato travolgente! Siamo stati felici di sperimentare quanto lei ha in cuore i GMU: voleva sapere tutti i dettagli di come va lo United World Project! Più che mai ci ha lanciato a vivere per il mondo unito e creare una ‘corrente nuova’ nei nostri ambienti!
E ci stiamo!
Le e i gen dei Centri gen


Conosciamo un po' la cultura del 'mate'


   
fonte: Ciudad Nueva Argentina
La corrispondente di Ciudad Nueva argentina ha colto l'occasione dell'udienza con i rappresentanti della stampa per regalare al pontefice un "mate" con la cannuccia. Il contenitore è usato per sorbire una tipica bevanda del Cono Sud. La foto ha fatto il giro del mondo.

Mate in regalo a papa Francesco da Ciudad Nueva
Con un papa argentino poteva mai mancare il mate?! Sarebbe come eleggere un papa napoletano che non prende caffè: una contraddizione. La foto della donna che glielo offre ha fatto il giro del mondo. Lei è la collaboratrice della redazione di Buenos Aires di Ciudad Nueva, la signora Virginia Bonard, in questo momento a Roma.
 Colta di sopresa, come tutti noi, dall’elezione del cardinale di Buenos Aires, Virginia ha approfittato dell’udienza concessa ai giornalisti per avvicinarsi. Bergoglio l’ha subito riconosciuta, dato che la giornalista lavora in arcivescovato all’ufficio stampa e nella vicaria dei bambini, e l’ha subito chiamata sorpreso: “Virrrrginia!”
 Si sono scambiati poche parole, colme di emozione (...). Tutta commossa gli ha regalato il mate, composto da un contenitore che si ricava dalla scorza seccata di una zucca tipica dell'Argentina ed una cannuccia metallica bucherellata alla base, che serve per aspirare l’infusione di un erba amara (yerba mate) usata soprattutto nel Cono Sud (Argentina, Uruguay, sud del Brasile, Cile) come stimolante.
Un pò come a Napoli il caffé, il mate rappresenta un motivo di socializzazione. L’acqua deve essere ben bollente e si usa un unico contenitore e una unica cannuccia. Il calore dell’acqua impedisce la trasmissione dei batteri (bah, a me hanno sempre detto così, ma preferisco non farci troppo caso). La cerchia dei presenti riceverà a turno l’infusione per poi passarla di nuovo all’incaricato di distribuirla. Nel frattempo si fa colazione o merenda, si lavora avendo a fianco il termos con l’acqua e tutto il necessario che viene trasportato in contenitori di cuoio tipici da queste parti, o si fa una pausa, oppure quattro chiacchiere con gli amici dell’isolato, in casa o fuori, o mentre si passeggia o si viaggia in auto (facendo attenzione a passarlo al conducente al momento opportuno). I distributori di benzina hanno una macchina speciale che distribuisce acqua calda e mate di plastica da viaggio, tutto usa e getta. Oppure lo si prende tornando a casa dal lavoro e al posto della cena se il bilancio familiare non la consente, accompagnato da un pezzo di pane. Il mate è uno stimolante, anche abbastanza forte, attutisce sia la sensazione di stanchezza che... la fame.

mercoledì 20 marzo 2013

L’arte di fare insieme



Ciao a tutti! 
Vogliamo condividere con voi un po’ dell’ativitá che abbiamo fatto sabato scorso (18 marzo) insieme a tanti altri nuovi per ricordare Chiara Lubich. Il nome della giornata era “El arte de hacerlo juntos” (L’arte di fare insieme). Abbiamo proposto di fare 3 workshops: musica, danza e arte plastica.
Quelli della musica hanno preparato la canzone “Capolinea”. I Giovani per un Mondo Unito (GMU) incaricati di questo worshop conoscevano già la musica e hanno insegnato agli altri la canzone, facendo la distribuzione degli strumenti e la clasificazione delle voci.
Quelli della danza hanno preparato una coreografia per la stessa canzone.
Nel workshop sull’arte plastica si è fatto un’imagine sui testi della della canzone.
Alla fine della serata, abbiamo assemblato i lavori di tutti e fatto una presentazione finale
È stata una giornata molto bella e si sentiva un rapporto di amore reciproco tra tutti!
Un abbraccio grande colombiano dai GMU Colombiani! 


martedì 19 marzo 2013

“Ubuntu” as lived in Jordan


Hello!
Hope you're having a good day so far!
It's time for actions GUYS as we promised!
It's time to open our eyes to what's happening around us...to the need of others!
It's time for the Syrian Children Refugees! It's time to draw a smile on their faces!
Join us in the "Saturday 23rd March" event, and let's be EQUAL to those kids by carrying their loads and sharing Joy with them!
Waiting for You by filling up this form!
https://docs.google.com/forms/d/1WEsGtEVX7GtQMzFwPkTK4-3sQY9Aoipf23PfuTAgyO8/viewform?pli=1


lunedì 18 marzo 2013

Manifestazione di Libera 2013 – anche i GMU italiani sfilano contro le mafie


Di Tomaso Comazzi
Stretti con gli oltre 100.000 presenti, anche circa 30 Giovani per un Mondo Unito (GMU) provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla diciottesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera e Avviso Pubblico. Titolo dell’evento: “Firenze, 16 marzo 2013 – Semi di giustizia, semi di responsabilità”.
«Ci siamo alzati tutti di buon mattino per venire anche noi a Firenze – raccontano i GMU presenti – veniamo da Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Sicilia e naturalmente Toscana e anche noi siamo qui per testimoniare il nostro impegno concreto a contrastare qualsiasi forma di ingiustizia e legalitá soffochi ancora il nostro Paese.»
La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

ENOUGH IS ENOUGH!


Good Morning :) 
By signing this petition, we choose to take part in building a United World! A world where millions of people silently give without receiving, forgive and build broken relationships, people who choose to live as brothers!!
Let us speak out loud and say: Enough war! Enough hunger! Enough pain! 
We need to see the change and it will start by us..
Sign and make a change!


From the Y4UW Secretariat in Jordan:

domenica 17 marzo 2013

YOUth 4SYRIA


Bisogna cambiare mentalità


Carlo Cefaloni
Fonte: Città Nuova
Due giorni (18 e 19 marzo) per costruire un’economia fondata sulla legalità. L’impegno della Fai (associazioni antiracket e usura) assieme a Giovani per un mondo unito dei Focolari
Quando arrivano a Napoli, i turisti tedeschi ricevono dal loro consolato una mappa della meravigliosa città con gli esercizi commerciali liberi dal pizzo. L’iniziativa è una forma di “consumo critico” ed è il frutto della collaborazione con la “Federazione delle associazioni antiracket e anti usura italiane” (Fai). La camorra, come conferma l’ultima relazione dei servizi segreti del febbraio 2013 al ministro dell’interno Cancellieri, mantiene una forte «capacità collusiva e di condizionamento» diffusa e pervasiva a livello nazionale e internazionale.
Si può affrontare una tale organizzazione capace di disporre non solo di una «consolidata forza militare» ma di notevoli risorse umane e finanziarie? Come diceva Martin Luther King, «non ho paura delle parole dei corrotti e dei violenti; mi preoccupa molto il silenzio degli onesti». Cominciare a sostenere concretamente, con le proprie scelte di acquisto, le realtà produttive che rifiutano di pagare il pedaggio della protezione di tipo mafioso, vuol dire stringere quotidianamente un patto di resistenza morale capace di ricostruire un tessuto degno del vivere civile.  E non si tratta solo di dire dei «no!», ma di arrivare a denunciare facendo nomi e cognomi.

sabato 16 marzo 2013

The Cyclop’s era: hostility in the labour market


Written by Luigino Bruni 
Published in Avvenire on 10/03/2013
It is crucial that we rediscover the virtue of hospitality. This is particularly true when looking at today’s youth who have become increasingly like foreigners in their own societies. Adults do not try to understand today’s youth or provide opportunities for them. Rather, they just stand idle, watching the degradation of their spaces, especially schools. The world is rapidly changing and if, as adults, we clearly see the end of a system, it’s not difficult to imagine how absurd and awkward the status quo would seem to a young person in his or her teens or twenties. History has shown us that some generations decay faster than others; ours is one of them.
Records are straightforward in pointing to the fact that young people are strangers and foreigners in their own land: the youth unemployment rate is 43%. This is a number that should prevent us from sleeping however we sleep soundly since we’re so used to such negative news. Above all, we’re forgetting that a young person is more than one family’s child; they are society’s responsibility as well.

venerdì 15 marzo 2013

Ago&Co.

Di: Campodoni Maria Chiara e Marco

Quando è nato Agostino ci sono venuti a trovare tantissimi amici, e ciascuno lo ha voluto festeggiare con un piccolo pensiero, e così ci siamo ritrovati con 4 teli da bagno azzurri, 2 carillon praticamente uguali, oltre  a tante altre cose. 
Ovviamente ci ha fatto piacere essere circondati da tanti parenti e amici e li avremmo voluti con noi anche per il battesimo, programmato venti giorni dopo, ma non volevamo che questo si trasformasse in un’occasione per ricevere tanti altri regali. 

Così, a parte i parenti più stretti a cui abbiamo chiesto alcuni regali utili (lettino, seggiolone, seggiolino da macchina…) a tutti gli altri abbiamo chiesto di aiutarci a contribuire al progetto United World Project, indicando anche la pagina internet in modo da poter conoscerlo meglio.
Nel teatro dove abbiamo fatto un po’ di festa avevamo allestito un angolo con un grande salvadanaio e la locandina che spiegasse il progetto, e nei sacchetti dei confetti abbiamo arrotolato la card che si trova sul sito, a cui abbiamo aggiunto la frase “Abbiamo scelto di contribuire a questo progetto perché Agostino e tutti i bambini possano crescere in un mondo più unito”.
Agostino è il nostro primo figlio e avremmo potuto aver bisogno di qualunque cosa, ma gli amici e i parenti ci hanno prestato di tutto e possiamo dire che non ci manca niente. Destinare i 1.000 euro raccolti per il battesimo al progetto United World Project ci ha fatto sperimentare una vera libertà e ci è sembrato un bel modo per cominciare l’avventura della nostra famiglia.

giovedì 14 marzo 2013

Roma: stazione della metropolitana intitolata a Chiara Lubich

Nel giorno dell'anniversario della sua nascita al cielo, una targa esprime la vicinanza della Città agli ideali della Fondatrice del Movimento dei Focolari. Il messaggio di Maria Voce.
“Da Roma ha diffuso nel mondo l’ideale della fraternità universale”: queste le parole che l’Amministrazione capitolina a nome dell’intera città ha voluto incise sulla targa che dedica la Stazione Viale Libia della metropolitana (linea B1) a Chiara Lubich.
La cerimonia dello scoprimento si è svolta davanti ad una piccola folla il 14 marzo, in occasione del quinto anniversario della nascita al cielo della Fondatrice dei Focolari che non lontano da qui aveva dimorato quando il Movimento muoveva i primi passi nella Capitale.
A questa circostanza fa cenno la presidenteMaria Voce: “Bella la scelta di questo quartiere dove, per ben 15 anni Chiara ha vissuto momenti di particolare luce – mentre si definivano le linee e la fisionomia di un’Opera di Dio – e momenti di particolare dolore – mentre la Chiesa studiava e vagliava il Movimento”.
Questo rapporto con la città di Roma era stato suggellato dal conferimento della cittadinanza onoraria alla fondatrice dei Focolari il 22 gennaio 2000, giorno del suo ottantesimo compleanno; in quell’occasione, ricorda ancora Maria Voce, Chiara espresse tutta la “passione per la città eterna ed anche il preciso impegno di dedicarsi più e meglio a che essa, città unica al mondo, simbolo di unità ed universalità, corrisponda alla sua vocazione”. Impegno tanto profondo quanto concreto nel quotidiano di ciascuno.

Papa Francesco: l'emozione, la gioia e gli auguri dei fedeli in Piazza San Pietro

Fonte: www.news.va

 All'annuncio del nuovo Papa, grande emozione e gioia nella folla di fedeli provenienti da tutto il mondo e riuniti a Piazza San Pietro. Molti di loro hanno atteso ore e ore sotto la pioggia, adulti, anziani e bambini. Debora Donnini ha raccolto le loro voci:  
R. - E’ un arcobaleno di emozioni.
D. - Da quanto sei qui?
R. - Dalle quattro di oggi pomeriggio. 
D. - Sei contenta di questo Papa?

R. - Tantissimo. E’ un’emozione indescrivibile, veramente. 
R. - E’ la prima volta che mi trovo qui in questa situazione ed è bellissimo, veramente. Non c’è nessuna altra parola per descrivere il tutto.
 
D. - Quali sono le vostre emozioni in questo momento?

R. - Molto emozionato. Anche per un Papa che per la prima volta ha scelto un nome nuovo… Molta emozione, molta emozione. 
D. - E tu che emozioni provi?

R. - Bellissimo!
D. - Sei contento di essere qui in Piazza San Pietro?
R. - Sì. 
R. - Stupore. Ci ha spiazzato, perché non ci aspettavamo un gesuita. Il nome Francesco è bellissimo….

D. - Vi piace la scelta del nome?
R. - Sì, sì. E poi il primo Francesco nella storia. Quindi…
D. - E’ emozionata sorella?
R. - Altroché. E’ la prima volta che sono qui… che sono a Roma per questi avvenimenti…. 
D. - Che cosa prova?

R. - Una grandissima trepidazione anche. 
D. - Le piace il nome che ha scelto, Francesco?

R. - Bellissimo, bellissimo. E’ bellissimo davvero, perché Francesco è qualcosa di … 
D. - Che cosa augura al nuovo Papa?

R. - Di essere un Pastore di Dio, di essere un Pastore buono che veglia con umanità il suo gregge.

mercoledì 13 marzo 2013

Sempre alla moda: vestiti e dintorni

Problemi economici, come in tante famiglie. Stipendi arretrati, e infine, sospensione del lavoro. Con tre figlie piccole il futuro potrebbe sembrare minaccioso. Come fare? Misurare le proprie necessità su quelle degli altri può sembrare una scelta folle, ma in questo caso, è risultata vincente. I fatti, raccontati dalla mamma, lo dimostrano.
Qui uno dei tre episodi pubblicati da www.focolare.org col titolo: Mamma, siamo poveri?

(...) «Con diverse famiglie c’è uno scambio continuo di vestiti, soprattutto per le bambine, una sorta di baratto. Quando arrivano questi enormi pacchi abbiamo un piccolo rito: apriamo insieme le buste e poi organizziamo le sfilate. Vestiti belli, scarpe nuovissime: le mie figlie non hanno mai avuto un guardaroba così fornito. Un giorno la più grande  ha raccontato di queste “sfilate” ad una sua compagna, che un po’ schifata le dice: “Ma come fai ad essere contenta se metti i vestiti usati degli altri? Ma tu sei povera?”.  Naturalmente è arrivata a casa triste e un po’ delusa. Ne abbiamo parlato bene e ci siamo accordate che quando le serve qualcosa di particolare lo compriamo, ma che è molto bello dare e ricevere quello che si ha, non perché non abbiamo la possibilità di comprare ma perché è giusto non sprecare, a favore anche di tanti bambini poveri, come per esempio il bambino che abbiamo adottato a distanza. La bambina non solo si è rasserenata ma è andata a prendere il salvadanaio e mi ha dato i suoi soldini da mandare al suo fratellino del Pakistan. Poi mi ha chiesto: “Mamma ma noi siamo poveri?” Ho spiegato che in realtà in quel periodo qualche difficoltà ce l’avevamo, per via della mancanza di lavoro del papà e di alcune mie mensilità arretrate. È stata l’occasione di spiegarle che magari manchiamo di qualcosa, ma abbiamo una casa, la macchina, buone cose da mangiare, ma soprattutto ci vogliamo bene e abbiamo tanti amici e siamo felici. E lei ha esclamato: “Ma allora mamma siamo ricchi!
F. & M. – Italia

martedì 12 marzo 2013

Progetto legalità

Giovani per un Mondo Unito di Albania - Basilicata - Campania - Puglia

Ciao a tutte e tutti!
Come prima tappa per il progetto legalità è nata l'idea di collaborare con l'associazione antiracket "Domenico Noviello".
Ci lanceremo in un pomeriggio di scoperta di uno dei più importanti strumenti di lotta alla criminalità organizzata: il CONSUMO CRITICO
Conosceremo direttamente i commercianti e gli imprenditori che hanno aderito all’associazione antiracket “Domenico Noviello”, e ci impegneremo concretamente in un’azione di promozione nella città. 
L'appuntamento è per lunedì 18 marzo 2013 in Piazza Municipio, a Pomigliano D'arco (NA)

            ---->>>> ECCO IL PROGRAMMA <<<<---- span="">
- 15.30 LET’S START -> Presentazione del CONSUMO CRITICO
- 16.30 Divisione in gruppi. Conoscenza degli esercizi aderenti e in promozione del progetto nella città.
- 18.00 Ritorno a Piazza Municipio e CONCLUSIONE in Piazza.
- 18.30 Possibilità di partecipare al convegno sul Consumo Critico e Legalità. Interverrà anche il Dott. Tano Grasso.
Diffondiamolo tra i nostri amici e.... ci vediamo a Pomigliano!
VI ASPETTIAMO!

domenica 10 marzo 2013

L'Onu premia il villaggio della pace della Santa Trinità


Roberto Catalano
Fonte: Città Nuova
Il premio delle Nazioni unite è andato al vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, Paride Taban, per l'impegno profuso nella creazione dell'Holy Trinity Peace Village di Kuron, per la convivenza pacifica delle tribu locali
In questi giorni monsignor Paride Taban, il vescovo emerito di Torit, Sud Sudan, ha ricevuto il premio dell’Onu per la pace, assegnato dalla Fondazione Sergio Vieira de Mello, istituita in ricordo del diplomatico brasiliano che nel 2003, dopo trentaquattro anni di servizio presso le Nazioni Unite, rimase ucciso in un attacco da parte di un kamikaze a Baghdad. Il riconoscimento è assegnato a personalità che si sono distinte nell’ambito della costruzione e promozione di progetti alternativi di pace o di soluzione di conflitti.

Mons. Taban è stato, e continua ad essere, un protagonista di primissimo piano nella dolorosa vicenda che ha portato alla fondazione del Sud Sudan e alla sua indipendenza dal governo di Karthum. Lo dimostra il Kuron Peace Village, un’esperienza di integrazione che si trova nello stato sudanese dell’Equatoria Orientale. Si tratta di un esperimento pilota, che vuole essere un modello di convivenza e integrazione sociale in un mondo che ha conosciuto da due decenni solo violenze di ogni tipo. L’idea maturò nei primi anni Novanta, dopo che il vescovo aveva fatto visita ad altre comunità di pace già esistenti. Fra queste Neve Shalom/wahat al-salem in Israele, un villaggio modello in cui convivono ebrei e arabi con amministrazione e gestione pienamente condivisa. Il vescovo era rimasto impressionato anche da altre esperienze, ma il suo desiderio era quello di dar vita a qualcosa di tipicamente sudanese.

venerdì 8 marzo 2013

Fraternità in politica?!? Certo!!

Di Antonio Maria Baggio

Nei giorni 11, 12 e 13 marzo 2013 si terrà a Loppiano, nella sede dell’Istituto Universitario Sophia, il Seminario internazionale: “La fraternità come principio relazionale politico e giuridico”.E’ l’avvenimento accademico più rilevante, riguardante lo studio della fraternità nella politica e nel diritto, che si celebra in Europa da quando Chiara Lubich, nel 2000, ha lanciato la fraternità come “lo specifico del Movimento politico per l’unità”.Il Seminario, organizzato dall'Istituto Universitario Sophia, è promosso da 8 Università d’Europa, ma tra 61 relatori, oltre agli europei, vi sono professori e ricercatori di Brasile (25) e Argentina (6), con una qualificata rappresentanza africana.Il Seminario è rivolto prima di tutto ai ricercatori stessi, ma vi possono assistere anche gli studenti e il pubblico interessato, previa iscrizione. Le informazioni sui contenuti e sul  programma del seminario, le schede da inviare per l’iscrizione si trovano nei seguenti siti: www.principiofraternita.itwww.fraternityprinciple.it e www.iu-sophia.org.

Programma e lista dei relatori

giovedì 7 marzo 2013

Amore chiama amore - Chain of love


Incrociare il Vangelo con la Vita?


E’  possibile per un giovane del nostro secolo, trovare nel Vangelo un senso alla vita? Il Vangelo ha qualcosa da dire, in sue prospettive religiosa e della fede, in risposta alle questioni più complesse che il nostro mondo oggi vive nella sua sfera sociale e politica?
Le “Parole incrociate” vuol essere uno spazio di dialogo a 360 gradi a queste e altre domande. In una esposizione teorica e pratica vogliono raggiungere punti di incontro tra “fede e ragione”, unindo il pensiero e l’azione partendo dei temi ed esperienze di vita che la Parola può costruire in diverse aree di conoscenza e in quello che è proprio della vita di università.
L’idea è nata dal desiderio di un gruppo di Giovani per un Mondo Unito (GMU) che cerca di “incrociare” la vita universitaria – la conoscenza che si acquisisce con lo studio e gli eventi della vita di tutti i giorni - con l’atualiatà delle parole del Vangelo.

mercoledì 6 marzo 2013

Ubuntu, “I am because we are”


A Youth for a United World project: ‘sharing with Africa’ and discovering the gift that the African continent is for the whole world.
The Youth for a United World have launched their ‘Sharing with Africa’ project that focuses on making known the gift that this continent is for the world, with its peculiarities and traditions.
Already in 2011 some 200 youth from several African countries had met to deeply examine the project of achieving true brotherhood. This project has been going ahead since the 1960’s in Fontem, Cameroon to see how they could also contribute to universal brotherhood. It was from here that ‘Sharing with Africa’ begun with the goal of making a contribution to forming a new culture that is open to the building of a more united world by promoting the values that have created and shaped African society.

martedì 5 marzo 2013

1.200 in ascolto

 Sabato, 2 marzo, Natalia, brasiliana e Christian, rumeno hanno fatto la presentazione del progetto che fa il giro del mondo: lo United World Project.
In ascolto 1.200 persone provenienti da diversi Paesi, 8 lingue, radunati a Castel Gandolfo per il loro convegno annuale degli 'impegnati' di Famiglie Nuove.
L'entusiasmo che partiva dal palco ha rapidamente coinvolto tutti.
A dimostrarlo concretamente, l'offerta da parte di imprenditore presente al convegno di uno spazio nella Fiera di Milano 2013 per dare visibilità al progetto.
Alla fine, un breve ma proficuo dialogo. Alla domanda su come far conoscere questo progetto negli ambiente 'laici' dove la regola d'oro ("fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te") potrebbe apparire troppo 'religiosa', una risposta semplice ed incoraggiante: "la fraternità vuole il bene comune, non importa se uno ha o meno un credo religioso...".
E a quanti volevano saper cosa fare per contribuire in modo concreto al progetto: "lavoro di squadra, insieme ai giovani del posto... fate un programma, fidatevi delle loro iniziative...".
Impegno, slancio, motivazioni varie... il tutto collaudato dal profondo desiderio di prendere il largo, di vivere e invogliare tanti altri a mettere in azione la fraternità universale.




lunedì 4 marzo 2013

Un ponte di fraternità universale: Cameroun e Italia


Published on 28 Feb 2013 
Regia e soggetto Niccolò Di Vito
Direttore della Fotografia Andrea Poli Dirolan
Steadycam Letizia Sartini
www.lipdubitalia.it 
Dal 2006, grazie alla collaborazione con il movimento dei Focolari, alcune scuole toscane hanno stretto un rapporto di gemellaggio con il College “Our Lady, Seat of Wisdom” di Fontem (in Camerun). Dal 2008 anche l’Istituto Tecnico Economico “A. Capitini” di Agliana (PT) ha partecipato attivamente all’iniziativa.
Gli studenti delle scuole lavorano insieme tutto l’anno per mettere a punto interventi educativi e di formazione rivolti ai bambini del villaggio di Besalì che si trova nella foresta equatoriale. Attraverso ‘Noi con gli Altri’, gli studenti possono compiere un viaggio in Camerun per raggiungere i loro compagni di Fontem e per recarsi, insieme a loro, a fare visita agli alunni di Besalì.
Grazie a questo incontro alcuni bambini del villaggio avranno poi modo di frequentare il College “Our Lady, Seat of Wisdom”.
In particolare quest’anno i giovani di Fontem insieme a quelli italiani hanno collaborato alla creazione di un lip dub, reso possibile dalla creatività e professionalità di Niccolò Di Vito. Quest’iniziativa, che consiste nella realizzazione di un video di musica popolare, ha permesso ai giovani di entrambi i paesi di interagire con canti e balli e di trovare nell’espressione artistica il canale di comunicazione.
Il supporto dall’Italia continua poi, a distanza, attraverso il rifornimento di materiali e strumenti didattici per la scuola di Besalì.
www.cambiala.it/fontem

domenica 3 marzo 2013

Shaping tomorrow’s innovators

DESA News
“Empowering young people is crucial. Half the world is under 25 years of age. Young women and men everywhere want decent jobs. They want dignity. They want a greater say in their own destiny,” said Secretary-General Ban Ki-moon recently. With the purpose of leveraging the potentials of youth in solving global challenges, ECOSOC is arranging a Youth Forum on 27 March
Full Article

Fraternità e Giustizia

  • 500 detenuti hanno beneficiato del progetto, che ha visto svolgersi 300 processi penali:  si tratta di persone che probabilmente sarebbero ancora in attesa del processo, appesantendo il sistema carcerario.
  • 300 studenti di diritto hanno preso parte al progetto.
  • 350 famiglie dei detenuti assistite da studenti e operatori nell’area della salute e dei servizi sociali.
  • Oltre 200 cittadini scarcerati.
  • Oltre 1000 detenuti hanno beneficiato di assistenza attraverso raccolte di vestiti, giocattoli e materiale per l’igiene personale.
  • Articoli, saggi e premi ricevuti.
Sono solo alcuni dei risultati ottenuti (tra il 2001 – anno della sua nascita – e marzo 2012) dal progetto per l’Adozione Giuridica dei Cittadini Arrestati e presentati dalla prof. Maria Perpétua Socorro Dantas Jordão, coordinatrice del progetto e dal prof. Paulo Muniz Lopes, rettore della università, al convegno, organizzato da CeDFraternità, diritto e trasformazione sociale(Mariapoli Ginetta, 25-27 gennaio 2013). È un progetto che cerca di affrontare la problematica del sistema penitenziario nello Stato del Pernambuco, riguardo ai detenuti – in attesa di processo – che dovrebbero essere assistiti dalla Pubblica Difesa.
Sono storie di vita, di abbandono giuridico, di uomini senza difesa, ma soprattutto bisognosi di uno sguardo di speranza. Avvicinare lo studente di diritto a questa realtà è una sfida costante del Progetto, soprattutto perché i detenuti “adottati” hanno commesso o tentato crimini gravi. Assumendo la fraternità come principio politico e giuridico da considerare, e contestualizzandolo nella prospettiva dei diritti umani, in quale direzione deve formarsi il futuro operatore del diritto?
A partire dallo sguardo accademico sulla umanizzazione professionale del diritto, si verifica un incontro: il carcerato trova uno strumento per ottenere il rispetto dei diritti umani, spesso violati (anche per il sovraffollamento: dove dovrebbero vivere 98 persone ce ne sono 1400); il futuro professionista sviluppa il senso critico e prende coscienza della sua forza di trasformazione della società. Ma soprattutto si stabilisce tra studente e detenuto una dimensione di fraternità, che – associata alla libertà e all’uguaglianza – permette ad entrambi di sperimentare in pienezza la cittadinanza.

venerdì 1 marzo 2013

Un passo avanti

Fonte: www.new-humanity.org
Una delegazione di Giovani per un Mondo Unito, realtà giovanile di New Humanitysi è incontrata nel pomeriggio di venerdì 22 febbraio con S. Ecc. M.me Bogyay, Presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO (l'organismo di rappresentanza permanente dei 195 Paesi membri dell'UNESCO). Nel corso dell'incontro, i giovani hanno ringraziato M.me Bogyay per le sue parole al Genfest (il loro grande evento dell'estate scorsa a Budapest) e le hanno presentato le attività ora promosse in tutti i Paesi in cui sono presenti.
«Noi siamo di tre nazionalità differenti (cilena, francese ed italiana) - raccontano i membri della giovane delegazione - ma nelle ore precedenti all'incontro ci siamo detti di essere "ambasciatori" dell'Africa, dell'Oceania, di tutto il Sud America, di fare nostro l'Ubuntu, di essere la veramente in rappresentanza di ciascun giovane di ciascun continente».
Ricordando la sua partecipazione al Genfest, M.me Bogyay ha espresso la sua ammirazione per l'impatto straordinario che l'evento ha avuto sui giovani presenti e la città di Budapest: «Ogni persona che è stata a contatto con voi - ha detto ai presenti - è rimasta colpita, qualunque fosse il suo livello, persino i politici.»
La Presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO ha inoltre sottolineato l'importanza del Genfest per l'Organismo da lei presieduto. Nel corso dell'evento, i 12.000 giovani presenti hanno conosciuto più da vicino scopi e valori dell'UNESCO, trovando profonde affinità con quanto essi promuovono con le loro attività (dialogo, pace, fraternità).
Interrogati su come essi promuovono il "dialogo inter-fede" (ad indicare quel dialogo inter-culturale in cui la dimensione religiosa è presente ed esplicita), i Giovani per un Mondo Unito hanno avuto modo di illustrare il loro modo di agire nel corso delle loro attività e nella loro vita quotidiana per diffondere una cultura incentrata sul principio di fraternità.
L'attenzione ed il sostegno dimostrato da M.me Bogyay per le prossime attività che i Giovani per un Mondo Unito hanno in cantiere è andata oltre le loro aspettative. In particolare per quanto riguarda l'inaugurazione della Settimana Mondo Unito 2013 (evento che ogni anno vede i GMU promuovere con particolare intensità attività in tutto il mondo volte a diffondere l'agire fraterno) il prossimo primo maggio a Gerusalemme.

giovedì 28 febbraio 2013

Tracking the Promises on Youth Participation


UN High Level Panel on Post-2015 Development Agenda
By Esther Eshiet*
As the whole world counts down to the 2015 as the deadline for the fulfillment of the Millennium Development Goals, it was very timely that the United Nations began the process of evaluating the performance of the MDGs and started planning towards shaping the next set of development goals.
One of such strategies was the setting up of the UN High Level Panel of Eminent Persons on the Post-2015 Development Agenda by the UN Secretary-General, Mr. Ban Ki-Moon. With the primary role of shaping up the global development framework after 2015; the Panel of 26 eminent persons met in London from October 31st – November 2nd 2012 for its first outreach session.  The outreach session was aimed at consulting with individuals and organizations from the private sector, civil society and youth in order to evaluate the missing links of the current Millennium Development Goals (MDGs) and to initiate conversations on the next global development framework as the MDGs expire in 2015.

mercoledì 27 febbraio 2013

“Enculturation” experiences


A young Italian girl shares her experience, after spending some time in Kampala, Uganda, where she discovered the value of the person in African traditions.
From the 10th to 13th May 2013, the little town of ¨Piero” in Nairobi (Kenya) will host the “Enculturation School”, a workshop that this year will have as the main theme ¨The Person” in various African traditions. Besides, a group of young people will take part in the first stage of the Project “Sharing with Africa”. In preparation for this event, we publish Giulia´s account of her Ugandan experience.
«Malpensa Airport, 2nd August 2011: destination “Kampala – Uganda”. I felt extremely excited although I still couldn’t imagine that in the coming four weeks I would have one of the most beautiful and important experiences of my life. For a month I lived together and shared daily life with another Italian girl and three Ugandans. This obliged me from the very beginning to put aside all my “western” habits, every way of doing or thinking, in order to be open myself to them and their life. But what at first were just small sacrifices soon became a treasure, a new way of thinking and relating to people around me.

lunedì 25 febbraio 2013

Trieste in azione


I Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Trieste ci scrivono che la festa di carnevale “maschera le diversità” è andata molto bene.
“Eravamo circa una sessantina di giovani. E’ stato un bellissimo pomeriggio di festa, di allegria, di giochi, di divertimento e di condivisione, scambio e tanto amore che circolava. I feedback ricevuti dai partecipanti, erano molto positivi, in particolare quelli dei ragazzi disabili che erano veramente entusiasti e si sono letteralmente scatenati durante la festa.
Approfittiamo per dirvi delle due prossime iniziative imminenti che organizziamo a Trieste:
PRIMA INIZIATIVA:
INCONTRO: “LA CONQUISTA DELLA LIBERTA’”
I GMU di Trieste sono lieti d’invitarvi all’incontro con lo psicologo Ezio Aceti dal titolo: “La conquista della libertà: le relazioni interpersonali e l’educazione del cuore”. Si parlerà del concetto di libertà, sviscerato in tutti i suoi aspetti: da quello intellettuale alla sfera puramente emotivo-sentimentale. Lo psicologo analizzerà le varie fasi dello sviluppo intellettivo ed emotivo parlando  di crisi di identità, di rapporti interpersonali, di amicizia, di amore, fino ad arrivare al cuore della questione.
QUANDO: lunedì 25 febbraio dalle ore 18.00 alle ore 19.30 (ritrovo alle ore 17.45)
DOVE: nella sala della Parrocchia Gesù Divino Operaio via Benussi n. 13 (1 o 2 fermate dell’autobus  numero 19, 20, 21 dopo il Palatrieste, in direzione di  via Flavia). L’INCONTRO è APERTO A TUTTI ED E’ GRATUITO.

Myanmar: Many but one.


Asia & the Pacific Interfaith Youth Network Regional Pre-Assembly Meeting
21- 22 February 2013 | Chatrium Royal Lake Hotel, Yangon
Final statement of the pre-Assembly Meeting as shared by Lawrence Chong
During our visit to the majestic grounds of the Shwedagon Pagoda, some of us were given a passionate and beautiful commentary on the meaning of the place and its importance to the national identity. Only to be pleasantly surprised that our guides were a Muslim and a Hindu. Then we were inspired by other encounters such as a young doctor who had the opportunity to pursue a career overseas but chose to come back and set up his medical practice. These experiences inspire us to be hopeful of the future of Myanmar because of our peers; the young religious leaders.
We, the religious youth of the Religions for Peace Asia and the Pacific Interfaith Youth Network convened by the Religions for Peace, the world’s largest coalition of religious communities dedicated to inter- religious cooperation for conflict transformation, peace building and sustainable development, have gathered here in Yangon for the first time. We share the excitement and the anxiety as we witness the rise of a new era for Mynamar.

domenica 24 febbraio 2013

United World Project


Un giorno ho sentito un giovane dire: "L'unità è l'unica forza capace di trasformare il mondo". 
Mi aveva colpito e mi ha cambiato la vita. Ora trovo davanti a dei giovani capaci di prendere questo impegno e far vedere come l'umanità sta marciando verso il Mondo Unito.
One day I heard a young person saying: "Love is the only power capable of transforming the world". 
I was very touched by what he said and this changed my live. Now, I can see other young people who are able to commit themselves in showing how humanity is marching towards a United World.

Il mondo unito è possibile!


In mezzo alle 1.000 sfide di oggi, i Giovani per un Mondo Unito della Sardegna ci scrivono:
"“E’ tempo di pace” ed io, cosa posso fare?
Un appuntamento e... molto molto di più, sull’onda del Gen Fest ...
Un’occasione per “rivivere” con chi c’è stato le meravigliose giornate di Budapest... e portare dentro questa realtà chi non ha potuto partecipare!
Ma soprattutto un pretesto per GRIDARE TUTTI INSIEME che un MONDO UNITO E’ POSSIBILE, anche in momenti come questo, in cui la “storia di ogni giorno” ci viene presentata come storia di conflitti...
Ci fermeremo insieme per conoscere, capire, progettare... essere NOI OGGI una risposta concreta che fa del TIME OUT UNO STRUMENTO di PACE!
GMU della Sardegna"
E' un mondo per


sabato 23 febbraio 2013

Un lungo tour su due ruote


Di Michele Zanzucchi
La capitale economica dell'Australia è grande, è bella, è ospitale. Per la sua origine e la sua multiculturalità pacifica. 
Non mi sarei mai aspettato di visitare quella che è stata nominata “la città più vivibile al mondo 2012” in Vespa! Eppure è successo grazie all’amico Luke, che ha una passione per lo scooter Piaggio. Così, lasciata la sua casetta che fa tenerezza nel quartiere di Richmond, abbiamo intrapreso un lungo tour per la grande città del sud-est dell’Australia su due ruote, un mezzo che da queste parti francamente è molto poco usato: le distanze sono tali da queste parti che non è né prudente né pratico usarlo. Melbourne, cioè 4 milioni di abitanti: fondata nel 1835 dal figlio di un galeotto, tal John Batman, che comprò (più o meno) la terra per pochi soldi dagli aborigeni Kulin, già vent’anni più tardi era diventata una grande città grazie all’irrefrenabile flusso d’immigrati provenienti dal mondo intero, e alla fine del secolo era la capitale industriale e finanziaria dell’Australia. Poi fu fondata la capitale di Camberra – per risolvere la rivalità con Sydney , nel 1927–, sfuggì alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale e nel 1956 ospitò le olimpiadi. Melbourne è anche famosa per la mutevolezza meteorologica: qui in 24 ore si può passare dai 15 ai 40 gradi!

Dall'Asia un plauso a Benedetto XVI

Di Roberto Catalano                                                                                               Fonte: Città Nuova
La rinuncia del papa è stata accolta con rispetto ed ammirazione da molti rappresentanti delle religioni di questo grande continente
Rinuncia del papa Filippine
Il pontificato di Benedetto XVI si avvia alla conclusione, ma continuerà a suscitare reazioni e commenti e, senza dubbio, lascerà un segno nella storia della Chiesa. Non è difficile prevedere che, ormai, ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ Ratzinger nella vita dei successori di Pietro. Quella che pareva essere una scelta impensabile – la rinuncia in vita al soglio di Pietro – d’ora in poi diventa una possibilità anche per chi succederà a Benedetto XVI.
Fra le tante reazioni alla sua rinuncia, può essere interessante un breve esame di quanto hanno detto e commentato in Asia sulla scelta improvvisa ed assolutamente inattesa del papa tedesco. Non si deve dimenticare che il cristianesimo in questo continente, con l’eccezione delle Filippine e di Timor e in ragione più ridotta della Corea, resta una esigua minoranza. Il due per cento dei cattolici significa che, nonostante l’opera spesso molto visibile della Chiesa in scuole e ospedali ed altre attività sociali, il cristianesimo resta ai margini di un mondo ricco di culture millenarie che oggi vivono in società in grande sviluppo economico, ma anche con forti contraddizioni sociali e politiche.
Come ha reagito questo mondo che pare impermeabile all’annuncio evangelico, alla rinuncia del papa? Vari gli aspetti che hanno suscitato una riflessione da parte di asiatici.
Il prof. Channarong Boonnoon, thailandese esperto di teologia buddhista, ha definito il gesto di Ratzinger come «un atto di umiltà verso la verità, il mondo e gli altri» e la testimonianza più concreta e reale di «distacco dalle posizioni di potere». Il mondo del buddhismo theravada, la tradizione più antica dei seguaci dell’illuminato principe Siddharta, ha accolto con sorpresa e ammirazione la scelta di Benedetto XVI, che viene considerato un grande «difensore della Fede, oltre che uomo di profondissima spiritualità e modestia». È interessante e stimolante che il prof. Boonnoon, docente di arte alla Sipakorn University, abbia voluto studiare il gesto del papa partendo dal tema: "Il sentiero del Buddha e il sentiero di papa Benedetto XVI: un sentiero di Verità e stima personale (pur riconoscendo i propri limiti)".
Molto apprezzata la decisione del papa di dedicarsi al servizio della Chiesa, mediante una vita "contemplativa" fatta di studio e preghiera. La scelta della contemplazione è un elemento che ha toccato le corde di molti asiatici.

venerdì 22 febbraio 2013

"Forti senza violenza"


I ragazzi durante lo spettacolo
Un progetto portato avanti dal complesso musicale Gen Rosso in diverse città dell'Europa e non solo, stavolta approda nella Repubblica Ceca. 
Tecniche esperienziali, situazioni modello, musica, teatro ed altro lavoro artistico sono strumenti per rafforzare l'autostima dei giovani. L'obiettivo è quello di dare loro coraggio e forse anche un esempio tangibile per risolvere conflitti nelle loro immediate vicinanze, in modo particolare nelle scuole.

I 250 giovani assumono diversi ruoli nel musical (da ballerini e cantanti, attori, tecnici del suono e delle luci, agli scrittori e moderatori). La partecipazione attiva dei giovani è un trampolino di lancio per il loro impegno personale e di follow-up delle attività, nello spirito di comunione fraterna che abbraccia  tutta la scuola lasciando ovunque le tracce visibili nell'atteggiamento dei giovani nei confronti della violenza.

Due impressioni a caldo:  
"Resta vero che nessuno è venuto in ritardo oggi a scuola. Questo parla da sé ", ha detto la direttrice. E la cosa più bella per me è vedere i loro volti così felici…"
“Per me la cosa più bella era conoscersi con altri ragazzi dell’altra scuola fino a diventare amici.“




IUS Open Day!


Anche quest’anno lo IUS apre le porte per presentare la propria offerta formativa, anche in streaming oggi, 22 febbraio 2013, ore 11.00 – 18.00
Istituto Universitario Sophia
Località Loppiano
Via S.Vito 28,
50064 Incisa in Val d'Arno (FI)
All’interno del programma sono previste brevi lezioni di Economia, Politica e Teologia (trasmesse in STREAMING - link qui), un tour guidato all'Istituto, la possibilità di visitare la cittadella di Loppiano che lo accoglie e il Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti, nonché momenti di dialogo con docenti e studenti.
Per valutare progetti di studio e ricerca, opportunità professionali e di impegno sociale che si aprono al termine del percorso formativo, con i docenti saranno presenti anche alcuni imprenditori e professionisti sia dell’ambito profit che non profit che sostengono il progetto dello IUS.
Antonella Ferrucci