martedì 28 maggio 2013

COLOMBIA: AGUAPANELEROS


Abril 2013
Hola a todos, los saludamos con alegría por que nuevamente nos encontraremos, este viernes 26 de abril en esta actividad que nos mueve con tanta fuerza, es una invitación concreta a vivir la Regla de Oro "HAS A LOS DEMÁS LO QUE QUIERES QUE TE HAGAN A TI", esperamos compartir con todos ustedes en este recorrido haciendo sentir a nuestros grandes amigos, los habitantes de la calle como nuestros hermanos. 
Como siempre nos encontraremos en la estación del Metro de Prado, de 7 a 7 y 30 pm en donde partiremos a recoger la panela y el pan, e iniciaremos el recorrido. Un abrazo para todos y feliz semana.


Mayo 2013
Hola a todos quisiera invitarlos de nuevo a un recorrido diferente en donde el amor es la principal arma para llegar a los habitantes de la calle.
 Como siempre los esperamos este viernes 24 de mayo en la estación Prado del metro de 7 a 7y30 de donde partiremos hacia el encuentro con nuestros grandes amigos los Habitantes de la Calle.
 Adjunto la invitación 
Att: Chicos por la unidad
 Con el apoyo: Jóvenes Por un mundo unido y Humanidad nueva

SMU 2013 IN BIELORUSSIA

Durante la Settimana Mondo Unito i Giovani per un Mondo Unito della Polonia e della Bielorussia si sono incontrati in Bielorussia per costruire ponti di fraternità.
In nove siamo partiti dalla Polonia, viaggiano per la prima volta in due macchine, cariche di regali raccolti dalla comunità polacca. Per un miracolo, i controlli alla frontiera sono durati solo due ore, cioè molto “breve”!
I cinque giorni trascorsi a Minsk ed a Lachowiczy sono stati belli, intensi e luminosi. Ecco un breve assaggio:
Dopo circa dodici ore di viaggio, siamo stati accolti dalla comunità in Bielorussia con una cena squisita. Poi, siamo andati nel Catedrale per salutare alcune famiglie del Movimento e ci siamo raccontati delle esperienze, impressioni e senza accorgerci il tempo è volato.
Nei giorni seguenti siamo stati alla Caritas, visitando dei bambini malati di cancro e dopo nella “Casa di Misericordia” tenuta dai Padri Orionini con una quarantina di anziani.
Per i bambini abbiamo preparato un programma – la favola di elisir della felicità, giochi, qualcosa di buono da mangiare e dei regali. Dovevamo stare solo un’ora con loro, invece siamo rimasti tre ore, perché i bambini che stavano meglio volevano ancora giocare con noi. Il direttore della casa ci ha chiesto di invitare altri giovani per fare quello che abbiamo fatto perché i bambini hanno bisogno di contatto con gli altri.
Nella casa dei anziani abbiamo fatto un concerto. Era sabato, iniziava la Pasqua Ortodossa e nella casa c’erano cristiani ortodossi, cattolici, evangelici ed adventisti. Le canzoni intercalate con le meditazioni di Chiara Lubich piacevano molto. Alla fine ci hanno tanto ringraziato.
Dovunque abbiamo visitato, abbiamo ricevuto molto di più di quello che abbiamo potuto dare e abbiamo sperimantare quanto è vera la Parola di Vita di maggio: “Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo.”
Nell’ultimo giorno abbiamo concluso la Settimana Mondo Unito e l’anno di Genfest, invitando i giovani che hanno partecipato all’appuntamento di Budapest 2012. C’e’ stata tanta gioia nel rivederci e nel raccontarci come abbiamo vissuto quest’anno di “Let’s bridge”. Abbiamo guardato insieme la trasmissione del 1° maggio di Gerusalemme, abbiamo preso come nuovi modelli Carlo e Alberto che hanno raggiunto la meta e ci siamo lanciati decisi di lasciarsi trasformare sempre di più nei ponti - “Be the bridge”.
Appena rientrati in Polonia abbiamo ricevuto un e-mail da Anjelika della Bielorussia: “Grazie per il fuoco che ci avete portato. Grazie per il mare d’amore che avete condiviso con noi. Avete fatto un grande lavoro, ancora una volta mostrando al mondo che solo l’Amore lo porta avanti, che solo l’Amore ci avvicina, unisce e porta la gioia. Vi ringrazio per una vera testimognanza di quest’Amore” (...) Questo grande lavoro che avete fatto qui è solo l’inizio  e la strada per tutti noi. Vi abbraccio.”

lunedì 27 maggio 2013

La festa dell'Illuminato

Vesak è la celebrazione più importante per milioni di buddisti: si ricorda nascita, illuminazione e morte di Buddha. In Italia numerosi fedeli festeggeranno la ricorrenza e saranno non solo immigrati ma tanti nostri connazionali. Nel messaggio della Chiesa si sottolinea il valore comune del rispetto della vita
La festa di Vesak, che rappresenta la celebrazione più importante per i milioni di seguaci dell’illuminato principe Siddharta, si celebra in diversi momenti del mese di aprile e maggio, a seconda delle varie tradizioni. Si tratta del ricordo della nascita, dell'illuminazione e della morte di Gautama Buddha. Infatti, la tradizione dice che questi tre momenti fondamentali della vita del principe diventato l’Illuminato, sono avvenuti durante il plenilunio del mese di maggio. Quest’anno, la maggior parte dei buddhisti la celebra il 24 ed il 25 maggio.
Come ogni anno il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso (PCDI) ha inviato un messaggio augurale a firma del suo Presidente, il Card. Jean-Louis Tauran, e del suo Segretario, padre Miguel Ángel Ayuso Guixot.

ASK THE YOUTH

By Luigino Bruni
Published by Avvenire on 18th May, 2013
Our crisis arises from more than just financial causes. Despite the improving condition of the stock market and the financial spreads, the unemployment rate, particularly among the youth, has not decreased. The economies of Italy and southern Europe are sick. They have been struggling against recession for decades, and speculative finance has only accelerated their decline.
The trauma of these troubled years could have been lessened if financial system had supported innovation rather than speculation and if economists had focused on long term rather than short term short-sighted analyses. However, economic decay and declining productivity were unavoidable; they smoldered under the ashes of society. Our present and future are uncertain; work must be reinvented, and it will be far different than anything we and our parents have ever known.
Job creation is a demanding task that requires action on multiple levels and involves minds and souls. To build a healthy society, we should start with children and reinvent the symbols that prepare them to work in the future. Society has taken away the images and symbols of labor from childhood.

CHANGE THE WORLD


United World Project 
www.unitedworldproject.org
Changing the world by living the Golden Rule. 
Join the team - sign the petition

domenica 26 maggio 2013

Emergenza lavoro per i giovani


Di Luigino Bruni
Non era solo colpa della finanza. Gli spread e le borse sono migliorati ma la nostra crisi invece di finire sta mostrando la sua vera dura natura: la disoccupazione, e soprattutto l’assenza di lavoro per i giovani. Ci stiamo accorgendo che la finanza speculativa ha soltanto accelerato e aggravato la malattia di un sistema economico italiano e sudeuropeo che era in affanno già da alcuni decenni. Certo, una finanza meno avida e più capace di capire e sostenere i progetti innovativi, e una classe di economisti e di operatori economici meno miope e più lungimirante avrebbero potuto rendere quest’età di passaggio meno drammatica e dolorosa. Ma il tramonto di interi sistemi economico-produttivi covava da tempo sotto la cenere della nostra società. E così oggi ci ritroviamo con molti dubbi sul nostro presente e futuro, e con una certezza: dobbiamo reinventarci nuovo lavoro, che in buona parte sarà diverso, e molto, da quello che noi e i nostri genitori hanno conosciuto.
Intrapresa audacissima, perché dovremmo avere la spirito e la forza di agire, contemporaneamente, su più livelli, tutti coessenziali, iniziando, come si dovrebbe sempre fare in ogni buona società, dai bambini e dalle bambine. Vanno aggiornati, e in molti casi riscritti, i loro codici simbolici del lavoro. La generazione oggi adulta ha realizzato un mondo dei mestieri e delle professioni fatto di immagini e di simboli che si stanno progressivamente allontanando dai bambini e dai giovani. Servono nuove “lingue” e una nuova capacità di capirsi tra generazioni parlanti ormai idiomi diversi. Noi da piccoli giocavamo con ruspe, trattori, bambole e mini-laboratori, che creavano nella nostra fantasia il lavoro di domani, un lavoro futuro che vedevamo nel presente degli adulti attorno a noi, nelle letture della scuola, nei racconti dei vecchi. Giocando crescevamo, e ci preparavamo al lavoro. Oggi i giochi dei bambini sono mostri a quattro teste, sempre più nei video e nei telefonini, e sempre più lontani dai luoghi e dai simboli del lavoro. E, soprattutto, i bambini passano sempre più tempo giocando da soli, al chiuso e di fronte alla tv. È stata l’organizzazione comune di giochi, di partite di calcio, di caccie al tesoro, di corse, la palestra dove ieri si imparava a cooperare, a competere, a risolvere i conflitti, ad elaborare le sconfitte e i nostri limiti, e poi un giorno a lavorare grazie anche a quelle esperienze fondative del nostro carattere. Serve uno sforzo collettivo enorme per ricreare le immagini e i sogni professionali dei nostri bambini e giovani: come faranno ad inventarsi da adulti un lavoro, e soprattutto un mestiere, se non l’hanno visto, né tantomeno sognato da bambini? E a cooperare nelle imprese di domani? Per questo compito difficile servirebbero anche gli artisti, che con la poesia, la pittura, la letteratura, i cartoni, le storie, i giochi, l’architettura, si mettano accanto ai bambini e ai giovani, a scuola e fuori, per ricreare nuove immagini e nuove storie del lavoro e della vita in comune.

Pope Francis: An expert on humanity



Alberto Barlocci
Ciudad Nueva, Argentina
Source: New City, Philippines
Alberto Barlocci, editor of the monthly Ciudad Nueva magazine (New City’s Argentinean edition), has been following the work of the new pope as archbishop of Buenos Aires. Exclusively for New City, Barlocci gives a portrait of the pastoral style of Jorge Mario Bergoglio: his relationships with politicians, his sobriety and simplicity, from friendship with the poor to the fraternal relations with his priests.

In these days the world is getting to know some character traits of Pope Bergoglio – which describe him very well, who he was for us as our archbishop for many years. For example, his personal austerity is not something improvised. In Buenos Aires, the Cardinal gave up the traditional residence used by the bishops of Buenos Aires, a car and a driver, and instead chose to live in a small apartment. He got around by bus and rode on the subway train. Several photographs show him talking to people on the streets or riding on public transport.
His austerity surprised us more than once. For example, it is said that during an interfaith meeting, when the participants came to the Archdiocese, they found him waiting for them at the door, without any assistants. With that sense of humour mixed with a bit of truth, he said to them, “What else should a cardinal do, if not open the doors?” Yes, what else should a cardinal, or rather, a bishop do? He should first of all be with his people, Pope Francis affirmed from the balcony of St. Peter’s Basilica as soon as he was elected.
With his election, he has started a process in which the shepherd walks with his people and the people with their pastor. Even as a bishop, Jorge Mario Bergoglio was able to be with his people and has always accompanied the poor, the weak, and the sick. “He celebrated for us countless Masses, among cartoneros (collectors of cardboards from the garbage), in miserable slums, and with the unemployed,” declared Emilio Persico, a congressman who is quite involved in social work. “He cared for us,” he added.
Pope Bergoglio always warned about the easy enthusiasm for strong macroeconomic growth, especially in the presence of large numbers of the dispossessed poor. He did not hesitate to send his priests to the slums, having formed them well and supporting them at all times. He would often visit the places of the poor, knowing that these places are the “frontiers,” an expression dear to him, and which meant those places where the Church must be today. (…)

venerdì 24 maggio 2013

Brasilia: SMU 2013


“Ciao a tutti!
Il 1° maggio 2013, abbiamo seguito la trasmissione dell’apertura della Settimana Mondo Unito (SMU) da Gerusaleme. Che impressione! Vi ringraziamo!!!!!
Anche a Brasilia abbiamo fatto delle esperienze per incidere concretamente il nostro ideale di Mondo Unito nella nostra società.
Ecco un resoconto:
27 aprile: Seminario sulla Fraternità, con il Movimento Politico per l’unità (MppU), con rappresentanti della società civile di Taguatinga (20 km da Brasilia):
27 aprile: Ci siamo impegnati per l’elezione di Ana Paula Oliveira (GMU /scuola Civitas) supplente per il consiglio della gioventù di Brasilia
30  aprile: Presentazione dello United World Project (UWP) ad un gruppo di professori di Taguatinga
01 maggio: Collegamento con Gerusalemme, Terra Santa!!!!
04 maggio: Una mattina con gli studenti di una scuola della periferia (violenta) di Taguatinga che finisce con pittura delle mura della scuola, fatta dai studenti dopo aver conosciuto lo UWP. Questa attività è stata seguita da TV Globo.
Siamo con voi!!!”
Rogerio e Keula.

Montesilvano: Mettersi in gioco


Carissimi,
volevamo condividere con voi un’attività che abbiamo realizzato con i Giovani per un Mondo Unito della zonetta di Abruzzo - Molise, per contribuire alla raccolta dei frammenti di fraternità per lo United World Project (UWP). Durante la nostra Mariapoli (un ritiro spirituale che si svolge in un clima d’amore reciproco), svoltasi a Montesilvano dal 25 al 28 aprile, dopo aver presentato il primo giorno il progetto, abbiamo pensato di metterlo in pratica coinvolgendo i giovani presenti. Avevamo nel cuore il desiderio di non fare un’attività estemporanea, ma di costruire ponti prima di tutto con il Sindaco della città, che si è dimostrato subito disponibile, offrendoci la possibilità di ridipingere tutta la facciata dello Stadio Comunale, rovinata da scritte e graffiti di ogni genere. Eravamo 70 giovani e sembrava un’impresa organizzarci tra pennelli e vernici, eppure in 2 ore ci siamo riusciti, tutto era completato... non restava che amare il custode dello Stadio che ci aveva aperto l’accesso ai bagni ed agli spogliatoi per prendere l’acqua, lasciando tutto pulito ed in ordine. È stata questa l’occasione di rinsaldare e costruire nuovi rapporti tra noi; un momento molto forte è stato quello di fermarci tutti insieme per fare il Time-Out (un momento di preghiera per la pace nel mondo), durante il quale abbiamo sentito forte quell’unità che non era solo terrena. Mentre stavamo per andarcene, cominciano ad arrivare alcuni giovani calciatori, che si fermano stupiti a guardarci e ad osservare il loro stadio ripulito. Abbiamo subito colto l’occasione di proporre anche a loro la firma per lo United World Project. Domenica mattina abbiamo presentato a tutti i partecipanti della Mariapoli l’attività svolta; tra loro c’erano anche una settantina di musulmani, che sono stati contenti di firmare ed impegnarsi insieme a noi per la realizzazione della fraternità universale.
I Giovani per un Mondo Unito dell’Abruzzo-Molise

giovedì 23 maggio 2013

Azione Ecologica: Spiaggia Pulita – Nettuno


Azione Svolta da gen, GMU, EcoOne e la Comunità Locale, coinvolgendo alunni delle scuole superiori di Albano e Nettuno. (circa 50 persone)
L’azione ecologica Spiaggia Pulita è nata dal desiderio dei Giovani per un Mondo Unito di dare un segno visibile e concreto sulla salvaguardia dell’ambiente non solo oggi, ma per le generazioni future, lo slogan dice: “il futuro è nelle nostre mani”.

Pesaro: Responsabili OGGI del futuro

Di Tiziana Nicastro
Fonte: Il Nuovo Amico
Si chiamano Giovanni, Marianna, Davide, Lucia. Sono alcuni dei giovani parmigiani che hanno partecipato lo scorso fine settimana alla convention promossa dai Giovani del Movimento dei Focolari a Pesaro. Un incontro per parlare di responsabilità e declinarla nei vari ambiti dell’agire sociale: dallo sport alla politica, dall’economia al divertimento. “Quando vediamo gli altri – spiega Margherita che ha partecipato al workshop sui rapporti interpersonali – è importante come li vediamo: il nostro sguardo può cambiare le cose”.
Tante le esperienze che i giovani provenienti dall’Emilia Romagna e dalle Marche si sono scambiati: Andrea ha condiviso il suo impegno, come volontario, presso il laboratorio San Martino e San Leonardo “quello che ricevo dai bambini è molto di più del sostegno che io do loro per aiutarli a svolgere i compiti”; ci sono anche Stefano e Benedetta che raccontano l’avventura che portano avanti a Bologna con i loro amici: “ogni martedì andiamo in una casa-famiglia che accoglie mamme con i loro bambini; col tempo per noi è diventata davvero una casa; suore, educatori e noi volontari cerchiamo di costruire assieme alle madri il loro futuro, rendendole al tempo stesso capaci di prendersi cura di una casa e dei loro bambini”.
A Pesaro c’è anche spazio per raccontare esperienze vissute dopo il terremoto che ha colpito la provincia di Modena lo scorso 20 e 29 maggio: Luca, di Carpi, legge parte di un copione scritto interamente da ragazzi di Cavezzo che lo scorso agosto hanno partecipato a dei laboratori con artisti di vari campi; lo spettacolo che è nato è il frutto di un’esperienza di condivisione e reciprocità: “quei ragazzi – continua Luca – ci hanno donato emozioni, vita, amore… la loro vita”.

mercoledì 22 maggio 2013

Castelli Romani: Pallamondo


Dai Castelli Romani ci mandano foto dell’ultimo torneo Sportivo Pallamondo Pallamando, tenuto ad Ariccia il 21 aprile.
Il ricavato di quest’attività va per l’emergenza Siria.
I 250 partecipanti sono Azione gen, GMU e Comunità Locale, coinvolgendo giovani di alcune Parrocchie.

Genfest e vacanze estive a Poschiavo, Svizzera


I giovani hanno bisogno di stare insieme, per piccoli o grandi eventi. Anche dalla Svizzera italiana una delegazione di giovani ha partecipato l’anno scorso a Budapest al Genfest, a fine agosto: l’incontro per i giovani promosso dal movimento dei Focolari. E sull’onda dell'entusiasmo di quell’incontro, naturalmente in scala più ridotta, verrà proposto un periodo di vacanze estive in Val Poschiavo, il prossimo luglio.
Nel secondo servizio andiamo in Abruzzo dove quattro anni fa un devastante terremoto ha seminato morte e distruzione. Tra mille difficoltà e inefficienze, ci sono però progetti di ricostruzione che funzionano e portano davvero un valido sostegno alle comunità locali. Anche grazie all'aiuto svizzero, con la Catena della solidarietà.

martedì 21 maggio 2013

Francesco: la cultura dell’incontro


Fonte: www.focolare.org
Alla Messa di oggi alla Casa Santa Marta celebrata da Papa Francesco, presenti anche Maria Voce e Giancarlo Faletti, presidente e copresidente dei Focolari. Nel saluto al termine della Messa sottolinea l’importanza della «cultura dell’incontro».
«Momento di profonda commozione, intimo e sereno». Con queste parole Maria Voce descrive il clima sperimentato stamattina alla S. Messa celebrata da Papa Francesco nella cappella di Casa Santa Marta, alla quale è stata invitata a partecipare assieme al copresidente dei Focolari Giancarlo Faletti.
Particolarmente toccanti risuonano le parole del Papa all’omelia – in riferimento al Vangelo del giorno (Mc 9,30-37) – in cui ribadisce che per il cristiano, progredire significa abbassarsi, e che il potere nella Chiesa è servizio: «Il vero potere è il servizio. Come lo ha fatto Lui, che è venuto non a farsi servire, ma a servire, e il suo servizio è stato proprio un servizio della Croce. Lui si è abbassato fino alla morte, alla morte di Croce, per noi, per servire noi, per salvare noi. E non c’è nella Chiesa nessun’altra strada per andare avanti. Per il cristiano, andare avanti, progredire significa abbassarsi. Se noi non impariamo questa regola cristiana, mai, mai potremo capire il vero messaggio di Gesù sul potere».
Nel saluto al termine della Messa Maria Voce esprime al Santo Padre le preghiere e la gratitudine di tutto il Movimento dei Focolari: «Siamo tutti impegnati a vivere alla lettera quello che lei dice, in particolare a uscire incontro agli uomini perché gli uomini incontrino Cristo». «Quello che ci vuole – risponde il Santo Padre – la cultura dell’incontro!».

UWW 2013 in João Pessoa: UNITED WORLD PROJECT


Os Clicks Semana Mundo Unido (SMU) 2013 não param de chegar. Dessa vez quem mostrou que vive pelo fraternidade universal foi o pessoal da Paraíba, que se reuniu em João Pessoa para, com muita alegria, recolher assinaturas para o Projeto Mundo Unido. Quem participou desse momento e quiser deixar a impressão nos comentários pode ficar a vontade! Sejamos Pontes.
The United World Week (UWW) keeps on ticking. This time, it’s the turn for the Paraiba people who are living universal brotherhood. With great joy, they got together in the beautiful city of João Pessoa to collect the commitment for the United World Project. Those who took part in this event left their positive impressions! Let’s Bridge.

PEACE FESTIVAL IN CAIRO


An amazing event that launched the United World Project!
Rowad American College in Cairo, under the supervision of Mr. Carlos PALMA, organized the second International Peace Festival in Cairo.
1500 students from 82 schools of 40 countries were directly involved in the event.

lunedì 20 maggio 2013

Kenya: Notizia Flash su "Sharing with Africa"

Dal Kenia ci scrivono Paula, Giulia, Elena, Joel, Aurelio e tanti altri Giovani per un Mondo Unito:

“Saluti da tutti noi!
Siamo tornati ieri da una giornata trascorsa nei slums di Mathera e tre bellissimi giorni trascorsi con la famiglia Gitongo a Njabini, la città dove è arrivata per prima la spiritualità dell’unità in Kenya negli anni ’70!
Nei slums di Mathera, abbiamo visitato la scuola Magnificat, le suore contemplative di Charles de Foucauld che vivono in mezzo a questi slums.
Poi a Njabini abbiamo fatto tante cose: abbiamo munto le mucche, lavorato la terra, piantato patate, visitato le famiglie che conoscono il Movimento, visitato una scuola elimentare, cucinato i “ciapatti” ... Un’esperienza tanto grande che ci ha permesso di entrare nella cultura di questa bella gente!”

Brotherhood calls upon us. How do we respond?



Appointment: Montevideo - 1st June 2013 - https://www.facebook.com/#!/events/488404547899741/
We are encouraged to stop being mere spectators of a reality that is all around us.
We think that small acts of love are capable of changing our environment.
The key to this is to get out of ourselves and meet the others.
Today more than ever, fraternity is a possible way to break the barriers that bind the heart.
“I want to realize brotherhood or identity not merely with the beings called human, but I want to realize identity with all life.” Mahatma Gandhi
“People from around the world have different customs and languages, however, there is something deeper in common: the affinity that gives us to know that we are all members of the human family. We are all brothers and sisters.” Carlos Gardel
“Let’s unite our strengths, both those who are not particularly interested in faith and those who believe, because the Ideal of a humanity that is free and equal hastened by fraternal respect and mutual love is too beautiful and really necessary.” Chiara Lubich
We invite you to visit our project and get down to work.
Through reflection of the concept of fraternity we propose ways to carry it out.
More specifically:
1 - Reflect on the concept and feasibility of fraternity as a path to social justice and human dignity.
2 - Presentation of concrete realities.
Guests:
Caritas (http://www.caritasuruguaya.org.uy/)
  New Life (NGOs)
  Ceprodih (http://ceprodih.org/)
  EDES (Social Formation, http://www.edes.focolares.org.ar/)
3 - Live music and recreational activities


GMG 2013 Inno versione italiana


domenica 19 maggio 2013

Papa Francesco nella veglia di Pentecoste

“Quando la chiesa diventa chiusa, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno, una chiesa chiusa è ammalata, la chiesa deve uscire verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano. Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, piuttosto che chiusa e malata”. “Gesù ci dice andate, predicate, date testimonianza del Vangelo”. Lo ha detto il Papa, nella veglia di Pentecoste dedicata all’incontro con i movimenti, le comunità e le associazioni ecclesiali del mondo. Un evento festoso che ha portato in piazza San Pietro 200mila persone, il numero più alto dall'avvento del nuovo Pontefice. “Quello che è in crisi è l’uomo come immagine di Dio, una crisi profonda. In questo momento di crisi non possiamo preoccuparci solo di noi”, ha aggiunto il Papa, che nel suo disocrso ha risposto direttamente ad alcune domande rivoltegli durante la veglia. «Non dobbiamo diventare cristiani inamidati, ma coraggiosi».
http://www.youtube.com/watch?v=HxxT1mrEsrw