lunedì 27 maggio 2013

ASK THE YOUTH

By Luigino Bruni
Published by Avvenire on 18th May, 2013
Our crisis arises from more than just financial causes. Despite the improving condition of the stock market and the financial spreads, the unemployment rate, particularly among the youth, has not decreased. The economies of Italy and southern Europe are sick. They have been struggling against recession for decades, and speculative finance has only accelerated their decline.
The trauma of these troubled years could have been lessened if financial system had supported innovation rather than speculation and if economists had focused on long term rather than short term short-sighted analyses. However, economic decay and declining productivity were unavoidable; they smoldered under the ashes of society. Our present and future are uncertain; work must be reinvented, and it will be far different than anything we and our parents have ever known.
Job creation is a demanding task that requires action on multiple levels and involves minds and souls. To build a healthy society, we should start with children and reinvent the symbols that prepare them to work in the future. Society has taken away the images and symbols of labor from childhood.

CHANGE THE WORLD


United World Project 
www.unitedworldproject.org
Changing the world by living the Golden Rule. 
Join the team - sign the petition

domenica 26 maggio 2013

Emergenza lavoro per i giovani


Di Luigino Bruni
Non era solo colpa della finanza. Gli spread e le borse sono migliorati ma la nostra crisi invece di finire sta mostrando la sua vera dura natura: la disoccupazione, e soprattutto l’assenza di lavoro per i giovani. Ci stiamo accorgendo che la finanza speculativa ha soltanto accelerato e aggravato la malattia di un sistema economico italiano e sudeuropeo che era in affanno già da alcuni decenni. Certo, una finanza meno avida e più capace di capire e sostenere i progetti innovativi, e una classe di economisti e di operatori economici meno miope e più lungimirante avrebbero potuto rendere quest’età di passaggio meno drammatica e dolorosa. Ma il tramonto di interi sistemi economico-produttivi covava da tempo sotto la cenere della nostra società. E così oggi ci ritroviamo con molti dubbi sul nostro presente e futuro, e con una certezza: dobbiamo reinventarci nuovo lavoro, che in buona parte sarà diverso, e molto, da quello che noi e i nostri genitori hanno conosciuto.
Intrapresa audacissima, perché dovremmo avere la spirito e la forza di agire, contemporaneamente, su più livelli, tutti coessenziali, iniziando, come si dovrebbe sempre fare in ogni buona società, dai bambini e dalle bambine. Vanno aggiornati, e in molti casi riscritti, i loro codici simbolici del lavoro. La generazione oggi adulta ha realizzato un mondo dei mestieri e delle professioni fatto di immagini e di simboli che si stanno progressivamente allontanando dai bambini e dai giovani. Servono nuove “lingue” e una nuova capacità di capirsi tra generazioni parlanti ormai idiomi diversi. Noi da piccoli giocavamo con ruspe, trattori, bambole e mini-laboratori, che creavano nella nostra fantasia il lavoro di domani, un lavoro futuro che vedevamo nel presente degli adulti attorno a noi, nelle letture della scuola, nei racconti dei vecchi. Giocando crescevamo, e ci preparavamo al lavoro. Oggi i giochi dei bambini sono mostri a quattro teste, sempre più nei video e nei telefonini, e sempre più lontani dai luoghi e dai simboli del lavoro. E, soprattutto, i bambini passano sempre più tempo giocando da soli, al chiuso e di fronte alla tv. È stata l’organizzazione comune di giochi, di partite di calcio, di caccie al tesoro, di corse, la palestra dove ieri si imparava a cooperare, a competere, a risolvere i conflitti, ad elaborare le sconfitte e i nostri limiti, e poi un giorno a lavorare grazie anche a quelle esperienze fondative del nostro carattere. Serve uno sforzo collettivo enorme per ricreare le immagini e i sogni professionali dei nostri bambini e giovani: come faranno ad inventarsi da adulti un lavoro, e soprattutto un mestiere, se non l’hanno visto, né tantomeno sognato da bambini? E a cooperare nelle imprese di domani? Per questo compito difficile servirebbero anche gli artisti, che con la poesia, la pittura, la letteratura, i cartoni, le storie, i giochi, l’architettura, si mettano accanto ai bambini e ai giovani, a scuola e fuori, per ricreare nuove immagini e nuove storie del lavoro e della vita in comune.

Pope Francis: An expert on humanity



Alberto Barlocci
Ciudad Nueva, Argentina
Source: New City, Philippines
Alberto Barlocci, editor of the monthly Ciudad Nueva magazine (New City’s Argentinean edition), has been following the work of the new pope as archbishop of Buenos Aires. Exclusively for New City, Barlocci gives a portrait of the pastoral style of Jorge Mario Bergoglio: his relationships with politicians, his sobriety and simplicity, from friendship with the poor to the fraternal relations with his priests.

In these days the world is getting to know some character traits of Pope Bergoglio – which describe him very well, who he was for us as our archbishop for many years. For example, his personal austerity is not something improvised. In Buenos Aires, the Cardinal gave up the traditional residence used by the bishops of Buenos Aires, a car and a driver, and instead chose to live in a small apartment. He got around by bus and rode on the subway train. Several photographs show him talking to people on the streets or riding on public transport.
His austerity surprised us more than once. For example, it is said that during an interfaith meeting, when the participants came to the Archdiocese, they found him waiting for them at the door, without any assistants. With that sense of humour mixed with a bit of truth, he said to them, “What else should a cardinal do, if not open the doors?” Yes, what else should a cardinal, or rather, a bishop do? He should first of all be with his people, Pope Francis affirmed from the balcony of St. Peter’s Basilica as soon as he was elected.
With his election, he has started a process in which the shepherd walks with his people and the people with their pastor. Even as a bishop, Jorge Mario Bergoglio was able to be with his people and has always accompanied the poor, the weak, and the sick. “He celebrated for us countless Masses, among cartoneros (collectors of cardboards from the garbage), in miserable slums, and with the unemployed,” declared Emilio Persico, a congressman who is quite involved in social work. “He cared for us,” he added.
Pope Bergoglio always warned about the easy enthusiasm for strong macroeconomic growth, especially in the presence of large numbers of the dispossessed poor. He did not hesitate to send his priests to the slums, having formed them well and supporting them at all times. He would often visit the places of the poor, knowing that these places are the “frontiers,” an expression dear to him, and which meant those places where the Church must be today. (…)

venerdì 24 maggio 2013

Brasilia: SMU 2013


“Ciao a tutti!
Il 1° maggio 2013, abbiamo seguito la trasmissione dell’apertura della Settimana Mondo Unito (SMU) da Gerusaleme. Che impressione! Vi ringraziamo!!!!!
Anche a Brasilia abbiamo fatto delle esperienze per incidere concretamente il nostro ideale di Mondo Unito nella nostra società.
Ecco un resoconto:
27 aprile: Seminario sulla Fraternità, con il Movimento Politico per l’unità (MppU), con rappresentanti della società civile di Taguatinga (20 km da Brasilia):
27 aprile: Ci siamo impegnati per l’elezione di Ana Paula Oliveira (GMU /scuola Civitas) supplente per il consiglio della gioventù di Brasilia
30  aprile: Presentazione dello United World Project (UWP) ad un gruppo di professori di Taguatinga
01 maggio: Collegamento con Gerusalemme, Terra Santa!!!!
04 maggio: Una mattina con gli studenti di una scuola della periferia (violenta) di Taguatinga che finisce con pittura delle mura della scuola, fatta dai studenti dopo aver conosciuto lo UWP. Questa attività è stata seguita da TV Globo.
Siamo con voi!!!”
Rogerio e Keula.

Montesilvano: Mettersi in gioco


Carissimi,
volevamo condividere con voi un’attività che abbiamo realizzato con i Giovani per un Mondo Unito della zonetta di Abruzzo - Molise, per contribuire alla raccolta dei frammenti di fraternità per lo United World Project (UWP). Durante la nostra Mariapoli (un ritiro spirituale che si svolge in un clima d’amore reciproco), svoltasi a Montesilvano dal 25 al 28 aprile, dopo aver presentato il primo giorno il progetto, abbiamo pensato di metterlo in pratica coinvolgendo i giovani presenti. Avevamo nel cuore il desiderio di non fare un’attività estemporanea, ma di costruire ponti prima di tutto con il Sindaco della città, che si è dimostrato subito disponibile, offrendoci la possibilità di ridipingere tutta la facciata dello Stadio Comunale, rovinata da scritte e graffiti di ogni genere. Eravamo 70 giovani e sembrava un’impresa organizzarci tra pennelli e vernici, eppure in 2 ore ci siamo riusciti, tutto era completato... non restava che amare il custode dello Stadio che ci aveva aperto l’accesso ai bagni ed agli spogliatoi per prendere l’acqua, lasciando tutto pulito ed in ordine. È stata questa l’occasione di rinsaldare e costruire nuovi rapporti tra noi; un momento molto forte è stato quello di fermarci tutti insieme per fare il Time-Out (un momento di preghiera per la pace nel mondo), durante il quale abbiamo sentito forte quell’unità che non era solo terrena. Mentre stavamo per andarcene, cominciano ad arrivare alcuni giovani calciatori, che si fermano stupiti a guardarci e ad osservare il loro stadio ripulito. Abbiamo subito colto l’occasione di proporre anche a loro la firma per lo United World Project. Domenica mattina abbiamo presentato a tutti i partecipanti della Mariapoli l’attività svolta; tra loro c’erano anche una settantina di musulmani, che sono stati contenti di firmare ed impegnarsi insieme a noi per la realizzazione della fraternità universale.
I Giovani per un Mondo Unito dell’Abruzzo-Molise

giovedì 23 maggio 2013

Azione Ecologica: Spiaggia Pulita – Nettuno


Azione Svolta da gen, GMU, EcoOne e la Comunità Locale, coinvolgendo alunni delle scuole superiori di Albano e Nettuno. (circa 50 persone)
L’azione ecologica Spiaggia Pulita è nata dal desiderio dei Giovani per un Mondo Unito di dare un segno visibile e concreto sulla salvaguardia dell’ambiente non solo oggi, ma per le generazioni future, lo slogan dice: “il futuro è nelle nostre mani”.

Pesaro: Responsabili OGGI del futuro

Di Tiziana Nicastro
Fonte: Il Nuovo Amico
Si chiamano Giovanni, Marianna, Davide, Lucia. Sono alcuni dei giovani parmigiani che hanno partecipato lo scorso fine settimana alla convention promossa dai Giovani del Movimento dei Focolari a Pesaro. Un incontro per parlare di responsabilità e declinarla nei vari ambiti dell’agire sociale: dallo sport alla politica, dall’economia al divertimento. “Quando vediamo gli altri – spiega Margherita che ha partecipato al workshop sui rapporti interpersonali – è importante come li vediamo: il nostro sguardo può cambiare le cose”.
Tante le esperienze che i giovani provenienti dall’Emilia Romagna e dalle Marche si sono scambiati: Andrea ha condiviso il suo impegno, come volontario, presso il laboratorio San Martino e San Leonardo “quello che ricevo dai bambini è molto di più del sostegno che io do loro per aiutarli a svolgere i compiti”; ci sono anche Stefano e Benedetta che raccontano l’avventura che portano avanti a Bologna con i loro amici: “ogni martedì andiamo in una casa-famiglia che accoglie mamme con i loro bambini; col tempo per noi è diventata davvero una casa; suore, educatori e noi volontari cerchiamo di costruire assieme alle madri il loro futuro, rendendole al tempo stesso capaci di prendersi cura di una casa e dei loro bambini”.
A Pesaro c’è anche spazio per raccontare esperienze vissute dopo il terremoto che ha colpito la provincia di Modena lo scorso 20 e 29 maggio: Luca, di Carpi, legge parte di un copione scritto interamente da ragazzi di Cavezzo che lo scorso agosto hanno partecipato a dei laboratori con artisti di vari campi; lo spettacolo che è nato è il frutto di un’esperienza di condivisione e reciprocità: “quei ragazzi – continua Luca – ci hanno donato emozioni, vita, amore… la loro vita”.

mercoledì 22 maggio 2013

Castelli Romani: Pallamondo


Dai Castelli Romani ci mandano foto dell’ultimo torneo Sportivo Pallamondo Pallamando, tenuto ad Ariccia il 21 aprile.
Il ricavato di quest’attività va per l’emergenza Siria.
I 250 partecipanti sono Azione gen, GMU e Comunità Locale, coinvolgendo giovani di alcune Parrocchie.

Genfest e vacanze estive a Poschiavo, Svizzera


I giovani hanno bisogno di stare insieme, per piccoli o grandi eventi. Anche dalla Svizzera italiana una delegazione di giovani ha partecipato l’anno scorso a Budapest al Genfest, a fine agosto: l’incontro per i giovani promosso dal movimento dei Focolari. E sull’onda dell'entusiasmo di quell’incontro, naturalmente in scala più ridotta, verrà proposto un periodo di vacanze estive in Val Poschiavo, il prossimo luglio.
Nel secondo servizio andiamo in Abruzzo dove quattro anni fa un devastante terremoto ha seminato morte e distruzione. Tra mille difficoltà e inefficienze, ci sono però progetti di ricostruzione che funzionano e portano davvero un valido sostegno alle comunità locali. Anche grazie all'aiuto svizzero, con la Catena della solidarietà.

martedì 21 maggio 2013

Francesco: la cultura dell’incontro


Fonte: www.focolare.org
Alla Messa di oggi alla Casa Santa Marta celebrata da Papa Francesco, presenti anche Maria Voce e Giancarlo Faletti, presidente e copresidente dei Focolari. Nel saluto al termine della Messa sottolinea l’importanza della «cultura dell’incontro».
«Momento di profonda commozione, intimo e sereno». Con queste parole Maria Voce descrive il clima sperimentato stamattina alla S. Messa celebrata da Papa Francesco nella cappella di Casa Santa Marta, alla quale è stata invitata a partecipare assieme al copresidente dei Focolari Giancarlo Faletti.
Particolarmente toccanti risuonano le parole del Papa all’omelia – in riferimento al Vangelo del giorno (Mc 9,30-37) – in cui ribadisce che per il cristiano, progredire significa abbassarsi, e che il potere nella Chiesa è servizio: «Il vero potere è il servizio. Come lo ha fatto Lui, che è venuto non a farsi servire, ma a servire, e il suo servizio è stato proprio un servizio della Croce. Lui si è abbassato fino alla morte, alla morte di Croce, per noi, per servire noi, per salvare noi. E non c’è nella Chiesa nessun’altra strada per andare avanti. Per il cristiano, andare avanti, progredire significa abbassarsi. Se noi non impariamo questa regola cristiana, mai, mai potremo capire il vero messaggio di Gesù sul potere».
Nel saluto al termine della Messa Maria Voce esprime al Santo Padre le preghiere e la gratitudine di tutto il Movimento dei Focolari: «Siamo tutti impegnati a vivere alla lettera quello che lei dice, in particolare a uscire incontro agli uomini perché gli uomini incontrino Cristo». «Quello che ci vuole – risponde il Santo Padre – la cultura dell’incontro!».

UWW 2013 in João Pessoa: UNITED WORLD PROJECT


Os Clicks Semana Mundo Unido (SMU) 2013 não param de chegar. Dessa vez quem mostrou que vive pelo fraternidade universal foi o pessoal da Paraíba, que se reuniu em João Pessoa para, com muita alegria, recolher assinaturas para o Projeto Mundo Unido. Quem participou desse momento e quiser deixar a impressão nos comentários pode ficar a vontade! Sejamos Pontes.
The United World Week (UWW) keeps on ticking. This time, it’s the turn for the Paraiba people who are living universal brotherhood. With great joy, they got together in the beautiful city of João Pessoa to collect the commitment for the United World Project. Those who took part in this event left their positive impressions! Let’s Bridge.

PEACE FESTIVAL IN CAIRO


An amazing event that launched the United World Project!
Rowad American College in Cairo, under the supervision of Mr. Carlos PALMA, organized the second International Peace Festival in Cairo.
1500 students from 82 schools of 40 countries were directly involved in the event.

lunedì 20 maggio 2013

Kenya: Notizia Flash su "Sharing with Africa"

Dal Kenia ci scrivono Paula, Giulia, Elena, Joel, Aurelio e tanti altri Giovani per un Mondo Unito:

“Saluti da tutti noi!
Siamo tornati ieri da una giornata trascorsa nei slums di Mathera e tre bellissimi giorni trascorsi con la famiglia Gitongo a Njabini, la città dove è arrivata per prima la spiritualità dell’unità in Kenya negli anni ’70!
Nei slums di Mathera, abbiamo visitato la scuola Magnificat, le suore contemplative di Charles de Foucauld che vivono in mezzo a questi slums.
Poi a Njabini abbiamo fatto tante cose: abbiamo munto le mucche, lavorato la terra, piantato patate, visitato le famiglie che conoscono il Movimento, visitato una scuola elimentare, cucinato i “ciapatti” ... Un’esperienza tanto grande che ci ha permesso di entrare nella cultura di questa bella gente!”

Brotherhood calls upon us. How do we respond?



Appointment: Montevideo - 1st June 2013 - https://www.facebook.com/#!/events/488404547899741/
We are encouraged to stop being mere spectators of a reality that is all around us.
We think that small acts of love are capable of changing our environment.
The key to this is to get out of ourselves and meet the others.
Today more than ever, fraternity is a possible way to break the barriers that bind the heart.
“I want to realize brotherhood or identity not merely with the beings called human, but I want to realize identity with all life.” Mahatma Gandhi
“People from around the world have different customs and languages, however, there is something deeper in common: the affinity that gives us to know that we are all members of the human family. We are all brothers and sisters.” Carlos Gardel
“Let’s unite our strengths, both those who are not particularly interested in faith and those who believe, because the Ideal of a humanity that is free and equal hastened by fraternal respect and mutual love is too beautiful and really necessary.” Chiara Lubich
We invite you to visit our project and get down to work.
Through reflection of the concept of fraternity we propose ways to carry it out.
More specifically:
1 - Reflect on the concept and feasibility of fraternity as a path to social justice and human dignity.
2 - Presentation of concrete realities.
Guests:
Caritas (http://www.caritasuruguaya.org.uy/)
  New Life (NGOs)
  Ceprodih (http://ceprodih.org/)
  EDES (Social Formation, http://www.edes.focolares.org.ar/)
3 - Live music and recreational activities


GMG 2013 Inno versione italiana


domenica 19 maggio 2013

Papa Francesco nella veglia di Pentecoste

“Quando la chiesa diventa chiusa, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno, una chiesa chiusa è ammalata, la chiesa deve uscire verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano. Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, piuttosto che chiusa e malata”. “Gesù ci dice andate, predicate, date testimonianza del Vangelo”. Lo ha detto il Papa, nella veglia di Pentecoste dedicata all’incontro con i movimenti, le comunità e le associazioni ecclesiali del mondo. Un evento festoso che ha portato in piazza San Pietro 200mila persone, il numero più alto dall'avvento del nuovo Pontefice. “Quello che è in crisi è l’uomo come immagine di Dio, una crisi profonda. In questo momento di crisi non possiamo preoccuparci solo di noi”, ha aggiunto il Papa, che nel suo disocrso ha risposto direttamente ad alcune domande rivoltegli durante la veglia. «Non dobbiamo diventare cristiani inamidati, ma coraggiosi».
http://www.youtube.com/watch?v=HxxT1mrEsrw

sabato 18 maggio 2013

Narciso e l’accidia

di Luigino Bruni
C’è un vizio che si sta insinuando anche nel nostro tempo di crisi, e che rischia di diventare una vera e propria malattia sociale. È l’accidia, una forma di malattia del carattere, dello spirito e della volontà. Nonostante la sua evidente pervasività, di accidia oggi si parla troppo poco, la si considera una parola arcaica e desueta, e i pochi che ancora ne comprendono il significato fanno fatica a considerarla un vizio. Per quali ragioni, infatti, dovremmo considerare un vizio lo scoraggiamento, la tristezza o la noia?
I fondatori dell’ethos dell’Occidente, dai greci ai filosofi medioevali, pensavano invece concordi che l’accidia fosse un grande vizio, cioè un vizio capitale, perché è all’origine (capostipite) di altre forme derivate di disordini o di malattie del vivere, quali la pigrizia, l’incostanza, l’incuria (che è la prima etimologia dell’accidia), la mancanza di senso della vita, la rassegnazione e le depressioni, a volte anche quelle cliniche. Per capirlo occorre tornare a quelle civiltà, e ricordare che per quell’umanesimo l’accidia minacciava non solo il bene del singolo, ma, come ogni vizio, anche il bene comune e la pubblica felicità, che sono il frutto dell’azione di persone dedite e impegnate.

venerdì 17 maggio 2013

"The human person" according to various African traditions




Source: www.focolare.org
A 10th course on enculturation has taken place at Mariapolis Piero’s Centre for Enculturation in Nairobi, Kenya. The 287 participants included clergy, laity and young people from all the geographic region of the African continent. 
Sub-Saharan Africa united in the thought of its peoples: “A land upon which to build a better future,” affirms Gisele Moulasta from Gabon, “not to stay closed in our own small world, but in order to be more and more open to the entire human family.” A statement charged with meaning, at the conclusion of the course on May 10-13, which gathered people together from several African nations.
This year’s course was also attended by a group of young people of the Focolare Movement from around the world who enthusiastically launched the “Sharing with Africa” Project, which is one of the many projects of United World Project. Simultaneously, United World Week 2013 was being celebrated in Burkina Faso where a project was carried out in a paediatric ward of a hospital. In Nigeria there was a Genfest attended by 1,000 Christian and Muslim youths, and in the Ivory Coast the United World Project was presented to the UNESCO National Commission.

giovedì 16 maggio 2013

LA MARCIA VERSO IL MONDO UNITO


Si moltiplicano in tutto il mondo, ad opera dei Giovani per un Mondo Unito (GMU), tante iniziative personali o di gruppo, nell’ambito del Progetto Mondo Unito (UWP). 
I Giovani per un Mondo Unito (GMU) ci raccontano alcuni dei tanti “frammenti di fraternità” in corso in tante parti del mondo dove loro sono presenti. Eccone alcune
, per cominciare:
Nuova Zelanda.“Ogni mese svolgiamo una diversa attività sociale. Nel nostro paese ci sono molte spiagge belle, accessibili a tutti: famiglie, giovani, corridori e bambini. Anche se la natura è generalmente considerata e rispettata, le spiagge non sono sempre pulite. Abbiamo contattato il comune della città di Wellington che ha accolto la nostra iniziativa fornendoci tutte le attrezzature necessarie per la pulizia. Con un gruppo di giovani per un mondo unito ci siamo incontrati un pomeriggio con i guanti e sacchi della spazzatura. La spiaggia scelta è stata una delle più popolate. Oltre a svolgere un servizio per la città, abbiamo costruito rapporti d’amicizia con tanti giovani coinvolti nell’iniziativa”.
“A Parigi, abbiamo organizzato una serata di solidarietà subito dopo lo Tsunami ed il disastro nucleare di Fukushima dello scorso anno. Nel corso della serata si è presentato il United World Project (UWP) e c’è stato un collegamento via internet con un gruppo di giovani per un mondo unito giapponesi. Essi ci hanno raccontato come hanno vissuto durante il disastro, cercando di aiutare le persone intorno a loro. Abbiamo potuto conoscere di più la comunità del Movimento in Giappone e la loro vita quotidiana.  Alcuni dei nostri amici presenti alla serata hanno scoperto l’importanza della solidarietà e la gioia di essere coinvolti in un progetto di fraternità. Il denaro raccolto è stato inviato in Giappone, per aiutare la comunità locale”.

Croazia, Mariapoli Faro: Il Genfest continua


Atmosfera di gioia che scoppiava in ognuno degli ottanta partecipanti all’incontro dei giovani nella Mariapoli Faro, il fine settimana del 4 e 5 maggio, arrivati da tutte le parti dalla Croazia
Con il titolo “Il Genfest continua” abbiamo cominciato i preparativi e davvero possiamo dire che abbiamo sperimentato la stessa gioia e carica del Genfest. 

Il programma era semplice: attraverso le nostre esperienze di vita abbiamo cercato di rivivere le stesse tappe della costruzione del ponte presentate al Genfest. Poi nei diversi workshop (su Ecomia di Comunione, sui rapporti–comunicazione, sport, arte, teatro, fotografia e musica) abbiamo cercato di creare comunione e approfondire rapporti autentici tra tutti i partecipanti, in modo che tutti sono stati protagonisti. Un dono tutto speciale sono stati gli abitati della Mariapoli.  

Fortissimo, come conclusione, l’aggiornamento di Stanislav, un Giovane per un Mondo Unito di Sarajevo che ha partecipato al viaggio in Terra Santa. Ci ha portato l’onda speciale di fraternità universale vissuta in quei giorni.
Ci siamo lasciati con una grande voglia di continuare a costruire rapporti veri con tutti ed una gratitudine per l'esperienza vissuta insieme!
I GMU dalla Croazia

mercoledì 15 maggio 2013

COSTA D’AVORIO: INCONTRO CON LA COMMISSIONE NAZIONALE DELL’UNESCO


“Qualche giorno fa, abbiamo avuto un appuntamento con il Segretario Generale della commissione nazionale dell’Unesco in Costa d’Avorio, il Prof. Lou Mathieu Bamba. Lui è filosofo, professore all’università di Cocody, la sua specialità anzi è l’etica della filosofia. Eravamo in quattro.
Abbiamo prima presentato il Movimento, il segretario conosceva perché lui è di Man, la regione dove si trova la cittadella del Movimento dei Focolari. Era al corrente che l’ONG del Movimento, “New Humanity”, è riconosciuta dall’Unesco ed anche che Chiara Lubich aveva ricevuto un “prix Unesco”. Dopo la presentazione, uno di noi  ha spiegato chi sono i Giovani per Mondo Unito (GMU), e un’altra ha presentato lo United World Project (UWP).
Prof. Bamba ha spiegato l’obiettivo dell’Unesco e il forte legame con i valori che noi abbiamo, esprimendo chiaramente la loro disposizione a collaborare con noi sia nelle attività che facciamo che nelle attività che loro portano avanti. Perciò, lui ci ha invitato di conoscerci di più per collaborare meglio.
Prof. Bamba ci ha dato tutta la sua disponibilità a riceverci per un’ulteriore presentazione dello UWP. Subito dopo, ha sigillato il suo impegno per il Progetto con la sua firma ed ha invitato i suoi collaboratori a fare altrettanto. Alla conclusione dell’incontro ci ha detto: “come farò a ricordarmi ogni giorno a vivere quell’impegno di fraternità, di pace? Bisogna che voi ci dite come possiamo fare.” Così abbiamo promesso di ritornare per consegnare il dado dell’amore, che in forma di gioco spiega l’arte d’amare.
Ci siamo salutati con una grande gioia nel cuore. Tramite questa visita, non solo abbiamo trovato delle persone con grandi responsabilità nello stato, ma abbiamo trovato anzittutto dei fratelli che anche loro vogliono impegnarsi per la fraternità universale.
I GMU della Costa d’Avorio”

SCATTO PER LA FRATERNITA'


I Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani promuovono il Concorso fotografico: “Uno scatto per la fraternità”
I Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani promuovono il Concorso fotografico: “UNO SCATTO PER LA FRATERNITA”, aperto a tutti gli amanti della fotografia, esperti e non!
Partecipare è semplice: basta mandare una fotografia sul tema della fraternità, declinata in tutte le espressioni, entro e non oltre il 24 maggio 2013. Sarà allestita una mostra con tutte le opere selezionate il 1° giugno 2013 a Grottaferrata durante la quale saranno  premiati due vincitori!
Il ricavato sarà devoluto interamente ad “EMERGENZA SIRIA“, un progetto promosso da Azione per un Mondo Unito (AMU).
In allegato, il volantino e il regolamento con tutte le info sulle modalità del concorso:
http://ge.tt/985ACDg/v/0
e sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ScattoPerLaFraternita
Per ogni informazione contattare: scattoperlafraternita@gmail.com

SETTIMANA MONDO UNITO 2013


COMUNICATO STAMPA:
United World Project in atto: oltre 700 frammenti di fraternità rilevate, primi risultati dell’osservatorio permanente.
Numerose sono state le iniziative messe in atto dai giovani in questa sedicesima edizione della Settimana Mondo Unito, per testimoniare l’unità e la pace, costruendo ponti di fraternità a tutti i livelli. “Il mondo unito comincia da me” dice un giovane francese, a sintetizzare l’esperienza di quest’anno, che li ha visti protagonisti in una miriade di azioni concrete a livello locale:
In Nigeria erano 1.000, cristiani e musulmani e di diversi gruppi etnici, che hanno partecipato al primo Genfest nazionale, presenti il governatore dello stato di Anambra e l’Imam della comunità musulmana. Uno dei partecipanti diceva: “Vedendo cristiani e musulmani insieme al Genfest, ho sentito che costruire l’unità non è un sogno ma una realtà”.
A Medan (Indonesia) i giovani hanno deciso di costruire ponti con chi soffre, visitando i malati di AIDS: “Non sapremmo dire chi è stato più contento... noi o loro. Ci hanno ringraziato tantissimo e noi vogliamo impegnarci a ritornare”.
In Burkina Faso, i giovani si sono recati in ospedale portando vestiti e sapone per gli ammalati, tanti di loro molto poveri. Non si sono limitati a consegnare i doni e a salutare i pazienti, ma si sono rimboccati le maniche per pulire reparti e cortile.
I giovani di Igarassu-PE, nel nordeste del Brasile, sono andati a trovare la poverissima comunità di Cuieiras che vive di pesca. Oltre ai giochi per i bambini, hanno dato vita alla “Fiera Mondo Unito”, dove le famiglie potevano scegliere vestiti e alimenti. Scrivono su facebook: “Siamo noi i ponti che possono superare differenze sociali e culturali”.
La Settimana Mondo Unito ha preso il via il 1° maggio da Gerusalemme, con una diretta mondiale che ha collegato i 250 giovani presenti lì, con migliaia di coetanei in tutto il mondo. Collegamenti “two ways" con Loppiano (FI), dove erano in 3.000, Mumbai e Budapest con più di un milione di persone raggiunte sulle reti sociali.
Ovunque si è presentato lo United World Project, articolato progetto mondiale, lanciato coi 12.000 presenti al Genfest di Budapest dello scorso settembre. Attraverso la raccolta firme sul sito www.unitedworldproject.org, migliaia di persone si stanno impegnando a vivere “la Regola d’oro”: “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Il Progetto, inoltre, ha messo in moto un osservatorio permanente che ha già raccolto oltre 700 schede di “frammenti di fraternità”, cioè, azioni fraterne quotidiane, occasionali o continuate, portate avanti da singoli o gruppi. Una mappatura della fraternità, principio dimenticato della modernità, ma motore della storia. Tutto questo materiale sarà presentato dapprima alle Commissioni nazionali Unesco di una trentina di Paesi membri e, in seguito, alla dott. Katalina Bogyay, Presidente della Conferenza Generale dell’Unesco a Parigi. Di recente, alcuni giovani sono stati ricevuti alla sede centrale dell’Unesco in Francia, alle Commissioni nazionali in Costa d’Avorio, Ungheria e Uruguay e da altre istituzioni interessate al Progetto, come il Senato Federale in Brasile e una rappresentanza della Commissione Europea e la Segreteria di Stato della Cultura in Portogallo.
Settimana Mondo Unito - Appuntamento annuale dei Giovani per un Mondo Unito dei Focolari che si propone di incidere sull’opinione pubblica, per testimoniare e promuovere l’unità e la pace a ogni livello. Nata nel 1996, è celebrata contemporaneamente in tutto il mondo con una miriade di azioni, coinvolge mass media e istituzioni civili e religiose. Con United World Project si chiederà alle istituzioni che sia riconosciuta di interesse internazionale, ampliandone le attuazioni e gli obiettivi.
Umberta Fabris (+39) 348 8563347  - Benjamim Ferreira (+39) 348 4754063

martedì 14 maggio 2013

Crisis can be a real blessing


“Let’s not pretend that things will change if we keep doing the same things. A crisis can be a real blessing to any person, to any nation. For all crises bring progress.
Creativity is born from anguish, just like the day is born form the dark night. It’s in crisis that inventiveness is born, as well as discoveries made and big strategies. He who overcomes crisis, overcomes himself, without getting overcome. He who blames his failure to a crisis neglects his own talent and is more interested in problems than in solutions. Incompetence is the true crisis. The greatest inconvenience of people and nations is the laziness with which they attempt to find the solutions to their problems.
There’s no challenge without a crisis. Without challenges, life becomes a routine, a slow agony.
There’s no merit without crisis. It’s in the crisis where we can show the very best in us. Without a crisis, any wind becomes a tender touch. To speak about a crisis is to promote it. Not to speak about it is to exalt conformism. Let us work hard instead. Let us stop, once and for all, the menacing crisis that represents the tragedy of not being willing to overcome it.”
Albert Einstein

domenica 12 maggio 2013

LE 10 BUONE PRATICHE PER COSTRUIRE RAPPORTI FRATERNI


Durante la Settimana Mondo Unito ad Arny, Francia, i Giovani per un Mondo Unito hanno individuato 10 buone pratiche per costruire rapporti di fraternità universale:


  1. IL MONDO UNITO COMINCIA DA ME: affinchè il mondo cambi, occorre decidersi  e cominciare da se stessi, facendo il primo passo.
  2. MI METTO A PRIORI IN UN ATTEGGIAMENTO DI FIDUCIA verso gli altri
  3. TENGO SEMPRE LA “PORTA APERTA”:  accolgo, ascolto.
  4. AMO L’ALTRO PER COME E’ e non per quello che vorrei fosse. Non limito le persone nelle condizioni o nella direzione in cui le vodrei condurre, senza pero’ rinunciare ad accompagnarle in un qualcose di migliore.
  5. MI METTO AL POSTO DELL’ALTRO per cercare di comprendere fino in fondo le differenze dell’altro e non solo di accettarle.
  6. SONO COSCIENTE DEI MIEI LIMITI pronto a superarli.
  7. Lotto contro QUELLO CHE C’E’ DI MALE IN ME e che fa da ostacolo alla relazione con l’altro.
  8. IO CONDIVIDO ANCHE IL MIO PUNTO DI VISTA E SONO PRONTO A CAMBIARE LA PROSPETTIVA
  9. NON CERCO DI SAPERE CHI HA RAGIONE O TORTO ma colgo quello che c’è di bello e di buono nell’altro
  10. Mi ricordo che al di là delle idee e dei punti di vista, IO MI RIVOLGO AD UNA PERSONA.

sabato 11 maggio 2013

FRANCIA: SETTIMANA MONDO UNITO 2013


Nel quadro della Settimana Mondo Unito una sessantina di giovani studenti e di giovani professionali si sono riuniti ad Arny, nella cittadella vicino a Parigi, nel week end del 27 e 28 Aprile sul tema: “L’altro e le sue differenze, freno o trampolino di lancio?”
Provenienti da differenti regioni della Francia, cristiani, musulmani o senza convinzioni religiose, hanno condiviso le loro differenze come tante ricchezze sperimentando che ‘vivere insieme, è possibile’!
“Ho trovato dei giovani molto simpatici, tanto aperti, con un buon ambiente anche grazie ai canti” spiega Alexis, chiaramente contento del suo primo incontro col movimento dei Focolari. “Sin dalla prima sera, per montare le tende, c’è stato molto coinvolgimento. Ero un po’ spaventata per questo, perchè non sono tanto compentente per queste cose ma insieme ce l’abbiamo fatta” rimarca Clarisse. “Qui si sono creati dei rapporti molto facilmente, non c’erano barriere” riprende un altro. Si può essere se stessi, certi che l’altro non ci giudica”.

venerdì 10 maggio 2013

UWW start up in Brasilia


Taken from: mppu.org.br
 Saturday, April 27, was the opening of the United World Week in Brasilia, in the auditorium of the Administration Wansbeck, within the series “Seminars for Citizenship” organized by the Movement for unity in politics (MPPU).

Through theatre and personal experiences, some young people presented the Youth for a United World, the goal of the United World Week and United World Project. They stressed that the construction of a united world begins at home in everyday life through small gestures and so together we can make big things until we reach Universal Brotherhood, the realization of the ideal of a united world.
After sharing various testimonies, from volunteering in NGO’s to small things carried out at home within the family, the participants were offered a chance to narrate their own experiences and ask questions. This created an enthusiasm among the audience with regards the United World Project and great willingness to work together for a united world.
Congressman Izalci Lucas said he was impressed with the youth’s determination and wanted to collaborate with the Youth for a United World in whatever way he could. Since one of the youth goals is to transform the United World Week into an official date of the UN calendar why not start from “home”, presenting the project to the House of Representatives to establish a United World Week as an official celebration in Brazil. Besides, he committed himself to helping and support whatever may be needed.
Professor Dinorá Cançado was also impressed with the United World Project and with the life experiences shared by the Youth for a United World. She spoke of the various projects that she is working on, for example, the Braille library, which has already received awards and titles in the Academies of Arts in Brazil and other countries.
She also said that she felt as if before there was a sort of gap in her work, aimed at children and the elderly, and now the gap is narrowing because “I want to work with young people participating and disseminating the United World Project.”
The morning meeting concluded with an invitation to paint a “murales” on a wall of a public school in a poor community with messages that convey the fraternity.

GENFEST NIGERIA 2013


We the Youth for a United World of Nigeria have successfully concluded our Genfest which took place on the 4th May, 2013. It was held at Justice Chuba Ikpeazu stadium Onitsha, the Eastern part of Nigeria.
Its experience was wonderful, interesting, educative and at the same time, a spiritual one. Being the first Genfest organized by the Gen movement of our country, we had so many challenges, however, through mutual love we were able to overcome those challenges.

The Genfest was attended by a lot of people from different ethnics groups, religions and cultures numbering up to 1000. Also in attendance was the governor of Anambra state represented by the commissioner of Education and a lot of dignitaries. The Archbishop of the diocese sent his letter and blessings. Some Muslims also where present including the chief Imam of the Muslim community in the State. 

With this Genfest, held in our country Nigeria, we believe that a new Nigeria has been born.
Thank you, with love and Unity from all the Gen from Nigeria.
Ciao!!!
Some impressions

“I Am the president in my church “let’s bridge” is the best theme have ever heard so far because it encourages unity, peace, and happiness among people of different color, culture and different behaviour.” (Akmola Micheal )

“Having witnessed Christians and Muslims together in the Genfest, I felt that building unity is not a dream but a reality. I learnt to be courageous and determined to do something wi
thout fear.” (Joseph Oghiotaphure)
“I was a wonderful experience that one will never forget. I want to be a full member of the Focolare.” (Enajite)
“The Genfest yesterday was a first class one.” (Steve)

“The Genfest seems like a light in the darkness which is the only source of hope.” (Marvelous)

“Everything was perfect; the programme, performances, strong experiences (Ijeoma)
“Genfest Nigeria 2013 is the most enlightening gathering of young people I have ever been to. Having heard of the Youth for a United World previously, I came expectant but my expectations were far exceeded. Hearing the experiences of young people living what they preach; seeing the message of peace and unity shared via dances and songs was the highlight of the programme for me. I left with a resolve not just to do what I had learnt but to fully become a part of this wonderful family. (Enajite)

Indonesia: Costruire Ponti con chi soffre


Carissimi ciao!!! 
Vogliamo aggiornarvi di quel che abbiamo fatto qua a Medan domenica scorsa per vivere concretamente la Settimana Mondo Unito. 
In 33 Giovani per un Mondo Unito (6 venuti per la prima volta), siamo andati a visitare 15 malati di AIDS. Loro vivono insieme in una casa tenuta da una Chiesa Protestante e sono lì o perché sono stati abbandonati dalla loro famiglia o perché sono molto poveri. Ci sono uomini e donne, dai 22 anni in su. 
Siamo partiti ricordandoci che andavamo lì solo per portare gioia, forza e amore e anche per “CROSS THE BRIDGE”!!!. Eravamo tutti entusiasti!
La loro situazione è un vero volto di sofferenza... ci hanno chiesto di non discriminarli....era un po’ difficile tenere l’emozione (qualcuno di noi era proprio triste). Abbiamo cantato, giocato, raccontato la vita di Chiara Luce, condiviso con loro il nostro “segreto” di vivere il momento presente...  C’è stato un profondo ascolto da parte loro e una gioia che si vedeva nei loro sorrisi. Prima di concludere, due di loro ci hanno voluto anche dare qualche consiglio “da giovani a giovani”... 

Abbiamo anche portato un po’ di cibo, comprato con il ricavato della communione di beni tra di noi. Non sapremo dire chi è stato più contento... noi o loro. Ci hanno ringraziato tantissimo e noi vogliamo impegniarci sul serio a ritornarci. 

Ecco qualche impressione...
“Sono stata contenta di poter amare ognuno di loro. Mi sono sentita più vicina a Dio e mi è stato spontaneo ringraziagli per quanto mi ha dato nella vita.” 
“È stata un’esperienza molto significativa per me. Non so perché ma è stato un momento per prendere concienza e rendersi conto... Se loro che hanno questa sofferenza possono sentirsi vicini a Dio, anch’io prendo la sfida di essere più vicina a Dio.”
“La loro esperienza diventa per me una lezione per la mia vita che sento di dover viverla meglio d’ora in poi.” 
Vi assicuriamo la nostra unità per tutto quanto fate e contate sulla nostra!!!
Un grande GRAZIE,
I/le GMU di Medan, Indonesia

Burkina Faso: Costruire ponti in ospedale


“In questa Settimana Mondo Unito, siamo in piana attività con i giovani. Tra queste attività abbiamo svolto una in un ospedale.
Prima di andare ci eravamo informati della situazione di questo ospedale. La direttrice ci aveva informato che alcuni pazienti sono molto poveri, tanto che rimangano anche per un mese. Per esempio, qualche paziente rimane in ospedale , qualcuna di loro rimane per un mese in ospedale e portano lo stesso vestito senza poter pulirlo perché gli manca il sapone. Così, abbiamo fatto una raccolta di vestiti ed abbiamo comprato una scatola di sapone.
All’arrivo in ospedale, siamo stati accompagnati di una persona dello staff che pensava che eravamo lì solo per portare i nostri doni ai pazienti e salutarli. Però abbiamo subito fatto capire che questo non bastava. Siccome sapevamo che i reparti ed il cortile dell’ospedale erano sporchi, allora abbiamo detto a lei che siamo venuti per fare delle pulizie. All’inizio lei non ci credeva però ci siamo subito dato da fare, attirando una grande attenzione sia dei pazienti che dei loro accompagnatori ed altri dipendenti dell’ospedale.
Alla fine del lavoro, una dello staff ci ha confidato: “Siete proprio diversi degli altri che vengono qua! Normalmente, la gente viene per salutarei pazienti, portarli i loro doni, ma nessuno mai si ferma per fare delle pulizie come avete fatto. Voi, non avete solo pulito, ma avete lavorato con tutto il cuore.”
Un’altra signora che accompagnava sua figlia paziente ci ha chiesto: “chi siete?” Una di noi ha risposto a questa domanda e dopo lei ha aggiunto: “per favore, lasciatemi il vostro contatto. Vorrei farvi incontrare i miei figli. Spero che tanti giovani possano seguire il vostro esempio.”
Lasciando l’ospedale, la direttrice ci chiede di tornarci presto e ci ha anche chiesto di passare nei prossimi giorni all’ospedale per prendere una lettera di riconoscimento da parte loro e si teneva tanto.
È stata una giornata molto bella. I giovanni stessi sono rientrato piu contenti e sempre piu convinti che solo l’amore vince tutto.
Richard Atemnkeng

giovedì 9 maggio 2013

Francesco: Non muri ma ponti; andare in periferia


L'Osservatore Romano, 9 maggio 2013.
Gesù non ha escluso nessuno. Ha costruito ponti, non muri. Il suo messaggio di salvezza è per tutti. Questa mattina, mercoledì 8 maggio, durante la messa nella cappella della Domus Sanctae Marthae, Papa Francesco si è soffermato sull’atteggiamento del buon evangelizzatore: aperto a tutti, pronto ad ascoltare tutti, senza esclusioni. Fortunatamente, ha notato, «adesso è un buon tempo nella vita della Chiesa: questi ultimi cinquanta anni, sessanta anni, è un bel tempo. Perché io ricordo quando ero bambino si sentiva nelle famiglie cattoliche, anche nella mia: “No, a casa loro non possiamo andare, perché non sono sposati per la Chiesa, eh”. Era come una esclusione. No, non potevi andare! O perché sono socialisti o atei, non possiamo andare. Adesso, grazie a Dio, no, non si dice».
L’esempio proposto dal Pontefice è quello dell’apostolo Paolo che nell’areopago (Atti degli apostoli, 17, 15. 22 - 18, 1) annunzia Gesù Cristo tra gli adoratori di idoli. Importante è, secondo il Papa, il modo in cui lo fa: «Lui non dice: “Idolatri, andrete all’inferno!”», ma «cerca di arrivare al loro cuore»; non condanna dall’inizio, cerca il dialogo: «Paolo è un pontefice, costruttore di ponti. Lui non vuole diventare un costruttore di muri». Costruire ponti per annunziare il Vangelo, «questo è l’atteggiamento di Paolo ad Atene: fare un ponte al cuore loro, per poi fare un passo in più e annunziare Gesù Cristo».

青年「愛‧回家」——2013合一世界青年營(Youth Camp) Young people “Come Home Love”—Youth Camp 2013


A message from the Youth for a United World from Macau, China.

"很想很想與你們分享我們這兩天的喜悅。我們和新認識的青年朋友,不同的合一世界青年都保有了一份很大的耶穌在我們中間。
We really want to share our joy of these two days. We experienced strong mutual love during the whole Youth Camp.
於兩天的青年營中,我們透過主題話劇,經驗分享,團隊遊戲以帶出「愛‧回家」的主題!還有為最近的天災人禍所特別準備的晚禱,廚神工作坊等活動!每位青年都為這次活動而努力,我們開了數不完的會議,全數參與人數達30人令我們很興奮。就讓大家都可以分享我們的喜樂之餘,共同為合一的理想邁進!
In these two days we have tried to deepen the theme “Come Home Love” through drama, testimonies, games, etc. We also prayed together for the disaster that happened recently. Besides, we also had a workshop on Sushi preparation. Each young person tried to give his/her best to meet up and prepare the Youth Camp. We were very happy to be over 30 young people. We wish you guys can share in our joy and together walk towards the United World.
不同的青年對這次Youth Camp 有不同的感受。一位男青年分享了他的感受。「在這次 Youth Camp 我感受到好像「家」當中生活一樣的那份溫馨的感覺。在整個 Youth Camp當中,透過不同的主題分享、團體遊戲、小組活動等,不同的參加者就好像「一家人」地生活。與「家人」相處的每一個時刻,我們會去通力合作,完成一個又一個不同的「家務」,即使起步有困難,但透過「家人」先踏出第一步,大家也付出自己的努力,問題總會得到解決。」
Each one of us left the Youth Camp with a different experience. For instance, one young boy said: “In this Youth Camp I really felt at home. Theme sharing, games, group workshops, etc… were occasions to build one big family among us! Of course, with ‘family members’ we try to give our best to finish different ‘houseworks’. Some tasks may be hard to tackle, however, all tasks can be solved if all the “family members” take the initiative and all together put their efforts.”
亦有青年在她的Facebook上留言,把整個Youth Camp所體驗到的,向她認識的人表達出來。「經歷左一個非常有意思的camp, 提醒左我三個字:忙〜忘〜亡。尤其係家人,若我地只忙碌地顧自已的事(工作或閒事),我地只會忘記身邊的近人(尤其係父母),自然會對他們冷漠,最後這樣在乏溝通下關係會崩緊會死亡。唯有學習珍惜,學習放下自己,以及要love others , as the Lord love us. Okok 收到晒~~ヽ(≧▽≦)ノ」
One young girl also shared her experience at the Youth Camp on Facebook. She wrote, “(I have) experienced a very meaningful camp. This can remind me three words: busy—forget—die. Especially with the family members, if we only do their own stuffs (job or casual) busily, we will forget our neighbour (our parents, especially). And we will treat them with indifference. In the end (the relationship) will grow tense and die out due to limited communication. The only way is learning to treasure (the relationship) and lay down my life, and also love others, as the Lord loves us. Ok, I got it!”
通過這次的Youth Camp,參與的青年已把這個「愛‧回家」的訊息放置在他們的心靈當中。我們澳門的合一世界青年之後會繼續組織不同的機會,使他們有機會把合一的世界的理想向社會不同的階層傳播開來。
After this Youth Camp the participants put the message “Come Home Love” in their heart. The Macau Youth for United World will continue to organize different opportunities in order to express the message of making a United World in our society.

Responsabili OGGI del futuro


COMUNICATO STAMPA

11-12 maggio 2013 - Pesaro
Dall’economia allo sport, dalle relazioni interpersonali al divertimento responsabile, dall’uso dei mass-media alla politica. Saranno questi i temi al centro della due giorni promossa dai giovani del Movimento dei Focolari delle Marche e dell’Emilia Romagna. Un appuntamento dal titolo “Responsabili OGGI del futuro” che si svolgerà a Pesaro l’11 e il 12 maggio presso l’Hotel Baia Flaminia (via Parigi, 8).
Protagonisti saranno ragazzi e giovani dai 14 ai 30 anni: workshop, momenti di dialogo e soprattutto confronto per capire insieme come essere cittadini responsabili e costruttori di fraternità.
Tra i relatori, tutti professionisti del settore d’interesse, spicca la figura del pedagogista Francesco Châtel che da anni cura una rubrica “a tu per tu con i giovani” per la rivista Città Nuova e si occupa di formazione di nuove generazioni a Loppiano, cittadella internazionale del Movimento dei Focolari situata in provincia di Firenze. Châtel svolgerà sabato pomeriggio 11 maggio una relazione dal titolo “responsabili verso se stessi, gli altri, il mondo”
L’iniziativa vuole essere anche l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo United World Project, progetto a carattere internazionale che vede i giovani impegnati nel promuovere la fraternità universale; è per questo che da diversi mesi in tutto il mondo stanno raccogliendo firme da presentare all’Unesco in modo tale da far sì che la fraternità universale diventi una categoria riconosciuta e sostenuta da un Osservatorio permanente che possa monitorare le azioni che accrescono il bene comune. 
Per info:
Nome e Cognome: Tiziana Nicastro
Cell. 3385621412
Indirizzo e-mail: nicastrot@inwind.it
Contatto skype: tiziananicastro

mercoledì 8 maggio 2013

“Be the bridge”: giovani per un mondo unito

Un servizio dal Fransciscan Media Centre di Gerusalemme:

BE THE BRIDGE

I giovani del movimento Focolare di tutto il mondo si sono dati appuntamento in Terra Santa: “Be the bridge” e’ lo slogan di quest’anno, con la certezza di cominciare a costruire un mondo unito.

Les petits gestes concrets peuvent changer le monde


Priscilia Chacón pour l'apic
Montet (FR) , 4 mai 2013 (Apic) La 4e édition de la Journée monde uni organisée par les jeunes du mouvement des Focolari s’est déroulée le 4 mai 2013 à Montet, dans le canton de Fribourg. 110 jeunes de toute la Suisse romande et quelques représentants de la partie alémanique ont participé à l’événement. Cette année la présentation d’un projet d’envergure mondiale, le United World Project, a encouragé les participants à devenir protagonistes de la fraternité universelle.
La 4e édition de la Journée monde uni organisée par les jeunes du mouvement des Focolari (photo P. Chacon)
L’aventure a commencé à Budapest en septembre 2012 au Genfest, rassemblement de 12'000 jeunes du monde entier voulant témoigner qu’un monde plus uni est possible. “Maintenant, nous voulons ouvrir ces portes [de l’Arena] sur le monde pour y rejoindre chaque personne. Nous proposons un pacte mondial de fraternité” avait annoncé avec conviction Maria Giovanna, de l’Italie, membre de la commission du United World Project. Huit mois plus tard, c’est un extrait vidéo de ce lancement qu’ont pu voir les 110 jeunes suisses âgés de 15 à 30 ans, rassemblés à l’occasion de la 4e édition de la Journée Monde Uni au centre de rencontre des Focolari à Montet. Provenant de tous les cantons romands ainsi que de Lucerne, Zürich et du Tessin, ceux-ci ont été invités à se joindre à ce projet d’envergure mondiale.
Influencer l’opinion publique et étendre le réseau d’acteurs
Le United World Project a pour but de constituer par la récolte de signatures un réseau d’acteurs de la fraternité basé sur la Règle d’Or “Fais à l’autre ce que tu aimerais qu’il fasse pour toi” et de mettre en évidence toute action concrète allant dans ce sens. A ce jour, 50’000 signatures ont été récoltées et 700 actions recensées. Le projet vise également à obtenir la reconnaissance par l’UNESCO et l’ONU de la “Semaine Monde Uni”, une semaine organisée depuis 15 ans début mai et qui promeut des initiatives de fraternité afin d'influencer l'opinion publique. Du 24 avril au 2 mai 2013, une délégation de 120 jeunes en provenance de 25 pays a participé à un voyage d’une semaine en Terre Sainte pour témoigner de la fraternité et rencontrer des jeunes et familles palestiniens. “J’ai compris en écoutant les expériences des Jeunes pour un monde uni palestiniens que la paix commencent par de petits pas concrets : se rencontrer, se parler, s’écouter. Ce sont ces mêmes gestes positifs que chacun peut faire là où il vit” a partagé la participante suisse au voyage.

lunedì 6 maggio 2013

Burkina Faso: Semaine pour un Monde Uni


Les Jeunes Pour un Monde Uni de Bobo-Dioulasso (Burkina Faso):
"Nous sommes très ravis de vous écrire ce message pour vous faire le rapport du lancement de la Semaine Monde Uni.
Pour des raisons de calendrier, nous avons dû commencer notre Semaine Monde UNI aujourd’hui pour conclure le 08 mai. En effet, cette journée de lancement a été très belle car nous étions une trentaine de jeunes de différentes religions.

Cette fois-ci il y avait la présence des jeunes du  Mouvement Saint Egidio. L’idéal de la fraternité et du monde uni a été accueilli par les jeunes qui se sont engagés à poursuivre ce but et à construire des ponts avec nous. Pour cela des activités ont été mis en place : vu les conditions d’insalubrité au sein du grand l’hôpital de notre ville après des grèves répétées, nous avons décidé d’aller faire le nettoyage là-bas le samedi 04 mai 2013. Ensuite viendra le grand festival de la jeunesse prévu pour octobre que nous allons organiser conjointement avec les jeunes d’autres religions et d’autres Mouvements. Déjà avant la conclusion de notre rencontre nous avons créé des commissions de travail composés des jeunes chrétiens, musulmans et ceux de Saint Egidio.

sabato 4 maggio 2013

LOPPIANO 1° MAGGIO: FARE IL PRIMO PASSO


Messaggio di Maria Voce (Emmaus) per i giovani presenti il 1° Maggio a Loppiano
"Carissimi giovani,
sono felicissima di salutarvi, tutti voi che siete venuti a Loppiano e anche tutti quelli che sentiranno questo saluto.
E dirvi, si, qualcosa che mi sta molto a cuore. Cioè, voi avete pensato questa giornata di oggi come una giornata di festa comune. Però la festa suppone un incontro e per incontrarsi bisogna camminare.
Voi l’anno scorso avete progettato di costruire ponti, abbiamo fatto un GenFest in cui abbiamo visto quanto può essere faticoso anche costruire un ponte.
Ma anche dopo averlo costruito, se non si cammina su questo ponte, rimane un materiale inerte, un materiale che non serve.
E allora, il ponte serve proprio per unire. Serve proprio per incoraggiarvi ad attraversarlo per incontrarvi. E guardatevi intorno: magari c’è qualcuno che non ha il coraggio di fare il primo passo. Fatelo voi per loro. Magari c’è qualcuno che ha cominciato e poi si è fermato perché la salita è troppo alta. Allora andategli incontro, attraversate anche il culmine. Magari qualcuno farà dieci passi e voi ne dovete fare novanta per incontrarvi.
Non vi stancate, non vi stancate. Il ponte c’è per questo. Fare il primo passo significa voltarvi verso il giovane che avete affianco e dirgli, se potete, o se non potete dimostrargli, che veramente siete pronti a fare qualcosa per lui, con lui.
Qualunque sia la sua provenienza, qualunque sia la sua idea, qualunque sia il suo stato di vita in questo momento, voi siete pronti a incontrarlo. E in questo incontro io credo che è il primo passo, che poi vi porterà sempre più avanti, che porterà sul ponte la moltitudine dei giovani.
Cioè sarete tutti su un unico ponte, su un unico ponte da cui poi partirete per il mondo a costruire veramente questo mondo unito che abbiamo sognato insieme al GenFest, e che però abbiamo anche visto possibile.
Visto possibile proprio per questi ponti che avete costruito e che adesso volete attraversare.
Coraggio, il primo passo è certe volte il più costoso, il primo passo, è il più difficile da fare. Ma abbiate coraggio, lo facciamo insieme. Vi ringrazio."
EMMAUS (Maria Voce - Presidente del Movimento dei Focolari

venerdì 3 maggio 2013

Fontem: Link-Up with Jerusalem


"Dearest all,
Lots of greetings from Fontem, Cameroun!
It is a great joy to let you know that we too have been very present at the link-up yesterday from Jerusalem.
It marked the beginning of our youth day meeting together with 200 young people gathered at the Mariapolis Centre of Fontem. It has been a very lively and joyful occasion for many young people who expressed the desire to be invited again for such meetings.
The Y4UW were so actively involved and everyone expressed the force of unity they felt from the moments of preparation and the climax of it yesterday.
Here is a final photo, we shall write again.
Eric, Marilen and Christian"

Youth Day at Yogyakarta, Indonesia


giovedì 2 maggio 2013