giovedì 30 maggio 2013
Thailandia: Settimana per Mondo Unito
King Mongkut’s University of Technology Thonburi.
Sumalee insegna a “King Mongkut’s University of Technology”, Thonburi. Lei ha parlato ad alcuni studenti della Settimana Mondo Unito (SMU) e loro sono stati contenti di fare qualcoso per promuovere una conscienza per la pace. Allora, Sumalee e suoi studenti hanno presentato SMU agli altri studenti nella classe.
E poi hanno fatto il Time-Out sia con una preghiera buddista che una preghiera cristiana.
I studenti dicevano: “Anche noi vogliamo essere un ponte per costruire la pace. Per fare ciò, il nostro proposto è:
1. dare l’amore agli altri
2. dare i sorrisi agli altri
3. risparmiare energia elettrica
4. tenere pulito buttando i rifiuti nel posto
5. essere puntuali alle lezioni
6. non addormentarsi durante le lezioni
7. pregare per la pace.”
Sumalee insegna a “King Mongkut’s University of Technology”, Thonburi. Lei ha parlato ad alcuni studenti della Settimana Mondo Unito (SMU) e loro sono stati contenti di fare qualcoso per promuovere una conscienza per la pace. Allora, Sumalee e suoi studenti hanno presentato SMU agli altri studenti nella classe.
E poi hanno fatto il Time-Out sia con una preghiera buddista che una preghiera cristiana.
I studenti dicevano: “Anche noi vogliamo essere un ponte per costruire la pace. Per fare ciò, il nostro proposto è:
1. dare l’amore agli altri
2. dare i sorrisi agli altri
3. risparmiare energia elettrica
4. tenere pulito buttando i rifiuti nel posto
5. essere puntuali alle lezioni
6. non addormentarsi durante le lezioni
7. pregare per la pace.”
mercoledì 29 maggio 2013
Musical Gen Rosso: Streetlight in Sao Paulo
Dal Brasile il Gen Rosso scrive:
"Appena abbiamo terminato le 3 magnifiche rappresentazioni del nostro musical a Sao Paulo... Circa 900 persone con qualche virgola presenti in ogni spettacolo... Cosa dire: il messaggio è arrivato in fondo delle anime dei ragazzi con cui l’abbiamo rappresentato lo Streetlight ma anche è arrivato al pubblico, vivace e attento... gli applausi confermavano la profonda adesione al messaggio evangelico lanciato dal palco... torniamo ai giovani sul palco con noi - che meraviglia... Davvero hanno colto in ogni piccolo particolare, ciò che volevamo condividere con loro! Abbracci, baci, foto, ringraziamenti reciproci, auguri per il futuro e tutto puro e tutto profondo... Un gran finale davvero degno della conclusione del primo progetto... Ci siamo dati un arrivederci a Rio, perché proprio con loro faremo lo spettacolo davanti al papa Francesco... Un ragazzo che catava nel coro, ringraziandoci ha esclamato: “mi avete riportato Dio nel mio cuore”... Potete immaginare cosa sentivamo in quel momento... Anche una ragazza, una bravissima ballerina, alla fine ci ha confidato: “grazie a voi ho creduto che c’è un futuro davanti a me e sono una persona che vale”...
Wow! Davvero sentiamo una forte gratitudine nel cuore verso il vero artefice di quanto è accaduto nel Ginnasio di Ibirapuera... Dio continua a compiere i suoi miracoli sul nulla d’amore dei nostri s a Sao Paulo... come dire sul nulla d’amore dei nostri singoli cuori e sulla nostra umanità, avvolte tanto fragile, ma ancorata sinceramente in Dio ha portato tutti questi meravigliosi frutti!
Sembra davvero che qui in Brasile, Dio sta tornando di moda e noi ne siamo testimoni..."
Foto di Aline Costa...
TV Globo: "Giovani si incontrano per una buona causa a Taguatinga"
La Segreteria dei Giovani per un Mondo Unito di Brasilia
ci scrive:
“Ciao!!!! Vi mandiamo link con materiale giornalistico realizzato
da TV Globo su SMU2013. La notizia è stata difusa sul TG locale che copre tutto il Distretto Federale.
È un bloco fatto da volontari dalle diverse città che
compongono il Distretto Federale, in cui scopo è di presentare la città dalla prospettiva dei giovani. Rogerio e Keula.”
martedì 28 maggio 2013
COLOMBIA: AGUAPANELEROS
Abril 2013
Hola a todos, los saludamos con alegría por que nuevamente nos encontraremos, este viernes 26 de abril en esta actividad que nos mueve con tanta fuerza, es una invitación concreta a vivir la Regla de Oro "HAS A LOS DEMÁS LO QUE QUIERES QUE TE HAGAN A TI", esperamos compartir con todos ustedes en este recorrido haciendo sentir a nuestros grandes amigos, los habitantes de la calle como nuestros hermanos.
Como siempre nos encontraremos en la estación del Metro de Prado, de 7 a 7 y 30 pm en donde partiremos a recoger la panela y el pan, e iniciaremos el recorrido. Un abrazo para todos y feliz semana.
Mayo 2013
Hola a todos quisiera invitarlos de nuevo a un recorrido diferente en donde el amor es la principal arma para llegar a los habitantes de la calle.
Como siempre los esperamos este viernes 24 de mayo en la estación Prado del metro de 7 a 7y30 de donde partiremos hacia el encuentro con nuestros grandes amigos los Habitantes de la Calle.
Adjunto la invitación
Att: Chicos por la unidad
Con el apoyo: Jóvenes Por un mundo unido y Humanidad nueva
SMU 2013 IN BIELORUSSIA
Durante la Settimana Mondo Unito i Giovani per un Mondo Unito della Polonia
e della Bielorussia si sono incontrati in Bielorussia per costruire ponti di
fraternità.
Per i bambini abbiamo preparato un programma – la favola di elisir della
felicità, giochi, qualcosa di buono da mangiare e dei regali. Dovevamo stare
solo un’ora con loro, invece siamo rimasti tre ore, perché i bambini che
stavano meglio volevano ancora giocare con noi. Il direttore della casa ci ha
chiesto di invitare altri giovani per fare quello che abbiamo fatto perché i
bambini hanno bisogno di contatto con gli altri.
In nove siamo partiti dalla Polonia, viaggiano per la prima volta in due
macchine, cariche di regali raccolti dalla comunità polacca. Per un miracolo, i
controlli alla frontiera sono durati solo due ore, cioè molto “breve”!
I cinque giorni trascorsi a Minsk ed a Lachowiczy sono stati belli, intensi
e luminosi. Ecco un breve assaggio:
Dopo circa dodici ore di viaggio, siamo stati accolti dalla comunità in
Bielorussia con una cena squisita. Poi, siamo andati nel Catedrale per salutare
alcune famiglie del Movimento e ci siamo raccontati delle esperienze,
impressioni e senza accorgerci il tempo è volato.
Nei giorni seguenti siamo stati alla Caritas, visitando dei bambini malati di
cancro e dopo nella “Casa di Misericordia” tenuta dai Padri Orionini con una
quarantina di anziani.
Per i bambini abbiamo preparato un programma – la favola di elisir della
felicità, giochi, qualcosa di buono da mangiare e dei regali. Dovevamo stare
solo un’ora con loro, invece siamo rimasti tre ore, perché i bambini che
stavano meglio volevano ancora giocare con noi. Il direttore della casa ci ha
chiesto di invitare altri giovani per fare quello che abbiamo fatto perché i
bambini hanno bisogno di contatto con gli altri.
Nella casa dei anziani abbiamo fatto un concerto. Era sabato, iniziava la
Pasqua Ortodossa e nella casa c’erano cristiani ortodossi, cattolici,
evangelici ed adventisti. Le canzoni intercalate con le meditazioni di Chiara Lubich
piacevano molto. Alla fine ci hanno tanto ringraziato.
Dovunque abbiamo visitato, abbiamo ricevuto molto di più di quello che
abbiamo potuto dare e abbiamo sperimantare quanto è vera la Parola di Vita di
maggio: “Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi
sarà versata nel grembo.”
Nell’ultimo giorno abbiamo concluso la Settimana Mondo Unito e l’anno di
Genfest, invitando i giovani che hanno partecipato all’appuntamento di Budapest
2012. C’e’ stata tanta gioia nel rivederci e nel raccontarci come abbiamo
vissuto quest’anno di “Let’s bridge”. Abbiamo guardato insieme la trasmissione
del 1° maggio di Gerusalemme, abbiamo preso come nuovi modelli Carlo e Alberto
che hanno raggiunto la meta e ci siamo lanciati decisi di lasciarsi trasformare
sempre di più nei ponti - “Be the bridge”.
Appena rientrati in Polonia abbiamo ricevuto un e-mail da Anjelika della
Bielorussia: “Grazie per il fuoco che ci
avete portato. Grazie per il mare d’amore che avete condiviso con noi. Avete
fatto un grande lavoro, ancora una volta mostrando al mondo che solo l’Amore lo
porta avanti, che solo l’Amore ci avvicina, unisce e porta la gioia. Vi
ringrazio per una vera testimognanza di quest’Amore” (...) Questo grande lavoro
che avete fatto qui è solo l’inizio e la
strada per tutti noi. Vi abbraccio.”
lunedì 27 maggio 2013
La festa dell'Illuminato
Vesak è la celebrazione più importante per milioni di buddisti: si ricorda nascita, illuminazione e morte di Buddha. In Italia numerosi fedeli festeggeranno la ricorrenza e saranno non solo immigrati ma tanti nostri connazionali. Nel messaggio della Chiesa si sottolinea il valore comune del rispetto della vita
La festa di Vesak, che rappresenta la celebrazione più importante per i milioni di seguaci dell’illuminato principe Siddharta, si celebra in diversi momenti del mese di aprile e maggio, a seconda delle varie tradizioni. Si tratta del ricordo della nascita, dell'illuminazione e della morte di Gautama Buddha. Infatti, la tradizione dice che questi tre momenti fondamentali della vita del principe diventato l’Illuminato, sono avvenuti durante il plenilunio del mese di maggio. Quest’anno, la maggior parte dei buddhisti la celebra il 24 ed il 25 maggio.
Come ogni anno il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso (PCDI) ha inviato un messaggio augurale a firma del suo Presidente, il Card. Jean-Louis Tauran, e del suo Segretario, padre Miguel Ángel Ayuso Guixot.
ASK THE YOUTH
By Luigino Bruni
Published by Avvenire on 18th May, 2013
Our crisis arises from more than just financial causes. Despite the improving condition of the stock market and the financial spreads, the unemployment rate, particularly among the youth, has not decreased. The economies of Italy and southern Europe are sick. They have been struggling against recession for decades, and speculative finance has only accelerated their decline.
The trauma of these troubled years could have been lessened if financial system had supported innovation rather than speculation and if economists had focused on long term rather than short term short-sighted analyses. However, economic decay and declining productivity were unavoidable; they smoldered under the ashes of society. Our present and future are uncertain; work must be reinvented, and it will be far different than anything we and our parents have ever known.
Job creation is a demanding task that requires action on multiple levels and involves minds and souls. To build a healthy society, we should start with children and reinvent the symbols that prepare them to work in the future. Society has taken away the images and symbols of labor from childhood.
Published by Avvenire on 18th May, 2013
Our crisis arises from more than just financial causes. Despite the improving condition of the stock market and the financial spreads, the unemployment rate, particularly among the youth, has not decreased. The economies of Italy and southern Europe are sick. They have been struggling against recession for decades, and speculative finance has only accelerated their decline.
The trauma of these troubled years could have been lessened if financial system had supported innovation rather than speculation and if economists had focused on long term rather than short term short-sighted analyses. However, economic decay and declining productivity were unavoidable; they smoldered under the ashes of society. Our present and future are uncertain; work must be reinvented, and it will be far different than anything we and our parents have ever known.
Job creation is a demanding task that requires action on multiple levels and involves minds and souls. To build a healthy society, we should start with children and reinvent the symbols that prepare them to work in the future. Society has taken away the images and symbols of labor from childhood.
CHANGE THE WORLD
United World Project
www.unitedworldproject.org
Changing the world by living the Golden Rule.
Join the team - sign the petition
domenica 26 maggio 2013
Emergenza lavoro per i giovani
Di Luigino Bruni
Non era solo colpa della finanza. Gli spread e le borse sono migliorati ma la nostra crisi invece di finire sta mostrando la sua vera dura natura: la disoccupazione, e soprattutto l’assenza di lavoro per i giovani. Ci stiamo accorgendo che la finanza speculativa ha soltanto accelerato e aggravato la malattia di un sistema economico italiano e sudeuropeo che era in affanno già da alcuni decenni. Certo, una finanza meno avida e più capace di capire e sostenere i progetti innovativi, e una classe di economisti e di operatori economici meno miope e più lungimirante avrebbero potuto rendere quest’età di passaggio meno drammatica e dolorosa. Ma il tramonto di interi sistemi economico-produttivi covava da tempo sotto la cenere della nostra società. E così oggi ci ritroviamo con molti dubbi sul nostro presente e futuro, e con una certezza: dobbiamo reinventarci nuovo lavoro, che in buona parte sarà diverso, e molto, da quello che noi e i nostri genitori hanno conosciuto.
Intrapresa audacissima, perché dovremmo avere la spirito e la forza di agire, contemporaneamente, su più livelli, tutti coessenziali, iniziando, come si dovrebbe sempre fare in ogni buona società, dai bambini e dalle bambine. Vanno aggiornati, e in molti casi riscritti, i loro codici simbolici del lavoro. La generazione oggi adulta ha realizzato un mondo dei mestieri e delle professioni fatto di immagini e di simboli che si stanno progressivamente allontanando dai bambini e dai giovani. Servono nuove “lingue” e una nuova capacità di capirsi tra generazioni parlanti ormai idiomi diversi. Noi da piccoli giocavamo con ruspe, trattori, bambole e mini-laboratori, che creavano nella nostra fantasia il lavoro di domani, un lavoro futuro che vedevamo nel presente degli adulti attorno a noi, nelle letture della scuola, nei racconti dei vecchi. Giocando crescevamo, e ci preparavamo al lavoro. Oggi i giochi dei bambini sono mostri a quattro teste, sempre più nei video e nei telefonini, e sempre più lontani dai luoghi e dai simboli del lavoro. E, soprattutto, i bambini passano sempre più tempo giocando da soli, al chiuso e di fronte alla tv. È stata l’organizzazione comune di giochi, di partite di calcio, di caccie al tesoro, di corse, la palestra dove ieri si imparava a cooperare, a competere, a risolvere i conflitti, ad elaborare le sconfitte e i nostri limiti, e poi un giorno a lavorare grazie anche a quelle esperienze fondative del nostro carattere. Serve uno sforzo collettivo enorme per ricreare le immagini e i sogni professionali dei nostri bambini e giovani: come faranno ad inventarsi da adulti un lavoro, e soprattutto un mestiere, se non l’hanno visto, né tantomeno sognato da bambini? E a cooperare nelle imprese di domani? Per questo compito difficile servirebbero anche gli artisti, che con la poesia, la pittura, la letteratura, i cartoni, le storie, i giochi, l’architettura, si mettano accanto ai bambini e ai giovani, a scuola e fuori, per ricreare nuove immagini e nuove storie del lavoro e della vita in comune.
Pope Francis: An expert on humanity
Alberto Barlocci
Ciudad Nueva, Argentina
Source: New City, Philippines
Alberto Barlocci, editor of the monthly Ciudad Nueva magazine (New City’s Argentinean edition), has been following the work of the new pope as archbishop of Buenos Aires. Exclusively for New City, Barlocci gives a portrait of the pastoral style of Jorge Mario Bergoglio: his relationships with politicians, his sobriety and simplicity, from friendship with the poor to the fraternal relations with his priests.
In these days the world is getting to know some character traits of Pope Bergoglio – which describe him very well, who he was for us as our archbishop for many years. For example, his personal austerity is not something improvised. In Buenos Aires, the Cardinal gave up the traditional residence used by the bishops of Buenos Aires, a car and a driver, and instead chose to live in a small apartment. He got around by bus and rode on the subway train. Several photographs show him talking to people on the streets or riding on public transport.
His austerity surprised us more than once. For example, it is said that during an interfaith meeting, when the participants came to the Archdiocese, they found him waiting for them at the door, without any assistants. With that sense of humour mixed with a bit of truth, he said to them, “What else should a cardinal do, if not open the doors?” Yes, what else should a cardinal, or rather, a bishop do? He should first of all be with his people, Pope Francis affirmed from the balcony of St. Peter’s Basilica as soon as he was elected.
With his election, he has started a process in which the shepherd walks with his people and the people with their pastor. Even as a bishop, Jorge Mario Bergoglio was able to be with his people and has always accompanied the poor, the weak, and the sick. “He celebrated for us countless Masses, among cartoneros (collectors of cardboards from the garbage), in miserable slums, and with the unemployed,” declared Emilio Persico, a congressman who is quite involved in social work. “He cared for us,” he added.
Pope Bergoglio always warned about the easy enthusiasm for strong macroeconomic growth, especially in the presence of large numbers of the dispossessed poor. He did not hesitate to send his priests to the slums, having formed them well and supporting them at all times. He would often visit the places of the poor, knowing that these places are the “frontiers,” an expression dear to him, and which meant those places where the Church must be today. (…)
venerdì 24 maggio 2013
Brasilia: SMU 2013
“Ciao a tutti!
Il 1° maggio 2013, abbiamo
seguito la trasmissione dell’apertura della Settimana Mondo Unito (SMU) da
Gerusaleme. Che impressione! Vi ringraziamo!!!!!
Anche a Brasilia abbiamo fatto delle
esperienze per incidere concretamente il nostro ideale di Mondo Unito nella nostra
società.
Ecco un resoconto:
27 aprile: Seminario sulla Fraternità, con il
Movimento Politico per l’unità (MppU), con rappresentanti della società civile
di Taguatinga (20 km da Brasilia):
27 aprile: Ci siamo impegnati per l’elezione di
Ana Paula Oliveira (GMU /scuola Civitas) supplente per il consiglio della
gioventù di Brasilia
30 aprile: Presentazione
dello United World Project (UWP) ad un gruppo di professori di Taguatinga
01 maggio: Collegamento con Gerusalemme, Terra Santa!!!!
04 maggio: Una mattina con gli studenti di una
scuola della periferia (violenta) di Taguatinga che finisce con pittura delle
mura della scuola, fatta dai studenti dopo aver conosciuto lo UWP. Questa
attività è stata seguita da TV Globo.
Siamo con voi!!!”
Rogerio e Keula.
Montesilvano: Mettersi in gioco
Carissimi,
volevamo condividere con voi un’attività che abbiamo realizzato con i Giovani per un Mondo Unito della zonetta di Abruzzo - Molise, per contribuire alla raccolta dei frammenti di fraternità per lo United World Project (UWP). Durante la nostra Mariapoli (un ritiro spirituale che si svolge in un clima d’amore reciproco), svoltasi a Montesilvano dal 25 al 28 aprile, dopo aver presentato il primo giorno il progetto, abbiamo pensato di metterlo in pratica coinvolgendo i giovani presenti. Avevamo nel cuore il desiderio di non fare un’attività estemporanea, ma di costruire ponti prima di tutto con il Sindaco della città, che si è dimostrato subito disponibile, offrendoci la possibilità di ridipingere tutta la facciata dello Stadio Comunale, rovinata da scritte e graffiti di ogni genere. Eravamo 70 giovani e sembrava un’impresa organizzarci tra pennelli e vernici, eppure in 2 ore ci siamo riusciti, tutto era completato... non restava che amare il custode dello Stadio che ci aveva aperto l’accesso ai bagni ed agli spogliatoi per prendere l’acqua, lasciando tutto pulito ed in ordine. È stata questa l’occasione di rinsaldare e costruire nuovi rapporti tra noi; un momento molto forte è stato quello di fermarci tutti insieme per fare il Time-Out (un momento di preghiera per la pace nel mondo), durante il quale abbiamo sentito forte quell’unità che non era solo terrena. Mentre stavamo per andarcene, cominciano ad arrivare alcuni giovani calciatori, che si fermano stupiti a guardarci e ad osservare il loro stadio ripulito. Abbiamo subito colto l’occasione di proporre anche a loro la firma per lo United World Project. Domenica mattina abbiamo presentato a tutti i partecipanti della Mariapoli l’attività svolta; tra loro c’erano anche una settantina di musulmani, che sono stati contenti di firmare ed impegnarsi insieme a noi per la realizzazione della fraternità universale.
I Giovani per un Mondo Unito dell’Abruzzo-Molise
giovedì 23 maggio 2013
Azione Ecologica: Spiaggia Pulita – Nettuno
Azione Svolta da gen, GMU, EcoOne e la Comunità Locale, coinvolgendo alunni delle scuole superiori di Albano e Nettuno. (circa 50 persone)
L’azione ecologica Spiaggia Pulita è nata dal desiderio dei Giovani per un Mondo Unito di dare un segno visibile e concreto sulla salvaguardia dell’ambiente non solo oggi, ma per le generazioni future, lo slogan dice: “il futuro è nelle nostre mani”.
Pesaro: Responsabili OGGI del futuro
Di Tiziana Nicastro
Fonte: Il Nuovo Amico
Fonte: Il Nuovo Amico
Si chiamano Giovanni, Marianna, Davide, Lucia. Sono alcuni dei giovani parmigiani che hanno partecipato lo scorso fine settimana alla convention promossa dai Giovani del Movimento dei Focolari a Pesaro. Un incontro per parlare di responsabilità e declinarla nei vari ambiti dell’agire sociale: dallo sport alla politica, dall’economia al divertimento. “Quando vediamo gli altri – spiega Margherita che ha partecipato al workshop sui rapporti interpersonali – è importante come li vediamo: il nostro sguardo può cambiare le cose”.
Tante le esperienze che i giovani provenienti dall’Emilia Romagna e dalle Marche si sono scambiati: Andrea ha condiviso il suo impegno, come volontario, presso il laboratorio San Martino e San Leonardo “quello che ricevo dai bambini è molto di più del sostegno che io do loro per aiutarli a svolgere i compiti”; ci sono anche Stefano e Benedetta che raccontano l’avventura che portano avanti a Bologna con i loro amici: “ogni martedì andiamo in una casa-famiglia che accoglie mamme con i loro bambini; col tempo per noi è diventata davvero una casa; suore, educatori e noi volontari cerchiamo di costruire assieme alle madri il loro futuro, rendendole al tempo stesso capaci di prendersi cura di una casa e dei loro bambini”.
A Pesaro c’è anche spazio per raccontare esperienze vissute dopo il terremoto che ha colpito la provincia di Modena lo scorso 20 e 29 maggio: Luca, di Carpi, legge parte di un copione scritto interamente da ragazzi di Cavezzo che lo scorso agosto hanno partecipato a dei laboratori con artisti di vari campi; lo spettacolo che è nato è il frutto di un’esperienza di condivisione e reciprocità: “quei ragazzi – continua Luca – ci hanno donato emozioni, vita, amore… la loro vita”.
mercoledì 22 maggio 2013
Castelli Romani: Pallamondo
Dai Castelli Romani ci mandano
foto dell’ultimo torneo Sportivo Pallamondo Pallamando, tenuto ad Ariccia il 21
aprile.
Il ricavato di quest’attività va
per l’emergenza Siria.
I 250 partecipanti sono Azione
gen, GMU e Comunità Locale, coinvolgendo giovani di alcune Parrocchie.
Genfest e vacanze estive a Poschiavo, Svizzera
I giovani hanno bisogno di stare insieme, per piccoli o grandi eventi. Anche dalla Svizzera italiana una delegazione di giovani ha partecipato l’anno scorso a Budapest al Genfest, a fine agosto: l’incontro per i giovani promosso dal movimento dei Focolari. E sull’onda dell'entusiasmo di quell’incontro, naturalmente in scala più ridotta, verrà proposto un periodo di vacanze estive in Val Poschiavo, il prossimo luglio.
Nel secondo servizio andiamo in Abruzzo dove quattro anni fa un devastante terremoto ha seminato morte e distruzione. Tra mille difficoltà e inefficienze, ci sono però progetti di ricostruzione che funzionano e portano davvero un valido sostegno alle comunità locali. Anche grazie all'aiuto svizzero, con la Catena della solidarietà.
martedì 21 maggio 2013
Francesco: la cultura dell’incontro
Fonte: www.focolare.org
Alla Messa di oggi alla Casa Santa Marta celebrata da Papa Francesco, presenti anche Maria Voce e Giancarlo Faletti, presidente e copresidente dei Focolari. Nel saluto al termine della Messa sottolinea l’importanza della «cultura dell’incontro».
«Momento di profonda commozione, intimo e sereno». Con queste parole Maria Voce descrive il clima sperimentato stamattina alla S. Messa celebrata da Papa Francesco nella cappella di Casa Santa Marta, alla quale è stata invitata a partecipare assieme al copresidente dei Focolari Giancarlo Faletti.
Particolarmente toccanti risuonano le parole del Papa all’omelia – in riferimento al Vangelo del giorno (Mc 9,30-37) – in cui ribadisce che per il cristiano, progredire significa abbassarsi, e che il potere nella Chiesa è servizio: «Il vero potere è il servizio. Come lo ha fatto Lui, che è venuto non a farsi servire, ma a servire, e il suo servizio è stato proprio un servizio della Croce. Lui si è abbassato fino alla morte, alla morte di Croce, per noi, per servire noi, per salvare noi. E non c’è nella Chiesa nessun’altra strada per andare avanti. Per il cristiano, andare avanti, progredire significa abbassarsi. Se noi non impariamo questa regola cristiana, mai, mai potremo capire il vero messaggio di Gesù sul potere».
Nel saluto al termine della Messa Maria Voce esprime al Santo Padre le preghiere e la gratitudine di tutto il Movimento dei Focolari: «Siamo tutti impegnati a vivere alla lettera quello che lei dice, in particolare a uscire incontro agli uomini perché gli uomini incontrino Cristo». «Quello che ci vuole – risponde il Santo Padre – la cultura dell’incontro!».
UWW 2013 in João Pessoa: UNITED WORLD PROJECT
Os Clicks Semana Mundo Unido (SMU) 2013 não param de chegar. Dessa vez quem mostrou que vive pelo fraternidade universal foi o pessoal da Paraíba, que se reuniu em João Pessoa para, com muita alegria, recolher assinaturas para o Projeto Mundo Unido. Quem participou desse momento e quiser deixar a impressão nos comentários pode ficar a vontade! Sejamos Pontes.
The United World Week (UWW) keeps on ticking. This time, it’s the turn for the Paraiba people who are living universal brotherhood. With great joy, they got together in the beautiful city of João Pessoa to collect the commitment for the United World Project. Those who took part in this event left their positive impressions! Let’s Bridge.
PEACE FESTIVAL IN CAIRO
An amazing event that launched the United World Project!
Rowad American College in Cairo, under the supervision of Mr. Carlos PALMA, organized the second International Peace Festival in Cairo.
1500 students from 82 schools of 40 countries were directly involved in the event.
lunedì 20 maggio 2013
Kenya: Notizia Flash su "Sharing with Africa"
Dal Kenia ci scrivono Paula, Giulia, Elena, Joel, Aurelio e tanti altri Giovani per un Mondo Unito:
“Saluti da tutti noi!
Siamo tornati ieri da una giornata trascorsa nei slums di Mathera e tre bellissimi giorni trascorsi con la famiglia Gitongo a Njabini, la città dove è arrivata per prima la spiritualità dell’unità in Kenya negli anni ’70!
Nei slums di Mathera, abbiamo visitato la scuola Magnificat, le suore contemplative di Charles de Foucauld che vivono in mezzo a questi slums.
Poi a Njabini abbiamo fatto tante cose: abbiamo munto le mucche, lavorato la terra, piantato patate, visitato le famiglie che conoscono il Movimento, visitato una scuola elimentare, cucinato i “ciapatti” ... Un’esperienza tanto grande che ci ha permesso di entrare nella cultura di questa bella gente!”
Brotherhood calls upon us. How do we respond?
Appointment: Montevideo - 1st June 2013 - https://www.facebook.com/#!/events/488404547899741/
We are encouraged to stop being mere spectators of a reality that is all around us.
We think that small acts of love are capable of changing our environment.
The key to this is to get out of ourselves and meet the others.
Today more than ever, fraternity is a possible way to break the barriers that bind the heart.
“I want to realize brotherhood or identity not merely with the beings called human, but I want to realize identity with all life.” Mahatma Gandhi
“People from around the world have different customs and languages, however, there is something deeper in common: the affinity that gives us to know that we are all members of the human family. We are all brothers and sisters.” Carlos Gardel
“Let’s unite our strengths, both those who are not particularly interested in faith and those who believe, because the Ideal of a humanity that is free and equal hastened by fraternal respect and mutual love is too beautiful and really necessary.” Chiara Lubich
We invite you to visit our project and get down to work.
Through reflection of the concept of fraternity we propose ways to carry it out.
More specifically:
1 - Reflect on the concept and feasibility of fraternity as a path to social justice and human dignity.
2 - Presentation of concrete realities.
Guests:
Caritas (http://www.caritasuruguaya.org.uy/)
New Life (NGOs)
Ceprodih (http://ceprodih.org/)
EDES (Social Formation, http://www.edes.focolares.org.ar/)
3 - Live music and recreational activities
domenica 19 maggio 2013
Papa Francesco nella veglia di Pentecoste
“Quando la chiesa diventa chiusa, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno, una chiesa chiusa è ammalata, la chiesa deve uscire verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano. Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, piuttosto che chiusa e malata”. “Gesù ci dice andate, predicate, date testimonianza del Vangelo”. Lo ha detto il Papa, nella veglia di Pentecoste dedicata all’incontro con i movimenti, le comunità e le associazioni ecclesiali del mondo. Un evento festoso che ha portato in piazza San Pietro 200mila persone, il numero più alto dall'avvento del nuovo Pontefice. “Quello che è in crisi è l’uomo come immagine di Dio, una crisi profonda. In questo momento di crisi non possiamo preoccuparci solo di noi”, ha aggiunto il Papa, che nel suo disocrso ha risposto direttamente ad alcune domande rivoltegli durante la veglia. «Non dobbiamo diventare cristiani inamidati, ma coraggiosi».
http://www.youtube.com/watch?v=HxxT1mrEsrw
sabato 18 maggio 2013
Narciso e l’accidia
di Luigino Bruni
C’è un vizio che si sta insinuando anche nel nostro tempo di crisi, e che rischia di diventare una vera e propria malattia sociale. È l’accidia, una forma di malattia del carattere, dello spirito e della volontà. Nonostante la sua evidente pervasività, di accidia oggi si parla troppo poco, la si considera una parola arcaica e desueta, e i pochi che ancora ne comprendono il significato fanno fatica a considerarla un vizio. Per quali ragioni, infatti, dovremmo considerare un vizio lo scoraggiamento, la tristezza o la noia?
I fondatori dell’ethos dell’Occidente, dai greci ai filosofi medioevali, pensavano invece concordi che l’accidia fosse un grande vizio, cioè un vizio capitale, perché è all’origine (capostipite) di altre forme derivate di disordini o di malattie del vivere, quali la pigrizia, l’incostanza, l’incuria (che è la prima etimologia dell’accidia), la mancanza di senso della vita, la rassegnazione e le depressioni, a volte anche quelle cliniche. Per capirlo occorre tornare a quelle civiltà, e ricordare che per quell’umanesimo l’accidia minacciava non solo il bene del singolo, ma, come ogni vizio, anche il bene comune e la pubblica felicità, che sono il frutto dell’azione di persone dedite e impegnate.
venerdì 17 maggio 2013
"The human person" according to various African traditions
Source: www.focolare.org
A 10th course on enculturation has taken place at Mariapolis Piero’s Centre for Enculturation in Nairobi, Kenya. The 287 participants included clergy, laity and young people from all the geographic region of the African continent.
Sub-Saharan Africa united in the thought of its peoples: “A land upon which to build a better future,” affirms Gisele Moulasta from Gabon, “not to stay closed in our own small world, but in order to be more and more open to the entire human family.” A statement charged with meaning, at the conclusion of the course on May 10-13, which gathered people together from several African nations.
This year’s course was also attended by a group of young people of the Focolare Movement from around the world who enthusiastically launched the “Sharing with Africa” Project, which is one of the many projects of United World Project. Simultaneously, United World Week 2013 was being celebrated in Burkina Faso where a project was carried out in a paediatric ward of a hospital. In Nigeria there was a Genfest attended by 1,000 Christian and Muslim youths, and in the Ivory Coast the United World Project was presented to the UNESCO National Commission.
giovedì 16 maggio 2013
LA MARCIA VERSO IL MONDO UNITO
Si moltiplicano in tutto il mondo, ad opera dei Giovani per un Mondo Unito (GMU), tante iniziative personali o di gruppo, nell’ambito del Progetto Mondo Unito (UWP).
I Giovani per un Mondo Unito (GMU) ci raccontano alcuni dei tanti “frammenti di fraternità” in corso in tante parti del mondo dove loro sono presenti. Eccone alcune
, per cominciare:
Nuova Zelanda.“Ogni mese svolgiamo una diversa attività sociale. Nel nostro paese ci sono molte spiagge belle, accessibili a tutti: famiglie, giovani, corridori e bambini. Anche se la natura è generalmente considerata e rispettata, le spiagge non sono sempre pulite. Abbiamo contattato il comune della città di Wellington che ha accolto la nostra iniziativa fornendoci tutte le attrezzature necessarie per la pulizia. Con un gruppo di giovani per un mondo unito ci siamo incontrati un pomeriggio con i guanti e sacchi della spazzatura. La spiaggia scelta è stata una delle più popolate. Oltre a svolgere un servizio per la città, abbiamo costruito rapporti d’amicizia con tanti giovani coinvolti nell’iniziativa”.
“A Parigi, abbiamo organizzato una serata di solidarietà subito dopo lo Tsunami ed il disastro nucleare di Fukushima dello scorso anno. Nel corso della serata si è presentato il United World Project (UWP) e c’è stato un collegamento via internet con un gruppo di giovani per un mondo unito giapponesi. Essi ci hanno raccontato come hanno vissuto durante il disastro, cercando di aiutare le persone intorno a loro. Abbiamo potuto conoscere di più la comunità del Movimento in Giappone e la loro vita quotidiana. Alcuni dei nostri amici presenti alla serata hanno scoperto l’importanza della solidarietà e la gioia di essere coinvolti in un progetto di fraternità. Il denaro raccolto è stato inviato in Giappone, per aiutare la comunità locale”.
Croazia, Mariapoli Faro: Il Genfest continua
Atmosfera di gioia che scoppiava in ognuno degli ottanta partecipanti all’incontro dei giovani nella Mariapoli Faro, il fine settimana del 4 e 5 maggio, arrivati da tutte le parti dalla Croazia
Con il titolo “Il Genfest continua” abbiamo cominciato i preparativi e davvero possiamo dire che abbiamo sperimentato la stessa gioia e carica del Genfest.

Il programma era semplice: attraverso le nostre esperienze di vita abbiamo cercato di rivivere le stesse tappe della costruzione del ponte presentate al Genfest. Poi nei diversi workshop (su Ecomia di Comunione, sui rapporti–comunicazione, sport, arte, teatro, fotografia e musica) abbiamo cercato di creare comunione e approfondire rapporti autentici tra tutti i partecipanti, in modo che tutti sono stati protagonisti. Un dono tutto speciale sono stati gli abitati della Mariapoli.
Fortissimo, come conclusione, l’aggiornamento di Stanislav, un Giovane per un Mondo Unito di Sarajevo che ha partecipato al viaggio in Terra Santa. Ci ha portato l’onda speciale di fraternità universale vissuta in quei giorni.
Ci siamo lasciati con una grande voglia di continuare a costruire rapporti veri con tutti ed una gratitudine per l'esperienza vissuta insieme!
I GMU dalla Croazia
mercoledì 15 maggio 2013
COSTA D’AVORIO: INCONTRO CON LA COMMISSIONE NAZIONALE DELL’UNESCO
“Qualche giorno fa, abbiamo avuto un appuntamento con il Segretario Generale della commissione nazionale dell’Unesco in Costa d’Avorio, il Prof. Lou Mathieu Bamba. Lui è filosofo, professore all’università di Cocody, la sua specialità anzi è l’etica della filosofia. Eravamo in quattro.
Abbiamo prima presentato il Movimento, il segretario conosceva perché lui è di Man, la regione dove si trova la cittadella del Movimento dei Focolari. Era al corrente che l’ONG del Movimento, “New Humanity”, è riconosciuta dall’Unesco ed anche che Chiara Lubich aveva ricevuto un “prix Unesco”. Dopo la presentazione, uno di noi ha spiegato chi sono i Giovani per Mondo Unito (GMU), e un’altra ha presentato lo United World Project (UWP).
Abbiamo prima presentato il Movimento, il segretario conosceva perché lui è di Man, la regione dove si trova la cittadella del Movimento dei Focolari. Era al corrente che l’ONG del Movimento, “New Humanity”, è riconosciuta dall’Unesco ed anche che Chiara Lubich aveva ricevuto un “prix Unesco”. Dopo la presentazione, uno di noi ha spiegato chi sono i Giovani per Mondo Unito (GMU), e un’altra ha presentato lo United World Project (UWP).
Prof. Bamba ha spiegato l’obiettivo dell’Unesco e il forte legame con i valori che noi abbiamo, esprimendo chiaramente la loro disposizione a collaborare con noi sia nelle attività che facciamo che nelle attività che loro portano avanti. Perciò, lui ci ha invitato di conoscerci di più per collaborare meglio.
Prof. Bamba ci ha dato tutta la sua disponibilità a riceverci per un’ulteriore presentazione dello UWP. Subito dopo, ha sigillato il suo impegno per il Progetto con la sua firma ed ha invitato i suoi collaboratori a fare altrettanto. Alla conclusione dell’incontro ci ha detto: “come farò a ricordarmi ogni giorno a vivere quell’impegno di fraternità, di pace? Bisogna che voi ci dite come possiamo fare.” Così abbiamo promesso di ritornare per consegnare il dado dell’amore, che in forma di gioco spiega l’arte d’amare.
Ci siamo salutati con una grande gioia nel cuore. Tramite questa visita, non solo abbiamo trovato delle persone con grandi responsabilità nello stato, ma abbiamo trovato anzittutto dei fratelli che anche loro vogliono impegnarsi per la fraternità universale.
Prof. Bamba ci ha dato tutta la sua disponibilità a riceverci per un’ulteriore presentazione dello UWP. Subito dopo, ha sigillato il suo impegno per il Progetto con la sua firma ed ha invitato i suoi collaboratori a fare altrettanto. Alla conclusione dell’incontro ci ha detto: “come farò a ricordarmi ogni giorno a vivere quell’impegno di fraternità, di pace? Bisogna che voi ci dite come possiamo fare.” Così abbiamo promesso di ritornare per consegnare il dado dell’amore, che in forma di gioco spiega l’arte d’amare.
Ci siamo salutati con una grande gioia nel cuore. Tramite questa visita, non solo abbiamo trovato delle persone con grandi responsabilità nello stato, ma abbiamo trovato anzittutto dei fratelli che anche loro vogliono impegnarsi per la fraternità universale.
I GMU della Costa d’Avorio”
SCATTO PER LA FRATERNITA'
I Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani promuovono il Concorso fotografico: “Uno scatto per la fraternità”
I Giovani per un Mondo Unito dei Castelli Romani promuovono il Concorso fotografico: “UNO SCATTO PER LA FRATERNITA”, aperto a tutti gli amanti della fotografia, esperti e non!
Partecipare è semplice: basta mandare una fotografia sul tema della fraternità, declinata in tutte le espressioni, entro e non oltre il 24 maggio 2013. Sarà allestita una mostra con tutte le opere selezionate il 1° giugno 2013 a Grottaferrata durante la quale saranno premiati due vincitori!
Il ricavato sarà devoluto interamente ad “EMERGENZA SIRIA“, un progetto promosso da Azione per un Mondo Unito (AMU).
In allegato, il volantino e il regolamento con tutte le info sulle modalità del concorso:
http://ge.tt/985ACDg/v/0
e sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ScattoPerLaFraternita
Per ogni informazione contattare: scattoperlafraternita@gmail.com
SETTIMANA MONDO UNITO 2013
COMUNICATO STAMPA:
United World Project in atto: oltre 700 frammenti di fraternità rilevate, primi risultati dell’osservatorio permanente.
Numerose sono state le iniziative messe in atto dai giovani in questa sedicesima edizione della Settimana Mondo Unito, per testimoniare l’unità e la pace, costruendo ponti di fraternità a tutti i livelli. “Il mondo unito comincia da me” dice un giovane francese, a sintetizzare l’esperienza di quest’anno, che li ha visti protagonisti in una miriade di azioni concrete a livello locale:
• In Nigeria erano 1.000, cristiani e musulmani e di diversi gruppi etnici, che hanno partecipato al primo Genfest nazionale, presenti il governatore dello stato di Anambra e l’Imam della comunità musulmana. Uno dei partecipanti diceva: “Vedendo cristiani e musulmani insieme al Genfest, ho sentito che costruire l’unità non è un sogno ma una realtà”.
• A Medan (Indonesia) i giovani hanno deciso di costruire ponti con chi soffre, visitando i malati di AIDS: “Non sapremmo dire chi è stato più contento... noi o loro. Ci hanno ringraziato tantissimo e noi vogliamo impegnarci a ritornare”.
• In Burkina Faso, i giovani si sono recati in ospedale portando vestiti e sapone per gli ammalati, tanti di loro molto poveri. Non si sono limitati a consegnare i doni e a salutare i pazienti, ma si sono rimboccati le maniche per pulire reparti e cortile.
• I giovani di Igarassu-PE, nel nordeste del Brasile, sono andati a trovare la poverissima comunità di Cuieiras che vive di pesca. Oltre ai giochi per i bambini, hanno dato vita alla “Fiera Mondo Unito”, dove le famiglie potevano scegliere vestiti e alimenti. Scrivono su facebook: “Siamo noi i ponti che possono superare differenze sociali e culturali”.
La Settimana Mondo Unito ha preso il via il 1° maggio da Gerusalemme, con una diretta mondiale che ha collegato i 250 giovani presenti lì, con migliaia di coetanei in tutto il mondo. Collegamenti “two ways" con Loppiano (FI), dove erano in 3.000, Mumbai e Budapest con più di un milione di persone raggiunte sulle reti sociali.
Ovunque si è presentato lo United World Project, articolato progetto mondiale, lanciato coi 12.000 presenti al Genfest di Budapest dello scorso settembre. Attraverso la raccolta firme sul sito www.unitedworldproject.org, migliaia di persone si stanno impegnando a vivere “la Regola d’oro”: “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Il Progetto, inoltre, ha messo in moto un osservatorio permanente che ha già raccolto oltre 700 schede di “frammenti di fraternità”, cioè, azioni fraterne quotidiane, occasionali o continuate, portate avanti da singoli o gruppi. Una mappatura della fraternità, principio dimenticato della modernità, ma motore della storia. Tutto questo materiale sarà presentato dapprima alle Commissioni nazionali Unesco di una trentina di Paesi membri e, in seguito, alla dott. Katalina Bogyay, Presidente della Conferenza Generale dell’Unesco a Parigi. Di recente, alcuni giovani sono stati ricevuti alla sede centrale dell’Unesco in Francia, alle Commissioni nazionali in Costa d’Avorio, Ungheria e Uruguay e da altre istituzioni interessate al Progetto, come il Senato Federale in Brasile e una rappresentanza della Commissione Europea e la Segreteria di Stato della Cultura in Portogallo.
Settimana Mondo Unito - Appuntamento annuale dei Giovani per un Mondo Unito dei Focolari che si propone di incidere sull’opinione pubblica, per testimoniare e promuovere l’unità e la pace a ogni livello. Nata nel 1996, è celebrata contemporaneamente in tutto il mondo con una miriade di azioni, coinvolge mass media e istituzioni civili e religiose. Con United World Project si chiederà alle istituzioni che sia riconosciuta di interesse internazionale, ampliandone le attuazioni e gli obiettivi.
Umberta Fabris (+39) 348 8563347 - Benjamim Ferreira (+39) 348 4754063
martedì 14 maggio 2013
Crisis can be a real blessing
“Let’s not pretend that things will change if we keep doing the same things. A crisis can be a real blessing to any person, to any nation. For all crises bring progress.
Creativity is born from anguish, just like the day is born form the dark night. It’s in crisis that inventiveness is born, as well as discoveries made and big strategies. He who overcomes crisis, overcomes himself, without getting overcome. He who blames his failure to a crisis neglects his own talent and is more interested in problems than in solutions. Incompetence is the true crisis. The greatest inconvenience of people and nations is the laziness with which they attempt to find the solutions to their problems.
There’s no challenge without a crisis. Without challenges, life becomes a routine, a slow agony.
There’s no merit without crisis. It’s in the crisis where we can show the very best in us. Without a crisis, any wind becomes a tender touch. To speak about a crisis is to promote it. Not to speak about it is to exalt conformism. Let us work hard instead. Let us stop, once and for all, the menacing crisis that represents the tragedy of not being willing to overcome it.”
Albert Einstein
domenica 12 maggio 2013
LE 10 BUONE PRATICHE PER COSTRUIRE RAPPORTI FRATERNI
Durante la Settimana Mondo Unito ad Arny, Francia, i Giovani per un Mondo Unito hanno individuato 10 buone pratiche per costruire rapporti di fraternità universale:
- IL MONDO UNITO COMINCIA DA ME: affinchè il mondo cambi, occorre decidersi e cominciare da se stessi, facendo il primo passo.
- MI METTO A PRIORI IN UN ATTEGGIAMENTO DI FIDUCIA verso gli altri
- TENGO SEMPRE LA “PORTA APERTA”: accolgo, ascolto.
- AMO L’ALTRO PER COME E’ e non per quello che vorrei fosse. Non limito le persone nelle condizioni o nella direzione in cui le vodrei condurre, senza pero’ rinunciare ad accompagnarle in un qualcose di migliore.
- MI METTO AL POSTO DELL’ALTRO per cercare di comprendere fino in fondo le differenze dell’altro e non solo di accettarle.
- SONO COSCIENTE DEI MIEI LIMITI pronto a superarli.
- Lotto contro QUELLO CHE C’E’ DI MALE IN ME e che fa da ostacolo alla relazione con l’altro.
- IO CONDIVIDO ANCHE IL MIO PUNTO DI VISTA E SONO PRONTO A CAMBIARE LA PROSPETTIVA
- NON CERCO DI SAPERE CHI HA RAGIONE O TORTO ma colgo quello che c’è di bello e di buono nell’altro
- Mi ricordo che al di là delle idee e dei punti di vista, IO MI RIVOLGO AD UNA PERSONA.
sabato 11 maggio 2013
FRANCIA: SETTIMANA MONDO UNITO 2013
Nel quadro della Settimana Mondo Unito una
sessantina di giovani studenti e di giovani professionali si sono riuniti ad
Arny, nella cittadella vicino a Parigi, nel week end del 27 e 28 Aprile sul
tema: “L’altro e le sue differenze, freno o trampolino di lancio?”
Provenienti da differenti regioni della Francia, cristiani, musulmani o
senza convinzioni religiose, hanno condiviso le loro differenze come tante
ricchezze sperimentando che ‘vivere insieme, è possibile’!
“Ho trovato dei giovani molto simpatici, tanto aperti, con un buon ambiente
anche grazie ai canti” spiega Alexis, chiaramente contento del suo primo
incontro col movimento dei Focolari. “Sin dalla prima sera, per montare le
tende, c’è stato molto coinvolgimento. Ero un po’ spaventata per questo, perchè
non sono tanto compentente per queste cose ma insieme ce l’abbiamo fatta” rimarca
Clarisse. “Qui si sono creati dei rapporti molto facilmente, non c’erano
barriere” riprende un altro. Si può essere se stessi, certi che l’altro non ci
giudica”.
venerdì 10 maggio 2013
UWW start up in Brasilia
Taken from:
mppu.org.br
Saturday,
April 27, was the opening of the United World Week in Brasilia, in
the auditorium of the Administration Wansbeck, within the series
“Seminars for Citizenship” organized by the Movement for unity in
politics (MPPU).
Through
theatre and personal experiences, some young people presented the
Youth for a United World, the goal of the United World Week and
United World Project. They stressed that the construction of a united
world begins at home in everyday life through small gestures and so
together we can make big things until we reach Universal Brotherhood,
the realization of the ideal of a united world.
After
sharing various testimonies, from volunteering in NGO’s to small
things carried out at home within the family, the participants were
offered a chance to narrate their own experiences and ask questions.
This created an enthusiasm among the audience with regards the United
World Project and great willingness to work together for a united
world.
Congressman
Izalci Lucas said he was impressed with the youth’s determination
and wanted to collaborate with the Youth for a United World in
whatever way he could. Since one of the youth goals is to transform
the United World Week into an official date of the UN calendar why
not start from “home”, presenting the project to the House of
Representatives to establish a United World Week as an official
celebration in Brazil. Besides, he committed himself to helping and
support whatever may be needed.
Professor
Dinorá Cançado was also impressed with the United World Project and
with the life experiences shared by the Youth for a United World. She
spoke of the various projects that she is working on, for example,
the Braille library, which has already received awards and titles in
the Academies of Arts in Brazil and other countries.
She
also said that she felt as if before there was a sort of gap in her
work, aimed at children and the elderly, and now the gap is narrowing
because “I want to work with young people participating and
disseminating the United World Project.”
The
morning meeting concluded with an invitation to paint a “murales”
on a wall of a public school in a poor community with messages that
convey the fraternity.
GENFEST NIGERIA 2013
We the Youth for a United World of Nigeria have successfully concluded our Genfest which took place on the 4th May, 2013. It was held at Justice Chuba Ikpeazu stadium Onitsha, the Eastern part of Nigeria.
Its experience was wonderful, interesting, educative and at the same time, a spiritual one. Being the first Genfest organized by the Gen movement of our country, we had so many challenges, however, through mutual love we were able to overcome those challenges.
The Genfest was attended by a lot of people from different ethnics groups, religions and cultures numbering up to 1000. Also in attendance was the governor of Anambra state represented by the commissioner of Education and a lot of dignitaries. The Archbishop of the diocese sent his letter and blessings. Some Muslims also where present including the chief Imam of the Muslim community in the State.
With this Genfest, held in our country Nigeria, we believe that a new Nigeria has been born.
Thank you, with love and Unity from all the Gen from Nigeria.
Ciao!!!
Some impressions
“I Am the president in my church “let’s bridge” is the best theme have ever heard so far because it encourages unity, peace, and happiness among people of different color, culture and different behaviour.” (Akmola Micheal )
“Having witnessed Christians and Muslims together in the Genfest, I felt that building unity is not a dream but a reality. I learnt to be courageous and determined to do something wi
thout fear.” (Joseph Oghiotaphure)
“I was a wonderful experience that one will never forget. I want to be a full member of the Focolare.” (Enajite)
“The Genfest yesterday was a first class one.” (Steve)
“The Genfest seems like a light in the darkness which is the only source of hope.” (Marvelous)
“Everything was perfect; the programme, performances, strong experiences (Ijeoma)
“Genfest Nigeria 2013 is the most enlightening gathering of young people I have ever been to. Having heard of the Youth for a United World previously, I came expectant but my expectations were far exceeded. Hearing the experiences of young people living what they preach; seeing the message of peace and unity shared via dances and songs was the highlight of the programme for me. I left with a resolve not just to do what I had learnt but to fully become a part of this wonderful family. (Enajite)
Indonesia: Costruire Ponti con chi soffre
Carissimi ciao!!!
Vogliamo aggiornarvi di quel che abbiamo fatto qua a Medan domenica scorsa per vivere concretamente la Settimana Mondo Unito.
In 33 Giovani per un Mondo Unito (6 venuti per la prima volta), siamo andati a visitare 15 malati di AIDS. Loro vivono insieme in una casa tenuta da una Chiesa Protestante e sono lì o perché sono stati abbandonati dalla loro famiglia o perché sono molto poveri. Ci sono uomini e donne, dai 22 anni in su.
Siamo partiti ricordandoci che andavamo lì solo per portare gioia, forza e amore e anche per “CROSS THE BRIDGE”!!!. Eravamo tutti entusiasti!
La loro situazione è un vero volto di sofferenza... ci hanno chiesto di non discriminarli....era un po’ difficile tenere l’emozione (qualcuno di noi era proprio triste). Abbiamo cantato, giocato, raccontato la vita di Chiara Luce, condiviso con loro il nostro “segreto” di vivere il momento presente... C’è stato un profondo ascolto da parte loro e una gioia che si vedeva nei loro sorrisi. Prima di concludere, due di loro ci hanno voluto anche dare qualche consiglio “da giovani a giovani”...
Abbiamo anche portato un po’ di cibo, comprato con il ricavato della communione di beni tra di noi. Non sapremo dire chi è stato più contento... noi o loro. Ci hanno ringraziato tantissimo e noi vogliamo impegniarci sul serio a ritornarci.
Ecco qualche impressione...
“Sono stata contenta di poter amare ognuno di loro. Mi sono sentita più vicina a Dio e mi è stato spontaneo ringraziagli per quanto mi ha dato nella vita.”
“È stata un’esperienza molto significativa per me. Non so perché ma è stato un momento per prendere concienza e rendersi conto... Se loro che hanno questa sofferenza possono sentirsi vicini a Dio, anch’io prendo la sfida di essere più vicina a Dio.”
“La loro esperienza diventa per me una lezione per la mia vita che sento di dover viverla meglio d’ora in poi.”
Vi assicuriamo la nostra unità per tutto quanto fate e contate sulla nostra!!!
Un grande GRAZIE,
I/le GMU di Medan, Indonesia
Burkina Faso: Costruire ponti in ospedale
“In questa Settimana Mondo Unito, siamo in piana attività con i giovani.
Tra queste attività abbiamo svolto una in un ospedale.
Prima di andare ci eravamo informati della situazione di questo ospedale.
La direttrice ci aveva informato che alcuni pazienti sono molto poveri, tanto
che rimangano anche per un mese. Per esempio, qualche paziente rimane in
ospedale , qualcuna di loro rimane per un mese in ospedale e portano lo stesso
vestito senza poter pulirlo perché gli manca il sapone. Così, abbiamo fatto una
raccolta di vestiti ed abbiamo comprato una scatola di sapone.
All’arrivo in ospedale, siamo stati accompagnati di una persona dello staff
che pensava che eravamo lì solo per portare i nostri doni ai pazienti e
salutarli. Però abbiamo subito fatto capire che questo non bastava. Siccome sapevamo
che i reparti ed il cortile dell’ospedale erano sporchi, allora abbiamo detto a
lei che siamo venuti per fare delle pulizie. All’inizio lei non ci credeva però
ci siamo subito dato da fare, attirando una grande attenzione sia dei pazienti
che dei loro accompagnatori ed altri dipendenti dell’ospedale.
Alla fine del lavoro, una dello staff ci ha confidato: “Siete proprio
diversi degli altri che vengono qua! Normalmente, la gente viene per salutarei
pazienti, portarli i loro doni, ma nessuno mai si ferma per fare delle pulizie
come avete fatto. Voi, non avete solo pulito, ma avete lavorato con tutto il cuore.”
Un’altra signora che accompagnava sua figlia paziente ci ha chiesto: “chi siete?”
Una di noi ha risposto a questa domanda e dopo lei ha aggiunto: “per favore,
lasciatemi il vostro contatto. Vorrei farvi incontrare i miei figli. Spero che
tanti giovani possano seguire il vostro esempio.”
Lasciando l’ospedale, la direttrice ci chiede di tornarci presto e ci ha
anche chiesto di passare nei prossimi giorni all’ospedale per prendere una
lettera di riconoscimento da parte loro e si teneva tanto.
È stata una giornata molto bella. I giovanni stessi sono rientrato piu
contenti e sempre piu convinti che solo l’amore vince tutto.
Richard Atemnkeng
Iscriviti a:
Post (Atom)






























