lunedì 12 agosto 2013

Fazenda da Esperança: Farm of Hope


Fazenda da Esperança began in Brazil in 1983. Fr Hans Stapel, a German Franciscan friar, was inviting young people of his parish in Guaratinguetá, in the state of São Paulo, to meet every day after Holy Mass, to reflect and meditate on the daily gospel, and on how they could live the words of Jesus in daily life.
At the start they chose short passages of the Gospel to be lived during the day, like “love your enemies,” “give and you shall receive,” etc. And they would share experiences of how they tried to put those words into practice, at work or with their friends or families.
Nelson, a member of this group, who was 17 then, was very much fascinated by this experience. On his way back home from work every day, he would pass a street corner, where young people were using drugs quite openly. Like everybody else, Nelson was also afraid of them, and tried as much as possible to avoid coming too near them.

domenica 11 agosto 2013

CAMPUS GIOVANI INTERNAZIONALE DI SOMMA 2013

LABORATORI, FORUM, MUSICA E LAVORO VOLONTARIO PER LA XXIII EDIZIONE DEL PALIO DI SOMMA, 2 - 8 SETTEMBRE 2013
Da lunedì 2 settembre la città di Somma Vesuviana nell’ambito della preparazione alla XXIII edizione del Palio cittadino, ospiterà i terzo Campus dei giovani per la costruzione del tutto “artigianale” della manifestazione. Sono attesi più di cento ragazzi dai 15 anni in su. Quattro giorni di lavoro in laboratori per essere protagonisti, per imparare ad ascoltare le proprie radici, per essere presenza attiva nella città e con uno sguardo rivolto alle esigenze di popoli e culture lontane... La terra vesuviana offre l’opportunità di riscoprire il rapporto con la propria terra, le sue ricchezze e bellezze, con le sue storie e le generazioni che portano in se i segni del tempo. Una “città per un Mondo Unito” era il tema della prima edizione del Palio di Somma, coinvolgere cioè tutti, grandi e piccoli in un cantiere di vita, nella gestazione di un sociale più maturo e solidale, come pure l’idea di sperimentare se pur per pochi giorni un modo diverso di fare comunità, dove la memoria incontrava il “sogno” di giovani che vivevano per questo grande Ideale dell’Unità.

Philippines: Be the Bridge

The Week for a United World held at the beginning of last May in Manila and in other city centres was filled with activities of solidarity and sharing that were the result of years of painstaking effort.
 “At the same time that United World Week was being celebrated in Jerusalem, we also held a few activities here in Manila” say the Youth for a United World in the Philippines. The internet link-up with the Holy Land launched that particular week was full of events.
Ten projects dubbed “fragments of universal brotherhood” were presented last May 4, involving Manila, Baguio and other Philippine cities.
The week began with a celebration of unity, called “Be the bridge!” Everyone, linked up with Jerusalem and with the Youth for a United World from other Philippine cities, then set out to help in various projects around the city: from nutrition programs to environmental projects, from hospital visits to projects in favour of the less fortunate. 379 young people from Manila alone signed up.
They went to Sulyap ng Pag-asa, a residential centre served by the Focolare in the crowded and deprived areas of Quezon City. The Youth for a United World offer nutritional assistance there on a regular basis.
At hospitals connected with Sinag – an organization of hospital volunteers – the youths wanted to respond to the invitation of Jesus to love the poorest, and they discovered that by spending their time with patients, their own problems seemed so small in comparison.
Another activity took place in Boys Town, a home for hundreds of street children, run by the Department of Social Welfare. There they met children between the ages of 8 and 17. They spent time caring for them, as well as singing and dancing together. Then the Youth for a United World were also invited to share their secret, “the art of loving.” The children in turn performed some of their own songs and dances.
Another centre they visit often is the Munting Tahanan ng Nazareth. It is a centre for the physically and mentally challenged. One Youth for a United World explained: “With our visits, we wanted to share God’s love present in all of our hearts, no matter who we are.”

venerdì 9 agosto 2013

Meeting Caserta - Cantiere Legalità

Maura Moschini ci ha mandato la sua impressione sul Meeting di Caserta:
“Io sono da poco rientrata dal meeting sulla legalità.. vorrei farvi un mini-aggiornamento, mini perché siamo un pò tutti in ferie e immagino quanta voglia abbiate di stare a leggervi una mail! :)
Se volete dare un'occhiata a quello che abbiamo fatto vi rimando a https://www.facebook.com/CantiereLegalita?fref=ts o a http://www.cantierelegalita.org/blog/ per chi, come Alle non ce l'ha!
Qui troverete tutto.. hanno fatto un mini-diario giorno per giorno!
Per quanto mi riguarda è stata una bellissima esperienza, certo alcune cose sono migliorabili, ma considerando che è stato un evento organizzato solo da giovani ed era la prima volta che organizzavano una cosa così grossa, sono stati fantastici!

giovedì 8 agosto 2013

I giocatori del Barcellona in Terra Santa per un “Tour della Pace”


Fonte: www.y4uw.org: Dopo una partita con i bambini malati di cancro e la visita alla Città Vecchia di Gerusalemme, i calciatori si sono “esibiti” in un allenamento pubblico alla presenza di 12.000 bambini ebrei e arabi

Per 12.000 bambini Ebrei e Arabi le date del 3 e del 4 agosto 2013 saranno per sempre un ricordo indimenticabile. In quei giorni, infatti, uno dei giocatori di calcio più amati al mondo, Lionel Messi, ha visitato la Terra Santa per un “Tour della Pace”, insieme agli altri colleghi più famosi: Dani Alves, Gerard Pique, Andres Iniesta e il nuovo acquisto Neymar dal Brasile.
La speranza era di riuscire ad organizzare una grande partita tra una squadra Israelo-Palestinese e il Barcellona, ma i giocatori hanno preferito impegnarsi in una breve partita con i bambini malati di cancro, guidati dal Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu. Nella Città Vecchia di Gerusalemme, hanno poi visitato il Muro Occidentale, inserendo biglietti con le loro preghiere tra le antiche pietre, secondo la tradizione Ebraica. 
Uno dei momenti più intensi è stato l’allenamento aperto al pubblico davanti a 12.000 eccitatissimi bambini che hanno potuto ammirare le abilità calcistiche e le tecniche dei giocatori. La presenza dei calciatori in Terra Santa è stata quindi un’occasione di svago e di serenità per una terra troppo spesso segnata da paure e violenze. Il Presidente Israeliano Shimon Peres ha infatti definito i giocatori “ambasciatori di pace” e li ha ringraziati per la loro visita. Ha poi dato, letteralmente, il calcio di inizio che ha avviato l’allenamento.


mercoledì 7 agosto 2013

Caserta, Vera Araujo chiude il meeting della legalità

CASERTA - Con l’incisivo intervento di Vera Araujo, sociologa del Movimento dei Focolari, si è concluso venerdì scorso il meeting della legalità, organizzato al PalaVignola di Caserta dai Giovani per un Mondo Unito, in sinergia con una rete di associazioni e movimenti coinvolti in prima linea nella promozione e sensibilizzazione di un agire legale.
Prima di lei, nel corso della mattinata, avevano dato il loro personale, prezioso contributo, anche Giuseppe Gatti, sostituto procuratore della DDA di Bari e Gianni Bianco, giornalista RAI, coautori del libro “La legalità del noi”.
Si è concluso il meeting, ma rimane apertissimo il cantiere legalità, sorto due anni fa nell’ambito del Progetto Italia. Se una cosa infatti, questo meeting ha voluto sottolineare, è stata che le parole rimangono confinate tra le pareti di un salotto o di un palazzetto, ma i fatti vanno costruiti attimo per attimo, giorno per giorno. Ed è stato questo il messaggio recepito dai circa 500 giovani che, per quattro giorni, non si sono limitati ad ascoltare e fare domande durante i forum su legalità, ambiente, accoglienza e lavoro, ma sono andati essi stessi, sotto un sole spesso impietoso, a Teano, nella cooperativa don Peppe Diana, di recente oggetto di un attentato malavitoso, a raccogliere le pesche sui terreni confiscati alla camorra, in tante cittadine del casertano a ripulire aiuole e giardini, sulle spiagge del litorale domizio a fare altrettanto.

martedì 6 agosto 2013

“Hechos, no palabras”

El pasado 5, 6 y 7 de julio se llevó a cabo en el Centro Mariápolis La Nuvoletta la Jornada Internacional de Jóvenes por un Mundo Unido. Asistieron 78 jóvenes entre nuevos y algunos con los que hemos tenido contacto de 8 ciudades distintas de Venezuela. También contamos con la presencia de un gen2 de Angola que por estudios está ahora en nuestro país.
Luego de largas jornadas de trabajo preparando el programa y los detalles de la jornada, tomamos como punto de partida aquellas palabras de Chiara que nos parecían dichas a nosotros ahora: "¡Atención, repito, a lo sobrenatural! todo saldrá bien si el corazón de ustedes está lleno de Amor". Y así, en medio de acuerdos y desacuerdos pero con la convicción de hacer todo por Jesús, llegó la tan esperada jornada. 
Durante los tres días nos dedicamos a profundizar cómo vivir por la fraternidad universal de manera concreta en nuestras ciudades. Nuestro lema “Hechos, no palabras”, marcaron cada una de las actividades. Para esto, profundizamos en los fragmentos de fraternidad que se llevan adelante en Venezuela. Para hablar de estos fragmentos contamos con la presencia de jóvenes y adultos que contaron sus experiencias de cómo construyen la fraternidad. Fue un momento clave porque evidenciamos que en Venezuela se está viviendo concretamente por el mundo unido. Varias de estas personas no eran del movimiento, lo que reflejó la unidad entre personas que creen y piensan distinto.

lunedì 5 agosto 2013

Dobbiamo spezzare il ciclo di povertà

Nel mondo 1200 miliardari ma ogni ora 300 bimbi muoiono di fame”
L’Osservatore Romano analizza il rapporto 2012 pubblicato di recente da Caritas Internationalis. “Uno scenario di forti contrapposizioni”
È uno scenario dalle forti contrapposizioni quello che emerge dall’ultimo rapporto della Caritas Internationalis, riferito all’anno 2012 e pubblicato recentemente. E’ quanto scrive l’Osservatore romano. «Viviamo in un mondo — sottolinea nella presentazione il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e presidente di Caritas Internationalis — nel quale ogni ora circa trecento bambini muoiono di malnutrizione e dove quasi un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Ma, al contempo, nel mondo vi sono milleduecento miliardari, il numero più alto mai registrato».
Nel rapporto si osserva che continuano a crescere le emergenze nel mondo, in particolare quelle legate alle guerre e ai disastri naturali. Un totale di quarantaquattro appelli sono stati lanciati dalla Caritas per raccogliere sostegni in tutto il mondo a favore di trentaquattro Paesi colpiti da varie emergenze. Tra le più rilevanti, nel 2012, vi è stata quella delle popolazioni del Sahel, in Africa, dove vi sono milioni di persone a rischio malnutrizione. Di questi appelli, il 61 per cento ha avuto esito favorevole. In questo modo più di tre milioni e mezzo di individui hanno potuto beneficiare di aiuti umanitari. Oltre 39 milioni di dollari sono stati messi a disposizione per garantire la realizzazione dei programmi umanitari. Inoltre, trentacinque Caritas nazionali hanno fornito risorse economiche e tecniche per la realizzazione di questi programmi.

 «Ci scandalizziamo — aggiunge il cardinale Rodríguez Maradiaga — che milioni di nostri fratelli e sorelle vivono in condizioni di estrema povertà in un mondo di ricchezze. Ma siamo pieni di speranza, perché siamo la prima generazione dotata di strumenti per cambiare il sistema che tiene i poveri in questa situazione». Nel 2012, ricorda il porporato, tra i fronti principali d’azione vi sono stati l’Africa, con il problema della fame, l’emergenza profughi in Siria e la ricostruzione delle case ad Haiti dopo il terremoto che ha colpito l’isola nel 2010. Il presidente della Caritas Internationalis, tuttavia, puntualizza: «Fornire aiuto non è sufficiente. Dobbiamo spezzare il ciclo di povertà». Per il cardinale «la nostra sfida più grande non è la povertà o la crisi economica» ma «è la crescita del secolarismo in molte parti del mondo, soprattutto in quello più ricco: quando la gente non crede in Dio, trionfa l’individualismo e perdiamo di vista i nostri principi etici». Solo «vivendo la verità della Parola di Dio — conclude — possiamo superare la povertà spirituale del nostro tempo e costruire un mondo fraterno in cui vivere uniti e in pace».

domenica 4 agosto 2013

Un manifesto “giovane” per la legalità

Maddalena Maltese
Fonte: Città Nuova
Essere cittadini attivi, informati, testimoni credibili; rispettare il territorio e introdurre nel Codice penale i reati ambientali; sostenere lo ius soli e aderire alla campagna slot mob sono alcune delle voci che compongono il documento finale stilato dai 500 giovani del meeting di Caserta
«Grazie di questa Italia»: Valeria di Catania ha concluso con questo saluto il meeting per la legalità di Caserta, dove 500 giovani dei Focolari hanno scelto di essere protagonisti della loro terra, sporcandosi le mani sui campi di lavoro confiscati alla camorra o in aree abbandonate della provincia, 13 aree ripulite e riconsegnate alla comunità come beni di tutti. Hanno scelto di “sporcarsi” la mente e il cuore in forum su ambiente, lavoro, accoglienza, giustizia assieme ad esperti e testimoni.
I cinque giorni casertani fotografano l’altra Italia, quella che pur consapevole delle vicende giudiziarie di un capo di partito e dei rischi di tenuta di un governo nato fragile, continua a credere e lavorare sul piano della realtà e delle persone che faticano: su queste terre c’è chi muore di cancro ogni giorno per i rifiuti tossici illegalmente smaltiti, e non solo per le responsabilità dei camorristi, ma anche dei tanti imprenditori che da Nord a Sud hanno scelto le scorciatoie, incuranti del disastro umano e ambientale provocato. C’è il dramma di un lavoro che non arriva e non si crea lasciando campo libero a chi sul nero costruisce le fortune costringendo a scegliere tra due opzioni: la fuga dalla propria terra o la manovalanza criminale.

Francis’ Message to Muslims for End of Ramadan

Promoting Mutual Respect Through Education
VATICAN CITY, August 02, 2013 (Zenit.org) - Here is the Pope's message to Muslims for the end of Ramadan.
“To Muslims throughout the World
It gives me great pleasure to greet you as you celebrate ‘Id al-Fitr, so concluding the month of Ramadan, dedicated mainly to fasting, prayer and almsgiving.
It is a tradition by now that, on this occasion, the Pontifical Council for Interreligious Dialogue sends you a message of good wishes, together with a proposed theme for common reflection. This year, the first of my Pontificate, I have decided to sign this traditional message myself and to send it to you, dear friends, as an expression of esteem and friendship for all Muslims, especially those who are religious leaders.
As you all know, when the Cardinals elected me as Bishop of Rome and Universal Pastor of the Catholic Church, I chose the name of “Francis”, a very famous saint who loved God and every human being deeply, to the point of being called “universal brother”. He loved, helped and served the needy, the sick and the poor; he also cared greatly for creation.
I am aware that family and social dimensions enjoy a particular prominence for Muslims during this period, and it is worth noting that there are certain parallels in each of these areas with Christian faith and practice.
This year, the theme on which I would like to reflect with you and with all who will read this message is one that concerns both Muslims and Christians: Promoting Mutual Respect through Education.
This year’s theme is intended to underline the importance of education in the way we understand each other, built upon the foundation of mutual respect. “Respect” means an attitude of kindness towards people for whom we have consideration and esteem. “Mutual” means that this is not a one-way process, but something shared by both sides.

sabato 3 agosto 2013

Meeting Caserta: Entrate in società con Dio e agire

Don Ciotti ai Giovani per un Mondo Unito: “Entrate in società con Dio. Non ve ne pentirete, perché Lui detiene il pacchetto di maggioranza”. Con queste parole, rubate al mondo imprenditoriale, e rivolte ai Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari, riuniti al PalaVignola di Caserta, don Luigi Ciotti si è guadagnato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la “standing ovation” della folta e giovanissima platea, accorsa al forum su Legalità e accoglienza.
Dopo quella di don Patriciello, il giorno precedente, il Meeting della legalità, che si sta svolgendo a Caserta dal 29 luglio al 2 agosto, si è così arricchito di un’altra presenza carismatica, che non poteva non suscitare unanimi consensi. Il presidente nazionale di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), che vanta oggi 1600 presidi in tutta Italia, ha così esordito: “L’unico modo per amare se stessi, è provare ad amare gli altri. Circa la legalità, essa è solo uno strumento per raggiungere la giustizia, il vero obiettivo. Purtroppo oggi tutti parlano di pace, diritti, giustizia, ma molti hanno svuotato le parole del loro vero significato. L’atto d’amore è ridare il giusto valore alle parole”. E ancora: “Non c’è legalità senza uguaglianza. Noi dobbiamo impegnare la nostra libertà a liberare chi libero non è, perchè la libertà è un diritto di tutti”.

Lifestyle speaks louder than words

By Nicholas Johnson
How one person’s choices affects others — my revealing waste habits
A current trend in society is the quantified self, capturing data about our daily lives such as diet, sleeping patterns and exercise routines to better understand our habits and improve our quality of life. As a part of my master’s research project, which was dedicated to understanding the invisible urban waste infrastructure, I began exploring the quantified self through the lens of waste. What if we could track our waste habits to better understand our lifestyle choices?
This concept began to take shape in the form of a trash diary, where I began documenting each item of waste I generated. Capturing an image prior to placing an item into the trash created an amazing visual reference of the trash I produced daily and quickly showed how oblivious I was to the enormous amount of waste I generate regularly.
Thinking about the consequences for the environment, I decided to see if it would be possible to produce absolutely no waste at all. Could I continue my normal routine and not generate any waste? And so my personal challenge to live a zero-waste lifestyle began.
Throughout my daily routine, I began to avoid anything that would generate waste. The initial challenge started with food. A typical trip to the grocery yielded an endless supply of packaged food and individually wrapped items, which I avoided by heading to the local farmers market on a regular basis. Pasta, by far the largest part of my diet, was produced from scratch. I discontinued my weekend edition of The New York Times and started carrying a kitchen towel, a fork, a knife and a dinner plate around.

venerdì 2 agosto 2013

La bellezza della fede nei diversi carismi

Appena oltre l’ingresso dello storico parco di Quinta Boa Vista nel quartiere carioca di San Cristoforo, Lucas sta spiegando a Maria, giovane argentina, cos’è il Movimento dei Focolari. Per Maria sarà solo la prima tappa della mattina: davanti a lei ci sono poco meno di 150 stand dove potrà immergersi completamente nel variegato mondo dei carismi che animano la vita della Chiesa in tutto il mondo. La fiera delle vocazioni, uno spazio vivo e animato che ha caratterizzato tutte le ultime Gmg, è un’occasione preziosa per i pellegrini, perché li aiuta a capire che la fede può avere innumerevoli espressioni concrete.
Ma è anche una vetrina internazionale dove piccole e grandi Congregazioni, antichi e nuovi movimenti, famose e sconosciute associazioni si trovano una accanto all’altra per far conoscere la propria storia, la propria vita e le proprie attività. Ognuna utilizzando mezzi e strumenti spesso originali. Come le Apostole del Sacro Cuore di Gesù, che hanno piazzato nel loro stand un grande cuore rosso illuminato dall’interno. I salesiani, invece, invitano a fare su Foursquare, rete sociale basata sui luoghi che gli utenti visitano, il check-in presso la loro postazione: un modo per condividere l’esperienza e ricevere un piccolo gadget. Ognuno degli espositori, d’altra parte consegna ai giovani un numero indefinito di volantini, depliant, santini o addirittura libri.

Clean Up – Lotto Zero di Ponticelli

Clean up nazionale nel Lotto Zero di Ponticelli. Giovani per un Mondo Unito arrivano con i pullman da tutta Italia nel quartiere e lo puliscono
NAPOLI- “Circa 150 giovani provenienti da Ponticelli e da tutta Italia - racconta il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti della Campania Francesco Emilio Borrelli - hanno promosso stamane al clean up organizzato dal parroco della Chiesa di San Francesco nel Lotto Zero.
Un evento a cui hanno partecipato tanti ragazzi e ragazze non solo della Campania ma di tante regioni anche del centro nord tra cui la Toscana, la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna ed il Trentino Alto Adige pagandosi di tasca propria la trasferta. Una festa straordinaria che ha coinvolto il quartiere e dato un concreto segnale di speranza e di maggiore decoro urbano.
Durante la manifestazione sono stati raccolti oltre 40 bustoni di rifiuti di cui 2 totalmente pieni di siringhe usate dai drogati”. “La nostra non è elemosina ma un gesto concreto a favore del popolo napoletano che noi riteniamo nostro fratello e a cui esprimiamo la nostra solidarietà per la terribile sofferenza che sta subendo proprio negli ultimi giorni a causa della tragedia della strage del viadotto irpino” hanno spiegato i tanti ragazzi del movimento “giovani per un mondo unito” che hanno realizzato l’evento assieme a Libera, Legambiente al Presidente della VI Municipalità Anna Cozzino, al suo Vice Gennaro Zuccoli, al consigliere comunale Luigi Zimbaldi ed al responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli che ha aderito in modo entusiasta.

giovedì 1 agosto 2013

Chiara Luce: A star on display at WYD

The Focolare Movement booth at the World Youth Day (WYD) Vocational Fair was sought by pilgrims who want to know more about the young Chiara Luce, who was beatified in 2010.
We were impressed with the amount of people who are attracted to - I would even say passionate - the life of Chiara Luce,” said Camila Ribeiro, one of many young people from the Focolare Movement who worked at the booth. “Some people were thoroughly thrilled to meet us.”
Camilla illustrated what she saw in the case of a young girl from Ceará, 2620 km away from Rio. She was moved by Chiara Luce who died of cancer at 18 years of age. This girl came to the WYD in order to learn more about Chiara Luce and the Focolare. When she arrived at the Vocational Fair, she realized that the stand of the Movement was the only one that was still open. “When she saw us, she started crying and said that it was God who brought her up here,” said Camila. At that very moment, a young man belonging to the Movement and living at Fortaleza (capital of Ceará), introduced himself and offered this girl the Focolare Movement’s contacts in the area.

mercoledì 31 luglio 2013

RIO 2013: LA SPIAGGIA DELLA FEDE

Copacabana è da sempre una delle spiagge più famose al mondo. Sarà per l’acqua di cocco, il lungomare a tasselli bianchi e neri a mosaico, o le belle signorine brasiliane in costume, fatto sta che quando si nomina in Europa, la mente trova l’immagine di un posto da sogno.
Non mi è mai piaciuto esaltare i luoghi dal nome celebre, reputo ce ne siano spesso molti altri poco conosciuti ed assai più affascinanti. Nella valutazione di un luogo entrano in gioco innumerevoli fattori che spesso cambiano nel tempo da soggetto a soggetto, tuttavia ne esiste uno, fondamentale, che non cambia mai: la bellezza del posto dipende dalla gente con la quale lo si vive. Questa spiaggia, oggi, almeno per quei tre milioni presenti alla veglia, è diventata qualcos’altro, qualcosa di invisibile e immensamente profondo: un vero “Campus Fidei” (Campo della fede).
La nottata ha visto un flusso di circa due milioni di persone accampate nelle zone limitrofe alla spiaggia, ognuna come il buon istinto avventuriero consiglia: chi sui marciapiedi del lungomare, chi sotto gli schermi, chi alle pompe di un benzinaio, chi (pochi) come me, vicino al bagnasciuga, un luogo certamente a rischio inondazione improvvisa, ma vi assicuro molto romantico.
Da un sacco a pelo ho potuto ammirare:
la Croce del Sud nella sua bellezza,
le navi, il Pao de Azucar in lontananza.
E ancora stupirmi
per i ragazzi che si lavavano i denti nell’oceano
e si svegliavano con un tuffo all’alba.
Non posso certo dire di aver riposato molto gli occhi e la mente,
ma di aver lasciato riposare l’anima sì,
e non capita così di frequente.

The Political Movement For Unity in Argentina: youth and culture

Two courses on universal brotherhood have taken place for young people, promoted by Political Movement For Unity in Argentina.
The courses took place in two locations on the outskirts of Buenos Aires, at the Jose C. Paz Popular School and at the Villa Albertina Popular School. It utilized a popular educational approach so that each school could focus on the social, economic and cultural settings of the local environments. The project was sponsored by the Argentina Development Ministry in collaboration with the Society, Politics and Brotherhood Chair at Universidad de la Plata.
It was precisely by trying to adapt to the educational needs of those attending the course, as well as the needs of the local environment that a project specifically for teenagers, “Reconociendosi,” was initiated at the Jose C. Paz Popular School. The new electoral law in Argentina extends voting rights to sixteen year olds who will be allowed to vote in the upcoming elections, and feel in need of some specific educational training with opportunities to exchange opinions on some basic topics. While sharing his experience, 18 year old Political Science student, Ivan, stated: “What we live here is a fine example of social involvement: it shows how universal brotherhood can bear good fruit.” One of the course instructors, Adrian, summed up the opinion of the all the teenagers: “the Popular School is a space in which they feel that what they think is important. Moreover, they go away from this experience feeling that they have begun to listen more and become interested in the opinions of others.”

lunedì 29 luglio 2013

LUX MUNDI

L’alba mi ha accarezzato gli occhi penetrando la finestra. 27 luglio. Un mese esatto che sono in questa terra, eppure oggi impiego un attimo in più del solito per ritrovarmi. La luce del mondo mi ha trovato ancora, anche qui, su questa branda di fortuna in questo angolo lontano del globo.
È sabato, il giorno più faticoso e bello, l’ultimo, quello della veglia che sigilla la Giornata Mondiale della Gioventù. Nel silenzio del giorno che nasce, inciampo su quegli attimi di “mondo felice” che ho avuto la fortuna di vivere: la nottata indimenticabile di Cuatro Vientos a Madrid 2011, il freddo e i 500 mila lumini accesi all’ippodromo australiano di Randwich nella World Youth Day del 2008. A quel tempo non avevo ancora vent’anni ed il mondo mi si spalancava per la prima volta davanti.
Ogni GMG è un fiore nuovo nel giardino della giovinezza, un tassello di quel mosaico di esperienze forti che segnano l’intera esistenza.
Siamo quasi alla fine di questa nuova tappa, anche stavolta con un sorriso pieno sul volto.
Con il sacco a pelo in spalla giungo a Copacabana dove tra poco arriverà papa Francesco. Ad accoglierlo c’è un’intera spiaggia in festa con musica e bandiere.
Mi tolgo le scarpe e cammino sulla sabbia ancora umida dalla pioggia di questi giorni.
Mi fermo.
Mi guardo attorno.
Non ho dubbi. Un’altra storica notte planetaria è pronta per essere attraversata, per qualche ora, forse, anche dormendo.

Andrea Cardinali

Il “chiasso” di Rio 2013

A conclusione della GMG, la parola ai giovani dei Focolari
Commenti, impressioni e propositi di alcuni giovani del Movimento dei Focolari che, a Rio di Janeiro e in diverse parti del mondo, hanno seguito la Giornata Mondiale della Gioventù.
Donna, del Libano, dice che “il Papa parla in modo semplice e diretto, più adatto ai nostri giorni”.
Per Joaquìn, argentino, che ha seguito la GMG a distanza, “fare chiasso” vuol dire essere la forza che spinge la società. “Mi sono sentito veramente parte dell’equazione di Francesco: giovani - anziani - adulti. Oggi sono giovane e quindi mi tocca questa parte. Mi piace questa visione più generale, che è giusta”.
Francesco, italiano, aggiunge: “ciò che rimane impresso è più il ‘come’ dice le cose. Di questi giorni, invece, mi rimane l’impegnarmi sul serio per rinnovare la società dal di dentro, cercando di attuare il vangelo nel quotidiano”.
Nahomi del Paraguay: “l’esperienza della GMG mi aiuta a rinnovarmi come giovane dei Focolari”.
Ancora Joaquìn: “in questa GMG sembra che non siano i giovani che spingono il Papa a fare qualcosa, è piuttosto il Papa che spinge i giovani. E’ forte. Mi pento di non essermi interessato ad andare a Rio. Adesso, vedendo quello che è successo, i video, l’energia che trasmette il solo contatto attraverso internet… come vorrei essere andato!”.
Daniela, italiana: “questa ‘reciprocità tra generazioni’ a cui sta richiamando in modo insistente il Papa, può essere proprio una forza esplosiva, un aiuto reciproco. Quello che mi rimane in cuore dopo aver seguito questa GMG è la voglia, il desiderio di vivere in modo ancora più radicale la mia vita e andare fuori per essere ogni giorno, nel mio quotidiano, questa finestra per fare entrare il futuro nel mondo!”.

domenica 28 luglio 2013

Alejandro, una scia di luce

Ci arriva la cruda notizia dell’uccisione di un giovane messicano del Movimento dei Focolari, testimone scomodo di un crimine, mentre si trova in visita dal cugino ricoverato in ospedale. La testimonianza degli amici.
“Alejandro non si aspettava di ricevere, quando aveva l’occasione di dare. Aveva una grande pazienza con noi, e attendeva i nostri tempi per imparare e approfondire ancora la spiritualità dell’unità. Alejandro è morto mentre faceva un atto d’amore, una visita al cugino ammalato in ospedale. È stato ucciso mentre amava, come dovremmo voler morire tutti. Mi sono domandato se sono radicale nel vivere il Vangelo, così come lo è stato lui. La sua morte è vita e non oscurità; è una forte spinta a vivere ancora più radicalmente il nostro ideale, a seguire Gesù fino in fondo”. È la testimonianza di Chava, un suo amico.”
Sabato 20 luglio. Alejandro riceve come di consueto via whatsapp il “passaparola” da mettere in pratica in quel giorno: “Saremo esaminati soltanto dall’amore al prossimo…”, e risponde immediatamente ad Andrea che glielo aveva inviato: “Questa frase è forte e vera, occorre viverla”. In quel momento si trova accanto al letto d’ospedale in visita al cugino ammalato. All’improvviso entrano due sicari per uccidere una persona. Anche loro, testimoni scomodi, vengono uccisi…
Per il gruppo dei Giovani per un mondo unito del Torreón (Messico) - località sommersa nella violenza dal narcotraffico - è uno choc, eppure reagiscono con coraggio “perché non venga persa la ricchezza spirituale” della vita del loro amico col quale condividono anche l’impegno a testimoniare la fraternità e diffondere la cultura della non violenza.
Alejandro Rodriguez Adame, conosce i giovani dei Focolari, i gen, nel 2011. Ben presto vuole approfondire di più l’ideale che li anima e s’impegna a vivere il messaggio di Gesù.
La sua vita diventa una testimonianza dell’amore di Dio verso gli altri, in ogni attività nella quale prende parte: in famiglia, con gli amici, nel lavoro e con tanti.

“L’ho conosciuto sin da quando ha iniziato con noi quest’avventura – racconta Willie –. Restavo colpito nel vedere la sua disponibilità a vivere subito ogni punto che scopriva della spiritualità dell’unità”.
“Ciò che più m’impressiona della sua vita – dice David – è vedere il forte segno che ha lasciato in tanti… e anche la sua grande sete di Dio”.