giovedì 22 agosto 2013

SOCIAL DAY A OTTMARING, GERMANIA

Un anno dopo il Genfest in Budapest con il titolo: "Let's Bridge" - costruiamo rapporti veri e autentici con ogni persona che incontriamo. Ecco quanto ci scrivano da Ottmaring, Germania
"Tornando dal Genfest ci siamo trovati con i giovani ed abbiamo chiesto a loro, quale sono passi da prendere ora. Una di loro raccontava la sua esperienza del Genfest: che è stata molto toccata dal fatto, che in tanti paesi si fa diversi progetti per i bisognosi; paesi dove i giovani stessi non hanno tante cose materiali. E si chiedeva: come mai, noi in Germania, che siamo benestanti, non facciamo niente in questa direzione? Da questo dolore e desiderio dei giovani è nato da noi il progetto del social day. È aperto per tutti i giovani da 16 anni in poi.
Da Dicembre 2012 in poi andiamo ogni seconda domenica del mese in una casa per rifugiati per trascorrere un pomeriggio con i bambini che abitano lì.
In tutti questi mesi ne hanno partecipato, da parte nostra, 20 giovani. Non vengono sempre tutti. C’è un piccolo gruppo di 5/6 che ci sono sempre. Poi si aggiunge l’uno o l’altro. Normalmente siamo più o meno 10 persone. È un bel modo per invitare giovani che vogliono conoscerci o impegnarsi per altri.

mercoledì 21 agosto 2013

“500” trusts and likes

The Youth for a United World (Y4UW) from Jordan and Iraq wrote:

“We are celebrating the “500” trusts and likes to our FB page. We have reached this number by letting our page be the reflection of your voices, ideas and opinions dear friends!
Share with us on our FB page wall or in a private message what you would like to speak to the whole world... Share with us a story, a hope, an idea worth to be shared and let’s contribute together in the revolution of change we are trying to make.


May we continue bringing God to humanity, crossing all the bridges we have built and those yet to be built.

In unity.... as one family....!

Francia: riconciliare poveri e imprese

Fonte: www.focolare.org
Dal workshop svolto nel mese di luglio in Francia, una nuova consapevolezza sull’importanza della relazione di comunione tra imprenditori e poveri nel progetto Economia di comunione.
“Il Village St Joseph (a nord di Nantes, Francia) apre le porte a tutti coloro che hanno bisogno di una pausa… Alle persone che soffrono di solitudine, alle famiglie, agli esclusi, dimenticati, o feriti dalla vita… Sapendo che la nostra povertà può assumere forme diverse: fisica, finanziaria, spirituale, psicologica, culturale…”. Così si presenta nel suo sito online l’originale luogo in Francia scelto per svolgere, nello scorso luglio, una settimana di workshop organizzata dagli imprenditori francesi che aderiscono all’Economia di comunione.
“Creare imprese di Economia di Comunione”, il titolo scelto. “Sono stati giorni intensi – raccontano Chantal e Josè Grevin – nei quali abbiamo lavorato su alcuni progetti di creazione di imprese secondo lo spirito dell’EdC all’interno del villaggio. Siamo partiti dalle attività ivi esistenti: laboratori di mosaico, fabbricazione di prodotti per il giardinaggio.

martedì 20 agosto 2013

Nothing is small in love

Jessie Alberto (in the middle) from Parañaque, a Focolare Youth, shares how he practices the art of loving on the job, while serving the nation
At the age of seven, I first attended a Mariapolis, a three to four day summer gathering of the Focolare. As a small boy I remember how we learned the points of the art of loving like taking the initiative in loving, making ourselves one with our neighbour, and seeing Christ in every neighbour. Now that I am grown-up, I try to practice the art of loving at home, at school, and even now in my work with the government.
I work for the Government’s communications department. It’s not an easy job, as I have to mingle and relate with different kinds of people, like people who need help, as well as people who are top brass, with high positions in the government. The art of loving has helped me to look at and treat everyone equally, because I believe that Christ is in each one I meet.

domenica 18 agosto 2013

Palio di Somma Vesuviana 2013

IL SOGNO della MEMORIA. Il Palio di Somma: Mondo Unito e Inltura, Storia, Cultura Popolare, Sapori e Giochi della tradizione. XXIII ed 6-7-8 sett. 2013.
Mission: UNA CITTA’, LA SUA STORIA , LA NOSTRA GENTE..... IL MONDO UNITO
Description: Il Palio di Somma una grande festa storica e popolare e una proposta: coniugare memoria e futuro.
General information:
“GIOCHI DI STORIA”
Il Palio di Somma è un evento molteplice, che si ripete da 22 anni, dove storia, gioco popolare, tradizione eventi culturali, canto, danza, musica antica medievale e popolare, rievocazioni storiche e sapori, spazi diffusi nella piazza e ritrovo si intrecciano in una festa Mirabile.
Tre giorni di festa, una scena a tre tempi: la memoria popolare, la storia e il mondo nuovo..
Il palio come festa popolare, attinge al contempo al ricordo e all’utopia, ciò che la Festa deve essere : rappresentare l’unità della comunità urbana, nella sua realtà profonda di communitas, inscrivere e radicare il passato della città in una storia prestigiosa e antica, liberare orizzonti e utopie nel tessuto sociale.

La tragica incertezza egiziana

Di Roberto Catalano
Al termine degli scontri tra i sostenitori del presidente deposto Morsi e i militari si contano diverse centinaia di morti e migliaia di feriti. Il timore della popolazione adesso sono gli attentati e lo scoppio di una vera e propria guerra civile, come in Siria
Gli ultimi tragici sviluppi della precaria situazione dell’Egitto scorrono sui teleschermi di tutto il mondo. Negli ultimi due giorni è stato difficile riuscire a seguire in tempo reale quanto sta avvenendo. Ora con il coprifuoco e con lo stato di emergenza dichiarato dall’esercito si cerca di fare un punto, ma la situazione resta ad altissima tensione. Abbiamo cercato di tenerci in contatto, per quanto possibile, con le nostre fonti nella capitale egiziana, che ci hanno tenuti informati sia del susseguirsi degli eventi che della difficoltà di decifrare un futuro molto nebuloso e con grandi rischi per tutto il Paese.
«Ovviamente - ci spiegano - gli avvenimenti di questi giorni debbono essere letti nel contesto di quanto avvenuto dal 30 giugno in poi. Allora il popolo era sceso nelle strade, dimostrando contro il presidente Morsi, eletto democraticamente l’anno precedente (pur con delle incognite sulla regolarità del voto), ma che milioni di egiziani non volevano più come loro capo di Stato. Tale dimostrazione si era ripetuta, in maniera ancora più forte e con folle ancora più oceaniche, il 26 luglio».

venerdì 16 agosto 2013

The oneness beneath all things

Source: Living City
Understanding the value of nature and our relationship to it
The relationship between people and nature is in crisis. There is the age-old controversy between the respect and protection of the natural world and the discovery and further development of nature through technological advances.
The debate is coloured by issues surrounding the rise in critical medical conditions, unusual climate events and serious ecological imbalances. Researchers continue to pursue the limitless possibilities of new life forms without regard for the material and ethical consequences.
To give a wider perspective on this subject and perhaps lead the conversation to a deeper level, we offer some reflections from Sergio Rondinara, a noted Italian physicist, on Focolare founder Chiara Lubich’s thoughts on nature. Rondinara’s reflections were presented at a conference in March celebrating Chiara’s many contributions to today’s culture.
Her vision captures the reality that nature is a reflection of a God’s relationship with his creation. God created the entire existing cosmos from nothing, through a free act of love; as a consequence, he is present in his creation.
During a mystical experience in the summer of 1949, she wrote: “I felt that I could perceive, perhaps because of a special grace from God, the presence of God beneath things.
Therefore, if the pine trees were gilded by the sun, if the brooks flowed into the glimmering falls, if the flowers and the sky were all decked out in summer array, stronger than all this was the vision of a sun beneath all creation. In a certain sense, I saw, I believe, God who supports, who upholds things … The vision of God beneath things, which gave unity to creation, was stronger than the things themselves; the unity of the whole was stronger than the distinction among them.”

Learning Fraternity: è partito il conto alla rovescia

La promozione della fraternità nel mondo dell’educazione si fa progetto, dal 6 all’8 settembre a Castelgandolfo, Roma.
Fervono i preparativi per la preparazione del convegno “Learning Fraternity”, dal 6 all’8 settembre 2013 a Castelgandolfo (Roma), in risposta a due delle principali sfide educative del nostro tempo: “Educazione e Globalizzazione” ed “Educazione e Relazione”.
Promosso da New Humanity, si tratta di un convegno-laboratorio rivolto a tutti coloro che sono protagonisti dell’educazione a vario titolo: la famiglia, tutto il comparto, scuola, i catechisti, gli animatori di gruppi, gli studiosi del settore, gli stessi ragazzi, provenienti da diversi Paesi di Asia, Africa, America ed Europa.
Il convegno ha il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO “in considerazione dell’alto valore dell’iniziativa” ed in quanto fortemente in relazione alle attività di promozione educativa, culturale e scientifica che tale istituzione svolge in Italia ed a livello internazionale.

mercoledì 14 agosto 2013

A Vision of Love in Politics

Excerpts from the address of Chiara Lubich to the First Conference of the Focolare Movement for Unity in Politics. In this address Chiara expounded on an ideal vision of politics that goes beyond political parties, and which aims towards universal brotherhood.
What is the specific cross of those who move and work in the political world today? I think it is often the lack of unity, of harmony, that makes their task heavy and not very fruitful; the rigid and opposed positions between parties without understanding the other’s motives: the divisions caused by clashes among ethnic groups within nations, divisions between nations…
We need to find the way to overcome these disunities, to restore unity. Jesus himself came on earth to restore the unity that had been lost between humanity and God and of men and women with one another. He accomplished this through his passion and death, and above all – this is the conviction of theologians and saints – when he experienced within himself the greatest possible disunity: the disunity between himself and the Father with whom he was one. And he cried out: “My God, my God why have forsaken me? (Mt. 27:46).
This mystery is the key that opens the way to unity for the members of the Focolare Movement, and therefore also for that specific expression of the Movement, the Movement for Unity in Politics. Only those who keep the image of Jesus crucified and forsaken always before them, who recognize his face in every division out of love for him, are capable of recomposing unity.

martedì 13 agosto 2013

Little Miss Sunshine [2006 – 101 min.]

http://cinado.blogspot.com/
Ecco un film divertente, che ci proietta al cuore dei rapporti tumultuosi di una famiglia assai “sfasata”. Olive, 7 anni, sogna di partecipare a un concorso per reginette - stile miss America per le bambine.  A casa il nonno, che sniffa coca, la aiuta a preparare un numero per il concorso (è stato cacciato dalla casa di riposo perchè trafficava droga). Richard, il papà, ricerca disperatamente il successo editoriale con il suo “Manuale per avere successo”.  Dwayne, il fratello maggiore, ha fatto voto di silenzio e sembra odiare tutti. La mamma Sheryl tiene insieme i pezzi come può, dovendosi anche occupare del fratello omosessuale che ha appena tentato il suicidio e che viene abitare a casa. Dopo intense trattative, la sgangherata famiglia si imbarca in un lungo viaggio in pulmino per accompagnare Olive all’ambito concorso.  Ciascuno dei “perdenti” (losers) assiste allora al disfacimento del proprio sogno americano, per imparare a vedere i rapporti famigliari sotto una nuova luce.  Il viaggio, a dir poco movimentato, ridefinirà i rapporti, e darà occasione a ciascuno, in modo inatteso e imprevedibile, di riconciliarsi con se stesso prima che con gli altri (dalla presentazione alla stampa).

lunedì 12 agosto 2013

Fazenda da Esperança: Farm of Hope


Fazenda da Esperança began in Brazil in 1983. Fr Hans Stapel, a German Franciscan friar, was inviting young people of his parish in Guaratinguetá, in the state of São Paulo, to meet every day after Holy Mass, to reflect and meditate on the daily gospel, and on how they could live the words of Jesus in daily life.
At the start they chose short passages of the Gospel to be lived during the day, like “love your enemies,” “give and you shall receive,” etc. And they would share experiences of how they tried to put those words into practice, at work or with their friends or families.
Nelson, a member of this group, who was 17 then, was very much fascinated by this experience. On his way back home from work every day, he would pass a street corner, where young people were using drugs quite openly. Like everybody else, Nelson was also afraid of them, and tried as much as possible to avoid coming too near them.

domenica 11 agosto 2013

CAMPUS GIOVANI INTERNAZIONALE DI SOMMA 2013

LABORATORI, FORUM, MUSICA E LAVORO VOLONTARIO PER LA XXIII EDIZIONE DEL PALIO DI SOMMA, 2 - 8 SETTEMBRE 2013
Da lunedì 2 settembre la città di Somma Vesuviana nell’ambito della preparazione alla XXIII edizione del Palio cittadino, ospiterà i terzo Campus dei giovani per la costruzione del tutto “artigianale” della manifestazione. Sono attesi più di cento ragazzi dai 15 anni in su. Quattro giorni di lavoro in laboratori per essere protagonisti, per imparare ad ascoltare le proprie radici, per essere presenza attiva nella città e con uno sguardo rivolto alle esigenze di popoli e culture lontane... La terra vesuviana offre l’opportunità di riscoprire il rapporto con la propria terra, le sue ricchezze e bellezze, con le sue storie e le generazioni che portano in se i segni del tempo. Una “città per un Mondo Unito” era il tema della prima edizione del Palio di Somma, coinvolgere cioè tutti, grandi e piccoli in un cantiere di vita, nella gestazione di un sociale più maturo e solidale, come pure l’idea di sperimentare se pur per pochi giorni un modo diverso di fare comunità, dove la memoria incontrava il “sogno” di giovani che vivevano per questo grande Ideale dell’Unità.

Philippines: Be the Bridge

The Week for a United World held at the beginning of last May in Manila and in other city centres was filled with activities of solidarity and sharing that were the result of years of painstaking effort.
 “At the same time that United World Week was being celebrated in Jerusalem, we also held a few activities here in Manila” say the Youth for a United World in the Philippines. The internet link-up with the Holy Land launched that particular week was full of events.
Ten projects dubbed “fragments of universal brotherhood” were presented last May 4, involving Manila, Baguio and other Philippine cities.
The week began with a celebration of unity, called “Be the bridge!” Everyone, linked up with Jerusalem and with the Youth for a United World from other Philippine cities, then set out to help in various projects around the city: from nutrition programs to environmental projects, from hospital visits to projects in favour of the less fortunate. 379 young people from Manila alone signed up.
They went to Sulyap ng Pag-asa, a residential centre served by the Focolare in the crowded and deprived areas of Quezon City. The Youth for a United World offer nutritional assistance there on a regular basis.
At hospitals connected with Sinag – an organization of hospital volunteers – the youths wanted to respond to the invitation of Jesus to love the poorest, and they discovered that by spending their time with patients, their own problems seemed so small in comparison.
Another activity took place in Boys Town, a home for hundreds of street children, run by the Department of Social Welfare. There they met children between the ages of 8 and 17. They spent time caring for them, as well as singing and dancing together. Then the Youth for a United World were also invited to share their secret, “the art of loving.” The children in turn performed some of their own songs and dances.
Another centre they visit often is the Munting Tahanan ng Nazareth. It is a centre for the physically and mentally challenged. One Youth for a United World explained: “With our visits, we wanted to share God’s love present in all of our hearts, no matter who we are.”

venerdì 9 agosto 2013

Meeting Caserta - Cantiere Legalità

Maura Moschini ci ha mandato la sua impressione sul Meeting di Caserta:
“Io sono da poco rientrata dal meeting sulla legalità.. vorrei farvi un mini-aggiornamento, mini perché siamo un pò tutti in ferie e immagino quanta voglia abbiate di stare a leggervi una mail! :)
Se volete dare un'occhiata a quello che abbiamo fatto vi rimando a https://www.facebook.com/CantiereLegalita?fref=ts o a http://www.cantierelegalita.org/blog/ per chi, come Alle non ce l'ha!
Qui troverete tutto.. hanno fatto un mini-diario giorno per giorno!
Per quanto mi riguarda è stata una bellissima esperienza, certo alcune cose sono migliorabili, ma considerando che è stato un evento organizzato solo da giovani ed era la prima volta che organizzavano una cosa così grossa, sono stati fantastici!

giovedì 8 agosto 2013

I giocatori del Barcellona in Terra Santa per un “Tour della Pace”


Fonte: www.y4uw.org: Dopo una partita con i bambini malati di cancro e la visita alla Città Vecchia di Gerusalemme, i calciatori si sono “esibiti” in un allenamento pubblico alla presenza di 12.000 bambini ebrei e arabi

Per 12.000 bambini Ebrei e Arabi le date del 3 e del 4 agosto 2013 saranno per sempre un ricordo indimenticabile. In quei giorni, infatti, uno dei giocatori di calcio più amati al mondo, Lionel Messi, ha visitato la Terra Santa per un “Tour della Pace”, insieme agli altri colleghi più famosi: Dani Alves, Gerard Pique, Andres Iniesta e il nuovo acquisto Neymar dal Brasile.
La speranza era di riuscire ad organizzare una grande partita tra una squadra Israelo-Palestinese e il Barcellona, ma i giocatori hanno preferito impegnarsi in una breve partita con i bambini malati di cancro, guidati dal Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu. Nella Città Vecchia di Gerusalemme, hanno poi visitato il Muro Occidentale, inserendo biglietti con le loro preghiere tra le antiche pietre, secondo la tradizione Ebraica. 
Uno dei momenti più intensi è stato l’allenamento aperto al pubblico davanti a 12.000 eccitatissimi bambini che hanno potuto ammirare le abilità calcistiche e le tecniche dei giocatori. La presenza dei calciatori in Terra Santa è stata quindi un’occasione di svago e di serenità per una terra troppo spesso segnata da paure e violenze. Il Presidente Israeliano Shimon Peres ha infatti definito i giocatori “ambasciatori di pace” e li ha ringraziati per la loro visita. Ha poi dato, letteralmente, il calcio di inizio che ha avviato l’allenamento.


mercoledì 7 agosto 2013

Caserta, Vera Araujo chiude il meeting della legalità

CASERTA - Con l’incisivo intervento di Vera Araujo, sociologa del Movimento dei Focolari, si è concluso venerdì scorso il meeting della legalità, organizzato al PalaVignola di Caserta dai Giovani per un Mondo Unito, in sinergia con una rete di associazioni e movimenti coinvolti in prima linea nella promozione e sensibilizzazione di un agire legale.
Prima di lei, nel corso della mattinata, avevano dato il loro personale, prezioso contributo, anche Giuseppe Gatti, sostituto procuratore della DDA di Bari e Gianni Bianco, giornalista RAI, coautori del libro “La legalità del noi”.
Si è concluso il meeting, ma rimane apertissimo il cantiere legalità, sorto due anni fa nell’ambito del Progetto Italia. Se una cosa infatti, questo meeting ha voluto sottolineare, è stata che le parole rimangono confinate tra le pareti di un salotto o di un palazzetto, ma i fatti vanno costruiti attimo per attimo, giorno per giorno. Ed è stato questo il messaggio recepito dai circa 500 giovani che, per quattro giorni, non si sono limitati ad ascoltare e fare domande durante i forum su legalità, ambiente, accoglienza e lavoro, ma sono andati essi stessi, sotto un sole spesso impietoso, a Teano, nella cooperativa don Peppe Diana, di recente oggetto di un attentato malavitoso, a raccogliere le pesche sui terreni confiscati alla camorra, in tante cittadine del casertano a ripulire aiuole e giardini, sulle spiagge del litorale domizio a fare altrettanto.

martedì 6 agosto 2013

“Hechos, no palabras”

El pasado 5, 6 y 7 de julio se llevó a cabo en el Centro Mariápolis La Nuvoletta la Jornada Internacional de Jóvenes por un Mundo Unido. Asistieron 78 jóvenes entre nuevos y algunos con los que hemos tenido contacto de 8 ciudades distintas de Venezuela. También contamos con la presencia de un gen2 de Angola que por estudios está ahora en nuestro país.
Luego de largas jornadas de trabajo preparando el programa y los detalles de la jornada, tomamos como punto de partida aquellas palabras de Chiara que nos parecían dichas a nosotros ahora: "¡Atención, repito, a lo sobrenatural! todo saldrá bien si el corazón de ustedes está lleno de Amor". Y así, en medio de acuerdos y desacuerdos pero con la convicción de hacer todo por Jesús, llegó la tan esperada jornada. 
Durante los tres días nos dedicamos a profundizar cómo vivir por la fraternidad universal de manera concreta en nuestras ciudades. Nuestro lema “Hechos, no palabras”, marcaron cada una de las actividades. Para esto, profundizamos en los fragmentos de fraternidad que se llevan adelante en Venezuela. Para hablar de estos fragmentos contamos con la presencia de jóvenes y adultos que contaron sus experiencias de cómo construyen la fraternidad. Fue un momento clave porque evidenciamos que en Venezuela se está viviendo concretamente por el mundo unido. Varias de estas personas no eran del movimiento, lo que reflejó la unidad entre personas que creen y piensan distinto.

lunedì 5 agosto 2013

Dobbiamo spezzare il ciclo di povertà

Nel mondo 1200 miliardari ma ogni ora 300 bimbi muoiono di fame”
L’Osservatore Romano analizza il rapporto 2012 pubblicato di recente da Caritas Internationalis. “Uno scenario di forti contrapposizioni”
È uno scenario dalle forti contrapposizioni quello che emerge dall’ultimo rapporto della Caritas Internationalis, riferito all’anno 2012 e pubblicato recentemente. E’ quanto scrive l’Osservatore romano. «Viviamo in un mondo — sottolinea nella presentazione il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e presidente di Caritas Internationalis — nel quale ogni ora circa trecento bambini muoiono di malnutrizione e dove quasi un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Ma, al contempo, nel mondo vi sono milleduecento miliardari, il numero più alto mai registrato».
Nel rapporto si osserva che continuano a crescere le emergenze nel mondo, in particolare quelle legate alle guerre e ai disastri naturali. Un totale di quarantaquattro appelli sono stati lanciati dalla Caritas per raccogliere sostegni in tutto il mondo a favore di trentaquattro Paesi colpiti da varie emergenze. Tra le più rilevanti, nel 2012, vi è stata quella delle popolazioni del Sahel, in Africa, dove vi sono milioni di persone a rischio malnutrizione. Di questi appelli, il 61 per cento ha avuto esito favorevole. In questo modo più di tre milioni e mezzo di individui hanno potuto beneficiare di aiuti umanitari. Oltre 39 milioni di dollari sono stati messi a disposizione per garantire la realizzazione dei programmi umanitari. Inoltre, trentacinque Caritas nazionali hanno fornito risorse economiche e tecniche per la realizzazione di questi programmi.

 «Ci scandalizziamo — aggiunge il cardinale Rodríguez Maradiaga — che milioni di nostri fratelli e sorelle vivono in condizioni di estrema povertà in un mondo di ricchezze. Ma siamo pieni di speranza, perché siamo la prima generazione dotata di strumenti per cambiare il sistema che tiene i poveri in questa situazione». Nel 2012, ricorda il porporato, tra i fronti principali d’azione vi sono stati l’Africa, con il problema della fame, l’emergenza profughi in Siria e la ricostruzione delle case ad Haiti dopo il terremoto che ha colpito l’isola nel 2010. Il presidente della Caritas Internationalis, tuttavia, puntualizza: «Fornire aiuto non è sufficiente. Dobbiamo spezzare il ciclo di povertà». Per il cardinale «la nostra sfida più grande non è la povertà o la crisi economica» ma «è la crescita del secolarismo in molte parti del mondo, soprattutto in quello più ricco: quando la gente non crede in Dio, trionfa l’individualismo e perdiamo di vista i nostri principi etici». Solo «vivendo la verità della Parola di Dio — conclude — possiamo superare la povertà spirituale del nostro tempo e costruire un mondo fraterno in cui vivere uniti e in pace».

domenica 4 agosto 2013

Un manifesto “giovane” per la legalità

Maddalena Maltese
Fonte: Città Nuova
Essere cittadini attivi, informati, testimoni credibili; rispettare il territorio e introdurre nel Codice penale i reati ambientali; sostenere lo ius soli e aderire alla campagna slot mob sono alcune delle voci che compongono il documento finale stilato dai 500 giovani del meeting di Caserta
«Grazie di questa Italia»: Valeria di Catania ha concluso con questo saluto il meeting per la legalità di Caserta, dove 500 giovani dei Focolari hanno scelto di essere protagonisti della loro terra, sporcandosi le mani sui campi di lavoro confiscati alla camorra o in aree abbandonate della provincia, 13 aree ripulite e riconsegnate alla comunità come beni di tutti. Hanno scelto di “sporcarsi” la mente e il cuore in forum su ambiente, lavoro, accoglienza, giustizia assieme ad esperti e testimoni.
I cinque giorni casertani fotografano l’altra Italia, quella che pur consapevole delle vicende giudiziarie di un capo di partito e dei rischi di tenuta di un governo nato fragile, continua a credere e lavorare sul piano della realtà e delle persone che faticano: su queste terre c’è chi muore di cancro ogni giorno per i rifiuti tossici illegalmente smaltiti, e non solo per le responsabilità dei camorristi, ma anche dei tanti imprenditori che da Nord a Sud hanno scelto le scorciatoie, incuranti del disastro umano e ambientale provocato. C’è il dramma di un lavoro che non arriva e non si crea lasciando campo libero a chi sul nero costruisce le fortune costringendo a scegliere tra due opzioni: la fuga dalla propria terra o la manovalanza criminale.

Francis’ Message to Muslims for End of Ramadan

Promoting Mutual Respect Through Education
VATICAN CITY, August 02, 2013 (Zenit.org) - Here is the Pope's message to Muslims for the end of Ramadan.
“To Muslims throughout the World
It gives me great pleasure to greet you as you celebrate ‘Id al-Fitr, so concluding the month of Ramadan, dedicated mainly to fasting, prayer and almsgiving.
It is a tradition by now that, on this occasion, the Pontifical Council for Interreligious Dialogue sends you a message of good wishes, together with a proposed theme for common reflection. This year, the first of my Pontificate, I have decided to sign this traditional message myself and to send it to you, dear friends, as an expression of esteem and friendship for all Muslims, especially those who are religious leaders.
As you all know, when the Cardinals elected me as Bishop of Rome and Universal Pastor of the Catholic Church, I chose the name of “Francis”, a very famous saint who loved God and every human being deeply, to the point of being called “universal brother”. He loved, helped and served the needy, the sick and the poor; he also cared greatly for creation.
I am aware that family and social dimensions enjoy a particular prominence for Muslims during this period, and it is worth noting that there are certain parallels in each of these areas with Christian faith and practice.
This year, the theme on which I would like to reflect with you and with all who will read this message is one that concerns both Muslims and Christians: Promoting Mutual Respect through Education.
This year’s theme is intended to underline the importance of education in the way we understand each other, built upon the foundation of mutual respect. “Respect” means an attitude of kindness towards people for whom we have consideration and esteem. “Mutual” means that this is not a one-way process, but something shared by both sides.