sabato 12 ottobre 2013

Giovani, Medio Oriente e un grido per la pace

A shout for peace’ è il titolo dell’iniziativa promossa dai Giovani per un Mondo Unito di vari Paesi del Medio Oriente in risposta all'appello del Papa per la pace.
Nasce dai giovani della Giordania l’idea di ‘A Shout for Peace’: una settimana per la pace, a partire dal 7 settembre e, come conclusione, una serata alla quale invitare tutti i propri amici. Idea presto condivisa con i Giovani per un Mondo Unito del Medio Oriente, alcuni dei quali si trovavano proprio in Giordania per partecipare ad un incontro con la presidente e il copresidente dei Focolari, Maria Voce e Giancarlo Faletti. Si è deciso così di fare tutti qualcosa per la pace, nello stesso giorno, ognuno nel proprio Paese; e poi di ritrovarsi, grazie ad una conferenza telefonica, e pregare insieme per la PACE.
Ed ecco il panorama di quanto accaduto in contemporanea nei vari Paesi:
Giordania – 35 giovani musulmani e cristiani, danno il via ad un collegamento telefonico con i giovani di Fortaleza, in Brasile: “Ci hanno assicurato – spiegano – che pregano per la pace assieme a noi, insieme a tanti giovani di altri movimenti cattolici”. In linea c’è poi l’Iraq: “Un’occasione speciale per assicurarci vicendevolmente che siamo sempre uniti e che lavoriamo per lo stesso scopo”. Poi meditazioni dai rispettivi testi sacri, Bibbia e Corano, e pensieri spirituali di Chiara Lubich, Igino Giordani, Madre Teresa ed altri. La serata si conclude con una preghiera per la Siria e per tutto il Medio Oriente, tramite una conferenza telefonica con il Libano, la Terra Santa e l’Algeria. “Che momento speciale! La dimostrazione viva che l’unità cresce, nonostante la guerra nei nostri Paesi”.

venerdì 11 ottobre 2013

Disarmo: Italia leader in Europa su nuovo trattato

Di Giampiero Gramaglia
L’Italia è stata leader in Europa, sulla ratifica del trattato sul commercio delle armi illegali. Ma, ora, gli occhi sono puntati al Parlamento europeo, senza il cui voto il deposito delle ratifiche non può avvenire.
Del trattato e delle prospettive di un mercato comune della difesa, preludio ed elemento costituente di una difesa europea, si è parlato nella Sala del Mappamondo di Montecitorio, in un convegno dal titolo ‘Più regole, meno violenze - Aspetti innovativi del Trattato internazionale sul commercio delle armi’.
Guardano al Vertice europeo di metà dicembre, dedicato alla difesa, e, in particolare, all’attuazione d’un mercato comune in tale ambito, il ministro della Difesa Mario Mauro non nasconde il rischio che l’appuntamento sia un festival del “dire senza fare”, mentre – a fronte di una situazione in cui i 28 dell’Ue spendono per la difesa più di Usa, Russia e Cina - la prospettiva dovrebbe essere quella di una messa in comune delle risorse nella prospettiva di una difesa europea.
Per il ministro, il trattato rappresenta “un passo avanti”: Esso, sottolinea la presidente della Camera Laura Boldrini, “è frutto del lavoro di un’ampia coalizione internazionale, un ampio fronte che deve continuare a battersi perché serve uno sforzo globale, multilaterale e bilaterale per l’entrata in vigore”.
Ad oggi, il trattato, approvato da 154 Paesi, è stato “ratificato da meno di 10 Paesi” e ne servono 50 perché entri in vigore. Si tratta – parole della Boldrini - di “uno strumento potente per ridurre il commercio delle armi illegali perché avere meno armi in circolazione significa avere meno atrocità e meno violenze”.

The Mystery of the Circus Elephant: About Being Nervous and Unsociable

Source: New City Philippines
I find it difficult to be kind to people because I’m nervous around others. Why am I like this? (Kiko Guillermo)
To explain how a person may become nervous and tense, I would like to tell you a story from the circus.
When I was small, I enjoyed going to the circus and in particular I loved watching the elephant in action. While performing before an audience, the elephant seemed so strong, but later and in between performance, the elephant remained chained with one foot to an iron nail buried in the ground.
I knew that an elephant is a strong animal capable of uprooting trees and that it could easily pull out the iron nail from the ground and free itself. But why didn’t it do so and escape? When I was five, I asked my teachers, as well as my father and my uncle, this question. Their common answer was that the elephant had been trained and tamed. Then I asked, if it had been trained, why did they have to chain it? I don’t remember ever receiving an answer that satisfied me and so it remained a mystery.

giovedì 10 ottobre 2013

Catania: Serata di solidarietà per la Siria

Negli ultimi mesi le notizie di tanti tantissimi sbarchi di migranti provenienti dalla Siria e non solo, nelle coste della nostra Sicilia, ci martellavano, ci interrogavano. Cosa fare noi? non volevamo essere spettatori, ma renderci conto che in qualche modo possiamo fare qualcosa, come singoli e come comunità!
E mettendoci tutti in un dialogo costruttivo, giovani, adulti, ragazzi, abbiamo realizzato insieme, come comunità di Catania, una serata di solidarietà per la Siria, “SIRIAmente”, sull’onda di quella già realizzata dai Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Milano. Abbiamo proposto alle persone che invitavamo di venire con indumenti per i profughi, con qualcosa di buono da offrire per l’aperitivo multietnico e con la disponibilità a dare un contributo di solidarietà.
E ieri... eravamo in 120 tra adulti giovani e ragazzi!
Era bello vedere le persone accogliersi, stabilire rapporti attorno al buffet, lavorare per suddividere gli indumenti, avvicinarsi allo stand di Città Nuova o al mercatino di lavori artigianali. Tutto molto vivo, partecipato. Abbiamo curato noi giovani e ragazzi un momento centrale di riflessione e proposte. Non potevamo non iniziare con un minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa.

Chiara and the Focolare Movement

On 7th December 1943, Chiara Lubich had only the sentiments of a beautiful young woman in love with God to whom she was giving her YES forever. That was all she wanted.
Could she ever have imagined that during the 88 years of her life, millions of people would follow her and address her simply as “Chiara”?
For sure, she didn’t imagine that she and her friends would reach 182 nations and open channels of ecumenical dialogue and that her spiritual family would welcome in the faithful of other religions and people without any formal faith. Quite the contrary: she never thought of starting a Movement.
In 1977, while going over her story, she stated: “The pen doesn’t know what it must write, the brush doesn’t know what it must paint, and the chisel doesn’t know what it must sculpt. When God takes a creature into his hands (…), that person doesn’t know what he or she should do. They’re just an instrument.”
She was a pioneer for her time: in a global society, she proposed themes and openings that pointed the way towards universal brotherhood. She respected life and traced out a way of holiness that can be practiced by anyone.
The Focolare Movement began with Chiara Lubich (Trent 22nd January, 1920 – Rocca di Papa 14th March, 2008).
After a few months, the first group of girls had some 500 people of all ages and walks of life following them sharing the ideal of unity. Soon enough, the Movement spread to various cities in Italy.
The first one was Rome, where Chiara herself moved to in 1948, followed by Florence, Milan, Syracuse…
In 1956 it spread all over Europe, in 1958 to South America and in 1961 North America. In 1963 it was Africa’s turn, in 1966 Asia and in 1967 Australia.
There was no specific plan or blueprint for spreading the Movement but ‘Someone’ led the way. And the same holds true today.
This is the story of a people born through the Gospel, called to fulfil Jesus’ dream: “That all may be one” (Jn. 17, 21).

Milano: Serata Pro Siria

L’evento di sabato sera è nato da un gruppo molto ampio di persone.
Ci siamo radunati il 9 Settembre, con il pensiero e la voglia di organizzare qualcosa per la Siria.
L’obiettivo era quello informativo ma volevamo anche mandare un aiuto concreto a quelle terre.
Volevamo regalare alle persone, che sarebbero venute, un momento di riflessione ma anche di incontro e divertimento, così da intensificare i rapporti tra di noi creando uno slancio alla solidarietà.
Dopo aver deciso tutti insieme, la struttura della giornata e della serata si è messa in moto una macchina, ognuno con quello che poteva e con i tempi possibili da dedicarci.
Nei giorni successivi, alcuni si sono radunati per capire gli argomenti da affrontare nel momento meditativo, chi è andato a fare la spesa, chi ha organizzato l’impianto musica, altri ancora alla scenografia e così via…
Arrivano con le macchine a Frontignano in provincia di Brescia 180 persone!
Il prato della cascina ci ospita tutti, lunghi tavoli imbanditi per mangiare la grigliata. Momento di incontro e divertimento.
Dopo esserci conosciuti abbiamo approfondito l’argomento, attraverso fotografie e testimonianze video con Domenico Quirico che ci da una panoramica molto forte del suo vissuto in Siria.
Si riaccendono le luci e la musica, la serata continua a passo di danza!
Dopo qualche ora sulla base di note siriane lasciamo andare nel cielo delle lanterne segno di preghiera e di memoria per quelle terre.
La serata è servita anche per raccogliere materiale che andrà a Lampedusa per le persone che arrivano ogni giorno sulle nostre spiagge, abbiamo allora chiamato in diretta alcuni giovani che ogni giorno aiutano la situazione siciliana.
Insomma ora mandiamo un bel bottino con destinazione Siria e Sicilia!
Il team!

mercoledì 9 ottobre 2013

Facing up the economic crisis

Source: Zenit.org
In Assisi, Pope Francis answers to a questions on work an mission
Danilo Zampolini (Spoleto-Norcia) and David Girolami (Foligno) asks a question regarding work:
The general economic crisis of these last years has also caused situations of hardship and poverty in Umbria (Italy). The future appears uncertain and menacing. The risk is also to lose hope, together with economic security. How should a young Christian look at the future? What path should we choose to build a society worthy of God and worthy of man?
Luca Nassuato (Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino), Mirko Pierli (Citta di Castello) and Petra Sannipoli (Gubbio)
It’s lovely to be here together with you and to hear your words which encourage us and warm our heart. The Year of Faith, which will end in a few weeks, proposed to all believers again the urgency of the proclamation of the Good News. We also want to take part in this exciting adventure. But how? What can our contribution be? What must we do?
Pope Francis: “Here at Assisi there is no need for words! Francis is here, Clare is here, they speak! Their charism continues to speak to so many young people in the whole world: young men and young women who leave everything to follow Jesus on the way of the Gospel.
So, Gospel. I would like to take up the word “Gospel” to answer the other two questions that you asked me, the second and the fourth. One is about the social commitment, in this period of crisis that menaces hope; and the other is about evangelization, taking Jesus’ proclamation to others. You asked me: what can we do? What can be our contribution?
Here at Assisi, here close to the Porciuncula, I seem to hear Saint Francis’ voice that repeats: “Gospel, Gospel!” He says it also to me, in fact, first to me: Pope Francis, be the servant of the Gospel! If I don’t succeed in being a servant of the Gospel, my life isn’t worth anything!
But the Gospel, dear friends, is not just about religion, it’s about man, the whole man, it’s about the world, society, human civilization. The Gospel is God’s message of salvation for humanity. However, when we say “message of salvation,” it’s not a way of saying things, they are not simple words or empty words of which there are so many today! Humanity is truly in need of being saved! We see it every day when we glance through the newspaper, or listen to the news on television; but we also see it around us, in persons, in situations; and we see it in ourselves! Every one of us is in need of salvation! We can’t do it alone! We are in need of salvation! Salvation from what? From evil, evil operates, it does its work. But evil isn’t invincible and the Christian is not resigned in face of evil. And you, young people, do you want to be resigned in face of evil, of injustices, of difficulties? Do you or don’t you? [The young people answered: No!] Ah, good. This pleases me! Our secret is that God is greater than evil: this is true! God is greater than evil. God is infinite love, limitless mercy. And this Love has defeated evil at the root in the Death and Resurrection of Christ. This is the Gospel, the Good News; God’s love has conquered! Christ died on the cross for our sins and he rose. We can fight against evil and conquer it with Him every day. Do we believe this or not? [Yes! The young people answered]. But this “yes” must be in our lives! If I believe that Jesus has conquered evil and saves me, I must follow Jesus, I must follow Jesus’ way my whole life.

Indonesia: Youth Camp 2013

Da Yogyakarta in Indonesia Joy, Monika, Patrick, Gustavo, Paul a nome di tutti i Giovani per un Mondo Unito (GMU) ci scrivono:
“Durante l’ultimo weekend di settembre abbiamo fatto un campeggio con i giovani a Yogyakarta. Eravamo una quarantina di persone, di cui 4 di altre chiese e 5 musulmani. 
Il motto del weekend era l’arte di amare (amare tutti, amare per primo, amare come se, amare il nemico, amare con i fatti). 
Dopo aver introdotto l’arte d’amare, la sera c’era un fuoco all’aperto con canti, danze in un clima di tanta gioia. 
Il giorno seguente abbiamo meditato un pensiero spirituale che invita tutti a portare la pace e l’amore a chi ci sta attorno. In seguito c’era un’attività per portare l’amore concreto alla gente del quartiere che è piuttosto povero.
Un gruppo dei GMU ha animato giochi per bambini che non volevano più andare a casa ed alcuni di loro si sono fermati fino alla fine del campeggio con noi. Altri gruppi sono andati dai contadini che allevano mucche o pesci per sistemare un può l’ambiente e in una moschea per pulirla insieme.
Così i giovani si rimboccavano le maniche facendo i lavori che servivano lì. 
E’ stato anche un’occasione per stabilire rapporti con la gente che abbiamo incontrato ed abbiamo spiegato a loro lo scopo di questo campeggio: quello di testimoniare che siamo un’unica famiglia pur appartenendo a vari religioni, tribù ecc... In cambio, la gente che ci accoglieva ci offriva un tè e qualche spuntino.

Abbiamo concluso con il Time-Out e un momento di scambio di testomonianze.
GRAZIE E TANTISSIMI SALUTI DA YOGYAKARTA”

martedì 8 ottobre 2013

Francis’ Address to Young People

Assisi: A Response to a question on Marriage
Source: Zenit.org

Nicola and Chiara Volpi (Perugia-Citta della Pieve) asked the following question:

“We live in a society where well-being is at the centre, to amuse oneself and think of oneself. To live matrimony as young Christians is complex; to open oneself to life is a challenge and a frequent fear. As a young couple we feel the joy of living our marriage, but we experience the daily effort and challenges. How can the Church help us, how can our pastors support us, what steps are we also called to take?”

Pope Francis: “I’m happy that the first question was that of a young couple – a beautiful witness! Two young people who have chosen, who decided, with joy and courage to form a family. Yes, because it is in fact true that you need courage to form a family! Courage is needed! And your question, young spouses, is linked to that of vocation. What is matrimony? It is a true and proper vocation, as are the priesthood and the religious life. Two Christians who marry have recognized in their history of love the call of the Lord, the vocation of two, male and female, to become only one flesh, only one life. And the Sacrament of Matrimony envelops this love with the grace of God, it roots it in God Himself. With this gift, with the certainty of this call, one can begin with certainty, there is no fear of anything, everything can be faced together!

Polonia: I giovani in vacanza nella Mariapoli Fiore

L’anno scorso, dopo il rilancio dei giovani con il Genfest, era nato il desiderio di trascorrere insieme una settimana di vacanze. Tante sono state le idee, i tentativi di un programma e finalmente il nostro progetto si è realizzato dal 18 al 25 di agosto scorso sotto forma di un campo estivo per i giovani.
Vi ha partecipato una trentina di giovani che ci conoscono da un po’ di tempo e quelli che venivano in contatto con noi per la prima volta. Ci è voluto un atto di fiducia per credere che ce l’avremmo fatta ma dopo poco tempo ci siamo resi conto di quanto erano belli e ricchi i rapporti fra tutti.

Ogni mattina si cominciava con un momento di spiritualità: la Parola di vita scelta per la giornata e le esperienze di Parola vissuta del giorno precedente. Poi divisi nei gruppi ci si imboccava le maniche, accogliendo i bambini e ragazzi del retroterra per i quali ogni giorno si faceva un programma di 4 ore, aiutando nei diversi lavori della cittadella, uscendo fuori a trovare le persone che si sentono sole, e anche a raccogliere i rifiuti nel paese. Era il momento di vivere in modo concreto per gli altri!
Nel pomeriggio ci si ritrovava tutti insieme per i workshop o incontri tematici: sulla liturgia, sul posto dell’uomo nell’universo, sullo specifico dell’essere uomo o donna e sui rapporti fra di essi, sulla comunicazione, sulla sofferenza... Non era mancato spazio per dei giochi, lo sport ed anche per una cena nelle diverse case della cittadella – un’occasione speciale per conoscere meglio gli abitanti stabili!
Un momento importante è stata senza dubbio una veglia notturna davanti al Santissimo Sacramento fatta a turni: un colloquio intimo con Gesù per affidargli le gioie, preoccupazioni ed i propositi.
Abbiamo voluto concludere la settimana trascorsa insieme con una serata di festa con tutti gli abitanti della cittadella ed altri che erano venuti in contatto con noi durante il campo estivo. La gioia e l’entusiasmo di quei giorni ci hanno fatto programmare subito alcune attività per l’anno prossimo: nell’attesa di rivederci ci siamo promessi di vivere la Parola nel nostro quotidiano perché quella esperienza possa continuare anche nelle nostre città!
Un giovane che non ci conosceva ed è stato per lui il primo contatto con il Movimento, dopo ha scritto su face book: “Focolari, cioè il fuoco. Veramente esso c’era. Si sentiva unità la quale ci manca spesso. Come bello toccare il Vangelo e vedere che in un gruppo di una trentina di persone quest’unità è possibile. Guardano le nostre foto dei giorni trascorsi insieme tornano tanti ricordi, sicuramente ci incontreremo presto!”.
E un altro eco: “Maria Ti ringrazio per aver sperimentato l’unità e l’amore reciproco tra di noi”.

lunedì 7 ottobre 2013

Malala: name says it all

One year ago schoolgirl Malala Yousafzai was shot in the head by Taliban gunmen - her "crime", to have spoken up for the right of girls to be educated. The world reacted in horror, but after weeks in intensive care Malala survived. Her full story can now be told. 
Read more on http://www.bbc.co.uk/news/magazine-24379018


Desconectate ve...!

Desconectate ve...! !Entremos en Relación! (un espacio para el diálogo)
https://www.facebook.com/events/338343146309471/
En este feriado, Juventud nueva del Ecuador, te invita a compartir con jòvenes de Guyaquil, Quito, Ibarra y Esmeraldas un fin de semana diferente para construir relaciones que apunten a la unidad, poniendo especial atención a las relaciones interpersonales y verdaderas.
CRONOGRAMA DE ACTIVIDADES

“L’83% dei giovani si identifica con il linguaggio di Bergoglio”

Il dato emerge dal Rapporto Giovani, l’indagine curata dall’Istituto Toniolo
Zenit.org - La lingua, i gesti, a volte le parabole. Sarà forse il nome scelto, ma San Francesco ha oggi, nel ruolo di grande comunicatore, un erede di tutto rispetto. Ovviamente, Papa Bergoglio. Certo, oggi, si usa Twitter, ma l’accostamento è davvero significativo. Lo dicono con chiarezza i dati del Rapporto Giovani, l’indagine curata dall’Istituto Toniolo, in collaborazione con l’Ipsos e la Fondazione Cariplo.
La ricerca raccoglie informazioni dettagliate sui valori, i desideri, le aspettative, sui progetti di vita dei giovani e sulla loro realizzazione. L’obiettivo è quello di fornire le basi di una conoscenza solida dei cambiamenti in corso e del loro impatto sulla vita delle persone, utile anche per intervenire con strumenti adeguati per migliorarla. I dati sono stati ottenuti da un ampio campione, rappresentativo su scala italiana, di 9000 giovani tra i 18 e i 29 anni.
In aggiunta ai risultati dell’indagine principale (in sintesi riportati su www.rapportogiovani.it), a giugno 2013 è stato sottoposto a un campione di 928 giovani rappresentativo a livello nazionale, un questionario di approfondimento su temi di attualità e sull’atteggiamento verso il nuovo Papa e le aspettative riguardo al suo pontificato.
I dati rivelano che, nel giorno in cui si celebra il Patrono d’Italia, che le similitudini con Papa Francesco sono davvero tante.
A partire come detto dalla comunicazione e dal linguaggio usato dal Pontefice. L’83,6 % sostiene che le parole scelte sono adatte al mondo contemporaneo, capaci cioè di raggiungere il cuore delle persone. Ma le similitudini non finiscono qui.

domenica 6 ottobre 2013

A SHOUT FOR PEACE

In response to the Pope’s call for peace and after a fruitful meeting with Emmaus, Giancarlo and several countries of the Middle East, an idea came across our minds, to dedicate an evening for Peace. Each country started to prepare their own program in their own country yet in unity with each other thanks to the social media which has helped us to connect together.
Jordan:
After the Pope’s call for peace, we launch a week, through our Facebook page, dedicating it for peace, starting 7th September and concluding it with an evening inviting our friends! We shared the idea with the Youth of the Middle East, some of whom happened to be here in Jordan to attend a meeting with Emmaus and Giancarlo. We decided that all of us, each in their own country to do something for Peace on the same day and then to meet over a conference call and pray all together for PEACE.
We were around 35 Youth for a United World both Muslims and Christians; we started with a linkup with Brazil-Fortaleza, who wanted to assure us that they too are praying for peace as they we were meeting with youth from other Catholic movements. Afterwards, we called up Iraq; it was a great opportunity to assure each other that we are always united and we all work for the same goal. During our evening, we saw a power point of quotes and meditations from the Bible, Prophet Mohammad, Chiara Lubich, Igino Giordani, Mother Teresa and others. We concluded our evening with a prayer for Syria and the Middle East through a linkup with Lebanon, Holy Land and Algeria. Such a great moment: a living proof that the unity between us is growing despite the echoes of conflicts in our areas.
Holy Land:
The fruits of our meeting in Amman are great and the unity built with the Youth from the other Middle East zones is great as well. After less than two weeks from our meeting, a new idea is launched… to have an evening prayer vigil for peace with the Y4UW. During the evening we decided to have a conference call, to assure unity between us and to show the youth that they are not alone in the world living this way.
In our area, Aboud where Father Yousef is present, we had a linkup. On the first day, just like we planned, we had our prayer vigil and were connected with Lebanon, Jordan and three different areas in Algeria. On the next morning, we had a lecture entitled “To put God in the first place”. After the lecture we spent some quality time together, walking in the Lemon Valley, BBQ, socializing and experiencing mutual love.

sabato 5 ottobre 2013

FESTA DI CHIARA LUCE A SASSELLO

Attraverso la PaginaFacebook di Chiara Luce sarà possibile seguire la Festa.

Per una cultura di accoglienza

I Giovani per un Mondo Unito si danno da fare per diffondere e testimoniare una cultura di accoglienza. Maria Voce, presidente dei Focolari ha detto: «La strage a Lampedusa interpella il mondo e coinvolge tutti noi»
«Il sentimento di indignazione espresso da papa Francesco davanti all’orrore della strage che si è consumata oggi sulla costa di Lampedusa raccoglie anche il sentire profondo del Movimento dei Focolari», continua Maria Voce.
Una tale immane tragedia «esige una profonda presa di coscienza sulle cause profonde delle immigrazioni e sulle ingiustizie sociali, politiche ed economiche che ne stanno alla base».
«La politica nazionale, europea e internazionale deve assicurare a tutti gli uomini che vivono sul pianeta la possibilità di una vita sicura e dignitosa in nome della comune umanità, che oltrepassa ogni frontiera e va al di là degli stessi ordinamenti giuridici quando essi ledono i diritti fondamentali delle persone».
Simili stragi «spingono ancora di più singoli e gruppi a costruire capillarmente una cultura dell’accoglienza che apra gli occhi sulle quotidiane necessità degli altri». Questo l’impegno che si assumono gli aderenti dei Focolari e in particolare quanti già lavorano nei centri di accoglienza e di assistenza in molte città del Paese.
Victoria Gómez
Informazione Focolari Italia

Refugee emergency: embracing immigrants

The refugee emergency calls upon the conscience and sets in motion a network of solidarity involving local institutions. Experiences from northern Italy
– “Let us pray for hearts capable of embracing refugees.” These words were spoken by Pope Francis on 8th July, 2013 during a pastoral visit to Lampedusa where he was deeply touched by the never-ending exodus of refugees fleeing from hunger, fear, war and every form of distress in their homelands.
The story of Cristina, Elena and Maria Norena begins with an Italian language course. The three of them are members of the Focolare Movement, who felt called to be more personally involved in helping people in need. “It was in May 2011,” Elena explains, “the boats were coming at an unrelenting pace. Some 25,000 people were coming in from war-torn Libya. Two hundred immigrants came to our province in Trento. Most of them were young men between the ages of 18 and 30.” Maria Norena continues: “I also saw the lack of relationship and social life. These men told us of their solitude and they were suffering because they couldn’t speak Italian. Right away the others in our group offered their support and we began this project.”
The experience spread quickly and even some public institutions became involved. Cristina says: “We wanted to secure a future for these young men. With the help of many people we began to advertise in the local newspapers especially that of the diocese, trying to give a voice to these voiceless men. The bishop of Trent appealed to the Christian community to show concern for the young men who are our brothers and sisters.”
Meanwhile, the provincial administration decided to lengthen the project by granting two years of assistance to each immigrant from the date of arrival. At the end of the two-year period, the young men have to leave their temporary lodgings.

venerdì 4 ottobre 2013

MARIAPOLI LIA: FESTA DEI GIOVANI 2013

Dalla Mariapoli Lia, Argentina
“Sabato 28 tutto é pronto per accogliere i 600 giovani provenienti dai posti più lontani dall’Argentina e dai paesi limitrofi (Uruguay e Paraguay). Commincia la mattina con pioggia, e tutto il programma all’aperto deve essere cambiato, ma il sole che brilla dentro di ognuno aiuta a dare subito il salto.
Nel pomeriggio non piove e si fa visita  alla Mariapoli Lia. Alcuni di noi raccontiamo la nostra experienza di lavoro e come cerchiamo di vivere l’amore reciproco nel quotidiano in questo ambiente.
Alle 18 abbiamo la Messa seguita da 5 workshop che coinvolgono quasi tutti i partecipanti. Dopo cena un concerto che si chiude con musica e ballo fino alle 2 del mattino. Tutto si è svolto in un clima di festa.
La domenica, la grande sala è gremita da altri 400 giovani arrivati dalle città vicine: un totale di 1010!!! Con il tema: “Sei capace di grandi cose. Rompiamo gli schemi!” presentiamo il circo della società.
Attraverso diversi personaggi: una bambola, una maga, un arlecchino, un domatore ed un giocoliere, mostriamo gli schemi che vogliamo rompere. Prima di tutto: l’individualismo. Ma anche l’opportunismo al quale rispondiamo con la fraternità; la violenza col perdono e la pace; il consumismo con la cultura del dare e l’economia di comunione;  il senso profondo della formazione accademica e l’educazione col servizio e come ultimo la problematica ambientale e come risposta la presa di conscienza ecologica. Attraverso coreografie, scenette, il complesso musicale e testimonianze abbiamo tessuto il programma in sala con un ascolto profondo da parte dei partecipanti, che si alternavano con silenzi, risate, ritmi e applausi.
Poi, al centro del programma, la Messa ben curata per indicare il valore che ha l’incontro con Gesù. E per chi non partecipa ai sacramenti, un momento di riflessione con la proposta di vivere la regola d’oro.
Nel pomeriggio abbiamo animato altri 5 workshop e attraverso giocchi e riflessioni, abbiamo cercato di dare risposte alle problematiche esposte in mattinata.
Tutti noi, giovani ed adulti, impegnati in prima fila ad organizzare “La Festa”, ci siamo sentiti più che mai una famiglia ed era tangibile lo sforzo di vivere l’amore reciproco. Un trionfo di unitá tra le due generazioni.
Siamo molto felici dei frutti che ci continuano ad arrivare ed esprimono che tanti giovani si sono impegnati a “rompere schemi” per costruire una società nuova."

ATT - ARMS TRADE TREADY

The foreign minister of Sierra Leone, Dr Samura Kamara, signing the Arms Trade Treaty at UN headquarters on 25 September.
Humanitarian curbs on deadly weapons boost new UN treaty, sharpen old debates
World leaders at the United Nations (UN) last week backed two steps in relation to the Arms Trade Treaty, promoted by churches, to make people safer through new laws to control deadly weapons.
The biggest event came as the United States, the world largest exporter of arms, signed the new Arms Trade Treaty (ATT) during a high-level phase of the UN General Assembly, 24 to 26 September. Twenty-six other countries signed as well. Churches had lobbied seven of the new signatories, including Zambia, the USA, South Africa, Sierra Leone, the Philippines and Ghana.
A UN majority of 112 world governments has now signed the Arms Trade Treaty in just four months.
The World Council of Churches and member churches have campaigned for the ATT for the past three years to block sales of arms which risk being used to commit atrocities and violations of human rights and humanitarian law. The next step is for 50 states to ratify the treaty and bring it into effect.
Humanitarian concerns were also prominent at a special high-level UN meeting. This gathering, devoted to nuclear disarmament, met on 26 September. Scores of countries, including all the nations of Africa and Southeast Asia, focused on the humanitarian consequences of nuclear weapons. Government and civil society speakers called for an outright ban on nuclear weapons, criticizing the current inertia in disarmament led by nuclear-armed states and echoing a core position in ecumenical advocacy.
“Weapons that have been outlawed increasingly become seen as illegitimate,” a representative of the International Campaign to Abolish Nuclear Weapons told the meeting. Several states pointed to the widespread condemnation of the use of chemical weapons in Syria, which are banned on humanitarian grounds, and noted that nuclear weapons are widely condemned but not banned.

giovedì 3 ottobre 2013

Summer in Ottmaring (-:

Quest’anno siamo stati 3 ragazzi (Nicholas da Bologna, Elia da Bolzano, Andrej da Bratislava) e due ragazze di Milano e di Roma. La giornata cominciava con la lettura del vangelo del giorno. Poi un piccolo scambio e un’idea come vivere questa parola nella giornata. Fino a mezzogiorno lavori (in una farmcia, in un’azienda, nella manutenzione). Nel pomeriggio 2 ore di “tedesco” e tempo libero. Nelle serate varie attività, dalla visita da membri della cittadella, a serate tematici (sull’unità e sul dolore, sull’ecumenismo e sulla ormai storica divisione politica della Germania). Le finesettimane abbiamo fatto delle gite a Monaco, ad Augsburg, nelle montagne ed abbiamo anche visitato la cosiddetta comunità giovanile “Youth with a mission” che hanno un centro vicino ad Ottmaring.
Un culmine delle tre settimane erano i tre giorni di ferie per bambini nei quali i nostri giovani facevano da accompagnatori e da grandi amici amati!
Un’osservazione interessante di quest’anno: nonostante un programma molto interessante sotto il punto culturale e spirituale e nonostante la testimonianza di vita di parecchi persone dell’Opera; ciò che ha impressionato e inciso di più era la vita normale di ogni giorno in un clima di grande benevolenza reciproca e normalità. Le sfide della convivenza prese bene e il trattamento riuscito con la diversità ha provocato una felicità e una pace interiore sublime nei giovani.
Alcuni giorni dopo il rientro a casa un ragazzo ha scritto che è difficile per lui mantener questa “pace di Ottmaring” ma che vuole provarcela.
Intanto la nostra attività con i profughi ad Augsburg va avanti. Vi teniamo aggiornati.
Tanti saluti e auguri per i vostri colloqui.
1Ludger
Da Sinistra: Elia, Andrej, Vittoria, Nicholas, Barbara