domenica 10 novembre 2013

Burkina Faso: “Festival des jeunes”

400 giovani cristiani, musulmani e di religioni tradizionali riuniti all’insegna della fraternità e della pace. La prima edizione del ‘Festival des jeunes’ nasce già con l’impegno di superare, con il dialogo, le diversità.
«Al momento di cominciare il “Festival des jeunes”, nel grande teatro all’aperto di Bobo-Dioulasso, moderno e bello, é partita l’elettricità… ed eravamo in 400!». È l’inizio incerto del racconto della gioiosa manifestazione del 19 ottobre scorso, organizzata dai Giovani per un mondo unito di Burkina Faso.
Infatti, nella città l’energia elettricità viene distribuita per settori, e proprio a quell’ora corrispondeva il black out nel settore dove si svolgeva lo spettacolo. “Quando ci siamo accorti che sarebbe successo – raccontano i giovani – siamo andati di corsa a fare la richiesta alla Società di distribuzione d’energia elettrica nel Paese e per fortuna, quando hanno conosciuto il motivo, è stato subito accettato il cambio di turno, evitando che mancasse l’energia elettrica per la durata di tutto l’evento”.

sabato 9 novembre 2013

Be kind to one another

Be kind to one another, tender-hearted, forgiving one another, as God in Christ has forgiven you.
This agenda for life is concrete and the core of what matters. It would be enough on its own to create a different kind of society, one where people are more like brothers and sisters, more supportive. It was part of a broader project put before Christians in Asia Minor.
In these communities ‘peace’ had been reached between Jews and Gentiles, the two peoples representative of a humanity till then divided.
The unity given by Christ has to be constantly renewed and translated into practical social action wholly inspired by mutual love. This is the basis for suggesting how our relationships should be:
Be kind to one another, tender-hearted, forgiving one another, as God in Christ has forgiven you.
Kindness: wanting the good of others. It means ‘making ourselves one’ with them, approaching them being completely empty of ourselves, of our own interests, our own ideas, of the many preconceptions that cloud our vision, to take on ourselves their burdens, their needs, their sufferings, and to share in their joys.
It means entering into the hearts of the people we meet in order to understand their mindset, their culture, their traditions, so as to make them, in a certain sense, our own, and really understand what they need and be able to discern those values God has planted in the heart of every person. In a word: kindness means to live for whoever is near us.

venerdì 8 novembre 2013

“Per aiutare il mondo che soffre”

Fonte: La Republica
Venticinque anni, lavora alla Croce Rossa, è la prima italiana a vincere il prestigioso premio "Henry Dunant" per i diritti umani. Il suo lavoro è un "riordino giuridico delle priorità tra sovranità, solidarietà ed esigenze dei singoli"
I MIGRANTI lasciavano le nostre terre per fame, miseria e crudeltà padronale, in cerca di una faticata sopravvivenza e di dignità. Oggi se ne vanno dall'Italia (e ormai vivono all'estero quasi 5 milioni di italiani) persone, soprattutto giovani, che hanno studiato, che inseguono corsi postlaurea, che cercano di realizzare le loro ambizioni e i loro sogni dove è possibile: non qui comunque, dove il futuro di impegno, creatività e carriera pare non esistere o sembra precluso a troppi. "La mia non è stata una fuga da casa o dall'Italia. Volevo approfondire la mia formazione in un settore, quello del diritto umanitario, il cui centro è altrove".
Maria Giovanna Pietropaolo, 25 anni, calabrese, minuta, occhi verdi, prima di tre sorelle, padre e madre avvocati, famiglia che vive a Vibo Valentia è, dice lei "cresciuta nell'ideale dei valori cattolici di impegno verso gli altri". Si è laureata a Firenze in giurisprudenza, studiando con grandi internazionalisti come Luigi Condorelli, perché "la mia passione è questa, il diritto internazionale: poi sono stata ammessa all'Accademia del Diritto Umanitario Internazionale e dei Diritti Umani di Ginevra, che è un centro di eccellenza nel settore".
Ha concluso il Master, adesso fa tirocinio, con stipendio, nel Comitato della Croce Rossa Internazionale, e in quell'ambito di impegno fervente e silenzioso, che evita ogni spettacolarizzazione, è diventata subito famosa: è infatti la prima italiana a vincere il prestigioso premio (anche in denaro) Henry Dunant (nel 2005 fu segnalata un'altra italiana, Gloria Gaggioli, oggi consulente legale della Croce Rossa, ex aequo con Philip Grant). È un premio che viene dato "a un lavoro accademico eccezionale che contribuisca ad approfondire e rinnovare l'impegno nel campo dei diritti umani".

giovedì 7 novembre 2013

New York: The Reel Deal

Your Old Coats for a Free Movie and Popcorn.
At: 429 E. 12th St (between 1st Ave and Ave A)
Watch “The Pursuit of Happiness” and in lieu of tickets, donate used coats and winter clothing to the clients of MUSLIMS GIVING BACK, an organization that reaches out to those most in need.

mercoledì 6 novembre 2013

8° FORUM DEI GIOVANI ALL’UNESCO

Dal 29 al 31 ottobre - ottavo Forum dei Giovani all’UNESCO
Per la prima volta abbiamo partecipato come Giovani per un Mondo Unito all’UNESCO Youth Forum. Il Forum è un incontro che si fa ogni due anni, dove l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, lascia spazio ai giovani per esprimere la nostra opinione su temi dell’agenda di lavoro di questa Istituzione.
Sono stati tre giorni di intenso lavoro. Abbiamo partecipato insieme ad altri cinquecento giovani di tutto il mondo ad un dibattito, per arrivare a redigere un documento con una decina di indicazioni che saranno utili all’UNESCO nella sua strategia verso i giovani, dal 2014 al 2021.
Durante l’inaugurazione e la conclusione ci hanno colpito tanto le parole di diversi diplomatici e politici, come Madame Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO. E’ stato molto forte sentire loro parlare di concetti che sono molto vicini al nostro ideale: il mondo deve vivere come una sola famiglia umana, per arrivare alla pace dobbiamo aprire il cuore ed amarci gli uni gli altri, sono i piccoli atti concreti che costituiscono un mondo migliore. Anche l’ultimo giorno, Madame Katalin Bogyay, presidente della Conferenza Generale, che ha partecipato al Genfest, ha chiuso il forum parlando a tutti di “Ubuntu”, questo valore africano che esprime la convinzione che “io sono perche noi siamo” e che è alla base di Sharing With Africa, prossima tappa del United World Project.

martedì 5 novembre 2013

Bohol, Philippines: Concrete Help to the Earthquake victims

For the past month, Philippines have been through a lot, including a 7.2 magnitude in some islands. The Youth for a United World did something for them with the support of the community. Here is an update:
"Seeing the devastating effects on the news during the aftermath of the earthquake in Bohol, I knew I wanted to do something concrete for the victims. I especially wanted to make these people feel the love of God in these moments, wherein they may feel that all hope is lost. I was very privileged to be given the chance to do so. At first, I was scared because of the aftershocks that occur once in a while, but I knew that these are small trials, compared to the suffering of the families who lost their homes and loved ones because of the calamity. With the support of the Focolare community, we went to Bohol with around 15 Youth for a United World and some adults from Manila and Cebu. Upon arrival, we immediately packed 200 bags containing mats, blankets and materials for making tents for them to live in. We heard that this is what they needed most. It was a very joyful atmosphere even though it was hard work because we knew we were doing it out of love. It took us several hours to finish, until midnight, and only had a few hours to rest.
We woke up early to get started because of the several hours it will take for us to get to our destination. We used land and water transportation because most of the roads were destroyed. Our destination is Sandigan Island, where help and relief operations seldom arrive. We brought with us a truckload of goods, containing 200 gallons of water, 200 packages prepared the night before, cookies and other things that they might need. But we were surprised that we had to pass through a narrow, steep path down a mountain to reach the boats that will bring us to the island. For me, this was the most difficult and tiring part of our adventure as we had to bring all these goods down this path. But to make things easier, we formed a line wherein we passed the things down this trail, until the truck is empty, and the boats were full. It was very tiring but you can hear each one saying “For You, Jesus”, as the process of bringing the goods continue. After which, we even had to push the boat because of the low tide! 

lunedì 4 novembre 2013

Fatti, fatti: questo è amare

«Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo»  (Ef 4, 32).
Concreto ed essenziale questo programma di vita. Basterebbe da solo a creare una società diversa, più fraterna, più solidale. Esso è tratto da un ampio progetto proposto ai cristiani dell’Asia Minore.
In quelle comunità si è raggiunta la “pace” tra Giudei e Gentili, i due popoli rappresentanti dell’umanità fino ad allora divisi.
L’unità, donata da Cristo, va sempre ravvivata e tradotta in concreti comportamenti sociali interamente ispirati dall’amore reciproco. Da qui le indicazioni su come impostare i nostri rapporti:
«Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo»
Benevolenza: volere il bene dell’altro. È “farsi uno” con lui, accostarlo essendo vuoti completamente di noi stessi, dei nostri interessi, delle nostre idee, dei tanti preconcetti che ci annebbiano lo sguardo, per addossarci i suoi pesi, le sue necessità, le sue sofferenze, per condividere le sue gioie.
È entrare nel cuore di quanti accostiamo per capire la loro mentalità, la loro cultura, le loro tradizioni e farle, in certo modo, nostre; per capire veramente quello di cui hanno bisogno e saper cogliere quei valori che Dio ha disseminato nel cuore di ogni persona. In una parola: vivere per chi ci sta accanto.
Misericordia: accogliere l'altro così come è, non come vorremmo che fosse, con un carattere diverso, con le nostre stesse idee politiche, le nostre convinzioni religiose, e senza quei difetti o quei modi di fare che tanto ci urtano. No, occorre dilatare il cuore e renderlo capace di accogliere tutti nella loro diversità, nei loro limiti e miserie.
Perdono: vedere l’altro sempre nuovo. Anche nelle convivenze più belle e serene, in famiglia, a scuola, sul lavoro, non mancano mai momenti di attrito, divergenze, scontri. Si arriva a togliersi la parola, ad evitare di incontrarsi, per non parlare di quando si radica in cuore l’odio vero e proprio verso chi non la pensa come noi. L’impegno forte ed esigente è cercare di vedere ogni giorno il fratello e la sorella come fossero nuovi, nuovissimi, non ricordandoci affatto delle offese ricevute, ma tutto coprendo con l’amore, con un’amnistia completa del nostro cuore, ad imitazione di Dio che perdona e dimentica.
La pace vera poi e l’unità giungono quando benevolenza, misericordia e perdono vengono vissuti non solo da singole persone, ma insieme, nella reciprocità.
E come in un caminetto acceso occorre di tanto in tanto scuotere la brace perché la cenere non la copra, così è necessario, di tempo in tempo, ravvivare di proposito l’amore reciproco, ravvivare i rapporti con tutti, perché non siano ricoperti dalla cenere dell’indifferenza, dell’apatia, dell’egoismo.

domenica 3 novembre 2013

Peace Train arrives at Busan

The travelers arrive in Busan after 20 days. © Joanna Lindén-Montes 
“They’re coming, they’re coming,” shouts a young women, looking toward the train pulling into platform 6 at Busan Station. When the doors open, people get off with large suitcases. They look tired – yet incredibly happy at the same time. They’ve travelled from Berlin to Busan, 20 days across Europe and Asia. Their objective: to send out a signal against the division of Korea – and for peace in the country which has been split in two for 63 years.
The “Peace Train”, as the project is called, is part of a peace initiative of the National Council of Churches in Korea which aims to raise awareness of the East Asian country’s continuing division and to campaign for its reunification. Around 120 participants covered a distance of some 10,500 kilometers en route to the 10th Assembly of the World Council of Churches taking place in Busan from 30 October to 8 November. The project was supported by several national church organizations.

Thailandia: Tutti sono candidati all’unità

I Giovani per un Mondo Unito (GMU) hanno stabilito dei rapporti con giovani del Timor Est. Ci scrivono:
“Tutti sono candidati all’unità anche i giovani di Timor Est in Thailandia. Da un po’ di tempo che stiamo seguendo un gruppo di giovani che provengono da Timor Est. Si trovano in Thailandia per motivi di studio universitario.
Grazie all’amore costante di una mamma con sua famiglia abbiamo avuto contatto con alcuni di loro. Li tratta come dei suoi figli e li ha fatto vedere il nostro paese attraverso gite insieme! Li ha anche invitati a partecipare ai nostri incontri per farli conoscere i giovani del Focolare. In agosto, hanno partecipato al ritiro annuale del Movimento dei Focolari a Chiangmai. Così dopo di quello abbiamo fissato un appuntamento per la domenica di 20 ottobre per incontrarci tutti insieme.
Quel giorno, abbiamo pranzato insieme. In un atmosfera di famiglia, abbiamo festeggiato il compleanno di uno di loro, anche senza saperne prima. Abbiamo fatto un “programma” molto semplice; prima visitando il focolare e facendo conoscere i focolarini che vi abitano. Poi, abbiamo guardato le foto della Mariapoli e riparlando della Parola di Vita, li abbiamo raccontato le nostre esperienze di come abbiamo cercato di vivere questa frase del Vangelo.

In seguito, abbiamo introdotto la vita dei Giovani per un Mondo Unito in tutto il mondo attraverso un video: chi sono? dove siamo? come siamo nati?
Abiamo concluso invitando loro a Family Picnic per dicembre, ma vedendo anche la possibilità di incontrare più presto possible! Non vedono l’ora di incontrarsi prossimamente!

I GMU della Thanlandia” 

sabato 2 novembre 2013

“Solidarity Between Heaven and Earth”

Source: Zenit
Through the communion of saints we experience a solidarity between heaven and earth in our intercessory prayer. This was the central theme of Pope Francis’ continuing catechesis on the Creed in the Year of Faith in this morning’s General Audience. More than 80,000 people gathered in St. Peter’s Square to listen to the Holy Father’s catechesis.
The Pope began his catechesis by explaining the meaning of the expression of the “communion of saints”, saying that it relates both to the communion with holy things and the communion among holy persons. Choosing to reflect on the second aspect of this expression, the Holy Father stated that no one is alone but, rather there exists a communion of life between all who belong to Christ.
“A communion that is born of faith; in fact, the term “saint” refers to those who believe in the Lord Jesus and are incorporated to Him in the Church through Baptism,” the Pope said. Speaking on the Gospel of John, which relates Jesus’ prayer that his disciples “may be one, just as you are in me and I am in You”, the Pope said that Christ explains the profound bond that exists between God and the Church.

Diario dal Forum UNESCO dei Giovani/2

Si lavora alle raccomandazioni strategiche per il 2015-2012 al secondo giorno di Forum. Seguiamo i lavori da Parigi con i Giovani per un Mondo Unito.
Il 30 ottobre – giorno 2. “Qui al Forum si continua a lavorare sulle raccomandazioni per la Strategia Operativa sulla Gioventù 2015-2021. Si parla della revisione delle politiche dell'UNESCO, dello sviluppo delle capacità per la transizione alla vita adulta e di impegno civico.
“Durante la sessione di lavoro sul terzo tema  (impegno civile, ndr.) abbiamo cominciato a condividere alcune delle nostre esperienze concrete in questo campo. Subito dopo si sono uniti anche gli  altri a raccontare le azioni fatte. A questo punto la moderatrice ha proposto di suggerire all'UNESCO la creazione di una mappatura delle buone pratiche.
“È un po' tardi  e a questo punto la ‘squadra’ vi saluta e vi aggiorna domani, giorno in cui le raccomandazioni finali saranno decise e messe sul documento finale”.
Anne-Cecile dalla Francia, Stella da Hong Kong e Joaquin dall’Argentina

venerdì 1 novembre 2013

How can I ask for the intercession of the saints?

I have a question a little different from others in this Direct Line section. I’d like to know how to ask the saints a grace for a friend who is fighting against cancer for years now. As a Christian, I know we can ask for it, but I don’t have a precise idea how to go about this. I heard that we can also pray to Blessed Chiara Luce Badano. (B.V.)
Your question expresses something of great value: the profound relationship of affection that links you to a friend who’s suffering and which urges you to ask what you can do for her.
When we love someone, we want the best for that person, and we wish that they can be freed as soon as possible from their burden. Often, however, before a painful situation, like terminal illness, before a suffering and the uncertainty that accompanies it, we feel more than powerless, and the desire to share and support seems the only thing left to us.
Thus, the first grace which I think you have already obtained and which you must continue to nurture is to be able to live together with your friend this painful moment of suspense, helping each other to believe in the love of God who is a father and who surely wants what’s good for your friend.
Since he is a father who wants us to love each other, he will surely be particularly happy about your prayer which expresses trust in his love, and he would be even happier when you ask for it in unity with other friends.

Diario dal Forum UNESCO dei Giovani/1

Dal 29 al 31 ottobre 2013 i Giovani per un Mondo Unito (GMU) stanno partecipando con lo United World Project all’ottava edizione dell’iniziativa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Le attese e le speranze per l’inizio del Forum. L’impegno per la fraternità. Dalla sede centrale il racconto di questo primo giorno
Il 29 ottobre – giorno 1. “Oggi ci siamo trovati tutti insieme ed abbiamo fatto quattro ore di lavoro. Abbiamo percorso diversi argomenti riguardanti l’ UNESCO, la ONG New Humanity e su quanto potevamo portare al Forum.
“Abbiamo fatto un giro nella sede centrale dell'UNESCO: rivoluzionato per mettere in piedi l'organizzazione del Forum, invaso da giovani volontari che hanno preparato tutto l’evento.
“Sentiamo che la responsabilità più grande sta nell’iniziare questo sentiero e capire di più come portare il nostro contributo al mondo unito.  L'ONU e l'UNESCO restano organizzazioni animate dai nostri stessi sogni di un mondo unito. E noi non crediamo alla fraternità perché ci piace l'idea, ma la viviamo, la vediamo, per questo ci  crediamo. I frammenti di fraternità e il Genfest ne sono una testimonianza.
“Domani si parte con il Forum. Si discuterà della politica giovanile dell'UNESCO 2015-2021. Ci dedicheremo a lavorare insieme agli altri giovani su uno dei temi: impegno cittadino, dialogo interculturale e innovazione sociale”.

Anne-Cecile dalla Francia, Stella da Hong Kong e Joaquin dall’Argentina

giovedì 31 ottobre 2013

Egypt: Bringing relief to Eritreans, Ethiopians and Sudaneses

The commitment to work for unity, an aspiration written on the human heart, opens new trails and generates relief from pain. This is an experience Youth for a United World (Y4UW) group from Egypt working with refugees from Eritrea, Ethiopia and Sudan.
Hearing of a jail for “special cases,” the Y4UW decided to look further into the situation. At the jail they found men, women and children, mostly Christians from Eritrea.
Their story was one of incredible pain. In an attempt to seek a better place than their own land, they discovered instead that they had fallen into the trap of human organ trafficking and would soon be among the anonymous dead. When they realized this, they fled over the border and took refuge in Egypt. Without documents they were arrested and jailed. This is where the Focolare Youth for a United World met them waiting for a way back to Eritrea.
Abdo who is a firsthand witness, recounts: “With the help of a missionary and the Y4UW, we were able to go into the jail. We were enthusiastic about offering help, but we never imagined the suffering we would touch with our own hands. There was a scarcity of food and hygiene; and medical care was non-existent inside the jail that had once been an army barracks.

mercoledì 30 ottobre 2013

“72 ore con le maniche in su”: 300 giovani volontari “a sorpresa”

A Mestre, la terza edizione della maratona di volontariato curata dai giovani insieme alle realtà istituzionali, associative ed ecclesiali del territorio veneziano
VENEZIA, 30 Ottobre 2013 (Zenit.org) - Prende il via giovedì 31 ottobre la terza edizione dell’iniziativa “Prove di un mondo nuovo - 72h con le maniche in su”: oltre 300 giovani, di età compresa tra i 16 e 30 anni, si incontreranno alle ore 15.00 in piazza Ferretto a Mestre per dare il via ad un autentica maratona di volontariato da svolgersi in realtà “a sorpresa”. Da quel momento partiranno per andare a realizzare, dalle 17.00 del 31 ottobre alle 17.00 del 3 novembre, 44 progetti sparsi in tutta la provincia di Venezia.
Ai giovani partecipanti, infatti, è stato chiesto di diventare per 72 ore, ininterrotte, volontari a tempo pieno senza sapere prima dove presteranno la loro opera, come in una sorta di appuntamento al buio. L’opera di volontariato li potrà così portare a contatto con immigrati, senza fissa dimora, minori in difficoltà, giovani in stato di disagio, tossicodipendenti, disabili, anziani o donne in difficoltà o anche a seguire progetti di riqualificazione ambientale.
Il 31 ottobre, in piazza Ferretto, i partecipanti, divisi in vari gruppi tutti guidati da un referente, riceveranno una busta con la loro destinazione, insieme ai biglietti dei mezzi pubblici necessari a raggiungere la loro sede di missione. Domenica 3 novembre, poi, alle 15.00 si ritroveranno tutti insieme al Palaplip di Mestre per la festa finale che servirà anche e soprattutto a condividere e trasmettere l'esperienza vissuta.
L’iniziativa è svolta in collaborazione con numerose realtà istituzionali (numerosi gli enti locali), associative ed ecclesiali del territorio veneziano ma è curata e realizzata interamente da giovani: sono, infatti, ben 43 i membri del gruppo che ha organizzato la terza edizione di “Prove di un mondo nuovo - 72h con le maniche in su”.

martedì 29 ottobre 2013

CHIARA LUCE: “I HAVE EVERYTHING”

Who is Chiara Luce? Born at Sassello on 29th October 1971, she was a late arrival for her parents who brought her up in the Catholic faith. She was gifted in many ways, attractive and outgoing, with lots of friends who considered her ordinary yet extraordinary. Embracing the spirituality of the Focolare Movement, founded by Chiara Lubich, she discovered God-Love as the ideal of her life. Out of love, she set out to do his will in every moment. She nurtured a friendship with Jesus, seeing him present in every neighbour. She preferred the marginalised and the poor, among whom the children of Africa, where she dreamed of going as a doctor.
When she was 17, she became ill with bone cancer, and entrusted herself to God’s love. She faced her sufferings by repeating, “If you want it Jesus, I want it too.” Those who visited her received serenity, peace and joy. “Chiara Luce”, as Chiara Lubich called her, sent out this message to her peers: “Young people are the future. I can no longer run, but I would like to pass on a lighted torch, like at the Olympics. They have only one life and it is worth spending it well.”
On 7th October 1990 she greeted her mother saying: “Bye! Be happy because I am!”
Her life was a witness of unconditional assent to the love of God, a “yes” that was daily repeated, especially in difficult moments, together with her parents, with Chiara Lubich and with the youth people, with whom she shared the same choice of life. This “yes” has transformed her illness into a bright journey towards the fullness of Life. Her reputation for sanctity has gradually spread.
She was beatified in Rome on 25th September, 2010.

Thousands of young people attended this event.

CHIARA LUCE: UNO SPLENDIDO DISEGNO

Chi è Chiara Luce?
Le sue ultime parole prima di morire, neanche 19enne, sono state: «Mamma sii felice, perché io lo sono. Ciao!». Da bambina è vissuta nel paese di Sassello, in provincia di Savona, città in cui era nata il 29 ottobre 1971. Ha incontrato il movimento dei Focolari a un raduno del 1980, all’età di 9 anni, e ha poi partecipato al «Familyfest» 1981 a Roma. È diventata una «gen 3», terza generazione del Movimento, occupandosi di bambini e anziani. Nel 1981 ha iniziato una corrispondenza con la fondatrice Chiara Lubich: sarà lei a soprannominarla «Chiara Luce».
Ma ecco, nel 1988, il dramma: la giovanissima Chiara ha avvertito forti dolori alla spalla mentre giocava a tennis: erano i primi segnali dell’osteosarcoma – tumore osseo - con metastasi. In altre parole, l’inizio del suo «calvario», fatto di – inutili - interventi alla spina dorsale, chemioterapia, spasmi, paralisi alle gambe, tutto reso ancora più doloroso dato che Chiara ha rifiutato la morfina per non perdere la lucidità.
Non poteva non rimanere lucida, Chiara, perché, nonostante la tremenda malattia, ha voluto continuare a seguire le attività dei Focolarini: ha donato tutti i suoi risparmi a un amico in partenza per una missione nel Benin, e ha incominciato a fare lavoretti artigianali da mettere in vendita per beneficenza. E poi si è sempre informata su tutto, senza mai perdere il suo abituale e coinvolgente sorriso. In poco tempo la sua stanza d’ospedale e la sua cameretta sono diventate via via luoghi di incontro, di apostolato; di speranza; e anche di «conversione»: stando vicini a Chiara, alcuni medici non praticanti si sono riavvicinati a Dio.
Tutto questo e un’immensità di altro bene ancora ha saputo trasmettere e fare Chiara «Luce», seguita e incoraggiata durante tutta la malattia dalla Lubich.  
Nell’agosto del 1990 Chiara Luce ha preparato nei minimi dettagli il suo funerale, considerandolo una sorta di festa di nozze, le sue «nozze con Gesù».
È morta la mattina del 7 ottobre 1990, nella «sua» Sassello, 22 giorni prima del 19esimo compleanno.
Vent’anni dopo, il 25 settembre 2010, sarà proclamata Beata.
Il postulatore monsignor Livio Maritano, Vescovo emerito di Acqui, la descriverà così: «Si sentiva in lei la presenza dello Spirito Santo che la rendeva capace di imprimere nelle persone che l’avvicinavano il suo modo di amare Dio e gli uomini. Ha regalato a tutti noi un’esperienza religiosa molto rara ed eccezionale».
«L’importante», ha detto Chiara «Luce», «è fare la volontà di Dio… è stare al suo gioco… Un altro mondo mi attende… Mi sento avvolta in uno splendido disegno che, a poco a poco, mi si svela… Mi piaceva tanto andare in bicicletta e Dio mi ha tolto le gambe, ma mi ha dato le ali».
Domenico Agasso Jr.
Roma   

lunedì 28 ottobre 2013

Siriamente arriva in Siria!

Ciao a tutti!
Continuano i lavori in corso per costruire un mondo unito a 360 gradi... e continuano i lavori per la Siria, con un importante incontro!
La scorsa settimana abbiamo avuto la possibilità di consegnare, a Roma, il ricavato di “Siriamente”, la serata di Frontignano dedicata alla Siria. Il prezioso bottino raccolto è stato dato direttamente nelle mani di Giovanna, che abita a Damasco ed è attiva nell’aiuto di molte persone bisognose in quelle terre.
È stato un momento speciale! Abbiamo potuto parlare a lungo di cosa sta succedendo in Siria e cosa significa vivere ogni giorno in una situazione di guerra; insieme però abbiamo anche potuto capire cosa possiamo fare noi, dall’Italia, per aiutare con piccoli gesti la popolazione della Siria. È stato davvero un piccolo momento di forte reciprocità, tra la comunità siriana e noi: non abbiamo soltanto dato, facendo avere il cospicuo bottino raccolto per loro, ma anche ricevuto, attraverso i racconti diretti e le parole di ringraziamento. In fondo, trovate il messaggio di ringraziamento che abbiamo ricevuto!

domenica 27 ottobre 2013

San Salvador: “Festival Juvenil Cambia la Historia”

Carissimi tutti siamo alle porte del nostro “Festival Juvenil Cambia la Historia”... 
Ieri sera sono arrivati da Nicaragua, e la festa comincia. Tutti i giovani con l'anima piena d'amore. In qualche ora arriveranno dal Guatemala e Honduras.
E la provvidenza arriva anche con i mezzi di comunicazione. Ieri nella TV il programma ALO ce ha aperto le porte per presentare il progetto, e oggi uno dei giornale più importante del paese ha messo la notizia nella web come nel impresso.
Vi lasciamo l’immagine del giornale e anche il link della notizia nella web
Sentiamo dentro il desiderio rinnovato di lanciarsi verso il mondo per conquistarlo a Dio.
Sappiamo bene che contiamo della vostra unita, e vi assicurammo che viviamo sempre per l’Opera e per il "che tutti siano uno"
Will, Karen e tutti della segretaría
--
Secretaría de Jóvenes por un Mundo Unido El Salvador
Sólo quien tiene grandes ideales hace la historia (Chiara L.)

GEN VERDE E GEN ROSSO A LOPPIANO

Carissimi amici,
abbiamo un invito speciale da farvi:    
Quest’anno i complessi internazionali Gen Rosso e Gen Verde, che qui lavorano e creano per preparare le loro tournée, offrono il loro talento dando vita ad uno spettacolo eccezionale realizzato insieme, i cui utili andranno interamente per lo sviluppo di Loppiano.
Due spettacoli all’Auditorium:  
venerdì 29 novembre alle ore 20.45
sabato 30 novembre alle ore 18.00
Biglietti: 15 euro
Prevendita (dal 20 ottobre): all’Auditorium Loppiano
On-line: vedere indicazioni nel sito www.loppiano.it.
Accoglienza: per chi vien da fuori e vuole pasti e alloggio rivolgersi all’Accoglienza: accoglienza@loppiano.it ;  +39 055 9051102
Vi aspettiamo con gioia!

Accoglienza Loppiano