“L’uomo fatto ad
immagine di Dio, che è Amore, trova la propria realizzazione proprio
nell’amare, nel dare. Questa esigenza è nel più profondo del suo essere,
credente o non credente che egli sia”.
Chiara
Lubich
A chiederle se le dispiace di non poter essere un
sacerdote, lei che è una delle donne più influenti della Chiesa, si fa una
risata sommessa: «Guardi, conosco pastore evangeliche legate al movimento,
amiche e donne eccezionali che fanno molto bene nelle loro chiese, però io non
ho mai pensato che la possibilità di diventare sacerdote aumentasse la dignità
della donna. Sarebbe solo un servizio in più. Perché il punto è un altro: come
donne, quello cui dobbiamo tendere, mi sembra, è vedere riconosciuta la pari
dignità, la pari opportunità nella Chiesa cattolica. Servizio e non servitù,
come dice lo stesso Papa Francesco...». Maria Voce guida dal 2008 i Focolari,
due milioni e mezzo di aderenti in 182 Paesi, l’unico movimento guidato per
statuto da una donna. È succeduta alla fondatrice, Chiara Lubich, che la
chiamava «Emmaus» ed è sepolta poco distante, nella piccola cappella del centro
mondiale di Rocca di Papa, con la vetrata che guarda tra i pini la sua casa e,
di fronte alla lapide, un mosaico a rappresentare Maria come Madre della
Chiesa. Il 7 dicembre saranno passati 70 anni dalla «consacrazione a Dio» di Chiara.
Una donna laica che anticipò diversi temi del Concilio. «La Chiesa come
apertura, comunione, amore reciproco...».
Eravamo in sette ad aiutare nel workshop e nel
servire il cibo. Nel workshop ognuno poteva esprimere il proprio sogno decorando
un pallina di polistirolo e parlare di ciò che aveva realizzato con gli altri. In
questo modo abbiamo avuto dei colloqui profondi. Una signora che diceva che non
aveva sogni, l’abbiamo aiutata a scoprire che anche lei aveva un suo sogno. Siamo
state nella moschea e ci hanno regalato dei libri che spiegano la bellezza
dell’islam. L’Imam ha recitato delle preghiere dal Corano, spiegando che sia i
cristiani che i musulmani cercano di fare la volontà di Dio.
Accanto alla Chiesa svedese si svolgevano diversi
concerti, anche delle danze africane (dove alcune di noi hanno anche danzato..!).