martedì 31 dicembre 2013

Lucincittà: Capodanno 2014

I Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Sant’Anastasia, insieme all’Associazione “LUCINCITTA’”, ti invitano a partecipare per festeggiare insieme la notte più lunga dell’anno...
Negli ultimi anni, grazie all’aiuto di tanti amici e amiche che hanno partecipato alle feste, abbiamo contribuito:
  • al Progetto Latte, portato avanti presso l’ospedale Mary Health of Africa di Fontem , allo scopo di prevenire la trasmissione del virus dell’HIV da madri sieropositive ai figli mediante l’acquisto di latte artificiale in sostituzione del latte materno, sostenendo 6 quote per complessivi € 3.000,00;
  • nell’ambito del Progetto “Fraternità per l’Africa” ad una borsa di studio di € 2.000,00 per permettere ad un/una giovane dell’Africa sub-sahariana di seguire un corso in una scuola tecnica o un corso professionale;
  • l’acquisto di uno scanner per lo Zia Angelina Health Center di Namugongo (Uganda) con circa € 1.800,00.

Inoltre, grazie all’aiuto di tutti, abbiamo dato vita al Centro Luce, centro giovanile permanente dove sperimentare che la fraternità universale è davvero una realtà!
Vi ricordiamo che la festa è solo per chi si prenoterà perchè i posti sono limitati. La festa si terrà al “Le Caveau Club” (www.facebook.com/le.caveau.98).
Alla consolle: DJ Frenky (Francesco Ceriello www.facebook.com/francesco.ceriello.7)
Per info e contatti: 3930059561 (Marianna); 3334825167 (Antonio); gmusantanastasia@gmail.com o lucincitta@gmail.com.
Ti aspettiamo!

I GMU di Sant’Anastasia e l’Associazione “Lucincittà”

Abound in love for one another

“May the Lord make you increase and abound in love for one another and for all.” (1 Thes. 3:12)
This is an expression St. Paul uses frequently. He wishes for special graces for his communities and, at the same time, prays to the Lord for them (see Eph 3:18, Phil 1:9).
Here he asks that the Thessalonians be granted the grace of an ever-more abundant mutual love. This is not meant to appear as a veiled reprimand, as if mutual love were not already a reality in their community. Rather, it is a reminder of a law that exists in the very nature of love, that is, its constant growth.
“May the Lord make you increase and abound in love for one another and for all.”
Love is the very centre of Christian life. If it does not grow, the whole life of a Christian suffers the consequences by becoming weak and eventually dying out.
It is not enough to have understood in a moment of light what the commandment on love of neighbour means. It is not enough to have experienced, in a burst of enthusiasm, love’s impetus and zeal at the beginning of our conversion to a more Gospel-oriented life.
We need to make love grow by keeping it alive, active and concrete. This will happen if we make quick and generous use of the many opportunities offered to us each day.

lunedì 30 dicembre 2013

“Fraternità” è il nome nuovo della pace

Di Marco Fatuzzo
Fonte: Città Nuova 
Da quando è stata istituita nel 1969 la Giornata mondiale per la pace, i pontefici hanno storicizzato i loro messaggi per questa ricorrenza assegnando di volta in volta un nome specifico alla pace. Quello scelto da Bergoglio per il 2014 è “fraternità”, tema assai caro a Chiara Lubich e alla famiglia dei Focolari
Il mondo è una polveriera. Da recenti statistiche apprendiamo che sono una sessantina oggi gli Stati coinvolti in focolai di guerra (24 in Africa, 15 in Asia, 8 in Medio Oriente, 5 nelle Americhe, 8 in Europa), e sono circa 500 i gruppi armati che si fronteggiano (fra milizie-guerrigliere, gruppi di matrice terroristica, formazioni separatiste o anarchiche, cartelli della droga). Le industrie belliche non conoscono crisi e le tragiche conseguenze dei conflitti si riversano sulle inermi e incolpevoli popolazioni civili.
La voce dei pontefici. La pace, dunque, è il problema dei problemi. E tutti i pontefici hanno sempre levata alta la loro voce per condannare la follia della guerra. Per limitarsi al ventesimo secolo, si potrebbero ricordare le severe denunce di Benedetto XV e Pio XII riguardo alle “inutili stragi” consumate nei due conflitti mondiali. Proseguendo poi con Giovanni XXIII, il cui documento più significativo, l’enciclica del 1963 Pacem in terris, sarà ripreso dal Concilio Vaticano II e inserito nella costituzione pastorale Gaudium et spes del 1965.

domenica 29 dicembre 2013

Help Me With A Jealous Guy!

“These days, my boyfriend has become very jealous, and controlling. I feel boxed in and quite limited in my choices. Often I think, if we’re in this situation now after only a few months, how much worse will it be in a few years’ time?” (J.L.)
If your boyfriend is strongly inclined to be jealous, in the future this may be a hindrance to a solid relationship, which should be based primarily on mutual trust.
Although a bit of jealousy is normal and good, too much of it can destroy a relationship, because the jealous partner is already claiming absolute possession of the other person.
That unity to be built between you is not a fusion, nor mutual dependence, but a communion where each one can grow even as an individual, even in their being different from the other, enjoying the freedom to join with another and expand into new possibilities and not in a relationship that limits the growth of the other…
When the partners lean on one another and cannot do anything by themselves, this is very dangerous because if one falls, the other also collapses. A good marriage can come about only if he or she can also stand alone.
Jealousy of this kind is often the symptom of a serious lack of self-esteem – thus a person sees and perceives others as rivals. Subconsciously, this person feels inferior to others, and unloved.

sabato 28 dicembre 2013

Come te stesso – As yourself

Filippine - Preparazione dei pachi per le vittime del tifone
Prova ad amare chi ti sfiora nel momento presente della vita e scoprirai nell’animo tuo nuovi germogli di forze non conosciute prima: esse daranno sapore alla tua vita e risponderanno ai tuoi mille perché.
(La dottrina spirituale – Chiara Lubich)

Philippines - a child offers water to the workers 
Try to love whoever appears to you in the present moment of your life. You will discover within yourself an energy and strength you did not know you had. It will add flavour to your life, and you will find answers to your thousand questions why.

(Essential writings – Chiara Lubich)

venerdì 27 dicembre 2013

FORTALEZA: SPRIGIONARE L’AMORE

I GMU di Fortaleza ci scrivono:
“Vi scriviamo da Fortaleza, una città del Nordest brasiliano, per raccontare l’esperienza che abbiamo fatto nel nostro Natale.
Tutto è venuto da una inquietudine di una Giovane per un Mondo Unito (GMU). Lei dice: “non è giusto rimanere in un sontuosa cena di Natale mentre tanti che vivono per la strada non hanno niente da mangiare!” Condividendo questo disagio con un altro giovane, lui subito rispondi di si a lanciarsi a fare qualcosa per i più bisognosi.
Il 25 dicembre, ci siamo incontrati tutti insieme. Avevamo poco cibo: un pacco di pane, un po’ di formaggio, mortadella, salsiccia... In nessun momento abbiamo avuto paura di non aver niente da dare, perché il pensiero era di dare più che il pane: era conoscerli, sentirli, guardarli negli occhi... Alla fine, eravamo in otto che preparavano i panini! Tanti hanno portato anche vestiti da dare. Era veramente incredibile vedere la multiplicazione del materiale da donare, perché alla fine avevamo raggiunto più di tre pacchi di pane, acqua, torta... Si vedeva il miracolo!
Parlando con la gente per strada, si vedeva che l’importante non è soltanto il pane, ma soprattutto una parola, un momento per fermare e poter sentirli. Una signora ha detto che aveva febbre, non avevamo nessuna medicina, ma siamo rimasti chiacchierando, ascoltando le sue storie. Quando ci siamo salutati, lei ha ringraziato e ha detto che non aveva più febbre, perché l’abbiamo sentita, perché abbiamo portato (nelle sue parole) “quel pane per l’anima”.
Un GMU scrive:
“Oggi è stato un giorni interessante per me. Da tanto tempo volevo donarmi nel Natale, fare un po’ di più per coloro che sono dimenticati nelle vie della città. Benché avevo un po’ di soldi, ho pensato che ancora molto poco, io potevo dare più. Arrivando lì, ho visto che “il molto” non era interessante, quello che era importante era una chiacchiera, uno sguardo, un sentimento di compassione. Oggi dormo felice, però ancora un po’ inquieto, perché so che posso fare di più. Più del cibo loro hanno bisogno di quello che noi portiamo dentro ma per paura fatichiamo a sprigionare: l’amore.”

giovedì 26 dicembre 2013

Volunteering Work in Lisbon

"Hello everyone,
We are the Youth for the World (Y4UW) from Portugal and this year, we are surveying the city of Lisbon with the desire to promote brotherhood. We have embarked on a project consisting of volunteering work among generations. This project is two-fold:
Children’s Project
“Outskirts of Lisbon: can you imagine what goes on in those neighbourhoods of which nobody talks about? Two Comboni Missionaries sisters and a brother have started giving support to some children, who mostly belong to migrant families living in Camarate. The aim of their work is not only to take them off the streets but also to educate them, giving them a sense of rules and moral training, aside from regular school monitoring.
Through some contacts, we have found out that these Missionaries need the help of young volunteers. Since we are available, we have decided give our assistance in the evening (5:00 pm to 7:00 pm). Our aim is to remedy these shortcomings and bring these children some of our joy and specific gifts.”
Adults’-Seniors’ Project
Accompany on regular or irregular basis adults and seniors who live on their own or residing in nursing homes. Those volunteers who wish to pay regular visits to the elderly, carry out this initiative every 15 days and they are split up into 2 or 3-person teams. They volunteering work consists of listening the elderly persons, conduct recreational activities (board games or sing with them); meet the concrete needs of each person (accompany them for Mass, organize medications, cooking, organizing the house, make small arrangements).
For both projects and in accordance with the number of registered volunteers, we will set up fixed teams that will last of a 3-month period.

mercoledì 25 dicembre 2013

The Christmas door

Christmas tree in Jerusalem old city area
I wish that each one of us had four keys.
A key to the door that leads to the back yard: the Lord comes, however, we do not know where and how. He comes to those persons who don’t dare to approach the main door.
A key to the door that leads to the interior: the Lord is more intimate to us than the most profound part of our soul. From there he enters the home of our lives.
A key to the inter-connecting door that has been walled: this walled and plastered door led to our closest neighbours: they are also the ones that are most outsiders, the Lord knocks at our door.
A key to the main door, the portal: on that threshold Jesus, together with Mary and Joseph were turned away.
Let’s not hesitate to let him enter into our lives and into our world in a definite way! Today, are we ready to be his Bethlehem?
Klaus Hemmerle

La porta del Natale

Vorrei che ognuno di noi avesse quattro chiavi.
Una chiave per la porta che dà sul retro: il Signore viene, dove e come non lo sappiamo. Viene in coloro che non ardiscono accostarsi alla grande porta maestra.
Una chiave per la porta che dà verso l'interno: il Signore ci è più intimo del più profondo dell'anima nostra. Da lì egli entra nella casa della nostra vita.
Una chiave per la porta di comunicazione che è stata murata, ricoperta con l'intonaco, quella che dà su ciò che ci sta accanto: in coloro che ci sono più prossimi, che sono anche coloro che più ci sono estranei, il Signore bussa alla nostra porta.
Una chiave per la porta principale, il portale: su quella soglia Gesù, con Maria e Giuseppe furono respinti. Non esitiamo a lasciarlo decisamente entrare nella nostra vita, nel nostro mondo! Sapremo essere, oggi, la sua Betlemme?

Klaus Hemmerle

martedì 24 dicembre 2013

‘Chi non vive per servire, non serve per vivere’

I GMU di Manaus ci mandano gli auguri di BUON NATALE e come regalo la loro gioia scaturita dall'atività fatta coinvolgendo la comunità nel weekend 21/22 dicembre:
“Cari, vogliamo farvi partecipare della felicità che abbiamo sperimentato nel sabato! Siamo andati in 16 nelle vie prossime al mercato del comune, dove c'è tanta povertà ed esclusione, portando dei panini e bevanda, vestiti, panettone, biscotti ed altri regali ni natale a quelli che vivono per quelle strade. Abbiamo trovato persone di tutti i tipi: anziani, donne, ragazzi, ubriachi, drogati. Ed era una gioia immensa andare incontro ad ognuno: dare un ascolto, un abbraccio, toccare mani sporche e screpolate... Tanti erano comossi e ci auguravano tante cose belle. Uno di questi signori, mentre ci ringraziava, ci ha detto qualcosa che ci ha fattto rifletere:
‘Chi non vive per servire, non serve per vivere’.
Abbiamo ricevuto tante lezioni di umiltà e sapienza di questi nostri fratelli.

Alla fine, abbiamo trovato altri due gruppi cattolici portandogli la cena, cosa che ci ha fatto sperimentare tanta gioia e sodisfazione, vedere che ci sono tanti altri che come noi vogliono portare l'amore dove manca. Insieme a loro alcuni di noi che sono infermieri anche hanno fatto delle medicazioni. Solo in questo momento siamo riusciti a fare qualche foto, però nei nostri cuori rimane marcato e ci serve di spinta a non fermarci fino che tutti abbiano degnità e conoscano l'amore.

Vi auguriamo, ed è ormai, un buon natale!”

Feliz Navidad - JEEL / ميلاد مجيد - جيل


lunedì 23 dicembre 2013

Cyprus: Boutique Chiara Luce

GREETINGS FROM CYPRUS!
We Y4UW from Cyprus have adhered to the initiative to have a Christmas that is characterized by mutual welcome and peace. We have organized a rummage sale called "Boutique Chiara Luce" in order to help the people in need, offering them clothes at low prices.
MERRY CHRISTMAS AND HAPPY NEW YEAR TO ALL!!!

Noi GMU di Cipro abbiamo aderito all'iniziativa di promuovere un Natale di accoglienza e di pace. Abbiamo organizzato un "Boutique Chiara Luce" per aiutare le persone che hanno bisogno offrendo delle cose a buon mercato.
BUON NATALE E BUON ANNO 2014 A TUTTI!!!

domenica 22 dicembre 2013

“An invasion of love in the world”

«Dear young men and women, participants in the Youth Assembly of Religions for Peace,
I have been informed that you have come together in Hiroshima from the various continents of the world to demonstrate and work on behalf of peace. To each and all my warmest greeting, and best wishes that this assembly be rich in proposals and concrete fruits.
There is no need to pause on the importance of what you are doing in these days. The tragic situation of a world that longs for peace but seems unable to attain it is before the eyes of all. And so every gesture towards this goal is meaningful; every effort, every endeavour is a contribution.
But I would say that you who are religious youth, believers in a faith, have a very special task and role to play in the vast workshop that is planet earth. Yes, because you are convinced – no matter what religion you come from – that your neighbour, every neighbour should be respected and loved. In fact the “Golden Rule”, as this precept is called, is present in the Sacred Books of all the great world religions. In practice it says: Do to others as you would have them do to you; desire for others what you desire for yourself; do not do or desire for others that which would cause suffering to you. Love for neighbour, understood in this way, is the most efficacious contribution that the world awaits in our times; it is the key towards solving every problem, the fundamental medicine for every evil.

sabato 21 dicembre 2013

REAGIRE ALLA CULTURA DELLO "SCARTO"

Incontro con i bambini disabili e ammalati ospiti dell’Istituto Serafico
“Cari fratelli e sorelle,
… la società purtroppo è inquinata dalla cultura dello “scarto”, che è opposta alla cultura dell’accoglienza. E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili. In questa Casa invece vedo in azione la cultura dell’accoglienza. Certo, anche qui non sarà tutto perfetto, ma si collabora insieme per la vita dignitosa di persone con gravi difficoltà. Grazie per questo segno di amore che ci offrite: questo è il segno della vera civiltà, umana e cristiana! Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate! A volte invece le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso.
Servire con amore e con tenerezza le persone che hanno bisogno di tanto aiuto ci fa crescere in umanità, perché esse sono vere risorse di umanità. San Francesco era un giovane ricco, aveva ideali di gloria, ma Gesù, nella persona di quel lebbroso, gli ha parlato in silenzio, e lo ha cambiato, gli ha fatto capire ciò che vale veramente nella vita: non le ricchezze, la forza delle armi, la gloria terrena, ma l’umiltà, la misericordia, il perdono (...).”
Stralci di Papa Francesco – Assisi, 4 di Ottobre/2013
FRAMMENTO DI FRATERNITA’
Se ci fossi io al loro posto? – Karachi, Pakistan

Abbiamo fatto alcune visite a un istituto di cura per malati mentali, abbandonati dalle proprie famiglie, per trascorrere un paio d’ore con loro. Per alcuni di noi era la prima volta che capitava di trovarsi faccia a faccia con questa piaga della nostra società. Ci ha aperto gli occhi e il cuore verso gli altri. Ci veniva spontaneo farci la domanda: e se ci fossi io qui al loro posto?

venerdì 20 dicembre 2013

Christmas of mutual welcome and peace

Transform each city into a small Bethlehem, capable of welcoming the lonely ones, the marginalized, the poor, the homeless: this is an initiative that the Youth for a United World are carrying out in their own cities.
Christmas in Bethlehem! “It’s a unique opportunity to crown this year through our meeting with the Holy Land Youth for a United World”, shared Maria Guaita, Andrew Camilleri and Claudia Barrero, from the Y4UW international secretariat.
What significance does it have for you to spend Christmas in the Holy Land? We have welcomed this invitation as a proposal to all the Youth for a United World spread all over the planet – narrates Maria Guaita -. The Gospel narrates that Mary and Joseph found no inn to lodge: “the Word came to his own and his own people did not accept him.” We wish to welcome him especially in the lonely ones, the marginalized, the poor and the homeless. Therefore, we commit ourselves to transform each of our cities into a small Bethlehem that hosts the nativity crib that offers a cradle to baby Jesus.”
How have you organized this activity? “We propose to all the Youth for a United World a Christmas that is characterized by mutual welcome and peace. On daily basis, the mass media offer us images of violence and suffering, exclusion, and we want to respond to this with an even greater love: taking advantage of this Christmas Season to carry out concrete acts of love in favour of our brothers and sisters.”
We wish to get as many people as possible involved in this initiative – concludes Maria – also parishes, institutions, other associations and movements, according to each one’s creativity and possibilities – as Chiara Lubich used to say – “nothing is small that is done out of love”.”
One may post photos or short films of these initiatives on the “Youth for a United World - Holy Land” Facebook Page: (https://www.facebook.com/Y4UW.HOLYLAND?fref=ts).
“All these fragments of fraternity – adds Claudia -, will give witness and document an important step in the fulfilment of the “United World Project”, thus paving the way to universal brotherhood.”

mercoledì 18 dicembre 2013

GMU: Natale di Accoglienza e di pace

Fare di ogni città una piccola Betlemme, capace di accogliere i soli, gli emarginati, i senza tetto: è l’iniziativa dei Giovani per un mondo Unito per questo Natale, nelle città dove sono presenti GMU.
Natale a Betlemme: «Un’occasione unica per coronare l’anno incontrandoci con i Giovani per un Mondo Unito della Terra Santa, per un Natale di accoglienza e di pace», raccontano Maria Guaita, Andrew Camilleri e Claudia Barrero, della segreteria internazionale dei GMU.
Cosa significa per voi trascorrere il Natale in Terra Santa? «Abbiamo colto questo invito come una proposta da estendere a tutti i Giovani per un Mondo Unito sparsi nel mondo – racconta Maria Guaita –. Il Vangelo ci dice che Maria e Giuseppe non trovarono posto nell’albergo, che il Verbo venne tra la sua gente ma i suoi non lo hanno accolto. Vogliamo accoglierlo, specialmente nei soli, negli emarginati, nei poveri e senza tetto. Perciò vorremmo impegnarci perché ogni nostra città diventi una piccola Betlemme che ospita il Presepe, che offre una culla a Gesù». 
Come vi siete organizzati? «Proponiamo a tutti i Giovani per un Mondo Unito un Natale di accoglienza e di pace spiega Andrew –. I media ci propongono ogni giorno immagini di violenza, di sofferenza e di esclusione. Vogliamo rispondere a tutto ciò, a partire dal periodo natalizio, con svariate iniziative di amore concreto verso i fratelli».   
«Vorremmo coinvolgere più persone possibile – conclude Maria  –, anche parrocchie, istituzioni, altre associazioni e movimenti, secondo la fantasia e le possibilità di ciascuno, con la convinzione che – come diceva Chiara Lubich –  “niente è piccolo di ciò che è fatto per amore”».
Foto e brevi riprese delle iniziative, si potranno trovare sulla pagina Facebook dei GMU della Terra Santa: Youth for a United World - Holy Land
«Saranno frammenti di fraternità – aggiunge Claudia –, che parlano da sé e documentano una tappa importante nella realizzazione del “United World Project”, nel cammino verso l’unità del mondo».

International Migrants Day - 18 December

On 4 December 2000, the UN General Assembly, taking into account the large and increasing number of migrants in the world, proclaimed 18 December as International Migrants Day. On 18 December 1990, the General Assembly had adopted the International Convention on the Protection of the Rights of All Migrant Workers and Members of Their Families.
UN Member States and intergovernmental and non-governmental organizations are invited to observe International Migrants Day through the dissemination of information on the human rights and fundamental freedoms of migrants, and through the sharing of experiences and the design of actions to ensure their protection.

Sardegna: Marcia per la Pace

Tutti alla XXVII Marcia della Pace, promossa dalla diocesi di Ales-Terralba, che quest’anno si terrà a Terralba il 21 dicembre 2013 alle ore 15,00.
 Il tema è "Per i giovani costruttori di pace, lavoro e solidarietà". Pian piano la Marcia della Pace ha visto in questi anni l’adesione sempre più numerosa e rappresentativa di tutta la Sardegna. La XXVII Marcia sarà a Terralba, paese colpito dall’alluvione del 18 novembre: è per testimoniare la solidarietà della Sardegna tutta non solo a Terralba ma dei 60 paesi colpiti dal Ciclone.

martedì 17 dicembre 2013

“Mai avere paura della tenerezza”

Nel giorno del compleanno di Papa Francesco, presentiamo alcune risposte date a «La Stampa»
Andrea Tornielli (vatican insider)
Il Natale viene spesso presentato come fiaba zuccherosa. Ma Dio nasce in un mondo dove c’è anche tanta sofferenza e miseria.
«Quello che leggiamo nei Vangeli è un annuncio di gioia. Gli evangelisti hanno descritto una gioia. Non si fanno considerazioni sul mondo ingiusto, su come faccia Dio a nascere in un mondo così. Tutto questo è il frutto di una nostra contemplazione: i poveri, il bambino che deve nascere nella precarietà. Il Natale non è stata la denuncia dell’ingiustizia sociale, della povertà, ma è stato un annuncio di gioia. Tutto il resto sono conseguenze che noi traiamo. Alcune giuste, altre meno giuste, altre ancora ideologizzate. Il Natale è gioia, gioia religiosa, gioia di Dio, interiore, di luce, di pace. Quando non si ha la capacità o si è in una situazione umana che non ti permette di comprendere questa gioia, si vive la festa con l’allegria mondana. Ma fra la gioia profonda e l’allegria mondana c’è differenza».
In gennaio saranno cinquant’anni dallo storico viaggio di Paolo VI in Terra Santa. Lei ci andrà?
«Natale sempre ci fa pensare a Betlemme, e Betlemme è in un punto preciso, nella Terra Santa dove è vissuto Gesù. Nella notte di Natale penso soprattutto ai cristiani che vivono lì, a quelli che hanno difficoltà, ai tanti di loro che hanno dovuto lasciare quella terra per vari problemi. Ma Betlemme continua a essere Betlemme. Dio è venuto in un punto determinato, in una terra determinata, è apparsa lì la tenerezza di Dio, la grazia di Dio. Non possiamo pensare al Natale senza pensare alla Terra Santa. Cinquant’anni fa Paolo VI ha avuto il coraggio di uscire per andare là, e così è cominciata l'epoca dei viaggi papali. Anch’io desidero andarci, per incontrare il mio fratello Bartolomeo, patriarca di Costantinopoli, e con lui commemorare questo cinquantenario rinnovando l’abbraccio tra Papa Montini e Atenagora avvenuto a Gerusalemme nel 1964. Ci stiamo preparando».