La scuola è finita e la temperatura sale. Insomma, è davvero arrivata l’estate. E la bella stagione – nonostante la crisi economica e sociale sia ormai diventata una condizione permanente – per molti è sinonimo di vacanze. Ma la spensieratezza che accompagna questi momenti non deve trasformarsi in cecità. A Bibione (Venezia), seconda località balneare per numero di presenze, questo lo sanno bene. E così, accogliendo l’invito di Papa Francesco, hanno pensato bene di coinvolgere i turisti in arrivo (si stimano circa 6 mila presenze) in una raccolta fondi da destinare alle ragazze madri e ai profughi perseguitati da guerre e devastazioni.
Sul litorale veneto non ci saranno solo ombrelloni, lettini e sdraio. Ma anche tanta solidarietà. L’iniziativa, già battezzata “Bibione Charity For Family”, ha come partner la Caritas. E non a caso è stata annunciata per la prima volta al termine del convegno nazionale della Cei. In quell’occasione Giovanni Mazzarotto (presidente del consorzio di promozione turistica Bibione Live) e il vescovo Giuseppe Pellegrini hanno firmato simbolicamente il protocollo d’intesa che ha di fatto sancito l’altruistico ruolo di Bibione: questa è infatti la prima spiaggia a raccogliere fondi per le famiglie cristiane di profughi del Medio Oriente e per le ragazze madri ospiti della casa famiglia “Madre della Vita” di Pordenone.












