lunedì 20 aprile 2015

ONU: dibattito su tolleranza e riconciliazione. Interviene Maria Voce

Fonte: Servizio Informazione Focolari
21 aprile 2015 - 22 aprile 2015
Al Dibattito ad Alto Livello al Palazzo di Vetro di New York partecipano i 193 Stati Membri e diversi leader religiosi invitati.
UN-03l 21 e 22 aprile 2015 l’Assemblea Generale dell’ONU dibatte questioni legate alla “Promozione della tolleranza e della riconciliazione: favorendo società pacifiche, accoglienti e contrastando l’estremismo violento”.
Il Dibattito ad Alto Livello al Palazzo di Vetro di New York avviene su iniziativa del Presidente dell’Assemblea Generale Sam Kutesa, del Segretario Generale Ban Ki-moon e dell’Alto Rappresentante dell’Alleanza delle Civiltà Nassir Abdulaziz Al-Nasser. Partecipano i 193 Stati Membri e diversi leader religiosi invitati. Tra questi la presidente dei Focolari Maria Voce.
Il primo giorno dei lavori prevede interventi e un ampio confronto tra i rappresentanti degli Stati Membri. Il secondo giorno sarà incentrato sulle potenzialità della dimensione religiosa, con i contributi di leaders religiosi sul ruolo di gruppi e comunità nella promozione della tolleranza verso le diversità, nel sostegno della libertà di espressione e dei diritti umani e nel consolidamento di istituzioni e prassi sociali e politiche basate sul pluralismo e sulla cooperazione per il bene comune.
Maria Voce è invitata a intervenire come relatore nella tavola rotonda interattiva del secondo giorno. Sarà accompagnata da Ermanno Perotti, italiano nato a Rieti nel 1990, attualmente impegnato in un master in Development Economics. Maria Voce ha voluto la partecipazione anche di un giovane perché «in linea col lavoro che il Movimento dei Focolari fa in unità tra le diverse generazioni, radicato nel presente e guardando al futuro».
Alla tavola rotonda interattiva intervengono anche come relatori Abdallah bin Bayyah, presidente del Forum for Peace in Muslim Societies, David Rosen, direttore internazionale per gli affari interreligiosi del American Jewish Committee, H. H. Samdech Tep Vong, Great Supreme Patriarch of the Kingdom of Cambodia, Beatriz Schulthess, presidente del Indigenous Peoples Ancestral Spiritual Council, Bhai Sahib Mohinder Singh, presidente del Guru Nank Nishkam Sewak Jatha. La moderazione è affidata alla giornalista della BBC Laura Trevelyan.
L’obiettivo del dibattito in programma è di identificare strategie tese a promuovere società pacifiche e inclusive, come radicale alternativa alle forze che alimentano l’estremismo violento. I risultati del dibattito saranno integrati nei contenuti dell’agenda per lo sviluppo per il dopo 2015 – che gli Stati Membri delle Nazioni Unite e altri attori internazionali dovranno formulare – nella quale i temi della tolleranza e della riconciliazione assumeranno un ruolo cruciale.

domenica 19 aprile 2015

“Outside – Look. Choose. Be” - 1° maggio a Loppiano

Outside – Look. Choose. Be
“Uscire – Guardarsi attorno. Scegliere. Essere”

      Ma uscire da dove? 
      Perché?
      Per andare dove?

      Domande impegnative oggi, in un mondo in movimento che sta facendo scelte forti, decisive, verso direzioni che stanno cambiando il destino di milioni di uomini e donne. E i giovani sono in prima linea, basti pensare alle migliaia di ragazzi europei e non, che si stanno arruolando nelle fila di pseudo-eserciti che per la “liberazione” di popoli interi prevedono morte, distruzione, guerra totale…

      «E noi Giovani per un Mondo Unito cosa facciamo? – si domandano Aurora e Luca, del Team organizzatore del Meeting – Vogliamo farci questa domanda insieme ai giovani italiani che parteciperanno al 1° maggio. Condivideremo progetti e ne faremo di nuovi per portare il nostro contributo di fraternità in questo tempo.Vogliamo farlo insieme perché una risposta efficace ha bisogno della potenza di un “popolo” che ha a cuore i destini della propria gente e del proprio Paese.
      La sfida di Papa Francesco ad uscire, andare verso le periferie del mondo non ci lascia in pace. Outside vuol essere un appello forte, una chiamata a raccolta rivolta a tutti i giovani italiani e non: usciamo dalla nostra “zona di conforto”, puntiamo lo sguardo sui tanti volti e luoghi della sofferenza e del disagio delle nostre società e diamoci da fare. Come? Lo scopriremo il Primo Maggio prossimo e insieme faremo le nostre scelte».

sabato 18 aprile 2015

Come una fenice

Mancava esattamente un mese al mio diciassettesimo compleanno e dal CVC (Catetere Venoso Centrale), vedevo defluire piccole ma infinite gocce di chemio, mentre dalle mie mani osservavo scivolare la mia vita insieme a grandi ciocche dei miei capelli ramati. Non me la sarei mai immaginata così la mia festa di compleanno, rinchiusa tra quattro pareti sterili di una stanza d’ospedale e come ‘’buon giorno’’ un prelievo del sangue.

La Leucemia mieloide acuta, che improvvisamente si era impossessata del perfetto funzionamento del mio sangue, aveva preso con sé, oltre ai miei boccoli, venti chili, le serate con gli amici, la spensieratezza adolescenziale e molto altro. Le avevo concesso di prendersi tutto, tranne l’accessorio più importante: IL SORRISO, che ho indossato tutti i giorni, sia durante i quattro cicli di chemio sia durante il trapianto di midollo osseo. Insieme al sorriso, mi sono armata di forza, di speranza e d’ironia, per cercare di scorgere quel piccolo spiraglio di luce e positività in quel mare immenso di buio e sofferenza. Ho ironizzato sulla mia calvizia chiedendo ‘’scusa’’ alle persone che mi stavano vicino se quel giorno non mi ero pettinata, ringraziavo la chemio per avermi fatto cadere tutti i peli, così evitavo di soffrire per la ceretta e, utilizzavo la piantana, che mi portavo dietro 24 ore su 24 per ricevere i farmaci, come se fosse il mio partner di ballo.

venerdì 17 aprile 2015

A dark moment of abandonment in Kenya and the whole humanity

By James Mwania (youth journalist in Kenya)

        On the morning of April 2nd 2015, Kenya and the whole world woke up to a rude shock after armed terrorists attacked Garissa University College located around 360km from Nairobi where they killed and wounded over 100 students. During the day-long ordeal, the terrorists took more than 800 students hostage; thankfully, more than 600 were rescued. The Garissa attack is a continuation of a very spirited effort by our enemies to divide us along religious lines. It was the most lethal terrorist attack on Kenya since the 1998 US Embassy bombing.
      Young people who were about to enter into the world and contribute a lot in building a more united world through their service to humanity. Very sad to parents and guardians who had spent to the last of their coin to see their children get education, only to see their dreams cut shot by terrorists. We have come to learn that some of the casualties were already the breadwinners in their families and now it has become difficult for some families because their breadwinners are gone so soon.

giovedì 16 aprile 2015

Approvato lo statuto della città metropolitana di Torino con il principio di fraternità

Lo scorso 25 febbraio, grazie anche al contributo del MPPU, il concetto di fraternità è stato inserito tra i principi fondamentali dello Statuto Cittadino di Asti. Un’iniziativa che è stata particolarmente apprezzata, tanto da spingere anche la Città Metropolitana di Torino a replicarne il contenuto divenendo l’unica Città Metropolitana in Italia ad adottare tale principio tra i propri fondamenti, strada che sarà intrapresa presto anche dal Comune piemontese.

La città metropolitana di Torino ha infatti approvato questo martedì 14 aprile il suo nuovo statuto e all'articolo 1 punto 5 let. q, tra i principi a cui si ispira la città, si legge:

"Assicurare il valore della fraternità quale condizione dell’agire politico, nella condivisa consapevolezza che la diversità è una ricchezza e che ogni persona, incaricata a svolgere ruoli politico-amministrativi nelle istituzioni, è chiamata ad anteporre il bene della comunità agli interessi di parte, sia personali che di gruppo e di partito."

martedì 14 aprile 2015

A Roma il trekking urbano per unire le fedi

Una grande camminata attraverso le strade pigre della città eterna per favorire il dialogo interreligioso e scoprire alcuni dei luoghi di culto più belli di Roma, dalla Grande Moschea alla Basilica di San Pietro. È “Camminando insieme per credere”, il pellegrinaggio urbano organizzato dalla Federtrek, un ente di promozione sociale nato nel 2010, che domenica 29 marzo ha dato appuntamento agli appassionati di escursionismo o ai semplici curiosi.

L’appuntamento era alle 9.30 alla Grande Moschea di Roma, in via della Moschea 85, luogo di partenza di un percorso lungo undici chilometri. Il tour ha toccato la Basilica di San Pietro, Palazzo Giustiniani, dove il 27 dicembre del 1947 fu firmata la Carta Costituzionale, la Sinagoga e il cimitero acattolico della Piramide Cestia, dove riposano donne e uomini di tutti le fedi e ideologie.

“Vorremmo creare, mediante l’uso delle gambe, un ponte di dialogo e di comunicazione interreligiosa e multiculturale – spiegano gli organizzatori – perché camminare è la velocità migliore per comprendere la realtà che ci circonda e imparare a conoscere se stessi e gli altri”.

All’iniziativa, che ha il patrocinio dell’assessorato alla Scuola con delega al dialogo e dell’intergruppo parlamentare sull’immigrazione e la cittadinanza, hanno partecipato anche la comunità ebraica di Roma e la comunità religiosa islamica italiana, rappresentate rispettivamente dal presidente Riccardo Pacifici e dal vicepresidente Yahyia Sergio Yahe Pallavicini.

Fonte: buonenotizie.corriere.it

giovedì 9 aprile 2015

9th UNESCO Youth Forum - Young Global Citizens for a Sustainable Planet

The preparations of the 9th UNESCO Youth Forum, together with you - young women and men across the world - have begun!

Under the general theme “Young Global Citizens for a Sustainable Planet”, the 9th UNESCO Youth Forum, to take place from 26 to 28 October 2015 at UNESCO’s Headquarters in Paris, will look at how youth, engaging as global citizens, can contribute to building a sustainable planet from the global to the local level (see background note enclosed).

The first step of the preparations is the following questionnaire, through which we want to shape the specific thematic agenda of the Forum. The questionnaire is designed to allow you to define the Forum’s sub-themes within UNESCO’s mandate and around two thematic areas:
1. Young global citizens in a post-2015 world;
2. Young global citizens addressing climate change.

To access the Questionnaire, click on this link: https://fr.surveymonkey.com/s/9UYFthemes (in English, French and Spanish). Please do not hesitate to circulate it to other engaged young women and men across the world.

The questionnaire will be available until Monday 13 April 2015, 9 a.m. (CET). It will take you only between 5 and 10 minutes to reply to its 11 short questions.

For any queries, please write to youth@unesco.org, mentioning as Subject: Forum Online Questionnaire.

Thank you in advance,
The UNESCO Youth Programme

lunedì 6 aprile 2015

PAKISTAN Sindh: torna a scuola il discorso di Jinnah su libertà di religione e uguaglianza dei cittadini

fonte: AsiaNews 


 Il governo della provincia del Sindh ha deciso di inserire nei programmi scolastici dei licei lo storico primo discorso di Muhammad Ali Jinnah, fondatore del Pakistan. In esso, il leader auspicava che il neo-nato Paese diventasse una democrazia pluralistica, basata sull’uguaglianza dei cittadini e sullo Stato di diritto. La mossa delle autorità del Sindh è stata accolta con favore dall’Awaz-e-Haq Ittihad (Ahi), una coalizione di 12 organizzazioni per i diritti umani.
Con Gandhi e Jawaharlal Nehru, Ali Jinnah è stato uno dei leader del movimento per l’indipendenza dell’India dal Regno Unito. Ottenuta la sovranità nel 1947, ma incapaci di raggiungere una formula di condivisione dei poteri per un Paese unito, il Congress e la Lega musulmana (di cui Jinnah era capo) decidono di creare due nazioni separate: l’Unione indiana (India) a maggioranza indù, e il Pakistan a maggioranza islamica, di cui Jinnah diventerà primo governatore generale.

domenica 5 aprile 2015

Buona Pasqua!

"Ecco Pasqua a ricordarci che ogni giornata nostra deve essere come una resurrezione: sempre su, sempre pronti ad amare chiunque incontriamo senza guardare se ci piace o meno. Amare, amare, amare . Non stancarci mai di amare. Non smettere mai la nostra rivoluzione.

Questo ci darà una grande gioia che ci farà gustare la festa di Pasqua perchè è la festa dell'Alleluia.

Come i primi apostoli e cristiani andavano a dire a tutti che Cristo è risorto (e quindi anche noi risorgeremo) così chi ci conosce deve poter dire che noi siamo risorti spiritualmente da una vita senza senso ad una vita piena di luce e di fuoco."

(Chiara Lubich, "Anche oggi ho amato")


BUONA PASQUA A TUTTI DAI GMU!!

sabato 4 aprile 2015

United World Project-Video challenge Concorso internazionale

From the 15th of March, it starts an international contest that will involve all the people around the world. The contest will end on 10th of May.
It is very easy:
1. Make a short video (no more than 60 seconds)
2. Publish it on the official Facebook page of United World Project using the hashtag #unitedworldproject
3. Share it with all your friends and ask them to click "I like" on the video and on the official page of the Project
The video will be focused on the United World Project. Tell us what it is ... how do you explain it to your friends ... tell us a concrete experience ... show us some fragments of fraternity; in short: green light to the imagination!!!
If you can, personalize the video with the logo of the UWP.
Some experts will nominate the winner (considering also the number of "I like")
What can you win? A GoPro camera!
Anyone can participate. Individuals, groups, associations, institutions ... ALL!
If you do not have a Facebook account, send the video to info@unitedworldproject.org
Are you ready? Let's go!!!


Dal 15 marzo è partito un concorso che coinvolgerà tutto il mondo e che si concluderà il 10 maggio.
Cosa fare?
1. Realizza un video della durata massima di 60 secondi
2. Pubblicalo sulla pagina Facebook ufficiale dell’United World Project utilizzando l’hashtag #unitedworldproject
3. Condividilo con tutti i tuoi contatti e invitali a cliccare “mi piace” sul video e sulla pagina ufficiale del Progetto
Il video dovrà essere incentrato sullo United World Project.  Raccontaci cosa è… come lo spieghi ai tuoi amici… raccontaci una esperienza concreta… mostraci qualche frammento di fraternità; insomma…. Via libera alla fantasia!!!
Se puoi, personalizza il video con il logo dell’UWP.
Alcuni esperti nomineranno il vincitore tenendo conto anche del numero di «I like».
Cosa si vince? Una videocamera GoPro!
Tutti possono partecipare. Singoli, gruppi, associazioni, istituzioni… TUTTI!
E se non hai un account Facebook, invia il video a info@unitedworldproject.org
Sei pronto? Ti aspettiamo!

venerdì 3 aprile 2015

Lettere dalla Nigeria

fonte: Città Nuova
 
Dopo aver guidato il Paese dal 1983 al 1985, Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni superando largamente il presidente uscente, Goodluck Jonathan. Come hanno vissuto questi giorni di competizione elettorale ma anche di coprifuoco i nigeriani? Quali difficoltà ci sono state? Una testimonianza da Onitsha, nel sud del Paese




Alla vigilia delle elezioni in Nigeria, i due candidati, Muhammadu Buhari, poi vincitore della competizione elettorale, e Goodluck Jonathan, il presidente uscente, hanno fatto un patto, abbracciandosi, per far sì che le votazioni si svolgessero pacificamente.
Il ragazzo che lavora da noi come portiere è partito per la sua città, nel Nord del Paese. Gli appartenenti alla sua tribù si riconoscono subito, perché hanno due tagli sulla faccia. Questi tagli hanno diverse forme, a secondo dell'appartenenza, e servono a riconoscere soprattutto i bambini, in modo che non possano essere rapiti. Molte persone sono andate via dal luogo in cui vivono per recarsi nelle città di residenza per votare, portandosi cibo e taniche di carburante, perché il giorno del voto è proibito viaggiare. Non si sa mai cosa può succedere, una volta che si conoscono i risultati.

giovedì 2 aprile 2015

Non smetta, di amare per prima

fonte: Zenit.org

"Ho portato mio figlio dallo psichiatra – mi racconta Maria - perché avevo l’impressione che desse qualche segno di…squilibrio. “L’atteggiamento che più mi sconcerta – dico allo specialista - è constatare la massima chiusura del piccolo nei miei confronti.
Quando gli chiedo un favore, o gli propongo anche qualche cosa di piacevole, non solo non reagisce, ma rimane muto, o addirittura si sottrae, quasi contrariato. Temo che mi voglia rimproverare qualcosa
Di tanto in tanto, mi capita, invece, di vederlo stranamente infervorato e premuroso. Una volta, senza che gli dicessi nulla, intuendo il mio desiderio, l’ha preceduto ed appagato gioiosamente. Io, così abituata al suo comportamento scontroso, ho trovato strano, se non addirittura anormale, quel gesto affettuoso nei miei confronti.
Lo psichiatra, a questo punto, non ha voluto sapere altro. Mi ha fatto una serie di domande sul momento e sul perché mio figlio ha obbedito con slancio. Ha voluto che descrivessi, con meticolosità fino ai minimi particolari i miei gesti, i miei sentimenti, la circostanza, il giorno in cui il bambino ha addirittura preceduto la mia richiesta.
Dopo le mie dettagliate risposte, il medico mi assicura che mio figlio è perfettamente normale…; ama quando si sente amato. E mi lascia capire con garbo, con delicatezza, ma con molta chiarezza, che tutto il comportamento del piccolo dipende unicamente dagli atteggiamenti della mamma; il figlio è lo specchio, il riflesso immediato dell’amore della mamma: “Non smetta, signora, di amarlo per prima”.
Ami per primo, quando fai tu il primo passo; ami per primo quando ami senza aspettarti un grazie; proprio come fa Dio che ti ha amato e ti ama per primo. Allora il tuo amore scioglierà le resistenze dell’altro; darà all’altro la libertà di riamarti e donarti tutto ciò che per te ha ricevuto da Dio".

mercoledì 1 aprile 2015

Per il dialogo abbiamo bisogno di amare gli altri come se stessi



Mutare prospettiva  
            Se definiamo l’amore come il desiderio genuino di saper felice un altro, ne consegue che ciascuno di noi in realtà ama sé stesso: tutti noi desideriamo sinceramente la nostra felicità.
            Per raggiungere il nostro pieno potenziale umano, dobbiamo riuscire a bilanciare l’esigenza di intimità e unione con il senso di autonomia, ovvero con quel bisogno di rivolgere l’attenzione verso noi stessi che è parte integrante della nostra evoluzione di individui.
            Mutare prospettiva è spesso uno degli strumenti più potenti ed efficaci che abbiamo a disposizione quando ci confrontiamo con i problemi quotidiani della vita.
            Sostanzialmente mutare prospettiva non vuol dire essere incoerenti oppure essere come bandiere al vento. Ma se è espressione della nostra voglia di capire gli altri, ciò rispecchia la capacità di guardare la situazione da un altro punto di vista che in certe situazioni potrebbe essere anche quello del nostro peggior nemico.

14° Dalai Lama, “L’arte della felicità”

lunedì 30 marzo 2015

Dall'Atlante della Fraternità - Frammento Gerusalemme

Gerusalemme, Israele
Latitudine: 31° 46’ 8” N - Longitudine: 35° 12’ 58” E

La fraternità può non essere un atto unidirezionale e può generare una spirale positiva. Lo prova Vidah: «Con alcuni giovani di Gerusalemme e dei Territori Palestinesi avevamo messo in programma di partecipare al Genfest a Budapest. Il viaggio era molto costoso e i soldi a disposizione non erano sufficienti. Eravamo venuti a conoscenza che in un convento di Gerusalemme si stava svolgendo un campo scuola per bambini. I frati avevano bisogno di qualcuno che lavasse i piatti dopo i pasti. Ma alcuni giorni prima di intraprendere quest’avventura, il 20 maggio 2012, c’è stato in Italia, nella regione dell’Emilia Romagna un violento terremoto. Non potevamo pensare al nostro interesse, non in quel momento, perché c’era di fronte a noi una necessità più impellente. Dopo esserci confrontati, abbiamo deciso di inviare alle vittime del terremoto i fondi che avremmo ricevuto dal lavaggio dei piatti. Da allora, ogni giorno andavamo ad aiutare i monaci con ancora più entusiasmo. Alla fine abbiamo avuto un buon ricavato che abbiamo devoluto totalmente per le vittime del terremoto. Il viaggio, in una logica non-fraterna, sarebbe sfumato. E invece, con grande sorpresa alcune persone ci hanno donato dei soldi che avrebbero coperto esattamente le spese per andare alla festa dei giovani dei Focolari a Budapest».

http://www.unitedworldproject.org/it/dossier-uwp-it/doc_download/57-atlante-della-fraternita-universale.html

domenica 29 marzo 2015

Il Mediterraneo unisce e non separa

Il terrorismo arriva nel cuore del Maghreb, nel Paese che più di altri sembra aver imboccato la via della democrazia. Serve moderazione e lungimiranza, anche agli europei. Parla Adnane Mokrani


Come sempre accade, il terrorismo appare d’improvviso dove meno ce lo si aspetterebbe. E colpisce questa volta anche gli italiani, così come il resto dell’Europa. I più di venti morti del Museo del Bardo – simbolo della migliore stagione romana in Africa settentrionale, quella dell’arte – suonano come quelli di Charlie Hebdo e di Copenhagen: un attacco al cuore della cultura europea. In realtà i terroristi (Isis? Al-Qaeda? Gruppi sciolti? Ancora non è chiaro, ma in fondo poco importa) volevano colpire il simbolo della democrazia nel mondo arabo, quel parlamento che aveva saputo coraggiosamente redigere una costituzione aperta e che aveva cominciato a conoscere quel meccanismo virtuoso della democrazia che è l’alternanza. L’attacco ai turisti è stato un ripiego, ma le modalità e il luogo sono stati altamente simbolici.

venerdì 27 marzo 2015

Per il dialogo abbiamo bisogno di amare tutti

Dall’evitare all’amare


Nel riflettere su come vivere il Vangelo in modo autentico mi sono resa conto che ho dovuto affrontare alcune sfide con il "raggiungere il più piccolo", nella mia famiglia. Recentemente mi sono trasferita a una certa distanza dalla mia famiglia e cerco di tenermi regolarmente in contatto per telefono. Molte volte la nostra posizione all'interno della famiglia influenza la nostra vicinanza ai nostri fratelli. Nel mio caso, io ho una sorella gemella a cui sono molto vicina.
La chiamo spesso e ci scambiamo le notizie delle nostre famiglie, dei nostri figli e dtutte le avventure e i successi dei nostri nipoti. Facciamo molte conversazioni e passiamo momenti meravigliosi insieme.
Tuttavia, ho anche un’altra sorella più giovane, single, con cui non condivido la stessa vicinanza. Con lei in realtà passo molti momenti difficili a causa della sua forte personalità e delle sue opinioni forti su molte questioni, tra cui argomenti interni alla famiglia! Mi sono anche ritrovata a chiamarla e lasciarle dei messaggi quando so che lei è al lavoro per evitare conversazioni telefoniche. Ripensando al mio comportamento, mi sono resa conto che questo mio atteggiamento di chiamare la sorella che preferisco non era giusto. Amare tutti, aiutare gli ultimi - in questo caso la mia sorella single – era una cosa in cui dovevo cambiare. In diversi momenti lei mi aveva anche fatto sapere quanto era sola a volte.
Sentivo che Dio mi stava sfidando ad accogliere le chiamate di questa sorella con lo stesso amore con cui accoglievo le chiamate della mia sorella gemella! Questo nuovo atteggiamento di amore verso la mia sorella single è diventato l'occasione per scoprire le sue doti, i suoi doni, e costruire un rapporto più stretto con lei. Ora a dire il vero non vedo l'ora che mi chiami. Abbiamo ancora molte differenze, ma ho deciso di concentrarmi sugli aspetti positivi. Ho scoperto la gioia di poterla conoscere meglio, approfondendo le relazioni nella nostra famiglia.

J.C.

giovedì 26 marzo 2015

United World Project - Concorso internazionale



Dal 15 marzo è partito un concorso che coinvolgerà tutto il mondo e che si concluderà il 10 maggio.
Cosa fare?
1. Realizza un video della durata massima di 60 secondi
2. Pubblicalo sulla pagina Facebook ufficiale dell’United World Project utilizzando l’hashtag #unitedworldproject
3. Condividilo con tutti i tuoi contatti e invitali a cliccare “mi piace” sul video e sulla pagina ufficiale del Progetto
Il video dovrà essere incentrato sullo United World Project.  Raccontaci cosa è… come lo spieghi ai tuoi amici… raccontaci una esperienza concreta… mostraci qualche frammento di fraternità; insomma…. Via libera alla fantasia!!!
Se puoi, personalizza il video con il logo dell’UWP.
Alcuni esperti nomineranno il vincitore tenendo conto anche del numero di «I like».
Cosa si vince? Una videocamera GoPro!
Tutti possono partecipare. Singoli, gruppi, associazioni, istituzioni… TUTTI!
E se non hai un account Facebook, invia il video a info@unitedworldproject.org
Sei pronto? Ti aspettiamo!

giovedì 19 marzo 2015

Y4UW Appeal - 03.12.2015

To the Italian Parliament
To the European Parliament
To the national commissions of UNESCO
To the UN
APPEAL

   We represent “Youth for a United World” and we belong to the Focolare Movement which began in 1943 arising out of the experience of Chiara Lubich. We are young people from all over the world, of different religions, cultures, beliefs and traditions; we identify with the principle of universal fraternity and we commit ourselves to live according to what is known as the Golden Rule which invites us to do to others what we would like done to us.
   We are aware of the current global scenario where there are so many conflicts which cause migrations of peoples who attempt to flee from violence, extreme poverty, hunger and social injustices which they are victims of in their own countries. We feel challenged by these appalling situations and want to find practical solutions and ways we can commit ourselves personally.

Appello dei GMU - 12.03.2015

Al Parlamento Italiano
Al Parlamento Europeo
Alle commissioni nazionali dell'UNESCO
All'ONU

APPELLO

   Siamo i "Giovani per un Mondo Unito" e facciamo parte del Movimento dei Focolari nato nel 1943 dall’esperienza di Chiara Lubich. Siamo giovani provenienti da tutto il mondo, di diverse religioni, culture, convinzioni e tradizioni; ci riconosciamo nel principio della fraternità universale e ci impegniamo a vivere secondo la cosiddetta Regola d’Oro che invita a fare agli altri quanto vorremmo fosse fatto a noi.
   Siamo consapevoli dello scenario globale attuale costellato da numerosi conflitti da cui scaturiscono fenomeni come le migrazioni dei popoli che tentano di fuggire dalla violenza, dalla estrema indigenza, dalla fame e dalle ingiustizie sociali di cui sono vittime nei loro Paesi. Queste profonde ferite ci coinvolgono direttamente e ci spingono a cercare soluzioni concrete, a cui volgiamo il nostro impegno personale.

venerdì 13 marzo 2015

Dall'Atlante della Fraternità - Mendoza, Argentina

Mendoza, Argentina Latitudine: 31° 32’ 15” O Longitudine: 68° 32’ 11” N –

Ci sono anche delle belle iniziative artistiche. Miguel ci spiega: «Nel 2008 abbiamo organizzato un concerto di beneficenza dal titolo “Una mano per la Paz”: attraverso un biglietto simbolico ciascuno
donava un libro destinato alle biblioteche pubbliche.
Nel tempo, però, le esigenze si sono rivelate le più varie. In alcune edizioni, ad esempio, sono stati chiesti alimenti per aiutare i più bisognosi. Da maggio a novembre, circa 120 persone tra bambini, famiglie e giovani si incontrano per dei seminari e laboratori artistici di 4 ore a settimana. Durante il recital finale, poi, vengono coinvolte più di 2500 persone. Abbiamo calcolato che in questi anni hanno partecipato 30 band locali, alcuni ospiti internazionali e più di 13mila persone! Cerchiamo
di fare un’esperienza di fraternità sia fra coloro che partecipano ai seminari, sia durante il recital, dove si abbattono le barriere tra palco e platea. Ad oggi sono state tenute cinque edizioni a Mendoza, più due in altre aree quali General Alvear e San Carlos. L’obiettivo principale è quello di incoraggiare i giovani a credere ad una nuova cultura: di pace che ci concretizza attraverso i piccoli gesti di fraternità».

lunedì 9 marzo 2015

Brotherhood in progress


Per il dialogo abbiamo bisogno di amare tutti


"La mia missione non è semplicemente la fratellanza dell'umanità indiana. La mia missione non è semplicemente la libertà dell'India, benché oggi essa assorba, in pratica, tutta la mia vita e tutto il mio tempo. Ma attraverso l'attuazione della libertà dell'India spero di attuare e sviluppare la missione della fratellanza degli uomini. Il mio patriottismo non è esclusivo. Comprende tutto, e io ripudierei quel patriottismo che cercasse di affermarsi sulla miseria o lo sfruttamento di altre nazioni.
E il patriottismo che io concepisco non vale nulla se non si concilia sempre, in ogni caso e senza eccezioni, con il maggior bene dell'umanità tutta. Non solo, ma la mia religione e il mio patriottismo che deriva dalla mia religione abbracciano ogni vita.
Voglio attuare la fratellanza e l'identità non soltanto con gli esseri che si chiamano umani, ma voglio attuare l'identità con ogni vita, anche con quelle cose che strisciano sulla terra. Voglio, se non vi scandalizzo, attuare l'identità perfino con le cose che strisciano sulla terra, perché affermiamo di discendere dallo stesso Dio e, perciò, qualsiasi vita in qualsiasi forma appaia deve essere essenzialmente una.
È impossibile essere internazionalisti senza essere nazionalisti. L'internazionalismo è possibile soltanto quando il nazionalismo diventa una realtà, cioè quando popoli appartenenti a diversi paesi si organizzano e sono in grado di agire come un uomo solo. Il nazionalismo non è un male."


My mission is not merely brotherhood of Indian humanity. My mission is not merely freedom of India, though today is undoubtedly engrosses practically most of my time. But through the fulfillment of India's freedom I hope to suffice and carry on the mission of universal brotherhood. My patriotism is not exclusive but instead all-embracing, and I should reject that patriotism which sought to mount upon the distress or exploitation of other nationalities.
The conception of my patriotism is nothing if it is not always, in every case without exception, consistent with the broadest good of humanity at large. Not only that, but my religion and my patriotism derived from my religion embrace all life.
 I want to fulfill brotherhood and identity not merely with human beings but in every form of life. If it's not too much I would want to conform identity even with the crawling creatures on earth, because we claim as descents of the same God, and therefore, all life in whatever form it appears must be essentially one.
It is impossible for one to be internationalist without being a nationalist. Internationalism is possible only when nationalism becomes a reality, that is when peoples belonging to different nations have organized themselves and are able to act as one man. Nationalism is not evil.

Mohandas K. Gandhi, “Young India – 04/04/1929”

domenica 8 marzo 2015

Iraq e Giordania: la speranza in un futuro di pace

Due testimonianze che danno voce alla sofferenza inaudita di questi popoli, all’accoglienza senza misura dei profughi e alla speranza di un futuro di pace per il Medio Oriente e per il mondo.


Iraq e Giordania: la speranza in un futuro di pace (it) from focolare.org on Vimeo.

English version link

venerdì 6 marzo 2015

Dall'Atlate della Fraternità - Giordania

Amman, Giordania Latitudine: 31° 57’ 18” N Longitudine: 35° 56’ 42” E –

La parola passa a Joseph: «Durante la guerra in Iraq scoppiata nel 2003, numerosi rifugiati sono giunti nella mia città per cercare riparo. Arrivavano stremati e, non avendo né residenza né cittadinanza, i bambini iracheni non potevano andare a scuola.
Con i Giovani per un Mondo Unito abbiamo attivato dei corsi di arabo, inglese, matematica e scienze che li impegnavano 3 ore due volte a settimana, in modo da restare aggiornati sui programmi scolastici. Tutto è iniziato con un ristretto gruppo di ragazzi in una piccola stanza della “Cilizian house” in un clima di amicizia e di dialogo, interagendo e condividendo le loro storie. Il gruppo si è poi allargato e abbiamo avuto la necessità di disporre di aule più grandi che ci sono state offerte dal “Terrasanta Collage” gestito dai francescani. In questo modo potevano frequentare dai 30 ai 40 studenti per semestre».

martedì 3 marzo 2015

CONCORSO MUSICALE INTERNAZIONALE - Loppiano, 1° Maggio 2015

Prende il via in occasione del 50° della nascita di Loppiano, il Concorso Musicale per band, promosso in collaborazione con Azioni Musicali che si svolgerà il Primo maggio a Loppiano alle ore 21:00 a conclusione della giornata.
Oggetto del concorso è l'esibizione live delle band ammesse al concorso e la selezione delle tre canzoni originali inedite più votate, sul seguente tema:

“Spesso i giovani vengono trascinati dagli eventi senza l’'apparente possibilità di scegliere. Sono vittime di un sistema che impedisce loro una piena realizzazione. Questa sconfitta si traduce in indifferenza nei confronti di chi è accanto, in un pensare solo a sé stessi ed a ciò che rende felici subito. Occorre risvegliare le coscienze , far riscoprire la necessità di sognare e la possibilità concreta di costruire un futuro migliore per sé e per gli altri. Al Primo Maggio, riscopriremo il valore di lavorare insieme, di credere nel domani. Un lavoro che parte però da un uscire da sé stessi, dal guardarsi attorno, dal fare una scelta e dall’' incarnare quella scelta per creare insieme, in maniera consapevole, il futuro.”

Il titolo della 44° Edizione del Primo Maggio a Loppiano è: Outside. Look. Choose . Be.

venerdì 27 febbraio 2015

Dall'Atlante della Fraternità - Messico


Netzahiualcóyotl, Messico Latitudine: 19° 24’ 00” N Longitudine: 98° 59’ 20” O –

Margarita racconta che «nella periferia della Città del Messico, nel comune di Netzahualcóyotl (comune di un milione di abitanti e con una densità di 20mila abitanti per Km2, ndr.), si sono rapidamente formati agglomerati di case, con gente giunta da tutta la nazione per cercare lavoro. Sono quartieri,
sorti vorticosamente e in modo sproporzionato.
Tanta è la povertà, imponenti i problemi sociali e sanitari, che toccano l’80 per cento di chi vi abita. Nel 1998, alcuni giovani e adulti di buona volontà – su richiesta della Chiesa locale – hanno deciso di unire le loro capacità e offrire alla comunità servizi sanitari accessibili. Si è aperto il dispensario “Igino Giordani” che offre assistenza sanitaria di qualità e in modo gratuito a chi non può
permettersi cure pubbliche. Accanto al servizio medico di base c’è anche un servizio odontoiatrico ed oculistico, assistenza dietologica per migliorare il livello nutrizionale e si distribuiscono indumenti e giocattoli. Ogni anno sono circa duemila le persone assistite e facendo un rapido calcolo da quando è stato avviato il centro, cioè 15 anni, sono stati circa 25mila gli utenti. Lo scopo, però, non è solo assistere le persone da un punto di vista sanitario, ma anche creare delle relazioni fraterne, fondate sull’ascolto e sulla reciproca condivisione».

mercoledì 25 febbraio 2015

#DoYouCare? Ti importa del dialogo?


fonte: focolare.org
È il tema del “Regenerate” di quest’anno, l’appuntamento annuale del giovani di Irlanda e Gran Bretagna promosso dal Movimento dei Focolari. Sullo sfondo dei fatti di Parigi la questione del dialogo interpella in modo pressante.

20150219-01Un gruppo di 80 giovani cristiani e musulmani. Un argomento: multiculturalismo, diverse religioni, dialogo. Una domanda: ti importa? Un format: quello di “Regenerate”, due giorni nell’Hertfordshire, in un clima rilassato dove si possono affrontare anche temi scottanti. Protagonisti sono i giovani per un Mondo Unito dell'Inghilterra e dell'Irlanda, quest’anno insieme a un gruppo della Islamic Unity Society con i quali da mesi cresce l’amicizia e la stima reciproca, e con cui hanno svolto diverse iniziative, da sessioni di studio al piantare alberi per la pace.

venerdì 20 febbraio 2015

Dall'Atlante della Fraternità - Frammento Costa D'Avorio

Abidijan, Costa d’Avorio Latitudine: 5° 25’ 0” N
Longitudine: 4° 1’ 60” O –
«Nel 2002 è scoppiata la guerra in Costa d’Avorio», racconta con profonda commozione Rosine. «Dietro ogni conflitto armato c’è sempre tanta sofferenza. Rapporti spezzati, incomprensioni, morte, sfiducia, insicurezza. La paura era tanta, anche in noi. Con alcuni amici, però, ci siamo detti che la fraternità non si costruisce con le parole, ma con fatti concreti. Abbiamo pensato al “dado dell’amore”29. La proposta fatta a giovani, bambini, adulti e anziani era semplice: leggere la frase scritta su una delle sei facce e cercare di viverla durante tutto il giorno. Noi per primi ci siamo impegnati a farlo e l’abbiamo proposto ovunque ci trovassimo: a lavoro, nelle parrocchie, nei quartieri, nelle scuole e in famiglia. Di sera ciascun gruppo si incontrava per condividere come aveva vissuto per la fraternità nel corso della giornata. In questi anni quest’azione è stata di aiuto ad una riconciliazione duratura: perdono reciproco fra individui e gruppi, dentro le famiglie, in villaggi e comunità. Insomma, l’amore è permeato fra migliaia di persone». Qui la cruda realtà della guerra non ha avuto l’ultima parola.

http://www.unitedworldproject.org/it/dossier-uwp-it/doc_download/57-atlante-della-fraternita-universale.html

giovedì 19 febbraio 2015

Libia e Isis. Chi fornisce le armi?


di Carlo Cefaloni
fonte: Città Nuova 

Intervista a Maurizio Simoncelli, Archivio disarmo, sul flusso di armamenti che alimenta il caos generato nella regione dall’intervento  militare del 2011: una guerra voluta dalla Francia e  criticata da  pochi mezzi di informazione (Citta Nuova ad esempio)
isis

È prevista per giovedì 19 febbraio l’audizione in Parlamento del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che domenica scorsa ha affermato che Il peggioramento della situazione richiede ora un impegno straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità e pertanto «l'Italia è pronta a fare la sua parte in Libia nel quadro delle decisioni delle Nazioni Unite».  Secondo il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervistata da Il Messaggero, dipenderà dagli scenari che si andranno a configurare l’eventuale «schieramento di truppe di terra» perché «L’Italia è pronta a guidare in Libia una coalizione di paesi dell’area, europei e dell’Africa del Nord, per fermare l’avanzata del Califfato che è arrivato a 350 chilometri dalle nostre coste. Se in Afghanistan abbiamo mandato fino a 5mila uomini, in un Paese come la Libia che ci riguarda molto più da vicino e in cui il rischio di deterioramento è molto più preoccupante per l’Italia, la nostra missione può essere significativa e impegnativa, anche numericamente». Il premier Renzi invita a temporeggiare in vista della posizione dell’Onu («La situazione è difficile ma non è tempo per una soluzione militare») mente Romano Prodi, dall’alto della sua grande esperienza internazionale, invita a cercare ogni forma di mediazione per scongiurare la guerra anche se, osserva, «il problema è che all’Onu oggi manca una guida».

mercoledì 18 febbraio 2015

Zoom sull’Ucraina

fonte: Città Nuova


Dal culmine della protesta nel febbraio 2014 ai 5mila morti in un anno: la lettura della tragedia ucraina e le prospettive di fraternità dalla voce di padre Mychayl da Kiev.
20150212-aPadre Mychayl è un sacerdote greco-cattolico che vive la spiritualità dei Focolari. Dalle pagine di Città Nuova ci ha aiutato a seguire le vicende del suo amato e devastato Paese. Ad un anno dallo scoppio del conflitto gli abbiamo chiesto di rileggere quanto accaduto.
«Dalla rivolta di Piazza Maidan al conflitto nel sud-est è passato quasi un anno e finora sono stati 5mila i morti e oltre un milione i profughi. Già da mesi dura la guerra nel Donbass. La gente sta morendo, l’infrastruttura è al collasso, centinaia di migliaia di persone sono in fuga. Nel patchwork di territori controllati da ucraini e da separatisti, nel caos di bande, comandanti in guerra tra loro, eserciti male armati e peggio addestrati, potrebbe esserci l’effetto collaterale di una guerra di tutti contro tutti».

martedì 17 febbraio 2015

I want to feel that hope again

Living City
By Sandra Darkwah


When I was in sixth grade, another classmate told me that I wasn’t allowed to speak when he spoke because, he said, “If this was the 1800s, I could own you.” We were in the middle of history class, huddled in groups of six to discuss an upcoming project. The comment had been directed at me because I had told him that the idea he’d suggested wasn’t original enough. Anger won over my initial shock. I picked up the textbook we had been looking through, and hit him with it. Someone at our table started “ooohing” and soon the sound was being repeated around the classroom, causing our teacher to break off the conversation she’d been having in the hallway with another teacher. The two of us were sent to principal’s office, where my anger gave way to hurt and I started to cry. I was told to apologize for hitting him; he was given two weeks of detention.

sabato 14 febbraio 2015

Un progetto in capo al mondo

fonte: AMU

Come si vive in una terra senza futuro?
Nel villaggio di Buota, uno dei più poveri della Repubblica di Kiribati, ci si prova anche così…
«Abbiamo saputo che non lontano da Buota, molte famiglie hanno dovuto abbandonare le loro case distrutte dall’alta marea. Ora, con l’aiuto dei villaggi vicini, stanno provando a ricostruire le abitazioni…».
La notizia, che ci arriva da Mary Cass – referente locale del progetto di Kiribati – non annuncia una nuova catastrofe ecologica, ma un’ordinaria emergenza. Il Paese ha infatti un grosso problema di fondo: il progressivo innalzamento del livello del mare sta sottraendo terre all’agricoltura, con effetti negativi sulle attività lavorative e sulla qualità dell’alimentazione. Si prevede che fra alcuni decenni tutto l’arcipelago sarà sommerso.
Non potendo arrestare l’avanzata del mare, dovuta al surriscaldamento globale, il governo punta a fornire agli abitanti una nuova collocazione all’estero o in altre parti del Paese.
Tarawa è l’isola più grande di quel vasto arcipelago del Pacifico. Uno dei villaggi più poveri dell’isola è il villaggio di Buota, dove è in corso il nostro progetto.
Oltre alle attività destinate ai bambini è previsto un supporto per sviluppare piccole attività produttive.
«Sono state aperte a Buota 2 nuove piccole attività commerciali, continua Mary Cass. La prima consiste nella produzione e vendita di ghiaccio, grazie ad un congelatore acquistato con i contributi AMU. La seconda riguarda invece la vendita di oggetti di artigianato all’aeroporto di Tarawa, anche questa attività resa possibile dai contributi AMU con i quali abbiamo acquistato una macchina da cucire. Va bene anche la produzione di pane che viene venduto a tre diversi negozi presenti nel villaggio e nell’area circostante. Il ricavato di tutti questi lavori – oltre a retribuire il lavoro delle donne coinvolte – va a beneficio della nostra scuola materna “Love and Unity” e permette di provvedere ad alcune necessità alimentari dei bambini e delle loro famiglie.»