mercoledì 3 febbraio 2016

Giggs, Neville e i senzatetto

Nel gelido inverno di Manchester, continua a fare notizia la decisione di Ryan Giggs e Gary Neville, ex stelle del calcio del Manchester United, di dare ospitalità fin dallo scorso ottobre a una trentina di senzatetto nel loro hotel di lusso in costruzione. 17.530 sono le famiglie senza fissa dimora nei quartieri di Londra

Se le folate artiche che hanno sferzato Europa e Italia qualche settimana fa non hanno risparmiato qualche disagio in genere, in un simile inverno la vita di un senzatetto è certo messa oltremodo a dura prova. In Gran Bretagna, in particolare l’emergenza senzatetto è ai massimi livelli: non è insolito scorgere la notte, anche nei quartieri più ricchi e frequentati da benestanti come Chelsea o Notting Hill, persone munite di sacco a pelo cercare un riparo meno freddo negli androni degli eleganti palazzi, in particolare nella stagione invernale.

domenica 31 gennaio 2016

Tutti a scuola per sconfiggere le guerre

Poco più di un anno fa, il 17 dicembre 2014, all’indomani della strage di 134 studenti nella scuola pubblica di Peshawar, in Pakistan, riflettevo su quegli eventi orribili. Su Facebook mi chiedevo, “che succede se il nuovo campo di battaglia dei conflitti nel mondo diventano le scuole? Che succede se si attacca con la violenza uno dei diritti più basilari?”.

Un anno dopo, mi ronzano in mente quelle stesse domande. Ancora una volta in Pakistan, l’obiettivo è quello di colpire studenti, professori, il sistema università, in poche parole il diritto alla conoscenza e quindi alla possibilità di scegliere il proprio futuro.

venerdì 29 gennaio 2016

62 = 3.600.000.000

Una ricerca pubblicata da Oxfam (una nota Ong) sentenzia una realtà agghiacciante: 62 persone al mondo possiedono quanto la metà della popolazione più povera del pianeta.

A volte le cifre parlano più di ogni lettera o discorso. Che 62 Paperoni del mondo intero (tra cui due italiani, i proprietari di Nutella, Maria Fissolo, e Luxottica, Del Vecchio), possiedano un patrimonio equivalente a quello dei 3 miliardi e 600 milioni di uomini e donne più poveri o meno ricchi al mondo è uno scandalo che non dovrebbe farci dormire sonni tranquilli. 1760 miliardi di dollari.

mercoledì 27 gennaio 2016

Chiara: 12 anni e quella voce soffocata a Pordenone

L’ennesimo caso di bullismo che istiga una ragazzina a tentare il suicidio. Tante, troppe le tragedie nascoste. Che fare? Ascoltare, prevenire fin dalla scuola dell’infanzia cominciando a bandire dal nostro vocabolario quelle parole come competizione e arrivismo che sono veleno puro per la relazione che mette al centro la persona.

Chiara, 12 anni di Pordenone, la ragazzina che ha cercato di uccidersi lanciandosi dal secondo piano della palazzina dove abitava, denunciando di essere vittima di atti di bullismo, è l’ennesima preadolescente che inquieta in modo profondo le nostre coscienze.

domenica 24 gennaio 2016

Il papa alla sinagoga: le parole e i nomi

Cosa è stato detto, e non detto, nella storica visita di Francesco nella visita alla sinagoga di Roma. Il percorso di fraternità come strada per rimuovere ogni fondamentalismo. A cominciare dalla Terra Santa, al dolore delle vittime dei conflitti verso la costruzione della pace

La visita di papa Francesco alla sinagoga è un evento troppo grande per essere abbandonato al correre delle informazioni, in cui l’una mangia l’altra, in una voracità, che distrugge l’attenzione. Importanti parole e nomi sono stati detti, ma altri sono stati ignorati.

venerdì 22 gennaio 2016

#riscaldiamolasiria

L’iniziativa dei Giovani per un Mondo Unito italiani come risposta ai fratelli siriani

«Un contatto della comunità del Movimento dei Focolari, ai confini con la Siria, ci ha messo al corrente della critica situazione che si trovano a vivere. In Siria fa molto freddo adesso, non hanno come riscaldare la casa e gli indumenti adatti per sopportare le basse temperature. Non hanno neanche la possibilità di comprarli, sia per difficoltà economiche sia perché a causa dell’embargo non arriva questo tipo di indumenti.

Dopo un rapido confronto tra di noi abbiamo capito che potevamo, e volevamo, fare subito qualcosa per questi fratelli.

mercoledì 20 gennaio 2016

“My illness made me change my vision of the world”

Nikola Kopilovic lives in Belgrade, Serbia. At 18, at the beginning of the 4th year of high school, he discovered a serious illness. "Love those you encounter and always be grateful for all you have" is its delivery to his friends, in a letter written a few months later.

“I love swimming and automobiles; the minute I recover I will get my license. I have a sister whom I love and my elder brother is my model. I listen to almost all types of music, especially techno. I’d love to have a dog… I never used to read but now I find it very interesting, also because it makes time go faster in the hospital .”

domenica 17 gennaio 2016

Costruire il proprio domani

Un appuntamento per 100 giovani del nord Italia a Vallo torinese, a nord di Torino. Temi di grande attualità, dal dialogo interreligioso all’enciclica Laudato si, il Giubileo e l’anno della misericordia

Come iniziare il 2016? Certamente i più giovani, e non solo, scelgono la festa della mezzanotte, una serata da allungare fino alle ore piccole con gli amici. Già, sempre così. Ma poi, passati i primi due giorni, l'anno non può non portare occasioni di dialogo, confronto, riflessione su priorità e obiettivi. Così hanno scelto di fare cento giovani tutto il nord Italia che dal 3 al 5 gennaio si ritrovano a Vallo Torinese. E qui, 80 ragazzi dai 15 ai 30 anni, vogliono dire il 10 per cento in più della popolazione. Un picco notevole visto che Vallo è un paese di 800 abitanti a nord di Torino, all'inizio delle Valli di Lanzo. Piccolo ma piuttosto animato

venerdì 15 gennaio 2016

Quell’osteria strappata alla mafia che dà lavoro ai ragazzi Down

C’è più sapore quando un locale nasce dall’impegno civile, sociale e culturale. È il caso di La Tela, nuovo ristorante e centro di aggregazione di Rescaldina (Milano) gestito da una cordata di soggetti non profit ed enti di formazione per restituire alla collettività un bene sequestrato alla criminalità organizzata e avviare progetti di inserimento professionale per giovani con disabilità e non. In sala e al banco, infatti, ecco due ragazze down. «Per ora è stata assunta in borsa lavoro per sei mesi solo Noemi, che ha 22 anni e fa un part-time di una ventina d’ore settimanali per venire incontro alle sue esigenze da nuotatrice - medaglia d’oro nei 50 farfalla ai Campionati 2014 Fisdr (Federazione italiana sport disabilità intellettiva relazionale), argento nei 100 e 200 metri -, ma è in procinto di essere inserita nello staff anche Denise», precisa la referente di Team Down Eunice Gordon. Inaugurata ai primi di dicembre, La Tela - Osteria sociale del buon essere è frutto del progetto “Tutto il gusto della legalità” e della collaborazione tra il Comune, le cooperative Arcadia e Dire fare giocare, la rete di gruppi d’acquisto solidale Gasabile, l’associazione La libreria che non c’è, Team Down, Slow Food e Ial di Legnano, l’Enaip di Busto Arsizio. La Tela vuole essere quindi un luogo di formazione, utile anche per i giovani in alternanza scuola-lavoro, in un settore importante come quello della ristorazione e offrire opportunità di impiego ai ragazzi disabili.

mercoledì 13 gennaio 2016

A 5 anni, percorre 3 chilometri in bicicletta per salvare il padre. Il gesto eroico di Kevin-Djéné

Ha salvato suo padre, malato di cuore, percorrendo tre chilometri in bicicletta in piena notte sotto la pioggia battente, prima di essere raccolto da un automobilista che ha chiamato i soccorsi. Il protagonista di questa storia è un bambino di cinque anni, Kevin-Djéné, che vive in mayenne, nell'ovest della Francia. "Era in infradito e pigiama, senza neppure una giacca. Era zuppo, tremante. C'era un tempo da cani" ha raccontato all'Afp l'automobilista, Jean-François Pinot, raccontando il suo incontro mercoledì sera su una strada all'uscita del villaggio di saint-pierre-la-cour.

domenica 10 gennaio 2016

Reconnect my scattered family

East and West bridge peacefully as father and daughter finally met for the first time

We often discuss the many challenges families face and how Pope Francis has urged us to “heal wounds.” His words cause me to think deeply about my own experience.

My father was an American soldier stationed in the Philippines at the end of World War II. He was just 22 when he met my mom; she was 20.

He went back to the U.S. afterwards without knowing that I would be born some months later. He wrote to mom, but she did not respond. She did, however, keep a photograph with his address written on the back.

venerdì 8 gennaio 2016

Il dialogo è finito?

Guardando al 2015, da Charlie Hebdo alle stragi del volo russo sul Sinai, di Beirut, di Parigi, di Bomako e di tante, troppe, altre vite bruciate in attacchi e guerre (Siria, Centro Africa, Yemen, Ucraina ecc. ecc.), spesso in nome di un Dio piuttosto fantomatico, verrebbe da dire che il dialogo non è più una possibilità. Eppure, la mia esperienza di quest’anno mi fa dire esattamente il contrario...

Il dialogo è finito? È il titolo di un testo di Brunetto Salvarani uscito nel 2011 per i tipi del Centro Editoriale Dehoniano (EDB). Mi è capitato fra le mani nuovamente, per caso, oggi. Stavo pensando a questo pezzo che mi era stato chiesto: un bilancio sul dialogo nell’anno che si chiude. Ho avuto la tentazione di lasciarmi portare da questo titolo intrigante. Certo! La domanda fa pensare a chi ha creduto alla possibilità del dialogo e, da anni, sta lavorando al suo cammino lento, ma progressivo.

mercoledì 6 gennaio 2016

Choosing compassion

Some thoughts on injecting mercy into our daily lives

Mercy is not a term I hear very often, so when I sat down to write this essay the first images in my mind were of biblical mercy, judicial mercy — the big moments, the ones that define humanity and nations — but those are, in some ways, too large to understand and have very little application in everyday life.

Recently, I heard on the radio a TSA employee confiscated a five-year-old’s Buzz Lightyear toy and threw it in the garbage as the child and his father passed through airport security because the toy was a “gun.” Working with children and growing up in the wake of events like Columbine and 9/11, I’ve watched moments such as that one time and again, when adults enforce rules strictly and without consideration of circumstance.

domenica 3 gennaio 2016

Dino, il dirigente in pensione che sfama i senzatetto di Roma

Quattro giorni a settimana fornisce pasti alle stazioni Tuscolana e Ostiense insieme ai volontari di RomAmor, la onlus che lui stesso, 85enne, ha fondato

Dà da mangiare ai senzatetto di Roma quattro volte a settimana, nelle mense delle stazioni Ostiense e Tuscolana. Dino Impagliazzo, 85 anni, dirigente in pensione, è ormai famoso tra gli homeless della Capitale per la sua opera di carità che porta avanti da anni senza aiuti istituzionali, ma solo grazie al contributo di amici, familiari, conoscenti.

venerdì 1 gennaio 2016

Diritti umani: Le migliori buone notizie del 2015

Comunità risarcite dalle multinazionali, rilascio di prigionieri di coscienza, passi avanti verso l'abolizione della pena di morte: sono queste alcune delle buone notizie del 2015 ottenuto grazie all'impegno di chi sta dalla parte dei diritti umani.

Gennaio, Nigeria - Il 7 gennaio la Shell ha accettato di risarcire la comunità di Bodo, nel delta del fiume Niger, devastata dal 2008 da due fuoriuscite di petrolio. Un'azione legale promossa nel 2011 nel Regno Unito dalla comunità di Bodo ha costretto la compagnia petrolifera a una conciliazione extragiudiziale in base alla quale risarcirà 55 milioni di sterline (circa 70 milioni di euro), di cui 35 ripartiti tra 15.600 persone e 20 destinati alla comunità di Bodo.

mercoledì 30 dicembre 2015

Kenya: musulmani rischiano la vita per i cristiani

Un’amica mi ha mandato il link di un quotidiano italiano con la notizia che in Kenya un gruppo di cristiani è stato salvato da passeggeri musulmani che viaggiavano sulla stesso bus.

Probabilmente l’hanno letta anche altri, ma senza dubbio non ha avuto la rilevanza che meritava. Dopo i fatti di Parigi (Beirut e Bomako) ho ripetuto varie volte quanto si sta vivendo oggi: la strategia della paura che viene abilmente orchestrata e la ripetuta richiesta da parte degli organi di stampa e dei media occidentali per un segno da parte dei musulmani per la condanna dei terroristi, in particolare ISIS. La notizia non ha avuto la rilevanza mediatica che ci si sarebbe attesi. Eppure sono musulmani che hanno rischiato la vita per cristiani.

domenica 27 dicembre 2015

Vinci l’indifferenza e conquista la pace

Il messaggio di papa Francesco per la 49° Giornata mondiale della pace. Il titolo contiene due azioni: vinci l’indifferenza e conquista la pace. La vera sfida è vincere la cultura dell’indifferenza

Quella che papa Francesco ha chiamato Terza guerra mondiale fatta a pezzi, ha il suo fondamento nella cultura dell’indifferenza, nel non riconoscere l’altro nella sua alterità violata e ferita. Al centro della globalizzazione dell’indifferenza sta la globalizzazione della guerra, che sembra sedurre il cuore di molti.

venerdì 25 dicembre 2015

Natale di condivisione

«Auguro a tutti un Natale di condivisione, ricordando le parole di papa Francesco: giustizia, solidarietà e sobrietà.
Giustizia: cioè guardare a chi soffre, a chi manca del necessario, non come una categoria sociale da aiutare, ma come fratelli da amare.
Solidarietà: non aver paura di aprire il cuore, le tasche, i portafogli, per vivere come una sola famiglia.
Sobrietà: non sciupare quello che va messo a disposizione di tutti, a cominciare dalle cose belle del creato.
Lo spero, spero nella grazia del Natale!
È un tempo di misericordia che tutti possono vivere. Dio crede in noi e mette nel cuore di ognuno una scintilla del Suo amore. Allora il Natale può essere bellissimo per tutti: sarà bello se sarà un Natale d’amore».

mercoledì 23 dicembre 2015

Moschee aperte a Genova

Anche questa domenica le sale di preghiera della città aprono le loro porte a tutti coloro che vorranno visitarle sotto la guida dei membri delle singole comunità. Tra degustazioni di tè e piatti arabi e laboratori per i bambini, crollano i muri dell'indifferenza e del sospetto

Mentre domenica 13 dicembre le cattedrali e i santuari aprivano le porte sante e a Roma musulmani e cristiani partecipavano insieme in piazza San Pietro all’Angelus con papa Francesco, a Genova si aprivano le porte delle moschee. Ha riscosso infatti notevole interesse e curiosità, da parte di molti abitanti, l’iniziativa “Moschee aperte” organizzata dal quotidiano il Secolo XIX in collaborazione con alcune associazioni islamiche. L’intento era quello di promuovere il dialogo e la tolleranza tra le diverse fede.