domenica 14 febbraio 2016

Providing much more than food

When a Texan mission’s friars were called away, this couple continued serving the homeless

Working with the homeless in our town of Fort Worth, Texas, has been one of the greatest sources of joy for my husband and me for the last several years. It’s not so much about providing these people with food in a loving environment, but rather addressing the poverty of loneliness, apparent loss of dignity and love. Those most in need of love among the homeless population are often those most difficult to love: the mentally ill, physically ill, addicts, alcoholics, ex-convicts and those unable to perform the basic functions of good hygiene.

venerdì 12 febbraio 2016

Il principio di fraternità esiste?

In occasione del convegno “La cattedra del dialogo”, abbiamo intervistato il prof. Filippo Pizzolato, docente di Istituzioni di diritto pubblico presso la Bicocca e di Dottrina dello Stato presso l’università cattolica del Sacro Cuore di Milano, su come declinare in politica la dimensione della "cura dell'altro"

“Il principio, etico e giuridico, di fraternità non prevede scarti sociali” è stato il titolo di uno degli incontri ospitati presso la diocesi di Reggio Calabria-Bova del ciclo la “Cattedra del dialogo”. Il coordinatore delle iniziative, prof. Antonino Spadaro, spiega così il senso del “dialogo”: «L’obiettivo, di fronte a integralismi e chiusure di varia natura, è quello di creare un luogo e un’occasione di incontro fra credenti di altre religioni, e credenti e non credenti, nella speranza di realizzare un libero e fecondo confronto culturale».

mercoledì 10 febbraio 2016

“We have to talk” - Diversity at work... and at home

Damiana Paras grew up in the Philippines, a country marked by different influences over the centuries from China, Spain and the U.S., but not really within a diverse society.

However, even if that country doesn’t have a lot of immigrants, she was used to building relationships with people from different cultures: “When I encountered the Focolare, I had the experience of meeting different people from different countries in Europe — and I enjoyed it.” She remembered how the Gospel-based experiences that the Europeans shared were universal, and she felt enriched by their world views and ideas, as they were by hers. Her six children also participated in Focolare youth meetings, and she encouraged them to be open to diversity.

domenica 7 febbraio 2016

Messina, Italia: Sognando un quartiere a misura di «monelli»

Messina, zona sud. Un lembo di terra come tanti ce ne sono nel Meridione italiano. Degrado e abbandono vestono la zona sin dagli anni ’50. Periodo in cui è sorto il quartiere Fondo Fucile, meglio noto da queste parti come il quartiere della “Chiesa che non c’è” perché il terreno su cui doveva essere edificata è occupato dalle baracche. Le prime sono arrivate da Giostra, altro quartiere molto povero, in attesa della costruzione e dell’assegnazione delle case popolari. Ma man a mano che le famiglie entravano nei nuovi alloggi, altre ne arrivavano ad occupare le baracche. Fino ai giorni nostri, in cui la Chiesa ancora non c’è, ma la baraccopoli sì.

venerdì 5 febbraio 2016

Life after Typhoon Melor: Early recovery focuses on shelter repair

It has been three weeks since Typhoon Melor struck Central Philippines and Eastern Visayas, and many communities are starting to rebuild their homes and their lives, especially in those areas that have yet to receive proper support for shelter and livelihood needs. The lack of building supplies and materials are forcing many of them to meet their needs in an inadequate, unsafe and unstable way.

60-year-old Ernesto Ahitan, a resident of Real in the municipality of Monreal, Masbate has almost finished constructing the skeleton of his new two-storey home.

mercoledì 3 febbraio 2016

Giggs, Neville e i senzatetto

Nel gelido inverno di Manchester, continua a fare notizia la decisione di Ryan Giggs e Gary Neville, ex stelle del calcio del Manchester United, di dare ospitalità fin dallo scorso ottobre a una trentina di senzatetto nel loro hotel di lusso in costruzione. 17.530 sono le famiglie senza fissa dimora nei quartieri di Londra

Se le folate artiche che hanno sferzato Europa e Italia qualche settimana fa non hanno risparmiato qualche disagio in genere, in un simile inverno la vita di un senzatetto è certo messa oltremodo a dura prova. In Gran Bretagna, in particolare l’emergenza senzatetto è ai massimi livelli: non è insolito scorgere la notte, anche nei quartieri più ricchi e frequentati da benestanti come Chelsea o Notting Hill, persone munite di sacco a pelo cercare un riparo meno freddo negli androni degli eleganti palazzi, in particolare nella stagione invernale.

domenica 31 gennaio 2016

Tutti a scuola per sconfiggere le guerre

Poco più di un anno fa, il 17 dicembre 2014, all’indomani della strage di 134 studenti nella scuola pubblica di Peshawar, in Pakistan, riflettevo su quegli eventi orribili. Su Facebook mi chiedevo, “che succede se il nuovo campo di battaglia dei conflitti nel mondo diventano le scuole? Che succede se si attacca con la violenza uno dei diritti più basilari?”.

Un anno dopo, mi ronzano in mente quelle stesse domande. Ancora una volta in Pakistan, l’obiettivo è quello di colpire studenti, professori, il sistema università, in poche parole il diritto alla conoscenza e quindi alla possibilità di scegliere il proprio futuro.

venerdì 29 gennaio 2016

62 = 3.600.000.000

Una ricerca pubblicata da Oxfam (una nota Ong) sentenzia una realtà agghiacciante: 62 persone al mondo possiedono quanto la metà della popolazione più povera del pianeta.

A volte le cifre parlano più di ogni lettera o discorso. Che 62 Paperoni del mondo intero (tra cui due italiani, i proprietari di Nutella, Maria Fissolo, e Luxottica, Del Vecchio), possiedano un patrimonio equivalente a quello dei 3 miliardi e 600 milioni di uomini e donne più poveri o meno ricchi al mondo è uno scandalo che non dovrebbe farci dormire sonni tranquilli. 1760 miliardi di dollari.

mercoledì 27 gennaio 2016

Chiara: 12 anni e quella voce soffocata a Pordenone

L’ennesimo caso di bullismo che istiga una ragazzina a tentare il suicidio. Tante, troppe le tragedie nascoste. Che fare? Ascoltare, prevenire fin dalla scuola dell’infanzia cominciando a bandire dal nostro vocabolario quelle parole come competizione e arrivismo che sono veleno puro per la relazione che mette al centro la persona.

Chiara, 12 anni di Pordenone, la ragazzina che ha cercato di uccidersi lanciandosi dal secondo piano della palazzina dove abitava, denunciando di essere vittima di atti di bullismo, è l’ennesima preadolescente che inquieta in modo profondo le nostre coscienze.

domenica 24 gennaio 2016

Il papa alla sinagoga: le parole e i nomi

Cosa è stato detto, e non detto, nella storica visita di Francesco nella visita alla sinagoga di Roma. Il percorso di fraternità come strada per rimuovere ogni fondamentalismo. A cominciare dalla Terra Santa, al dolore delle vittime dei conflitti verso la costruzione della pace

La visita di papa Francesco alla sinagoga è un evento troppo grande per essere abbandonato al correre delle informazioni, in cui l’una mangia l’altra, in una voracità, che distrugge l’attenzione. Importanti parole e nomi sono stati detti, ma altri sono stati ignorati.

venerdì 22 gennaio 2016

#riscaldiamolasiria

L’iniziativa dei Giovani per un Mondo Unito italiani come risposta ai fratelli siriani

«Un contatto della comunità del Movimento dei Focolari, ai confini con la Siria, ci ha messo al corrente della critica situazione che si trovano a vivere. In Siria fa molto freddo adesso, non hanno come riscaldare la casa e gli indumenti adatti per sopportare le basse temperature. Non hanno neanche la possibilità di comprarli, sia per difficoltà economiche sia perché a causa dell’embargo non arriva questo tipo di indumenti.

Dopo un rapido confronto tra di noi abbiamo capito che potevamo, e volevamo, fare subito qualcosa per questi fratelli.

mercoledì 20 gennaio 2016

“My illness made me change my vision of the world”

Nikola Kopilovic lives in Belgrade, Serbia. At 18, at the beginning of the 4th year of high school, he discovered a serious illness. "Love those you encounter and always be grateful for all you have" is its delivery to his friends, in a letter written a few months later.

“I love swimming and automobiles; the minute I recover I will get my license. I have a sister whom I love and my elder brother is my model. I listen to almost all types of music, especially techno. I’d love to have a dog… I never used to read but now I find it very interesting, also because it makes time go faster in the hospital .”

domenica 17 gennaio 2016

Costruire il proprio domani

Un appuntamento per 100 giovani del nord Italia a Vallo torinese, a nord di Torino. Temi di grande attualità, dal dialogo interreligioso all’enciclica Laudato si, il Giubileo e l’anno della misericordia

Come iniziare il 2016? Certamente i più giovani, e non solo, scelgono la festa della mezzanotte, una serata da allungare fino alle ore piccole con gli amici. Già, sempre così. Ma poi, passati i primi due giorni, l'anno non può non portare occasioni di dialogo, confronto, riflessione su priorità e obiettivi. Così hanno scelto di fare cento giovani tutto il nord Italia che dal 3 al 5 gennaio si ritrovano a Vallo Torinese. E qui, 80 ragazzi dai 15 ai 30 anni, vogliono dire il 10 per cento in più della popolazione. Un picco notevole visto che Vallo è un paese di 800 abitanti a nord di Torino, all'inizio delle Valli di Lanzo. Piccolo ma piuttosto animato

venerdì 15 gennaio 2016

Quell’osteria strappata alla mafia che dà lavoro ai ragazzi Down

C’è più sapore quando un locale nasce dall’impegno civile, sociale e culturale. È il caso di La Tela, nuovo ristorante e centro di aggregazione di Rescaldina (Milano) gestito da una cordata di soggetti non profit ed enti di formazione per restituire alla collettività un bene sequestrato alla criminalità organizzata e avviare progetti di inserimento professionale per giovani con disabilità e non. In sala e al banco, infatti, ecco due ragazze down. «Per ora è stata assunta in borsa lavoro per sei mesi solo Noemi, che ha 22 anni e fa un part-time di una ventina d’ore settimanali per venire incontro alle sue esigenze da nuotatrice - medaglia d’oro nei 50 farfalla ai Campionati 2014 Fisdr (Federazione italiana sport disabilità intellettiva relazionale), argento nei 100 e 200 metri -, ma è in procinto di essere inserita nello staff anche Denise», precisa la referente di Team Down Eunice Gordon. Inaugurata ai primi di dicembre, La Tela - Osteria sociale del buon essere è frutto del progetto “Tutto il gusto della legalità” e della collaborazione tra il Comune, le cooperative Arcadia e Dire fare giocare, la rete di gruppi d’acquisto solidale Gasabile, l’associazione La libreria che non c’è, Team Down, Slow Food e Ial di Legnano, l’Enaip di Busto Arsizio. La Tela vuole essere quindi un luogo di formazione, utile anche per i giovani in alternanza scuola-lavoro, in un settore importante come quello della ristorazione e offrire opportunità di impiego ai ragazzi disabili.

mercoledì 13 gennaio 2016

A 5 anni, percorre 3 chilometri in bicicletta per salvare il padre. Il gesto eroico di Kevin-Djéné

Ha salvato suo padre, malato di cuore, percorrendo tre chilometri in bicicletta in piena notte sotto la pioggia battente, prima di essere raccolto da un automobilista che ha chiamato i soccorsi. Il protagonista di questa storia è un bambino di cinque anni, Kevin-Djéné, che vive in mayenne, nell'ovest della Francia. "Era in infradito e pigiama, senza neppure una giacca. Era zuppo, tremante. C'era un tempo da cani" ha raccontato all'Afp l'automobilista, Jean-François Pinot, raccontando il suo incontro mercoledì sera su una strada all'uscita del villaggio di saint-pierre-la-cour.

domenica 10 gennaio 2016

Reconnect my scattered family

East and West bridge peacefully as father and daughter finally met for the first time

We often discuss the many challenges families face and how Pope Francis has urged us to “heal wounds.” His words cause me to think deeply about my own experience.

My father was an American soldier stationed in the Philippines at the end of World War II. He was just 22 when he met my mom; she was 20.

He went back to the U.S. afterwards without knowing that I would be born some months later. He wrote to mom, but she did not respond. She did, however, keep a photograph with his address written on the back.

venerdì 8 gennaio 2016

Il dialogo è finito?

Guardando al 2015, da Charlie Hebdo alle stragi del volo russo sul Sinai, di Beirut, di Parigi, di Bomako e di tante, troppe, altre vite bruciate in attacchi e guerre (Siria, Centro Africa, Yemen, Ucraina ecc. ecc.), spesso in nome di un Dio piuttosto fantomatico, verrebbe da dire che il dialogo non è più una possibilità. Eppure, la mia esperienza di quest’anno mi fa dire esattamente il contrario...

Il dialogo è finito? È il titolo di un testo di Brunetto Salvarani uscito nel 2011 per i tipi del Centro Editoriale Dehoniano (EDB). Mi è capitato fra le mani nuovamente, per caso, oggi. Stavo pensando a questo pezzo che mi era stato chiesto: un bilancio sul dialogo nell’anno che si chiude. Ho avuto la tentazione di lasciarmi portare da questo titolo intrigante. Certo! La domanda fa pensare a chi ha creduto alla possibilità del dialogo e, da anni, sta lavorando al suo cammino lento, ma progressivo.

mercoledì 6 gennaio 2016

Choosing compassion

Some thoughts on injecting mercy into our daily lives

Mercy is not a term I hear very often, so when I sat down to write this essay the first images in my mind were of biblical mercy, judicial mercy — the big moments, the ones that define humanity and nations — but those are, in some ways, too large to understand and have very little application in everyday life.

Recently, I heard on the radio a TSA employee confiscated a five-year-old’s Buzz Lightyear toy and threw it in the garbage as the child and his father passed through airport security because the toy was a “gun.” Working with children and growing up in the wake of events like Columbine and 9/11, I’ve watched moments such as that one time and again, when adults enforce rules strictly and without consideration of circumstance.

domenica 3 gennaio 2016

Dino, il dirigente in pensione che sfama i senzatetto di Roma

Quattro giorni a settimana fornisce pasti alle stazioni Tuscolana e Ostiense insieme ai volontari di RomAmor, la onlus che lui stesso, 85enne, ha fondato

Dà da mangiare ai senzatetto di Roma quattro volte a settimana, nelle mense delle stazioni Ostiense e Tuscolana. Dino Impagliazzo, 85 anni, dirigente in pensione, è ormai famoso tra gli homeless della Capitale per la sua opera di carità che porta avanti da anni senza aiuti istituzionali, ma solo grazie al contributo di amici, familiari, conoscenti.