giovedì 31 marzo 2016

Produzioni di armi: una questione di coscienza

Si può rinunciare ad un lavoro ben remunerato perché va contro i principi in cui si crede? Federico Di Iorio, giovane ingegnere aerospaziale, lo ha raccontato nel convegno "La fraternità universale in cammino: il disarmo possibile", svoltosi nel Parlamento italiano il 16 marzo in memoria di Chiara Lubich.

«A 19 anni ho lasciato la mia regione – l’Abruzzo – per studiare ingegneria aerospaziale a Pisa. È stato un percorso faticoso ma pieno di soddisfazioni: in 5 anni sono riuscito a portare a termine la specializzazione con il massimo dei voti, compreso uno stage in Germania che ha ancor più arricchito le mie competenze. Tutto ciò con il sostegno e i sacrifici della mia famiglia.

martedì 29 marzo 2016

Even being “anti” can open up dialogue

Not speaking up is the privilege of those who have never suffered from racism

Not long ago a video from The Guardian explained the difference between being “non-racist” and “anti-racist.” It kind of startled me back to consciousness. In it Jamaican novelist Marlon James listed a few scenarios I had found myself in at different moments of my life: “I don’t sing that n-word”; “I’m not burning any crosses”; “I didn’t vote for that guy.”

Sure, avoiding those things doesn’t make the problem of racism worse. But what am I actually doing to stop it?

“Your going to bed with a clear conscious is not going to stop college students from getting assaulted,” James said. He invited the listener to take a more active stance, to speak up and say, we are against this, “that what hurts one of us hurts all of us.” That’s where we have to move from “non” to “anti,” he said.

giovedì 24 marzo 2016

Profughi bloccati a Idomeni. Il racconto: “Nel fango e al freddo, ho visto una umanità ferita”

Il racconto dalla frontiera macedone con la Grecia di Dolores Poletto del Movimento dei Focolari a Skopje. “C'è una moltitudine di gente che arriva nelle condizioni più precarie. Le tende si distendono a centinaia lungo la pianura e sotto una pioggia battente sono sommerse letteralmente sotto il fango". I bambini? Sono tantissimi e si ammalano facilmente. La notizia: tre profughi sono morti tentando di attraversare illegalmente un fiume tra la Macedonia e la Grecia

Ha cominciato a piovere la settimana scorsa e non ha smesso più e la pianura si è riempita di acqua. Vivono sotto le tende e nel fango le migliaia di profughi che attendono di oltrepassare la frontiera greca con la Macedonia. Il “miraggio” è arrivare in Europa. Dolores Poletto è croata, lavora da sole due settimane con la Caritas Macedonia e vive nella comunità del Movimento dei Focolari a Skopje. E’ lei a raccontare cosa ha visto con i suoi occhi, lungo la frontiera. “Sono stata nel campo profughi a Gevgelija (Macedonia) con i colleghi di Caritas. E’ stata una visita non formale. Dall’altra parte del filo della frontiera, appare una marea di gente. Siamo passati anche attraverso la frontiera ufficiale in Grecia, a Idomeni”.

martedì 22 marzo 2016

La vita di questo senzatetto è cambiata improvvisamente grazie al gesto gentile di un imprenditore

Tutti i giorni il senzatetto Siyabulela "Dan" Magobiyane raggiungeva la spiaggia di Bantry Bay, a Cape Town, munito di sacchi per la spazzatura. A mani nude iniziava a raccogliere bottiglie di birra, cicche di sigaretta e tutti i rifiuti lasciati il giorno prima da turisti e residenti. In cambio di quel lavoro Dan non riceveva niente, nessuno gli aveva chiesto di farlo. Bastava a lui il pensiero di lasciare quel posto pulito per i turisti, in modo che potesse apparire al meglio.

Un giorno al suo rituale giro assiste l'imprenditore Jay Margolis. In attesa dell'arrivo di un cliente l'uomo si stava guardando intorno e notò il ragazzo, intento nelle pulizie, raggiungere ogni quarto d'ora la pattumiera con dei sacchi pieni di rifiuti. Incuriosito dalla scena decide di avvicinarsi al senzatetto e la spiegazione che ricevette lo colpì al punto da decidere di raccontare la sua storia su Facebook e fare un appello per lui.

domenica 20 marzo 2016

Armi, utopia e principio di realtà

Per ricordare Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, in Parlamento si è svolto un convegno su temi scottanti di attualità: l'incontro tra persone di culture e religioni diverse e il possibile dialogo tra cristiani e musulmani, le incongruenze esistenti in materia di armamenti, con il nostro Paese che è leader nelle esportazioni di armi, pur avendo una legislazione che non lo consente. Tre domande che attendono risposte

Il 16 marzo siamo stati nella sala dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati con oltre 200 giovani che hanno riflettuto interrogando il mondo politico sulle cause delle guerre. L’incontro, dal titolo “La fraternità universale in cammino: il disarmo possibile”, è stato promosso per ricordare Chiara Lubich e il suo lavoro per la pace.

sabato 19 marzo 2016

Rifugiati in famiglia: il calore dell’accoglienza

Dieci rifugiati e altrettante famiglie partecipano al progetto sperimentale “Rifugiati in famiglia,” gestito da Ciac onlus nell’ambito del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) dei comuni di Parma e Fidenza.

Quelle che si sono affacciate al progetto sono famiglie con fatiche, lavori precari, giornate strapiene di impegni, che scelgono di partecipare ad una iniziativa del genere perché hanno una forte spinta motivazionale, culturale e politica rispetto a una proposta che sicuramente sconvolge la loro quotidianità. “Noi scherzando diciamo che non c’è una famiglia normale, ma proprio questa è la sua bellezza,” dice Chiara Marchetti, responsabile del progetto.

I racconti delle famiglie e dei rifugiati che condividono questo percorso parlano di normalità e quotidianità, di nuovi legami che si stringono all’interno delle mura domestiche ma anche nell’intera comunità. Una fase del percorso d’integrazione che non sostituisce, anzi, completa le precedenti fasi dell’accoglienza.

Tra loro c’è Giorgio Campanini, professore di filosofia in pensione che ospita Mursal, somalo di 25 anni, con la speranza di rappresentare un ponte verso un pieno inserimento del giovane nella società parmense. “Ho ritenuto doveroso fare anch’io la mia parte, e la farò volentieri. Una piccola parte, un atomo di un grande aggregato, ma l’aggregato è fatto appunto di atomi,” racconta.

Mursal svolge un tirocinio presso una fabbrica di metalmeccanica e frequenta le scuole serali per conseguire il diploma di ragioneria. Quando ritorna la sera a casa trova sempre la cena pronta: “Una cosa che mi rende felice, non me l’aspettavo ma l’ho trovata qua.”

Oscar e Sabrina, infermieri e genitori di Rocco, 9 anni, e Manuel, 5 anni, hanno scelto di opsitare Siraj un giorno parlando in cucina. “Chiesi a Sabrina cosa ne pensasse dell'idea di ospitare un profugo rifugiato nella nostra famiglia e lei mi rispose con semplicità disarmante che sì, era d'accordo.” Così ha avuto inizio la loro avventura con Siraj, padre di due bambini lasciati in Somalia. Arrivato a Lampedusa nel 2013, mai avrebbe pensato di vivere un giorno con una famiglia italiana.

Ma questa è anche la storia di Stefania, che ha sempre voluto trasmettere alle sue figlie i valori dell’amore e dell’accoglienza e che ha tradotto in pratica quest’insegnamento accogliendo Kady, rifugiata della Costa D’Avorio.

E’ la storia di Jacopo e Chantal che vogliono insegnare ai loro figli “che, sì, abbiamo le nostre belle cose ma si può anche condividere con chi, temporaneamente, è in difficoltà.”

E’ la storia di Massimo e Salah, iraniano arrivato a Parma del 2011, che sono riusciti a trovare un incontro sulle posizioni politiche come anche sulle preferenze dei programmi televisivi e che alla fine hanno deciso di continuare a vivere insieme anche dopo la chiusura del progetto.

Questa è la storia di tutte le persone che hanno scelto di aprire le loro porte per accogliere un rifugiato a Parma e provincia. La storia di un paese che accoglie.


Fonte: UNHCR.it

venerdì 18 marzo 2016

Costruire la pace, nelle scelte di ogni giorno

Riportiamo il testo dell’appello al Parlamento italiano lanciato il 16 marzo 2016 dai membri delle Scuole di partecipazione del Movimento politico per l’unità, insieme ai Giovani per un mondo unito. Una scelta di pace che esige il rispetto della legge 185/90 sull’invio di armi nei Paesi in guerra, una finanza disarmata, la riconversione delle industrie belliche, l’investimento sul dialogo, l’accoglienza e la cooperazione internazionale

«Mercoledì 16 marzo 2016, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, abbiamo promosso un dialogo con alcuni parlamentari su alcuni temi scottanti - il dialogo tra esponenti di religioni diverse, il rispetto delle limitazioni nella vendita delle armi stabilite dalla legge 185 del 1990, la riconversione delle industrie belliche - nell’ottica di un ampio dibattito sulla fraternità universale, intesa come categoria politica.

mercoledì 16 marzo 2016

Colombia: people capable of peace

Cristina Montoya, a researcher in social communications and politics at the Sophia University Institute, offers a retrospective reading of the fruits of Chiara Lubich’s spirituality in the tormented peace process her country, Colombia, is undergoing

«The contrary of peace in Colombia is the armed conflict that has been going on for more than 50 years, the second longest in current history. It is a clash that has taken on multiple dimensions, and is fruit of inequality and political asymmetry, blown up to the extremes due to the establishment of a logic of illicit economies such as narcotraffic. More than 4.5 million people have been evacuated, 220,000 assassinated, and 25,000 officially registered as “desaparecidos.”

martedì 15 marzo 2016

Felicità, Benessere e Bene Comune

In occasione della presentazione a Roma del World Happiness Report 2016, il Cortile dei Gentili organizza il convegno:
Felicità, Benessere e Bene Comune
quali direzioni per una società ricca di senso e capace di creare valore economico sostenibile?

17 marzo 2016 ore 10.00-13.00
Auditorium Conciliazione
Via della Conciliazione, 4
00193 Roma

domenica 13 marzo 2016

"Iris Grace", il libro che raccoglie gli straordinari dipinti della bambina di sei anni affetta da autismo

"Il suo dono ci ha dato l'opportunità di mostrare alla gente che c'è sempre una via da percorre, anche quando si è affetti da autismo. La mia speranza è che le persone possano vedere che c'è un futuro ed è luminoso". A parlare è Arabella, la mamma di Iris Grace, una bambina di sei anni affetta da autismo, conosciuta in tutto il mondo per i suoi dipinti.

Era il 2014 quando i suoi lavori divennero famosi, contribuendo a creare una consapevolezza diversa sull'autismo. Che non è fatta di commiserazione, che non guarda chi ne è affetto pensando a una cura, ma percepisce l'altro come essere umano e alle volte, come nel caso di Iris, dotato di capacità straordinarie.

venerdì 11 marzo 2016

Martire dello sfruttamento della Terra

Berta Cáceres assassinata a casa sua da due uomini armati. Leader dei diritti dei popoli protagonista di molte battaglie. Oltre 80 gli ambientalisti assassinati in Honduras.

L'Honduras piange di nuovo, e sono lacrime sempre più dense di rabbia e indignazione.
Oltre 80 sono ormai gli ambientalisti assassinati in Honduras negli ultimi quattro anni – triste record mondiale - nella piú assoluta impunità, e lontanissimi dal mainstream dei mass media internazionali.

Fa eccezione l'omicidio di Berta Cáceres, ambientalista e paladina dei diritti dei popoli nativi dell'Honduras contro lo sfruttamento delle risorse naturali, assassinata nella notte di mercoledì, a casa sua, da due uomini armati. Avrebbe compiuto 43 anni proprio oggi. Lascia quattro figli.

mercoledì 9 marzo 2016

Why You Need to Give Yourself Permission to Be Happy

Over the last week, I felt a weight lifted off my shoulders.
I've been actively searching for wisdom and fulfillment, both external and internal, for a few years now. Ever since my self-proclaimed "quarter-life crisis," I've started a journey of consciously trying to live out my truth and empower others to do the same.

It's taken me a long time to get here, and I certainly still have a long time to go on this journey, but, over the last week or so, I felt this huge barrier break. Now it's not to say I won't have to work each and every day to make sure that pesky little obstacle won't rebuild itself while I'm not looking, but the destruction of it was something so simple and straight forward that I needed to share with all of you.
First, let's backtrack for a second.

martedì 8 marzo 2016

Giovani di Pace nel Mondo



Crediamo chela pace è possibile con semplici atti d'amore, condividendo ciò che siamo e ciò che abbiamo. Giovani di Pace nel Mondo è un luogo comune o piattaforma di incontro in cui giovani da tutto il mondo (età 16-26 anni) si trovano per condividere pensieri ed esperienze di pace  attraverso un collegamento video dal vivo. Questa conferenza Mondiale di Pace sarà svolta in lingua Inglese 4 volte all’anno ed è organizzata e coordinata dal Progetto di educazione alla Pace  Living Peace e Peace Pal International
Il prossimo 30 Aprile per la prima volta 500 giovani del pianeta saranno collegati per un web cast video in direttacon13 giovani panelisti provenienti dai 4 continenti che parleranno dei cinque principi della Dichiarazione di Fuji (www.fujideclaration.org) condividendo le loro riflessioni e il modo in cui loro vivono per la pace  attraverso i vari progetti e i testimoni personali.
Altri 485 giovani ascolteranno vivamente questa carrellata di esperienze e potranno porre delle domande creando un dialogo tra tutti.
Se  vuoi fare parte di questa conferenza registrati subito prenotando il tuo posto nel sito web:


http://worldpeaceyouth.org/

Dobbiamo ricordarci tutti  che i giovani di oggi non sono solo il nostro futuro, ma il nostro presente!

domenica 6 marzo 2016

«Quando i numeri diventano facce», i volti di volontari e migranti


ROMA – Le facce di chi arriva e le facce di chi accoglie. Migranti e volontari. Uomini, donne, bambini. Secondo l’ UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nel 2015 sono state oltre un milione le persone arrivate in Europa via mare, mentre i morti o i dispersi sono stati 3.771. Numeri dietro ai quali si nascondono delle storie, delle vite. E dei volti. Gli stessi volti di chi accoglie i migranti quando arrivano nel nostro Paese. Perché al momento sono soprattutto i volontari che offrono sostegno ai rifugiati. Per questo Anpas e la rete europea degli operatori umanitari Samaritan International lanciano la campagna «Quando i numeri diventano facce» che ha l’obiettivo di ricordare l’impegno dei volontari Anpas che portano soccorso alle persone che arrivano dal Mediterraneo, o IDC Serbia e ASB Germania accolgono le persone che prendono la rotta balcanica portando assistenza e soccorso.

venerdì 4 marzo 2016

Il «pasto buono» dei City Angels

Dal 1994, un gruppo di volontari, basco blu e casacca rossa, si aggira per Milano per assistere persone senza fissa dimora e in difficoltà. Sono i City Angels, i volontari dell’associazione omonima fondata da Mario Furlan, coach e giornalista, ma soprattutto persona di grande umanità che, con il suo progetto, contribuisce concretamente a migliorare le città.

Di Mario Furlan colpisce subito l’energia positiva. Lo abbiamo conosciuto di persona circa un mese fa, a Roma, dietro le quinte del programma del Tg2 “Tutto il bello che c’è”, uno spazio, nato in collaborazione con il Corriere Sociale, che tratta soltanto buone notizie e iniziative virtuose.

mercoledì 2 marzo 2016

A seed of fraternity from Texas...

I had just dropped my mom off to work before noon and decided to drive around the neighborhood to see the new houses that were being built. Two rounds around the block and fantasizing of moving into one of those mansions later, I snapped myself back into reality. I realized it was time for me to head home and text my mom that I reached home safely, or else she would wonder what took me so long to get home.

On the way out of the neighborhood, heavy traffic tested my patience before I drove straight into the middle of the two way intersection where I would turn onto the next road. That's exactly when another driver drove into the intersection and blocked the path with the end of her car so I would not be able to turn into my lane, and she was blocked from oncoming traffic. There we were at a complete stop in an intersection face to face, with traffic on each side, I had dropped my mom off so many times yet never experienced any trouble like this before. I was not upset at this point until I saw the driver's body language. She was nodding her head as if I had done something terribly wrong, she just kept nodding her head and that made me so angry. Her body language through the window made me respond with "what are you trying to do here lady!?", as if she could hear me. It took all my might for me not to honk at her. She made me so mad with the way she looked at me. All of a sudden the traffic cleared a little and we were able to move past each other from what could have been the most awkward intersection exchange ever.

domenica 28 febbraio 2016

Come valorizzare la diversità

65 giovani con diverse forme di svantaggio (sindrome di down, disabilità fisica e psichica, carichi di famiglia, marginalità, povertà, immigrati), 58 percorsi di orientamento, 17 percorsi di formazione e 47 placement. Questi sono alcuni dei numeri del progetto “Active For Youth” finanziato da Barclays e realizzato da Fondazione Adecco per le Pari Opportunità.

Il progetto partito a fine 2013 con il fine di favorire, attraverso la realizzazione di percorsi di orientamento e formazione, l’avvicinamento al mondo del lavoro di giovani in condizioni di svantaggio e promuovere in Barclays una cultura che valorizzi la diversità, attraverso la realizzazione di attività di informazione e sensibilizzazione dei dipendenti di Barclays, a marzo 2015 ha portato a percentuali di placement dei beneficiari dell’81%.
La centralità della persona e il dialogo costante con la rete che opera nell’ambito dei servizi sociali e per l’impiego e con il mondo aziendale, sono stati i due elementi peculiari dell’approccio.

venerdì 26 febbraio 2016

Teen invents super smart sleeping bag made for and by the homeless

A teen is helping out the down-and-out in more than one way.

Emily Duffy, a 16-year-old from Limerick, Ireland, has invented a lightweight sleeping bag that improves the quality of life for homeless individuals.

The idea, which Duffy explains in the video, came to her when she was doing a fundraiser for a homeless shelter.
“I wanted to develop a sleeping bag that would solve some of the problems with existing cloth bags,” Duffy told The Irish Times.

mercoledì 24 febbraio 2016

Argentina: vacanze solidali “low cost”

Giovani per un Mondo Unito di varie province dell’Argentina e del Paraguay, si sono trasferiti per più di una settimana a Salta, nel nord dell’Argentina, per una vacanza all’insegna della solidarietà.

El Espinal è un paese in provincia di Salta, al nord dell’Argentina. 35 giovani argentini e paraguaiani, tra i 18 e i 30 anni, si sono dati appuntamento lì, dal 3 all’11 gennaio, per fare insieme delle “vacanze low-cost, ma ad alto livello di unità”, come le hanno voluto chiamare. Hanno aderito, infatti, alla proposta della Pastorale del Turismo – Programma di Sviluppo del Turismo Solidale, portato avanti da quella regione.

domenica 21 febbraio 2016

Malattia: il limite trasformato in ricchezza

La testimonianza di Giulio Ciarrocchi a margine della Giornata mondiale del malato (11 febbraio), da 21 anni alle prese con le gravi conseguenze di un ictus.

«Uscendo da casa il 3 maggio di 21 anni fa per raggiungere la banca dove lavoravo, non pensavo certo che la sera non vi sarei tornato. Un forte mal di testa aveva costretto i miei colleghi a portarmi d’urgenza in ospedale. Avevo 49 anni, una vita professionale ben avviata, una promozione imminente, una bella famiglia con tre figlie dai 18 ai 14 anni. Improvvisamente mi sono ritrovato su una carrozzina che neppure riuscivo a governare perché, oltre all’uso della gamba, avevo perso anche quello del braccio. Ero diventato un nulla: dovevo essere aiutato a mangiare, lavarmi, vestirmi… dipendevo in tutto dagli altri.