giovedì 14 aprile 2016

OnCity, reti di luci per abitare il pianeta

Un convegno promosso dal Movimento Umanità Nuova, dal Movimento Giovani per un Mondo Unito e dall'Amu (Azione per un Mondo Unito ong) dei Focolari ha affrontato sfide e prospettive delle nostre città a livello mondiale.

La fila è lunga, ma affatto noiosa. Persone un po’ di tutte le età, provenienti da vari Paesi del mondo, attendono con pazienza il turno per il pranzo scambiandosi impressioni e pareri su quanto vissuto al mattino. Si è conclusa, infatti, la prima sessione di OnCity-reti di luci per abitare il pianeta, un convegno che, dal 1° al 3 aprile, ha fatto davvero vedere le tante luci accese nei luoghi in cui viviamo, le città: «Anziché soffermarci sull’analisi della notte – dice Lucia Fronza Crepaz, una delle moderatrici del convegno – in questi giorni abbiamo scelto di passare dalla parte dell’alba, del sorgere del sole».

martedì 12 aprile 2016

A message of solidarity


Dear friends of Living Peace!
In this delicate moment in Europe, a small gesture of peace makes the news and can restore hope.
In the city of Savignano sul Rubicone (in the province of Forlì-Cesena) in ITALY, the Mayor of the city last year had invited a group of teens of Living Peace (
"Teens for Unity") to color a gray area of ​​the city with a mural, the realization of which the teens have been working on for a couple of months, which express their ideas of peace and a united world. This place is a very popular underpass that connects the center of the town with the train station.

sabato 9 aprile 2016

El Salvador: per i diritti dei minori

Nel Paese centroamericano l'impegno per dare attuazione alla nuova normativa che prevede una “protezione integrale dell’infanzia e dell’adolescenza”. La risposta della comunità dei Focolari.

Proteggere i minori è un dovere civico che si inscrive nel più ampio rispetto dei diritti umani. Un atto dovuto, quindi, ma anche carico di lungimiranza, proprio per il valore inestimabile che rappresentano le nuove generazioni.

A scorrere i vari articoli della legge salvadoregna, entrata in vigore nel 2011, si coglie tutta la novità rispetto a quella precedente, che poneva attenzione soltanto ai casi di forti carenze come sopravvivenza, disabilità, abbandono.

giovedì 7 aprile 2016

I disabili, la Costituzione e la politica

Significativo e intenso incontro del presidente della Repubblica con le associazioni dei disabili. Gli invisibili e i “senza potere” nei palazzi delle istituzioni, spesso inadempienti verso le leggi che, rimuovendo le cause di esclusione, esprimono la pienezza della Carta fondamentale del Paese

In occasione della Giornata mondiale della disabilità psichica, il presidente Mattarella ha invitato al Quirinale le associazioni dei disabili, i testimonial e ha fatto un discorso di grande rilievo, contribuendo in questo modo a cambiare la cultura della disabilità nel nostro Paese.

Così si è espresso: «La disabilità non è una malattia, tanto meno un problema da scaricare sul singolo individuo e sui suoi familiari. Le condizioni di disabilità divengono gravi soprattutto se il mondo circostante non tiene conto della diversità e trasforma la differenza in fattore di esclusione».

martedì 5 aprile 2016

Lahore, an attack against humanity

After the tragic Easter attack that took over 70 lives and left 320 wounded, Pakistan and the city of Lahore is in the midst of mourning.

Lahore is the second largest city of Pakistan, in the north east Punjab Province. “For some time schools and universities have been protected like fortresses, as well as churches and mosques that have armed guards. A public park could never have been guarded in such a way. It is shocking that most of the victims are children and families, many of them celebrating the feast of Easter,” they write from the Focolare community in Lahore.

It was 19:00 local time, March 27th, when a suicide bomber blew himself up in the Gulshan-e-Iqbal Park. Pope Francis called it a “cowardly and senseless” crime as he recalled Easter in Pakisatn that was “bloodied by a detestable attack that slaughtered so many innocents” including 29 children and many women.

sabato 2 aprile 2016

Dopo Grand Bassam: una testimonianza dalla Costa d’Avorio

L’attentato terroristico del 13 marzo, che ha fatto 18 morti, ha portato instabilità nella regione. Continuano le minacce in vari punti chiave. La piccola comunità dei Focolari, nel quotidiano lavoro di costruzione della pace, non si arrende alla violenza. Le parole del nunzio e dell’imam.

«Il 13 marzo scorso la Costa d’Avorio e il mondo intero hanno appreso con stupore che la città balneare di Grand-Bassam era stata duramente colpita da sconosciuti e che era ancora difficile contare il numero delle vittime», scrivono Jeanne Kabanga e Damase Djato, dei Focolari ad Abidjan. «Si può immaginare la carneficina, perché durante il weekend molte persone arrivano lì da Abidjan, città situata a 40 km e da altre parti della regione, per riposare su questa spiaggia di fronte all’Hotel chiamato «l’étoile du SUD». È un luogo frequentato soprattutto da turisti di ogni provenienza. Grand-Bassam – ricordiamo – è stata la prima capitale della Costa d’Avorio ed è classificata come patrimonio mondiale dell’UNESCO».

giovedì 31 marzo 2016

Produzioni di armi: una questione di coscienza

Si può rinunciare ad un lavoro ben remunerato perché va contro i principi in cui si crede? Federico Di Iorio, giovane ingegnere aerospaziale, lo ha raccontato nel convegno "La fraternità universale in cammino: il disarmo possibile", svoltosi nel Parlamento italiano il 16 marzo in memoria di Chiara Lubich.

«A 19 anni ho lasciato la mia regione – l’Abruzzo – per studiare ingegneria aerospaziale a Pisa. È stato un percorso faticoso ma pieno di soddisfazioni: in 5 anni sono riuscito a portare a termine la specializzazione con il massimo dei voti, compreso uno stage in Germania che ha ancor più arricchito le mie competenze. Tutto ciò con il sostegno e i sacrifici della mia famiglia.

martedì 29 marzo 2016

Even being “anti” can open up dialogue

Not speaking up is the privilege of those who have never suffered from racism

Not long ago a video from The Guardian explained the difference between being “non-racist” and “anti-racist.” It kind of startled me back to consciousness. In it Jamaican novelist Marlon James listed a few scenarios I had found myself in at different moments of my life: “I don’t sing that n-word”; “I’m not burning any crosses”; “I didn’t vote for that guy.”

Sure, avoiding those things doesn’t make the problem of racism worse. But what am I actually doing to stop it?

“Your going to bed with a clear conscious is not going to stop college students from getting assaulted,” James said. He invited the listener to take a more active stance, to speak up and say, we are against this, “that what hurts one of us hurts all of us.” That’s where we have to move from “non” to “anti,” he said.

giovedì 24 marzo 2016

Profughi bloccati a Idomeni. Il racconto: “Nel fango e al freddo, ho visto una umanità ferita”

Il racconto dalla frontiera macedone con la Grecia di Dolores Poletto del Movimento dei Focolari a Skopje. “C'è una moltitudine di gente che arriva nelle condizioni più precarie. Le tende si distendono a centinaia lungo la pianura e sotto una pioggia battente sono sommerse letteralmente sotto il fango". I bambini? Sono tantissimi e si ammalano facilmente. La notizia: tre profughi sono morti tentando di attraversare illegalmente un fiume tra la Macedonia e la Grecia

Ha cominciato a piovere la settimana scorsa e non ha smesso più e la pianura si è riempita di acqua. Vivono sotto le tende e nel fango le migliaia di profughi che attendono di oltrepassare la frontiera greca con la Macedonia. Il “miraggio” è arrivare in Europa. Dolores Poletto è croata, lavora da sole due settimane con la Caritas Macedonia e vive nella comunità del Movimento dei Focolari a Skopje. E’ lei a raccontare cosa ha visto con i suoi occhi, lungo la frontiera. “Sono stata nel campo profughi a Gevgelija (Macedonia) con i colleghi di Caritas. E’ stata una visita non formale. Dall’altra parte del filo della frontiera, appare una marea di gente. Siamo passati anche attraverso la frontiera ufficiale in Grecia, a Idomeni”.

martedì 22 marzo 2016

La vita di questo senzatetto è cambiata improvvisamente grazie al gesto gentile di un imprenditore

Tutti i giorni il senzatetto Siyabulela "Dan" Magobiyane raggiungeva la spiaggia di Bantry Bay, a Cape Town, munito di sacchi per la spazzatura. A mani nude iniziava a raccogliere bottiglie di birra, cicche di sigaretta e tutti i rifiuti lasciati il giorno prima da turisti e residenti. In cambio di quel lavoro Dan non riceveva niente, nessuno gli aveva chiesto di farlo. Bastava a lui il pensiero di lasciare quel posto pulito per i turisti, in modo che potesse apparire al meglio.

Un giorno al suo rituale giro assiste l'imprenditore Jay Margolis. In attesa dell'arrivo di un cliente l'uomo si stava guardando intorno e notò il ragazzo, intento nelle pulizie, raggiungere ogni quarto d'ora la pattumiera con dei sacchi pieni di rifiuti. Incuriosito dalla scena decide di avvicinarsi al senzatetto e la spiegazione che ricevette lo colpì al punto da decidere di raccontare la sua storia su Facebook e fare un appello per lui.

domenica 20 marzo 2016

Armi, utopia e principio di realtà

Per ricordare Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, in Parlamento si è svolto un convegno su temi scottanti di attualità: l'incontro tra persone di culture e religioni diverse e il possibile dialogo tra cristiani e musulmani, le incongruenze esistenti in materia di armamenti, con il nostro Paese che è leader nelle esportazioni di armi, pur avendo una legislazione che non lo consente. Tre domande che attendono risposte

Il 16 marzo siamo stati nella sala dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati con oltre 200 giovani che hanno riflettuto interrogando il mondo politico sulle cause delle guerre. L’incontro, dal titolo “La fraternità universale in cammino: il disarmo possibile”, è stato promosso per ricordare Chiara Lubich e il suo lavoro per la pace.

sabato 19 marzo 2016

Rifugiati in famiglia: il calore dell’accoglienza

Dieci rifugiati e altrettante famiglie partecipano al progetto sperimentale “Rifugiati in famiglia,” gestito da Ciac onlus nell’ambito del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) dei comuni di Parma e Fidenza.

Quelle che si sono affacciate al progetto sono famiglie con fatiche, lavori precari, giornate strapiene di impegni, che scelgono di partecipare ad una iniziativa del genere perché hanno una forte spinta motivazionale, culturale e politica rispetto a una proposta che sicuramente sconvolge la loro quotidianità. “Noi scherzando diciamo che non c’è una famiglia normale, ma proprio questa è la sua bellezza,” dice Chiara Marchetti, responsabile del progetto.

I racconti delle famiglie e dei rifugiati che condividono questo percorso parlano di normalità e quotidianità, di nuovi legami che si stringono all’interno delle mura domestiche ma anche nell’intera comunità. Una fase del percorso d’integrazione che non sostituisce, anzi, completa le precedenti fasi dell’accoglienza.

Tra loro c’è Giorgio Campanini, professore di filosofia in pensione che ospita Mursal, somalo di 25 anni, con la speranza di rappresentare un ponte verso un pieno inserimento del giovane nella società parmense. “Ho ritenuto doveroso fare anch’io la mia parte, e la farò volentieri. Una piccola parte, un atomo di un grande aggregato, ma l’aggregato è fatto appunto di atomi,” racconta.

Mursal svolge un tirocinio presso una fabbrica di metalmeccanica e frequenta le scuole serali per conseguire il diploma di ragioneria. Quando ritorna la sera a casa trova sempre la cena pronta: “Una cosa che mi rende felice, non me l’aspettavo ma l’ho trovata qua.”

Oscar e Sabrina, infermieri e genitori di Rocco, 9 anni, e Manuel, 5 anni, hanno scelto di opsitare Siraj un giorno parlando in cucina. “Chiesi a Sabrina cosa ne pensasse dell'idea di ospitare un profugo rifugiato nella nostra famiglia e lei mi rispose con semplicità disarmante che sì, era d'accordo.” Così ha avuto inizio la loro avventura con Siraj, padre di due bambini lasciati in Somalia. Arrivato a Lampedusa nel 2013, mai avrebbe pensato di vivere un giorno con una famiglia italiana.

Ma questa è anche la storia di Stefania, che ha sempre voluto trasmettere alle sue figlie i valori dell’amore e dell’accoglienza e che ha tradotto in pratica quest’insegnamento accogliendo Kady, rifugiata della Costa D’Avorio.

E’ la storia di Jacopo e Chantal che vogliono insegnare ai loro figli “che, sì, abbiamo le nostre belle cose ma si può anche condividere con chi, temporaneamente, è in difficoltà.”

E’ la storia di Massimo e Salah, iraniano arrivato a Parma del 2011, che sono riusciti a trovare un incontro sulle posizioni politiche come anche sulle preferenze dei programmi televisivi e che alla fine hanno deciso di continuare a vivere insieme anche dopo la chiusura del progetto.

Questa è la storia di tutte le persone che hanno scelto di aprire le loro porte per accogliere un rifugiato a Parma e provincia. La storia di un paese che accoglie.


Fonte: UNHCR.it

venerdì 18 marzo 2016

Costruire la pace, nelle scelte di ogni giorno

Riportiamo il testo dell’appello al Parlamento italiano lanciato il 16 marzo 2016 dai membri delle Scuole di partecipazione del Movimento politico per l’unità, insieme ai Giovani per un mondo unito. Una scelta di pace che esige il rispetto della legge 185/90 sull’invio di armi nei Paesi in guerra, una finanza disarmata, la riconversione delle industrie belliche, l’investimento sul dialogo, l’accoglienza e la cooperazione internazionale

«Mercoledì 16 marzo 2016, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, abbiamo promosso un dialogo con alcuni parlamentari su alcuni temi scottanti - il dialogo tra esponenti di religioni diverse, il rispetto delle limitazioni nella vendita delle armi stabilite dalla legge 185 del 1990, la riconversione delle industrie belliche - nell’ottica di un ampio dibattito sulla fraternità universale, intesa come categoria politica.

mercoledì 16 marzo 2016

Colombia: people capable of peace

Cristina Montoya, a researcher in social communications and politics at the Sophia University Institute, offers a retrospective reading of the fruits of Chiara Lubich’s spirituality in the tormented peace process her country, Colombia, is undergoing

«The contrary of peace in Colombia is the armed conflict that has been going on for more than 50 years, the second longest in current history. It is a clash that has taken on multiple dimensions, and is fruit of inequality and political asymmetry, blown up to the extremes due to the establishment of a logic of illicit economies such as narcotraffic. More than 4.5 million people have been evacuated, 220,000 assassinated, and 25,000 officially registered as “desaparecidos.”

martedì 15 marzo 2016

Felicità, Benessere e Bene Comune

In occasione della presentazione a Roma del World Happiness Report 2016, il Cortile dei Gentili organizza il convegno:
Felicità, Benessere e Bene Comune
quali direzioni per una società ricca di senso e capace di creare valore economico sostenibile?

17 marzo 2016 ore 10.00-13.00
Auditorium Conciliazione
Via della Conciliazione, 4
00193 Roma

domenica 13 marzo 2016

"Iris Grace", il libro che raccoglie gli straordinari dipinti della bambina di sei anni affetta da autismo

"Il suo dono ci ha dato l'opportunità di mostrare alla gente che c'è sempre una via da percorre, anche quando si è affetti da autismo. La mia speranza è che le persone possano vedere che c'è un futuro ed è luminoso". A parlare è Arabella, la mamma di Iris Grace, una bambina di sei anni affetta da autismo, conosciuta in tutto il mondo per i suoi dipinti.

Era il 2014 quando i suoi lavori divennero famosi, contribuendo a creare una consapevolezza diversa sull'autismo. Che non è fatta di commiserazione, che non guarda chi ne è affetto pensando a una cura, ma percepisce l'altro come essere umano e alle volte, come nel caso di Iris, dotato di capacità straordinarie.

venerdì 11 marzo 2016

Martire dello sfruttamento della Terra

Berta Cáceres assassinata a casa sua da due uomini armati. Leader dei diritti dei popoli protagonista di molte battaglie. Oltre 80 gli ambientalisti assassinati in Honduras.

L'Honduras piange di nuovo, e sono lacrime sempre più dense di rabbia e indignazione.
Oltre 80 sono ormai gli ambientalisti assassinati in Honduras negli ultimi quattro anni – triste record mondiale - nella piú assoluta impunità, e lontanissimi dal mainstream dei mass media internazionali.

Fa eccezione l'omicidio di Berta Cáceres, ambientalista e paladina dei diritti dei popoli nativi dell'Honduras contro lo sfruttamento delle risorse naturali, assassinata nella notte di mercoledì, a casa sua, da due uomini armati. Avrebbe compiuto 43 anni proprio oggi. Lascia quattro figli.

mercoledì 9 marzo 2016

Why You Need to Give Yourself Permission to Be Happy

Over the last week, I felt a weight lifted off my shoulders.
I've been actively searching for wisdom and fulfillment, both external and internal, for a few years now. Ever since my self-proclaimed "quarter-life crisis," I've started a journey of consciously trying to live out my truth and empower others to do the same.

It's taken me a long time to get here, and I certainly still have a long time to go on this journey, but, over the last week or so, I felt this huge barrier break. Now it's not to say I won't have to work each and every day to make sure that pesky little obstacle won't rebuild itself while I'm not looking, but the destruction of it was something so simple and straight forward that I needed to share with all of you.
First, let's backtrack for a second.

martedì 8 marzo 2016

Giovani di Pace nel Mondo



Crediamo chela pace è possibile con semplici atti d'amore, condividendo ciò che siamo e ciò che abbiamo. Giovani di Pace nel Mondo è un luogo comune o piattaforma di incontro in cui giovani da tutto il mondo (età 16-26 anni) si trovano per condividere pensieri ed esperienze di pace  attraverso un collegamento video dal vivo. Questa conferenza Mondiale di Pace sarà svolta in lingua Inglese 4 volte all’anno ed è organizzata e coordinata dal Progetto di educazione alla Pace  Living Peace e Peace Pal International
Il prossimo 30 Aprile per la prima volta 500 giovani del pianeta saranno collegati per un web cast video in direttacon13 giovani panelisti provenienti dai 4 continenti che parleranno dei cinque principi della Dichiarazione di Fuji (www.fujideclaration.org) condividendo le loro riflessioni e il modo in cui loro vivono per la pace  attraverso i vari progetti e i testimoni personali.
Altri 485 giovani ascolteranno vivamente questa carrellata di esperienze e potranno porre delle domande creando un dialogo tra tutti.
Se  vuoi fare parte di questa conferenza registrati subito prenotando il tuo posto nel sito web:


http://worldpeaceyouth.org/

Dobbiamo ricordarci tutti  che i giovani di oggi non sono solo il nostro futuro, ma il nostro presente!

domenica 6 marzo 2016

«Quando i numeri diventano facce», i volti di volontari e migranti


ROMA – Le facce di chi arriva e le facce di chi accoglie. Migranti e volontari. Uomini, donne, bambini. Secondo l’ UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nel 2015 sono state oltre un milione le persone arrivate in Europa via mare, mentre i morti o i dispersi sono stati 3.771. Numeri dietro ai quali si nascondono delle storie, delle vite. E dei volti. Gli stessi volti di chi accoglie i migranti quando arrivano nel nostro Paese. Perché al momento sono soprattutto i volontari che offrono sostegno ai rifugiati. Per questo Anpas e la rete europea degli operatori umanitari Samaritan International lanciano la campagna «Quando i numeri diventano facce» che ha l’obiettivo di ricordare l’impegno dei volontari Anpas che portano soccorso alle persone che arrivano dal Mediterraneo, o IDC Serbia e ASB Germania accolgono le persone che prendono la rotta balcanica portando assistenza e soccorso.