domenica 30 ottobre 2011

Nel Corno d’Africa è ancora emergenza

Continua l’emergenza nel Corno d’Africa, dove oltre 12 milioni di persone rischiano di morire di fame, sete e stenti, a causa della siccità che ha colpito la regione.
La solidarietà di tutti voi non si è fatta aspettare: Grazie!
Dopo aver valutato le possibilità concrete di intervento insieme ai nostri referenti locali, abbiamo deciso di indirizzare i primi aiuti nel nord del Kenya, in particolare nelle diocesi di Maralal e Lodwar.
Le 2 diocesi si trovano nella provincia della Rift Valley, rispettivamente nei distretti di Samburu e di Turkana, che sono anche i nomi dei principali gruppi etnici che li abitano. Si tratta di popolazioni dedite quasi esclusivamente alla pastorizia, costrette ora a contendersi risorse (pascoli e acqua) non sufficienti per tutti. E in effetti la siccità ha provocato un aumento dei conflitti fra le varie etnie, mentre gli spostamenti dei pastori e delle loro famiglie ha anche un’altra conseguenza, quella dell’abbandono scolastico. Le scuole si svuotano mentre continua a salire il tasso di malnutrizione, che aveva già superato il 20% alcuni mesi fa.
Nella diocesi di Lodwar affluiscono inoltre migliaia di profughi provenienti dal Sud Sudan e dalla Somalia, dove la crisi alimentare è aggravata da una drammatica situazione socio-politica.
Le principali necessità riguardano in primo luogo l’assistenza alimentare e l’approvvigionamento di acqua.
La Caritas kenyota sta distribuendo contenitori per la conservazione dell’acqua e kit di potabilizzazione, ma sono anche in corso interventi alle infrastrutture (pozzi e acquedotti) e azioni di sostegno per gli allevatori.
In Kenya sono 3 milioni e mezzo le persone colpite e – secondo il governo – sono 5 milioni le persone a rischio. Diverse iniziative sono state lanciate per affrontare la situazione. La più grande – ci spiegano i nostri referenti dal Kenya – si chiama Kenyans4Kenyans ed ha lo scopo di portare acqua e cibo alla gente che ne ha bisogno, ma anche di riparare, sviluppare e ampliare le infrastrutture per la distribuzione di acqua e iniziare progetti per lo sviluppo agricolo. Un evento importante è stato un concerto con musica e danze dei maggiori artisti kenyoti tenuto all’Uhuru Park di Nairobi: un momento di sensibilizzazione in cui si è preso coscienza che era possibile lavorare insieme, come cittadini, per aiutare le persone in necessità.
Articolo tratto dal sito www.amu-it.eu, news del 24/10/2011

1 commento:

  1. Servirebbero veri e propri impianti di potabilizzazione delle acque per poter permettere al maggior numero di persone di avere acqua sempre potabile (come ha fatto l'azienda Euromec in Mozambico e Angola).
    http://www.euromec.net/it/doc-67-1.aspx

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