giovedì 21 agosto 2014

How to handle a frustrated customer

Ignoring her would have been the easy way out
When I used to work at a swimsuit store, I would meet many different kinds of customers. One day I was helping a lady find the perfect swimsuit for her vacation, and nothing was going well. She either did not like the color, size, style, brand or material.
The more I tried to help the more frustrated she became. She started to take her anger out on me and my coworkers, and I truly prayed to God for patience.
At one point my co-worker asked me, “What are you doing? Just let her be and she’ll eventually leave.”
I considered it for a moment, but instead I replied, “No! I won’t give up that easy. I will continue to show patience and understanding despite her mood. If I show her attitude,
it won’t resolve anything, and she’ll leave unhappy. I really don’t want that.”

martedì 19 agosto 2014

IRAQ: Accoglienza delle famiglie rifugiate

I nostri amici in Iraq ci scrivono:
"Dopo le elezioni avvenute quest’anno la situazione nel paese è peggiorata perché fino a pochi giorni fa non era stato formato un governo. I gruppi estremisti si sono approfittati di questa situazione e hanno cominciato la loro avanzata al Nord. Tante famiglie hanno dovuto scappare per rifuggiarsi in posti più sicuri. Tante delle nostre famiglie che abitano in posti sicuri, compreso il focolare, hanno accolte delle famiglie nelle loro case. Nel momento nel quale i mass media trasmettevano delle notizie tragiche sulla situazione, i nostri vivevano degli eventi che testimoniavano l’amore e misericordia tra tutti.
S. ha aperto la sua casa per accogliere delle famiglie ed era riuscita a raccogliere un po’ di soldi dai suoi colleghi di lavoro. Ha subito dato questi soldi ad una associazione che distribuisce queste provviste e viveri ad altre famiglie.
V.: un po’ prima del peggioramento della situazione V. pensava con un’altro giovane nella sua città di dare una nuova speranza di gioia agli abitanti della città. Vedeva che la gente non era contenta e tanti emmigravano. Perciò ha pensato di parlare con alcuni responsabili e provare a mettere nella città delle frasi che invitano gli altri ad avere speranza e gioia. Era forte il suo invito a tutti gli amici, in questi momenti difficili del paese nel quale tante notizie girano, di far attenzione al positivo e di metterlo in rilievo, invece di far girare notizie negative.
Un giorno era andato per aiutare una delle nostre famiglie che si era rifugiata nella sua città. Avevano bisogno di aqua. Uno dei vicini che non aveva tanto rapporto con V. stava per portare acqua per la sua propria famiglia ma al sapere che V. si interessava di persone che avevano più bisogno ha deciso di darli l’acqua che aveva.

Altri hanno chiesto a V. e sua famiglia di trovarli posto dove alloggiarsi. V. e famiglia non sapevano come fare perché non c’era più posto nel vilaggio a causa del grande numero di famiglie rifugiate. Si metteno a pregare e li viene in mente una casa chiusa che appartiene a loro parenti emmigrati all’estero. Li fanno una chiamata e questi sono d’accordo visto la situazione di emergenza."

UNGHERIA: “La vita é dovere – compilo!”

Lavoro: “oggi, dato che dovevo accompagnare una troupe TV mi sono trovata nella situazione particolare di poter visitare i luoghi dove si svolgono i lavori.
Come prima cosa abbiamo raggiunto i giovani che tagliavano l’erba. Spingevano a destra e a sinistra la tagliaerba e la scia lasciata ci ha condotto fino a loro. Una ragazza si trovava in difficoltá, la tagliaerba le si inceppava continuamente. Il ragazzo accanto a me, che all’inizio ci ha accompagnato, sottovoce mi ha detto:  “Torno subito, vado solo ad aiutarla un attimo. O almeno le mostro come può lavorare più facilmente.”  Eppure anche lui aveva un sacco di cose da fare. Sì,è l’attenzione, l’amore all’altro che dà le fondamenta al campo. È stato piacevole cogliere questo attimo, che di per sè è nulla e allo stesso tempo è tutto.
La fermata successiva è stata dove accatastavano mattoni. I giovani lavoravano con buon umore. Più tardi ho saputo che hanno lavorato con così tanto entusiasmo e velocemente, che hanno concluso anche la parte di lavoro destinata al giorno successivo.
Siamo poi andati dalle suore domenicane: si puliva, si sistemavano sedie. Una ragazza suonava il pianoforte, rendendo più vivace il lavoro delle altre.
E che dire del punto di selezione della spazzatura? Arrivando là e scendendo dalla macchina ci ha investito un forte odore. Tutto il rispetto per chi lavora qui! Il lavoro consisteva nel differenziare le bottiglie di plastica.
Ultima fermata: una casa di riposo dove abbiamo conversato, cantato, suonato con gli anziani.”
(Kinga)
Tavola rotonda
“Sapevi che i gatti proteggono la casa dai cobra? Durante la tavola rotonda di oggi, tra molte cose, abbiamo saputo anche questo! Tre invitati hanno raccontato le loro esperienze vissute. Usama, palestinese che viveva in Israele, ora medico in Ungheria, ci ha parlato dell’attuale conflitto in corso e della propria cultura. Edit Frivaldszky promotrice dell’iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi” per la protezione della vita, ha presentato il cammino fatto fino al Parlamento Europeo. Cinzia Panero, italiana che vive a Budapest, ha raccontato come ha potuto dare il suo contributo a portare avanti la vita in una piccola località dell’Africa, secondo la propria professione e non.
(Dani)

lunedì 18 agosto 2014

Köszeg: “La vita è lotta – accettala”

Di Ágoston Gőbel
Proprio prima del campo ho letto da qualche parte: “Tu solo puoi decidere della tua vita, e se prendi una decisione, almeno prendila buona”. È questo un pensiero così alto che non so se sia di Paulo Coelho, di Popper Peter o di Nora Oravecz. In ogni caso, vi poso dire che non era per me importante.
Arrrivando invece al campo GMU a Köszeg ho dovuto constatare che il prendere una decisione, o meglio il coragio di decidere, ha un posto di rilievo nel campo. Fantastico! Almeno qui posso essere certo che questa non rimane solo una bella parola scritta o una frase vuota utile solo a  filosofare.
Per esempio domenica, durante l’usuale programma del mattino, sono state raccontate esperienze che hanno suscitato un esame di cosceinza.

Il motto del giorno era: “La vita è lotta – accettala.” Gergo ha saputo essere strumento affinché tutta la sua famiglia si avvicinasse a Dio. Dani dopo un anno di duro lavoro é riuscito ad uscire fuori dalla delusione decidendo di non pensare a se stesso ma di occuparsi degli altri. Silvia ci ha portato in un’avventura in corso nella comunità di Ozd. La convivenza di ungheresi e zingari infatti è uno dei temi più attuali d’oggi nella nostra nazione. Anche a noi non fa male ripensare a questo tema. Alla conclusione un forte applauso ha manifestato, come è stato detto nell’esperienza, di non aver paura di sporcarsi le mani. Tutti e due hanno paura, ungheresi e zingari. Tutti. La storia di Ozd continua e sta a noi farla andare avanti. 

JORDAN: A declaration from Christians and Muslims

Press release – 15th August, 2014
Declaration of the Focolare Movement in Jordan. Christians and Muslims together affirm: “evil can never have the last say”
Within the context of the present situation in the Middle East, The Focolare Movement in Jordan has made a public declaration – shared by the entire Focolare Movement – in which an appeal has been made for peace and for a visible commitment to help victims of violence.
“We, Christians and Muslims of the Focolare Movement in Jordan, wish to express our great dismay for what has taken place in these days and is continuing at this very moment in the Middle East”, the declaration states, focusing attention onto the dramatic situation in Syria, Gaza and the North of Iraq and condemning all acts of violence against the human person. “Who commits these abominable acts does not have a religion, and if they declare they have one, they do nothing but undermine it. The essence of religion is the meeting between God, man and the entire creation” continues the declaration, denouncing who wants to create separate ghettos in a land where for hundreds of years people of various religions lived together.

domenica 17 agosto 2014

Ungheria: “La vita è mistero – scoprila”

200 partecipanti, 48 paesi, con rappresentanze di 4 nazioni.
“La vita è mistero – scoprila”. Andando più a fondo in questo motto, Dio è Mistero, ma anche tutto ciò che è necessario alla vita, come per esempio l’amicizia, le mie giornate, le cose da fare e io stesso sono Mistero.
Questo motto, le esperienze e brevi interventi ad esso correlati hanno aperto la giornata e il nostro programma di lavori. Ed è stato un giorno riuscito con successo: con entusiasmo abbiamo ripulito edifici, chiese, tagliato erba, lavorato nella selezione della spazzatura, proposto un questionario ai passanti e turisti, costruiti rapporti con anziani in case di riposo.
Ci siamo sorpresi di togliere la polvere in luoghi insoliti e abbiamo gioito di condividere un flacone di detersivo nell’isola di raccolta differenziata.
Alcune brevi parole durante la Messa ci hanno sfidato ad avere uno sguardo sincero, come quello di un bambino.

Anche quest’anno abbiamo fatto un gioco per conoscere la città. In 3 ore nel pomeriggio abbiamo percorso tutte le strade, svolgendo i compiti assegnati, coinvolgendo passanti e cittadini, costruendo “torri” raccogliendo oggetti, traducendo in diverse lingue il memoriale dei caduti della città...

per chi non era ancora stanco si è continuato la sera, con un concerto Beatles, che ha chiuso la giornata!
I GMU dell’Ungheria.

sabato 16 agosto 2014

GIORDANIA: Dichiarazione da cristiani e musulmani insieme


Comunicato stampa, 15 agosto 2014
Cristiani e musulmani affermano insieme:
“il male non potrà mai avere l’ultima parola”
Nel contesto dell’attuale situazione in Medio Oriente, il Movimento dei Focolari in Giordania ha reso pubblica una dichiarazione – condivisa dall’intero Movimento dei Focolari – nella quale si fa un appello alla pace e si manifesta il proprio impegno nell’aiuto a quanti sono vittime della violenza.
“Noi, cristiani e musulmani del Movimento dei Focolari in Giordania, vogliamo esprimere il nostro grande sgomento per quello che sta accadendo in questi giorni e in queste ore in Medio Oriente”, si legge nella dichiarazione, che richiama l’attenzione sulla drammatica situazione della Siria, di Gaza e del nord dell’Iraq e condanna ogni atto di violenza contro la persona umana. “Chi compie questi atti abominevoli non ha religione e, se dichiara di averla, non fa altro che sovvertirla. L’essenza della religione è l'incontro tra Dio, l'uomo e l'intero creato” prosegue la dichiarazione, denunciando chi vuole creare dei ghetti separati in una terra che vede da centinaia di anni la convivenza tra le varie comunità religiose.

Köszeg: “La mia vita è piena!”

Dal 15 al 20 agosto, i Giovani per un Mondo Unito (GMU) dell’Ungheria accolgono 200 giovani per un campo giovani a Köszeg, la cittá ospitante al confine con l’Austria.
“Di cosa si tratta?
Non vogliamo solo vivere quei giorni superficialmente, ma dare ad essi contenuto. Come negli anni precedenti anche ora vorremmo realizzare in piccolo un modello di vita del tutto diverso, che ci rende persone intere. Il nostro scopo è di mostrare uno stile di vita ricco di contenuti con i quali sviluppiamo la nostra parte spirituale e fisica.
Abbiamo inserito nel progrmma del campo tutto ciò che non può mancare alla vita di un giovane: giochi insieme, attraverso i quali possiamo conoscerci di più, programmi di formazione attraverso i quali possiamo avvicinarci all’amore reciproco basato sull’ideale della fraternitá universale. Ci saranno lavori sociali e fisici nella città, a contatto con gli abitanti, workshop, dialoghi, sport, riposo, divertimento serale. Attraverso tutto questo vorremmo mostrare che l’amore in azione è una sfida, esempio e distintivo per ognuno.
Questo campo ci invita ad uscire dalla passività, accorgersi delle necessitá intorno a te, e mettendo a disposizione i talenti che abbiamo fare qualcosa per gli altri! Vedere con occhi nuovi le persone accanto e le situazioni quotidiane

Il motto del campo é: “La mia vita è piena!”