Il 27 Agosto per 30 ragazzi di 6 Nazioni è cominciata una nuova avventura: il 6° Festival e 3° Campus Armonia fra i Popoli. Si tratta di un progetto, nato dall’idea di fare sperimentare a giovani di culture molto diverse e in conflitto tra loro la pace e l’armonia attraverso la danza e la musica. E così anche quest’anno ci siamo trovati a Monsummano Terme e a Montecatini Terme dall’Italia, dalla Francia, dalla Bulgaria, dal Brasile, dalla Palestina e da Israele per costruire insieme questo pezzo di fraternità. Le nostre giornate sono state molto intense: 7 ore di lezione tra danza classica, contemporaneo, hip hop e canto. Durante questi corsi abbiamo preparato lo spettacolo finale, che ha avuto come obiettivo la testimonianza di quanto abbiamo vissuto attraverso l’arte.
Ma quest’anno i confini del Campus si sono allargati!
E così oltre al Galà finale realizzato nella città che ci ha ospitati, ne abbiamo fatto uno altro a Decine (Lyon) in Francia, città natale di alcuni ragazzi che hanno partecipato. In 15 giorni i momenti di confronto non sono mancati e anche questi hanno avuto come comune denominatore l’arte.
Così attraverso conferenze, concerti e spettacoli abbiamo potuto trattare con concretezza argomenti come l’unità, la fratellanza, la ricerca dell’armonia tra gli uomini e l’arte, l’importanza della cittadinanza attiva, ma soprattutto il coraggio che non ci deve mai mancare di farci cambiare da queste esperienze e di faci toccare il cuore da chi le rende tali.
Ecco alcune impressioni:
“È il secondo Campus a cui partecipo come insegnante e ogni volta questa esperienza rinnova in me la speranza che l’Armonia tra i popoli attraverso l’arte è possibile” - insegnante di Canto Moderno.
“È il terzo Campus a cui partecipo e quest’anno ho rincontrato ragazzi che avevo conosciuto attraverso la stessa esperienza. Ho sperimentato come si creino legami tanto forti che il tempo trascorso lontani sembra non essere mai passato. E quando ci rivediamo esplode non solo il nostro amore per l’arte, ma anche quello reciproco nato da questa.” - allieva italiana
“In un momento difficile per la pace come questo in cui sta avvenendo la guerra in Medio Oriente, questa esperienza ci testimonia che la nostra speranza sono solo i giovani, ancora troppo puri per provare odio, ma sempre pronti all’amore.” - insegnante di Danza Contemporanea
“Mi piace l’energia di questi ragazzi che non finisce mai, mi piace questo scambio di culture mi piace lo scambio dell’insegnamento reciproco della lingua madre. MI PIACE QUESTA ARMONIA FRA I POPOLI ! Lavorerò perché sia possibile ingradirla sempre più.” - giornalista del Jerusalem-post e di SHALOM
“Questa esperienza è stata molto più forte di quello che mi aspettavo sia da un punto di vista umano che artistico. Non mi sono mai trovata in gruppo così numeroso e vario per età e cultura, ma contemporaneamente così unito e onesto per la sincerità dei rapporti.” - allieva israeliana
“Non mi sono mai sentita giudicata anche se non sono brava a ballare e sono la più piccola.” - allieva palestinese
“Qualche mese fa, la mia insegnante di diritto mi chiese a me palestinese se avrei mai stretto la mano ad una israeliana, naturalmente risposi di NO: Adesso non vedo l’ora di tornare a scuola per dirle di questa esperienza che mi ha cambiato la vita. Voglio tanto bene alle ragazze israeliane e ho capito che sono come me.” - allieva palestinese
Articolo di Carlotta, una giovane per un mondo unito di Catania che ha partecipato a tutto il Campus
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