Martedì 25 ottobre in Liguria e Toscana si abbatte un fortissimo nubifragio. La situazione nella provincia della Spezia è da subito drammatica, i fiumi esondano, le colline franano e si iniziano a contare morti e dispersi.Tanti ragazzi da ogni parte d’Italia hanno il desiderio di correre ad aiutare, ma la protezione civile e i comuni chiedono solo volontari della protezione civile stessa.
Il giorno dei Santi, però, qualcuno ci prova e una macchina con 3 ragazzi a bordo parte. Ci si rende conto che la situazione è difficile, servono tante braccia e le porte non sono chiuse come si sente in televisione o sui giornali.
Qualche giorno per raccogliere fondi, qualche giorno per organizzarsi e domenica 13 novembre alcune macchine da Genova, Cuneo e Torino partono verso la città di Borghetto Vara, duramente colpita dal maltempo.
La voglia di fare è fortissima e appena ci si accorge che si è in troppi nello stesso posto e si rischia di rimanere con le mani in mano, si cercano altre cantine da svuotare, altre case da pulire; così, dopo un pranzo insieme, qualcuno prende la macchina per raggiungere la vicina Brugnato, anch’essa colpita duramente.
Anche qui il lavoro non manca per nessuno e il pomeriggio passa in fretta, la luce del sole se ne va e ci si ritrova tutti alla Messa, per ripartire poi ognuno per le proprie case.
Passa un’altra settimana, durante la quale i telefoni dei liguri continuano a squillare: è tutta l’Italia a volersi muovere per passare una domenica al servizio di queste città, di queste famiglie che purtroppo non sono più le stesse, ma hanno voglia di tornare alla normalità.
E così, dal vicino levante ligure, da Genova, da Firenze, da alto e basso Piemonte, da Milano e da Reggio Emilia arrivano macchine piene di ragazzi, muniti di stivali, pale, guanti, olio di gomito, tanti sorrisi e voglia di voler bene con i muscoli…siamo circa 150!!
Sono tanti per questi paesini che stanno iniziando a vedere le macchine e i furgoni della protezione civile andare via, ad un mese dall’alluvione.
A Borghetto ci sono alcuni problemi logistici: bisogna registrarsi alla croce verde, esibire documenti, ma il lavoro non manca per nessuno. A Brugnato invece le porte e i cuori delle famiglie si aprono senza troppa burocrazia.
Ci sono delle ragazze a casa di una giovane mamma, la quale vive in un piccolo appartamento che non si decide a tornare pulito come si deve; c’è un gruppetto di ragazzi che aiutano a ripulire la stalla di un macellaio e non si separano da pale, secchi e carriole per tutto il giorno; altre ragazze aiutano la proprietaria di un negozio di scarpe a ripulire il più possibile per poter riaprire finalmente il negozio; altri gruppetti vanno a ripulire dei grossi vasi di un negozio di piante, altri a impilare legna di alberi che il fiume ha portato vicino alle case e che le famiglie hanno recuperato per scaldarsi durante il vicino inverno; altri ancora, anche giovanissimi, entrano nelle famiglie per far tornare bianche le pareti interne delle case.
Il primo appuntamento per ritrovarsi è all’ora di pranzo, ma, senza perder troppo tempo, si ritorna a stomaco pieno ai posti di manovra.
Qualche risultato lo si riesce anche a vedere ed è una soddisfazione, ma ciò che più gratifica è la vera commozione delle persone che sentono un’aria più leggera, si sentono amate concretamente… e alcune ci ringraziano pure con una bella merenda!
Il sole, anche in quella bellissima domenica, sta scendendo; rimane però accesa la luce nel cuore di ciascuno, sia tra i ragazzi che sentono di aver contribuito alla gioia di persone che stanno passando un momento particolarmente difficile della loro vita, sia quella luce di speranza che non si spegne per chi ha visto la sua casa piena di fango ieri e piena d’amore oggi.
I GMU della Liguria
Grazie per questo racconto di un mondo bello nel quale il bene comune emerge anche dal dolore e dalle difficoltà!
RispondiElimina