Tanti saluti dalla Bulgaria!! Vogliamo raccontarvi come va la nostra preparazione per il Genfest. Quando abbiamo saputo il titolo “Let’s bridge” ci siamo chiesti come possiamo noi, qui a Sofia, a costruire dei ponti. Ci sono venuti in mente i rifugiati che arrivano soprattutto dal mondo arabo. Per la maggior parte sono musulmani, qualcuno è da poco tempo qui, qualcuno già da anni. Purtroppo, però, tanti di loro non hanno molti contatti al di fuori del loro gruppo. Una nostra amica, anche lei rifugiata dell’Iraq, che lavora nel comitato per le donne rifugiate, ci ha detto che loro hanno tanto desiderio di conoscere di più la nostra cultura e anche di sapere cosa è questa “festa dell’albero”.
Così, il 10 dicembre, c’è stato un momento di incontro con loro. Eravamo in 30: 10 Giovani per un Mondo Unito (GMU) e i rifugiati, soprattutto dell’Iraq, ma anche del Libano, della Libia, dell’Afghanistan.
Per decidere il programma e tutti i particolari ci siamo trovati tante volte a casa nostra, così che accogliendo i nostri “ospiti” si è sentita subito un’atmosfera di amore reciproco e di grande libertà fra tutti. Il programma consisteva nel presentare le tradizioni natalizie dei nostri Paesi, anche a livello gastronomico (nella seconda parte del pomeriggio). Un momento forte è stato all’inizio: con un gomitolo di lana abbiamo fatto un gioco per conoscerci, per sciogliere le frontiere e per costruire un legame più forte fra di noi. Ognuno diceva qualcosa su di sé: come si chiama, da dove è… Possiamo dire che questo gioco ha costruito tutto l’incontro.
Poi ci sono stati momenti di riflessione, una favola per i più piccoli ed una illustrazione delle abitudini dei vari popoli in questo periodo dell’anno. Si sentiva che le persone presenti si sono sentiti amati ed erano commossi di tutto quello che era stato preparato per loro e non finivano di ringraziarci.
Toni, uno dei GMU, ci ha scritto dopo questo incontro:
“… Nonostante in Iraq dipingano le uova per l’Anno nuovo e noi in Bulgaria per Pasqua, nonostante le altre differenze nei costumi e nelle feste, noi tutti abbiamo sentito che c’è qualcosa che dappertutto nel mondo opera con la stessa forza e la stessa luce: l’amore. Il nostro amore verso l’altro, verso quella persona che conosci da anni con tutti i suoi difetti o verso chi incontri per la prima volta, che non conosci ancora, ma negli occhi della quale nonostante tutto puoi vedere Gesù.
Il nostro incontro si è concluso con interessanti pietanze da tutto il mondo, con racconti vari, con tanti sorrisi e gratitudine.
Noi, Giovani per un mondo unito, speriamo di essere riusciti a far sentire a queste care persone che sono benvenute e che possono sentirsi a casa”.
A risentirci presto,
Julia a nome dei GMU di Sofia

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