Quando si superano gli steccati della diversità, nasce un mondo nuovo. Testimonianza di Juanmi, spagnolo a Loppiano. Vengo dal sud della Spagna, una terra che anticamente è stata abitata da musulmani che hanno vissuto in armonia anche con cristiani ed ebrei. Ma oggi il conflitto con il mondo islamico è molto forte e basta poco per fomentare razzismo e sfiducia, considerato anche il Marocco dista solo 15 Km dalle nostre coste.
Con alcuni amici, ho cercato di fare qualcosa, per cambiare questa situazione. Volevamo dimostrare prima di tutto a noi stessi che è possibile vivere da fratelli tra persone di diversi paesi e religioni. Per questo, insieme a Claude, un amico francese che abita a Tangeri, una città sulla costa marocchina, abbiamo cercato una strada per costruire ponti di fraternità.
Abbiamo organizzato un torneo di calcio con alcuni giovani musulmani di Tangeri, con la premessa di "giocare per Dio", "giocare per l'amicizia". Ed è stata una esperienza incredibile! Ci siamo andati cinque volte, ed è stato bellissimo scoprire che soltanto avendo questo obiettivo comune, tutte le barriere crollavano. Ci hanno accolto nelle loro case, come se fossimo parte della loro famiglia. E' stata un'occasione unica per conoscerci, per parlare della nostra fede.
Era bello scoprire con loro l'´esistenza di alcuni aspetti comuni tra le nostre fedi, per esempio, nel Vangelo, Gesù ci dice "dove due o più sono radunati nel mio nome, io sono in mezzo a loro" e nel Corano si dice anche: "Dove sono tre, Dio è il quarto; dove sono quattro, Dio è il quinto". Abbiamo scoperto che, essendo fedeli alla nostra fede, alla nostra religione ci avvicinavamo tra noi e ci scoprivamo fratelli.
Questa esperienza non si è fermata li, qualche tempo dopo, alcuni di loro sono venuti in Spagna per una settimana per portare avanti questa realtà e testimoniare che il mondo unito è possibile.
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