giovedì 18 novembre 2010

Rapporto, Comunità, Cultura

Alcuni anni fa avevamo il desiderio di trasmettere la gioia del nostro stile di vita ai nostri amici e non volevamo mostrarlo solo a parole. Per questo sono nati i nostri campi estivi che giá da tre anni si svolgono sempre in un contesto cittadino, ogni volta in una cittá dell’Ungheria diversa, con sfide e doni diversi. Perché? Perché guardare alla societá e prendere le proprie responsabilitá, fa parte della nostra vita quotidiana.

Per il 2010 abbiamo scelto Pécs, una cittá che quest’anno é stata nominata tra le capitali europee della cultura. Volevamo presentare la nostra cultura dell’amore come un valore in Europa, perció il motto dato al campo era: Rapporto – Comunitá – Cultura. Abbiamo approfondito questi temi perché sentiamo che tutto parte dal rapporto: da qui nasce la comunitá, che é capace di dare forma ad una propria cultura.
Volevamo metterci a disposizione in modo concreto, ma in attività veramente utili alla gente e all’ambiente. Volevamo essere vicini ai loro problemi, ma anche trasmettere i nostri valori a parole e con i fatti. Cominciava cosí un lavoro comune in cui ci siamo sentiti protagonisti e responsabili per quella cittá e i suoi abitanti. Eravamo una rete, giovani e adulti insieme.
L’inizio del campo nella cittá di Pécs coincideva con un grande festival di rock. In treno oltre i rocker, siamo arrivati anche noi, 200 giovani. Il nostro programma era molto vario, come varia la vita nostra: abbiamo lavorato nella e per la città, per esempio a dipingere cancelli, risistemare giardini pubblici, biblioteche, visitare anziani e istituti per bambini. Abbiamo organizzato tavole rotonde su temi a noi importanti: politica, famiglia, ecologia, economia. Naturalmente ci siamo anche divertiti con serate di ballo, giochi, bar e non potevano mancare i Mondiali di calcio.
Mi sono trovato molto bene al campo - diceva un giovane. All’inizio ero molto chiuso in me stesso. Ma il fatto di aprirmi non lo devo a me stesso, grazie dell’accoglienza, dell’assenza di pregiudizi, dei rapporti, chiacchierate, risate, apertura”.
E un altro: “Mi ha rinnovato l’anima e riportato alla vita. Sono felice, ma ancora piú importante é che ho la pace dentro, che da tanto tempo cercavo. Ho un po’ paura se in futuro questi sentimenti rimarranno o no, ma insieme a voi possiamo sempre rinnovarli”.
Una ragazza: “Mi é piaciuto il campo, perché ognuno ha trovato il suo posto, sia credente o no. Ho imparato tanto da voi, perché avete vissuto da modelli di come dare la vita per gli altri”.
Per concludere sentiamo che nel campo abbiamo trovato risposta ad uno dei piú grandi problemi dell’Europa: alla solitudine.Da soli non riusciamo ad andare avanti. In questo campo abbiamo sperimentato la forza della comunitá in cui possiamo donarci agli altri, credere in noi stessi e sentirci capaci di cambiare i nostri ambienti. 

Nessun commento:

Posta un commento