martedì 27 settembre 2011

Tocca a me fare il primo passo

Fin da quando ero piccola i miei genitori non andavano molto d'accordo e ogni minima cosa, come una tovaglia stropicciata o un piatto sporco, diventava motivo di discussioni che spesso sfociavano in grandi scenate a voce alta. Quando avevo 13 anni hanno deciso di separarsi; ricordo che facevo molta fatica ad andare d'accordo con mio padre, non accettavo soprattutto il suo atteggiamento e, quasi per protesta al loro modo di fare, per circa un anno ho cercato di evitare ogni occasione per trascorrere del tempo con lui. Sentivo però che così non facevo che aggiungere altro dolore in famiglia, soprattutto a mia mamma che non voleva perdessi il rapporto con mio padre.
Poco tempo dopo ho conosciuto i ragazzi che partecipano all'esperienza del Movimento dei focolari. Quando ho sentito da loro che Dio è Amore, che Dio è sempre presente nella nostra vita con il Suo amore personale e immenso, anche quando ci sono momenti così duri, è stata una grandissima novità per me. E' stato come un trampolino di lancio: io avevo avuto una formazione cristiana ma piano piano ho capito meglio che la mia vita era nelle Sue mani e anch'io potevo scegliere di amare, e moltiplicare il Suo amore verso tutti.

Per esempio verso il papà. Ho avvertito che toccava a me fare il primo passo e così, durante l'estate, anziché andare in vacanza con degli amici sono andata in vacanza con lui e con le mie sorelle per cercare di ricostruire un rapporto, andando al di là di quello che era successo tra i miei genitori. Questo passo non è stato facile, ma è stato importante per cominciare a camminare in questa strada nuova.
Il rapporto con mio padre è cresciuto di più, sfruttando momenti semplici che prima avevo cercato di evitare: come andare insieme ad un concerto che a lui piaceva tanto e a me un po' meno, o ad una conferenza a volte un po' noiosa, ma anche organizzando una serata in pizzeria con le mie sorelle per il suo compleanno.
Così è cresciuta anche la mia decisione di mettere in pratica il Vangelo con tutti, dovunque mi trovo: in famiglia, dove la situazione ancora oggi non è facile, ma anche a scuola e poi all'università, cercando di mettere amore dove non lo trovo. Ad esempio mi ricordo che un giorno, durante una gita con la classe, alcune mie compagne avevano deciso di rubare dei souvenir, dei piccoli oggetti-ricordo in un negozio... Prestando un po' di soldi ad una di loro, sono riuscita ad evitare che lo facesse.
Verso l'ultimo anno di scuola superiore è cominciato un momento più difficile: vedevo tante ingiustizie che si moltiplicavano attorno a me e volevo fare di più per superare questo senso di insoddisfazione. Ma allo stesso tempo mi sentivo inadeguata e mi sembrava di sbagliare tutto. Ad un certo punto volevo allontanarmi dagli altri amici della mia città con cui avevo condiviso quest'esperienza, perchè sentivo che non ero sempre coerente e pensavo che avrei potuto essere forte anche allontanando Dio dalla mia vita. In alcuni momenti ho sperimentato che è facile lasciarsi prendere da qualche attrattiva più immediata, come ad esempio esagerare con l'alcool nelle feste, pensando che non ci siano conseguenze negative.
In questo periodo ho sentito che Dio mi lasciava libera di fare come meglio credevo... Allo stesso tempo mi accorgevo che, vivendo così, non ritrovavo più quella gioia e quell'unità che avevo sperimentato tante volte... E che senso aveva vivere una vita a metà, fatta solo di pochi momenti di festa? Ho capito che non potevo far finta di respingere Dio dalla mia vita: Lui era sempre presente e mi amava, indipendentemente dai miei sbagli, e aveva permesso quest'esperienza di distacco solo perchè scegliessi con rinnovata convinzione di essere radicata in Lui e avere una fede più forte.
Ho ricordato le parole di Chiara Lubich che ci diceva di andare controcorrente, di essere nel mondo ma non del mondo...

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