E pensare che tutto é cominciato qui: la storia ci insegna che le prime comunitá di uomini sono nate in Africa. Arrivati qui e guardandoci attorno é stato il primo pensiero. Davanti agli occhi ci si presenta un altro mondo: strade dove si alterna il passaggio di macchine e persone che trainano carretti pieni di tronchi o altro da vendere, disordinatamente baracche al posto di case nascoste dalla natura rimasta ancora selvaggia. Questo forte impatto é stato smorzato subito dalla gioia ed accoglienza che la comunitá ci ha dato. Questa gioia é stata confermata dai volti sorridenti e curiosi di tanti bimbi con cui abbiamo avuto l’opportunitá di passare il nostro tempo. Le nostre mattinate sono state invase da una settantina di bambini e ragazzi di vari quartieri di Bangui. Il tempo insieme a loro volava tra partite di calcio, tiro alla fune, bans e tanti altri giochi.
Ci ha stupito vedere come anche i ragazzi più grandi si divertivano e si prendevano cura dei bimbi piú piccoli. Tutto ciò che veniva proposto era accolto con grande entusiasmo, non c’è stato mai uno screzio, un momento difficile da dover gestire. Impressionante è stato constatare come era facile capirsi pur parlando lingue cosi diverse. La loro simpatia e freschezza è stata così forte che sono stati loro a farci giocare e a coinvolgerci. La voglia di incontrarsi era talmente tanta da spingere i bambini a camminare ogni mattina per parecchi chilometri pur di raggiungerci. La gioia di questi ragazzi ha fatto si che tutto in noi acquistasse un valore ancora piu grande.
Già dai mesi precedenti la partenza abbiamo constatato con stupore e grande gioia quanto l’amore provvidente di Dio ci seguisse aiutandoci a superare le difficoltà che ognuno ha incontrato: dal trovare i soldi per il viaggio, all’insperato spostamento della data di un esame che cadeva durante quel periodo, alle persone che ci hanno regalato vestiti, materiale scolastico, giochi per i nostri piccoli amici centrafricani.
Prima di partire ognuno di noi ha cercato di prepararsi al meglio e insieme abbiamo redatto programmi sul da farsi durante la nostra permanenza ma subito abbiamo capito che c’era bisogno di perdere ogni aspettativa o programma per essere in grado di fare bene la cosa piu importante: condividere la vita e l’anima di ogni persona incontrata.
Ospiti della comunità degli Apostoli di Gesù Crocifisso abbiamo avuto la possibilità di condividere la vita quotidiana attraverso i loro racconti e l’aiuto concreto che abbiamo potuto offrire. Un oasi di pace alle porte di Bangui, pace a tratti bruscamente interrotta dal dramma unamo di madri che perdono i loro figli rubati dalla malaria nella clinica sita proprio dietro al nostro dormitorio. “La povertá peggiore della gente é l’ignoranza” ci spiega Padre Jean Claude. L’ospedale è l’ultima tappa di una corsa sfrenata contro la malattia e la povertà di chi non puo permettersi le più banali cure. Davanti a queste ed altre scene di dolore straziante siamo immobilizzati dall’impotenza, dal sentirci piccoli e finitamente umani. L’unica forza che ci riporta di nuovo a puntare in alto è il rapporto bellissimo con le focolarine di Bangui.
Loro ci hanno regalato una vera esperienza di “paradiso”. Forti ed instancabili punti di riferimento della popolazione locale testimoniano l’universalità dell’“ideale dell’unità” carisma donato da Dio alla Chiesa e all’umanità attraverso Chiara Lubich. Entrando nel focolare il mondo lo lasciamo fuori, con le sue contraddizioni, i dolori e le ingiusizie. Qui dentro ci sentiamo parte di un’unica famiglia: quella del “Cielo”.
Ci riportiamo nel cuore ognuno di loro, ogni sorriso, pianto ed esperienza e il grande desiderio di costruire insieme un pezzo di “mondo unito”.
I Giovani per un Mondo Unito provenivano da varie parti dell'Abruzzo, del Molise e da Roma
I Giovani per un Mondo Unito provenivano da varie parti dell'Abruzzo, del Molise e da Roma
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