martedì 8 novembre 2011

Bangkok: il coraggio di perdere la faccia per aiutare gli altri

"Prima che i miei studenti universitari terminassero gli esami, li ho spronati a fare qualche cosa a favore delle vittime dell’alluvione. Loro si consultano e decidono di raccogliere soldi avvicinando la gente in strada e salendo sui treni. Ci vuole un po’ di coraggio… ma una ventina di loro ci sta e si danno appuntamento davanti ai grandi magazzini, muniti di cartelloni, di una scatola e di un paio di chitarre. Sono tutti giovani buddisti convinti dell’importanza di fare opere buone.
Da parte mia li incoraggio a costruire prima l’unità fra di loro e a offrire le difficoltà e la stanchezza per il bene della nostra nazione.
Non posso andare con loro ma, mentre sono in azione, cantando e chiedendo offerte a quanti incontrano, li sostengo con qualche telefonata: “Come vi sta andando?” La raccolta supera tutte le aspettative: 17.700 bath; una grossa somma per la nostra economia.
Gli studenti sono felici; uno dei leader mi ringrazia per averli incoraggiati in questo impegno; una ragazza ha pianto perché non aveva ancora mai avuto occasione di fare un’ esperienza di questo tipo! (era una del gruppo che era andato a chiedere denaro nel treno).
Dopo avermi consegnato tutto il denaro raccolto, una studentessa mi dice che sarebbe ancora andata ad aiutare chi confeziona pacchi dono per le vittima."
S.C.

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